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	<title>Commenti a: Miguel Martinez: professione infangatore</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Di: mazzetta</title>
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		<dc:creator>mazzetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 14:39:35 +0000</pubDate>
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		<description>piove sul bagnato per il Terrore dei Supplì

giusto oggi il Corriere rivela dov&#039;è finito il socio che faceva il vicepresidente dell&#039;AMI

dove?

per la gioia di Lia e dei suoi colleghi, è finito a far danni e truffe proprio attorno alla Pubblica Istruzione, visto che suo fratello è quello che ha conquistato il marchio (e solo quello) della Democrazia Cristiana)

p.s. la foto con la divisa d&#039;ammiraglio che cita l&#039;articolo, è stata pubblicata a corredo di un artiolo apologetico di Buffa, allepoca gran amico del Tettore dei Supplì

p.s. avete notato come lo sceicco de noantri schiva l&#039;argomento, come nemmeno Tomba schivava i paletti?

Quei rettori che assediano i fratelli Pizza
Giuseppe è all&#039;Istruzione, Massimo incontra i capi delle università del Sud

Giuseppe Pizza è sottosegretario all&#039;Istruzione, università e ricerca. È stato nominato segretario della Democrazia cristiana nel 2006 (LaPresse)
Giuseppe Pizza è sottosegretario all&#039;Istruzione, università e ricerca. È stato nominato segretario della Democrazia cristiana nel 2006 (LaPresse)
Dopo quelle del Prete Gianni, del figlio segreto di Marilyn Monroe e della immortalità di Elvis Presley, è sbocciata infine una nuova leggenda: i pizzini di Pizza in pizzeria. Pizzini che un po&#039; di rettori meridionali consegnano a un misterioso fratello del sottosegretario alla Pubblica Istruzione, che sollecito risponde: «Tranquilli: ne parlo a Pino!». E chi sarebbe questo misterioso potente congiunto del potente viceministro? Una vecchia conoscenza delle cronache.

Conoscere «qualcuno» a Roma, si sa, è determinante. E Mariastella Gelmini, paracadutata al ministero di viale Trastevere per investitura monarchica di Silvio Berlusconi, appare a molti frequentatori delle anticamere capitoline più o meno come una marziana con le antenne e la pelle verde squamata. Ma ecco che, provvidenziali come certi angioletti, hanno cominciato ad apparire ai responsabili di diverse università del Mezzogiorno alcuni misteriosi emissari. Che dopo essersi premurosamente informati sulle difficoltà nei rapporti col dicastero mai tanto avaro di finanziamenti («Che tempi, professore! Che tempi!»), spiegano che in realtà la Gelmini «si occupa soprattutto di grembiulini» ma per fortuna al ministero, grondante di responsabilità come un albero di cachi a novembre, c&#039;è Sua Eccellenza il Sottosegretario on. Giuseppe Pizza. Informata della faccenda, a dirla tutta, la ministra fa sapere in giro di essere piuttosto seccata e sottolinea che a Pizza, come risulta anche dalla scheda personale sul sito del governo, non ha dato neppure una delega. Del resto, perché glielo hanno messo al fianco? Perché il Cavaliere doveva ricompensare il nostro della sofferta decisione di rinunciare a presentare la «sua» Dc alle elezioni dello scorso aprile. Certo, il microscopico partitino, che «Pino» si è ritrovato in tasca grazie a una sentenza della controversa magistratura dopo anni di battaglie giudiziarie sulle spoglie della Balena Bianca, non avrebbe sicuramente rosicchiato granché al Pdl. Più che una balena, è oggi una Sardina Bianca. Ma c&#039;era il rischio che il voto potesse essere rinviato. E Berlusconi era stufo di aspettare la vittoria annunciata. Fatto sta che «Pino», per dirla in aziendalese, fa parte dell&#039;organico. Va a presenziare all&#039;ambasciata di Parigi al premio «Giuseppe Colombo». Interviene al convegno «Eurospazio: strategie per il futuro ».

