La chiamavano autocoscienza
19 febbraio 2006 – 19:28Un mio parente avvocato una volta mi disse: “Basterebbe che la gente seguisse le semplici regole della buona educazione per dimezzare il lavoro dei Tribunali d’Italia. E i nostri guadagni.”
Come è vero.
Credo che i morti dal ridere per le nostre vignette siano ormai una sessantina.
So che non sta bene dire: “L’avevo detto”, ma il punto è che era molto più che prevedibile. Era matematico.
Quando un intellettuale come Juan Goytisolo scrive: “Nessun conoscitore del vasto spazio arabo-musulmano avrebbe approvato la pubblicazione delle vignette, legalissima quanto vi pare, se solo ne avesse avuto la possibilità” fa notare, letteralmente, l’acqua calda.
Che, a quanto pare, ormai richiede di essere fatta notare.
Io credo che ci sia un punto su cui bisognerebbe seriamente riflettere, tutti quanti: la frase che leggo ovunque e che recita: “Ma le vignette erano state pubblicate mesi fa e nessuno aveva detto niente“.
Ecco, il punto è là.
Non è che non avessero detto niente: avevano cercato di esprimere il loro senso di offesa in modo civile, semplicemente. Tramite manifestazioni pacifiche. Per via diplomatica. Con dichiarazioni della Lega Araba. Con il ritiro degli ambasciatori e il ghandianissimo boicottaggio, infine. Cinque mesi a svuotare il mare col cucchiaino: la piantavano in un paese e cominciavano in un altro. E, per noi, non stava succedendo “assolutamente niente”. Non è successo niente, per mesi.
Poche cose sono riuscite a fare incazzare il mondo arabo quanto le dichiarazioni dell’incredibile primo ministro danese: “When Muslim diplomats demanded an official apology last October, Danish Prime Minister Anders Fogh Rasmussen was quick to draw a line separating European from Muslim governments: “The Danish government cannot apologize on behalf of a Danish newspaper. That is not how our democracy works … and we have explained that to the Arab countries.”
Oh, lui glielo ha spiegato.
E gli avrebbe anche tolto l’anello dal naso, se solo li avesse ricevuti.
Il fatto è che, ecco, devo proprio dirlo: un normale ambasciatore di un paese musulmano è un signore di ottima famiglia, di ottimi studi, di grande esperienza e dal cosmopolitismo infinitamente superiore rispetto a quello di un normale primo ministro danese.
E’ un tipo che ha viaggiato, oltretutto. Che lo sa, come funziona in Europa. Che non ha bisogno che glielo spieghi uno che probabilmente non si è mai mosso da Copenhagen.
L’ambasciatore in questione, quindi, ti sta dicendo che è il caso di affrontare la questione in termini politici. Con tanta cortesia reciproca. E tu, da bravo primo ministro, cerchi una soluzione soddisfacente assieme a lui.
Non lo lasci sulla porta dopo “avergli spiegato che da noi è diverso”.
Anche perché non lasceresti mai sulla porta l’ambasciatore israeliano che ti vuole dire che tutti gli ebrei del mondo si sentono offesi dalla stampa del tuo paese.
Persino Fini, ecco, è lì che dirama inviti a pranzo da prima della maglietta di Calderoli, come è logico che sia.
Il provincialismo e l’inadeguatezza di Rasmussen non sono stati analizzati come si doveva, secondo me. Anche perché, diciamocelo, la Danimarca è un po’ il culo del mondo e chi cavolo lo conosceva, Rasmussen, prima di questo casino?
E così è successo che, envalentonados e ingagliarditi dall’assoluta cortesia espressa dal mondo arabo nella sua richiesta di non sbeffeggiargli i simboli sacri, stampa, politici e semplici passanti di mezza Europa si sono scoperti figli dei Lumi, nipoti di Voltaire ed eroici superatori dei tabù dei selvaggi improvvisando un eroico “pappappero” continentale che aveva la virtù di liberare l’adolescente che c’è in ognuno di noi al solo prezzo di qualche pietrata in testa a ignoti cristiani di altri paesi, di abbronzate vittime di forze dell’ordine note per la loro mano pesante, di pittoreschi e (sapesse, Contessa!) certo censurabili disordini a mille miglia dal tinello dei leghisti e, dispiace dirlo, dalle piste ciclabili dei rivoluzionari de noiantri.
Cosa sono, sessanta morti? O forse ottanta, forse cento.
Però la vignetta delle vergini era carina, sì.
Forse cento morti, e tutti in paesi islamici, al momento: le comunità musulmane in Europa, tranne pochissime eccezioni limitate per lo più a cartelli e abbigliamenti poco consoni, hanno manifestato il loro senso di offesa in modo assolutamente civile.
Altrove, la polizia araba laica e/o filoamericana ha sparato sui manifestanti.
Gli assurdi nigeriani (un giorno devo scrivere un post, sulle storie nigeriane che conosco) hanno fatto fuori un po’ di cristiani che pensavano ai cazzi loro.
Un ragazzetto polistuprato (o prostituto a 16 anni, come preferite) ha fatto fuori un prete e si farà l’ergastolo in Turchia, e scusate se è poco.
E a me pare un miracolo che ne sia morto solo uno, di preti occidentali. Su centinaia di milioni di musulmani offesi, un solo omicidio fa torto alle aspettative dei leghisti e dei loro compagni (compagni loro, non certo miei) di merende.
Ma era ovvio, che sarebbe morta gente.
Che ci sarebbe stato un finimndo.
Era chiaro.
Finite le buone maniere, dopo quattro mesi passati ad attendere sullo zerbino dei potenti per essere ascoltati, era impensabile che non succedesse.
Intanto, la nostra sinistra faceva la rivoluzione, chessò, sulla ruota fissa sentendosi figlia di Voltaire.
Io ne sono rimasta sconvolta, francamente.
Ma non perché lo volessi, il finimondo.
Devo ancora spiegarlo?
Perché era chiaro che ci sarebbe stato, nello stesso modo in cui l’acqua bolle se la metti in una pentola a bollire. Non sono io (o Leonardo, o Brodo) a farla bollire.
Ti stiamo dicendo, semplicemente, che se la metti sul fuoco bollirà.
E così, per mesi, non è successo niente.
Un centinaio di operai danesi in cassa integrazione, ma comunque niente.
Mo’, invece, è successo qualcosa.
Ambasciate a fuoco.
Europei sbattuti fuori dalle ONG e da quant’altro.
La conta dei danesi, dei norvegesi, degli italiani nelle ambasciate da Damasco a Kandahar.
Un console italiano messo in salvo dalla polizia libica e costretto a starsene nascosto.
La necessità di garantire sicurezza ai nostri concittadini.
E, come per miracolo, la politica europea è tornata nelle mani degli adulti.
Il Jyllands-Posten che, appena vede le fiamme, compra intere pagine dei quotidiani arabi per prostrarsi in scuse precedute dalla formula islamica: “Peace and God’s mercy and blessings be upon you”.
Il nostro Borghezio che riscopre la convivenza tra religioni.
Calderoli finalmente costretto alle dimissioni, e non certo per la peggiore delle sue uscite.
I vignettisti d’Europa che si guardano le unghie con aria distratta e morire se ce n’è uno disposto a rifarla, la caricatura di Maometto.
Che, a proposito: “Staino, dove sei???? Mi senti, Staino? Dove è finita la tua illuministica ed eroica battaglia? Dov’è la tua vignetta sul Profeta? Perché l’Unità non te la pubblica, ammesso e non concesso che tu la faccia? Cosa aspetti a dimetterti dall’illiberale Unità che non tutela la tua magnifica libertà di espressione?”
Massì, era per dire.
Non intendevamo provocare.
La stampa di tutta l’Europa è presissima da un mucchio di questioni serie, figurati tu se si può mettere a riprodurre Maometto.
Che sciocchezza.
Cento morti.
Vogliamo le piste ciclabili, riscoprire la dimensione dell’uomo.
Basta fissare un pignone, è facile.
Cento morti, ma la vignetta era carina, mi ha fatto ridere.
E così finalmente, l’abbiamo capita.
Cento morti, ambasciate a fuoco, consoli nascosti, gente in galera, europei sotto scorta, cristiani orientali con le mani tra i capelli e, finalmente, l’abbiamo capita.
Prima, non l’avevamo capita.
Parliamo talmente tanto di civiltà che ci manca il tempo per ascoltarla.
Capiamo solo le mazzate, e questa mi pare la morale di tutta la faccenda.
Non lo dico io, fate i bravi.
Lo dice quel fanatico integralista di Nagib Mahfouz:
Certainly. A boycott may not be the best means of addressing what happened but under the circumstances it’s the only option we have. The world understands only the language of force. Perhaps the West will finally come to see the Muslim point of view and comprehend our need to protect religious symbols.
Abbiamo fatto una figura di merda.
Lo sappiamo (io lo so, voi lo sapete) che non ci sarà giornale serio, in Europa, disposto a pubblicare una vignetta su Maometto per i prossimi 50 anni.
Possiamo cercare di salvare la faccia come ci pare, ma la verità è che le pedate prese ci hanno fatto rinsavire.
E, senza pedate, staremmo ancora là a giocare ai piccoli Voltaire. Altro che fare dimettere un ministro, altro che invitare ambasciatori a pranzo e cena, altro che rilasciare interviste ed estendere comunicati.
Figura di merda.
E solo quando ci hanno toccato il portafogli, quando ci hanno toccato il prezioso culo.
Con buona pace del povero Voltaire.
E questo è quanto.
E, adesso, tutti a dare lezioni di civiltà ai musulmani, mi raccomando!
Tutti a spiegargli che devono protestare pacificamente, che è meglio.
Però seri, eh.
Poi, se volete un punto di vista arabo, lo trovate qui:
http://weekly.ahram.org.eg/2006/781/in2.htm
http://weekly.ahram.org.eg/2006/782/op132.htm
http://www.arabnews.com/?page=7§ion=0&article=77898&d=16&m=2&y=2006
e soprattutto qui:
http://weekly.ahram.org.eg/2006/782/in12.htm
Io ho un punto di vista italiano, che volete da me.
Infine: tutta la mia solidarietà, stasera, va a Molestine.
La capisco con ogni fibra del mio essere: è veramente difficile, certe volte, mantenere la propria rotta nonostante l’impazzimento del mondo.
Pigliati un pezzo di cuore, Molestine, e mettilo su una mensola o da qualche parte: lasciami essere un po’ lì con te.
E un altro pezzo di cuore a Groucho che è sempre più contento di andarsene dalla Siria, ma “non per paura dei musulmani, ma perché stanco di fare queste figure di merda“.
E adesso, dai, rilassiamoci con qualche vignetta:


Palestinians practice democracy by teleconferencing: The Israeli occupation anti-democratic government prevent Hamas members of Parliament in Gaza to travel to the parliament’s opening session in Ramallah
(Khalil Abu Arafeh, Alquds, 2/18/06).

82 Responses to “La chiamavano autocoscienza”
L’articolo sul Pais è già scivolato nel pagamento, ma lo si può leggere qui:
http://www.laopinion.com/comentarios/?rkey=00060210113001647951
ciao
By Tonino on feb 20, 2006
“Il 4 gennaio 1761 una nave lascia il porto di Copenhagen: a bordo vi sono un filologo, un botanico, un astronomo, un medico, un pittore e il loro servitore. Sono diretti in Arabia, lÂArabia Felice…”:
http://www.iperborea.com/web/libri/0031.htm
(Se il mondo ha parti anatomiche, mi piace ricordare i cuori e le teste…).
PS: bel libro!
By Rampie on feb 20, 2006
Siiiii, la politica è tornata in mano agli adulti…..ragazzi c’è qualcosa di preoccupante che serpeggia sopra tutti noi, e non è nè sarà una bella cosa, il populismo sta ritornando e non è inutile dire che non è una bella cosa, perchè non sarà davvero una bella cosa.
By Salvatore on feb 20, 2006
Lia, in questo post poni un altro argomento secondo me molto importante: il potere (perché di potere si tratta) dei media di far letteralmente accadere le cose o meno parlandone o ignorandole. Certo, anche questa è acqua calda, ma mi sembra che ormai la situazione sia arrivata al suo acme più preoccupante. Soprattutto perché, a esercitare questo potere, sono persone spesso con scarsissimo senso della responsabilità e dell’importanza del loro lavoro. O, peggio ancora, lo sanno e lo usano in questo modo.
Ecco, tra un ministro della Repubblica che fa idiozie simili, e una categoria di giornalisti che tace finché non ci scappa il morto o il danno, non vedo troppa differenza.
P.S.: Tutto ciò mi ha ricordato una discussione accesa che feci con alcuni miei amici alla vigilia del G8 di Genova; mentre li vedevo partire agguerriti con propositi bellicosi, io dissi “Ma scusate, se iniziate a rompere le vetrine e le macchine fate solo il loro gioco, non capite che è proprio questo che vogliono…”. Intervenne a questo punto un mio amico, di solito molto moderato e che ho sempre considerato più saggio di me: “E’ vero, ma è anche vero che ormai se non rompono qualcosa nessuno parlerà di loro. Sarà come non esistessero, come se non fossero mai stati lì a protestare”.
Io rimango sempre sulla mia posizione, ma la sua affermazione mi ha fatto riflettere.
By Groucho on feb 20, 2006
lia,
dev’essere un problema di **reciproca** incomprensione (nel senso noi non capiamo loro e non facciamo nememno lo sforzo, ma specularmente loro non capiscono noi e non fanno nemmeno lo sforzo).
sul secondo link leggo:
“For decades, Arabs and Muslims have ruefully swallowed the stereotyping of their culture by Western cartoonists and columnists. Long before the infamous 11 September terrorist attacks, Arabs and Muslims were routinely portrayed as cruel, crude, corrupt and ignorant camel drivers who had nothing in common with Western civilisation, let alone a civilisation of their own. ”
sono veramente stupito: “Western cartoonists and columnists”, “routinely portrayed”. ora, magari (e dico magari perchè non ne sono così sicuro) una cosa del genere te la puoi immaginare detta da un contadino dell’alto egitto che non è mai uscito dal villaggio, ma non da un giornalista a washington.
ora, non solo questa è un’evidente palla, ma in più il signore che scrive questo articolo mette in unico calderone “Western cartoonists and columnists” senza minimamente cogliere la complessità della “western society”, ed è identico, sputato, preciso al western columnist che considera i musulmani dal marocco all’indonesia un unico calderone. preciso. nessuna differenza.
mah. illuminante comunque. grazie.
un’altra cosa: il caso calderoli è incalcolabilmente più grave dello jylland post. calderoli è un ministro. ci rappresenta. rappresenta anche me. calderoli è 50 milioni di italiani che insultano un miliardo di musulmani. le scuse del governo italiano sono veramente il minimo (e la vergogna che ricade su noi, tutti noi, insostenibile).
se un minimo conosci la germania, l’ultima di calderoli è paragonabile per gravità al giorno in cui il nano maledetto ha dato del nazista al tedesco capogruppo del pse, se non fosse che all’epoca tutto si era risolto con richiami di ambasciatori e vacanze disdette, senza assalti alle ambasciate e violenze varie.
lo jylland post, invece, non rappresenta nessuno, e bene ha fatto rasmussen a dire che era dispiaciuto (perchè l’ha detto e scritto mille volte, anche se al-ahram non se ne è accorto) ma che non si scusava per una cosa sulla quale non aveva nessun controllo.
By roberto on feb 20, 2006
Mai mi sono vergognata così tanto come in questo periodo. E’ dura parlare con la tua famiglia in Tunisia e non sentirti in qualche modo invasa dalla vergogna. Perchè mi pareva di essere nel loro salotto, seduta a terra sui tappeti a bere il thè, con mia suocera, con nonna Mabrouka, con i miei cognati e le mie cognate, a guardare la tv. Magari Al Jaziira. E anche se non capisco l’arabo, le immagini sarebbero state eloquenti. E io, anche se mi trovo a chilometri da loro (purtroppo), mi sarei voluta sotterrare lo stesso. Il punto è: siamo sicuri che sia finita? siamo sicuri che “abbiamo capito” la lezioncina? Siamo sicuri che sia stato sufficiente? O forse queste reazioni, queste scuse dell’ultimo minuto appaiono affrettate e pregne di un doppio fine perchè realmente lo sono? Siamo certi che tutti quelli che oggi si cospargano il capo di cenere lo hanno fatto perchè hanno davvero compreso? Non sarò piuttosto la paura e la convenienza a farglielo fare? No, perchè la differenza non è proprio minima. Non è un puntiglio: è che magari, se con qualche altra guerricciola preventiva, con qualche altra “forza di pace”, forse si può ripetere l’esperimento: se preventivamente se ne imbavagliano… ops.. se ne fanno fuori… ops… si esporta un po’ più di nostri sani valori occidentali, forse si potrebbe di nuovo sbeffeggiare l’altrui senso del sacro.
By bioro76 on feb 20, 2006
scusami, sono ancora io:
questo pezzo, dal terzo link,
“how can [muslims] respond as a collective to growing anti-Muslim sentiment, touted through the media and further inflamed through belligerent right-wing political forces in the West, and, dare I say, belligerent and self-defeating Arab and Muslim voices whose obnoxious and inconsistent response is playing well into the hands of their adversaries”
lo puoi trovar scritto sulla padania così:
“”how can westeners respond as a collective to growing anti-westeners sentiment, touted through the media and further inflamed through belligerent islamists political forces in the West, and, dare I say, belligerent and self-defeating european voices whose obnoxious and inconsistent response is playing well into the hands of their adversaries”
By roberto on feb 20, 2006
Lia, c’è un dettaglio della tua analisi( che condivido per la massima parte) che non corrisponde a ciò che so io. Un dettaglio sulle circostanza che hanno portato alla pubblicazione delle famigerate vignette. Tu dici che la cosa è iniziata , da parte dei norvegesi, come un modo per rompere un tabù.C’è una cosa , però. Lo stesso disegnatore che ha presentato le vignette su Maometto aveva presentato allo stesso giornale (e allo stesso direttore) solo pochi mesi prima lo stesso tipo di vignetta,offensiva e dissacratoria,ma con protagonista Gesù. Il direttore, che successivamente ha considerato pubblicabili le vignette su Maometto, ha però considerato impubblicabili quelle su Gesù, e le ha rifiutate.
