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	<title>Commenti a: Purché non si faccia i velleitari</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Di: Broccoli</title>
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		<dc:creator>Broccoli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 23:13:18 +0000</pubDate>
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		<description>È peggio della marcia su Roma. Ma di molto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È peggio della marcia su Roma. Ma di molto.</p>
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		<title>Di: twitti</title>
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		<dc:creator>twitti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 07:46:21 +0000</pubDate>
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		<description>il meccanismo premiante sui progetti alimenta i &quot;manager&quot; della scuola, quelli che hanno un senso etico e una sufficiente competenza diventano riferimento per i docenti, gli altri creano gruppi di potere e affondano la scuola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il meccanismo premiante sui progetti alimenta i &#8220;manager&#8221; della scuola, quelli che hanno un senso etico e una sufficiente competenza diventano riferimento per i docenti, gli altri creano gruppi di potere e affondano la scuola</p>
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		<title>Di: lia</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1795.php/comment-page-1#comment-14939</link>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 16:44:22 +0000</pubDate>
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		<description>In teoria non avresti torto, Luca. In pratica, le scuole che funzionano sono quelle in cui i docenti hanno un preside alle spalle. Se il preside è assente o, peggio, interessato solo al numero degli iscritti, le scuole non funzionano. Non ci vuole niente a isolare i prof che vorrebbero funzionare: i metodi sono decine, non voglio annoiarti elencandoli.

Quanto alla pagnotta: io credo che nelle cattive scuole la pagnotta vada di traverso, sostanzialmente. Faccio fatica a capire come qualcuno possa assicurarsela nel modo che dici.
Ma può darsi che qualcosa mi sfugga, non dico di no.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In teoria non avresti torto, Luca. In pratica, le scuole che funzionano sono quelle in cui i docenti hanno un preside alle spalle. Se il preside è assente o, peggio, interessato solo al numero degli iscritti, le scuole non funzionano. Non ci vuole niente a isolare i prof che vorrebbero funzionare: i metodi sono decine, non voglio annoiarti elencandoli.</p>
<p>Quanto alla pagnotta: io credo che nelle cattive scuole la pagnotta vada di traverso, sostanzialmente. Faccio fatica a capire come qualcuno possa assicurarsela nel modo che dici.<br />
Ma può darsi che qualcosa mi sfugga, non dico di no.</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1795.php/comment-page-1#comment-14937</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 09:20:43 +0000</pubDate>
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		<description>I professori hanno i mezzi per rendere  decorosa la vita scolastica loro e dei ragazzi che hanno voglia di studiare. Basta sanzionare e bocciare quando è il momento. Il preside è ha voce in capitolo minima.

I professionali ghetto li hanno fatti gli insegnanti per assicurarsi la pagnotta regalando titoli di studio a somari e delinquenti.

Dalla scuola deve essere allontanato chi non ha voglia di studiare: per il bene del ragazzo (che deve trovare una sua strada che non passa per la scuola), per il bene degli altri ragazzi (che vogliono studiare e ne hanno diritto).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I professori hanno i mezzi per rendere  decorosa la vita scolastica loro e dei ragazzi che hanno voglia di studiare. Basta sanzionare e bocciare quando è il momento. Il preside è ha voce in capitolo minima.</p>
<p>I professionali ghetto li hanno fatti gli insegnanti per assicurarsi la pagnotta regalando titoli di studio a somari e delinquenti.</p>