Rappresenta il governo al simposio su «L&#039;Italia al Polo Nord — Una nuova prospettiva di ricerca in Artico». Invia messaggi di scuse per l&#039;assenza alla «S. Messa in suffragio del compianto amico prof. Diomede Ivone, di cui serbiamo preziose testimonianze dei suoi studi sul cattolicesimo politico e sindacale». Cose così... «E da noi non ci viene nessuno?». «Se volete, Pizza». Tra quanti lo sottovalutano però, come dicevamo, non c&#039;è il fratello. Che non perde occasione per spiegare a tutti che «è Pino quello che decide ». E dove dà appuntamento ai suoi interlocutori? Nel cuore della Roma politica, accanto alla vecchia sede socialista di via del Corso. Alla pizzeria «La Capricciosa» di largo dei Lombardi. Dove giovedì scorso, all&#039;ora di pranzo, dominava una tavola imbandita attorno alla quale erano seduti il presidente e il rettore dell&#039;Università «Kore» di Enna, Cataldo Salerno, e Salvo Andò (l&#039;ex ministro della Difesa ai tempi di Craxi), e il rettore dell&#039;Università di Messina Francesco Tomasello, appena sospeso dall&#039;incarico per decisione del giudice delle indagini preliminari che indaga su un concorso per medicina del Lavoro al Policlinico vinto da Umberto Bonanno, ex presidente forzista del Consiglio comunale messinese, arrestato nel procedimento «Gioco d&#039;azzardo » riguardante presunte tangenti sulla realizzazione di un complesso edilizio. Tema della chiacchierata: la nascita del Politecnico del Mediterraneo, qualche precario da stabilizzare, fondi da sbloccare... Lui, il fratello di Pino, raccoglieva i foglietti di carta con gli appunti e rassicurava tutti: «Adesso chiamo Pino». E chi è il protagonista di questa storia irresistibile di pizzini per Pizza in pizzeria alla «Capricciosa»? Lasciamo rispondere a un dispaccio dell&#039;Ansa del 10 maggio 2006.

