Chi le ha viste?

7 novembre 2004 – 23:49

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Sono abituata a vedere le facce di queste due ragazzine: campeggiano da tempo nella homepage del sito dove mi guardo di solito la rassegna quotidiana di vignette arabe.
Quindi so che hanno 15 anni e che sono state arrestate all’alba del 16 Giugno scorso dai militari israeliani e portate via bendate e in pigiama, come nei film sulla dittatura argentina che facevo vedere ai miei studenti, in Italia, quando facevamo il modulo sulle dittature.
E che sono state portate alla prigione di Al Ramleh.

Poi so che a Settembre erano ancora là: nessuna accusa, nessun processo, nessuna informazione sulla loro sorte.
Lo so perchè ne parla il n. di Settembre della rivista di un’associazione femminile che è in Australia (file PDF).

I bambini (quelli attorno ai 14 anni sono circa 350) detenuti in Israele non sono una novità.
Vengono torturati (in Israele è legale) e firmano circostanziate confessioni in solo ebraico, lingua che di solito non parlano.
Di solito li portano in territorio israeliano e per le loro famiglie e per gli avvocati è impossibile ottenere il permesso per raggiungerli.
Le tecniche di tortura usate dagli israeliani e su cui testimoni e associazioni umanitarie concordano consistono nel tenerli legati in posizioni dolorose, in doccie gelide e bollenti, privazione del sonno, pestaggi alla testa e ai genitali e cose così.
Questi bambini vengono tenuti in isolamento in celle senza luce o con luce 24 ore al giorno, non hanno accesso al bagno ma solo al pavimento della loro cella, mangiano cibo marcio e bevono acqua contaminata e non ricevono, ovviamente, alcuna cura medica nè visite o generi di conforto dai familiari.
Vengono picchiati mentre sono legati e bendati e soggetti a scherzetti terrorizzanti di vario tipo, con l’obiettivo di spezzarli psicologicamente. A vita.
Le femmine vengono interrogate nude e minacciate di stupro. Che poi siano stuprate o meno, non lo so, e non lo sa nemmeno chi mi legge. Gli arabi non le dicono, queste cose.
(A dire il vero non c’è nemmeno bisogno di essere prigioniere palestinesi, per essere interrogate nude dagli israeliani. So di cooperanti spagnole a cui è successa la stessa cosa.)
I bambini, in genere, sono accusati di aver tirato pietre. Ai carroarmati, di solito.

In realtà, sono fermamente convinta che scrivere queste cose non serva a nulla: chi le sa non ha bisogno di leggerle da me, e chi non vuole saperle continuerà tranquillamente a ignorarle.
Poi ci stiamo abituando al concetto di tortura. Il povero Primo Levi deve starsi rivoltando nella tomba.

E credo anche che ci sia gente che ci si eccita, con queste cose qui: attorno al “nuovo ordine mondiale” si raccolgono molti malesseri psichici individuali a cui la politica fa da contenitore.

A proposito di Primo Levi: credo che quest’anno non lo farò, con i miei studenti.
Non so che senso abbia, farlo.
Fino a quando si credeva che certe cose non fossero a conoscenza della nostra opinione pubblica, di discorsi se ne potevano ancora fare, e l’anno scorso fu una bella esperienza.
Ma ormai, dopo Abu Ghraib, l’indifferenza del mondo e la rielezione di Bush, io non me la sento più.
Sarebbe come prenderli in giro, o provocarli stupidamente.

Più che altro, vorrei davvero sapere se ci sono novità, sulla sorte di queste due faccette che ormai mi sono familiari, e ho pensato che forse i blogger che seguono abitualmente questo tipo di faccende (sì, Gianna, dico a te!) potrebbero saperne qualcosa. Io le cose di Israele le seguo in modo intermittente perchè mi fanno stare male.

Mentre cercavo le bambine in rete, comunque, sono incappata in questa scuola e, francamente, il mestiere che faccio mi obbliga a segnalarla.

school.jpg

E’ una scuola elementare in Israele, ovviamente riservata ai bambini cosiddetti “arabo-israeliani”.
Illustra uno studio dell’HRW sulla discriminazione che questi bambini subiscono all’interno del sistema scolastico israeliano.
Lo studio è del 2001 ma è accurato ed esaustivo e mi pare interessante per gli addetti ai lavori.

  1. 27 Responses to “Chi le ha viste?”

