Io lo sapevo, che la componente italiana della vicenda delle navi per Gaza l’avrebbe buttata a caciara. Ed è che sono una manica di dementi, tutti quanti. No, dico, leggi qua:

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Dall’OPINIONE di oggi, 05/06/2010, l’articolo di Dimitri Buffa dal titolo “Il chi è dei pacifisti italiani che fecero l’impresa”.

Ora che sono tornati in Italia sani e salvi, forse si può spendere qualche parola su questi “pacifisti” italiani che fecero l’impresa di avere determinato, come conseguenza più o meno indiretta della loro provocazione con la cosiddetta “Gaza flottilla”, la morte di un numero ancora imprecisato di passeggeri della nave Mavi Marmara. Dice adesso a “L’opinione” uno che li conosce bene, come il leader dell’associazione di islamici moderati Ami, cioè Shaik Abdul Palazzi, che “alcuni di loro erano ben noti per compagne web filo-fondamentaliste, tese a screditare i musulmani moderati, e per attacchi alle onorevoli Souad Sbai e Fiamma Nirenstein”. E che “facevano parte di quella già nota combriccola di fiancheggiatori ideologici che diffondono in Italia la propaganda di Hamas, senza alcuna considerazione del fatto che si tratta di un’ organizzazione terroristica secondo le leggi italiana ed europea.” “Nel loro brodo di cultura – dice Palazzi – si trovano nomi già noti dell’ex campo anti-imperialista di Pasquinelli, come Preve, Morelli e Martinez, soggetti provenienti dall’estrema destra e dall’estrema sinistra, un tempo vicini alla ex eurodeputata del Pci Dacia Valent, come Anika Persiani, Fulvia De Feo, Barbara Albertoni, Susanne Scheidt, tutta gente oggi impegnata nella propaganda filo-Hamas su Internet.” Un personaggio molto particolare è il tenore Joe Fallisi, che non è esattamente un Pavarotti, anche se magari oggi questo quarto d’ora di celebrità in sovrabbondanza può averne rinverdito le velleità artistiche. Fallisi che ha 51 anni è noto alla Digos per avere frequentato il famoso Campo Antimperialista di Moreno Pasquinelli. Ma oltre ai siti che diffondono il credo anti israeliano, Fallisi è dedito alla frequentazione dei social network per anime sole. Come “perfectspot” dove si trova in inglese questa sua breve auto presentazione: “Ciao, mi chiamo Giuseppe, ma gli amici mi chiamano Joe. Sono un ben costruito, maschio italiano in salute e vero eterosessuale, non fumatore, non bevitore, divorziato senza figli e liberoe indipendente . A causa della mia natura e il mio lavoro di cantante d’opera – sono un tenore – sono anche un grande viaggiatore e “esploratore”, in una parola : Sagittario. Quello che mi piace e ammiro soprattutto è la musica, l’astrologia, l’arte, la libertà, la sensibilità, il coraggio, la lealtà, la generosità, la discrezione, la sensualità, l’amore appassionato e il sesso, nonché la spiritualità, l’apertura mentale, l’ estro, la fantasia, il senso di avventura, la creatività , il mare, la natura e gli animali, alcuni sport come il tennis e il nuoto, e voglio visitare nuovi paesi, fare esperienze nuove e interessanti , e conoscere i misteri … spero di sentirvi presto, e di trovare la donna dei miei sogni, un sorriso e un bacio attraverso le splendenti stelle..” Insomma un tenore a metà tra la militanza anti israeliana e la vitellonaggine dura e pura. Nei forum di disucssione su Israele cui spesso partecipa, tra cui quelli veramente poco proponibili di Dacia Valent, dice di propugnare “un unico stato aconfessionale in Palestina”. Israele dovrebbe invece scomparire in quanto stato ebraico. Angela Lano, direttrice di Info Palestina, adesso fa coppia fissa con uno degli avvocati dell’Ucoii, il convertito italiano Kemal Carlo Corbucci, autore di libelli pubblicati generalmente a sue spese che conterrebbero presunte “prove” che il terrorismo islamista non esisterebbe , in quanto “invenzione” dei media e dei servizi segreti occidentali. Il 14 maggio 2010 uno di quei libri è stato presentato in un cineclub romano, il Detour, via Urbana 107, sempre con Martinez come presentatore. Ospite d’onore della serata Giulietto Chiesa che proprio l’altro ieri ha pubblicato una riflessione sull’episodio della nave Mavi Marmara in un blog, “Area Genova redazione”, paragonando, nel titolo del post, lo stato di Israele alla Germania di Hitler. Altri tre di questi “pacifisti” italiani di cui si conoscono le tendenze anti israeliane sono Marcello Faracci, collaboratore di reportages per il Tg24 di Sky, per il quale ha sinora prodotto tre spezzoni di riprese, ma tutti relativi al tentativo di violazione del blocco, Manolo Luppichini, cineoperatore, che ha partecipato alle riprese del film “Ladyhawke”, e amico del noto attivista antiisraeliano italiano Vittorio Arrigoni, e infine Manuel Zani, freelance dell’Emilia, collaboratore di Sky Tg 24 e ospite fisso del blog anti sionista “guerrillaradio”. Arrigoni scrive anche sul “manifesto” e in un recente articolo ha chiesto persino il boicottaggio dell’Egitto (oltre che di Israele) per i blocchi anti hamas al valico di Rafah a Gaza. L’altro giorno scriveva proprio sul quotidiano comunista che ha fatto dell’odio anti israeliano un cavallo di battaglia, che “la CNN turca riferisce di una nuova flotta di aiuti umanitari che si sta organizzando a Istanbul, e questa volta sarà scortata nel Mediterraneo dalle navi militari di Erdogan”. Un po’ come augurarsi la terza guerra mondiale insomma. Chiude il quadro di questi galantuomini di campagna la figura di Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin, soprannominato “Osama Qashoo”, figlio di un militante palestinese di Hamas e a propria volta attivista italiano dell’estrema sinistra. Funge da interprete per il gruppo. Su di lui tanto i servizi di sicurezza italiani quanto le forze dell’ordine hanno più volte acceso una faro di osservazione preventivo. Un equipaggio italiano davvero speciale per questa flottiglia di pace composta da simpatizzanti e militanti di hamas, elementi dell’estrema sinistra italiana e greca e neo fascisti riconvertiti all’islam estremista.

Ed è che sono fatti gli uni per gli altri: Palazzi, Buffa, Martinez, Pasquinelli, la Pazza, la Lano, quelli di Informazione Corretta, tutti che fanno a gara a chi è più demente.

Basta sfiorarla, ‘sta gentaglia, e non te ne liberi più. Altro che Palestina.