Dove si parlava di «Massimo Pizza, nome in codice Polifemo» arrestato dal Pm Henry John Woodcock nell&#039;ambito dell&#039;inchiesta su una serie di truffe a imprenditori. In dieci ore di interrogatori, raccontava l&#039;agenzia, l&#039;uomo ne aveva raccontate di tutti i colori. Che Ilaria Alpi era stata «vittima della sua superficialità al 100 per cento» ed era stata ammazzata dai somali perché «aveva scoperto il passaggio strategico di materiale importantissimo, piccolo ed occultabile», cioè uranio partito forse dalla Basilicata. Che «il Dc9 Itavia l&#039;hanno abbattuto gli italiani» in una sera di guerra fra aerei libici, americani e italiani. Che sulla scomparsa di Emanuela Orlandi «non c&#039;è mai stata nessuna attività di indagine seria». E poi ore e ore di «rivelazioni » sulla massoneria, i servizi segreti, i signori della guerra somali... La parte più succosa, però, è la chiusura della notizia d&#039;agenzia: «Nei due interrogatori, Pizza si definisce rappresentante del governo somalo, &quot;agente provocatore&quot;, consulente storico, consulente, bibliografo, &quot;scambiatore di notizie&quot;, analista, venditore di informazioni e anche &quot;truffatore ma non musulmano&quot;, quando ricorda che è stato vicepresidente dell&#039;Associazione musulmana italiana». Oddio: anche un risvolto islamico? Misteri. Basti dire che al «nostro» questa personalità all&#039;Arsenio Lupin dai mille volti piace tanto che sui giornali è apparsa soltanto una fotografia, pubblicata da Panorama, con la didascalia che diceva: «Massimo Pizza nelle vesti di ammiraglio, una delle sue identità». E il bello è che non è neppure detto che l&#039;uomo in quella foto, elegantemente vestito con una divisa della marina militare, fosse proprio lui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>piove sul bagnato per il Terrore dei Supplì</p>
<p>giusto oggi il Corriere rivela dov&#8217;è finito il socio che faceva il vicepresidente dell&#8217;AMI</p>
<p>dove?</p>
<p>per la gioia di Lia e dei suoi colleghi, è finito a far danni e truffe proprio attorno alla Pubblica Istruzione, visto che suo fratello è quello che ha conquistato il marchio (e solo quello) della Democrazia Cristiana)</p>
<p>p.s. la foto con la divisa d&#8217;ammiraglio che cita l&#8217;articolo, è stata pubblicata a corredo di un artiolo apologetico di Buffa, allepoca gran amico del Tettore dei Supplì</p>
<p>p.s. avete notato come lo sceicco de noantri schiva l&#8217;argomento, come nemmeno Tomba schivava i paletti?</p>
<p>Quei rettori che assediano i fratelli Pizza<br />
Giuseppe è all&#8217;Istruzione, Massimo incontra i capi delle università del Sud</p>
<p>Giuseppe Pizza è sottosegretario all&#8217;Istruzione, università e ricerca. È stato nominato segretario della Democrazia cristiana nel 2006 (LaPresse)<br />
Giuseppe Pizza è sottosegretario all&#8217;Istruzione, università e ricerca. È stato nominato segretario della Democrazia cristiana nel 2006 (LaPresse)<br />
Dopo quelle del Prete Gianni, del figlio segreto di Marilyn Monroe e della immortalità di Elvis Presley, è sbocciata infine una nuova leggenda: i pizzini di Pizza in pizzeria. Pizzini che un po&#8217; di rettori meridionali consegnano a un misterioso fratello del sottosegretario alla Pubblica Istruzione, che sollecito risponde: «Tranquilli: ne parlo a Pino!». E chi sarebbe questo misterioso potente congiunto del potente viceministro? Una vecchia conoscenza delle cronache.</p>
<p>Conoscere «qualcuno» a Roma, si sa, è determinante. E Mariastella Gelmini, paracadutata al ministero di viale Trastevere per investitura monarchica di Silvio Berlusconi, appare a molti frequentatori delle anticamere capitoline più o meno come una marziana con le antenne e la pelle verde squamata. Ma ecco che, provvidenziali come certi angioletti, hanno cominciato ad apparire ai responsabili di diverse università del Mezzogiorno alcuni misteriosi emissari. Che dopo essersi premurosamente informati sulle difficoltà nei rapporti col dicastero mai tanto avaro di finanziamenti («Che tempi, professore! Che tempi!»), spiegano che in realtà la Gelmini «si occupa soprattutto di grembiulini» ma per fortuna al ministero, grondante di responsabilità come un albero di cachi a novembre, c&#8217;è Sua Eccellenza il Sottosegretario on. Giuseppe Pizza. Informata della faccenda, a dirla tutta, la ministra fa sapere in giro di essere piuttosto seccata e sottolinea che a Pizza, come risulta anche dalla scheda personale sul sito del governo, non ha dato neppure una delega. Del resto, perché glielo hanno messo al fianco? Perché il Cavaliere doveva ricompensare il nostro della sofferta decisione di rinunciare a presentare la «sua» Dc alle elezioni dello scorso aprile. Certo, il microscopico partitino, che «Pino» si è ritrovato in tasca grazie a una sentenza della controversa magistratura dopo anni di battaglie giudiziarie sulle spoglie della Balena Bianca, non avrebbe sicuramente rosicchiato granché al Pdl. Più che una balena, è oggi una Sardina Bianca. Ma c&#8217;era il rischio che il voto potesse essere rinviato. E Berlusconi era stufo di aspettare la vittoria annunciata. Fatto sta che «Pino», per dirla in aziendalese, fa parte dell&#8217;organico. Va a presenziare all&#8217;ambasciata di Parigi al premio «Giuseppe Colombo». Interviene al convegno «Eurospazio: strategie per il futuro ».</p>
<p>Rappresenta il governo al simposio su «L&#8217;Italia al Polo Nord — Una nuova prospettiva di ricerca in Artico». Invia messaggi di scuse per l&#8217;assenza alla «S. Messa in suffragio del compianto amico prof. Diomede Ivone, di cui serbiamo preziose testimonianze dei suoi studi sul cattolicesimo politico e sindacale». Cose così&#8230; «E da noi non ci viene nessuno?». «Se volete, Pizza». Tra quanti lo sottovalutano però, come dicevamo, non c&#8217;è il fratello. Che non perde occasione per spiegare a tutti che «è Pino quello che decide ». E dove dà appuntamento ai suoi interlocutori? Nel cuore della Roma politica, accanto alla vecchia sede socialista di via del Corso. Alla pizzeria «La Capricciosa» di largo dei Lombardi. Dove giovedì scorso, all&#8217;ora di pranzo, dominava una tavola imbandita attorno alla quale erano seduti il presidente e il rettore dell&#8217;Università «Kore» di Enna, Cataldo Salerno, e Salvo Andò (l&#8217;ex ministro della Difesa ai tempi di Craxi), e il rettore dell&#8217;Università di Messina Francesco Tomasello, appena sospeso dall&#8217;incarico per decisione del giudice delle indagini preliminari che indaga su un concorso per medicina del Lavoro al Policlinico vinto da Umberto Bonanno, ex presidente forzista del Consiglio comunale messinese, arrestato nel procedimento «Gioco d&#8217;azzardo » riguardante presunte tangenti sulla realizzazione di un complesso edilizio. Tema della chiacchierata: la nascita del Politecnico del Mediterraneo, qualche precario da stabilizzare, fondi da sbloccare&#8230; Lui, il fratello di Pino, raccoglieva i foglietti di carta con gli appunti e rassicurava tutti: «Adesso chiamo Pino». E chi è il protagonista di questa storia irresistibile di pizzini per Pizza in pizzeria alla «Capricciosa»? Lasciamo rispondere a un dispaccio dell&#8217;Ansa del 10 maggio 2006.</p>
<p>Dove si parlava di «Massimo Pizza, nome in codice Polifemo» arrestato dal Pm Henry John Woodcock nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta su una serie di truffe a imprenditori. In dieci ore di interrogatori, raccontava l&#8217;agenzia, l&#8217;uomo ne aveva raccontate di tutti i colori. Che Ilaria Alpi era stata «vittima della sua superficialità al 100 per cento» ed era stata ammazzata dai somali perché «aveva scoperto il passaggio strategico di materiale importantissimo, piccolo ed occultabile», cioè uranio partito forse dalla Basilicata. Che «il Dc9 Itavia l&#8217;hanno abbattuto gli italiani» in una sera di guerra fra aerei libici, americani e italiani. Che sulla scomparsa di Emanuela Orlandi «non c&#8217;è mai stata nessuna attività di indagine seria». E poi ore e ore di «rivelazioni » sulla massoneria, i servizi segreti, i signori della guerra somali&#8230; La parte più succosa, però, è la chiusura della notizia d&#8217;agenzia: «Nei due interrogatori, Pizza si definisce rappresentante del governo somalo, &#8220;agente provocatore&#8221;, consulente storico, consulente, bibliografo, &#8220;scambiatore di notizie&#8221;, analista, venditore di informazioni e anche &#8220;truffatore ma non musulmano&#8221;, quando ricorda che è stato vicepresidente dell&#8217;Associazione musulmana italiana». Oddio: anche un risvolto islamico? Misteri. Basti dire che al «nostro» questa personalità all&#8217;Arsenio Lupin dai mille volti piace tanto che sui giornali è apparsa soltanto una fotografia, pubblicata da Panorama, con la didascalia che diceva: «Massimo Pizza nelle vesti di ammiraglio, una delle sue identità». E il bello è che non è neppure detto che l&#8217;uomo in quella foto, elegantemente vestito con una divisa della marina militare, fosse proprio lui.</p>
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	<item>
		<title>Di: salaam</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15334</link>
		<dc:creator>salaam</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:47:54 +0000</pubDate>
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		<description>ben detto, non sono altro che venditori di islam, e perdipiù, un islam a basso costo e di scarsissima qualità, anzi direi vendono un islam contraffatto, che dopo due volte che lo metti puzza, proprio come le magliette cinesi del mercato. e stessa cosa vale per il &quot;cristianesimo&quot; venduto da magdi &quot;cristiano&quot; allam, che più contraffatto di così non si può. ma la guardia di finanza non può fare qualcosa? non possono istituire il marchio &quot;religione DOP&quot;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ben detto, non sono altro che venditori di islam, e perdipiù, un islam a basso costo e di scarsissima qualità, anzi direi vendono un islam contraffatto, che dopo due volte che lo metti puzza, proprio come le magliette cinesi del mercato. e stessa cosa vale per il &#8220;cristianesimo&#8221; venduto da magdi &#8220;cristiano&#8221; allam, che più contraffatto di così non si può. ma la guardia di finanza non può fare qualcosa? non possono istituire il marchio &#8220;religione DOP&#8221;?</p>
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		<title>Di: mazzetta</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15333</link>
		<dc:creator>mazzetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 20:08:45 +0000</pubDate>
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		<description>ma perchè lo chiamate sceicco?