<p>Dalla scuola deve essere allontanato chi non ha voglia di studiare: per il bene del ragazzo (che deve trovare una sua strada che non passa per la scuola), per il bene degli altri ragazzi (che vogliono studiare e ne hanno diritto).</p>
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		<title>Di: lapiccolacuoca</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1795.php/comment-page-1#comment-14936</link>
		<dc:creator>lapiccolacuoca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 07:07:07 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo il discorso sulle scuole professionali corretto: lo dico perche&#039; sto in cucina e so cosa mi e&#039; arrivato NON formato dalle scuole alberghiere. Alcuni ci sono portati altri ci vanno perche&#039;dovrebbero imparare un mestiere. Ecco anche no. Fare meno materie e farle meglio perche&#039; in verita&#039; il mestiere lo impari sul campo e in genere i buoni posti di lavoro fanno training su training. Insegnare bene l&#039;italiano e la matematica o meglio come si diceva un tempo: Saper leggere e scrivere e far di conto. (Il resto il mondo del lavoro fagocita e sfrutta. E son dolori e sottopagamenti) Poi alcuni definiscono esperienza l&#039;insieme di faticosi errori ma diciamo che le scuole professionali NON insegnano a far bene un mestiere e forse spetta al mondo del lavoro far questo. Ma...Lo dico: ho insegnato talmente tanto italiano nelle cucine da far paura: agli stranieri e agli italiani. Direi piu&#039; ai ragazzi italiani che agli stranieri. E puo&#039; essere che mi sia capitata la peggio gioventu&#039; ma alla fine dell&#039;anno sanno parlare meglio e sanno lavorare meglio. Mica perche&#039; ci sono io. Ma perche&#039; instillare responsabilita&#039; fa parte di sicuro del mondo del lavoro. E hai ragione su tutta la linea. Perche&#039; a fine anno io voglio aver formato un ragazzo su tutta la linea e NON che sappia lavare solo le verdure. Altro che pagina bianca. Vedo rosso quando mi si fanno discorsi al ribasso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo il discorso sulle scuole professionali corretto: lo dico perche&#8217; sto in cucina e so cosa mi e&#8217; arrivato NON formato dalle scuole alberghiere. Alcuni ci sono portati altri ci vanno perche&#8217;dovrebbero imparare un mestiere. Ecco anche no. Fare meno materie e farle meglio perche&#8217; in verita&#8217; il mestiere lo impari sul campo e in genere i buoni posti di lavoro fanno training su training. Insegnare bene l&#8217;italiano e la matematica o meglio come si diceva un tempo: Saper leggere e scrivere e far di conto. (Il resto il mondo del lavoro fagocita e sfrutta. E son dolori e sottopagamenti) Poi alcuni definiscono esperienza l&#8217;insieme di faticosi errori ma diciamo che le scuole professionali NON insegnano a far bene un mestiere e forse spetta al mondo del lavoro far questo. Ma&#8230;Lo dico: ho insegnato talmente tanto italiano nelle cucine da far paura: agli stranieri e agli italiani. Direi piu&#8217; ai ragazzi italiani che agli stranieri. E puo&#8217; essere che mi sia capitata la peggio gioventu&#8217; ma alla fine dell&#8217;anno sanno parlare meglio e sanno lavorare meglio. Mica perche&#8217; ci sono io. Ma perche&#8217; instillare responsabilita&#8217; fa parte di sicuro del mondo del lavoro. E hai ragione su tutta la linea. Perche&#8217; a fine anno io voglio aver formato un ragazzo su tutta la linea e NON che sappia lavare solo le verdure. Altro che pagina bianca. Vedo rosso quando mi si fanno discorsi al ribasso.</p>
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		<title>Di: lia</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1795.php/comment-page-1#comment-14935</link>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 04:23:13 +0000</pubDate>
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		<description>Nelle classi piene di stranieri non si &quot;sta con gli italiani&quot;. I ragazzi finiscono col fare gruppo in base all&#039;etnia. 
Gli adolescenti sono diversi dai bambini, e a quell&#039;età cambia anche la capacità di imparare le lingue.