Probabilmete si rendeva conto delle reazioni che avrebbe suscitato da parte della stragrande maggioranza del mondo cristiano una cosa simile, ed ha pensato che non era il caso. Però, quando si è trattato di offendere a sangue il mondo musulmano, innescando reazioni che possono ampliare il conflitto già esistente, questo lo ha considerato accettabile.E bada che queste riflessioni vengono da una intellettuale laica, con simpatie per il cristianesimo. Mi chiedo davvero come mai… Non per fare dietrologia, ma davvero mi chiedo se non si sia trattato di un’altra manovra per mettere l’Islam dalla parte del torto , così da giustificare un altro intervento armato, magari contro l’Iran….Della serie: “Visto? Sono pericolosi…Bisogna difendere i nostri missionari ed i nostri valori”, e giù un’altra quintalata di bombe qua e là …
By Silver on feb 20, 2006
Noi siamo un popolo di NON religiosi.
Abbiamo il papa in casa ma la faccenda non ci tocca e noi,il nostro dio l’abbiamo dileggiato in ogni modo.
Messo in barzellette sconce e bestemmiato a più non posso.Stessa sorte al suo rappresentante paragonato ad un pastore tedesco….
Non sono un praticante ma non ho mai bestemmiato in tutta la mia vita.Non vedo l’utilità di coinvolgere in una mia martellata sul pollice un’entità che non so se esiste,ma che comunque per altri è una certezza.
Con questa premessa non vedo come avremmo potuto avere rispetto per una religione che non conosciamo e che anzi non vorremmo mai conoscere se non per le vergini date in premio.
Vero,mancano i principi,quelli sani,naturali quelli che non devono tutte le volte essere ridiscussi per allentarli ed allontanarli dalla loro origine.
I musulmani sono molto più praticanti di noi come credo tutte le altre religioni.
Siamo gli ultimi,non abbiamo un dio,lasciamo agli altri il loro.
By old on feb 20, 2006
sono lieto di essere entrato a pieno titolo tra coloro che se la menano sulle cazzate e non capisce la cruda realtà del mondo vero e i profondi e nobili sentimenti del popolo dei credenti.
ma sei proprio sicura che sia così?
davvero sicura?
sicurasicura?
sai che io non ne sarei tanto certo?
abbiamo solo posizioni differenti, lia. tutto qui.
tu magari sei più delicata di me e soffri di più le asperità dei tempi e dei luoghi. questo non vuol dire avere ragione o torto, essere più lungimiranti o meno percettivi.
cara, sto tentando di ripartire da qui e dal mio prossimo, come chiamava i contemporanei quello inchiodato dai romani. non mi metto certo in competizione con i grandi movimenti dei tempi.
li boicotto solo.
tienel’a'mment…
By rotafixa on feb 20, 2006
…Mmmhhh… da mo’ che io ho smesso di leggere i giornali… solo che il fatto è che… mica tutti hanno accesso ad internet o alla parabolica! Infatti, in virtù di ciò, Primo piano del tg uno ora ti scodella uno special sul pentagono il giorno del 11/09/2001, dove avanza le ipotesi di una colossale montatura neanche ben montata, a dire il vero, che, chi di noi naviga con una certa cognizione di causa, già da parecchi siti, internazionali e nazionali, aveva potuto leggere, con foto, filmati, etc… etc… Ora la Rai se ne esce fresca fresca come se fosse roba scoperta ieri, da loro servita come scoop di prima mano, magari. Qualcuno, invece, che ha avuto modo di vedere i programmi giornalistici di Al Jazira, mi ha raccontato di una intervista fatta A BERLUSCONI, dove lo stesso esprimeva la possibiltà di indossare, prima o poi, qualche simpatica maglietta con su stampate le famigerate vignette senza per questo doversi aspettare chissà che in risposta…. e la cosa non è stata mai raccontata dai nostri media… e tutto questo avveniva PRIMA che le indossasse Calderoli. Ma niente niente…. non è che la cosa sarà stata detta per buttar giù il birillo Calderoli, che ci sarà cascato come una mosca nel miele?
……….Possiamo essere credibili, poi, fuori di qui? E parlo non solo dell’Italia ma di tutto “l’occidente”. Una “discolpa”, comunque, nel frattempo Berlusconi se la stava già costruendo: sta proclamando da giorni di sentirsi molto molto simile a ….Napoleone e a…. Gesù. Una volta quelli che dichiaravano ’ste cose li portavano al manicomio (mo’ l’hanno chiusi, pero!). Poteva fare altrettanto anche Calderoli, così sarebbe passato per matto e buona sera…
By qarmida on feb 20, 2006
non vorrei cadere in inutili esclamazioni pessimistiche, ma a me sembra che ormai siamo arrivati ad un punto troppo alto di incomprensione per poter risolvere la situazione anche con i migliori mezzi…. oltretutto, quali potrebbero essere? elisa, elisas38@hotmail.com
By elisa on feb 20, 2006
Stavo anche oggi scambiando alcuni sms con una nipote in Egitto, le ho detto che un giorno, spero non molto lontano, sarò in grado di tradurle alcuni dei tuoi post.
Si devo proprio farlo!
By Nano on feb 20, 2006
Secondo me inoltre siamo ad un punto tale di comprensione da poter stare certi che nulla di ciò che accade, accade per caso.
By Nano on feb 20, 2006
brava lia. te lo dice uno che sta nella pancia di quella tv che ogni giorno non riesce a spiegare le cose di buonsenso che tu scrivi in maniera cosi semplice e diretta. anzi sai che ti dico, se ti va, possiamo approfondire la discussione. il tuo blog, scoperto come sempre per caso, è davvero un bel gran blog. e tu scrivi bene.
By angelo figorilli on feb 20, 2006
Rotafixa: “abbiamo posizioni differenti”?
Certo.
Il mio problema, però, è capire quanto siano serie posizioni come le tue all’interno della fascia di miei compatrioti con cui più mi dovrei identificare, a livello politico e direi antropologico, persino.
E non sto scherzando: per me la questione ha una portata notevole.
Perché la tua posizione è SERIA, vero?
Voglio dire: se ancora difendi una posizione che ha provocato un centinaio di prevedibili morti e che schiera Calderoli al tuo fianco, deve essere per un motivo SERIO.
Deve.
Io devo riuscire a credere che DAVVERO non state giocando sulla pelle di mezzo mondo, altrimenti mi ammalo.
E quindi voglio sapere:
1. Tu fai il giornalista: davvero sono i musulmani a limitare la libertà di stampa, in questo paese o comunque in Europa? Il giornalista medio, quando si autocensura, ha in mente Hassan o qualcos’altro? E quanto influisce il poter raffigurare Maometto sulla tua, sulla vostra libertà di espressione e satira? Vi siete tolti un peso, quando i danesi lo hanno fatto? Era un’esigenza che sentivate? Infine: cosa ti sarebbe parso più facile da raggiungere, fino a 15 giorni fa? La libertà di offendere Hassan o quella di fare informazione seria sull’Iraq? Tra le due battaglie, quale definiresti più vile e quale più coraggiosa?
2. Tu sapevi, non potevi non saperlo, che continuare a pubblicare quelle vignette a mo’ di sfida in tutta Europa avrebbe provocato, altrove, dei morti. Sì, non li hai uccisi tu, però SAPEVAMO che sarebbe successo. Tuttavia, su questo blog, hai scritto che le avresti disegnate pure tu, le vignette, se lo avessi saputo fare. Hai quindi deciso che quei morti erano un danno collaterale accettabile: si potevano sacrificare 10, 100 persone pur di disegnare una faccia che per una cultura diversa è sacra.
Ora: mentre tu scrivevi, quel giorno lì, quelle persone erano tutte vive. Magari qualcuno mangiava, un altro dormiva, un altro sbirciava una donna, chi lo sa. Tu, che hai calcolato il rischio della loro morte in nome della tua vignetta e lo hai accettato finché era ‘virtuale’, ora che è diventato REALE lo rifaresti?
Ne è valsa la pena?
Quanti Maometti disegnerai nella tua vita, quante vignette guarderai? A fare un calcolo ottimistico, te ne capiteranno cento. Un morto per ogni occhiata. Ti senti più libero? “Quanti arabi fai fuori con una risata”?
E poi, toglimi una curiosità : stanno tutti a dire che Calderoli aveva delle responsabilità in quanto ministro mentre un giornale non ne ha. Ma è vero?
Perché il discorso non mi torna, francamente. Un giornale ha più potere di Calderoli. La stampa di tutta Europa ha più potere di un governo. Davvero non esiste, un’etica della reponsabilità ? Davvero è incompatibile con la libertà ?
3. I miei e tuoi antenati, secoli fa, rompevano le palle ai popoli di mezzo pianeta per convincerli a credere in Dio.
Secoli dopo, i discendenti di quegli evangelizzatori (ovvero io e te) continuano a rompere le palle a mezzo pianeta, stavolta per convincerli che credere in Dio è una cazzata.
Mi spieghi cosa cambia?
Che la Verità di adesso è più vera di quella di allora?
E sei certo che, tra 300 anni, non verrà fuori un’altra Verità più vera ancora con cui andare – ancora – a scassare il cazzo ai discendenti di quelli a cui lo abbiamo scassato oggi, ieri e l’altro ieri?
Sei sicuro?
Sicurosicuro?
Te lo chiedo perché voglio/devo capire cosa ci sia di sinistra nel calpestare i sentimenti di una cultura estranea e nel tirare fuori l’Illuminismo come sponsor. L’illuminismo (scusa l’accetta) non è democratico. L’illuminismo considera il popolo come una massa di decerebrati rimbambiti dalla religione che non bisogna stare a sentire. Li si deve governare e basta.
L’ho capito, che questo è il sentimento dominante nei confronti degli arabi. Ma cosa ci vedi di sinistra? Come può mai, una sinistra posta di fronte alla globalizzazione, al neocolonialismo e a tutto quello che stiamo vedendo, rispondere prendendo a modello Federico II???
Ma siete impazziti tutti?
E vi stupite se loro si incazzano??
Infine: su questo blog gira parecchia gente che vive in Medio Oriente, che ci ha vissuto, che ha lì parenti, che lo studia e/o lo insegna.
Lo hai visto qual è il sentimento di tutti loro, davanti a ’sta “battaglia di libertà ”? E’ la vergogna. Non la paura. La vergogna.
Non vi viene un dubbio, lì a sinistra?
E a che cavolo servite, allora, se non vi viene?
Un sinistra cieca, sorda, a che serve? A chi?
4. E’ finita, comunque. Ci siamo dovuti scusare. Non pubblicheremo più un Maometto finché campiamo, è vero o non è vero?
Ma, se è vero, perché non vi ribellate ADESSO?
Perché vi arrendete, perché non rilanciate l’offensiva? Dov’è Staino? Dov’è la tua matita? La Federazione della Stampa che fa? Perché non la tutela ADESSO, questa libertà irrinunciable?
Per quale motivo i giornali del mondo non continuano a pubblicarle, quelle indispensabili porcate?
Perché – bada bene – i casi sono due: o era una stronzata, parlare di “difesa della libertà di espressione” etc. e adesso – e solo adesso – lo si è capito (e allora te lo voglio sentire dire, che ti eri sbagliato!) OPPURE era vero, avevi ragione, la libertà era in pericolo e quelle vignette sono cruciali: e allora combattete. Non state qui al pc, non cambiate discorso. Vignette. Vignette sul Corriere, magliette di Calderoli su tutti i canali. Esercito in Libia. Rimpatrio dei connazionali.
Fatelo.
La libertà è importante, no?
Ma decidetevi.
Perché è da bambini stupidi e viziati, giocare con la vita e con i sentimenti di mezzo mondo.
E voi – vi prego – non stavate giocando.
Qui non è questione di “posizioni”.
Qui è questione che se credi in quello che dici, devi essere coerente. Almeno 15 giorni. Non solo per il tempo di un TG.
Oppure non siete sinceri.
Vi prendete in giro da soli.
Scherzate.
Fate i videogiochi sulla pelle degli altri, poi vi stufate e cambiate gioco.
Ed io lì, come un’imbecille, a starvi a sentire.
Voglio che mi rispondi, Rotafixa.
Alle domande, una per una.
Prenditi un giorno di ferie, te lo pago.
Ma rispondimi, a tutto.
Io ho deciso che devo capire, capirvi, e non mi schiodo finché non ci sono riuscita.
By lia on feb 20, 2006
Grazie, Angelo.
Questa faccenda mi ha fatto incavolare davvero parecchio.
Estendi il cazziatone da parte mia a un po’ dei tuoi colleghi di “pancia”, per favore: le cose di buon senso, volendo, si possono spiegare benissimo.
By lia on feb 20, 2006
Hai ragione, Lia. Qui, con le vignette, ci sono scappati i morti, e anch’io vorrei sapere cosa ne pensano gli strenui difensori delle nostre “libertà ”. Tra l’altro, per smentire la tolleranza cattolica, mi pare di ricordare che la vignetta di Vauro su papa Ratzinger (”Il pastore tedesco”, con il disegno di un cane, se non erro) avesse sollevato all’epoca i commenti indignati della stampa conservatrice nostrana.
Però vorrei sottolineare un elemento molto diverso, del quale gli europei sembrano essersi scordati, ossia la profonda religiosità americana, dove quasi l’80% della popolazione dichiara di credere in Dio.
Ora, a noi europei sembra che l’ateismo avanzi a grandi passi, possibilmente a suon di vignette sul monoteismo islamico  chissà perchè la religione ebraica è tabù, e ciò non suscita ansia di scherno vigenttistico, non vendo altrettanti disegnatori precipitarsi a fare scherzi sugli ebrei  ma è un errore.
Nel campo occidentale, il campo che fa la guerra, bombarda, sparge terrore e contamina con l’uranio impoverito, ebbene, in questo campo si sta combattendo per imporre la religione vera, quella “evangelica”.
Questo è, infatti, uno dei vari scopi delle guerre condotte oggi dagli USA, certo non l’unico, ma assolutamente rilevante.
Si propongono, gli evangelici, di convertire almeno 5 milioni di persone nei prossimi anni: é un dato che fa riflettere.
P.S.: Quarmida, lo conosci questo sito?
http://www.scholarsfor911truth.org/
e questo?
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1017
By ritael on feb 20, 2006
Non ho capito però il trackback al post di Beppe (http://blogs.it/0100206/2006/02/19.html#a5290) che cosa indica, che anche quelle sono questioni di poco conto? O hai sbagliato post?
By Tonino on feb 20, 2006
Antonio: Beppe mette la faccia di Gandhi sotto il titolo: “La mia soluzione al fondamentalismo”.
Ho voluto ricordare che, come sottolinea Sherif, il boicottaggio è assai gandhiano.
By lia on feb 20, 2006
lia, adesso devo prendere il tempo che meriti.
del giorno di ferie non ne ho bisogno: sono in ferie perenni, non scrivo più una sola riga di mio (per la testata per cui lavoro, eh) dal primo marzo 2003, perchè non sono molto ben visto da una serie di istanze, a partire da uno dei colli romani più saturo di omini blu per finire a piazza brazzà dove c’era (c’era) uno con gli occhi storti che ha fatto una legge per l’emittenza, e altro che non vale la pena di citare anche per tua salute. ma sono comunque stronzate, eh.
sì
sono serio
e rido
ti risponderò, come chiedi (e lo faccio per amor tuo)
spero domani
By rotafixa on feb 20, 2006
C’è qualcosa che sovrasta la situazione attuale, qualcosa che è nasconsto nelle pieghe di ogni affermazione e gesto compiuto: dall’invito a ripubblicare le vignette fatto da qualche vignettista, al gesto del ministrino Calderoli. C’è un amaro e pericoloso spettro che si aggira a mò di spada di Damocle sulle nostre teste, alimentato e al contempo riaffermato ed espresso dal clima che si respira negli ultimi avvenimenti. E’ un problema che riguarda entambe le parti in conflitto. E’ la strumentalizzazione, da una parte e dall’altra, di situazioni precedenti ed attuali che danno ampio spazio di manovra al caro e sano populismo che qui può essere visto come “populismo alla nutella”, almeno nella sua rappresentazione più gretta e ideologicizzata. Ma voglio parlare solamente della situazione attuale dell’Occidente.
Spiega il Dizionario politico della Tea curato da Bobbio, Pasquino e Matteucci: ÂIl populismo è la sindrome secondo la quale, assunto lÂestablishment (o un presunto establishment, aggiunta mia) a proprio nemico, è possibile immaginare che vi sia qualcuno in grado di rappresentare in modo totalitario il popolo in una sua presunta unità contrappostaÂ, qualcuno cioè, che si dichiari capace di realizzare le aspirazioni neglette, calpestate o tradite o messe in pericolo dallo stesso establishment.
Il problema quindi riguarda sopratutto le strumentalizzazioni e i modi di esprimere i problemi che emergono dalla situazione attuale.E riguarda sopratutto il modo con cui si agisce e si esprime in risposta al pericolo presunto o reale, talvolta anche in una sorta di populismo inconsapevole. E porta a risultati molto imbarazzanti.
