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	<title>Commenti a: Stranieri e confusione (mia, suppongo)</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Di: ventopiumoso</title>
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		<dc:creator>ventopiumoso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 12:39:09 +0000</pubDate>
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		<description>bel post e raggio di speranza. ma l&#039;italia, scusate il mio pessimismo, è marcia. saluti, a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bel post e raggio di speranza. ma l&#8217;italia, scusate il mio pessimismo, è marcia. saluti, a.</p>
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		<title>Di: umomar</title>
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		<dc:creator>umomar</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 10:32:40 +0000</pubDate>
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		<description>letto solo ora...piccolo contributo di famiglia. Mio marito nato all&#039;estero da genitori italiani s&#039;e&#039; beccato le scuole finchè i suoi non hanno deciso per il rientro definitivo. il pargolo stava andando bene a scuola  (equivalente alla nostra 4 elementare)al rientro nella madre patria è stato comunque rispedito in prima elementare perchè si, era bravetto ma gli mancava lo stumento necessario LA LINGUA ITALIANA e si! Perchè a parte il dialetto paesano usato in casa,di italiano in quella testolina ce n&#039;era poco, salvo poi recuperare gli anni perduti ed entrare nel mondo del lavoro, lavorare, metter su famiglia e laurearsi (tutto in quest&#039;ordine). Beh, lui dice sempre che in fondo se non avesse avuto questa opportunità probabilmente si sarebbe portato dietro delle carenze linguistiche da paura. Forse s&#039;e&#039; fatto un gran polverone per una cosa che già c&#039;e&#039; ed è affidata &quot;al buon cuore&quot; del singolo insegnante o del singolo dirigente scolastico...magari dargli una &quot;sistematina &quot;a questa idea delle classi ponte, prendere un anno di prova e poi vedere come va....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>letto solo ora&#8230;piccolo contributo di famiglia. Mio marito nato all&#8217;estero da genitori italiani s&#8217;e&#8217; beccato le scuole finchè i suoi non hanno deciso per il rientro definitivo. il pargolo stava andando bene a scuola  (equivalente alla nostra 4 elementare)al rientro nella madre patria è stato comunque rispedito in prima elementare perchè si, era bravetto ma gli mancava lo stumento necessario LA LINGUA ITALIANA e si! Perchè a parte il dialetto paesano usato in casa,di italiano in quella testolina ce n&#8217;era poco, salvo poi recuperare gli anni perduti ed entrare nel mondo del lavoro, lavorare, metter su famiglia e laurearsi (tutto in quest&#8217;ordine). Beh, lui dice sempre che in fondo se non avesse avuto questa opportunità probabilmente si sarebbe portato dietro delle carenze linguistiche da paura. Forse s&#8217;e&#8217; fatto un gran polverone per una cosa che già c&#8217;e&#8217; ed è affidata &#8220;al buon cuore&#8221; del singolo insegnante o del singolo dirigente scolastico&#8230;magari dargli una &#8220;sistematina &#8220;a questa idea delle classi ponte, prendere un anno di prova e poi vedere come va&#8230;.</p>
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		<title>Di: Massimo Moruzzi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1788.php/comment-page-1#comment-14927</link>
		<dc:creator>Massimo Moruzzi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 06:16:43 +0000</pubDate>
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		<description>@Floria/Lorenza: cos&#039;hai, un nome per gli studenti italiani e un altro per gli stranieri? ;-)

seriamente:la tua mi sembra una bella storia italiana. purtroppo, la mia sensazione è che questo paese viva di piccoli e grandi miracoli come il tuo, che vi siano scuole, esattamente come ospedali, o aziende etc, in cui presidi e professori in gamba decidono che il loro lavoro lo vogliono fare bene e fino in fondo, e altri che se ne fregano, che tanto viene loro richiesto poco, e le garanzie del &quot;posto&quot;, viceversa, sono tante, troppe. Secondo me, o ci rassegniamo a un manzoniano e veltroniano &quot;ci penserà la provvidenza&quot;, oppure qualcosa si deve fare, tipo dire anche alle scuole che chiudono gli occhi che il problema esiste, e che lo devono affrontare, e che possono provare ad affrontarlo nel modo a o b o c o d, ma qualcosa devono fare, e poi devono fare un&#039;analisi di cosa hanno fatto, e di cosa ha funzionato o no, e se non ha funzionato, l&#039;anno dopo provare qualcosa di diverso, e sapere che avranno qualcuno che li controlla e li punisce, se del caso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Floria/Lorenza: cos&#8217;hai, un nome per gli studenti italiani e un altro per gli stranieri? ;-)</p>
<p>seriamente:la tua mi sembra una bella storia italiana. purtroppo, la mia sensazione è che questo paese viva di piccoli e grandi miracoli come il tuo, che vi siano scuole, esattamente come ospedali, o aziende etc, in cui presidi e professori in gamba decidono che il loro lavoro lo vogliono fare bene e fino in fondo, e altri che se ne fregano, che tanto viene loro richiesto poco, e le garanzie del &#8220;posto&#8221;, viceversa, sono tante, troppe. Secondo me, o ci rassegniamo a un manzoniano e veltroniano &#8220;ci penserà la provvidenza&#8221;, oppure qualcosa si deve fare, tipo dire anche alle scuole che chiudono gli occhi che il problema esiste, e che lo devono affrontare, e che possono provare ad affrontarlo nel modo a o b o c o d, ma qualcosa devono fare, e poi devono fare un&#8217;analisi di cosa hanno fatto, e di cosa ha funzionato o no, e se non ha funzionato, l&#8217;anno dopo provare qualcosa di diverso, e sapere che avranno qualcuno che li controlla e li punisce, se del caso&#8230;</p>
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		<title>Di: Floria/Lorenza</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1788.php/comment-page-1#comment-14924</link>
