Il troppo è troppo

24 January 2007 – 14:54

mail.gif

Mi sono tenuta alla larga da certe letture, in questi giorni: dovevo davvero scegliere se lavorare o incartarmi definitivamente in questa storia.

Avendo deciso che non mi voglio incartare e che non ho nessuna intenzione di sprofondare in dinamiche di livello raccapricciante, mi limiterò a dire quel paio di cose che, avendo riscontri oggettivi nella realtà, mi paiono abbastanza lampanti.

1. Se io avessi voluto vendermi una storia, lucrarci, usarla per colpire indiscriminatamente un tizio causa furori da donnetta o simili, io - molto semplicemente - lo avrei fatto.
E da tempo.
Avrei potuto mettere all’asta certificati di matrimonio e email a decine, fotografie ed sms a centinaia, e tutti i malinconici cimeli che ti tieni lì quando le storie finiscono.
E credo che me li avrebbero pure pagati bene, e il cielo sa se le tasche dell’Haramlik non ne avrebbero tratto giovamento.
Se non l’ho fatto - ed è alla luce del sole che io non l’abbia fatto, visti gli eventi - e, soprattutto, se non l’ho fatto per MESI, è stato perché, evidentemente, questa non era la mia intenzione.

Di più: è altrettanto alla luce del sole che c’è un motivo solo per cui io non ero ancora arrivata a un accordo definitivo con il mio ex, ed è che io volevo che lui girasse i suoi soldi alla Caritas e lui voleva girarli a me.
E, a margine, vorrei informare il mondo che io e il mio ex abbiamo litigato su tutto, in questi mesi, tranne che su cose economiche: nel momento in cui lui ha detto: “Tot” io ho detto: “Ok”.
Scrissi un post, in cui dicevo che c’erano due ipotesi economiche, la sua e la mia.
Lo pubblicai, poi aprii Gmail e gli scrissi, testuale, che accettavo l’offerta sua.
L’ho anche raccontato nel post-scriptum allo stesso post il giorno dopo.
E questa è stata tutta la parte economica della vicenda, nonché tutto il peso che gli ho dato.
Senza contare che se una vuole esibrirsi in vendette scandalistiche da donnetta non si mette, per mesi, a tenere la cavolata della “poligamia” fuori dalla propria vicenda.
Credo che ci arrivi anche un bambino.

2. Io credo che le cose debbano avere un senso e un ambito, e delle proporzioni.
La distruttività fine a se stessa è qualcosa che mi ripugna.
A me interessava un discorso che avesse dei contenuti etici. Sia sul piano personale che su quello generale.
Quello che è successo è talmente al di là di qualsiasi senso, ambito o proporzione da oltrepassare l’assurdo.
Non c’è nulla che giustifichi l’incommensurabile schifezza subita da chi si ritrova stravolto, ben più di me, in un’immagine che non meritava e che non è nemmeno mai stata quella del nostro contendere. Questo tirare a far male perché sì, fuori da ogni senso.

Io mi sono rifiutata di parlare con decine di giornalisti, in questi giorni. A proposito del “cercare scandali” o “vendersi storie.”
Credo sia evidente anche questo.
Le uniche cose che ci ho tenuto a dire, nelle contatissime occasioni in cui ho avuto la sensazione (mica detto che poi sia sempre giusta…) che quello che avrei detto non sarebbe stato stravolto, è ciò che chi mi legge ormai sa a memoria: 1) che la magistratura si incaricherà di stabilire come è arrivata lì quella email; 2) che l’argomento poligamia in questa storia, come ampiamente spiegato sotto, è persino ridicolo da tirare in ballo; 3) che lo scandalo di questa vicenda sta tutto in quello che è stato fatto, e nel come e nel perché lo è stato fatto.
Ad una signora di un giornale che non sono solita leggere e che avrebbe comunque pubblicato un articolo, ho risposto per dirle che, appunto, non c’era nessuno scandalo.