Cmq, certo: la soluzione sta nel mezzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle classi piene di stranieri non si &#8220;sta con gli italiani&#8221;. I ragazzi finiscono col fare gruppo in base all&#8217;etnia.<br />
Gli adolescenti sono diversi dai bambini, e a quell&#8217;età cambia anche la capacità di imparare le lingue.<br />
Cmq, certo: la soluzione sta nel mezzo.</p>
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		<title>Di: fa</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1795.php/comment-page-1#comment-14934</link>
		<dc:creator>fa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 22:18:52 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;E la bocciatura, per chi arriva a dicembre in una classe delle superiori senza sapere una parola di italiano in una scuola appena appena seria, e’ la norma.&quot;
bisognerebbe vedere se si impara prima l&#039;italiano stando con degli italiani, o se facendo un corso di italiano, ma stando con delle persone che non parlano l&#039;italiano... probabilmente la soluzione migliore sarebbe una via di mezzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E la bocciatura, per chi arriva a dicembre in una classe delle superiori senza sapere una parola di italiano in una scuola appena appena seria, e’ la norma.&#8221;<br />
bisognerebbe vedere se si impara prima l&#8217;italiano stando con degli italiani, o se facendo un corso di italiano, ma stando con delle persone che non parlano l&#8217;italiano&#8230; probabilmente la soluzione migliore sarebbe una via di mezzo.</p>
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		<title>Di: lia</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1795.php/comment-page-1#comment-14931</link>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 15:03:12 +0000</pubDate>
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		<description>Nessuna lunghezza. Ti ringrazio, anzi, perché dici quello che io non sono certa di essere riuscita a dire.
Nel senso: protestare SI DEVE, secondo me, e non ho intenzione di perdermi mezzo sciopero né mezza manifestazione.
E la riforma è ciò che dici: una corsa al risparmio, scorretta e disonesta, che peggiorerà le situazioni che già oggi ci fanno lavorare male.

Però non arriviamo da nessuna parte se facciamo finta di non capire le questioni vere sollevate da alcuni aspetti della riforma. 
Sulla questioni stranieri e riduzione delle ore al professionale, rispondere in termini propagandistici è sbagliatissimo, secondo me. Certo, Berlusconi al posto nostro lo farebbe. Ma noi non abbiamo il controllo dei media, quindi certi trucchetti non ci servono a niente e, anzi, ci si ritorcono contro.

Come abbiamo fatto, dico io, a farci cogliere in contropiede dalla storia degli stranieri? Con tutto il lavoro fatto in questi anni (parlo di superiori, lo ribadisco sempre) possibile che non sia venuto DA NOI il discorso del limite per classi? Proprio alla Lega, dovevamo lasciare questo argomento? Ché poi è evidente, dove vorranno andare a parare loro, ma con quale faccia ci opponiamo noi a certi argomenti che stanno usando adesso?

Prima leggevo queste considerazioni di un collega:

&quot;Questa campagna contro la proposta di classi ponte e&#039; disgustosa.
Tre o sei mesi di Sonderschule, in Germania, non hanno mai fatto male a nessuno, mentre una o due bocciature sono assai piu&#039; dolorose.
E la bocciatura, per chi arriva a dicembre in una classe delle superiori senza sapere una parola di italiano in una scuola appena appena seria, e&#039; la norma.&quot;

Ecco. 
Il riscatto del nostro mestiere passa per l&#039;affrontare queste cose qui.
Non voglio limitarmi a scioperare a favore di dirigenti che, sulla scuola-ghetto che non affronta niente, ci campano. Spremendo insegnanti lasciati totalmente soli, in genere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuna lunghezza. Ti ringrazio, anzi, perché dici quello che io non sono certa di essere riuscita a dire.<br />
Nel senso: protestare SI DEVE, secondo me, e non ho intenzione di perdermi mezzo sciopero né mezza manifestazione.<br />
E la riforma è ciò che dici: una corsa al risparmio, scorretta e disonesta, che peggiorerà le situazioni che già oggi ci fanno lavorare male.</p>
<p>Però non arriviamo da nessuna parte se facciamo finta di non capire le questioni vere sollevate da alcuni aspetti della riforma.<br />