si chiamoa Massimo Palazzi, sui suoi documenti non c&#039;è sceicco e nemmeno Maulana

Massimo Palazzi è semplicemente un magliaro che vive spargendo disinformazione e accompagnandosi a gente con fedine penali per niente pulite, come nel caso dei complici di Vittorio Emanuele suoi somplici nella costituzione dell&#039;AMI, per non parlare del curriculum dello stesso Terrore dei Supplì

Concedergli qualcosa di più di una pernacchia è come insultarsi da soli

Per gente del genere solo ostracismo e insulti, nessun rispetto, quelli come Massimo Palazzi sono solo mestatori alla ricerca di un padrone che gli dia da mangiare, sempre meglio che lavorare, ma vanno tenuti lontano dalla gente onesta e in buona fede.


Palazzi?



PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma perchè lo chiamate sceicco?</p>
<p>si chiamoa Massimo Palazzi, sui suoi documenti non c&#8217;è sceicco e nemmeno Maulana</p>
<p>Massimo Palazzi è semplicemente un magliaro che vive spargendo disinformazione e accompagnandosi a gente con fedine penali per niente pulite, come nel caso dei complici di Vittorio Emanuele suoi somplici nella costituzione dell&#8217;AMI, per non parlare del curriculum dello stesso Terrore dei Supplì</p>
<p>Concedergli qualcosa di più di una pernacchia è come insultarsi da soli</p>
<p>Per gente del genere solo ostracismo e insulti, nessun rispetto, quelli come Massimo Palazzi sono solo mestatori alla ricerca di un padrone che gli dia da mangiare, sempre meglio che lavorare, ma vanno tenuti lontano dalla gente onesta e in buona fede.</p>
<p>Palazzi?</p>
<p>PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!</p>
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		<title>Di: lia</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15332</link>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 16:17:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15332</guid>
		<description>Vabbe&#039;, basta. Lei, Palazzi, ha una mentalità che io capisco poco ed ho imparato da tempo che comunicare non ha senso, quando non si condividono logica, valori e visione delle cose.