Poi me ne strafrego abbondantemente, guarda, della commedia umana che ci è andata in onda attorno.
Qualcuno mi diceva, poco fa, che ciò che alla fine rimane è ciò che ognuno è.
Già.
Io sto pensando a questo, più che altro.

Ci sono cose che mi possono irritare, altre che mi possono dispiacere, altre che lì per lì mi possono sembrare persino gravi. Lì per lì.
Ma poi c’è qualcosa di infinitamente più grave, e non riesco a distrarmi da lì: questo tritacarne insensato e i suoi effetti.

E’ già un po’ di volte che mi succede: mi siedo per scrivere un post e magari sono anche incazzata, carica, con un mucchio di cose da dire e così via.
E poi lo schermo e la tastiera fanno il loro effetto, ti fanno rimettere al loro posto le cose importanti.

E si torna sempre lì, al punto focale, a quell’articolo.
A me, adesso, interessa solo quello.

E mi interessa fuori da questo blog: nella vita reale, e punto.

  1. 18 Responses to “Il troppo è troppo”

  2. totale e assoluta solidarietà
    immensa stima per la lucidità dimostrata
    profonda compartecipazione affettiva per la sofferenza passata
    disdegno per coloro che di questa tua vicenda fanno sciacallaggio
    qui ti si continuerà a leggere come sempre
    poi fra un anno alla luce della lontananza dai fatti avrai di sicura ancora maggiore chiarezza (essa comunque a te non manca di certo)
    un tempo si diceva: lotta dura senza paura
    ora si dice: vai avanti

    By lapiccolacuoca on Jan 25, 2007

  3. E’ un paio di giorni che sto cercando di capirci qualcosa in questa storia, e sinceramente penso che ne stiamo uscendo tutti con le ossa rotte: tu. Hamza, Dacia, e soprattutto NOI NEOMUSULMANI ITALIANI. Quando avevo intravisto l’articolo di zio Tom Magdi, dovevo capire che come al solito sguazzava nella melma dove è abituato a stare, e invece questa volta gli avete servito su di un piatto d’argento, invece delle idiozie che è solito scrivere, una bella storia vera. E se mi permetti, anche un pò squallidina.

    By Sayyid on Jan 25, 2007

  4. Premesso che “qui ti si continuerà a leggere come sempre” (e non è banale) dal Miguel mi ero permesso di dire che mi sembrava una storia da Maschi che fa come Merda e (poi) anche come Minchioni (non mi si era filato nessuno, salvo l’elegante e compito Ritvan). Avevo messo insieme il maritozzo islamico e il magdisalam. Adesso ti prego, se ti capita, di chiedere (parzialmente) scusa al maritozzo: essere messo insieme all’insaccato avariato è stato davvero imperdonabile.
    Goditi Genova e i zenesi, appena puoi!
    Un abbraccio

    By silviu' on Jan 25, 2007

  5. Bellissima la vignetta, Lia! Avanti, sì.

    By mirella on Jan 25, 2007

  6. Hai la mia più profonda solidarietà. Stai lontana dal fango, ma questo non c’è neanche bisogno di dirtelo.
    Ti abbraccio.