Sulla questioni stranieri e riduzione delle ore al professionale, rispondere in termini propagandistici è sbagliatissimo, secondo me. Certo, Berlusconi al posto nostro lo farebbe. Ma noi non abbiamo il controllo dei media, quindi certi trucchetti non ci servono a niente e, anzi, ci si ritorcono contro.</p>
<p>Come abbiamo fatto, dico io, a farci cogliere in contropiede dalla storia degli stranieri? Con tutto il lavoro fatto in questi anni (parlo di superiori, lo ribadisco sempre) possibile che non sia venuto DA NOI il discorso del limite per classi? Proprio alla Lega, dovevamo lasciare questo argomento? Ché poi è evidente, dove vorranno andare a parare loro, ma con quale faccia ci opponiamo noi a certi argomenti che stanno usando adesso?</p>
<p>Prima leggevo queste considerazioni di un collega:</p>
<p>&#8220;Questa campagna contro la proposta di classi ponte e&#8217; disgustosa.<br />
Tre o sei mesi di Sonderschule, in Germania, non hanno mai fatto male a nessuno, mentre una o due bocciature sono assai piu&#8217; dolorose.<br />
E la bocciatura, per chi arriva a dicembre in una classe delle superiori senza sapere una parola di italiano in una scuola appena appena seria, e&#8217; la norma.&#8221;</p>
<p>Ecco.<br />
Il riscatto del nostro mestiere passa per l&#8217;affrontare queste cose qui.<br />
Non voglio limitarmi a scioperare a favore di dirigenti che, sulla scuola-ghetto che non affronta niente, ci campano. Spremendo insegnanti lasciati totalmente soli, in genere.</p>
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		<title>Di: pessimesempio</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1795.php/comment-page-1#comment-14930</link>
		<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 14:42:35 +0000</pubDate>
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		<description>Rispondo perchè mi sento un po&#039; colpita da una frase, quella in cui scrivi che i professori dovrebbero stare attenti a non farsi fagocitare dalla protesta, soprattutto alle superiori e perchè, ovvio, sono un&#039;insegnante delle superiori che sabato mattina, con altri suoi colleghi, ha partecipato ad una manifestazione insieme agli studenti e che lunedì sera parteciperà ad un&#039;assemblea con gli studenti e con i genitori. Parte in causa, dunque. Con tutta una serie di dubbi, però, che nascono, come mi sembra tu sottintenda, dal rischio di essere politicamente strumentalizzata, rischio che a mio parere, corrono anche gli studenti, senza dubbio quelli delle superiori. Un po&#039; carne da cannone, mandati in prima fila, che poi arriviamo noi (noi politici e politicanti), se la cosa funziona. Detto questo, credo però che sia importante dire la propria su questo argomento e non lasciare che solo gli studenti si espongano per protestare contro decisioni che non hanno minimamente a cuore la scuola, chi ci lavora e chi ci studia, se le uniche soluzioni che sono state adottate non hanno a che vedere con un giusto risanamento dell&#039;istruzione che tenga conto delle osservazioni che anche tu fai nel tuo post, ma sono rivolte esclusivamente a tagliare posti per risparmiare. Non una parola sulla necessità di rivedere programmi e pratiche di insegnamento, non una parola sulla formazione degli insegnanti futuri, non una parola sui modi con cui controllare l&#039;efficacia degli interventi didattici e dell&#039;insegnamento in generale.Che, a dirla tutta, i sistemi per controllare se un insegnante lavora, se un lavoro viene svolto in modo efficace, ci sarebbero anche ora, ma spesso sono proprio le dirigenze, omertose e mafiose come stile di conduzione- come giustamente rilevi- che lasciano perdere, che permettono che dietro la porta chiusa dell&#039;aula ognuno faccia quello che vuole. Lo sappiamo bene che funziona così, lo sappiamo anche se cerchiamo di fare in modo che non avvenga, ma cosa possiamo fare di diverso di fronte al silenzio di un dirigente? Queste sono le cose che andrebbero cambiate se si avesse veramente in animo di cambiare qualcosa. Alle superiori e all&#039;università, dove baroni da anni fanno il brutto e il cattivo tempo, limitando le loro apparizioni a qualche ora di lezione, delegando tutto il resto ai ricercatori e assistenti, e guadagnando però soldi e prestigio. Non i tagli alla ricerca, quindi, non