  2. Lia, non ho alcun dubbio che gli arabi-israeliani saranno i bersagli del prossimo giro di vite: alla fine di tutto lo scopo di Israele (ovvero: dei partiti al potere, senza grossa distinzione tra Likud e Laburisti) ? quello di una nazione etnicamente e religiosamente pura. Continuo a credere che Israele sia rimasto uno dei pochi stati religioso-razzisti al mondo (con l’Arabia Saudita e qualcun’altro, per dire) e che questa minoranza sia vista come un problema e non come una opportunit? di essere multiculturali.

    Mi piacerebbe leggere qualcosa su stranieri occidentali che vivono in Israele per lavoro o cultura, mi sa che al di fuori delle grandi citt? la loro vita non sia granch? facile.

    By alessio on nov 8, 2004

  3. Io sto male quando leggo queste cose, eppure mi faccio violenza e le leggo; adesso poi non riuscirei neanche a evitarlo, il senso di colpa mi travolgerebbe.
    Ma serve a qualcosa?. Dimmelo, con onest

    By chiara on nov 8, 2004

  4. Cara Lia,
    avrai notato che parlo sempre meno di Israele. Un po’ perch? i miei “fornitori di notizie” battono la fiacca, un po’ perch? non ho pi? il tempo di scovare notizie in rete, e MOLTO perch? anch’io mi faccio troppo male a mettere le mani dentro a queste cose.
    L’anno scorso mi chiedevi come facessi a maneggiare tutti i giorni questa materia, che fa cos? male. Io per? avevo ancora speranze ed un po’ di sano entusiasmo. Ora… sono a secco.
    Tu dici: “In realt?, sono fermamente convinta che scrivere queste cose non serva a nulla: chi le sa non ha bisogno di leggerle da me, e chi non vuole saperle continuer? tranquillamente a ignorarle”.
    Purtroppo ? quello che penso anch’io, chiedendomi anche se abbia senso che io mi metta a copiare e incollare cose: cui prodest?
    Cio?: serve veramente a qualcosa quello che faccio? O ? un gioco intellettuale, uno sfogo, un esercizio narcisistico?
    Il tuo blog ? diverso, ha un altro respiro.
    Il mio, specialmente Refuseniks, voleva essere un blog “di servizio”, e per un po’ ha funzionato, ma ora ho meno energie a disposizione.
    Chiss?, forse mi riprende il sacro fervore, ma sono molto dubbiosa.
    Per?… sicura che non farai Primo Levi? Sar? che io lo considero veramente una pietra, qualcosa che deve stare l? senza mai essere rimosso. E’ troppo importante quello che ha scritto e come lo ha scritto.
    Io ho preparato una presentazione in Power Point con suoi testi, immagini e musiche di sottofondo, che proietter? a scuola facendo poi lavorare i ragazzi con i materiali artistici, elaborare le loro reazioni e riflessioni artisticamente (sai che sono arteterapeuta).
    Potresti accostare Levi ad altre cose contemporanee. Immagini (io parlo di immagini, ma puoi trovare il modo) di Auschwitz e di… Guant?namo, Beslan, Abu Ghraib, stadio di Santiago del Chile…
    Senza banalizzare, chiaro, ma facendo vedere che – fatte le dovute proporzioni – nessuno ha inventato niente e tutto si pu? ripetere.
    Baci un po’ sconsolati…
    Gianna!

    By Gianna on nov 8, 2004

  5. Leggere queste “cose” fa male, ma ? e sar? sempre
    sbagliato non sciverle e non leggerle, per questo
    ho deciso di pubblicare questo tuo messaggio sul
    forum di Sabina Guzzanti e ti segnalo il link, se
    vuoi puoi venirci a trovare
    Grazie
    http://www.sabinaguzzanti.it/forum/phpBB2/viewtopic.php?t=3634&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight=

    By barbara on nov 8, 2004

  6. Cara Lia, hai fatto benissimo a scrivere quelle notizie, per quanto duro sia leggerle e per quanto inconsistenti appaiano i risultati di questo tipo di onesta e doverosa informazione.
    Il mondo intero si ? commosso per Beslan ma in pochi si sono resi conto che Beslan era “solo” un’immagine sincronica di quello che avviene costantemente per il mondo e che non ? riducibile ad un’unica immagine se non nel nostro pensiero.
    Credo che in questo momento sia importante ripensare anche alla formazione della legislazione razziale in Italia … Correva l’anno 1938. Sembr? e sembra una normativa antiebraica (e lo era) ma risult? anche un utile sistema per distruggere il popolo rom (che non pu? sostenere la propria memoria con documenti scritti). Culturalmente quella legislazione fu resa accettabile da anni e anni di razzismo propinato in forme subdole (ci sono dei testi straordinari di stampa popolare collegata alle “imprese” coloniali). Non dimentichiamo che fu applicata dal personale italiano delle istituzioni italiane (scuole, prefetture, uffici di polizia…). Senza dimenticare Primo Levi (soprattutto quello de “i sommersi e i salvati”) credo sarebbe bene rivisiatare la storia del “nostro” razzismo, una cultura che mi sembra in piena rifioritura. augusta

    By Augusta De Piero on nov 8, 2004

  7. @ Alessio: sarebbe interessante approfondirlo, questo discorso degli stranieri che vivono l?.
    Intanto, le varie chiese cristiane se la passano maluccio, al di l? degli sputi di cui ho parlato tempo fa.

