Explico algunas cosas

26 October 2006 – 21:31

islamto.jpg

Chi mi conosce lo sa da mesi, che mi sto scervellando sulla questione.
Chi mi legge e basta potrebbe avere notato che, da tempo, su questo blog non si parla più di islam.
Velo? Scuola? In altri tempi ne avrei scritti duemila, di post.

Sono mesi che ci giro intorno ed esce e non esce, la mia difficoltà.
Esce in qualche riga: “la cosa che fa impazzire la gente”, scrivevo a luglio. Oppure: “Sento che me ne servirebbero almeno sei, di mesi fuori dall’Italia, prima di recuperare uno straccio di sguardo normale“.
Ma potrei autocitarmi parecchio, le mie righe traboccano di ’sto malessere.
Un’impasse totale, una trappola.

Detto in due parole: le mie vicende sentimentali, dall’inverno scorso in poi, mi hanno fatto capitare con lo sguardo su un islam che non è quello che io amo e, soprattutto, non è di sicuro quello per cui ho inteso spendermi, da quando scrivo su internet.
La cosa mi ha posto un problema pratico, innanzitutto: come faccio a parlarne quando, santo cielo, le cose che dovrei dire riguardano fatti non miei ma di persone che, con un blog italiano in Italia, sarebbero riconoscibili?
Come faccio a parlarne con la serenità con cui parlavo dall’Egitto, in questo piccolo mondo che è pure malignetto, mi sa?
L’impossibilità di risolvere il problema pratico mi ha intrappolato in quello etico: se io non posso parlare sinceramente e dire ciò che penso e spiegare perché lo penso, questo blog non lo posso più tenere.

Io ho passato anni a fare la testimone di ciò che vedevo, santo cielo.
Mi ritrovo a starmene zitta - per motivi anche ottimi, guarda - giusto quando quello che vedo non mi piace?
E poi?
Che me ne faccio, del blog?
Con che faccia mi pongo di fronte a chi interagisce con me conoscendo un aspetto di ciò che penso e ignorandone completamente l’altro?

E, tuttavia, il problema non si risolveva: io non posso mettermi a parlare dei veli altrui, delle vite altrui, dei cavoli altrui.
Io posso parlare di me e basta.
La domanda era: “Come cavolo faccio, gessù?”
Non è stato divertente.
Continua a non esserlo.

Una via d’uscita, comunque, alla fine l’ho trovata: concentrare quello che non va in un fatto mio, e incazzarmici. Quindi, battagliare su quello.
Non vedo alternative.
Di fatto, ho avvertito un notevole senso di liberazione da quando l’ho deciso, che mi sarei lanciata in ’sta cosa.

E quindi faccio così.
Vado avanti su ’sta strada qua.

Sì, è un post un po’ sibillino, ma stasera mi viene così.

  1. 13 Responses to “Explico algunas cosas”

  2. Non che si capisca molto Lia, io per esempio ho giusto capito una cosa del tipo “e adesso si salvi chi può!”. E’ così??? Aiuttt, la conosciamo noi quando fa così, prepariamoci che è già domani:-)

    By mir on Oct 27, 2006

  3. Ciao LIA,
    Se ho ben capito, stai studiando o comunque ti stai interessando alla lingua araba…
    Sono un insegnate di lingua araba… Posso esserti utile ?
    Contattami pure all’indirizzo email: hhassen@tiscali.it
    Vivo a Livorno, e tu ?

    Hassen.

    By Hassen on Oct 27, 2006

  4. Ciao Lia,
    E’ la prima volta che leggo qualcosa in questo sito… mi sento chiamato in causa e non saprei se è il caso di intervenire…
    Tu che dici ?
    Hassen..

    By Hassen on Oct 27, 2006

  5. qui, ti si augura di percorrerla tutta, ’sta strada qua.
    e di battagliare e di vincere… ché sì, lo si sa da mesi :)
    abbracci sibillina!

    By aladingenius on Oct 27, 2006

  6. Diciamo che aspettavo di beccarti in chat per domandartelo, ma visto che lo ammetti qui, pur sibillinamente, te lo chiedo ora: le tue vicende personali ti portano a criticare solo la persona o anche un po’ la filosofia che questa persona rappresenta?

    By chiara on Oct 27, 2006

  7. ???? ?????? ???? ????? ???????????

