Scene da un Ramadan
30 October 2003 – 20:55
I botoletti del primo anno, irriconoscibili.
Inquieti, distratti, svogliati.
?Sì, ho capito che è Ramadan, ma i compiti li potrebbero fare, checcavolo!?
Poi, un giorno, mi viene sete.
Qui è piena estate, pare Luglio.
?Oddio, la sete. E mo???
I bidelli che portano da bere sono tutti a casa. Di bere dal rubinetto del bagno, non se ne parla. Mi potrebbe ammazzare, la loro acqua potabile. Mi tocca tenermi la sete fino a casa.
Penso: ?Devo cercare di sforzarmi e di parlare il meno possibile?. E, come per incanto, capisco i ragazzi.
A dimostrazione che l?essere umano, quando ha mangiato e bevuto, può anche essere sinceramente convinto di capire gli affamati e gli assetati, ma è una balla.
La comprensione teorica non è comprensione, ahimè. Ci vuole la pratica.
Gli ospedali sono in allarme rosso e, davanti al nostro, arrivano ambulanze tutte le sere.
A volte arrivano dalla campagna, e allora vedi una cinquantina di fellahin, con la loro galabiya azzurra e il turbante, che siedono sui marciapiedi attorno all?ospedale, l?aria preoccupata, e chissà chi aspettano, o chi vegliano.
?Perchè dovrebbero fare come in Marocco: lì, quando scatta la fine del digiuno, prendono un brodo e qualche dattero. Poi, dopo un?oretta, mangiano?.
Gli egiziani, figurarsi.
?Già, bisognerebbe fare così. Ma quello che facciamo in realtà è correre a mangiare, e di fretta.?
Come si può pretendere che un popolo simpatico sia anche disciplinato?
E così le indigestioni sono all?ordine del giorno, e qualche nonno ci lascia pure le penne, magari.
Però deve essere proprio bello.
Cammini per strada verso le 3, le 4, e da ogni casa, da ogni finestra, ti arrivano odori di cibo delizioso, e devono esserci centinaia di pentole sul fuoco, e tutta la città sente questi odori e resiste.
Poi, alle 5, la città è vuota.
Se mi mettessi a camminare nuda per strada non mi vedrebbe nessuno, nessuno se ne accorgerebbe.
E? una città fantasma, è l?atomica.
L?Egitto intero con la testa nel piatto. Tutte le fibre e la tensione nervosa di ogni singolo egiziano concentrate sulla propria bocca, sulla gola, sulla pancia.
Alle 5 della sera del mese di Ramadan, questo è un popolo inerme.
Ci sono poi anche quelli bravi davvero, che mangiano alle 5,30 perché alle 5 pregano. Mica il contrario, come quasi tutti gli altri.
Alle 5 di stasera, con il Nilo che cambiava colore per il crepuscolo, c?era il guardiano che pregava, qui sotto.
Io sul balcone, a guardarlo, e lui giù, ma lontano mille miglia, concentrato.
In piedi, poi si inginocchia, poi gira la testa da un lato e dall?altro, poi poggia la testa sull?erba del giardino, e la affonda nella terra, quasi. Sta pregando sul serio, ci mette l?anima.
Chissà com?è, saper pregare così.
E ancora, l?aggettivo ?inerme?.
Lui è una guardia, ha la divisa e il mitra. Ma tu sai che si sta sentendo umile, inerme di fronte all?infinito, e lo guardi.
Si è tolto le scarpe, e i calzini sono bucati sul tallone.
La tenerezza che ti trasmette è tenerezza verso il genere umano.
Ramadan vuol dire che bisogna essere generosi.
Oggi ho comprato le verdure al mercato. Chiuso l?acquisto mi allontanavo, ma loro mi richiamavano indietro: in tutto, mi sono state regalate tre arance, una manciata di peperoni, una brioche, un grappolo d?uva.
Io, invece, ho dato delle monetine a dei bambini.