    Leggevo sul giornale della comunit? ebraica di NY che ? abbastanza imbarazzante, ci? che succede ai cristiani, e che molti di loro non escono nemmeno di casa durante certe feste:
    http://www.forward.com/main/article.php?ref=greenberg200410201103

    Volevo farci un post, ma poi mi ? passata la voglia.

    @ Barbara: grazie. :)

    By lia on nov 8, 2004

  8. Oh. Vedo che il sito del giornale richiede la registrazione, adesso.
    Fa niente: ho l’articolo da parte e lo metto qui.

    Church Flap In Jerusalem: Bad Blood ? And Saliva
    By Eric J. Greenberg
    October 22, 2004

    It has been Jerusalem’s dirty little secret for decades: Orthodox yeshiva
    students and other Jewish residents vandalizing churches and spitting on
    Christian clergyman as they walk along the narrow, ancient stone streets of
    the Old City.

    Now, however, following a highly publicized fracas last week between a
    yeshiva student and the archbishop of Jerusalem’s Armenian Church, the
    issue is generating unprecedented media attention in Israel. The fight
    started after a yeshiva student at the respected Har Hamor yeshiva spat on
    Archbishop Nourhan Manougian during a Christian holy procession in the Old
    City.

    In the wake of the incident, a top Armenian Church official told the
    Forward that his church is calling on the Israeli government and on rabbis
    around the world to help put a stop to the offensive, decades-long abuse.

    “These ultra-Orthodox Jews are the ones causing this scandal, those that
    live here in our neighborhood and the ones that come visit the Western
    Wall,” said the church official, Aris Shirvanian, in a phone interview
    Monday. He spoke from the patriarchate’s world headquarters in the Armenian
    Quarter, one of the famed four quarters of the Old City of Jerusalem.

    “We would like to see the authorities… become more strict with the
    offenders,” said Shirvanian, director of ecumenical and foreign relations
    of the Armenian Patriarchate. “We would also ask rabbis to get involved in
    educating this one sector of the Jewish society.”

    Har Hamor is one of the leading institutions of religious Zionism, Israel’s
    equivalent of Modern Orthodoxy. Most sources interviewed for this article
    suggested that the abusive practices were more common in the ultra-Orthodox
    or Haredi community, which is characterized by greater insularity.

    The controversy comes as the Israeli government and Diaspora Jewish
    organizations have been viewed for this article suggested that the abusive
    practices were more common in the ultra-Orthodox or Haredi community, which
    is characterized by greater insularity. But sources told the Forward that
    the pratice has recently been picked up by other segments of the Orthodox
    world, including visiting American yeshiva students.

    The controversy comes as the Israeli government and Diaspora Jewish
    organizations have been attempting to focus international attention on what
    they describe as a surge in antisemitism across the globe. Beyond
    potentially undermining these efforts, the reports of anti-Christian
    harassment could weaken Israel’s claim to be an effective guardian of
    Christian and Muslim rights in Jerusalem.

    “Protection of everything sacred to other religions is one of the
    justifications for Israel’s sovereignty in Jerusalem, whose legitimacy will
    be undermined if this spitting becomes prevalent,” said a former Israeli
    chief rabbi, Israel Meir Lau. Lau condemned the harassment, and warned that
    such incidents could fuel antisemitism outside of Israel.

    Besides the Armenian rite, clergy of other Christian churches have been
    targeted, Shirvanian said. “This is not happening only to Armenian clergy,
    but also to the Catholics, Syrians, Romanians and Greek Orthodox.”

    Following the incident involving Manougian, numerous Israeli government
    officials and Jewish religious and organizational leaders have stepped
    forward to condemn the acts.

    Interior Minister Avraham Poraz called the yeshiva students’ behavior
    “intolerable,” and asked Internal Security Minister Gideon Ezra to “take
    all the necessary steps to prevent these incidents in the future.”

    The chairman of the Knesset’s Interior and Environment Committee, Yuri
    Stern, said the incidents resulted from ignorance and stupidity. He called
    for changes in how Christianity is taught in Israeli schools.