Nel caso particolare l’establishment, il “potere” da combattere è formato, rispettivamente, da chi perona la causa della necessità di criticare un errato o poco adatto uso della satira e che è visto nella nostra situazione attuale sotto una duplice veste di nemico: come nemico delle nostre stelle libertà e come presunto alleato dell’altro nemico che vorrebbe negarci queste libertà . Dall’altro lato (ossia nell’ottica populista musulmana) il nemico da abbattere è visto o rappresentato (fate attenzione a questa parole) in chiave religiosa, ossia come nemico della propria identità culturale religiosa. In entrambi i casi troviamo i due più tipici strumenti che il populismo usa per muovere le masse: il pericolo latente di una minaccia a una sfera di diritti e di libertà da una parte, e dall’altra un pericolo per il sentimento religioso identitario di una cultura: da un parte il discorso è “politico” dall’altro religioso. Il populismo semplicemente cavalca un onda che stà per passare, si fa portatore di una situazione di fatto sentita o che si presume si realizzerà nel futuro. Non importa poi che i sentimenti siano veri o reali. Al populismo interessa che questi sentimenti presunti o reali emergano in maniera chiara e talvolta violenta, in modo tale da dimostrare la bontà di ciò di cui esso si fa portatore. Se poi tali elementi hanno una base di giustificazione reale ciò facilità il gioco del populismo.
Ci sono tutti gli incredienti del populismo nella nostra situazione attuale:
1. Un nemico da abbattere che è trasversale, che ricomprende non soltanto il mondo musulmano ma anche chi chiede una autocritica dei nostri atteggiamenti, gesti e affermazioni;
2. L’idea di un pericolo per i nostri diritti e libertà , nello specifico le libertà che l’occidente, giustamente, vanta.
3. Una situazione reale in cui nel rispondere al presunto o reale pericolo il confine fra il sentire irrazionale e le soluzioni razionali è labile. Ossia nella situazione attuale emergono chiaramente e primariamente stimoli di difesa instintivi, irrazionali a discapito di ogni possibile soluzione “statualizzata” o “socialmente standarizzata”.
Ogni nostra singola manifestazione ed ogni nostro atteggiamento è scivolato piano piano all’interno di un ottica populista di proposta e risoluzione del problema. Ottica che non tarderà ad affermarsi come unica soluzione possibile in un futuro non troppo lontano.
Il pericolo latente in questa situazione è che i pericoli messi in rilievo in un’ottica populista diventino l’unica base di giustificazione e di evoluzione della società all’interno della quale esso si esprime. Come ben dice Giuliano Amato parlando del populismo :” Certo è che quale che sia lÂesito, lÂeffetto del populismo è una radicalizzazione sociale. Costruendo la propria ragione dÂessere sul contenzioso con il nemico, tanto nella fase ascendente verso la conquista del potere o della maggioranza quanto nella fase successiva, il populismo mette fortemente a repentaglio tessuti coesivi generali; tanto più che, una volta giunto al potere, investendosi della pretesa di rappresentare unitariamente lÂintero popolo, esso produce forti tensioni attraverso un progetto che porta a definire coloro che non si riconoscono nelle idee populiste come estranei allÂidentità collettiva, se non addirittura nemici. Di sicuro stiamo parlando di qualcosa che è allÂopposto di quello che i grandi politici inglesi chiamano Statemanship (lÂessere uomini e donne di stato) secondo la quale primo compito della politica è dimostrare moderazione in presenza di esasperazioni, pur tenendo conto delle ragioni che le hanno originate”.
Scusate la lunghezza e la prolissità del discorso.
Salvatore
By Salvatore on feb 20, 2006
Roberto: Al Ahram è assimilabile a un Corriere della Sera, più che alla Padania. Con pregi e difetti.
Se prendi l’abitudine di sbirciarlo con un po’ di regolarità , te ne accorgi.
Comunque, dai: mi pare evidente che l’immagine del musulmano proposta dai nostri media è, da sempre, estremamente negativa.
Visto che l’antica abitudine di bombardarli ha subito un incremento preoccupante, negli ultimi tempi, io non riesco a stupirmi della loro preoccupazione sui nostri sentimenti.
By lia on feb 21, 2006
lia,
grazie per il suggerimento su al ahram.
in effetti quando voglio leggere qualcosa sulla stampa araba non so mai da che parte iniziare anche per la difficoltà , ma non è il caso degli articoli che hai segnalato, di scontrarmi con una retorica difficile da digerire.
sull’immagine del musulmano “proposta dai nostri media” dissento fortemente, perchè i nostri media, per pessimi che possano essere, non sono tutti uguali. sicura che l’immagine del musulmano dell’unità è uguale a quella che trovi sul giornale o repubblica o il corriere? o visto che il giornalista di al ahram parlava di “occidentali”, sicura che le monde sia uguale al figaro, new york times al washington post e via dicendo?
secondo me un giornalista egiziano che non coglie queste differenze pecca di un qualunquismo identico a quello del giornalista nostrano che parla di islam come di un tutt’uno dalla nigeria a kandahar.
e sempre a mio modestissimo parere il qualunquismo di questi tempi non è solo un’innocente sciatteria ma è pericoloso.
veicolare il messaggio “gli occidentali ci sono nemici” non è diverso da “gli arabi sono pazzi sanguinari”
e infine si, lo so, siamo andati e siamo tutt’ora in iraq, ma sono sicuro che qualsiasi egiziano in giro per le città europee quando si decideva quella pazzia non avrebbe detto che gli occidentali sono nemici.
l’italia non è solo calderoli, gli usa non sono solo bush, l’iraq non è solo i pazzi tagliatori di teste, e i giornalisti di ogni latitudine che fanno finta di non accorgersene sono complici dell’impazzimento generale.
ps. posso considerarmi fra i “miei compatrioti con cui più mi dovrei identificare, a livello politico e direi antropologico”? nel caso risponderei pure io alle domande per rotafixa
By roberto on feb 21, 2006
Lia, dimmi che non mi reputi un’idiota se credo sia possibile cambiare il mondo con gesti non-violenti – sapendo che ci si mette di più, certo, ma che è la cosa giusta da fare. Se preferisco Gandhi e Martin Luther King a Malcom X, tanto per stare sul classico.
(Piccolo sondaggio a margine: bombardereste gli USA per Guantanamo – che è molto, molto più grave di un ministro cretino? E con che faccia, poi, vi opporreste alla guerra in Iraq? “Hanno iniziato loro”? Vero. Ma la maestra non vi ha spiegato che non è una scusa?)
E, Lia: dimmi che non mi reputi una dittatrice se preferisco la possibilità di una vignetta di pessimo gusto al non poter far battute di argomento religioso.
Ah, prima che qualcuno tiri fuori la battuta toscana “tutti sodomiti con le chiappe altrui” (o affini). Ho fatto (e in qualche modo faccio ancora) parte di una minoranza per cui le battute di pessimo gusto e la negazione di diritti si sprecano. E, essendo calvinista, non prendo *per nulla* alla leggera la rappresentazione dell’immagine sacra.
(Nota a margine: ho la netta impressione che gli assalti alle ambasciate siano al dunque faccende molto più di politica interna che di politica estera – proprio perché non riesco a pensare che l’Europa sia il centro del mondo – magari qualcuno mi correggerà .)
By restodelmondo on feb 21, 2006
Lia, è tanto che ti leggo perchè, anche se spesso non condivido quello che scrivi, trovo interessanti le tue opinioni. Però stavolta proprio non capisco. Perché giustifichi queste violenze?
E’ vero che non bisogna offendere le altre religioni, ma qui la risposta è sproporzionata all’offesa. E non importa se prima hanno tentato con metodi non violenti! Cosa significa ?
Cosa c’entrano persone innocenti in questa faccenda?
Colpire degli innocenti è sempre male.
Non importa se c’è una buona causa.
E’ sempre male.
Non importa se prima si è tentato in modo civile.
E’ sempre male.
By Alessandra on feb 21, 2006
Alessandra: cercare di spiegare non è giustificare. Credi che mi faccia piacere vedere saltare la convivenza tra musulmani e cristiani in MO, quando per me questa convivenza si traduce nelle facce dei miei ex studenti seduti insieme nelle stesse classi? Credi che sia felice di preoccuparmi per i colleghi con cui lavoravo, uscivo e mi confidavo fino a sei mesi fa?
Io mi limito a fare presente che ci sono delle dinamiche di causa-effetto, nella realtà . Che la realtà esiste, che il mondo non è una formuletta astratta.
E che eludere queste dinamiche nei propri ragionamenti o negarle come fa chi si è lanciato in questa stupidissima battaglia, è da irresponsabili.
Roberto: certo che puoi rispondere.
RDM: il problema non si pone in questi termini: ognuno fa le battute che preferisce e lo sappiamo. Infatti i morti e i disordini non sono in Europa, ma in un MO che mi pare un po’ stufo di un Occidente che lo bombarda da destra e lo prende per il culo da sinistra.
C’è un altro punto da tenere presente, secondo me, a proposito della tua nota a margine: in MO le manifestazioni sono teoricamente proibite e comunque faticose, nel senso che ti schedano e che la polizia ha facilmente la mano pesante.
Ora: io credo (in Egitto sarebbe così) che per stati e polizie dell’area sia molto più facile reprimere una manifestazione politica che una religiosa. Una manifestazione contro Bush, per dire, è costretta ad essere ingessatissima perché, semplificando, i manifestanti si propongono come soggetti politici in una dittatura.
Se ti arrestano, chi rappresenta le tue istanze?
Una manifestazione religiosa, al contrario, fa sì che il dissenso di chi è in piazza sia protetto dal fatto che si esprimono principi che i governi stessi non possono che condividere. Non sei un dissidente ma un credente e questo ti dà (poca) libertà di movimento in più. Dico poca, perché vorrei ricordare che l’assalto all’ambasciata è stato pagato con 11 vite: la polizia ha sparato sulla folla, quindi mi pare strano stare lì a discutere sul se giustificarli o meno.
By lia on feb 21, 2006
Notevole la frase “essere bombardati da destra e presi per il culo da sinistra”. Racchiude benissimo la situazione attuale.
Qualcuno ha visto la notizia seguente ?
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/esteri/irving/irving/irving.html
Breve riassunto: un certo Irving in Inghilterra pubblica alcuni libri in cui sostiene che sessant’anni fa un certo fatto (l’Olocausto) non è successo. Per questo è condannato al carcere da un tribunale austriaco.
Qualcuno ha capito quello che è successo ? irving non ha picchiato, non ha minacciato, non ha fatto male a nessuno. Ha pubblicato una serie di libri (idioti) con una serie di idee (idiote).
Qualcuno si è indignato per la condanna ? Il mondo ebraico ha richiesto la sua condanna (in nome dell’antisemitismo) o la sua assoluzione (in nome della libertà di espressione) ? La stampa occidentale ha iniziato a pubblicare i suoi scritti in prima pagina, per protestare contro questa condanna ?
Per essere chiari ed evitare accuse strampalate: io ritengo che una persona come Irving sia esecrabile, perchè negare le sofferenze di tante persone è veramente il peggior insulto che si possa fare alla loro memoria. Se fosse necessaria una condanna penale o semplicemente morale non so, ma è certo che i suoi atti dovessero essere condannati.
Ma difendere la libertà di espressione “a ogni costo” è semplicemente cretino, e non è previsto in NESSUN ordinamento moderno. Esistono, a quanto so, in tutti gli ordinamenti giuridici delle democrazie, i reati di calunnia e diffamazione. Ossia, delle limitazioni alla libertà di espressione.
Tutte le libertà di cui godiamo sono soggette a vincoli, che devono evitare che l’abuso di tali libertà generino l’anarchia e l’arbitrio. Non ce ne scandalizziamo, e insegniamo ai nostri pargoli la frasetta che “la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri”. Ossia, NON è infinita. E’ finita e ben delimitata all’intorno.
Anche perchè le energie per difendere tali libertà non sono infinite. Se le sprechiamo per difendere la versione danese della Padania, poi non ne abbiamo più per affrontare le battaglie veramente importanti (tipo la disinformazione sistematica sulla guerra in Iraq).
L’impressione è che i nostri uomoni di cultura si siano lanciati sul “compito facile”: quando hai una compito difficile e rognoso cosa fai ? Ti trovi un’altro compito, facile facile, e ti metti a fare quello. Così non fai l’altro perchè “hai altro da fare”.
Io vorrei vedere questi seguaci di Voltaire andare allo stadio, durante il derby Roma-Lazio, a gridare “Forza Roma” nella curva dei laziali. A pretendere che nessuno li tocchi in nome della “libertà di espressione”. E magari a pretendere che i poliziotti li difendano.
Sembra assurda come cosa, vero ? Eppure è esattamente quello che hanno fatto gli occidentali.
By PaoloB on feb 21, 2006
Lia, hai letto questo articolo di Fountainhead?
http://malakandsky.blogspot.com/2006/02/denmark-cartoons.html
à talmente ovvio che questa delle vignette è una provocazione studiata per prepararci alle prossime guerre che mi meraviglia che gente intelligente ci caschi e si metta a discettare di quanto siano cattivi i musulmani, invece di preoccuparsi del futuro che ci attende a noi tutti su questa terra, con questi pazzi che hanno il potere di annientarci tutti (parlo di chi governa stati pieni di testate nucleari).
Bah, sarà perché io non guardo ormai da tempo la TV. Ha proprio il potere di fare il lavaggio del cervello alla gente.
Agata
By Agata on feb 21, 2006
Non capisco bene cosa vuoi affermare, sostenendo che la risposta violenta alle vignette fosse “prevedibile” o “automatica”.
Quando non si cede a un ricatto, si rischiano conseguenze: è matematico.
Ma resta che è chi uccide l’ostaggio perchè non ha ottenuto quello che voleva, il responsabile dell’assassinio, e non chi non ha ceduto al ricatto. Mi pare che nella tua cronologia dell’affare-vignette sia dato poco peso all’aspetto ricattatorio della fatwa, che precede la cascata di pubblicazioni europee e non la segue. E se una autorità religiosa minaccia di uccidere chi fa vignette, provoca una “reazione” altrettanto automatica nei minacciati: non capisco perchè pensare che soltanto l’islam sia una “pentola che bolle”. E’ una posizione paternalistica, che non mi piace perchè presuppone il dovere dell’”adultità ” da una parte sola.
Trovo inoltre molto discutibile l’idea che si debba chiedere un comportamento più rispettoso nei confronti di chi è più suscettibile. Non c’è differenza tra Maometto con la bomba in testa e la Menorah piena di missili delle vignette nostrane. Sono giorni che “blob” mostra Gesu rock che viene schiacciato sotto ad un autobus. Non vogliamo che il nostro sia un mondo secolare? Parliamone, ma non si può pensare che non sia una scelta che non coinvolga in modo profondo e radicale tutto il nostro modo di essere. Parliamone un attimo, e soprattutto non diamo niente per scontato, per “automatico”.
Ultima considerazione: non c’è alcun automatismo tra rappresentazione di Maometto e ambasciate a fuoco. Le vignette più controverse sono state pubblicate in Egitto prima che si scatenasse il casino, senza provocare alcuna reazione violenta.
By arraign on feb 21, 2006
Grazie della spiegazione sulle manifestazioni. Quello che mi chiedevo è – più o meno – “ma non è che il governo lascia che succcedano i disordini in modo da far sfogare gli oppositori ma intanto ricordare chi comanda”? Me lo chiedo un po’, poi riprendo a leggere te e Sherif e a guardare cercando di capire e ad avere l’impressione che mi ci vorrebbero sette vite per iniziare a capirci qualcosa.
Quanto a “cosa è il problema”: mi sembra ovvio che un morto sia molto più grave di una vignetta. E che la vera questione in gioco sia il rispetto dei musulmani da parte degli occidentali (che tendenzialmente non si rispettano neanche tra loro…). Ma visto che la faccenda si è allargata fino ad inglobare l’universo mondo, cercavo conforto sulla possibilità di continuare a sperare nella lotta non violenta (ad esempio, boicottando ;-)) in una situazione che pare ogni giorno più sconfortante – da est, da ovest, da nord e da sud.
By restodelmondo on feb 21, 2006
un vecchio detto dei contadini siciliani mentre accudivano le steppie di grano falciato era: “focu ca sbamba, là ssulu sbambari”, cioe’: non conviene cercare di circoscrivere il fuoco, perche’ potrebbe esser peggio che lasciarlo sfogare fino ad autoconsumarsi.
Io sono di quelli che non credono al complotto strategico centrale delle vignette, cioe’ quello costruito a tavolino e temporizzato.
Purtroppo nelle situazioni di tumulto trovare le responsabilita’ e’ solo una perdita di tempo e di preziosa energia vitale. Circoscrivere l’incendio non solo non e’ e’ piu’ possibile, ma non e’ neanche consigliabile.
Una grossa responsabilita’ di riverbero, nel rinfocolare e riattizzare il fuoco del revanchismo etnico-identitario, ce l’hanno i media: pensate se non ci fossero i giornali e le televisioni, queste belle “finestre sul mondo”: il fuoco si spegnerebbe subito.
Diffidare sempre della liberta’ di espressione propalata dai media, i quali si esprimono solo nela misura che glielo ordina i padrone. Da qual pulpito vengono le prediche della liberta’ di espressione…ma mi facci il piacere!
La liberta’ di espressione individuale e’ tuttaltra cosa che quella – sempre sospetta – dei media. La liberta’ di espressione individuale e’ sacra. E’ quella che viene martirizzata ogni giorno e calpestata. Theo Van Gogh non meritava di fare quella fine…
Ma tornando al fuoco che sta divampando…
La soluzione per sottrarre energia a questo fuoco va cercata da un’altra parte:
Vi e’ una bella vignetta di Vincino oggi in cui si vede Gheddafi a cavalcioni su un oleodotto, col rubinettone in mano, e un gruppetto di capi europei prostrati e piegati a terra ad adorarlo. In cielo una luna al primo quarto.
