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Duecentomila persone in una piazza a esprimersi su qualcosa che non è mai successo. Uno spettacolo di illusionismo messo su tra Vaticano, politici e media che meriterebbe uno studio, una tesi di Dottorato in Teoria della Comunicazione. L’Italia è un paese affascinante, a condizione che chi ci incappa sia psicologicamente molto solido e poco portato ad impazzire, in questa rappresentazione della realtà capovolta.

E i 67 fisici della Sapienza catapultati loro malgrado sul palcoscenico di una recita altrui, solidi lo devono essere davvero.

I fatti, controllabili nella ricostruzione di Giorgio Parisi che riporta anche il testo completo della lettera (link: http://www.sinistra-democratica.it/universit/articoli-1) sono i seguenti: il 20 novembre scorso, questi professori del Dipartimento di Fisica della Sapienza scrivono una lettera al loro rettore. Nella lettera, manifestano il loro disappunto per l’invito fatto al Papa affinché tenesse la lectio magistralis di inaugurazione dell’anno accademico. Invito sorprendente perché non succede mai che questa sia tenuta da personaggi esterni all’università, per quanto importanti, e perché si sta parlando di un papa fautore del neocreazionismo e così via.

La lettera rimane in ogni momento interna al dipartimento: vengono coinvolti un paio di professori di Biologia ma in nessun momento la si fa girare per l’università allo scopo di raccogliere firme o simili. E’, semplicemente, un discorso fatto da un gruppo di scienziati al proprio rettore.

Gli viene consegnata a mano, personalmente.

Spiega Parisi: “Il rettore non ci ha risposto e poco accortamente è andato avanti per la sua strada. A questo punto per noi (o almeno per la stragrande maggioranza dei firmatari) la questione era chiusa. La lettera è rispuntata fuori nei giorni recenti talmente all’improvviso che alcuni giornali (tra cui l’Unità) hanno preso un abbaglio ed hanno pensato che fosse stata scritta il 10 gennaio.

Il rettore non risponde, quindi, e la cosa finisce lì, secondo i docenti. Basta. Questo è tutto. E invece no: perché a gennaio – due mesi dopo, quindi – la lettera risbuca fuori, e direttamente sui giornali. Per quale motivo, non si sa. E scoppia il putiferio che sappiamo, con un po’ di politici a dare il La sullo stracciarsi le vesta, gridare alla censura e tutto quanto, e mezza Italia che gli va dietro.

Quella che era normale dialettica interna tra i professori di un dipartimento e il loro rettore diventa censura al Papa, nientedimeno, e intolleranza, violenza e chissà che altro. La vicenda viene completamente manipolata, distorta e fatta diventare ciò che non era: detto in altri termini, viene inventata. E mezza Italia, a questo punto, si esprime sull’invenzione, su ciò che non è mai successo, e lo fa seriamente convinta di stare esprimendosi su qualcosa di reale.

E’ un fenomeno che mi colpisce e mi affascina da tempo, questo: il dibattito pubblico basato su una realtà parallela, su fatti non avvenuti ma semplicemente creati. E che finiscono col diventare più veri della realtà, con l’oscurarla completamente.

Una poi si chiede che ruolo abbiano, esattamente, coloro che fanno opinione in questo paese: sono in malafede, sono i consapevoli illusionisti che danno vita allo show? O ne sono a loro volta vittime?

Un Cacciari, che si permette di definire “cretini” un gruppo di professori che esprime un punto di vista al proprio rettore, cos’è esattamente? Un integratissimo primo attore della compagnia di teatro nazionale o – lui sì – un semplice cretino che parla di cose che non sa e che, semplicemente, non sono andate come crede lui? Ci sono o ci fanno, questi qua?

Infine: come e perché ci è finita, quella lettera, sui giornali? Cosa sposta in termini concreti la sua pubblicazione, nei giochi di potere degli italici piccoli mondi?

Cito da un blog che, approfondendo quanto già osservato altrove, scrive:

Chissà, forse la spiegazione può essere questa: dal sito del Senato, ecco uno stralcio del verbale della seduta di ieri

SULLA PROPOSTA DI NOMINA DEL PROFESSOR MAIANI A PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

Il senatore ASCIUTTI (FI) chiede che il ministro Mussi sia chiamato in Commissione a confermare la designazione del professor Maiani alla presidenza del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), anche a seguito dei recenti avvenimenti che hanno interessato l’università La Sapienza di Roma. Nel rammentare che il candidato risulta firmatario della lettera nella quale un esiguo gruppo di docenti ha espresso un orientamento contrario alla presenza del Pontefice in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, ritiene che tale posizione sia incompatibile con un atteggiamento equilibrato e laico, tanto più che al vertice del CNR occorre una personalità rappresentativa di tutte le opinioni. Rammenta altresì che lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri ha stigmatizzato il comportamento dei firmatari dell’appello.”

Ho idea che tutta questa faccenda possa essere archiviata sotto la tag “vita accademica”.

Io la noto spesso questa abitudine diffusa su grande e piccola scala, nella nostra politica, di sprecare grandi concetti per portare avanti interessi assai semplici.

PS: ho firmato pure io il documento di solidarietà con i 67.