Per i bimbi, è una specie di Halloween: di sera, si aspettano caramelle e dolciumi. Di giorno, monetine per i petardi.
Ed è tutto un petardo, in strada, ma gatti, asini e galline non fanno una piega. ?Bum!?, e il gatto si limita a fare la faccia schifata.
Comunque sono pochi, i bimbi che hanno il coraggio di chiedere qualcosa a me. Sono troppo esotica, per loro, e mi guardano ma stanno lontani.
Qualche bambina è capace di rimanere lì a fissarmi con la bocca aperta, quando sono vestita molto occidentale.
La timidezza è un handicap. Più la mia che la loro.
6 Responses to “Scene da un Ramadan”
Ciao Lia,
da quando ho scoperto il tuo blog ? diventato per me un appuntamento quotidiano.
I tuoi racconti mi fanno arrivare nel mio ufficio grigio, triste, ordinato e silenzioso una ventata di suoni, colori e odori dal mio amamatissimo Egitto, anche se cos? aumenta la nostalgia e la voglia di tornare prima possibile.Sono in piena crisi di astinenza la sera quando arrivo a casa,cerco un p? di consolazione guardando Nile Tv, la notte faccio sogni in cui parlo uno speditissimo arabo forse ? un modo per illudermi che non sto dimenticando quel poco che avevo faticosamente imparato con una pronuncia a dir poco imbarazzante. Che tristezza!
By rita on Oct 31, 2003
>l?essere umano, quando ha mangiato e bevuto, pu? anche essere sinceramente convinto di capire gli affamati e gli assetati, ma ? una balla. verit? vera
By lu on Oct 31, 2003
scusa Lia se te lo metto qui ,,ma visto che il post piu recente e piu facile che leggi qua ..Nel caso quando hai tempo o ti capita puoi dare un occhio all edicole egiziane e dirmi che fumetti girano,, sia di autori stranieri sia e sopratutto locali,,, (non solo di tipo vignettista politico ) ma sopratutto i vari genri che possano essere o meno in auge a seconda delle fasce d eta (avventuroso,scifi,horror , etc etc )
mmm e se puoi caso postare qualche tavola qualche pagina o qualche copertina ,, ,,
Che son sempre stao molto curioso al riguardo mi spiego historiettas argentine, manga, comics usa, autore italico ,Brtish School,,, perfino qualche HK comics o gia avuto modo di leggerli e vederli..perfino spagnoli ,, che ora ce ne sono un bel po che lavorano per la Marvel,,ma sarei ripeto piu che curioso di avere un briciolo di visone della scuola fumettistica egiziana,,, Non so nel caso se puoi chiedere anche ai pargoli Egizi (ah si dumanda bonus ma perche li chiamiamo egiziani,,non dovrebbe essere Egizi imvece il nome e corretto )
Sia ripeto i genri,,sia quali siano le principali case editrici,, sia eventuali disegnatori e scrittori del tutto? grassie
By British Bulldog on Oct 31, 2003
Sto scoprendo, da quando ho questo blog, che il mal d’Egitto ? pi? diffuso di quanto pensassi…
Meno male.
Non sono io ad essere strana, allora: questo paese assorbe davvero, come dice il mio amico Felipe.
(Che ? un altro che era venuto per stare qui un mese, tre anni fa…:)) )
(Ok, Saint. Provo e poi ti faccio rapporto.)
By lia on Oct 31, 2003
ciao!ho trovato sta sera questo fantasticosito.
il tuo racconto mi ha rapita…
Adoro l’egitto, sono in crisi d’astinenza!
Da quanto tempo ci vivi?vorrei farti 1000 domande ma temo d’essere inopportuna.
Grazie dei racconti
By leyla on Nov 3, 2003
Da Settembre.
L’ho scoperto 8 anni fa e, da allora, ci sono tornata ogni volta che ho potuto.
Adesso, finalmente, ci lavoro e ci vivo.
Tutto qui.
Ciao…:)
By lia on Nov 3, 2003