1. &quot;Accidentalmente&quot; un corno: se Allam avesse voluto fare le cose nel rispetto della legge mi avrebbe interpellato prima di pubblicare la mia corrispondenza. Direi che è un concetto semplice.

2. Io non vendo lupini, non mi serve alcuna pubblicità e credo di averlo abbondantemente dimostrato in quei giorni rifiutando ogni singolo invito, richiesta di intervista etc, da Santoro a Costanzo passando per tutta la stampa nazionale, e dedicandomi solo a sgonfiare il polverone.
E questo è un dato di fatto.
Ma, se anche di mestiere facessi la venditrice (di lupini o di islam come molti di voi, la sostanza non cambia) e ritenessi utile farmi pubblicità, sarei comunque capace di distinguere tra questa e la diffamazione.
Ed io, il Corriere, l&#039;ho denunciato per diffamazione, tra gli altri reati.

Detto questo, direi che basta così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbe&#8217;, basta. Lei, Palazzi, ha una mentalità che io capisco poco ed ho imparato da tempo che comunicare non ha senso, quando non si condividono logica, valori e visione delle cose.</p>
<p>1. &#8220;Accidentalmente&#8221; un corno: se Allam avesse voluto fare le cose nel rispetto della legge mi avrebbe interpellato prima di pubblicare la mia corrispondenza. Direi che è un concetto semplice.</p>
<p>2. Io non vendo lupini, non mi serve alcuna pubblicità e credo di averlo abbondantemente dimostrato in quei giorni rifiutando ogni singolo invito, richiesta di intervista etc, da Santoro a Costanzo passando per tutta la stampa nazionale, e dedicandomi solo a sgonfiare il polverone.<br />
E questo è un dato di fatto.<br />
Ma, se anche di mestiere facessi la venditrice (di lupini o di islam come molti di voi, la sostanza non cambia) e ritenessi utile farmi pubblicità, sarei comunque capace di distinguere tra questa e la diffamazione.<br />
Ed io, il Corriere, l&#8217;ho denunciato per diffamazione, tra gli altri reati.</p>
<p>Detto questo, direi che basta così.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Shaykh Abdul Hadi Palazzi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15331</link>
		<dc:creator>Shaykh Abdul Hadi Palazzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 15:39:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15331</guid>
		<description>Vede Carlo, Magdi ha fatto oggettivamente cosa giusta e opportuna, informando l&#039;opinione pubblica di come certi dirigenti dell&#039;Ucoii abusassero della poligamia ma, per via dell&#039;intrigo che è stato ordito ai suoi danni dalla Valent, nel far ciò ha accidentalmente commesso una violazione di legge ai danni della blogger. Che poi la vittima legale ne abbia derivato un danno effettivo o viceversa il profitto di pubblicità gratuita è altra questione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vede Carlo, Magdi ha fatto oggettivamente cosa giusta e opportuna, informando l&#8217;opinione pubblica di come certi dirigenti dell&#8217;Ucoii abusassero della poligamia ma, per via dell&#8217;intrigo che è stato ordito ai suoi danni dalla Valent, nel far ciò ha accidentalmente commesso una violazione di legge ai danni della blogger. Che poi la vittima legale ne abbia derivato un danno effettivo o viceversa il profitto di pubblicità gratuita è altra questione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15329</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 09:27:37 +0000</pubDate>
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		<description>Palazzi ma che dice ?
Allam ha pubblicato una missiva privata di un altro senza averne il  permesso e lei lo definisce vittima ? 
Ma scherziamo ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Palazzi ma che dice ?<br />
Allam ha pubblicato una missiva privata di un altro senza averne il  permesso e lei lo definisce vittima ?<br />
Ma scherziamo ?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Shaykh Abdul Hadi Palazzi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15328</link>
		<dc:creator>Shaykh Abdul Hadi Palazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 15:31:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15328</guid>
		<description>Lia, cosa vuole che le dica? Sin in questo che in casi analoghi, io tendo a pensare che - se qualcuno riceve una martellata nelle gengive - sia logico supporre che gliel&#039;abbia data qualcun&#039;altro, piuttosto che se la sia data da solo. Applico questo modo di ragionare anche al caso del povero Magdi Cristiano. Sappiamo chi è stata l&#039;artefice della trasmissione, chi il suo complice, e chi ne abbia patito le conseguenze, cioè Lei (in quanto una sua email privata è stata divulgata) e Magdi Cristiano stesso (condannato dal garante per la sua indebita estensione del diritto di cronaca).  