    By Sandro Zaresi on Jan 25, 2007

  7. Sayyid: visto che sei un musulmano italiano, fa’ qualcosa per diminuire il livello di intrighi e coltellate varie all’interno della tua comunità.
    In questa storia ci sono un mucchio di responsabilità: le mie, che chiacchiero senza filtri quando penso di potermi fidare ma che in questa storia ho difeso con i denti l’unico documento che poteva venire biecamente strumentalizzato, ovvero un certificato di matrimonio. E non è servito a un cazzo. Quelle del mio ex, che si è perso dietro alle fatwe e ai cavilli trascinando all’infinito una storia che poteva e doveva chiudersi molto, ma molto prima. Quelle di un’organizzazione che è andata a infilarsi in questa storia prendendosela con una persona che non ero io, e trasformando una cosa circoscritta in una roba che ha smesso di essere circoscritta ed è scoppiata senza freni. Per non parlare delle altre, di responsabilità.
    Perché la vera responsabilità - e mi ripeto perché le coordinate etiche a spasso per i prati non mi piacciono - è di chi ha preso una mia email e l’ha data a un giornale, nonché di chi l’ha pubblicata.
    E COME, vorrei fare notare.
    Ché non la rimetto a posto perché non posso, causa querela in corso, ma lo farei con assoluto piacere, vista l’immagine che il Corriere ne trasmette.
    Che poi in sottofondo ci fossero chiacchiere, pettegolezzi, ire nobili e meno nobili, conflitti di personalità e di visioni del mondo e così via, rientra nell’umano.
    Che ci fossero miserevoli intrighi, un po’ meno.
    Ma, appunto, fare il salto da un livello di responsabilità all’altro è indegno di un’etica da adulti e, anche, poco consono a un neo-musulmano.

    Silviu’: sull’insaccato, siamo assolutamente d’accordo. Per quanto riguarda i commenti da Miguel: apprezzo davvero le buone intenzioni dei suoi post. Vorrei però specificare che io e Miguel non ci siamo mai sentiti, lungo tutta questa storia. Qualsiasi percezione o informazione ne abbia, quindi, non ce l’ha attraverso di me, ed io ne ho di diverse.
    Porgerò le tue parziali scuse. Ho già abbondantemente trasmesso anche le mie, di - parziali - scuse.

    By lia on Jan 25, 2007

  8. Lia, forse non mi sono ben spiegato. Sicuramente se c’è qualcuno che in questa storia emana un odore fetido, certamente non siete né tu né Hamza, ma certamente zio Tom Allam e chi gli ha fornito il materiale “compromettente”. Però capisci che sono un pò contrariato quando penso che, almeno da parte tua, ci sia stata della leggerezza nel lasciare circolare detto materiale. Quando leggo questi blog veramente penso che molto spesso gli autori tendano a confondere la virtualità con la realtà. E nella realtà ci sono uomini e donne (compresa te, Lia) che sbagliano, soffrono. Gli uomini in carne e ossa.
    Non voglio dare giudizi, non so chi tra te e il tuo ex abbia ragione e chi torto, sinceramente sono fatti vostri: appunto, fatti vostri, e non di zio Tom e di qualche milione di lettori che non vedono l’ora di poter leggere come i musulmani siano cattivi, puzzino, mangino i bambini (sic!) e passino le nottate a passare da un talamo all’altro. Per quanto riguarda gli intrighi, quelli ci sono dappertutto, e, in tutta sincerità, io in moschea ci vado a pregare e a studiare. Il resto mi interessa veramente poco.
    E comunque vedrai che anche questa passerà.

    By Sayyid on Jan 25, 2007

  9. Io non ho fatto circolare nessun materiale.
    Ho mandato un’email a una persona e, in CC, a dei testimoni affinché non ci fossero dubbi sulla mia posizione. A ottobre.
    I testimoni non me li sono scelti in base a criteri di intima amicizia, ma in base al fatto che condividevano con me il rispetto per una religione e per una causa.
    Quell’email è andata, con il mio totale accordo, a un “alto padre” dell’islam italiano che si offriva come mediatore e che quindi doveva avere il materiale del caso. E poi, con il mio assenso, all’unica donna musulmana d’Italia che era nella posizione per prendere un’iniziativa politica sulla questione che sollevavo, purché fosse convinta delle buone ragioni del tutto.
    E basta.

    Io sono una che chiacchiera senza filtri, quando ci si mette e si sente tranquilla sui suoi interlocutori. Non immagino contorte cautele, non chiamo testimoni, dico ciò che sto pensando in quel momento e punto. Come un’infinità di donne sulla faccia della terra.
    Ma da qui a spargere indiscriminatamente in giro materiale che potesse compromettere tutto quello che si stava facendo, nonché me stessa e altri, ce ne passa.
    Mi spieghi perché avrei dovuto difendere quel cavolo di certificato che - non a caso - il Corriere non ha mai avuto, se davvero mi fossi messa a dare in giro roba con cui fare ciò che ha fatto Allam?
    Io posso essere cretina nei sentimenti, ma due dita di cervello nelle cose logiche vorrei che mi fossero riconosciute.