By Psalvus on feb 21, 2006
La prima cosa che ti dico è che trovo le tue domande non delle domande, ma delle affermazioni. Dietro la definizione di domanda (e guardatele bene) tu nascondi una reiterazione della tua posizione, non una sincera curiosità verso la mia. (e, sì: è una questione di posizioni)
Risponderò lo stesso, cercando di essere chiaro e sempre spinto da affetto per te.
La seconda cosa che mi sento di rimproverarti (con affetto ripeto) è che prendi le mie affermazioni, le modifichi in un senso distorto (ad esempio l’accostamento a Calderoli: davvero non hai capito che il mio non è malanimo e il suo sì? non voglio crederci) e le riproponi con un colore diverso e un sapore che non esce dalla mia cucina.
Detto questo, vediamo di capirci una buona volta. Partirei dalla fine.
“4. E’ finita, comunque. Ci siamo dovuti scusare. Non pubblicheremo più un Maometto finché campiamo, è vero o non è vero?”
Non è finito un accidente, come vedi. Non pubblicherei ora una mia vignetta su/con/per Maometto solo per causa di forza maggiore, e ovvero la scriteriata (per me e quelli come me, e non ci rimettere in mezzo Calderoli pls) reazione di una fascia ristretta, e per me la peggiore, dell’ummah. Non disegnerei una vignetta di Cristo che stupra una suora perchè nello stupro non ci vedo niente di divertente, ma non per rispetto al sacro. Ripeto la mia avversione alle fedi, che io considero una malattia, non la guarigione dalla malattia. Posso astenermi dal disegnare dei e profeti in pose sconce o che ne so, infatti non ci penso affatto ai dei e profeti, ma non nutro alcun rispetto delle fedi. Fattene una ragione: è proprio questa mia lettura della realtà che difendo quando difendo la satira sulle religioni, non è la volontà di offendere che mi anima.
“3. I miei e tuoi antenati, secoli fa, rompevano le palle ai popoli di mezzo pianeta per convincerli a credere in Dio.” ecc.
Sono proprio quei secoli passati a scassare il cazzo che avverso. Ne sono figlio, non ne sono complice. Non voglio convincere alcuno che dio non esista, ma prendo a ceffoni chiunque mi voglia imporre il contrario.
“2. Tu sapevi, non potevi non saperlo, che continuare a pubblicare quelle vignette a mo’ di sfida in tutta Europa avrebbe provocato, altrove, dei morti. Sì, non li hai uccisi tu, però SAPEVAMO che sarebbe successo. Tuttavia, su questo blog, hai scritto che le avresti disegnate pure tu, le vignette, se lo avessi saputo fare. Hai quindi deciso che quei morti erano un danno collaterale accettabile: si potevano sacrificare 10, 100 persone pur di disegnare una faccia che per una cultura diversa è sacra. ”
Non lo sapevo, ero meravigliato di sospettarlo, non volevo credere di poter sospettare una follia così, ora lo so, ho visto e per amore della vita sto zitto e continuo a pensare, stavolta in silenzio, che la vignetta su maometto che accoglieva i martiri dell’Islam dicendo loro che le uri erano finite era carina, non troppo divertente ma carina. (Peraltro un paradiso che prevede anche le uri come risorsa, oltre all’acqua e ai prati, mi ha sempre disturbato per il suo maschilismo). In questa tua frase c’è un altro esempio di come hai portato la mia posizione in un campo a me ignoto: ho deciso che quei morti erano un danno collaterale accettabile? Così scrivendo capisci che mi accrediti di un pensiero militarista che non mi appartiene affatto? E’ una operazione della più classica disinformazione, non sono solo i giornalisti badate bene a conoscere queste tecniche, ma tutti gli uomini e le donne. E quando vogliono usarla, la usano. E un rapido inciso, anche se non mi andrebbe di farlo: questo bambino viziato e idiota si sbatte per evitare che muoiano decine di persone al giorno sulle strade di questo paese, senza neanche il conforto di essere stati uccisi per la fede. (Il riferimento è al tuo sbertucciamento della mia attività ciclistica, che francamente potevi evitarti: ma va bene così, non mi offendo).
“1. Tu fai il giornalista: davvero sono i musulmani a limitare la libertà di stampa, in questo paese o comunque in Europa? ”
No. Te l’ho spiegato poco sopra. So sulla mia pelle cosa vuol dire censura, e non viene ovviamente dall’Islam. E’ nei massimalismi, nelle dittature anche economiche, nelle oligarchie, nel più bieco lasciar fare, nel benaltrismo che sembra muovere molti, e di questi alcuni sognano di lasciare questo posto per approdare a lidi migliori: ebbene, io no. Qui bisogna impegnarsi, qui mi impegno.
Alle domande rispondo così.
Vorrei ora dire qualcosa di mio.
Primo episodio. Sono molto amico di una coppia che professae quindi vive la fede nel cammino dei neocatecumeni (riconosciuti dalla chiesa cattolica: dei cattolici fondamentalisti, potrebbero essere definiti). Spesso andiamo in barca insieme. Nel porto di Forio d’Ischia, essendosi incastrato il genova in cima all’albero, salgo arriva e tolgo ’sto cazzo di inguacchio. Mentre lo faccio, trattenuto dalla drizza di rispetto che teneva in mano Elisa, una della coppia, mi faccio male e sparo un porcoddio che risuona nel porto. Lei mi rimprovera dolcemente ma fermamente, io le chiedo scusa e le ribatto, sempre succhiandomi il pollice ammaccato, che doveva perdonarmi in quanto cristiana fervente. Lei ride e rido anch’io. Sai come vedo la vicenda delle vignette? In conseguenza della mia offesa, lei avrebbe potuto mollare la drizza lasciandomi schiantare in coperta da un’altezza di 10 metri. Così, a mio parere, ha reagito la parte peggiore della comunità dei credenti. Peggiore, a mio parere, non per cattiveria ma per miseria e ignoranza, comprensibile rancore e difficoltà di restare in vita.
Secondo episodio. Ero così innamorato del diritto islamico, all’università , che mi sono intestardito a fare una tesina sul mudarabah. Mi ero proprio innamorato, soprattutto del precetto secondo il quale il denaro non può far nascere denaro senza il lavoro (ribah), risuonava perfettamente con i mei ideali, era perfetto e mi dava anche l’occasione di studiare l’organizzazione delle carovane transahariane. Allora fui molto dileggiato dai miei compagni di corso (”ma che cazzo stai a studià ”), invece a me piacevano molto, come sempre, le ricadute laiche dell’insegnamento di grandi uomini assurti alla statura di leader religiosi. Ma anche prima di allora sentivo estranea alla mia sensibilità l’adorazione ultraterrena di tali grandi personaggi. I grandi uomini li sento fratelli maggiori e mi permetto di scherzare con loro.
Considerazioni sparse: “l’illuminismo non è democratico”: falso, e contraddizione totale. Solo grazie ai grandi sommovimenti antifideistici e umanistici (c.d. “Lumi”) si è arrivati ad una diffusione ancora in crescita (non penso alla diffusione made in Usa, ovviamente) della democrazia. In precedenza c’erano monarchie e teocrazie. “Un giornale ha più potere di Calderoli. La stampa di tutta Europa ha più potere di un governo.” Falso, fuori bersaglio, visione infantile di una luridissima realtà . I governi sovvenzionano la stampa, massimamente in Italia. Chiedi del dipartimento dell’Editoria della presidenza del consiglio, e cerca di capire il perchè del suo budget miliardario. In qualche paese non è del tutto così, come in Gran Bretagna. ” E’ da bambini stupidi e viziati, giocare con la vita e con i sentimenti di mezzo mondo”. Concordo in pieno. L’altro giorno a Roma hanno fatto brillare un residuato bellico vicino al Tribunale, e hanno scordato di avvisare la popolazione (o almeno così hanno detto). Per mezz’ora c’è stato il panico. Qualche giorno prima esplosioni sul Gianicolo, altro panico: erano dei fuochi d’artificio per la Giornata del malato, mai sentiti prima. Dopo Beslan c’erano dei genitori che volevano organizzare ronde davanti alla scuola dove vanno anche le mie figlie. Ne potrei fare altri, di esempi.
Io non sono preoccupato: vivo i miei tempi così come si presentano. Altri, onorevoli tanto quanto le folle immense di uomini e donne pacifici che abitano il pianeta, sì: sono preoccupati. Meritano considerazione e incoraggiamento, tutti. Non intendo lasciare questo posto e intendo migliorarlo, per quanto possa.
Ora voglio chiedere io a te. Mi è venuto il sospetto che la tua insofferenza per questo paese, in cui sei costretta da necessità contingenti, non ti porti a dileggiare o sminuire anche chi, come me, cerca di lavorare per una migliorata coscienza di ciò che si fa. Bruciare tutto, via, “visto? non c’è niente che meriti la mia presenza qui”. A mio parere, se così fosse, non dovresti farlo. Non è giusto. Anche questa è una mancanza di rispetto, soprattutto verso di te.
Un bacione.
ps
la prossima volta che vuoi linkarmi, ti suggerisco questo: è più attinente al tuo blog.
http://www.movimentofisso.it/parole2.aspx?IdProd=44
By rotafixa on feb 21, 2006
Lia: mentre scrivevo è scaduto typekey: non approvare il messaggio che hai in moderazione, è uguale a questo.
Credo che la vera questione in gioco rimanga quella di impostare o reimpostare un rapporto. Anche solo per il fatto che è un passaggio obbligato. Sia con le comunità straniere sia nei rapporti verso l’esterno. Nel corso del tempo l’Europa le ha fatte scivolare via le relazioni col mediterraneo. Prima dell’89 – e capisco che con la grande storia c’è poco da fare – il sud era l’asse principale a cui guardare. Questo disinteresse lo stiamo pagando caro ora. Come paghiamo il non esser intervenuti nel processo di pace in m.o. quando gli USA si sono tirati indietro e la situazione è precipitata. Dopodiché è stato facile metterci con le spalle al muro e dividerci con la seconda guerra in Iraq.
Però per quanti danni si possano esser fatti da lì bisogna ricominciare per forza. La consapevolezza che il nostro atteggiamento non è neutro, che l’attendismo pensoso nella nostra diplomazia non sta raccogliendo granché e che non siamo percepiti come drammaticamente diversi dagli statunitensi sono tutti elementi che servono a capire come andare avanti.
Questa considerazione risponde un po’ secondo a me a restodelmondo e in generale a chi non vede prospettive: per quanto infelice la crisi in corso la prospettiva c’è, perché ci deve essere per forza, non ci sono alternative :)
Qualcuno ha detto che il mondo islamico si sta ranicchiando su sé stesso. Se non si trova uno sbocco il ranicchiamento sarà doppio, anche dall’altro lato del mare.
E risponde anche un po’ a Roberto quando non vede una reciprocità e a tutti gli altri che obiettano una risposta solo passiva da parte nostra (o viceversa): visto che alla fine comunque le polemiche e gli scontri dovranno scaturire in un confronto, per forza di cosa questo avverrà in due sensi. Insomma la fase in cui si fanno gestacci a distanza dovrà terminare o no? Bhe certo a meno che non si lasci ardere il fuoco e poi si sotterri la ferita ancora aperta. O a meno che non esploda un incidente più grande.
Forse per questo sarebbe saggio mandare avanti qualcuno un po’ più capace di Calderoli. Esageriamo: più capace di un Blair, che oggi causa debolezza dei contendenti è di fatto la voce che emerge dal campo europeo. Ed è disastroso, imho.
Ecco questo per tornare ancora a Roberto: Bush oggi ci rappresenta, Blair oggi ci rappresenta e decide la nostra linea. Perfino un Calderoli che non ha nessun potere materiale ‘buca’ più di decine di altre voci ragionevoli che ci sembra di mettere in campo. Da fuori vedono loro. Quindi o si cerca di rendere in proporzione più forti queste voci ragionevoli o saranno sovrastate da quelle altre.
Quanto poi al nodo del pregiudizio dei nostri media e della nostra pubblica opinione è un punto dirimente, se non siamo d’accordo anche a grandi linee che ci sia è chiaro che non ci capiamo. Quindi sarebbe il caso di riparlarne e approfondirlo. Non in termini di colpevolizzazione, perché sarebbe improduttivo. Ma comprensione sì.
ciao
By Tonino on feb 21, 2006
ÂIo vorrei vedere questi seguaci di Voltaire andare allo stadio, durante il derby Roma-Lazio, a gridare “Forza Roma” nella curva dei laziali. A pretendere che nessuno li tocchi in nome della “libertà di espressione”. E magari a pretendere che i poliziotti li difendano.Â
Ecco bravo paoloB, che hai fulcrato il discorso in pieno; infatti a vederla dai tinelli italiani le folle arabe di questi giorni paiono proprio come gli scalmanati della curva sud, niente di più niente di meno. Uno poteva chiedersi se dietro a queste agitazioni non ci fosse la mano di qualche provocatore esterno, o peggio non fosse una distorsione dei media occidentali intenti a dare dellÂislam un immagine estremista e intollerante. Così credevo dal mio tinello. Uno viene qua ad aprire una finestra diversa e scopriamo che no no, è tutto vero, tutto normale tutto prevedibile. Gli studenti islamici che due volte al giorno si guardano la rassegna stampa dei paesi del benelux per vedere se putacaso cÂè una vignetta che li riguarda, e al momento che la trovano tutti in strada a diroccare le ambasciate. Io non ci credo, non credo nemmeno a voi.
E allora fuggo, fuggo con lÂimmaginazione e invece di questo monitor slavato vedo un poster a colori con il sexi calendario di Lia. Vediamo un poÂ.. gennaio. un cavallo berbero galoppa verso lÂorizzonte, Lia lo cavalca fieramente, a pelo i suoi capelli si confondono con il vento della cavalcata, la luce è accecante. Lia indossa soltanto una collana di cuoio e turchese… Voglio murìììì!
Ciao, K.
By k. on feb 21, 2006
Vedo una buona dose di sofismo ultimamente. E non perchè si debba necessariamente essere d’accordo con Lia. E’ questo continuo puntualizzare, questo scindere il capello in otto e poi in sedici e poi ancora e ancora. Questo cercare continuamente le ragioni del proprio agire (o non agire) fino a trovare giustificazione in una dialettica che si ritorce e si contorce.
Altro che Lumi, qui si cercano cavilli e si sviscera a oltranza fino a che qualcosa che ti dia ragione la trovi.
Se ho contato bene questo è il 13° post dedicato all’argomento. Solo per cercare di spiegare la propria idea e cercare di farla capire, che io al secondo già mandavo tutti a quel paese.
LIBERTA’, questa sembra la parolina magica.
Ma a me questa sembra la libertà dei bulli di quartiere, quelli che fanno perchè possono, e se dici qualcosa sono botte.
Noi possiamo farlo e loro devono accettarlo. A me avevano insegnato che la propria libertà finisce dove comincia quella dell’altro, ma evidentemente devo aver capito male.
E se proprio non si vuole parlare di etica, di libertà , ma quella vera, di rispetto, che quello ce lo siamo messo sotto la suola delle scarpe, magari sarebbe il caso di parlare di opportunità : entrare nell’arena vestiti di rosso e agitandosi come un demente di fronte al toro non è propriamente intelligente.
By paolo27 on feb 22, 2006
Tonino,
Forse mi sono espresso male: certo che bush e calderoli ci rappresentano, e infatti nel blog di sotto ho scritto che la vergogna di calderoni ricade su tutti noi (te, me e lia compresi).
Però l’italia non è (solo) calderoni, è anche me te e lia che difficilmente potremmo essere considerati nemici dell’islam.
Ora, questa cosa ad un giornalista che lavora in europa, non può, anzi, non deve sfuggire e frasi come “gli occidentali ci odiano” sono delle cialtronate pericolose
By roberto on feb 22, 2006
Lia,
mi è un po’ difficile rispondere dopo il bellissimo post di rotafixa che dice molte delle cose che avrei voluto dire meglio di quanto saprei fare io.
Provo ad aggiungere qualcosa seguendo il tuo ordine:
0. Calderoli non è al mio fianco per il semplice motivo che secondo me un ministro certe cose non le può dire. Calderoni, come tutto questo disgustoso governo, ha dimenticato per 5 anni che quello che apre la fetida bocca non è calderoni, ma è un ministro della repubblica. E che se fa un rutto a tavola non fa solo la figura del buzzurro ma getta palate di fango e sterco sull’istituzione e sul paese che rappresenta. Uno può dire al bar che la nostra civiltà è superiore (fa la figura dello scemo del villaggio ma pazienza). Non lo può dire se è presidente del consiglio. Uno può dire al bar che i tedeschi fanno gare di rutti sulle nostre spiagge. Non lo può dire se è sottosegretario al turismo. Uno può raccontare al bar le barzellette sui malati di aids non lo può fare da primo ministro. Si chiama sensibilità istituzionale o qualcosa del genere, e solo in italia che io sappia è una cosa passata di moda.
1. “E quanto influisce il poter raffigurare Maometto sulla tua, sulla vostra libertà di espressione e satira?”
Beh abbastanza non per la rappresentazione di maometto in sé ma proprio per la libertà di espressione. Altrimenti non ci sarà mai un limite ai limiti. Dante mette maometto all’inferno? Allora via dai programmi di scuola per non offendere la sensibilità dello studente tunisino (giuro questa l’ho sentita di persona da un’insegnante, e la mamma del ragazzino in questione l’ha guardata con due occhi tanto lasciandosi sfuggire “mais elle est folle!”).
il presepe offende i non credenti? Via ! (a me da napoletano ateo sembra una bestemmia e mia figlia non passerà mai un triste natale senza cicciobacco).
il darwinismo offende il papa? Allora via!
Che bel mondo che sarebbe .
2. Tu sapevi no lia, non lo sapevo (lo temevo, vergognandomi un po’ della mia paura e scarsa fiducia nel buon senso dei musulmani).
