Miguel Martinez vs. Cuore: l’intervista e le balle
17 gennaio 2010 – 17:30Apprendo che Miguel Martinez osa scrivere, sul suo blog:
[...] Guarda che io sono una persona molto attenta a non raccontare fattacci personali né miei né degli altri, peggiori nemici compresi.
Eppure tutti gli attacchi contro di me su Internet sono costruiti con abili ritagli di cose che ho scritto, oppure manipolando contatti con altre persone, oppure mettendo insieme cose vere con cose false.
Ora: succede che questo sedicente discretissimo tizio abbia diffuso i miei dati e ogni sorta di manipolazione della mia esistenza (sessuale, familiare, su mia madre e fratelli etc.) lungo un migliaio di commenti sparsi sul suo blog. Succede che lo abbia fatto per distogliere l’attenzione dal fatto che una sentenza del Garante della Privacy lo indicava implicitamente, assieme a qualcun altro, come la “talpa” che aveva girato a Magdi Allam una mia email privata finita sul Corriere. Succede che qui si sia reagito cercando di mettere in guardia, con testimonianze e materiali, altri incauti dall’avere a che fare con lui. E succede che il materiale che ho usato ne smascheri le bugie e sia verificabile e trasparente.
Visto che ancora si lamenta, tuttavia, mi sorge il dubbio che confidi sulla pigrizia di chi non va a aprire i file jpeg per vedere che ciò che lui dice non è riportato in “ritagli”, su questo blog, ma nella sua interezza. E quindi ho pensato che forse valeva la pena di trascriverlo anche in formato testo, ché così gli togliamo motivi per lagnarsi. Procediamo, dunque.
Antefatto:
Nella redazione di Cuore di via Castiglione, a Bologna, si presenta un tale Miguel Martinez, tizio che si attribuiva un passato in Ordine Nuovo e in altre organizzazioni filoterroristiche di estrema destra. Arriva, quindi, e propone un suo materiale su Nuova Acropoli. Associazione che, a suo dire, celava una catena di reclutamenti per azioni di altro genere. Luca Bottura, all’epoca a Cuore, verifica per quello che può e lo intervista. Valerio Marchi, competente studioso di eversione nera, scrive il pezzo principale.
Si scatena un putiferio su Cuore, con tanto di arrivo della Digos in redazione e querela di Nuova Acropoli (poi archiviata). A quel punto Martinez – per paura o per motivi più torbidi – tenta di smentire tutto. Ci si dedicherà per lungo tempo, e in tutti i modi: a volte contando sulla bontà di studiosi comprensivi sul piano umano (vedi Ugo Tassinari), altre volte diffondendo smaccate menzogne. Peccato che l’intervista sia assolutamente autentica, invece.
Qui la riporto per esteso. In seguito trascriverò l’articolo di Marchi.
Intervista:
Come si entra a Nuova Acropoli?
Anche da sinistra. Esternamente si presentano come ambientalisti e paladini del laicismo. Il mio però è un caso a parte.
Quanto a parte?
Ero studente, venivo da Ordine Nuovo e non hanno dovuto usare i sotterfugi che utilizzano con le altre “matricole”.
Quali?
Si inizia con un corso, all’interno del quale l’adepto viene seguito individualmente. Lo si sonda, se ne capiscono gli interessi, lo si indirizza verso un lavoro all’interno dell’organizzazione. All’inizio in maniera subdola, fintamente assembleare. In realtà attraverso l’introduzione di argomenti militari, abituandolo a eseguire gli ordini.
In quanto tempo?
Per trasformare un lettore di Cuore in un capomanipolo del Corpo di sicurezza, ci vogliono circa due anni. Si comincia con l’utilizzo di piccoli codici (segnali particolari, gergalità, giochi di ruolo), e ci si ritrova inquadrati, stretti in divise similnaziste, a fare il saluto romano. O a sparare.
Dove?
Si addestrano in un terreno vicino Roma, la Commenda. E’ sulla Cassia, a Montefiascone.
Altre violenze?
No. L’organizzazione non va sputtanata, non bisogna tradirsi. Al massimo qualche scazzottata con i punk che non gradiscono Wagner e la musica celtica.
E il processo mentale, qual è?
Non è obbligatorio essere disturbati mentalmente per farsi coinvolgere. Può bastare una forte dose di idealismo.
C’è coscienza di ciò che si persegue?
Io ho avuto tutto chiaro da subito, ed è per questo che ho salito i gradini dell’associazione.
Tutto chiaro cosa?
L’obiettivo finale è la costruzione di uno Stato piramidale, dittatoriale.
Attraverso i corsi da annunciatore FS?
In Italia, non essendo riusciti a entrare organicamente nei centri di potere, ci si accontenta di pompare denaro all’organizzazione internazionale. Attraverso un uso dei media che anno dopo anno si è affinato.
Come?
Dal ‘57 all’82 non si sono mai occupati di ecologia. Poi, visto che l’argomento “tirava” sui giornali, hanno cominciato a pulire parchi su parchi. Previa allerta ai cronisti, ovviamente.
Come si fa carriera?
Chi porta dentro altra gente, chi è affidabile, chi fa parlare i giornali va avanti. E pian piano arriva a sentirsi importante, all’interno di un mondo che riconosce per buone solo le proprie leggi totalitarie.
Esiste qualche barlume di buonafede?
A livello intermedio sì. Buonafede e fanatismo insieme. Nei vertici no.
Lei ha mai avuto un lavoro regolare?
No. Solo lavori collaterali. E anche adesso sono in queste condizioni, anche se – a 38 anni – sto per laurearmi. Ma non è facile recuperare.
E farsi una famiglia?
Ho conosciuto mia moglie [nota mia: si tratta della prima moglie, che adesso vive a Roma] all’interno di Nuova Acropoli, ma lei è sempre stata meno importante dell’organizzazione.
Come ne è uscito?
Ero da solo in Egitto, come capo dell’organizzazione locale. Ho avuto accesso all’archivio generale: piani per conquistare il mondo accanto a foto di vecchietti travestiti da gerarchi. Lontano da tutto, ho avuto modo di capire come tutto ciò fosse al contempo grottesco e pericoloso. [Nota mia: pericoloso soprattutto per lui, ché in Egitto le sette sono penalmente perseguibili e, se lo avessero beccato, avrebbe avuto guai serissimi. E' plausibile pensare che, più che prendere coscienza, sia fuggito di fronte a qualche problema.]
Adesso ha paura?
No. Se mi succede qualcosa, non sarà difficile scoprire chi è stato.
[Luca Bottura]
Bon. Ora, tutti hanno il diritto di cambiare idea, e ci mancherebbe che Martinez non fosse libero di rinnegare il proprio passato. Anche ammesso che lo abbia fatto, però (e qui ne dubitiamo) rimane comunque censurabile l’attitudine a mentire e a manipolare i fatti, trattandosi di una persona che pretende di fare attività politica.
Ed ecco qui Miguel Martinez che smentisce l’intervista di cui sopra, invece, e guardate in che termini:
Balle: né Cuore aveva motivo di mettersi a fare dell’ironia su uno sconosciuto come lui, né Tassinari ha mai accusato Bottura e Marchi di avere voluto fare una goliardata. Ma tant’è. Preso in castagna, Martinez tace. Poi, confidando nella smemoratezza generale, scrive cose come quella che ha provocato questo post. (Anzi, sai che ti dico? Io la metto al sicuro, la pagina web con le balle di Martinez. Nello stesso sito in cui lui conserva la foto della bambina di Marrazzo.)
(Segue: Mein Kampino, di Valerio Marchi)