    Jerusalem mayor Uri Lupoliansky, the city’s first ultra-Orthodox chief
    executive, announced that he would appoint an adviser to deal with the
    problem of Jewish harassment of religious minorities in Jerusalem and to
    provide recommendations to improve interfaith relations in the city.

    According to Shirvanian, church officials are frequently subjected to
    spitting, from yeshiva students as well as from ultra-Orthodox women and
    young children. He said ultra-Orthodox Jews also throw garbage on church
    doorsteps and break windows at churches and at Christian homes.

    Daniel Rossing, a former adviser on Christian affairs at Israel’s Religious
    Affairs Ministry, said there has been an increase in the number of such
    incidents recently, “as part of a general atmosphere of lack of tolerance
    in the country.”

    “I know Christians who lock themselves indoors during the entire Purim
    holiday” for fear of being attacked by Jews, said Rossing, now the director
    of a Jerusalem center for Christian-Jewish dialogue.

    A spate of recent incidents has been reported in the press:

    ? A few weeks ago, an elderly man wearing a yarmulke spat on a senior Greek
    Orthodox cleric who was entering a government office in Jerusalem’s Givat
    Shaul section.

    ? Stars of David were spray-painted on the entrance to the Monastery of the
    Cross, not far from the Knesset. The Holy Trinity Russian Orthodox
    Cathedral, near Jerusalem police headquarters in the so-called Russian
    Compound in downtown Jerusalem, suffered similar vandalism.

    ? Officials at a church located near several yeshivas complained that the
    students were watching them through binoculars and making offensive
    gestures when they passed by. Churches located in several Orthodox
    neighborhoods in Jerusalem complained that neighbors had thrown garbage
    into their yards.

    The Armenian call for action comes several days after Manougian was spat
    upon while leading a procession marking the Exaltation of the Holy Cross
    near the Church of the Holy Sepulcher in the Old City.

    In response, Manougian slapped the yeshiva student, Natan Zvi Rosenthal,
    21, a resident of Beersheva. During the ensuing brawl Manougian’s cross
    medallion, worn by Armenian archbishops since the 17th century, was damaged.

    Police questioned both men. The Jerusalem District Court barred Rosenthal
    from entering the Old City for 75 days.

    Israel’s failure to impose a harsher penalty drew sharp criticism from
    Manougian. “When there is an attack against Jews anywhere in the world, the
    Israeli government is incensed,” the patriarch was quoted as saying. “So
    why, when our religion and pride are hurt, don’t they take harsher measures?”

    Rosenthal later apologized to Manougian during a special meeting at
    Jerusalem police headquarters late last week. In apologizing, he said he
    had been raised to view Christianity as idol worship, which is forbidden by
    the Torah.

    Shirvanian later said the church had accepted Rosenthal’s apology, as
    required by its religious tenets. “We had to forgive him in the Christian
    spirit,” Shirvanian said, adding that the church now favors canceling
    Rosenthal’s punishment.

    On Sunday, Israel’s Knesset held an emergency meeting and launched an
    investigation into the apparently rising level of assaults against
    Christian clergy and churches.

    But by then, the incident was reverberating throughout the world, with more
    stories in the Israeli press of harassment and vandalism directed by
    Orthodox Jews against several denominations.

    Even as the Knesset’s Interior and Environment Committee was interviewing
    Christian leaders and Jerusalem officials, a 6-year-old Haredi boy spat on
    a young Armenian priest, Shirvanian told the Forward.

    In keeping with a long-standing approach, the church did not report the
    second spitting incident to the police. “When a little boy and little girl
    do this, they are being taught by their parents,” Shirvanian said. “Shall
    we punish them? It’s more a matter of educating them and educating the adults.”

    The spitting on priests has been occurring “since the unification of
    Jerusalem in 1967,” Shirvanian said.

    Scholars contacted by the Forward cited several ancient rabbinic sources as
    potential sources of anti-Christian attitudes.

    At least one talmudic passage advises Jews to say pejorative things when
    passing the homes or graves of idolators, and while most rabbinic
    authorities have denied Christianity was intended, some medieval
    commentators seem to suggest that some Jews viewed it that way, presumably
    reflecting Jewish resentment of Christian persecution.

    Shirvanian said the Armenian church has generally “tried to ignore” the
    spitting incidents. He said most Christians do not report the incidents to
    the police because the authorities ignore them. “They just take the reports
    and of course, they release the offenders.”

    A Jerusalem police spokesman, Gil Kleiman, said that before the recent
    altercation involving the Armenian patriarch, it had been two years since
    the police handled a spitting incident.