In effetti non mi sembra che siano state bruciate le ambasciate di quei paesi musulmani in cui le vignette sono state pubblicate (ecché la rappresentazione se fatta da un musulmano non è più blasfema?).
Inoltre in europa non è successo niente, secondo la logica del tuo automatismo avremmo dovuto rivedere una rivolta delle banlieux numero due. Chissà magari è anche merito di qualche imam (un danese sentito qualche giorno fa alla BBC) che considera blasfema, perché idolatria, questa forma di adorazione di maometto (mancava poco che aggiungesse “mica siamo come gli adoratori di padre pio!”), o colpa di qualche imam o giornalista che gode nel dipingere gli occidentali come mostri curdeli.
comunque, resto anche dell’ingenua idea che morire per una vignetta sia una delle morti più inutili che si possa immaginare.
3. “E stanno tutti a dire che Calderoli aveva delle responsabilità in quanto ministro mentre un giornale non ne ha. Ma è vero?” si è vero e che il giornale sia più potente di calderoni mi pare un’idea un po’ stravagante
4.io non voglio convincere nessuno che credere in Dio è una cazzata. Basta che nessuno voglia convincermi che vivere secondo regole non divine sia peccato o cose del genere
5. se è vero, perché non vi ribellate ADESSO? Perché di morti ce ne sono stati anche troppi (e nessuno mi convincerà mai che prendere d’assalto l’ambasciata danese sia un gesto di una folla spontanea…già trovarle in siria tutte quelle bandiere danesi da bruciare non deve essere stata una cosa facile. tu a milano dove le compreresti 10 bandiere danesi?)
By roberto on feb 22, 2006
allora ho capito che a metter l’acqua sul fuoco diventa calda e poi bolle. e su questo sarà difficile non essere d’accordo. non sarà difficile essere d’accordo che la situazione in nigeria ha poco a che vedere con le vignette, e in libia? e in libano?
è straordinaria la spontanea religiosità di milioni di musulmani che, offesi, si sollazzano spontaneamente a bruciar bandiere, ambasciate e minacciare cristiani (?!)… e questo servirà a diminuire la diffidenza verso i musulmani? oppure vuoi dire che al prossimo rogo di ostello o moschea dovrò dire: ma l’acqua bolle (se la metti sul fuoco)! o magari alla prossima invasione americana: l’acqua bolle?
mah!
By marcell_o on feb 22, 2006
Tu, Rotafixa, continui a ragionare come se la questione fosse stata, da un primo momento, una semplice quanto individuale questione di rispetto per il sacro.
Non lo è.
E’ stata, dal primo istante, una questione di rispetto verso una parte del mondo che, per inciso, vede ogni giorno e su ogni TV carneficine compiute ai loro danni in nome di quegli stessi valori (democrazia, libertà , meraviglioso Occidente) e che la nostra “libera” stampa non mostra mai.
Il fatto che si riesca anche solo a concepire il discorso-vignette senza partire da questo presupposto è, di per sé, qualcosa che io non riesco a definire se non come completa disumanizzazione dell’altro.
Del resto, l’esempio l’hai fatto tu stesso: ti fai male, tiri un bestemmione, l’amica credente si offende, tu ti scusi e ridete insieme più amici che mai.
Di fatto, tu riconosci alla tua amica lo status di essere umano e ti comporti con la civiltà che si richiede quando si è consapevoli di essere tra persone con un volto e un’umanità .
Ma se tu, dall’alto del pennone, avessi deliberatamente deciso di tirare un bestemmione proprio perché sapevi che l’amica era credente?
E’ quello che hanno fatto i danesi commissionando le vignette.
E se poi, di fronte al richiamo della tua amica, ti fossi rifiutato di scusarti?
E se poi, ancora, costretto a scusarti perché sennò l’amica ti lascia là sopra, avessi chiesto a quelli della barca accanto di bestemmiare anche loro per solidarietà ?
Non è successo altro, Rotafixa. E’ tutto qua.
Io credo che qui ci sia un malinteso di fondo: tu mi accusi di manipolare il tuo punto di vista attribuendoti sentimenti che non ti appartengono.
Io credo, piuttosto, che tu continui a giustificare una posizione che mezzo mondo sente come razzista, aggressiva e vilmente provocatoria, e lo fai per il semplice motivo che hai una buona opinione di te stesso e dei tuoi sentimenti.
Come dire: “Siccome io sono buono, anche questa mia reazione di pappappero viscerale è sicuramente dettata da sentimenti nobili. Se gli altri non lo capiscono, è per un evidente limite loro. Di civiltà ”
E tuttavia: un gesto tanto dirompente da essere la miccia che provoca centinaia di morti, migliaia di sfollati, la destabilizzazione del Pakistan (che ha l’atomica) e della Nigeria, casini interreligiosi in mezzo Medio Oriente e via dicendo può davvero essere difeso come un gesto “buono” semplicemente perché tale si percepisce chi lo compie?
Non è un caso che a me vengano in mente termini usati fino ad ora per la guerra in Iraq, ma non è nemmeno volontà di manipolare il tuo pensiero: è associazione di idee, semplicemente, dovuta al fatto che questa storia mi ha aperto gi occhi su qualcosa che io non avevo mai davvero capito: sul fatto, cioè, che molti di quelli che hanno appoggiato quella sciagurata guerra erano DAVVERO in buona fede.
Davvero credevano di portare democrazia, di liberare gli oppressi.
Magari lo credono ancora.
E io non l’avevo mai capito, non mi pareva possibile che potessero essere in buona fede.
L’ho capito adesso guardando te, guardando altri che a sinistra, pensano come te.
Rota, l’essere umano è complicato. E’ fatto anche di sentimenti meno nobili di quelli che amiamo riconoscerci. Vale per me, per loro e per te.
Tu continui a guardare “la reazione di una fascia ristretta, e per me la peggiore, dell’ummah.”
Ma non vedi, non vuoi vedere, che al di là della reazione più violenta c’è l’unanime denuncia di razzismo, arroganza culturale e deliberata mortificazione del sentire dello stesso popolo che mettiamo in croce da 5 anni, e che questa denuncia parte da tutta, tutta, tutta l’ummah.
Ed è ribadita dall’uso della parola “vergogna” che arriva dalla parte migliore dell’Occidente che è là , assieme alla parola “stupidità ”.
Ma da quando, io e mille come me, dobbiamo sentire vergogna, pura e profonda vergogna, per una “battaglia di libertà ” che arriva da sinistra?
Come potete essere tanto arroganti da non chiedervelo?
Stammi a sentire, Rotafixa: il direttore del giornale danese si consultò con i suoi giornalisti esperti di MO, prima di pubblicare quelle schifezze.
Gli dissero di non farlo, e lui andò avanti lo stesso. C’è sul loro sito, la storia.
Tu non sapevi che ci sarebbero stati cento morti. O, meglio, non volevi crederci. L’informazione contrastava con il tuo senso etico e questo ha prevalso sulla tua volontà di capire la realtà , prima di andare a compiere un gesto che avrebbe influito su di essa.
Dico “tu” perché ti prendo a simbolo, intendiamoci.
“Nessun conoscitore del MO avrebbe approvato la pubblicazione delle vignette, se avesse potuto” dice Goytisolo.
Ma nessuno li ha consultati, nessuno li ha ascoltati, nessuno se ne frega un piffero di quello che hanno da dire.
Decisioni che coinvolgono quella parte del mondo, e noi con loro, vengono prese da gente che non sa, non prevede, non capisce e non vuole nemmeno perdere tempo a farlo.
Questo è esattamente l’atteggiamento dei nostri antenati di cui ti parlavo, Rotafixa.
Vi dà torto Goytisolo, vi dà torto Naghib Mahfouz, vi dà torto chiunque possa essere un ponte tra quel mondo e questo e voi nemmeno sapete cosa dicono.
E agite, andate avanti, accecati dall’Illuminismo e dalle vostre cristianissime proiezioni anticlericali fino a quando, davanti a un disastro in casa d’altri, “cause di forza maggiore” vi obbligano a fermarvi.
Tu lo capisci, vero, che abbiamo troppo potere per poterci permettere tanta irresponsabilità ?
Lo capisci che un’opinione pubblica occidentale non può essere esortata a difendere ad ogni costo la propria “libertà ” di dire cose di cui non sa nulla?
Guarda le notizie che arrivano dal MO e riflettici.
Credevo succedesse solo a scuola: il ragazzino che, dopo avere detto una boiata pazzesca, fa il bullo ed esclama: “Prof, io la penso così!”
E il prof, paziente, gli spiega che le opinioni devono basarsi su dati di realtà , e che questi dati di realtà devono essere conosciuti.
Altrimenti, non te la fare venire, un’opinione.
Perché ti metto tre.
Perché mandi a fuoco la Libia, la Nigeria, il Pakistan.
E i ragazzi crescono, con quei tre.
Imparano a capire, a rispettare la realtà , a rendersi conto che bisogna sapere, prima di parlare o, addirittura, di agire.
Si chiama umiltà ed è utile, nella vita.
Ora tu, lui, tutti, potete continuare fino a domani, a dire che avevate ragione.
Ma, dal momento in cui questo disastro non è ciò che prevedevate succedesse, la realtà vi dice che avevate torto.
Vi dà torto la realtà , non io.
Ed è inutile cercare scuse, rifugiarsi dietro le manipolazioni del perfido Saladino e balle varie.
A-V-E-V-A-T-E T-O-R-T-O-
E’ da qui che dovrebbe ripartire, una sinistra con delle buone intenzioni.
Dall’ammettere di avere avuto torto, torto marcio. Di avere agito mossa da un’ignoranza che si è tradotta in frivola leggerezza pagata con il sangue di altri.
Rota, io sono una semplice prof che ha passato qualche anno là .
Non sono Goytisolo, sono Lia di Haramlik che scribacchia in rete.
Però, 10 minuti dopo che Alberto ha pubblicato la vignetta delle vergini, io – allibita – l’ho chiamato.
Gli ho urlato.
Gli ho detto delle cose terribili.
Ci siamo visti e gli ho fatto una testa così.
Sui morti che ci sarebbero stati, per questa bella trovata, sugli arresti, sui desaparecidos.
Sulla frattura enorme che si sarebbe creata tra noi e loro.
Enorme, e per una cazzata simile…
E sui cristiani di lì.
E quando li ho nominati, i cristiani di lì, sono scoppiata a piangere davanti a un povero Alberto allibito.
E’ stato il 3 febbraio, si sapeva solo dei disordini a Giacarta. La notizia delle ambasciate bruciate in Siria è arrivata il giorno dopo.
Questo non vuol dire che io abbia poteri paranormali: vuol dire che TUTTI quelli che vi stavano dando torto lo sapevano, che sarebbe successo.
E avevano ragione.
Frivola leggerezza, Rotafixa.
Nobili concetti sparati fuori bersaglio.
E credo che questo disastro avrà un senso solo se le coscienze migliori di questo sciocchissimo Occidente ripartiranno da qui, per cercare di lasciare un mondo meno schifoso ai nostri figli.
By lia on feb 22, 2006
il grande problema, evidentemente, è che i musulmani non hanno i santi. se avessero avuto il San Pietro della situazione, forse le vignette non avrebbero dato così noia (è una battuta).
By la portinaia on feb 22, 2006
Portinaia, i santi i musulmani li hanno eccome, con tanto di santuari (Africa del Nord, dal Marocco alla Tunisia). C’erano anche in Afghanistan e sono stati distrutti dai talebani nello stesso “giro” con cui hanno abbattuto i budda. Do you remember?
Solo che i media nostrani, ovviamente, non hanno riferito la notizia, perchè cozza contro l’intento propagandistico semplificatorio. E vedo che funziona…. :)
By ritael on feb 22, 2006
Era una battuta, come ho detto. Le vignette dissacranti sui santi e su Gesù penso che diano fastidio a tutti i cattolici. Io non ho mai approvato le vignette, però difendo la libertà di stampa e condanno una violenza che porta alla morte. A prescindere dal colore politico o da chi la pilota. E poi, scusate, non è che io mi vergogni di Calderoli per questa sua ultima sortita, io mi vergogno di Calderoli in assoluto. E sempre a proposito di senso religioso e di chi ne ha di più e chi meno, non generalizziamo, come fa old, parlando di occidentali o altri. Parliamo di persone, per favore. Per quanto io sia anticlericale, il mio senso religioso è ancora vivo, a modo suo. Direi in modo moderato. Ma la cosa che mi fa specie, se ci penso, è che i musulmani che ho conosciuto e frequentato più da vicino (il mio primo ragazzo marocchino, il fidanzato libanese della ragazza con cui ho condiviso la casa per 3 anni, che faceva l’accademia di belle arti con lei, la mia compagna di banco turca del liceo, l’infermiera marocchina che viveva a casa nostra) erano tutti religiosi a modo loro, direi moderati. Purtroppo con il passare degli anni ci siamo persi di vista, ma sono convinta che con loro avrei potuto tranquillamente fare delle battute in questa occasione, come ne abbiamo sempre fatte (sapeste quante ne abbiamo fatte io e la compagna di banco turca dalle suore durante l’ora di religione!), magari avrei anche potuto discutere in modo veemente, senza per questo far crollare la nostra amicizia o capacità di rimettersi in discussione. Continuo a pensare – purtroppo – che le persone siano una cosa diversa dai politici o dalla politica. Nei contatti personali i problemi non sono così amplificati, tranne nei casi in cui ci sia una volontà di strumentalizzazione. Io non sto da questa o quella parte come se di qui sia tutto bianco e di là sia tutto nero. Ho già detto che per me la verità sta nel mezzo. Quanto alla libertà di stampa non posso che continuare a difenderla. La difendo perché faccio la giornalista. Sempre di meno, è vero. Sempre meno libera, è vero. Sempre più disgustata, è vero. Proprio per questo la difendo e io mi occupo di cose di poca importanza come l’arte. E la difendo anche per una questione di limiti, come ha scritto rotafixa. Il limite, nel giornalismo, è o dovrebbe essere etica professionale, come ha detto Lia. Quanto ai santi musulmani, ti ringrazio di avermelo detto. Per i santi musulmani non c’è dunque il divieto di rappresentazione, a quanto dici, visto che sono stati abbattutti insiema al grande buddha afgano. Adesso farò una ricerca o se volessi raccontarmelo tu mi faresti una cortesia. Io ho presente le foto e le immagini del Buddha che crolla sotto l’esplosione. A rigor di logica poi mi sembra strano che accanto al Buddha ci fossero dei santi musulmani, ma con questo non voglio darti torto. Ripeto, non lo so.
By la portinaia on feb 22, 2006
Cara Ritael, e chiedo scusa a Lia per questo secondo commento, e non lo dico con spirito polemico, sia chiaro, anche perché prima di tutto ammetto la mia ignoranza riguardo all’arte islamica, mentre magari potrei parlarti di bravissimi artisti egiziani contemporanei, sono andata a sfogliare la guida del Marocco, paese che ho visitato due volte in lungo e in largo e che porto sempre nel cuore. C’è un santuario a Rabat, è vero. A questo punto però ho riletto la tua frase: “sono stati distrutti dai talebani nello stesso “giro” con cui hanno abbattuto i budda. Do you remember? Solo che i media nostrani, ovviamente, non hanno riferito la notizia, perchè cozza contro l’intento propagandistico semplificatorio”. Ecco, il punto è questo: il grande Buddha afgano era patrimonio artistico dell’umanità , un po’ come il sito archeologico di Angkor in Cambogia, per dire, o l’esercito di terracotta cinese e così via. Quei santi musulmani distrutti nel medesimo giro talebano erano patrimonio artistico mondiale? Perché se così fosse stato dubito che qualsivoglia intento propagandistico avrebbe potuto censurare l’urlo d’orrore di tutto il mondo.
By la portinaia on feb 22, 2006
e comunque, a furia di pensarci (e sono andata a recuperare anche una rivista di fotografia che aveva pubblicato un servizio sui buddha), da qualche angolo buio della mia memoria vacillante, in modo oserei dire grave a quest’ora (dato che sono riuscita a dire che non conosco l’arte islamica, pensando all’arte figurativa islamica), visto che sono davanti al pc dalle 8 di stamattina, ha ragione, mi sa, ritael. che posso dire? peccato
By la portinaia on feb 23, 2006
Scusa: gli USA hanno invaso uno dei
rari stati laici del medio oriente e sono alleati con uno degli stati più rigorosamente bigotti: non vedo in che relazione sia l’invasione dell’irak con la storia delle vignette: la guerra in irak – tanto quanto quella dell’afghanistan da parte dell’URSS – è orrenda e idiota, ma è una guerra strategica, non di religione. Inoltre – finora – le masse arabe non hanno reagito globalmente ne’ per le passeggiate di Sharon, ne’ per la guerra in Iraq, ne’ per gli omicidi mirati: si sono mosse invece per le vignette. Che vuol dire? Non lo so, ragioniamoci, ma non puoi liquidare la faccenda dicendo che si sono mosse per le vignette *a causa della guerra in iraq* perchè non mi pare ci siano basi per poter sostenere questo argomento.
By arraign on feb 23, 2006
Roberto: gli esempi che fai sono irrealistici. Dante esiste da secoli, il presepe anche e i musulmani pure.
Vediamo se riesco a farmi capire usando le parole di Dacia:
“[...] la pagliacciata non è stata quella di indossare un certo tipo di biancheria intima. Meno che mai lo è stata quella di pubblicare le illustrazioni offensive sul Jyllands Posten. Era senzÂaltro una scelta discutibile, fatta da un giornale che appartiene ad una ben determinata corrente di pensiero (e di azioni). Quella di reiterare, invece, la loro pubblicazione per il semplice  ed idiota – piacere sadico di infierire su unÂumanità che è ormai oggetto di attenzioni leggermente sgradevoli da decenni, ecco, quella è stata la pagliacciata.