    A un certo punto, la situazione è impazzita. Ho cercato di fare quel che potevo affinché rimanesse, almeno, nei limiti del buon senso e della sensatezza politica, oltre che della decenza.
    Non ci sono riuscita.
    Sto ancora cercando, da giorni, di fare quello che ho cercato di fare dall’inizio: non fare impazzire le cose, mantenere la decenza.
    Mi sarebbe più facile se si partisse dalla pura e semplice logica, nel valutare questa storia.

    By lia on Jan 25, 2007

  10. Se vai a scomodare così tanta gente (mediatori, persone fidate) è chiaro che il tuo rapporto era assimilabile ad un “matrimonio” non ufficioso. Questo è confermato anche dalla richiesta di “riscatto” in denaro (non importa chi lo riceverà). Quindi eravate “sposati”. Ciò non toglie che una disputa strettamente privata possa essere resa pubblica senza il consenso degli interessati. L’immoralità di Magdi sta nel non aver chiesto consenso a te, ma non sono sicuro che il legislatore non terrà conto della denuncia che, ad essere sinceri, inizia a prendere forma.
    Conosco abbastanza Magdi, ha già vinto diverse querele.
    Buona fortuna.

    By kymyk on Jan 25, 2007

  11. Lia, benvenuta nel 21° secolo! Un mio amico lavora per una grande azienda nel campo dell’informatica, e una volta mi ha detto:” Ma lo sai che se voglio posso entrare nella tua posta aziendale e leggermi tutte le mail che voglio?”.
    Non ho detto che tu lo abbia fatto circolare deliberatamente, ma capisci bene che per alcuni è un giochetto da ragazzi violare qualsiasi segreto informatico. Soprattutto se ha l’interesse per farlo. E se poi, invece, qualche anello di questa catena ha deliberatamente ceduto alla tentazione dello sputtanamento doloso, non posso far altro che dirti che la prossima volta (ma spero non ci sia) devi scegliere meglio a chi rivolgerti. Non so cosa dirti, se non che spero che tutti quanti si possa ritrovare un pò di serenità quanto prima.

    By Sayyid on Jan 25, 2007

  12. Mi scusi, non vorrei essere insultato, io sarei interessato a una cosa forse un po’ stupida e meschina. Ovvero: ma Magdi Allam ha fatto una cosa formalmente illegale (viola precisi regolamenti?). Lo chiedo per idiosincrasia personale, detesto Magdi Allam per la paranoia continua che instilla come veleno tra gli italiani, e sarei molto contento di sapere che ha pisciato fuori dalla tazza e che ne pagherà davvero le conseguenze.

    By dj on Jan 25, 2007

  13. dunque…spulciavo blog di cucina, poi , non so come sia andata, sono finita a cercare gatti e, guarda un po’, sono finita nel blog di gattostanco, quindi ti ho trovata, perfetto ..sono contentissima, brava a scrivere, limpida e diretta, giusto, fregatene di tutto, pensa al lavoro e gettati tutti i commenti alle spalle, hai fatto bene ad affrontare la situazione in questo modo, come hai scritto: ciò che alla fine rimane è ciò che ognuno è

    By Ariel on Jan 25, 2007

  14. Come dicono i buddhisti: Anche questo passera’.

    Penso che questa storia sara’ dimenticata presto, com’è regola di tutto quello che succede nel mondo oggi, soverchiato da informazione.
    Cio’ che si ricorderà (ma sempre piu’ sbiaditamente, anche se ci saranno fior di “documenti” che eternamente gireranno nella Rete) sarà qualcosa che, ridotto all’osso, suonerà più o meno così: “maschio pieno di desiderio e vuoto di cervello, guardati da qualsiasi donna in gamba, e sceglila - la prossima volta - stupida”.