    Kleiman confirmed that Christian clergy complain the harassment is
    frequent. But it took the attack on the Armenian leader to transform the
    matter into a public issue and national embarrassment.

    Shmuel Evyatar, a former adviser on Christian affairs to the mayor of
    Jerusalem, called the situation “a huge disgrace,” adding that most of the
    instigators are yeshiva students studying in the Old City who view the
    Christian religion with disdain. “I’m sure the phenomenon would end as soon
    as rabbis and well-known educator denounce it. In practice, rabbis of
    yeshivas ignore or even encourage it,” he said.

    Rabbis from the Har Hamor yeshiva said that Rosenthal was the first student
    at their institution to be charged with such an offense. They said that
    they educate their students to be courteous to others and expressed regret
    over the spitting incident.

    Rabbi Avi Shafran, a spokesman for Agudath Israel of America, the leading
    advocacy organization of ultra-Orthodox Judaism here, said he was
    unfamiliar with assaults on Christians and his organization has no role to
    play in stopping the harassment.

    “Were something of the sort to occur in the United States, our rabbinic
    leadership would likely address the issue,” Shafran said. “Since, though,
    the incident and the accusation of more widespread abuse have taken place
    in Israel, our rabbis would leave any response to the incident and to the
    demands of Armenian clergymen to the rabbinic leaders in the Holy Land.”

    Another American organization, the Anti-Defamation League, is speaking out
    on the issue. The ADL sent a letter to Israel’s two chief rabbis, urging
    them to take quick and forceful action.

    Rabbi David Rosen, the Jerusalem-based international director of
    interreligious affairs for the American Jewish Committee, said his
    Christian counterparts are “extremely upset” over the recent incidents. At
    the same time, he added that “they are also content, in a way, that the
    matter is now being taken seriously by the Israeli authorities.”

    With reporting from Ha’aretz in Israel.

    By lia on nov 8, 2004

  9. … al Comune di Roma sono tutti presi con le “erezioni” dei Rapp.Sindacali… Questo Blog domani lo attacco sui loro insulsi manifesti!

    By giulio romano on nov 8, 2004

  10. A proposito dell’articolo sugli sputi, informo -se a qualcuno pu? interessare leggere qualche cosa in italiano -che nel mio blog (betlemme.splinder.com) il 16 ottobre ho pubblicato la traduzione di un articolo di Haaretz e il 24 ottobre un comunicato di fonte vaticana che mi ? sembrato piuttosto carente, per non dire ambiguo.

    By Augusta De Piero - Udine on nov 8, 2004

  11. Che dici, mandiamo il tutto alla redazione di “chi l’ha visto?”, ed a qualche giornale?
    Posso? ciao

    By giulio romano on nov 8, 2004

  12. Il contenuto di questo blog ? pubblico e utilizzabile, Giulio.
    Io comunque vorrei davvero capire se qualcuno sa che fine abbiano fatto. Magari sono state rilasciate, chennes?. Anche se non credo, perch? le foto continuano a stare nella pagina dove le ho viste la prima volta.
    I giornali ci si soffiano il naso, con queste cose qui.

    By lia on nov 8, 2004

  13. … Lo so che ci soffiano sopra…
    Per?, se alla redazione gli dovessero arrivare, diciamo 200 e-mail?

    By giulio romano on nov 8, 2004

  14. Apre interessanti interrogativi sul rapporto tra il tenere un blog e fare attivamente politica, la tua domanda. :)

    Secondo me, se arrivassero 200 email ai giornali (e non ci vuole molto, a fargliele arrivare) si scontrerebbero con il fatto che non esiste un giornalismo disposto a farsi venire curiosit? ‘vere’, in Italia (e tantomeno su cose che avvengono in Israele, per diverse ragioni), n? la volont? di approfondire tutto ci? che ho scritto sulla tortura qui sopra, e che viene periodicamente denunciato da organizzazioni ben pi? importanti di un blog senza che accada assolutamente nulla.
    Nella migliore delle ipotesi (ma proprio nella migliore) chiederebbero lumi a qualche addetto stampa israeliano che gli risponderebbe in qualche modo da lui ritenuto opportuno, e la cosa finirebbe l?.

