Blog a casa

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Questo blog, ancora gocciolante causa ultimo bagno in mare, ha preso il Deltabus delle 15,30 ed è tornato al Cairo, ché ha da fare.
Il Deltabus è considerato dal nostro Ministero degli Esteri uno dei rischi mortali che assediano l’ignaro turista in Egitto. Cito testualmente dal sito ministeriale: “Evitare assolutamente di viaggiare in auto o in pullman di notte, viste le condizioni del traffico e delle strade e data l’abitudine dei conducenti locali a guidare spesso a fari spenti.”
Confermo: il ministero ha assolutamente ragione. Tuttavia, per motivi che non mi è dato conoscere, ho ancora una volta fatto il mio ingresso in casa sana e salva, anche se non più gocciolante, e posso informare il mondo che dal Cairo a Basata o viceversa si impiegano circa 7 ore, compresi i 4 o 5 controlli passaporto (di cui due o tre solo attorno a Taba) e lo svuotamento di valigie richiesto prima di imboccare il tunnel che attraversa il canale di Suez. Svuotamento all’egiziana: io scendo e, mentre tutti prendono la loro valigia dall’apposito vano del bus e la aprono in onore dei solerti poliziotti, io mi accendo la sigaretta e contemplo la mia che, solitaria, mi saluta dal vano in cui troneggia immota. Ci fosse mai una volta che un poliziotto se ne accorga: rovistano tutto, poi tutti si contorcono a lungo per richiudere tutto; le valigie dei miei – ormai affaticatissimi – compagni di viaggio tornano a tenere compagnia alla mia e, finalmente, ripartiamo. Ed io, spegnendo la mia voluttuosa Marlboro comodamente fumata approfittando del trambusto, mi segno un punto nel privatissimo match Napoli-Egitto che porto avanti da tempo.

Il Deltabus di oggi, come l’Egitto intero, aveva molti difetti: il fatto che però sfoggiasse, al posto degli odiosi Arbre Magique tanto in voga da noi, un meraviglioso mazzo di basilico profumato accanto al posto del conducente, era motivo più che sufficiente per guadagnarsi il mio amore. Come l’Egitto intero.

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Una volta al Cairo, ho dribblato la piena dei taxisti all’assalto sotto il bus e sono uscita dalla stazione. Lì era in agguato un poliziotto col cugino taxista che, essendo in seconda fila rispetto alle truppe d’assalto, mi ha portato a Dokki a un prezzo ragionevole, più la Marlboro di mancia al poliziotto.
Abbiamo evitato un tamponamento a catena sul ponte che attraversa il Nilo grazie ai suoi riflessi o, forse, semplicemente perchè il cielo non ha voluto (il-hamdu l-illaah) e sono stata felicemente scodellata a casa senza altri danni che un repentino mal di testa dovuto all’impatto con lo smog del Cairo dopo tutto l’ossigeno respirato nel Sinai.
Il fido Bastawi e famiglia prendevano il fresco davanti casa, quando siamo arrivati, quindi non ho fatto nemmeno in tempo a scendere dal taxi che già la mia pesantissima valigia era stata presa in consegna e si avviava su per i miei quattro piani senza ascensore. La stanca donna occidentale che è in me ringrazia di cuore ed è lietissima di mollare il baqshish.

Una volta in casa, il controllo-bestie è stato soddisfacente: niente scarrafoni né formiche (la guerra chimica ha le sue virtù); i gechi pascolano felici e la Tortora Ridente è ancora stesa sul nido, per cui deduco che non è ancora tempo di mettere fiocchi rosa o azzurri sul blog.

Nella posta elettronica, lo studio dentistico mi ricorda giorno ed ora del nostro appuntamento; a Milano mi davano un bigliettino scarabocchiato, ma è che il Cairo è pieno di contrasti.
Entrare in camera da letto e ricordarmi che ora ho un ventilatore nuovo di zecca è motivo sufficiente per mettermi a fischiettare gioiosa.
Anche accendere il computer lo è: a parte la scappata al cybercafé di Nuweiba di ieri sera, non ho visto un computer per cinque giorni e la cosa mi fa un effetto stranissimo. Riaccendere il mio portatile è stato voluttuoso, senza ‘quasi’. Non so se devo preoccuparmi.
Forse sì, diciamoci la verità.

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Comments Closed

6 Commenti

  1. eloise
    Pubblicato il 11 giugno 2004 alle 09:05 | Permalink

    ciao lia, bentornata.
    io ti leggo tutte le mattine appena arrivo in ufficio, prima di cominciare a lavorare!
    e mi metti sempre di buon umore :-)

  2. blu
    Pubblicato il 11 giugno 2004 alle 08:44 | Permalink

    la cosa bella, nel leggerti, ? che il semplice tragitto di rientro a casa dalla vacanza, per tutti in genere causa di nervosismo, arrabbiatture, code ai caselli, boccheggiamenti e quant’altro, con te diventa una leggera quanto piacevole lettura, affascinante come il match Napoli Egitto e profumata come quel mazzo di basilico..

    ? un piacere leggerti col caff? in mano…

    ciao, ben tornata a casa..

    un saluto anche ai gechi!

  3. Pubblicato il 11 giugno 2004 alle 09:31 | Permalink

    W Lia! Ciao, Gianna

  4. layla
    Pubblicato il 11 giugno 2004 alle 09:57 | Permalink

    Ciao Lia Bentornata nella stupenda Cairo
    Beata te chiss? quando ci potr? tornare!!
    Layla

  5. michele
    Pubblicato il 11 giugno 2004 alle 10:33 | Permalink

    hamdullah assalama ya Lia!
    etaallemti arabi walla umti fil bahr ala tul? roddi bil arabi law samahti!

  6. Lilith
    Pubblicato il 11 giugno 2004 alle 12:53 | Permalink

    Cara Lia,anche per me ? un piacere leggerti tutte le mattine!!Non ti conosco personalmente,per? ti sento amica,come se ti conoscessi davvero..Se poi,quello che scrivi, fa venire le “convulsioni” a qualcuno..pazienza! Per me sono invidiosi perch? sei brava e sai esprimere molto bene quello che pensi!
    Lilith

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