Perché, ricordalo, dopo la prima pubblicazione le reazioni erano state tutte diplomatiche, indignate ma rituali, di quelle che in genere le cancellerie dei paesi civilizzati usano quando vogliono far rilevare una cretinata, e circoscritte tutte quante alla Danimarca.
La reiterazione  inutile ed offensiva  non aveva nulla a che vedere con la difesa del Âsacrosanto e condivisibile diritto alla libertà di espressione, così come il distribuire la Âzuppa di maiale ai clochard in Francia aveva ben poco a che vedere con la solidarietà . In entrambi i casi si è trattato di uno Âsgarbo alla comunità musulmana, del tentativo  più o meno riuscito  di umiliarla violentemente, per quanto non cruenta fosse la manifestazione di questa volontà .”
Capisci che il punto è questo?
Che noi non riusciamo a vederlo perché siamo tutti presi da principi astratti e ignoriamo i fatti, la cronologia degli eventi e ci sfugge che pure la mia sperdutissima cittadina in Alto Egitto aveva 20 internet café aperti notte e giorno e sempre pieni?
Che erano mesi che seguivano la vicenda, loro, e noi no?
Il Europa non è successo niente perché il problema non è una specie di sacra superstizione che fa impazzire la gente, ma il deliberato umiliare una comunità internazionale che, in MO, vive da vicino la quotidianità dei nostri soprusi e, stavolta, è stata colpita in primissima persona, senza nemmeno la (piccola) distanza geografica tra lei e le bombe. E’ il concetto di goccia che fa traboccare il vaso, e per giunta sul tema che più sta a cuore a un mondo islamico che, come sappiamo, sta pure avendo un forte risveglio religioso soprattutto tra i giovani.
Eccerto, che si incazzano!
Qua, Roberto, nessuno vuole importi un bel niente.
Infatti qua non hanno bruciato niente.
Siamo NOI che abbiamo imposto quelle schifezze LA’.
Non so più come spiegarlo.
Sui giornali: io ho scritto che “la stampa di tutta Europa ha più potere di un governo”, non che la stampa ha più potere dei governi.
Ho detto che un giornale come il Corriere ha più potere di un ministro come Calderoli, non che sia in posizione di superiorità rispetto ai politici. Può esserlo rispetto a un singolo politico.
Quello che voglio dire è che la classe politica, qui, è stata spiazzata dal polverone corporativo dei giornali dell’Europa tutta che, se decidono di imbarcarsi in una battaglia (specie in una a poco prezzo come questa) te la impongono.
E lo hanno fatto.
E il politico di turno, dietro.
Chiedilo a Fini.
Non prendiamoci per il culo, suvvia: fare opinione è un potere, ed enorme.
Dove troverei a Milano le bandiere danesi? Se c’è una partita, ne trovo a migliaia davanti allo stadio.
Se a Damasco c’è una manifestazione, gli sveglissimi commercianti dei suq stanno svegli tutta la notte prima, per farle e poi venderle.
‘Cavolo ne sanno, loro, che finisce con un’ambasciata bruciata? Che ne sanno i venditori di sciarpe del Borussia, che alla fine i tifosi si meneranno?
Conoscendo i venditori di lì, la dietrologia occidentale sul “mistero delle bandiere” mi dà tutta la misura del fatto che qui manca la capacità di immaginarlo, quel mondo.
Eppure ce l’abbiamo dietro l’angolo.
By lia on feb 23, 2006
prof lia, tempo fa (poco, nel 1980 o ‘81) un’altra prof mi mise 1 ad un compito (coniugazione di 59 verbi irregolari in francese). avendo fatto un disastro con quel compito, quella prof decise di rifarlo con le stesse regole e altri verbi.
presi 10. lei mi annullò il compito con la seguente motivazione: “siccome prima hai preso uno, non puoi ora aver preso dieci: hai sicuramente copiato”.
ora, la mia esistenza è fatta di queste altalene, e io rigetto alla radice la motivazione della prof di allora. non avevo copiato, ma lei di me non sapeva nulla tranne quello che vedeva: un ragazzo che per le prime due ore non parlava, in preda al sonno endemico. (uno dei motivi che mi ha spinto a fare il mestiere che faccio è la possibilità di alzarsi tardi).
ora rigetto il tuo voto, per la stessa ragione.
e non dò il mio a te. ti indico solo che sei ricaduta nello stesso vizio segnalato sopra. distorsione, estrapolazione non motivabile logicamente, falsi sillogismi.
non sono un ragazzino e non faccio il bullo. non ti dico “perchè sì”, ti motivo le mie ragioni, non pretendo di insegnarle agli altri, anzi imparo dalle cose, ho imparato da questa vicenda che per non far morire cento persone devo pensare le mie cose in silenzio e non a voce alta, lo posso fare per non far morire ’ste cento persone (200?300?12.000?1.000.000?).
lo faccio, sto zitto. non dico più e continuo a pensare.
questo non me lo puoi negare.
e anche se lo facessi, tu e chiunque al mondo, io disobbedirei.
e non perchè sono un ragazzino viziato e idiota.
perchè sono un adulto che non vuole che ci siano problemi INUTILI.
ritengo ciò una sconfitta della (mia e non solo mia) ragione. l’accetto, per cause di forza maggiore. non posso fare altrimenti. sei io dico o scrivo ciò che penso, la gente muore.
ok, ho capito.
altro aneddoto, raccontatomi da pina, la capa dell’occupazione che ha in gestione il posto dove ho fatto la ciclofficina: tempo fa, a torbella (tor bella monaca, dove lei vive, luogo nei dintorni del grande raccordo anulare di roma, zona prenestina) delle persone litigarono, pesantemente ma senza venire alle mani. uno aveva ragione, uno torto.
quello che aveva torto, che era della ‘ndrangheta (mafia calabrese, per chi non lo sapesse e chiedo scusa della pedanteria) andò via incazzato, chiamò degli altri, tornò e puntò una pistola alla testa dell’avversario, dicendogli: ora inginocchiati e chiedi scusa.
quello, padre di tre figli, si inginocchiò e chiese scusa.
di cose del genere peraltro ne ho sentito dire in sicilia, dove sono cresciuto, e ne ho viste di lievemente meno peggio (bastoni al posto della pistola e non padri di famiglia a fare pippa).
io stesso sono stato inseguito per due chilometri di spiaggia da una ventina di persone perchè avevo osato baciare una ragazza (sorella di un mio amico, questo era stato il mio reato), avevo 14 anni e correvo forte, ma tanto. infatti qualche anno dopo facevo l’ala in una squadra di rugby, di alto livello.
cosa voglio dire?
poco: sono nemico delle prepotenze, da ogni parte.
la tua imposizione di una visione non mia è prepotenza.
la tua insistenza a farmi entrare in zucca cose che hai capito tu e a non ascoltare cose che ho capito io è prepotenza.
l’imposizione di impostazioni non mie è prepotenza
l’imposizione è prepotenza.
la morte è la fine
la scrittura o il disegno vengono prima della fine
non è difficile capirlo
so che in alcune zone del mondo, e non solo quelle di colore prevalentemente giallo, la morte è vista non come una fine ma come una parte.
cionondimeno la morte è obiettivamente la fine della vita, e va evitata finchè si può (etologia umana, innegabile: istinto di conservazione)
ne parliamo meglio domani o dopo.
sempre che tu ascolti.
ps
alla domanda fatta alla prof di francese, all’epoca, da tutta la classe (non in voce ma in cuore; fu solo qualcuno a parlare, ma lo fece per tutti) “ma perchè 59 verbi?”, lei rispose dopo una pausa e con un sorriso che mi ha insegnato cos’è il sadismo: “perchè 60 erano troppi”.
By rotafixa on feb 23, 2006
Lia, ho seguito fin qui i post che hai dedicato all’argomento e lo scambio di opinioni tra te e rota. Volevo dirti che hai focalizzato ed espresso esattamente il senso di disagio che anch’io provo nei confronti di almeno una fetta di quella che dovrebbe essere la *mia* parte politica, schierata “senza se e senza ma” per il diritto di pubblicare le famigerate vignette, senza tenere in alcun conto il prima (i sentimenti gia’ offesi di milioni di persone e il fatto che potevano essere e sono state appunto la classica goccia) e il dopo (le conseguenze che si potevano prevedere e che in effetti ci sono state). Ho sempre creduto, ingenuamente, che da questa parte ci fosse piu’ umanita’, piu’ empatia, piu’ apertura verso l’altro, piu’ comprensione delle differenze. Scopro ora che non e’ cosi’, non per tutti almeno. E’ un brusco risveglio.
By upuaut on feb 23, 2006
Rota io non credo che Lia stia imponendo qualcosa, mi pare che cerchi solo di spiegare ed eventualmente di farti pensare a una visione diversa della cosa; mi sembra che invece tu ti sia arroccato sulle tue posizioni diventando impermeabile. Dici che non vuoi che ci siano problemi INUTILI: non pensi che una cosa inutile per te possa essere fondamentale per qualcun’altro?
By katia on feb 23, 2006
lia,
purtroppo oggi non ho tempo per rispondere a tutto, ma a due cose si.
- ritiro quella delle bandiere che era un’evidente sciocchezza (dovuta forse ad un po’ di invidia per chi ha un senso degli affari che io non ho)
- su “In Europa non è successo (…)”. beh lia, la francia (te ne parlo perchè abito a 25 km dalla frontiera) ha esce or ora da un incendio di un paio di settimane proprio perchè esiste una comunità che, a torto o a ragione, “vive da vicino la quotidianità dei nostri soprusi” e che, ti assicuro, si è sentita colpita in primissima persona. eppure non è esplosa.
By roberto on feb 23, 2006
non posso dare torto a rotafixa. il Corriere comunque si è dunque parato il popò dietro a un musulmano, perché se non erro è iniziato tutto per “voce” di un musulmano. quello stesso musulmano, nei giorni seguenti, ha citato diverse opinioni sul tema, sempre di musulmani, alcune davvero forti, estreme in senso opposto. le domanda che pongo sono: questo musulmano è dunque un cattivo musulmano, è un burattino nelle mani di qualcuno, fa il gioco di un partito, è un libero pensatore, di religione musulmana, che esprime un’opinione con la quale si può o meno essere d’accordo? come mai quest’uomo ha deciso di fare uno sgarbo alla comunità alla quale appartiene, umiliandola? è uno scellerato? è un dissociato? è uno che ha in odio il mondo intero? non si può certo affermare che Magdi Allam non abbia la capacità di “immaginarlo”, quel mondo. i giornali hanno potere, è vero, ma non dettano legge, lo fanno i politici. il loro verbo non è sacro, è opinabile. fare opinione ha tuttavia potere, hai ragione. lo ha in occidente e in medio oriente. lo hai anche tu, con il tuo blog, in un senso o nell’altro.
By la portinaia on feb 23, 2006
Qui si continua a parlare di differenze/non differenze e di culture, poi di politica. A mio modesto parere il tempo è quello che ci divide purtroppo. In medio-oriente si affrontano o debbono ancora essere affrontate, questioni che in europa sono state somatizzate nello scorso millennio. ORa è normale che da un lato si sottenda e dall’altro ci si voglia confrontare… personalmente la vedo male, finirà in un bagno di sangue planetario, recitato in casa loro poverini, prima o poi succederà questo.
By saltino on feb 23, 2006
(”Perchè sei tu il matto? – Per caso. Io volevo fare il rabbino, ma il posto era già preso. Visto che mancava il matto ho pensato: Fai il matto, se no lo fanno loro; fallo al posto loro” – Train de Vie)
Il Corriere delle Sera riportava in questi giorni una dichiarazione di Pera: “Se ci genuflettiamo abbiamo perso”. La seconda carica dello Stato non ci dice poi, il seguito.
Questo vuoto concettuale mi disorienta. Cosa dovremmo fare noi occidentali cattolici e cristiani?
Prima di tutto, in rispetto di quei valori cristiani ed in vista di una bella guerra di religioni, tutti i laici, comunisti, marxisti, anarchici, gay, coppie di fatto, abortisti, fumatori di spinelli, atei, nichilisti, segaglioli e calciofili che alla domenica preferiscono SKY alla messa, è necessario che si facciano da parte.
Una guerra di religioni è cosa seria; troppo comodo non credere in Dio e poi correre in suo aiuto.
Dopo di chè, partendo già da alcuni punti fermi come la guerra in Iraq, l’utilizzo di armi non convenzionali, la violazione dei trattati internazionali di guerra (torture ai prigionieri, civili uccisi, distruzione di luoghi di culto ecc.) ed in fine l’uso smodato della satira, puntare a “sottolineare” maggiormente questo nostro rifiuto a non genufletterci.
Per esempio, delle belle crociate di volontari sponsorizzate D&G, per fargli capire che noi non scherziamo. Si richiede il certificato di partecipazione all’ora di religione scolastica.
Poi il blocco dell’importazione del loro petrolio, così la piantano di arricchirsi ogni volta che perdo 3/4 d’ora a parcheggiare il mio SUV per andare al cinema.
Infine, il blocco totale delle frontiere e se qualcuno di noi aveva già programmato le vacanze al ClubMed in Egitto, MarRosso, Kenya o Maldive, può benissimo ripiegare su quello di Malaga o Pizzo Calabro che tanto l’architetto è lo stesso, il cloro dell’acqua in piscina pure ed i bucatini all’amatriciana sempre due cuochi egiziani li cucinano.
Nel giro di un decennio massimo, nessuno sarà più genuflesso a nessuno ed anche se uno dei due rischiasse di estinguersi, come già capitato ad altre religioni, si creeranno comunque nuovi posti di lavoro in un Europa che accetta le diversità , purchè senza velo!
By inopera on feb 23, 2006
Sono molto dispiaciuto di dover fare nuovamente il piccolo Voltaire, ma su questa questione non riesco ad essere d’accordo con te. Non posso non pensare che il concetto di “offesa alla sensibilità religiosa” sia uno dei più subdoli e pericolosi che si possano imaginare. Io sarò pure un laico Delle Caverne, ma se si fa passare il concetto che qualunque cosa offenda la sensibilità (religiosa e magari anche di altro tipo) sia, tout court, cosa di cui è meglio non parlare vedo francamente la libertà di espressione andarsene allegramente a ramengo. Sia chiaro: non sono tra coloro che considerano i Musulmani dei curiosi Ottentotti non toccati dalla civiltà , a cui insegnare le basi della civilizzazione. Quanto dico, infatti, ha senso soprattutto in prospettiva nostrana. Non mi stupisco affatto che tutti i buoni Cattolici di casa nostra, Papa compreso, si siano affannati a spiegare come, certo, la violenza è sempre da condannare, però…la sensibilità religiosa…non bisogna offendere MAI le religioni! In cuor loro io credo, almeno di alcuni, molti, di loro, ci sarebbe la voglia neppure troppo celata di bruciare se non bandiere ed ambasciate, che so, magari un paio di locali gay o di sexy shop sotto casa.
Se non bisogna offendere la sensibilità religiosa, chi un domani (ovviamente sto utilizzando l’artifizio retorico dell’estremizzazione, ma mi serve per chiarire il punto), potrebbe obiettare qualcosa ai Testimoni Di Geova, che si dichiarassero offesi nella loro sacrosanta sensibilità religiosa a vedere in televisione una puntata di E.R. in cui si vedesse una trasfusione?
Non siamo tanto lontani dai tempi in cui, nel nostro avanzato Paese, i carabinieri andavano ad arrestare le donne in bikini sulle spiagge…vediamo di non dimenticarcelo, questo.
Il discorso di Calderoli è un puro discorso di senso dell’opportunità politica. Un Ministro che fa una cosa del genere dimostra un’insensibilità ed una mancanza di intelligenza politica (oltrechè di quella moderazione di gesti che dovrebbe accompagnarsi al senso delle istituzioni, io credo) devastanti. Certo, il punto illuminista c’era, ma non per questo noi piccoli Voltaire dobbiamo trovarci d’accordo con un gesto che lo stesso Fini ha definito “provocatorio” (era possibile fare di peggio, non ne dubito, Claderoli avrebbe potuto usare in diretta TV delle pagine del Corano come succedaneo della carta igienica), per cui, non nascondiamoci dietro un dito o facciamo finta di non capire. La figura di Calderoli e del Cittadino X non hanno le stesse responsabilità e quindi vengono giustamente trattate in modo diverso. E sostenere le proprie idee, anche con forza, non coincide con il cacciarle in gola a forza.
By Ubikindred on feb 23, 2006
impermeabile? non direi. questa discussione tra me e lia è iniziata a causa della mia prima reazione (avrei disegnato delle vignette anch’io ecc).
adesso dico che mi sto zitto e fermo, pur continuando a pensarla come prima. non mi sembra segno di impermeabilità .
leggo oggi che oriana fallaci ha annunciato una sua vignetta su maometto. considero oggi la vicenda così: la fallaci ha tutto il diritto ideologico di pensarla come vuole, io ho il diritto di guardare o non guardare quella vignetta, chiunque ha il diritto di criticarla positivamente o negativamente o non criticarla proprio.
ma considero la sua uscita un errore dovuto ad una gigantesca questione di ordine pubblico planetario: non dovrebbe pubblicarla perchè pubblicandola ci saranno altri morti, altre sistruzioni, altra distanza tra umani. non è solo un tragico e gigantesco errore, è anche una gratuita e inutile quanto meschina cattiveria. è intesa per far male e creare altro dolore, va rigettata per questo. si è fuori dalla libertà di opinione, che per me vale sempre ma può essere trattenuta in nome della pace e della vita, che sono beni supremi tanto quanto la libertà di manifestazione del pensiero. oggi, nei nostri tempi, stanno confliggendo e io preferisco stare zitto per non creare danni.
vi pare una impermeabilità alle istanze di lia? (tornando al discorso tra me e lei)
a me pare di no.
sono stato zittito dalla realtà , lo faccio convintamente per amor di pace.
continuo ad avere un mio pensiero, posso serenamente tenermelo per me.
ma si tratta di “ordine pubblico”, non di principi.
