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Siccome gli arabi, come tutti sanno, normalmente vanno in giro per l’Europa in gallabeya damascata, turbante, scimitarra d’oro e pantofoline ricamate con la punta all’insù, l’astuto Corriere della Sera ha pensato bene di metterci in guardia contro l’ultimo, diabolico trucco dei feroci Saladini: mettersi i pantaloni, una maglietta e un paio di scarpe.
Pensa che perfidi.

Pare che quest’inaudito, brillante trucco per ingannare l’ignaro europeo sia venuto in mente nientedimeno che a “chi organizza le cellule“, il quale “ha studiato a lungo le nostre società” (fino a capire che indossiamo i pantaloni, e non è poco) e “ha preparato un piccolo manuale, utile per quanti hanno conservato abitudini e costumi del loro Paese d’origine.
Ma dai.
E ‘sto manuale, dunque, è finito nelle mani dell’astuto Guido Olimpio che, dalle pagine del Corrierone, ci svela tutti i trucchi.

Di solito gli estremisti che risiedono in una città europea frequentano i piccoli chioschi che preparano spiedini e cibo arabo.”
Cosa c’è di più estremo di certi kebab, in effetti.
Ma Saladino non si mischia agli altri estremisti: lui mangia “l’’hamburger o le ciambelle dolci all’’americana“.
Pare che il manuale non dica niente sui rigatoni e le pizzette, invece, e trovo che sia una lacuna delle cellule italiane.

Di solito gli estremisti ascoltano in cuffia gli “inni alla Jihad“, pensa te. Saladino no: lui porta “sempre un lettore di Cd Rom o l’iPod pieno di musica moderna opportunamente selezionata“. Sempre, eh. E accenna dei passi di danza alla fermata del tram, prima di salire con la bomba. Lo riconoscerete per questo.

Di solito gli estremisti sono sedentari e hanno un po’ di pancia. Saladino no. Lui, “nel tempo libero“, pratica sport: “calcio, cricket, arti marziali, pugilato“.

E così via.

Un identikit di raro acume, insomma, di quelli che proprio-proprio non ci si può più sbagliare, dopo averli letti.
Mancano dei particolari, però, e meno male che io vivo qui, dal Nemico, e posso svelarli.
Dice il manuale, dunque, che:

1. Il bravo jihadista smetterà di calcolare l’ora secondo complicati studi lunari e si mimetizzerà tra gli europei comprandosi un orologio.
2. Ingannare il buon europeo comporterà anche il separarsi dal cammello, benché al jihadista dispiaccia, e munirsi almeno di un’utilitaria.
3. Sempre per mimetizzarsi tra gli italiani, se è al volante provvederà a mettersi un dito nel naso a tutti i semafori, ché sennò capiscono che è straniero. (Manuale del perfetto jihadista, capitolo “La gestualità”)
4.Quando gli presenteranno una donna, invece di sottoporla a immediata infibulazione le dirà: “Piacere. Come sta?”
E così via: è un manuale molto voluminoso.

Che poi dicono che sono priva di amor di patria, io.
Ma se non ne avessi, non credete che mi precipiterei a portare quest’articolo ai miei studenti di qui, giusto per vederne le facce e contemplarli mentre esclamano: “Ma sono idioti, in Italia?”
E potrei filmarli, mentre leggono, e poi postare il filmato sul blog.
Ma ci pensi?
Resisto, invece, ed è che un po’ di amor di patria mi rimane, non so nemmeno io perché.

Amor di patria e imbarazzo.

Imbarazzo perché è un paese di idioti, quello che si fa ammanire simili articoli dal primo quotidiano del paese: dei lettori normali protesterebbero, si vergognerebbero a vedersi presentare roba del genere. Se in Italia non battono ciglio, è perché si sono completamente rimbecilliti. Non ho altre spiegazioni.

Ma anche qualcosa di più grave dell’imbarazzo perché, da un paese di idioti, puoi aspettarti solo rivalse meschine, sospetti beceri e malvagità ignorante contro i più deboli tra quelli che ci vivono: i ragazzi figli di immigranti, che vanno a scuola coi jeans (come i miei in Egitto, del resto) e mangiano quello che mangiano tutti e giocano a pallone.
E’ contro di loro, quest’articolo, e Olimpio sarà il primo a farci un articolo di sdegno peloso, se a qualcuno di questi ragazzi succederà qualcosa, prima o poi. Mentre mangia un hamburger e ascolta una canzone, magari.

Io non insegno più in Italia: se fossi ancora lì, però, mi incazzerei davvero. Come insegnante, ché di ragazzi come quelli descritti da Olimpio ne conosciamo un mucchio.
E mi chiedo dove siano i colleghi. Ma davvero non si incazza nessuno?

Perché poi, sai, uno può riderci finché vuole, di ‘ste cialtronate.
Però il nostro Guido Olimpio, per quanto possa sembrare incredibile, è “il giornalista che con più continuità ha seguito sul Corriere della Sera le attività del terrorismo islamico in Italia e all’estero.”
E’ “un inviato sul campo” che poi scrive pure libri.
E’ uno che, insinuando che Raffaele Ciriello (seguite il link, se non conoscete la storia) fosse stato ucciso per colpa dei palestinesi, si è pure guadagnato il plauso di quelle brave persone di Informazione Corretta e, chissà perché, non riesco a stupirmene.

C’è poco da ridere, quindi: se Olimpio scrive che Mohammed è un estremista se mangia gli spiedini e un terrorista se invece mangia gli hamburger, è “credibile”.
Ed io sono felice di non viverci, in Italia, perché mi fa sempre più paura.
L’Italia, non gli estremisti islamici.