    Penso anche che non esistano e-mail certificate, quando non siano tali con pgp, e di questo nelle querele per calunnie ne dovranno tener conto.

    Penso infine che alla maggioranza dei tuoi lettori non islamici, ma che ti seguono fedelmente, importi infinitamente di piu’ ripartire da quel vecchio post quello, per capirci, dell’”uomo solo che prega nel deserto”. Senza mediazioni.

    Amen.

    By Psalvus on Jan 26, 2007

  15. E’ incredibile come le persone leggano l’ultimo post e facciano tutte le stesse domande.
    Senza documentarsi andando a ritroso nella lettura.
    Ed è una cosa monotona leggere le stesse domende alle quali tu,Lia,devi per forza dare le stesse risposte.

    Io non ho domande..la storia l’ho letta e la conosco dai primi criptici post.
    Ho solo una considerazione:è incredibile che da una storia d’amore,perchè questa era inizialmente una normalissima storia d’amore,si sia arrivati alle pagine di un quotidiano.
    Meno male che l’amore iniziale era un po’ svaporato….meno male.
    Non ti offro la mia solidarietà,ne hai già a pacchi,ma lo sai che t’innamori facilmente?
    ….fino a ieri.

    Ciao signora mia

    By old on Jan 26, 2007

  16. Gli sciacalli ci sono sempre e numerosi come i velenosi e gli opportunisti. Ma per fortuna la realtà è una e non può essere modificata, sii forte di questo. Vedo che c’è moltissima gente che ti ha compresa e non si è fatta abbindolare dagli stravolgimenti giornalsitici. Sono con te, sono indignata per quello che ti hanno fatto violando la tua privacy e sono felice di conoscere il tuo blog che leggo sempre con vero piacere! Coraggio!

    By Sara on Jan 26, 2007

  17. BismiLlah
    carissima Lia assalam alaikom ua rahmatu Llahi ua barakatuhu vi esprimo tutta la mia solidarietà, di una sorella nella fede. Che Allah swt vi sostenga e vi guidi verso ciò che Lo soddisfa. Mi è dipiaciuto leggere questi fatti, son tornata in Italia da poco. Inna ma3a al3usri yusra, Allah Karim. Salam alaikom ua rahmatu Llahi ua barakatuhu, tua sorella fiLlah Bushra

    By Bushra on Jan 26, 2007

  18. Per Dj, relativamente ad Allam: il codice deontologico dell’ordine è abbastanza elastico ed interpretabile. Sembrano esserci deroghe per ogni legge che noi, poveri mortali, siamo tenuti a rispettare ed è per questi motivi che molti giornalisti possono fare quasi tutto. Ciò che, invece, nessuno di loro può permettersi di fare è proprio quello che il nostro esimio dottore fa quotidianamente: svilire la stampa, mettere in cattiva luce l’operato di tutti i suoi colleghi, suggerire al lettore che la stampa non vale nulla, che il giornalismo italiano è spazzatura, che non bisogna fidarsi di ciò che dicono i giornali.
    Questa sarebbe l’istanza, poi tutto dipenderebbe dal Comitato e soprattutto dalla sensibilità e dagli interessi politici di coloro che ne fanno parte.
    Khadi

    By Khadi on Jan 26, 2007

  19. Pur passando per banale rinnovo la mia stima e la solidarietà per la vicenda. Io non avrei affatto reagito in maniera cosi lucida. La violazione della privacy è uno dei reati da furbi più scorretti che si possano immaginare. Quando è commesso da una persona pubblica è pure più schifoso

    By Lawrence Oluyede on Jan 26, 2007

Post a Comment
(I commenti sono moderati e potrebbero non apparire subito. Non saranno accettate opinioni non attinenti all'argomento trattato nel post, né contenuti offensivi o pubblicitari)