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C’era da un po’ questo sms che girava tra prof e diceva di scrivere a Napolitano per chiedergli di non firmare il decreto Gelmini.

Sai come sono queste cose: una non ci crede granché, di solito. Poi, ieri, Floria l’ha rilanciato su Facebook ed è arrivata un po’ della blogosfera che insegna e poi è arrivato pure Zambardino che l’ha portato da Facebook al suo blog su Repubblica e poi è sbucato Carotenuto che ci fa: “Ma allora era vero? A me sembrava una cazzata…” (e avrei continuato a pensarlo pure io, se non ci si fosse messa di mezzo Floria a schiodarmi da ‘sto blog su cui mi limitavo a strapparmi i capelli e a spedirmi sul sito del Quirinale) e intanto sui newsgroup scolastici i colleghi avvisavano stupitissimi che si stava diffondendo assai, quest’iniziativa, e il sito del Quirinale era intasato e non si riusciva nemmeno più a spedirla, l’email.

E così, oggi, Napolitano ci ha chiesto di piantarla:

Un’iniziativa contro il decreto di riordino della scuola lanciata con una catena di sms
Ma “il presidente non può esercitare ruoli che la Costituzione non gli attribuisce”

Non che pensassimo di ottenere chissà cosa, credo. Però, insomma, io direi che ci siamo contati, se non altro.

Nelle stesse ore, Cisl e Uil stavano facendo quello che sappiamo. Due sindacati confederali che si sfilano dallo sciopero mentre gli insegnanti sono lì che si appellano pure al Presidente della Repubblica.

Direi che è una buona fotografia dello stato delle cose,  no?

(Io sciopero anche il 17, e pazienza se è il mio giorno libero. Non posso stare appresso alle manfrine di ‘sti figuri, abbiate pazienza.)