La Valent era stata mandata a quel paese in malo modo dall&#039;Ucoii, covava risentimento verso di lei, verso Piccardo e verso Allam e ha così trovato il modo per screditare Allam e per far fare sia a Lei che al suo ex una figura ben misera. Perché non prendersela con Lei, invece che con Magdi Cristiano?

Un giornalista si è visto inoltrare da terzi un documento cui non aveva modo di accedere. In che modo lo si possa considerare &quot;complice consapevole dell’inoltro&quot; lo capisce soltanto Lei! Per me &quot;complice consapevole di un inoltro&quot; può essere soltanto chi INOLTRA direttamente o indirettamente, non chi RICEVE.

Quanto a tutta la vicenda, direi che per lo stesso Magdi Cristiano si sia soltanto trattato di un incidente di percorso, e che in ogni caso l&#039;uso del termine &quot;scoop&quot; sia del tutto fuori luogo. Voleva denunciare in che modo l&#039;Ucoii gestisce la &quot;questione poligamia&quot;, ed ha citato il suo caso come uno fra altri. Non credo che per lui quello specifico caso fosse importante più di tanto. Oltre a venire censurato, non ha ovviamente ritenuto opportuno svelare le sue fonti (e quale giornalista lo farebbe?), tanto più che erano le uniche che gli consentivano di accedere alle manovre della Moschea di Roma contro l&#039;Ucoii.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lia, cosa vuole che le dica? Sin in questo che in casi analoghi, io tendo a pensare che &#8211; se qualcuno riceve una martellata nelle gengive &#8211; sia logico supporre che gliel&#8217;abbia data qualcun&#8217;altro, piuttosto che se la sia data da solo. Applico questo modo di ragionare anche al caso del povero Magdi Cristiano. Sappiamo chi è stata l&#8217;artefice della trasmissione, chi il suo complice, e chi ne abbia patito le conseguenze, cioè Lei (in quanto una sua email privata è stata divulgata) e Magdi Cristiano stesso (condannato dal garante per la sua indebita estensione del diritto di cronaca).  </p>
<p>La Valent era stata mandata a quel paese in malo modo dall&#8217;Ucoii, covava risentimento verso di lei, verso Piccardo e verso Allam e ha così trovato il modo per screditare Allam e per far fare sia a Lei che al suo ex una figura ben misera. Perché non prendersela con Lei, invece che con Magdi Cristiano?</p>
<p>Un giornalista si è visto inoltrare da terzi un documento cui non aveva modo di accedere. In che modo lo si possa considerare &#8220;complice consapevole dell’inoltro&#8221; lo capisce soltanto Lei! Per me &#8220;complice consapevole di un inoltro&#8221; può essere soltanto chi INOLTRA direttamente o indirettamente, non chi RICEVE.</p>
<p>Quanto a tutta la vicenda, direi che per lo stesso Magdi Cristiano si sia soltanto trattato di un incidente di percorso, e che in ogni caso l&#8217;uso del termine &#8220;scoop&#8221; sia del tutto fuori luogo. Voleva denunciare in che modo l&#8217;Ucoii gestisce la &#8220;questione poligamia&#8221;, ed ha citato il suo caso come uno fra altri. Non credo che per lui quello specifico caso fosse importante più di tanto. Oltre a venire censurato, non ha ovviamente ritenuto opportuno svelare le sue fonti (e quale giornalista lo farebbe?), tanto più che erano le uniche che gli consentivano di accedere alle manovre della Moschea di Roma contro l&#8217;Ucoii.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lia</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15317</link>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 17:18:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15317</guid>
		<description>Shaykh, non corra troppo a difendere Magdi Cristiano.
Lei ha scritto:

&quot;La decisione di rendere pubblico il vs. carteggio familiare allo scopo di provocare la reazione di Allam l’ha presa una tristemente nota ex-parlamentare europea, pseudo-islamica ed alcolizzata. Ma quella signora ovviamente sapeva che Magdi non si fidava di lei, che si sarebbe insospettito e avrebbe fiutato la possibile truffa. L’invio doveva perciò avvenire tramite persona di cui invece Allam si fidava, e questo persona era Omar Mario Camiletti, mediatore culturale della Moschea di Roma, avversario dell’Ucoii. Dacia fa credere di stare “spariogliando i giochi dell’Ucoii”, chiede a Omar, ed Omar manda ad Allam senza citare la fonte. Ecco dov’era il mistero…&quot;

Possibile che Allam si sia lasciato prendere per il naso da Camiletti, che faceva da emissario di una di cui Allam non si fidava, e abbia poi deciso di non fare il suo nome davanti al Garante? Che ha fatto, ha coperto uno che lo aveva imbrogliato?
Mi pare molto più probabile che Allam lo abbia coperto perché sapeva che io non c&#039;entravo niente con l&#039;invio ed era complice consapevole dell&#039;inoltro.