		<dc:creator>Floria/Lorenza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 19:59:50 +0000</pubDate>
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		<description>Lia, io insegno in un liceo e il problema, se di problema si tratta,  è arrivato anche da noi. Personalmente, quando mi sono trovata a fronteggiare le difficoltà dei miei alunni stranieri, mi sono rimboccata le maniche e ho fatto da sola, perché di suggerimenti, per alunni già adolescenti, non ce ne sono e la stessa collega che è responsabile dei progetti di integrazione non riusciva a trovare soluzioni, nonostante corsi di aggiornamento e un impegno personale veramente ammirevole: perché chiaramente un liceo non è una terza elementare e le problematiche imposte da materie di studio come la filosofia, il latino, la stessa letteratura italiana, hanno caratteristiche specifiche. Ciò detto, a me succede questo: le mie alunne straniere, nel giro di un anno, si sono dimostrate fra gli elementi migliori, per impegno, risultati, senso della disciplina, determinazione. Può essere che qualche volta sballino le doppie, ma oggi, nel correggere i compiti di italiano di alunni italiani (a un passo dall&#039;università) mi sono imbattuta in diverse &quot;acquile&quot; (errore ripetuto e in diversi elaborati) nonché in un sorprendente &quot;L&#039;aricerca del tempo perduto&quot;. E non dico altro. D&#039;altro canto, so di colleghi che, di fronte a ragazzini appena arrivati dall&#039;estero, non si sono smossi di un millimetro, non si sono posti neppure il problema, hanno continuato con le loro parafrasi di Divina Commedia stile quarant&#039;anni fa, come se la questione non li riguardasse minimamente. E alla fine i ragazzini hanno desistito e si sono rivolti, appunto, ad un più comprensivo professionale. Questa è la mia minuscola testimonianza, per quel che vale. E sulla base di quello che ho visto e che ho vissuto, ti dico: hai ragione da vendere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lia, io insegno in un liceo e il problema, se di problema si tratta,  è arrivato anche da noi. Personalmente, quando mi sono trovata a fronteggiare le difficoltà dei miei alunni stranieri, mi sono rimboccata le maniche e ho fatto da sola, perché di suggerimenti, per alunni già adolescenti, non ce ne sono e la stessa collega che è responsabile dei progetti di integrazione non riusciva a trovare soluzioni, nonostante corsi di aggiornamento e un impegno personale veramente ammirevole: perché chiaramente un liceo non è una terza elementare e le problematiche imposte da materie di studio come la filosofia, il latino, la stessa letteratura italiana, hanno caratteristiche specifiche. Ciò detto, a me succede questo: le mie alunne straniere, nel giro di un anno, si sono dimostrate fra gli elementi migliori, per impegno, risultati, senso della disciplina, determinazione. Può essere che qualche volta sballino le doppie, ma oggi, nel correggere i compiti di italiano di alunni italiani (a un passo dall&#8217;università) mi sono imbattuta in diverse &#8220;acquile&#8221; (errore ripetuto e in diversi elaborati) nonché in un sorprendente &#8220;L&#8217;aricerca del tempo perduto&#8221;. E non dico altro. D&#8217;altro canto, so di colleghi che, di fronte a ragazzini appena arrivati dall&#8217;estero, non si sono smossi di un millimetro, non si sono posti neppure il problema, hanno continuato con le loro parafrasi di Divina Commedia stile quarant&#8217;anni fa, come se la questione non li riguardasse minimamente. E alla fine i ragazzini hanno desistito e si sono rivolti, appunto, ad un più comprensivo professionale. Questa è la mia minuscola testimonianza, per quel che vale. E sulla base di quello che ho visto e che ho vissuto, ti dico: hai ragione da vendere.</p>
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		<title>Di: [Post lungo]: Insegnare la lingua allo straniero : Catepol 3.0</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1788.php/comment-page-1#comment-14919</link>
		<dc:creator>[Post lungo]: Insegnare la lingua allo straniero : Catepol 3.0</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 15:38:08 +0000</pubDate>
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		<description>[...] sui bianchi, sui neri, sulle differenze, sulla Gelmini e il suo decreto discutibile, sulla confusione di cui parla Lia, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] sui bianchi, sui neri, sulle differenze, sulla Gelmini e il suo decreto discutibile, sulla confusione di cui parla Lia, [...]</p>
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	</item>
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		<title>Di: Nora</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1788.php/comment-page-1#comment-14916</link>
		<dc:creator>Nora</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 11:51:05 +0000</pubDate>
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		<description>hai detto tutto. Nora</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hai detto tutto. Nora</p>
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	</item>
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		<title>Di: Massimo Moruzzi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1788.php/comment-page-1#comment-14915</link>
		<dc:creator>Massimo Moruzzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 09:51:59 +0000</pubDate>
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		<description>bellissimo post, Lia! io sono stra-convinto che per Uòlter non servano neppure le classi-ponte, che sua figlia l&#039;avrà mandata a Niu Yokk a studiare cinema grazie alle amicizie con Spaik Lì con un volo infrasettimanale...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo post, Lia! io sono stra-convinto che per Uòlter non servano neppure le classi-ponte, che sua figlia l&#8217;avrà mandata a Niu Yokk a studiare cinema grazie alle amicizie con Spaik Lì con un volo infrasettimanale&#8230;</p>
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