By rotafixa on feb 23, 2006
Certo che in Haramlik si sta proprio comodi. Ci si può acquattare tra i cuscini per un po’ ad ascoltare e contemplare le discussioni che passano. Basta non trovarsi sulla traiettoria di un piatto quando volano, ma anche quelli fanno parte dell’ospitalità .
Mi riallineo subito alla gravità del momento, solo un minutino… ancora… bzzzzz
p.s. non vorrei che a forza di tentare di uscire dall’astrattezza della polemica sulle vignette, dei lumi e del nostro modo di sentirci, ci si trovasse invece impantanati sempre più. Non so, ci troviamo occupati a 360° da Calderoli, mentre i fatti importanti e drammatici su cui vorremmo richiamare l’attenzione (che so la mediazione russa con Iran e Hamas e le ultime dall’Irak) passano in secondo piano.
By Tonino on feb 23, 2006
Scusami Rotafixa se mi intrometto, so che ti rivolgevi personalmente a Lia, ma visto che lo fai sul suo blog che tutti leggiamo faccio finta che tu mi inviti a dire la mia.
C’è un sacco di gente che pensa che se un quadro piace lo si può considerare un’opera d’arte, quindi il concetto di arte non esisterebbe perchè ognuno ne può dare una definizione diversa. Io sono del parere che questa gente scambia il gusto con l’arte.
L’arte non è una questione di gusti è qualcosa che si allaccia profondamente alla realtà , passato presente e futuro. Conosce il primo, interpreta il secondo e segna il terzo.
Certo poi tutte le opinioni sono lecite, ma non stanno tutte sullo stesso piano solo perchè ognuno possiede un cervello e una sensibilità ; la conoscenza non è una semplice chiave di lettura, spesso è piuttosto la soglia tra lecito e non lecito, tra libertà e arbitrio.
Un saluto
Chiara
By chiara on feb 23, 2006
Io ti rispetto molto.
Veramente dico: spesso non sono molto d’accordo con quello che dici, con i concetti ecco. Però ti rispetto molto. Rispetto la tua esperienza e le tue conoscenze, ecco.
Niente, mi sembrava giusto dirtelo.
Firmato: un lettore. Comunque.
[Ste]
By Noantri on feb 23, 2006
cioè?
By rotafixa on feb 23, 2006
Piccolo inciso: quando Lia è scoppiata a piangere non ero allibito, in fondo tre prosecchi a digiuno possono accentuare un po’ la passione di una stupenda donna del Sud, che ne ha già tanta di suo. Ero solo ammirato. Chi empatizza col dolore al punto di starci male è da ammirare, chi ci sguazza inconsapevole è un cretino. Lia e Rotafixa empatizzano, ciascuno a modo proprio, con i propri dolori.
E’ stata dura arrivare a leggere fin qua. Lia e Rotafixa sono amici carissimi (di quelli che esistono davvero, li tocchi, senti la loro puzza di ennesima sigaretta, sanno di vino), vederli che si accapigliano fa dispiacere.
Avevo pubblicato la vignetta (scusate, a me quella che sono finite le vergini fa ridere ancora), ma poi – grazie al cazzaitone di Lia – mi sono messo a pensare. Non ne faccio una questione di essere laici e liberi, come Rotafixa, ma di pecoronismo. Rifletti-che-ci-rifletti, ho capito che se uno è “di sinistra” sulla via dell’anarchia (come me) o anche solo di sinistra o comunque democratico, se cade nel tranello del mainstream è fottuto. Sta tutto lì l’errore che ho compiuto pubblicando quella vignetta. Perché mi sono lasciato trasportare anch’io dalla corrente, dannazione, dei facili censori che “ma la libertà di espressione”, delle levate di scudi per la laicità . Salvo poi andare a genuflettersi per Balaguer, dichiararsi credente a Radio24 per un pugno di voti.
Bisogna andare oltre, bisogna ridere del re per metterlo a nudo, non dei propri fratelli sudditi del re. Questo ho capito grazie alle lacrime di Lia: io, con la mia casa luminosa, lo stereo, la moto, le contraddizioni e le bici, devo imparare a essere sempre consapevole che sono quelli là offesi dalle vignette e dalle bombe i miei compagni di vita, i miei fratelli. Quelli come me. Anche se loro credono in Allah e io – quando proprio proprio sono intenerito – in Bruce Lee e John Lennon.
PS Casomai mi fossi spiegato male, non sto dando ragione a Lia o a Rotafixa. Secondo me hanno ragione entrambi.
By alberto on feb 23, 2006
Ahem, solo un inciso per Alberto: chi ti ha detto che ero a digiuno? Tu non sai in quanta marmellata d’arancia avevo affogato il mio dolore, prima…
(Pure adesso.)
By lia on feb 23, 2006
ma perchè, stamo a litigà ?
non me n’ero accorto
però far volare piatti via blog… mmmmhhhh che bell’immagine….
sswwwiissssshhhhhh….
la cosa veramente imbarazzante è che eravate mbriachi con due o tre prosecchi.
questa non ve la perdono
adoro lia comunque
By rotafixa on feb 23, 2006
Bello, essere adorate.
Ho portato avanti tutta questa discussione personalizzandola un po’: Rotafixa come emblema di una certa sinistra che, con tutte le buone intenzioni del mondo, fa da alibi morale a un’aggressione a 360 gradi da condurre in MO.
In area anglofona è sempre successo: da Lord Cromer che si scagliava contro il velo delle donne arabe (e contro il voto alle donne in patria) all’approccio liberal sulla questione palestinese analizzato da Edward Said, la questione è vecchia, per quanto ci abbia messo una settantina d’anni ad arrivare in Italia.
Secondo me questa vicenda delle vignette è cruciale, a sinistra, e infatti non riesco a schiodarmene, per quanto – come fa notare Antonio – nel mondo stiano succedendo cose più gravi: il fatto è che penso che siamo arrivati a uno spartiacque. Deplorare tutti insieme le cose molto più gravi è facile. Ma sulle vignette, per la prima volta, abbiamo trovato le parole per descrivere la dissonanza tra diversi modi di sentire – tutti autocollocati a sinistra – che, di fatto, rende la sinistra una palude in preda a paralisi.
Sospetto di non essere l’unica a pensare che questa faccenda, da noi, porterà a un rimescolio di carte che mi pare ormai imprescindibile. Vedo che anche Leonardo fa fatica a cambiare argomento. E’ successo qualcosa, secondo me.
Ho preso Rotafixa a emblema, dicevo: un po’ per dispiacere personale e molto perché l’emblema aveva tutte le caratteristiche giuste.
Ho sbagliato.
Vedo adesso, da Alberto, che osservi con simpatia Capezzone, Rotafi’.
Pare che sia bravo a scagliarsi contro Celentano (son cose che capite voi, io non c’ero) e bravo nel gossip sulla Ferrilli e molto laico.
Francamente, Rota: l’avessi capito prima, mi sarei messa a discutere con Pietro, piuttosto, che è un radicale che spesso banno.
E avrei salvato il rapporto con te che, se si parla d’altro, sei simpatico, divertentissimo, fumi quanto me e ci si può sbronzare in allegria.
Non è che una disprezzi l’essere frivola: assolutamente no.
Però deve sentirsi in un ambiente e in momento che glielo permetta senza contraccolpi per la coscienza.
Non è il mio caso.
Non ora, non qui.
Sento l’esigenza, l’urgenza di fare altro.
Continuerò a pensarci, a ’ste cazzo di vignette, ma non so se continuare con l’espediente dell’epistola. O, meglio, mi rendo conto che l’espediente dell’epistola (alla mia generazione, ai miei compagni di scapigliatura, di romanticismo, di buoni sentimenti e vizi ancora più buoni, di egocentrismo, superficialità e rendite da quarantenni che vanno conservate) mi consentirà di esprimere con più facilità ciò che ho da dire, ma affosserà il mio rapporto con Rota.
Non so se continuerò. So per esperienza che la mia voglia di scrivere, se mi prende, passa in primo piano rispetto a qualsiasi rapporto personale.
Vedrò se mi viene.
(P.S. A proposito del maschilismo di un paradiso con le Urì, Rota: ignoravo completamente che tu fossi femminista. E’ un po’ un peccato, no?)
By lia on feb 23, 2006
Un paio di domande:
1. Le vignette pubblicate in Danimarca erano destinate ai musulmani o ai lettori europei? Erano un qualcosa pubblicato per noi Europei o per i Musulmani? Volevano dire: guardate come sono i mulsumai o guardate come siete voi musulmani?
2. Nessuno mi ha ancora spiegato l’effettiva utilità delle vignette nel caso specifico e non in una lettura generale. Volevano avvisare i musulmani di qualcosa? Volevano far presente a noi europei qualcosa sul mondo musulmano? Non c’è nemmeno chiarezza sul perchè le vignette sono state pubblicate, nè da una parte nè dall’altra. E’ un punto oscuro che è ormai stato del tutto sotterrato.
3. Mi viene in mente una frase di Nietzsche sul fatto che criticare la pubblicazione delle vignette significhi negare un diritto di espressione: “Spesso si contraddice un’opinione quando ciò che non è congeniale in realtà è il tono in cui è stata trasmessa.”
By Salvatore on feb 23, 2006
**non è solo un tragico e gigantesco errore, è anche una gratuita e inutile quanto meschina cattiveria. è intesa per far male e creare altro dolore, va rigettata per questo. si è fuori dalla libertà di opinione, che per me vale sempre ma può essere trattenuta in nome della pace e della vita, che sono beni supremi tanto quanto la libertà di manifestazione del pensiero.**
**Bisogna andare oltre, bisogna ridere del re per metterlo a nudo, non dei propri fratelli sudditi del re.**
Ecco, queste due frasi, di rota e di alberto (ma che, io credo, avrebbe potuto scrivere pari pari anche Lia), mi hanno fatto tornare un po’ di ottimismo. Dovevo dirlo. Se tutti gli scambi di opinioni fossero sempre cosi’ fruttiferi…
By upuaut on feb 24, 2006
insomma sarei un coglione, di massima. sì, una serata a cazzeggiare e bere e fumare va bene con rotafixa, poi però lui a letto e noi parliamo di cose serie.
ahò: ma che cazzo.
ho scritto di capezzone come provocazione, ma tu non l’hai presa così, l’hai presa come conferma di un tuo retropensiero: rotafixa è un imbecille, frivolo, leggero, scegli tu.
tu sai per esperienza che la tua voglia di scrivere passa in primo piano ecc.
ebbene, quello che sto facendo io con le bici ha un senso e un valore. passa in primo piano tanto quanto la tua voglia di scrivere.
ora quindi sono costretto a tornarci: il modo in cui hai trattato movimentofisso e ciò che faccio mi ha colpito molto.
un po’ alla paolo conte e descansate nino che continuo io. nel senso: rotafixa va bene finchè parla di biciclette, questi giocattoli, ma poi per le cose serie, scusa ragazzino, ora fai parlare i grandi.
presuntuosello, come atteggiamento
tu hai una tua tesi e chiunque non vi aderisca è fuori dalla tua considerazione, e viene anche dileggiato.
questa discussione mi pare aver prodotto questa frattura.
strano: io ti scrivo cercando di farti capire come la vivo, sento e vedo. in cambio ricevo sostanzialmente insulti.
ora mi sono stufato.
guarda, a me non interessa più parlarne.
non a queste condizioni.
no.
affatto.
aspetto le tue scuse.
By rotafixa on feb 24, 2006
Sennò mi bruci l’ambasciata..?
By lia on feb 24, 2006
no
se no fai un torto a te e a me
By rotafixa on feb 24, 2006
Ritengo ti faccia meglio un incontro ravvicinato con le piccole asprezze della libertà di espressione.
Capisco che il pensiero corra spontaneo al concetto di “torto”.
By lia on feb 24, 2006
hai ragione tu
By rotafixa on feb 24, 2006
mi pare che questo sintetizzi bene tutta questa chiacchierata, no?
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/23-Febbraio-2006/art6.html
By Psalvus on feb 24, 2006
ritael… non mi ero accorta che mi avevi interpellata. Si, conosco uno di quei siti, luogocomune, e chi ha scritto l’articolo scriveva in un altro sito che bazzicavo(ora non so perchè sto ricominciando a navigare solo da qualche giorno… che vuoi .. credo che ogni tanto ci pigli un po’ a tutti noi la saturazione da internet!…)… il sito che bazzicavo era comedonchisciotte, e mi è sempre piaciuto un gran bel “tot”! Quindi figurati se non conoscevo gli articoli sull’11/09/01! (scrivere questa data in guisa amministrativa mi conforta un poco… [du' palle!!!...]). Il fatto è che ancora, qui in Italia, siamo dei mezzi trogloditi riguardo ad internet, e la nostra stampa…. (credo si evincesse da quel che dicevo…) non è poi così libera, ahimè! Ho una notizia di poco fa: uno con il quale litigo sempre via forum… ho saputo solo poco fa che oltre a far danno nel forum che frequentiamo entrambi(armeno ce prova… poi…) insegna storiaaaa!!!!!!! MARONNA!!!!!
By qarmida on feb 24, 2006
che bello leggerv …swwiiisshhzzzsshh…heeerrm leggervi…(piatti rotti ma bicchieri sempre colmi)
penso che rotafixa abbia la saggezza dei principi,
lia in questo caso anche quella dei tempi.
un uomo scelse di bere cicuta per difendere i propri principi consapevole del fatto che i tempi non sarebbero scesi a compromessi, i tempi non erano maturi (e forse ancora non lo sono). quell’uomo mise in gioco la sua vita, scelse per se’ stesso. ma sono convinto che se i suoi principi e la scelta di difenderli, fossero costati la vita di un solo studente, li avrebbe taciuti.
questo esempio e’ sciolto dal caso delle vignette. non vedo alti ideali in coloro che le hanno divulgate, visto il tono delle difese e le tragiche conseguenze. ideali che tra l’altro mi sembrano molto diversi da quelli che animano (adesso in silenzio ;-)rotafixa . non mi sembra reale e corretto chiuderlo nel recitno insieme a certi figuri padani.
questo esempio vuol solo dire che la difesa di un principio va fatta prima di tutto sulla propria pelle.
forse lia crede nella stessa liberta’ di espressione in cui crede rotafixa, ma e’ consapevole che i principi, purtroppo, hanno un tempo per poter essere condivisi ed affermati, devono fare i conti con realta’ diverse, a volte estranee, con moltitudini di individui unici, complessi, centri complicati da mille influenze diverse da quelle che complicano noi, qui.
se credi in una liberta’, penso sia importante avere anche la saggezza di sapere come e quando combattere per essa. la saggezza di sapere se e’ in pericolo o se e’ utilizzata pretestuosamente per altri fini(ad es. la cattiveria insita nella fallaci che non pubblica di certo per la sola difesa d’espressione, citata da rotafixa). la saggezza di sapere come (dove/quando) affermarla e come (dove/quando) diffonderla.
scusate l’interferenza.
By sensi on feb 24, 2006
Vabbè, non ci posso credere.
Una si assenta un attimo, e che ti trova?
Rota e Lia che LITIGANO????
Gessù…
By pollymagoo on feb 24, 2006
Pandora fu una donna mortale creata da Efesto (Vulcano) per ordine di Giove, che voleva punire l’umanità per il dono del fuoco fattole da Prometeo. A lei tutte le divinità dell’Olimpo donarono ogni sorta di pregi e virtù; da qui il nome: Pandora, tutta un dono. Dal maligno Mercurio, però, le fu donata anche la curiosità , quell’invincibile forza che la spinse ad aprire lo scrigno (il vaso di Pandora) che le aveva donato Giove, e dal quale scaturirono poi sulla Terra tutti i mali da cui venne afflitto il genere umano.
Prometeo. Uno dei Titani, personaggio importante della mitologia greca perché simboleggia la ragione umana e la ribellione al dispotismo autoritario. Fu colui che rubò il fuoco agli dèi per farne dono all’uomo. Atto che gli procurò le ire di Giove, che comandò al dio Vulcano d’incatenarlo solidamente sul monte Cà ucaso, dove un’aquila gli divorava il fegato continuamente rinascente. Da questo eterno supplizio fu liberato da Ercole, che uccise l’aquila vorace con una delle sue infallibili frecce. Oltre che per il fuoco donato agli uomini, Prometeo fu considerato, nella tradizione mitologica, un benefattore dell’umanità per gli altri insegnamenti che le diede nel campo della conoscenza e dell’arte, e che fecero di lui l’ispiratore della prima era di civiltà e di progresso.
Gente, se vi vengono a raccontare che tutti i mali esistenti a questo mondo ci sono capitati fra capo e collo per quel peccatuccio commesso dalla venerabile madre Eva in quel negozietto di frutta e verdura che era il Paradiso Terrestre, non dategli retta; le cose non sono andate così. CÂè sempre di mezzo una donna, ma in realtà si è venuto a scoprire che si chiamava Pandora, una bella mortale piena di tante buone qualità donatele dai Vip dellÂOlimpo ma che, come Eva, si dimostrò altrettanto svampita da far cadere il mondo in quel po po di casino di cui tutti siamo beneficiari: il dolore, lÂinfelicità , la morte. Bel guaio, eh?
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Vi racconto comÂè andata, cominciando dallÂantefatto. A uno stretto parente di Zeus, un certo Prométeo, imparentato un po con tutta la jet-society dellÂOlimpo, un giorno venne unÂidea rivoluzionaria, direi quasi ÂcomunisteggianteÂ: far partecipare anche la derelitta umanità almeno a uno di quei benefici di cui sino allora avevano goduto in esclusiva solo gli dèi. E pensò, per esempio, di rubare agli Olimpici il fuoco, facendone un bene di tutti. ÂPerché – deve essersi chiesto – gli uomini devono mangiare carne cruda, non possono accendere il termosifone e devono fare la doccia con lÂacqua fredda?Â. Gran benefattore, non cÂè che dire. Grazie a lui e a quellÂaltro benemerito di Bacco che ci ha fatto il regalo del vino, oggi lÂuomo mangia cibi cotti, si abbuffa, si sbronza… e digerisce meglio.
