Capace persino di mancarmi, ’sto 2007
31 December 2007 – 23:20Lenticchie sul fuoco, torta di verdure in forno, cotechino in arrivo con annesso fratello, mi pare di non avere altro da fare. Il bello del centro storico è che, se poi una ha voglia di andare per locali, le basta prendere l’ascensore. Non è poco. Se ha voglia, che non è detto.
L’amica che mi ha chiamato dal Cairo diceva che stasera cenano al Blue Nile, loro, al libanese. Secondo me si mangia meglio al Tabboule, in Garden City, ma il barcone sul Nilo è più suggestivo, certo, e a Capodanno una ci ha voglia, di cose suggestive. O di mettersi qua con le pantofolone a pensarci su, che poi è lo stesso.
Aspe’. Controllo la torta, mi prendo un bicchiere di vino e torno al pc. Dai, che mi va.
Mmh. Sospetto che mi stiano venendo benissimo, le lenticchie. Ci ho messo il salame napoletano che non ho usato per fare le lasagne (quest’anno niente, proprio non avevo voglia) e c’è un buonissimo odore, in cucina, che poi è la cosa bella del cucinare. Non so: in realtà non ho motivi particolari per essere felice, ed ho passato una giornata pigra e svogliata, con poca voglia di rompermi le scatole o di farmele rompere. E invece, adesso, di colpo eccola qua. La scintillina di allegria, la voglia di sorridere e di sentire la musica che mi piace, annusare le cose buone e sentire i botti che già sono cominciati: li sento dalla mia finestra sui tetti e come al solito mi mette allegria, il Capodanno.
La mia festa preferita, anche se non faccio proprio nulla e sto qui con i pantofoloni, chissenefrega. Bum, altro botto. Mi sa che scendo, dopo. Se non mi viene sonno, se non mi lascio scoraggiare dalla calca. Scendo a bere una cosa e torno su. A prendere un po’ di aria serale.
Faceva quasi caldo, prima. Sono scesa a fare un minimo di spesa, facendo violenza alla pigrizia, e c’era il supermercato pieno di marocchini contenti che compravano whisky ultra-haram, e ragazzi coi sacchetti della spesa in giro per i vicoli e un maxischermo che si intravedeva davanti al Ducale e le vetrine delle gastronomie ormai vuotissime, e il negoziante che mi voleva vendere degli involtini orribili e mi ha pure sgridato, ché ormai era tardi per guardargli la vetrina e aveva solo quelli, ed io ho storto il naso disgustata e abbiamo riso entrambi, ché io mi ci trovo bene, in questa città diretta e con pochi fronzoli, e credo che anche lei si trovi bene con me, tutto sommato.
Forse me ne vado al porto, dopo. A guardare il mare. Forse.
Se ne va un anno abbastanza assurdo che, devo ammetterlo, mi ha insegnato un sacco di cose. E’ stato un anno importante, in qualche modo, come certe malattie che bisogna passare per forza e c’è un prima e un dopo. Io non saprei dire per cosa, ma quest’anno mi serviva. Una specie di servizio militare morale, non saprei in che altro modo definirlo. Mi ha insegnato a conoscermi meglio, sicuramente. Gli devo qualcosa, nonostante tutto quello che gli ho già pagato. Un anno di quelli che si fanno rispettare, porca miseria. Ho bisogno di leggerezza, per il 2008. Capisco che una se la debba anche meritare, la leggerezza, ma mi sento come una che ha studiato duro, per meritarsela. Giuro che saprò godermela come mai prima.
Devo ricaricare il cellulare e non ho voglia. Ho il codice da qualche parte, per farlo, e auguri a cui rispondere. Ho la pigrizia da gestirmi col bilancino, per non farla diventare distruttiva, per non chiudermi troppo. Ho da dirglielo, a qualcuno, che gli faccio gli auguri e che gli voglio bene. Non posso contare sempre sulla telepatia, temo.