    By lia on nov 8, 2004

  15. La prima reazione ? l?orrore, poi vengono anche le idee ? per quel che valgono
    Dopo la strage di Beslan molte donne parlamentari si sono riunite a Roma, in un incontro di livello internazionale, dichiarando di voler dimostrare il loro interesse per le questioni concernenti i minori. Perch? non chiamarle in causa?
    Proviamo a vedere se, mettendoci in tante/i, riusciamo a far s? che ci facciano sapere dove sono finite quelle due bambine? O almeno ci dimostrino che tentano di saperlo, a meno che non si siano incontrate per commuoversi un po’ in ampia compagnia. Dicono che i pianti collettivi abbiano un effetto catartico, io per? non mi sento interessata da questo eventuale aspetto dell’iniziativa.
    E, se ben ricordo, in quella circostanza, anche il Presidente Ciampi aveva parlato dell’amore che bisogna dimostrare ai bambini. Gli chiediamo di amare un po’ le due ragazzine palestinesi?
    Bisognerebbe identificare alcuni indirizzi e-mail (al Quirinale, a quanto ne so, si possono scrivere petizioni senza affrancare la busta se sono indirizzate al presidente della Repubblica). Se Lia condivide si potrebbero identificare alcuni indirizzi e un testo unico e poi iniziare l?operazione postale.

    By Augusta De Piero on nov 8, 2004

  16. C’? un complotto per rianimare il cadavere della mia fiducia nel fare. :)

    Le mie informazioni non sono aggiornate, ripeto: ho scritto il post proprio per questo.
    Io direi di cercare di aggiornarle, prima di tutto.
    E poi, nel caso, vediamo.

    Il rischio nel personalizzare troppo queste cose consiste nel fatto che, magari, viene fuori che un singolo caso ? risolto e cos? si perdono di vista tutti gli altri (349?) singoli casi.

    By lia on nov 8, 2004

  17. Stavo pensando, Augusta: le due ragazzine sono di Nablus. Tu che hai degli interlocutori, da quelle parti, potresti provare a chiedere a loro?

    Perch? l’idea di “adottare a distanza” dei bambini particolarmente rappresentativi dello scempio potrebbe anche avere un senso, dopo tutto.
    Questa cosa che dici delle parlamentari dopo la strage di Belsan ? giusta, in effetti.

    Per? ’ste cose vanno fatte bene, altrimenti sono un boomerang.
    Occorre collaborazione, sotto forma di informazioni, in loco.

    By lia on nov 8, 2004

  18. Ho l’email di Neta Golan (quella che ha fondato l’ISM) lo mando a te Lia e ad Augusta via email.
    Vista presentazione di Levi?
    :))

    By Gianna on nov 8, 2004

  19. Update:
    Qui
    http://www.dci-pal.org/english/doc/reports/2004/sep28.pdf ? possibile scaricare, in file PDF, l’ultimo Status of Palestinian Children’s Rights presentato a Settembre dal Defence for Children International .
    Approfondimenti sulla pratica della tortura e della modalit? di arresto (cappucci etc.) nella parte dedicata ai ragazzini detenuti.
    Qui invece: http://www.dci-pal.org/english/doclist.cfm?categoryid=10 si trovano diversi approfondimenti sulle condizioni dei piccoli prigionieri politici periodicamente pubblicati dalla stessa organizzazione. Interessante questa pagina:
    http://www.dci-pal.org/english/Display.cfm?DocId=250&CategoryId=10 con la lista delle cose per cui i bambini possono essere puniti. Guardare le guardie negli occhi ? una di queste.

    P.S. Inutile anche mandargli soldi, a ’sti bambini: in teoria esisterebbe un fondo per i piccoli carcerati dove organizzazioni umanitarie e singoli possono fare donazioni e i piccoli potrebbero attingere.
    In pratica, il rapporto dice che ’sti bambini vengono anche multati per ogni piccola mancanza, e le multe vengono pagate con questo fondo.
    Praticamente, uno versa soldi per aiutarli e i soldi se li prende lo Stato israeliano perch?, magari, i bambini hanno cantato.

    By lia on nov 8, 2004

  20. Cara Lia, informazioni in loco … significherebbe avere conoscenze (che io non ho) a Nablus, dove le ragazzine sono state rapite (termine che, nella fattispecie mi sembra un termine pi? appropriato di arrestate). Le citt? palestinesi in area A sono totalmente isolate una dall’altra e poi, nel richiedere informazioni ad una popolazione sotto occupazione, bisogna stare attenti a non fare del male. Per questo ho segnalato l’iniziativa delle parlamentari, che potrebbero attivare canali ufficiali. In Italia la Convenzione ONU sui diritti del bambino (New York 1991) ? diventata legge. Credo che le parlamentari dovrebbero assumersene le responsabilit? che ne conseguono. Di seguito copier? un passo tratto dal sito ufficiale del parlamento italiano. Chiss? che qualcuno non vi identifichi un nome utilmente – e autorevolmente- contattabile.
    Un’altra strada potrebbe essere quella di un giornalista serio, determinato che se ne occupasse con professionalit?.
    Il 20 ottobre nel mio blog ho pubblicato -tradotto- un articolo di Haaretz (Domenica 17 ottobre 2004 Cheshvan 2, 5765). L’autore (Gideon Levy) mi ? sembrato persona seria e competente e molto attenta alla vicenda dei bambini. Possibile che nessun suo collega italiano possa contattarlo (? solo un esempio, ma non ? fantasia)?

