Sì, mi costituisco…

Ok, Leonardo, va bene.

All’epoca non votai.
E faccio pure l’insegnante, e non sopportavo De Mauro.
Non per gli aumenti agli insegnanti meritevoli, figuriamoci… caso mai, per la riforma dei cicli dell’ultimo momento, con annessa circolare delirante che non ho voglia di andare a ripescare, pietà…
E, anche, perchè non mi pagava.
Perchè questa è l’unica cosa in cui non ci hai preso, con il tuo identikit: non sto andando in pensione, nemmeno un po’. A dire il vero, credo che non ci andrò mai.
Al contrario, ero una precaria, all’epoca (lo sono ancora, ovviamente, ma sto imparando a fare a meno della scuola) e proprio non mi pagava, il Ministero.
Presi servizio a Ottobre, quell’anno, e il primo stipendio mi arrivò a Febbraio.
Come l’anno prima. E quello prima ancora.
Ed io mi incazzai moltissimo, proprio da soffocone, e non votai.
Eccola, la verità.

Sì, se vuoi mi vergogno pure… e, ovviamente, ne sono pentita.
Però non mi ritrovo in quel tuo feroce “Tutta la tua invidiabile forza morale, la condensi in un solo giorno: il giorno delle elezioni”.
Perchè, vedi, la mia non fu forza morale; al contrario.
Quello moralmente forte, all’epoca, fosti tu.
Io, semplicemente, mi incazzai col mio datore di lavoro moroso… fossi stata più forte, più attenta e più brava, l’avrei votato lo stesso.
Fui infinitamente meno brava di te, invece, quindi puoi concederti gli sguardi di cui parli; che vuoi che ti dica…

Io ti invidio perchè tu ci sai vivere, in un paese in cui l’alternativa è tra una costante forza morale (la tua, quella che io non ebbi) e il disastro.
Ti invidio perchè riesci ad assumere serenamante il fatto di dover essere sempre tu, in prima persona, a qualunque costo, colui che si dà i pizzichi sulla pancia e va a salvare il paese.
Ti invidio perchè io proprio non fui capace di pensare che no, non importava che il mio Stato mi obbligasse, anno dopo anno, ad andare ad insegnare affidando il mio mantenimento alla buona volontà dei miei congiunti.
Che dovevo pensare alla Patria.
A un bene superiore al mio.
Pensai in termini infinitamente più semplici, perchè avevo bisogno di sentirmi normale. Aspiravo a cose piccole. Ad essere amministrata in base a due concetti elementari (tipo lavoro= stipendio) e ad avere il voto come unico strumento per valutare i miei amministratori.
Una cosa piccola piccola ma fondamentale per il mio equilibrio, in quei giorni.

Te lo ripeto senza ironia: feci una cazzata.
A mia discolpa, posso dire che l’11 settembre e il successivo via libera all’incarognimento della società mondiale, in quei giorni, non erano prevedibili.
Credo che questa sia un’attenuante da prendere in considerazione.
Altre attenuanti, non ne ho.
Si votasse oggi, voterei.
Ma, se proprio devo essere sincera, io spero proprio di essere fuori dall’Italia, alle prossime elezioni.
Perchè, se rimango qui, io voto… certo che voto.
Voto quello che vuoi, compreso il Rutelli che parla di immigrati e tolleranza zero… quello che vuoi.
Però, forse, mi capiterà di non esserci, di non poterlo fare per cause di forza maggiore… e, senti, io non sono brava a prendermi per il culo: tutta la mia parte razionale sarà con te, ed io mi mangerò i gomiti e passerò la notte davanti al pc per seguire i risultati, certo.
Però una parte piccolissima di me, una zona d’ombra, il settore più ribelle del mio inconscio, proverà un poco onorevole ma inequivocabile sollievo, all’idea di non esserci.
Questo è quanto, e giudicare certe zone di sè è come giudicare la pioggia.
C’è poco da fare, è lì e basta….

Questo è un Paese di eroi, si sa; ed io non ci sono tagliata.
Non mi viene bene nemmeno fare la santa.
Ho qualche chance in più se faccio la navigatrice…. così, almeno, sto lontana e faccio meno danni.
Dico davvero…. se proprio non se ne può fare a meno, di stare male sulla politica, io preferisco stare male guardando qualcosa di meno grottesco della faccia di Berlusconi.
Se si deve avere una causa, me la voglio potere scegliere.
Combattere Berlusconi, o anche solo pensarci, è superiore alle mie forze.
Io giro le spalle, me ne vado e non ci penso più.

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4 Commenti

  1. Pubblicato 20 maggio 2003 alle 14:16 | Link Permanente

    benvenuta tra noi: gli esuli di un’italia che non riconosco piu’tutte le volte che ci metto piede. Sono emigrata ma non sono emigrante. L’emigrante cerca di mantenere delle radici che io invece cerco di nascondere. Tutte le volte che vedo Berlusconi sulla BBC tremo e il giorno dopo non ho il coraggio di quardare in faccia i miei colleghi perche’temo i loro commenti. Mi vergogno profondamente… e si che io ho votato!

  2. lia
    Pubblicato 20 maggio 2003 alle 20:07 | Link Permanente

    Ti capisco.
    Io sono felicissima di andare in Egitto, ma sono ancora pi? felice di andarci adesso che ? passato abbastanza tempo dalla dichiarazione sulla presunta inferiorit? dell’Islam rispetto a noi…
    Altro che vergognarsi. Avrei fatto harakiri, se fossi stata l? in quei giorni….

  3. pupiddo
    Pubblicato 24 maggio 2003 alle 02:21 | Link Permanente

    Guarda che nessuno ti chiede di fare l’eroe o la santa e di “combattere Berlusconi” l’unica cosa che sarebbe utile a tutti e non stare l? imbambolati a sorbirci la “cULTURA” (con la c minuscola ma non sapevo come renderla!). L’unica cosa sarebbe agire in modo da migliorare questo mondo anche solo scrivendo su un blog come vorresti farlo a dimostrandolo imbustando una scheda elettorale o agendo sulle giovani menti con cui sei a contatto in modo da farlo pensare ed agire …non ? una battaglia…dovrebbe essere la vita!
    Baci

    P.S.
    Dovrei aprire un mio Blog se no ….ci incontriamo qui sul tuo!

  4. lia
    Pubblicato 24 maggio 2003 alle 12:59 | Link Permanente

    In genere mi riesce difficile, l’imbambolamento.. :)

    Ciao.

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