La torta è fuori dal forno. Un po’ sbilenca. Simpatica. Domani faccio una Tatin di mele, per il compleanno e per fare contento il fratello. Sbattimento, zero. Una Tatin di mele, più pigra si muore…
La figlia, terrorizzata all’idea di non riuscire a chiamarmi a mezzanotte, si è portata avanti e mi ha chiamato alle 8. Perché un anno successe che non riuscì a prendere la linea, a mezzanotte, e ancora ce lo ricordiamo entrambe: io credetti seriamente che la mia vita fosse finita, di fronte a ’sta figlia che non mi chiamava, e poi lei mi chiamò alle tre di notte ma io dormivo, dopo molto champagne, e al risveglio non ricordavo la chiamata e mi disperai, ché ero stata ignorata da Pupina e avevo come una sensazione metallica al cuore, e lei giù a giurarmi che mi aveva chiamato, porca miseria, e che ci eravamo pure parlate anche se io non me lo ricordavo perché dormivo troppo, ed io affranta comunque, ché te li fai fritti, gli auguri, se non ricordi di averli ricevuti. Terrificante. La Pupi mi dovrà chiamare un minimo di tre volte, decisi allora, tra l’inizio del 31 e la fine dell’1 gennaio, e fino a quando sarò al mondo. Credo di non chiederle altro, tutto sommato, ma questo glielo chiedo. Ho bisogno che mi pensi, stanotte e ogni volta che sarà stanotte. Sì, sono una palla, lo so.
Dopo esco, forse, e vado in Darsena. Ho voglia di andare lì. In realtà vorrei comprarci il pesce, in Darsena, prima o poi. E’ da quando sono a Genova, che me lo riprometto, ma non l’ho mai fatto. Sono stata arida, convalescente. Queste cose vitali - comprare il pesce in Darsena, ecco - vanno un po’ centellinate. Una alla volta.
Dopo esco, dicevo, e vado verso la Darsena, e non avrò bisogno di portarmi dietro il bancomat perché ho 300 euro in contanti, nel mio borsellino egiziano, e sono l’ultima rata dai famosi “alimenti islamici” dell’altrettanto famoso divorzio islamico, ché il conteggio di quanto islamicamente dovutomi finiva con questi 300 euro di dicembre, appunto, e mi viene da sorridere a vederli qua, a chiudere il 2007, e forse dovrei spenderli tutti stasera ma non ho il fisico, gessù, e poi una vera genovese non lo farebbe mai. Sono idee balzane da napoletana, queste. Me le faccio passare, in omaggio a questa saggia città che mi accoglie.
L’ex mi aveva chiesto di dirgli se li avevo ricevuti, a proposito, ed io mi sono scordata di rispondergli. Approfitto e lo scrivo qui: sì, li ho ricevuti. Siamo a posto. E magari c’è pure qualche sorellina che lo voleva sapere, se li ho ricevuti o no, e a me sembra importante dirglielo: sì. Perché, sai, può succedere di tutto, nella vita. Ma farsi dire come devono funzionare le cose importanti, ecco: quello, proprio no. Come disse una volta qualcuna, l’islam ci piace perché non ci infila nessuno, tra noi e il cielo. Ci infila il rispetto delle regole che reggono la vita, solo quello. E non è un ostacolo, quello: è una corsia preferenziale, una delle poche saggezze che ci è permesso ereditare.
Ho reso omaggio a un amore per l’islam che ha marcato tutta la mia vita adulta, imponendo la mia volontà di farne rispettare le regole che mi riguardavano. Sono in pace con me stessa, prima che con chiunque altro, per averlo fatto. Mi dispiace non avere potuto condividere questa cosa come avrei voluto - e potuto, se avessi contato solo sulle mie forze. Ma tocca fare i conti col mondo, che ti devo dire, e il difetto peggiore del mondo è quello di essere sciocco, sostanzialmente. E c’è poco da farci.