Del resto, la mia email è pubblica: se avesse voluto, avrebbe potuto contattarmi e chiedermi conferma sull&#039;email. Se non lo ha fatto, il motivo c&#039;è ed è evidente.

Quanto alla visibilità del mio blog: ne aveva anche prima, grazie, e comunque la visibilità che può dare un articolo come quello di Allam di sicuro non la desidero.
Quanto alle cose che scrivo: non è che avere un blog autorizzi la stampa a manipolare la vita dei blogger per farne falsi scoop, sa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Shaykh, non corra troppo a difendere Magdi Cristiano.<br />
Lei ha scritto:</p>
<p>&#8220;La decisione di rendere pubblico il vs. carteggio familiare allo scopo di provocare la reazione di Allam l’ha presa una tristemente nota ex-parlamentare europea, pseudo-islamica ed alcolizzata. Ma quella signora ovviamente sapeva che Magdi non si fidava di lei, che si sarebbe insospettito e avrebbe fiutato la possibile truffa. L’invio doveva perciò avvenire tramite persona di cui invece Allam si fidava, e questo persona era Omar Mario Camiletti, mediatore culturale della Moschea di Roma, avversario dell’Ucoii. Dacia fa credere di stare “spariogliando i giochi dell’Ucoii”, chiede a Omar, ed Omar manda ad Allam senza citare la fonte. Ecco dov’era il mistero…&#8221;</p>
<p>Possibile che Allam si sia lasciato prendere per il naso da Camiletti, che faceva da emissario di una di cui Allam non si fidava, e abbia poi deciso di non fare il suo nome davanti al Garante? Che ha fatto, ha coperto uno che lo aveva imbrogliato?<br />
Mi pare molto più probabile che Allam lo abbia coperto perché sapeva che io non c&#8217;entravo niente con l&#8217;invio ed era complice consapevole dell&#8217;inoltro.</p>
<p>Del resto, la mia email è pubblica: se avesse voluto, avrebbe potuto contattarmi e chiedermi conferma sull&#8217;email. Se non lo ha fatto, il motivo c&#8217;è ed è evidente.</p>
<p>Quanto alla visibilità del mio blog: ne aveva anche prima, grazie, e comunque la visibilità che può dare un articolo come quello di Allam di sicuro non la desidero.<br />
Quanto alle cose che scrivo: non è che avere un blog autorizzi la stampa a manipolare la vita dei blogger per farne falsi scoop, sa?</p>
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	<item>
		<title>Di: Shaykh Abdul Hadi Palazzi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15316</link>
		<dc:creator>Shaykh Abdul Hadi Palazzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 14:29:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15316</guid>
		<description>Gentile Lia,

Quel che racconto si basa su quanto riferitomi da una persona che considero estremamente affidabile, una parlamentare e una musulmana da anni impegnata al servizio della Comunità e in difesa delle immigrate. Per il resto, ignoro se Allam sapesse o meno che Camiletti era persona che lei conosceva soltanto telefonicamente, o se sapesse che il fax a lui inviato conteneva il testo di una email acquisita illegalmente. Per quel che può valere una mia mera supposizione, sono propenso a pensare che non lo sapesse. Camiletti è il responsabile di una delle organizzazioni che fanno capo a un ente morale come la Moschea di Roma, ed è difficile immaginarlo come soggetto che va in giro ad acquisire illegalmente la corrispondenza altrui. Piuttosto, visto che della rottura fra Lei e Piccardo già si parlava in rete, sarebbe stato normale che Allam supponesse una ex, animata da risentimento nel confronti di chi l&#039;aveva lasciata, si fosse rivolta - per sue recriminazioni - a quello che è l&#039;unico Centro islamico d&#039;Italia internazionalmente riconosciuto, e avesse fornito documenti contro Piccardo al responsabile di quell&#039;organizzazione.   

Non riesco a credere che un giornalista che scrive sul principale quotidiano italiano miri intenzionalmente a farsi accusare di violazione della privacy e a minare la sua deontologia professionale. Ma questa è ovviamente soltanto la mia opinione. Quel che Allam esattamente sapesse, ignorasse o supponesse lo ignoro. 