    http://www.parlamento.it – camera dei deputati – conferenza mondiale delle donne parlamentari
    Domenica 17 e luned? 18 ottobre si ? tenuta nell?Aula di Montecitorio la Conferenza mondiale delle donne parlamentari per la tutela dell?infanzia e dell?adolescenza. L?iniziativa, organizzata congiuntamente dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica, ha riunito a Roma oltre 200 donne parlamentari provenienti da ogni parte del mondo insieme con le deputate, le senatrici e le rappresentanti italiane al Parlamento europeo, per dare seguito ai lavori della sessione speciale che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dedicato ai bambini nel maggio 2002 a New York.
    Si ? fatto il punto sullo stato di attuazione degli impegni assunti in sede ONU, mettendo a confronto le esperienze nazionali sin qui maturate e sviluppando ulteriormente l’impegno legislativo in materia.
    La Conferenza si ? aperta domenica 17 ottobre, alla presenza del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con gli indirizzi di saluto del Presidente della Camera dei deputati, On. Pier Ferdinando Casini e del Vice Presidente del Senato, Sen. Francesco Moro, del rappresentante del Governo, il Ministro per le Pari opportunit? Stefania Prestigiacomo e del Sindaco di Roma Walter Veltroni.
    La cerimonia inaugurale ? stata caratterizzata dalla partecipazione di una rappresentanza multietnica della Scuola ?Daniele Manin? di Roma; tutti gli allievi hanno ricevuto un attestato scritto dell?impegno preso dalle donne parlamentari di tutto il mondo per il miglioramento delle condizioni di vita dei loro coetanei.
    Hanno poi preso la parola alcune donne che a livello internazionale sono particolarmente attive nella tutela dei minori: il Commissario europeo Ingrida Udre, Presidente del Parlamento lettone; la celebre cantante Amii Stewart, ambasciatrice dell?Unicef; il Ministro per l?azione sociale e la solidariet? nazionale del Burkina Faso, Mariam Lamizana; la Procuratrice per i diritti umani del Salvador, Beatrice Alamanni de Carillo; Somaly Mam, giovane donna cambogiana che presiede l?Afesip ? Agir pour les femmes en situation pr?caire ? associazione impegnata nella lotta contro lo sfruttamento sessuale delle minorenni, ed infine la responsabile per l?Europa centrale e orientale dell?Unicef, Maria Calivis.
    I lavori della Conferenza si sono articolati in due sessioni, la prima intitolata ai diritti dei bambini (salute e benessere; famiglia, istruzione e sport), la seconda alla tutela dei bambini (trafficking, protezione da abuso e sfruttamento, bambini nei conflitti armati; lavoro minorile). Ciascun tema ? stato introdotto da una relazione affidata ad una donna parlamentare straniera. Sono intervenute pertanto Marthe Amon Ago, Primo Vice Presidente del Parlamento della Costa d?Avorio; Cecilia Tait, componente della Commissione Giovent? e sport del Parlamento del Per?; Patricia Saboya Gomes, Presidente della Commissione d?inchiesta sugli abusi nei confronti dei minori presso il Senato del Brasile; Rowaida Al-Maaitah, Vice Presidente e Segretario generale del Consiglio nazionale per gli affari della famiglia del Regno di Giordania. Nel corso delle sessioni tematiche hanno rivolto un indirizzo di saluto anche l?ex Presidente del Parlamento europeo Nicole Fontaine e il sottosegretario agli Affari esteri Margherita Boniver.
    Tra le parlamentari italiane che hanno partecipato alla Conferenza sono intervenute l?On. Maria Burani Procaccini, Presidente della Commissione bicamerale per l?infanzia; la Sen. Rossana Boldi, l?On. Marida Bolognesi, l?On. Carla Castellani, l?On. Francesca Martini, la Sen. Albertina Soliani, l?On. Tiziana Valpiana.
    La Conferenza si concluder? luned? 18 con l?adozione di un documento finale volto ad istituire una rete parlamentare tra le donne parlamentari impegnate nella tutela dell?infanzia e dell?adolescenza. A conclusione dei lavori, tutte le partecipanti saranno ricevute in udienza dal Santo Padre Giovanni Paolo II.
    ? Scheda della Commissione parlamentare per l’infanzia
    ? Vai al programma

    By Augusta De Piero on nov 9, 2004

  21. Mi metto a disposizione per l’iniziativa. Per la ricerca di informazioni il mio inglese fa pena, ma mi ci posso provare lo stesso e lo mismo vale per scrivere lettere o e.mail a trasmissioni o istituzioni.
    La meglio sarebbe che qualcuno coordinasse l’iniziativa e affidasse compiti, credo. Comunque meglio muoversi alla rinfusa che rimanere fermi a pensare.
    Nel mio piccolo mi metto in moto. Finalmente.