Le lenticchie sono pronte e il fratello è già a Genova. Manca un’ora e mezzo a mezzanotte. Sto per fare 46 anni e spengo la mia Marlboro in un vasetto di terracotta che, quando Pupina era piccola, conteneva un cactus. Mi piacciono gli oggetti che marcano una continuità, tra i miei traslochi. L’altra sera ho chiesto a Pier di mettermi un chiodo in cucina per appendere il mio poster con le verdure e i loro nomi scritti in arabo: lo usavo in Egitto, quando facevo la spesa al telefono, per ricordare come si chiamavano le cose che volevo comprare: “Nuss kilu bezenghen, min fadlak”. Quell’esteta di Pier era colmo di orrore, di fronte alla bruttezza del mio poster, ed io ero felice di rimirarmelo, invece. Evvabbe’, so’ sentimentale. Ci sono vizi peggiori, dai.
Cosa ricorderò del 2007? Un mucchio di cose che non ho voglia di scrivere, certo. Una percezione del dolore, certe mattine, che mi rimane stampata dentro come un campo della vita che ancora non conoscevo. Lo rifarei. Sono troppo enormi, certe cose, per pentirsi di averle vissute. Sono un privilegio, anzi. Se sopravvivi, certo. Ed io, appunto, lo ricorderò con rispetto, questo 2007. E con gratitudine, ché mi ha dimostrato che sono ancora in piedi e con voglia di andare al mare. Ma, anche, che devo stare un po’ più attenta, d’ora in poi, e trattarmi un po’ meglio, ché non sono la roccia che mi piacerebbe essere. L’ho già detto? Mi ha insegnato un mucchio di cose, quest’anno che finisce il suo compito tra poco. Stasera penserò a lui, più che all’anno che arriva. Glielo devo.
Potrei scrivere tutta la notte, stanotte. E’ l’unica cosa che ho davvero voglia di fare, in fondo. E andare in giro per questa città vecchia e commovente, fatata e materna - materna del genere spigoloso, come me - e sedermi a guardare il mare e pensare a forma di post, come diceva La Pizia.
E mi suona il citofono, giusto adesso, ed è il fratello che arriva e manca un’ora a mezzanotte. Mi porta gli struffoli, con quel suo fare da Paperoga dai sentimenti eleganti, e me li porta perché ha letto sul blog che non li avrei fatti, quest’anno, e non sia mai detto che si passi un Capodanno senza struffoli, qui, siamo matti? E, mentre gli apro la porta, sento il bip-bip del cellulare ed è Julia, la mia colleghina cairota che sta facendo Capodanno vicino Valencia e la volevo vedere, quest’anno, ma forse è meglio rimandare al prossimo, quando avrò più voglia di cucinare, e godermi la sua presenza nel cell e immaginarmela, giù a Morella, e pensare a tutta la gente sparsa per il pianeta a cui voglio bene, e sapere che va bene così, e che il mondo mi piace esattamente così.
Non gli cambierei una virgola.


23 Responses to “Capace persino di mancarmi, ’sto 2007”
Oh, be’innanzitutto auguri!Doppi, naturalmente: di buon anno e di buon compleanno. E grazie di questo post sfornato caldo caldo, conosci un modo migliore di iniziare l’anno?
By Silvia on Dec 31, 2007
Carissima Lia,
Buon compleAnno!
Non ti ho mai scritto fin’ora, anche se ti leggo sempre, appassionatamente, perchè ti sento vicina in certe comuni esperienze…
Con affetto,
Maria
By Maria on Jan 1, 2008
Auguri, cara amica di blog. E avanti così!
By floria on Jan 1, 2008
Auguri doppi cara Lia,
M.
By Mauro Biani on Jan 1, 2008
Grazie, ragassi. Buon 2008, buon pandoro a colazione, tutte queste cose qua.