Oltretutto, il garante della privacy Le ha dato ragione. Perché dunque stare ancora a recriminare su una vicenda che comunque le ha dato una maggiore visibilità? Non credo che Lei sia una persona che tenga a celare la sua vita privata al pubblico; altrimenti non la racconterebbe  pubblicamente sul suo blog. Grazie a quella vicenda, ora il suo blog è molto più noto di quanto lo fosse in passato, e Lei ha addirittura aperto una sezione denominata &quot;il giallo di Haramlik&quot;. Se qualcuno vuole conoscere il suo punto di vista sull&#039;accaduto, può benissimo leggere il blog. Tutto questo astio verso Magdi Cristiano a mesi di distanza mi sembra decisamente fuori luogo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Lia,</p>
<p>Quel che racconto si basa su quanto riferitomi da una persona che considero estremamente affidabile, una parlamentare e una musulmana da anni impegnata al servizio della Comunità e in difesa delle immigrate. Per il resto, ignoro se Allam sapesse o meno che Camiletti era persona che lei conosceva soltanto telefonicamente, o se sapesse che il fax a lui inviato conteneva il testo di una email acquisita illegalmente. Per quel che può valere una mia mera supposizione, sono propenso a pensare che non lo sapesse. Camiletti è il responsabile di una delle organizzazioni che fanno capo a un ente morale come la Moschea di Roma, ed è difficile immaginarlo come soggetto che va in giro ad acquisire illegalmente la corrispondenza altrui. Piuttosto, visto che della rottura fra Lei e Piccardo già si parlava in rete, sarebbe stato normale che Allam supponesse una ex, animata da risentimento nel confronti di chi l&#8217;aveva lasciata, si fosse rivolta &#8211; per sue recriminazioni &#8211; a quello che è l&#8217;unico Centro islamico d&#8217;Italia internazionalmente riconosciuto, e avesse fornito documenti contro Piccardo al responsabile di quell&#8217;organizzazione.   </p>
<p>Non riesco a credere che un giornalista che scrive sul principale quotidiano italiano miri intenzionalmente a farsi accusare di violazione della privacy e a minare la sua deontologia professionale. Ma questa è ovviamente soltanto la mia opinione. Quel che Allam esattamente sapesse, ignorasse o supponesse lo ignoro. </p>
<p>Oltretutto, il garante della privacy Le ha dato ragione. Perché dunque stare ancora a recriminare su una vicenda che comunque le ha dato una maggiore visibilità? Non credo che Lei sia una persona che tenga a celare la sua vita privata al pubblico; altrimenti non la racconterebbe  pubblicamente sul suo blog. Grazie a quella vicenda, ora il suo blog è molto più noto di quanto lo fosse in passato, e Lei ha addirittura aperto una sezione denominata &#8220;il giallo di Haramlik&#8221;. Se qualcuno vuole conoscere il suo punto di vista sull&#8217;accaduto, può benissimo leggere il blog. Tutto questo astio verso Magdi Cristiano a mesi di distanza mi sembra decisamente fuori luogo.</p>
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	<item>
		<title>Di: lia</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php/comment-page-2#comment-15314</link>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 16:16:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15314</guid>
		<description>Palazzi, mi faccia capire: ammesso che ciò che lei ci racconta sia vero, Allam lo sapeva o no che Camiletti era un signore che non ho mai visto, con cui ho avuto qualche telefonata cordiale perché era amico della Valent e che non ha mai ricevuto da me quella email, né io sapevo che lui la possedesse?

Lo sapeva? Suppongo di sì, visto che si è ben guardato dal chiedere a me alcunché. Era consapevole, quindi, di stare impossessandosi di una email in modo illegale e di stare montando un caso giornalistico basato, per quanto mi riguardava, su delle assurdità?
Mi dica se lo sapeva.
Nel concreto, al di là delle teorie sulla necessità di denunciare la poligamia, cosa che poteva benissimo fare senza tirarmi pretestuosamente in ballo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Palazzi, mi faccia capire: ammesso che ciò che lei ci racconta sia vero, Allam lo sapeva o no che Camiletti era un signore che non ho mai visto, con cui ho avuto qualche telefonata cordiale perché era amico della Valent e che non ha mai ricevuto da me quella email, né io sapevo che lui la possedesse?</p>
<p>Lo sapeva? Suppongo di sì, visto che si è ben guardato dal chiedere a me alcunché. Era consapevole, quindi, di stare impossessandosi di una email in modo illegale e di stare montando un caso giornalistico basato, per quanto mi riguardava, su delle assurdità?<br />
Mi dica se lo sapeva.<br />
Nel concreto, al di là delle teorie sulla necessità di denunciare la poligamia, cosa che poteva benissimo fare senza tirarmi pretestuosamente in ballo.</p>
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