il maestro unico, non il grembiule, per risanare la scuola, non i sovrannumerari alle superiori, non l&#039;accorpamento di classi di concorso similari, non i corsi di riconversione per potere insegnare materie affini alla tua. Non è questo quello che ci serve. E&#039; vero che molto spesso ci siamo lasciati trascinare in questo modo di fare e che l&#039;unica strada possibile ci è sembrata quella di fare semplicemente il proprio lavoro, senza dar fastidio, nel chiuso delle aule, con i ragazzi e le ragazze, non venendo meno, però, a correttezza e onestà, anche nei loro confronti, anzi, soprattutto nei loro confronti. Per questo credo che sia importante farsi sentire in questi giorni, proprio per evitare quella strumentalizzazione di cui parli. MI scuso per la lunghezza, davvero eccessiva del commento. Spero di poter continuare la discussione, qui o altrove.Alessandra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo perchè mi sento un po&#8217; colpita da una frase, quella in cui scrivi che i professori dovrebbero stare attenti a non farsi fagocitare dalla protesta, soprattutto alle superiori e perchè, ovvio, sono un&#8217;insegnante delle superiori che sabato mattina, con altri suoi colleghi, ha partecipato ad una manifestazione insieme agli studenti e che lunedì sera parteciperà ad un&#8217;assemblea con gli studenti e con i genitori. Parte in causa, dunque. Con tutta una serie di dubbi, però, che nascono, come mi sembra tu sottintenda, dal rischio di essere politicamente strumentalizzata, rischio che a mio parere, corrono anche gli studenti, senza dubbio quelli delle superiori. Un po&#8217; carne da cannone, mandati in prima fila, che poi arriviamo noi (noi politici e politicanti), se la cosa funziona. Detto questo, credo però che sia importante dire la propria su questo argomento e non lasciare che solo gli studenti si espongano per protestare contro decisioni che non hanno minimamente a cuore la scuola, chi ci lavora e chi ci studia, se le uniche soluzioni che sono state adottate non hanno a che vedere con un giusto risanamento dell&#8217;istruzione che tenga conto delle osservazioni che anche tu fai nel tuo post, ma sono rivolte esclusivamente a tagliare posti per risparmiare. Non una parola sulla necessità di rivedere programmi e pratiche di insegnamento, non una parola sulla formazione degli insegnanti futuri, non una parola sui modi con cui controllare l&#8217;efficacia degli interventi didattici e dell&#8217;insegnamento in generale.Che, a dirla tutta, i sistemi per controllare se un insegnante lavora, se un lavoro viene svolto in modo efficace, ci sarebbero anche ora, ma spesso sono proprio le dirigenze, omertose e mafiose come stile di conduzione- come giustamente rilevi- che lasciano perdere, che permettono che dietro la porta chiusa dell&#8217;aula ognuno faccia quello che vuole. Lo sappiamo bene che funziona così, lo sappiamo anche se cerchiamo di fare in modo che non avvenga, ma cosa possiamo fare di diverso di fronte al silenzio di un dirigente? Queste sono le cose che andrebbero cambiate se si avesse veramente in animo di cambiare qualcosa. Alle superiori e all&#8217;università, dove baroni da anni fanno il brutto e il cattivo tempo, limitando le loro apparizioni a qualche ora di lezione, delegando tutto il resto ai ricercatori e assistenti, e guadagnando però soldi e prestigio. Non i tagli alla ricerca, quindi, non il maestro unico, non il grembiule, per risanare la scuola, non i sovrannumerari alle superiori, non l&#8217;accorpamento di classi di concorso similari, non i corsi di riconversione per potere insegnare materie affini alla tua. Non è questo quello che ci serve. E&#8217; vero che molto spesso ci siamo lasciati trascinare in questo modo di fare e che l&#8217;unica strada possibile ci è sembrata quella di fare semplicemente il proprio lavoro, senza dar fastidio, nel chiuso delle aule, con i ragazzi e le ragazze, non venendo meno, però, a correttezza e onestà, anche nei loro confronti, anzi, soprattutto nei loro confronti. Per questo credo che sia importante farsi sentire in questi giorni, proprio per evitare quella strumentalizzazione di cui parli. MI scuso per la lunghezza, davvero eccessiva del commento. Spero di poter continuare la discussione, qui o altrove.Alessandra</p>
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