    By chiara on nov 9, 2004

  22. Allora: ho mandato qualche email, innanzitutto a Aljazeera.info.
    Mi ? sembrato opportuno che ci si rivolgesse innanzitutto a chi sta seguendo la cosa o la ha seguita.
    Aspetto risposte. Direi di aspettare due o tre giorni per vedere se arrivano.
    Se non arrivano, si chiede a qualcun altro, stavolta nella direzione suggerita da Augusta.
    Vediamo.

    By lia on nov 9, 2004

  23. Quando vieni su, fatti viva via email (ti mando il cell pure) e vediamo se riusciamo a combinare. Di dentisti te ne posso consigliare solo a Torino :)

    By Sherif on nov 9, 2004

  24. sai, non ? vero che chi le sa le sa e chi non le sa ? perch? non le vuole sapere. Io fino a questo punto (scusa, ti parr? ingenua) non lo sapevo.. e fa star male anche me… con tutto il sentimento di impotenza del caso…

    By melusina on nov 10, 2004

  25. Per Melusina.
    Se ti ricordi della Palestina, dell’Iraq, di … quando vai a votare non sei impotente.
    L’importante ? non cadere nei tranelli: pensa a chi ha mandato i militari in Iraq, alleati agli USA per distruggere un paese sulla base di false prove. Pensa alla nostra televisione che cerca di ridurre l’informazione a una bilancia della morte e della distruzione senza mai farci partecipare al dolore, alla fame, all’umiliazione di interi popoli che ? comodo confondere in blocco con i terroristi.
    E’ vero di quei popoli fanno parte i terroristi, ad altri popoli appartengono invece militari che eseguono ordini “senza esserne responsabili”.
    Vai al sito titanio.iobloggo.com e guarda le notizie sui refuseniks di Israele. Sono un antidoto al conformismo con cui si cerca di toglierci voce e pensiero.
    Scusami per il tono didattico, ma nasce dal dolore per ci? che ho visto e dalla rabbia per ci? che vedo.

    By Augusta De Piero on nov 11, 2004

  26. Lia, so che gli israeliani sono molto duri con i palestinesi e fanno cose assolutamente non condivisibili, ma ? la prima volta che sento parlare di torture a bambini. Ho conoscenti sia fra israeliani sia fra gli arabi, ma di questo non ne avevo mai sentito parlare. Sei sicura? Quali sono le fonti? Scusa se te lo chiedo ma credo che se si potessero dimostrare queste cose sarebbero centinaia di migliaia in tutto il mondo gli ebrei che chiederebbero al governo israeliano di interrompere immediatamente questi orrori. Ne sono sicuro, specialmente qui in Italia, ma anche negli USA. Non sto criticando, ma voglio capire. Nelle guerre si fa cos? tanta propaganda l’uno contro l’altro che si finisce per non capire pi? dove finiscono le menzogne e dove inizia la verit?. Spero tu comprenda i miei dubbi.

    By Dario de Judicibus on nov 16, 2004

  27. Ma le ho messe, le fonti, nel mio post. Basta seguire i link!
    E a volerle cercare ce ne sono molte di pi?!

    Ho citato The International Rehabilitation Council for Torture Victims, che ? danese.
    Il Defence for Children International, che ? svizzera ed ha un’intera sezione (linkata nel post) dedicata ai piccoli prigionieri nelle carceri israeliane.
    Il Miftah, organizzazione serissima (va’ a vedere chi ne fa parte) e che cita, a sua volta, B’Tselem, The Guardian, The Public Committee against Torture in Israel, The World Organization against Torture etc.
    Che altre fonti vuoi che elenchi?

    Che poi so benissimo che, dietro l’appoggio a Israele, c’? un mucchio di non-conoscenza dei fatti, figurati se non lo so.
    Pero esiste anche una responsabilit?, nell’avere delle posizioni politiche, e passa per l’informarsi.
    Io sono abbastanza scocciata, con tutto questo “non sapere.”

    By lia on nov 16, 2004

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  2. nov 8, 2004: aria pesante

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