Certo che una è destinata a svegliarsi sempre col mal di testa, il giorno del suo compleanno… :D
By lia on Jan 1, 2008
Auguri :-)
By Bruno on Jan 1, 2008
Próspero Año Nuevo!
(era scritto così sul piatto degli antipasti con gli auguri in tutte le lingue, se non ricordo male!)
By jcm on Jan 1, 2008
… sempre se l’ascensore funziona… :-)
Buon compleanno e Buon 2008!
By katia on Jan 1, 2008
Augurissimi doppi, di cuore!
By Giulioromano on Jan 2, 2008
Auguri Lia, e grazie per la compagnia che il 2008 ti sia leggero come desideri
By Ilgeko on Jan 2, 2008
Augurissimi e grazie. Con i tuoi pezzi chiarisci anche le mie sensazioni.
By maria giovanna on Jan 2, 2008
A CApodanno ero a Napoli….
t’ho pensata troppo!!!!
Auguri,
Zia Mo
By Zia Mo on Jan 2, 2008
buon 2008 Lia: sei una persona speciale, e sono contenta che al mondo ci sia gente come te :-)
By linda on Jan 2, 2008
Grazie a tutti.:)***
By lia on Jan 2, 2008
Sei adorabile Lia. Lo so che ci sono mille modi migliori per dirlo, ma mi è venuto così, quando sono arrivata al punto di questo bellissimo post. E poi compi gli anni come la mia Fiammetta il primo gennaio, che è sempre un giorno bellissimo.
By mir on Jan 3, 2008
e m’associo pure io a tanta auguralità
che il duemilaeotto ti sia fraternamente sereno e pacioso
un abbraccio indiano
By lapiccolacuoca on Jan 3, 2008
tanti auguri cara Lia!
sono tornata oggi al lavoro e leggere il tuo post di fine d’anno mi ha fatto ricominciare a lavorare con delicatezza e tanta emozione.
come sempre riesci a rimandarmi affettività e emozioni che fanno parte della mia vita.
grazie davvero. un caro abbraccio, cris
By cristina on Jan 3, 2008
AUGUGUGUGUGUGUGRRRRIIII
Anche se in ritardo, comunque auguri
Che hai la mia stessa età e sei miracolosamente anche nella mia città natale, e non lo so il perchè nemmeno io, mi ti ci sono pure affezionata a te anche se abbiamo litigato tanto e non ci siamo mai affatto capite.
Un abbraccione grosso!
:)
By Lizaveta on Jan 3, 2008
Baci alle amichette. :))
Grazie, davvero.
(Pop: sono tanti anni che ci leggiamo, ormai, che siamo praticamente due suocere. :D :D)
By lia on Jan 3, 2008
Ma come sarà che tua figlia si preoccupa e si offende se non fai gli auguri al fidanzato? Ma da chi avrà preso?
Tanti auguri, allora!
By fzzzzzzz on Jan 3, 2008
“militare morale”… penso, ripenso, ci lavoro su e torno: mi è piaciuto molto, forse lo adotto come angolo di visione per il mio disastroso 2007, forse ho fatto il militare, ci penso e torno!
Grazie
By Flavia on Jan 4, 2008
Due settimane di ritardo per farti gli auguri. Imperdonabile, ma te li faccio lo stesso. Ho letto il tuo post e mi sono venute in mente due cose. La prima è stata quella di versarmi un bicchiere di vino rosso prima di scrivere il commento. Sai com’è, piove e fa freddo. Un bicchiere di vino ci stava troppo bene. La seconda è che a me il 2007 ha portato il tuo blog. E sinceramente non potevo chiedere di meglio. Certe cose, certe emozioni, certe sfumature riescono ad arrivarmi solo da qui. E di questo ti sono grato.
By Lesandro on Jan 16, 2008
Grazie, Lesandro.
E buon anno a te. :)
By lia on Jan 16, 2008