Tipo una bandierina in cima all’Everest
27 May 2008 – 21:32Dico: “Ma esteticamente com’è la zona della nuova scuola? Voglio dire, sarò circondata da cose brutte che mi si turba il senso estetico?” Dice: “Non so, è architettura industriale. Forse come Sesto San Giovanni tanto tempo fa. Ma è una scuola dove tutti i colleghi che conosco si trovano bene, io dico che ti piacerà.” E quindi io stamattina alle 5 ero sveglia come un grillo, ché iniziare le nuove vite mi piace assai, e mi hanno visto sbucare nella mia scuola di quest’anno alle 7 e mezza del mattino e le Peppette, preoccupate: “Prof, ma l’hanno buttata giù dal letto??“, ed è che è più frequente vedermi arrivare trafelata e sul filo della presentabilità, negli infausti giorni in cui ho la prima ora, e invece oggi fischiettavo e trillavo, alle 7 e mezza del mattino e tutta energica, e avevo fatto persino in tempo a rispondere a un’inchiesta sull’efficienza dei servizi pubblici genovesi, e in circostanze normali le avrei dato un pugno, alla tizia intenzionata a intervistarmi a quell’ora.
Dico: “Che faccio, vado a presentarmi domani?” E mi guarda un po’ perplesso, ché forse presentarsi a maggio dell’anno prima di iniziare è un po’ precipitoso, ma poi alza le spalle e “Perché no?“, conclude, e comunque prendere contatto non fa male e così scopro anche come si arriva e do uno sguardo, e la verità è che sono curiosa e, soprattutto, mi piace proprio assai iniziare le cose nuove, e questa in particolare mi intriga perché per me è inedita da diversi punti di vista. E poi avrò più alunni stranieri, nella nuova scuola, e più spazio per coltivare il pallino dell’interculturalità, spero. Quindi davvero friggo un po’, ché ne avevo voglia.
Dice: “Ma venerdì ti cazzieranno, alla visita dal dietologo?” Perché le uscite e gli spiluccamenti in giro non si contano, in questo periodo, e soprattutto mi hanno aperto questa trattoria sotto casa che è il classico posto dove si sta bene e hanno anche gli sgabelloni davanti al bancone, come in Spagna, e poi domenica a pranzo a Vico Palla è stata la débacle, ma è che non è proprio il posto dove chiedersi una lattughina, Vico Palla, e poi venendo a Genova ho scoperto di avere vissuto una vita intera senza il latte fritto e a volte l’esigenza di rimediare a questo vuoto è più forte di qualunque altra considerazione, e tuttavia: “Mi sa che non mi cazziano, sai? Pure ’sto mese ho perso il mio chiletto.” “Davvero???“, e se lo chiede sul serio, come diamine ho fatto, e me lo chiedo pure io. Perché cammino, intanto. Perché qua è impossibile non camminare, e dove abito io è ancora più impossibile, e mi ritrovo perplessa a contemplarmi le pietre che ho al posto dei muscoli, sulle gambe, e non mi era mai successo in vita mia e quindi faccio gli esperimenti, a dare colpetti come si fa con le biglie per vedere se si muovono, e stanno lì fermi. Giuro. Talmente incredula, mi lascia ’sta cosa, che sento il bisogno di scriverlo. Perché potrei pensare di starlo sognando, e invece è vero: a forza di camminare mi sono fatta venire i muscoli. Io. Il bradipo fatto donna, coi muscoli. Esterrefatta, sono. E poi ho capito che si può sgarrare, nelle uscite mangerecce, se nella quotidianità mantieni le sane abitudini. Non è sinonimo di sbracare, sgarrare. E ormai sono cinque mesi che funziona, questo mio sistema per dimagrire con allegria, e “se funziona non lo toccare”, e a cambiare metodo non ci penso nemmeno.
E poi abbiamo fatto il Car Sharing, io e l’amica zeneize, ché va bene camminare ma certe volte non dispiace, avere la macchina, e non credo che ci siano altri metodi sensati per motorizzarsi abitando nei carruggi. E quindi inaugureremo il mirabolante sistema per spostarsi, prima o poi - è che uscire da ’sto centro storico è quasi impossibile, ha la colla attaccata ai vicoli e davvero non ne esci mai, se non sei proprio costretta - e ci sarà da elaborare approfondite riflessioni, secondo me, che sto ancora male a ricordare quanto mi costava la stramaledetta macchina, quando ce l’avevo, e vivere in un posto che praticamente ti obbliga a non comprartela mai più è una liberazione di non poco conto. Purché non ci si disabitui a guidare, certo. Ché sennò la liberazione si trasforma in perdita di autonomia, e manco va bene.
Ho passato un weekend affollatissimo, con la Broccoli per osterie, e gli amici milanesi venuti a trovarmi e i giri col collega la domenica sera e la pioggia a sprazzi del nervosissimo clima di questa città e mi ritrovo raffreddata e contenta, adesso, e dalle finestre di casa mia cominciano a vedersi rondini a centinaia, la mattina, e penso: “L’ho avuto. Il trasferimento. L’ho avuto. Gessù, che culo. E’ andata. Via. L’ho fatto, ha funzionato.”
E sai che c’è di nuovo, penso, mentre mi stiracchio rilassata e friggo pure, tutte e due le cose assieme: che sono pure stata brava, porco cane. Eddai. Fortunata, tanto, ma anche un po’ brava, checcavoli, ché la fortuna me la sono proprio andata a cercare, stavolta, e che fatica.

6 Responses to “Tipo una bandierina in cima all’Everest”
:-) E brava Lia!
Mi piace quando friggi rilassata, e mangi dimagrendo..
Sarà frutto anche della tua allegria, che traspira da ogni parola!
baci, Pina.
PS - ora so che non ti chiami Lia.. ma è più forte di me, per me sei Lia di Haramlik!!
By carpina on May 28, 2008
Ciao Lia carissima, complimenti! Anche se non intervengo continuo a seguirti. Come diceva il saggio e spesso non capito Machiavelli: Virtù e fortuna. Per il successo sono necessari entrambi gli elementi, che sono complementari.
Salaam!
By Abu Yasin on May 28, 2008
LAtte fritto, beh anche qua nella riviera ponentina ne fanno. Ma zena è zena…che faccio torno? Ce la farò? Uhm…ho bisogno di consiglioneoneone…posso scriverti in privato?
By mik on May 28, 2008
Ecco Lia,questo era quello che volevo dirti da quando ci leggiamo.
L’Italia non è da buttare.
Dal punto di vista politico ci si potrebbe far prendere da desideri di emigrazione…e tu desideri abbandonare l’Italia quando parli di votazioni,elezioni e politica.
Ma si rischia di esser presi per la gola quando si va dal Palla e si rischia di diventare ciclisti quando si va a Rimini… dimenticando la voglia di scappare.
Ciao.
By old on May 28, 2008
tanto tanto contento per te: queste, le cose che vorrei sempre leggere qui .-*
By nikink on May 28, 2008
Mi ha telefonato un piatto di ravioli dalla tua trattoria. Ha detto che teme per la sua incolumità. Ne sai qualcosa, Lia?
By emmebi on May 29, 2008