Ma – chissà perché – quei bricconcelli degli dèi (e tutti quelli che nella vita manovrano la stanza dei bottoni) sono sempre stati gelosi dei loro privilegi, contrariati dal fatto che il meschino subalterno uomo riuscisse a godere in qualche modo di quello che era Âloro in esclusiva. E mal gliene incolse, quindi, al povero Prometeo (vai a fare del bene alla gente), reo di aver commesso in sostanza un reato di spionaggio industriale. Il burbero Giove, che, fra un amorazzo e lÂaltro, trovava anche il tempo di consultare i sondaggi demoscopici, si accorse con vivo disappunto che, col dono di Prometeo, lÂumanità era diventata più felice e baldanzosa, perché aveva anchÂessa un bene Âin comune con gli dèi.
E fulminea, è il caso di dirlo, è la reazione di Giove contro il nostro anti-G-8 dellÂepoca: lo sbatte su unÂalta rupe di un monte sperduto, ce lo incatena per bene e lo fa sollazzare ogni santo giorno dalla rapacità di unÂaquila che gli divora il fegato; il fegato ricresce durante la notte, e lÂindomani il rapace riprende il suo pasto. Niente male in quanto a inventiva, questi dèi. E non è finita qui.
Il padre Giove si spinge anche oltre nel rimettere le cose a posto, come erano ai bei tempi dellÂAncient Régime: lÂuomo comincia a essere più felice e più sicuro di sé? Niente paura, ci penso io. E, pensa che ti ripensa, ne inventa unÂaltra; escogitare qualche altro malanno per la vita dellÂuomo, per un dio è uno scherzetto da ridere. E decide di farcene dono.
Il fantasioso Padre degli dèi aveva alle sue dipendenze un certo Efesto, il Vulcano dei latini, il defraudato dio del fuoco che si occupava di acciaierie, altiforni, industria pesante. A lui, che sapeva far uscire dalle sue fabbriche anche mirabili oggetti dÂarte (come fu poi lo scudo di Achille, di omerica memoria), Giove dà un incarico di alta creatività : ÂCréami una donna – gli dice – , falla con terra impastata con lÂacqua, ma deve venir fuori un capolavoro, una donna bellissima. Voglio punire lÂalterigia degli uomini, e lei sarà la mia vendettaÂ. Efesto, che aveva un atélier ben attrezzato dove pare avesse reclutato i migliori art-designers reperibili sulla piazza, non se lo fece dire due volte, e gli modellò con la creta un pezzo di ragazza che era di una bellezza da capogiro, alla quale Giove, a sua volta, infuse la vita col suo divino alito, forse un po appesantito da una cena troppo abbondante la sera prima.
Ma torniamo alla nostra donzella, ormai in carne e ossa, e con nel sangue la linfa vitale infùsale da un dio; e a questa donzella il padre Giove dà un nome: la chiama Pandora, che in greco vuol dire Âtutta un donoÂ.
Racchiudeva in sé, in effetti, ogni ben di dio, questa novella nata; tutti gli dèi le avevano fatto un regalo mentre si accingeva a lasciare lÂOlimpo per scendere fra i mortali: da Venere aveva avuto il fascino, da Minerva la vivacità dÂintelletto, da Giunone le doti di buona moglie, e da Giove tutte le caratteristiche di una gran . buonadonna.
Perché in effetti una gran buonadonna si rivelò ben presto, combinando quel po po di guai in cui da allora noi tapini mortali ci dibattiamo: i mali della vita. Giove infatti, quel bricconcello, le aveva fatto dono anche di un vaso ben sigillato, con lÂordine perentorio di non aprirlo mai: un po come la proibizione di mangiare una certa mela, fatta ad unÂaltra svampitella, una certa Eva, in un’altra pagina delle umane credenze religiose ( Curiosi, però, questi dèi: ci mettono davanti a un bel melo ma ci vietano di mangiare i suoi frutti; ci fanno un regalo ma ci dicono di non aprirlo . Ma cÂè un perché: dovevano insegnare allÂuomo chi era il ÂcapobrancoÂ, imporgli dei paletti nel comportamento, e dettargli delle leggi morali: è lo scopo benefico di tutte le religioni; e di tutti i grandi uomini di cui è piena la storia delle religioni. Mosè disse che i dieci Comandamenti glieli aveva dettati Dio: in effetti fu lui un grande legislatore, che creò regole per rimettere in riga e sotto controllo quelle ingovernabili tribù che erano allora il popolo d’Israele ).
Ma concludiamo con la nostra Pandora. Sapete cosa diciamo noi uomini di fronte a un divieto? ÂLo faccio perché è proibitoÂ. E’ più forte di noi: se in un ufficio pubblico scrivessero che è permesso fumare, saremmo capaci di smettere; (poi, adesso che hanno messo quegli annunci mortuari sui pacchetti di sigarette, fumiamo ancora di più). E anche Pandora si comportò nello stesso modo, nemmeno lei seppe resistere alla tentazione di trasgredire per sapere cosa ci fosse dentro quel vaso. E, per dirla con gli Americani, fu come mettere dello sterco nel ventilatore. In quel vaso cÂerano tutti i mali del mondo, che come un turbine nero si sprigionarono in un baleno, e – fu la punizione del domeneddìo dellÂepoca – invasero la terra e la vita degli uomini.
Non si salvò nemmeno un angolo sperduto nel deserto o su un picco di montagna; regge e stamberghe ne furono ammorbati in uguale misura. Nel mondo era arrivato il dolore.
Sul fondo del vaso ormai svuotato era rimasta, però, ancora qualcosa: forse un rimorso o un ripensamento di Giove che, nellÂintimo, sapeva anche essere misericordioso. Un qualcosa che il dio lasciava agli uomini affinché, pur fra i travagli, riuscissero a sopportare la vita. Era la speranza.
By Giovanni Giani on feb 24, 2006
Dialogo tra due viaggiatori (a proposito di vignette)
di Moni Ovadia
Il treno Intercity si scuote pigramente e si avvia con il consueto ritardo verso la stazione successiva. In uno scompartimento il signor S. – unico occupante – prende uno dei quotidiani appoggiati sul sedile di fianco al suo e comincia a scorrere i titoli e le immagini della prima pagina. In quel momento, apre la porta dello scompartimento il signor M. che, dopo aver sistemato le valigie nello spazio riservato, si accomoda nella fila di sedili di fronte a quella in cui siede il signor S. intento a sfogliare il suo giornale. Adesso la prima pagina è disponibile alla vista del signor M. che, reagendo ad uno dei titoli, commenta:
M.: La stupidità degli uomini è senza limite!
S.: Sono totalmente d’accordo con lei. Questo è un fatto in genere, ma in questa precisa circostanza a cosa si riferisce?
M.: Ad un ministro di un paese democratico che ostenta con imbecillità immagini blasfeme e provocatorie.
S.: Il fatto ancora più grave, a mio parere, è che un simile figuro sia stato nominato ministro e che il suo partito, una formazione a marcato orientamento xenofobo e razzista, faccia parte di un governo che dichiara di ispirarsi a valori di libertà e democrazia. Tuttavia oggi, nel nostro paese, c’è poco da stupirsi, visto che da alcuni anni è operante un sovvertimento del senso comune al punto che i malfattori giudicano i giudici.
M.: Questo non accade solo qui. L’intero Occidente è in preda ad una perdita di valori e di decadimento spirituale. A lei sembra possibile che ad un organo di stampa sia lecito diffondere vignette blasfeme su una grande religione come l’islam?
S.: Scusi se glielo chiedo. Lei ritiene giusto applicare una censura sui collaboratori di un organo di informazione o sull’organo di informazione stesso? E se sì, chi dovrebbe essere il censore e giudice a priori della liceità delle parole e delle immagini?
M.: Lei sarebbe forse d’accordo con la pubblicazione di quelle vignette?
S.: Mi permetta di risponderle inquadrando la questione in un ambito di maggiore respiro. Personalmente non farei nulla che potesse ferire l’islam, né con le parole, né con le immagini, né con gli atti. Conosco lo splendore della spiritualità musulmana anche se non sono uno studioso, inoltre sono ebreo e so quale valore riveste la proibizione di rappresentare con immagini le figure sante. Detto questo, ritengo che vi siano princìpi universali, conculcare i quali sarebbe esiziale per la libertà di ogni famiglia umana, dunque anche di quella musulmana. Uno di questi princìpi è la libertà di espressione.
M.: Lei chiama libertà di espressione la blasfemia intenzionale nei confronti del profeta Muhammad e l’islamofobia?
S.: Non mi sognerei mai di farlo, ma per decidere se i vignettisti sono incorsi in questi reati, ci sono tribunali ai quali istituzioni e associazioni islamiche possono appellarsi per chiamare in giudizio l’eventuale imputato e, una volta provatane la colpa, vedergli comminata la giusta sanzione. La giustizia ha le sue regole, o per lo meno dovrebbe averle. La censura preventiva non può mai essere una di queste regole, né lo è la violenza che, oltre tutto, in questo caso è strumentale ed evidentemente pilotata.
M.: Posso rivolgerle una domanda personale?
S.: Prego, faccia pure.
M.: Lei è un credente?
S.: No. Mi definirei un agnostico o, se preferisce, un dubitante.
M.: Ma se lei non ha un riferimento nell’Assoluto, da dove desume i suoi tanto vantati princìpi universali?
S.: Dal travagliato cammino dell’essere umano nel suo farsi al prezzo di ogni sorta di vessazione e dolore impostagli dal suo simile: schiavitù, massacri, genocidi, sterminio, sfruttamento, abbandono, indifferenza. Dalla ribellione a tutto questo, sono usciti i princìpi universali per i diritti inviolabili dell’uomo, all’elaborazione dei quali hanno concorso anche le idee più alte delle grandi Spiritualità . Fra questi il diritto alla libera espressione. Non dimentichi che è il Corano stesso a conferire piena dignità anche al non credente: «Se Allah avesse voluto fare di tutti gli uomini dei credenti lo avrebbe fatto (ma non lo ha fatto) Chi sei tu per costringere un uomo a credere a suo dispetto?». Se non ricordo male è il versetto 256 della seconda sura.
M.: Lei non mi convince del tutto. Come fa a non sentire la violenza dello sfregio fatto ai credenti dell’islam con la rappresentazione del volto del Profeta, già blasfema di per sé e, in sovrappiù, con una bomba in testa? Che cosa c’entra questo con la libertà di espressione? Inoltre proprio in questo momento, con la guerra preventiva del signor Bush, con l’Afghanistan e il disprezzo imperialista nei confronti di tutto l’islam…
S.: Con ordine. Pensa che non capisca lo sfregio fatto all’islam? Le ripeto che sono ebreo e i nostri credenti sopportano da secoli che l’ineffabile Nome dell’Eterno, impronunciabile, sia banalmente riportato da milioni di libri, in centinaia di trasmissioni televisive e radiofoniche con un misero Jahvè o un ridicolo Geova. Per l’ebreo religioso si tratta di un’intollerabile blasfemia. Non per questo però si deve ricorrere a limitazioni della libertà d’espressione e alla violenza. L’unico rimedio è l’educazione al rispetto e all’accoglienza dell’altro e la paziente e corretta comunicazione. Non è d’accordo anche lei?
Quanto a Bush, è il primo a limitare le libertà in nome dell’emergenza. Non dimentichi il Patriot Act. Fare appello alla ragionevolezza per limitare i diritti fondamentali della persona, è spesso il primo gesto verso la sospensione tout court di quei diritti. Nella fattispecie, a qualcuno, in un dato paese e in un dato momento storico, potrebbe fare molto comodo conculcare il diritto all’espressione dei musulmani.
Mi permetta di insistere: il merito non è la vignetta in sé, ma il diritto ad esprimersi prima di esserne impediti. Solo a posteriori, dopo che sia stato provato il carattere criminoso di una qualsivoglia espressione, si può chiederne la repressione nel quadro delle dovute tutele giuridiche. Questo, per farle un esempio, è accaduto nei confronti dello storico negazionista Irving. Io di una cosa sono sicuro, a dispetto di tutti gli integralisti e fondamentalisti, la verità dell’islam è per una giustizia giusta Mi scusi, il treno sta per giungere alla mia fermata. Yah Salamu Aleikhum!
M.: Aleikhum Salam! Come ha capito che sono musulmano?
S.: Semplice intuito. Non lo sapeva che un buon ebreo ed un buon musulmano si somigliano come due gocce d’acqua?
Questo testo è tratto dal numero 1 di Micromega-La Primavera
in edicola da oggi
By Giovanni Giani on feb 24, 2006
Il mio comunque voleva essere un complimento, e una constatazione: haramlik è un posto accogliente. Anche in momenti poco sereni. Ti puoi sistemare un po’ scansato a riflettere e raccogliere le idee se è il caso. I piatti che volano non era riferito in particolare a Rotafixa o altri.
A parte questo, Lia sono d’accordo che si è arrivati a mettere a fuoco qualcosa di importante e che non è il caso di spostare il dito da dove si è individuata la crepa. Però arrivare a formulare alcuni pensieri è l’esito di un percorso i cui pezzi sono andati a comporsi in un tempo abbastanza lungo ed è un fardello sostanzioso. Bisogna anche prendersi il tempo di digerirlo, lasciarlo decantare. E certo un modo di farlo può essere l’insistere a scriverci, piallando e limando. O può anche essere il distanziarsi un attimo per riprendere la prospettiva. Qua si va anche un po’ sul soggettivo.
Ci sono anche questioni pratiche: avendo raccolto un popo’ di consapevolezza su come a sinistra ci si è ingolfati nelle proprie contraddizioni, pensando di schivarle, non penso che puoi sollevare questo macigno e schiantarlo sul primo che capita a tiro.
O farti venire un febbrone da cavallo per trangugiare in un lampo tutte le gocce dell’amaro calice. E non lo dico per saggezza, ma perché anch’io tendenzialmente faccio così.
Dopo aver dato spazio all’urgenza di esprimersi e spiegare, la preoccupazione di capirsi e farsi capire torna alla ribalta credo.
No, non volevo in nessun modo invitare ad abbandonare l’argomento. Andare avanti e inquadrarla meglio sì.
ciao
By Tonino on feb 26, 2006
Tu hai ragione, Antonio, ma avremmo tempo se a pochi chilometri da qui non stesse succedendo quello che succede.
Invece, a me pare che ora che la sinistra emerge dalle sue contraddizioni, facciamo in tempo a fare arrivare tre Terze Guerre Mondiali e ritorno.
Francamente, di fronte a questa prospettiva me ne fotto dei tempi di gente che è pure pagata per sapere quello che un blog cerca in tutti i modi di sapere con pochissimi mezzi, e non solo si guarda bene dallo sbattersi a farlo ma non possiede nemmeno un istinto che la aiuti a capire.
Sarò antipatica e mi dispiace tanto.
Ma qui siamo pieni di inconsapevoli assassini pieni di belle parole, e la cosa mi pare assai più grave.
Che parlino altri, con tanta calma, a ’sta gente.
Io, mentre mi faccio i miei tre anni di purgatorio per potere tornare a guardare ciò che loro sarebbero pagati per vedere, preferisco prenderli a calci in culo.
Mi serve per non ammalarmi.
By lia on feb 26, 2006
Ciao,
mi sembra di scovare un parallelismo nella polemica Lia-Rotafixa e il caso delle vignette: Rotafixa tenta la strada del buonsenso e del dialogo (come gli appelli pre-casino del mondo arabo), Lia invece rincara la dose ad ogni pié sospinto (vedi Calderoli); dai Lia, fai un passo indietro, e occhio alle frasi “quando mi sento di scrivere devo scrivere” di fallaciana assonanza. ;)
By Bruno on feb 26, 2006
Roberto, la Francia è sconvolta dall’assassinio di Ilan Hamili, un ragazzo ebreo rapito a scopo di estorsione da una banda di giovani criminali e poi torturato a morte, perché è un paese in cui l’integrità personale è normalmente garantita, e un crimine così efferato contraddice tutto quello che si da per acquisito. Quindi l’opinione pubblica europea reagisce (decine di migliaia in corteo oggi a Parigi) al primo accenno di allarme, per ribadire che non bisogna arretrare nemmeno di un passo.
L’opinione pubblica araba si muove in un contesto in cui le fonti di preoccupazione e malessere sono molteplici e costanti, una situazione non rosea. In quel caso si reagisce non al primo campanellino di allarme, ma al dieci-millesimo, quello che potrebbe fare traboccare il vaso ed avere conseguenze anche gravi (per gli equilibri di alcune comunità ). E’ qui che ci inganniamo, perché le vignette suonano come una motivazione impalpabile e superflua, ma è l’esatto contrario. Protestano intorno a una questione simbolica (come possono essere la fede e il rispetto), perché questa ha la potenza di riassumere un gran numero di ingiustizie concrete, per le quali prese singolarmente non ha senso mobilitarsi, visto che costituiscono ciò che si da per acquisito, come per noi lo è il benessere e la tranquillità . Ecco da dove nasce l’asimmetria di giudizio che impedisce di capirsi.
Noi farfalloni che ci vediamo concreti e quelli concreti per necessità che ci sembrano incomprensibilmente futili.
By Tonino on feb 26, 2006
Come non detto, qui volano piatti davvero. Per una volta che mi sentivo ottimista…
Ok, torno nel mio angolino di pessimismo cosmico.
By upuaut on feb 27, 2006