    By giusy on Oct 27, 2006

  8. Chiaretta, né l’uno né l’altra: una critica forme e prassi perché ritiene di essere la persona adatta a farlo, ora e qui.

    Comunque ero pronta a partire questa mattina ma devo prendermi ancora un attimo, ché la mia abile controparte ha avuto una proposta islamicamente corretta, direi a occhio e croce, e ci devo meditare.

    Gessù, che vita.
    Ma perché non mi sono dedicata alla coltivazione del basilico, io, negli ultimi dieci anni??

    By lia on Oct 27, 2006

  9. La proposta islamicamente corretta è che tu ti metta il velo, e ci nasconda sotto la sigaretta? Che tu impari a fare i pansotti con le 13 erbe?
    Qui aleggia un’aria di gelosia tra i collegati.
    fzzzzzzz

    By fzzzzzzz on Oct 28, 2006

  10. Liuccia mia …. mentre tu pensavi ….pensavo anche io ….è che questa storia del velo o non velo mi rompe assai…. epppoi mi sono ricordata che questa estate mentre tornavo dalla mia patria (io sono sarda fino all’unghia del dito mignolo del piede anche se mi hanno deportato in Italia quando ero piccolissima), c’erano tre deliziose vecchiette in gonna arricciata e lunga con camicetta a maniche lunghe e fazzoletto in testa rigorosamente intorcinato onde avvolgere il viso lasciando scoperti solo naso e occhi…. Saranno mica considerate da mister mortadella scaduta delle minacciose terroriste? Più ci penso è più mi viene la voglia di lanciare la moda del fazzoletto sardo. Magari ci posso andare in ufficio da lunedi e vediamo se i carabinieri mi fanno passare al girello. Con la kefiah non hanno mai reagito in nessun senso…. democratici illuminati?
    Liuccia aspetto fremente le tue nuove azioni-

    By Barbara on Oct 28, 2006

  11. lia carissima, ammetto di essere una che ti leggeva per il gusto dell’esotico: “io conosco una che vive in egitto e dice…” ( quando parli al bar non dici “un blog” , dici “mio cuggggino”…)ma di fatto continuo anche ora che sei italiana. probabilmente perche spero sommessamente che tu mantenga uno sguardo “altro” che mio arricchirebbe nei pensieri(mi fustigherò cattolicamente per l’abuso di virgolette “orecchie di coniglio” aaaarrrrggghhh: l’ho rifatto…!) . ma insomma:l’italia ed il vivere in italia merita uno sguardo distante… se la tua “distanza” (rieccomi) è geografica, benone: usala… e sulla storia del velo vorrei davvero aprire il dibattito perchè ho già litigato col mi0 compagno, con le amiche e soprattutto con me stessa… il mio grido di battagliua è stato: decidiamo di cosa stiamo parlando. intendo: di moda? di legge Reale? oppure di diritti civili e donne ? voglio dire: la legge Reale proibisce il mascheramento, una legge non mi ricordo più quale impone il casco, il casco integrale è un mascheramento, ma è obbligatorio…
    oppure, oppure, oppure…
    ti prego, parliamo del velo: tre giorni fa ero da visitatrice ad una riunione dei consiglieri di parità italiani (hai presente?) e si parlava, nel dopo lavori, proprio dio quello. pèer favore, apriamo se non il dibattito, almeno la chiacchiera…
    besos
    chiara

    By chiara on Oct 29, 2006

  12. alla fine sei finita nello stesso limbo… io ti direi, usa la tua lingua per concentrarti su un milione ed una di cose che non vanno in questo paese, che per ora è quello che più ci tange vista la vicinanza, e di bypassare un aspetto secondario - qui - come il raccontare il mondo islamico.. quando avrai nuove parole e nuova oggettività, ti verrà spontaneo.

    By libera on Oct 30, 2006

  13. @Chiara: stamattina mi sono alzato pignolo, sarà l’ora solare. Il casco non è un mascheramento perché la visiera dei caschi è larga e i lineamenti, a guardare, si vedono; mentre ad esempio sono vietate le visiere scure o polarizzate (ed è vietato montare vetri anteriori scuri sulle automobili) per questo motivo.

    By mr on Oct 30, 2006

  14. pignolo veramente… ma incasso volentieri. a volte mi faccio prendere la mano dagli esempi!

    By chiara on Oct 30, 2006

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