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La storia e’ questa: ieri passa di qui Gianna e, in un commento a questo post, mette un link a delle foto che ritraggono una violenza sessuale compiuta su una donna presumibilmente irachena da parte di marines americani, specificando che l’ha trovata su http://bloggersperlapace.splinder.it.

Apro il link e riconosco le foto: le avevo viste circa un annetto fa su qualche blog, segnalate come non autentiche, e ricordo anche che, su Indymedia, erano state pubblicate ed avevano suscitato un vespaio conclusosi, appunto, con la segnalazione che di falso si trattava. O, meglio, che erano foto tratte da un film porno a sfondo sadomaso (e mo’ sai quanti pornofili mi arriveranno da Google, con le parole che sto scrivendo??).
All’epoca, avevo anche beccato il sito a pagamento da cui provenivano. Le foto sono le stesse.
Ora: un film porno ambientato nell’Iraq occupato e’ certo malinconicamente indicativo dell’immaginario erotico di qualche guerrafondaio ma, ovviamente, non ha nulla a che fare con le foto, autentiche, delle torture subite dagli iracheni che abbiamo visto in questi giorni.
Quindi rispondo a Gianna scrivendo: “Gianna, è una bufala. Circola da un po’. Avvisare i blogger per la pace. :)” e poi, un attimo prima di uscire, mi dico che forse e’ meglio segnalarlo subito pure al blog da cui provengono: come e’ noto, quello della pace in Medio Oriente e’ un tema che non mi e’ indifferente. Mi sarebbe dispiaciuto se fosse arrivato qualche guerrafondaio prima di me, a cogliere lo spunto per strumentalizzare il tutto.
Tutta piena di buone intenzioni, quindi, vado li’ e scrivo: “Uhm. Quelle del link che corrisponde a “donne” mi risulta siano false. Se ne parlò già diverso tempo fa, è un film porno.”
Poi, tutta contenta per avere fatto il mio dovere di cittadina pacifista, spengo tutto e me ne vado.

Rincaso tardi, apro il blog e scopro che la blogger per la pace si e’ offesa moltissimo: tra un consiglio e l’altro per debellare le formiche, c’e’ lei che mi ingiunge di spiegare cosa mai mi spinga a pensare che gli americani non abusino delle donne. E non lo so che le donne sono le prime vittime della guerra? E non lo so da dove proviene la pornografia italiana? E “basta con le balle sugli italiani brava gente”!
Gessu’. Io, quando si confondono gli argomenti, prima mi disoriento e poi mi incavolo. Quindi rispondo, risegnalo il punto, mando al diavolo e vado a dormire.

Oggi riaccendo il computer e scopro che la discussione non e’ finita e che, per giunta, e’ tornata sull’argomento anche la pacificissima e discretissima Gianna che, in genere, si tiene lontana mille miglia dalle liti da blog.

Gli argomenti della bellicosa blogger per la pace sono del genere che esercita su di me una masochistica fascinazione horror: praticamente, io non avrei dovuto dirlo a lei, che mi risultava che le foto fossero false, ma a chi gestisce il sito da cui lei le aveva prese.
(Come dire: a me non interessa se cio’ che pubblico e’ autentico o falso. Vedetevela voi e, nel caso, prendetevela con chi le ha messe in rete.)
Se poi me ne fossi stata zitta del tutto, immagino, avrebbe apprezzato infinitamente di piu’.

Sul suo blog, un’accorata denuncia: “Ma l’aver fatto menzione, che le donne segregate nelle carceri irachene subiscano violenze ogni giorno, ha provocato la reazione “scomposta” di alcune persone, che leggono questo blog.”
(Come no: Haramlik, blog neocone per eccellenza, non sopporta che si metta in discussione il cristallino operato delle truppe USA!!)
Piccolo inciso: io non l’avevo mai visto prima, il suo blog. L’ho aperto ieri per la prima volta, e solo perche’ Gianna ne aveva messo qui l’indirizzo.

E poi continua nei commenti sparsi sotto i due post: “La tizia in questione per essere creduta da me dovrebbe dimostrare le affermazioni. L.”
E ancora: “[le foto] sono anche su Albasrah e mi sembra evidente, che non sia io a sbagliare, ma loro.”
E poi ancora: “Che dimostri Lia di aver ragione sul sito di Albasrah.”
Un crescendo: “Non conosco affatto Lia e non la ritengo una fonte attendibile solo perchè apre bocca e da fiato. L.

Ora: come tutti i Lunedi’, io oggi sono in Alto Egitto, mi collego da un internet cafe’ e non posso aprire siti contenenti materiale pornografico. Oltre ad essere fonte di indicibile stupore per gli astanti, se lo facessi, verrei anche sbattuta fuori in malo modo. La pornografia e’ proibita qui.
Una ricerchina veloce, comunque, la faccio: qui c’e’ Carmilla on line che, esattamente un anno fa, riportava la notizia di queste immagini scrivendo: “sono con quasi assoluta certezza dei falsi, peraltro ben realizzati.”
Se facessi una ricerca sui motori di ricerca usando la chiave Sex Crazed Iraqi Bitches, segnalata da Carmilla, forse ritroverei pure il sito a pagamento che ospita le immagini. Ovviamente, dall’internet cafe’ non mi pare il caso.

Le foto sono in rete da almeno un anno, quindi.
Possibile che, in un anno, non se ne sia accorto nessuno? Che nessun giornale le abbia riprese, che nessun movimento, da Amnesty in giu’, abbia sollevato lo scandalo? Che nessuno abbia cercato i responsabili di uno stupro tanto dettagliatamente documentato?
E’ un film, cavoli!
Tutto qui.

Mi sembra che di materiale autentico per incazzarsi, in questo momento, ce ne sia piu’ che a sufficienza.
A chi giova mettere nello stesso calderone realta’ e fiction?

E poi: ma che senso ha incazzarsi, difendersi, “incolpare” altri, fare dietrologia e accusare di chissa’ cosa una che, semplicemente, ti dice: “Guarda che quelle foto corrispondono a un film.” ?
E’ piu’ importante difendere ad ogni costo il proprio narcisismo o la causa che si dice di voler sostenere?

Io l’ho trovata parecchio deprimente, questa cosa.
La chiudo qui e spero di non doverci piu’ tornare.

Ci ho dedicato un intero post, a questa vicenda, perche’ volevo dire anche un’altra cosa: io, di discutere nei commenti, sono stufa.
Toglierli mi pare una scelta un po’ troppo drastica, al momento. Fino a che posso, lo eviterei.

Pero’, personalmente, ne esco.
Ho intenzione di intervenirci il meno possibile, da adesso in poi, e di scrivermi tranquillamente il mio blog facendomi il maggior numero possibile di cavoli miei.
Non vorrei che qualcuno se ne avesse a male: non vuole essere ne’ strafottenza, ne’ scortesia insensata verso le diverse persone amiche che ci scrivono ne’ nulla di simile: semplicemente, o faccio una cosa o faccio l’altra.
Perdonatemi, ma o scrivo o rispondo a chi scrive.

Se vedo che, non intervenendoci, i commenti tornano ad essere lo spazio rilassato e tranquillo che erano un tempo, bene.
Altrimenti, seguiro’ il metodo Leonardo e li sopprimero’.
Un forum, tanto, ce l’ho anch’io, ed e’ da un bel pezzo che fa a meno della sottoscritta.

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