Soddisfazioni a margine

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L’amica mi fa: “Sai, sull’onda del tuo divorzio stavo pensando al mio ex marito che mi passa la stessa, identica, minuscola cifra da più di dieci anni.”

Io: “Uh? E l’indice Istat?”

E lei: “Non lo ha mai applicato. Quasi quasi vado dal giudice.”

Io: “Be’, dieci anni di Istat arretrato non è male.”

E lei: “E se non me li vuole dare?”

E io, memore del mio scorso divorzio – non questo religioso, quello civile dell’altra volta: “Te li darà il suo datore di lavoro detraendoli direttamente dalla sua busta paga.”

Questo blog, quindi, si sente un po’ madrina del decreto di ingiunzione che pioverà a breve sulla capoccia di un ignaro marito insolvente del nord Italia e gli fa i suoi migliori auguri. Al decreto di ingiunzione, non al marito.
Questo blog, inoltre, comincia a guardarsi attorno quando esce di casa, ché non le parrebbe sorprendente incappare in un commando di ex mariti armati di randello, qua nelle viuzze dell’intricato centro storico di Zena.

“Secondo me non mi sposa più nessuno, ho come l’impressione.”
“Probabile. Oppure non ti lascia più nessuno, dipende.”

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Comments Closed

16 Commenti

  1. Pubblicato 14 novembre 2006 alle 11:54 | Link Permanente

    sgrunt. allora siamo gli unici fessi a osservare l’indice Istat, e per una cifra tutt’altro che minuscola.
    “dateci un randello…”

  2. mirella
    Pubblicato 14 novembre 2006 alle 13:43 | Link Permanente

    F-A-N-T-A-S-T-I-C-A ma stai attenta là fuori :-)

  3. Luca
    Pubblicato 14 novembre 2006 alle 19:23 | Link Permanente

    Se fossi donna avvertirei una frustrante sensazione di fallimento al pensiero di elemosinare da dieci anni dei soldi a un uomo che non fa più parte della mia vita.

  4. lia
    Pubblicato 14 novembre 2006 alle 20:13 | Link Permanente

    Ma davvero? Ele-che? Che strani termini usi per definire cose regolate da qualsiasi ordinamento giuridico dell’universo mondo…
    Io mi vergognerei a ricevere ingiunzioni perché non pago ciò che la legge mi dice di pagare, invece. Sai com’è.
    Tu devi essere uno di quei tipi che gli avvocati definiscono “debitori nati”.

  5. Davide
    Pubblicato 15 novembre 2006 alle 08:18 | Link Permanente

    Prendo spunto dallo scambio di battute qui sopra e vi chiedo di aiutarmi a capire. Se non ci sono figli di mezzo e la donna lavora, per quale ragione al mondo l’uomo deve essere costretto a pagare una specie di “tassa sul divorzio” per il resto della sua vita?

  6. paolo27
    Pubblicato 15 novembre 2006 alle 11:55 | Link Permanente

    Pago a mia moglie (non siamo ancora divorziati) e per mio figlio una cifra che abbiamo fissato insieme e che è quasi ogni mese discretamente superiore alle mie possibilità. Non ho mai cercato di diminuirla e se qualche rara volta sono stato costretto a dei ritardi ho poi saldato tutto appena mi è stato possibile.
    Non so se questo sia dovuto anche al senso di colpa che avevo per aver tradito mia moglie ed averla abbandonata con un bambino di 3 mesi. Non so se faccio bene o male. Per la mia nuova compagna per esempio a volte sono un po’ troppo remissivo nei confronti delle richieste di mia moglie. Ma a me sta bene così. Pur avendo un lavoro autonomo e incostante. Non è che voglio fare bella figura, è che ci sono dei diritti e dei doveri. E i doveri dovrebbero comunque essere sentiti come leggermente più importanti dei diritti.

  7. Pubblicato 15 novembre 2006 alle 14:41 | Link Permanente

    è sempre in nome dei loro “diritti” che non poche streghecattive negano la visita ai figli? no, per dire. e non è affatto un caso personale, anzi.

  8. Pubblicato 15 novembre 2006 alle 15:04 | Link Permanente

    Rispondo a Davide.
    Per il semplice motivo, se ci sono dei figli, che anche “l’altro coniuge” non importa se moglie o marito, padre o madre, ha dei doveri – che dovrebbero essere sentiti soprattutto quando l’amore per i figli non può nutrirsi della convivenza- come una responsabilità irrinunciabile.
    Sia che ci siano i figli o che non ci siano uno dei due coniugi (di solito é, ma non necessariamente, la moglie) può aver rinunciato se non al lavoro alla carriera per meglio dedicarsi alla famiglia (che in questo caso vuol dire lavori domestici; non condivido, ma succede). Il danno deve essere, almeno economicamente, ricompensato.
    Se poi uno o una proprio se ne infischia del legame contratto e degli eventuali figli, se si è sposato/a con rito cattolico, se vuol liberarsi di quel che resta del legame e ne ha i mezzi e le opportunità, ricorra all’annullamento. Il matrimonio cessa di esistere e i doveri verso i figli vengono scaricati sull’altro coniuge.
    Dopo di che viva tranquillo/a: il papa che ama la famiglia concorda!

  9. barbara
    Pubblicato 15 novembre 2006 alle 20:06 | Link Permanente

    e bravo Paolo…. spero che tu lo faccia più per il senso del dovere e per l’amore di questo figlio che hai lasciato per un’altra donna che per il senso di colpa. Ti sei perso molto della sua crescita e con questo già stai pagando per gli eventuali sensi di colpa. Non credo che i soldi ripagheranno mai il dolore che avrà provato la tua ex moglie e la sua fatica nel tirare su un figlio da sola. Ma sono anche dell’idea che un inciampo può capitare a chiunque e quindi spero che la tua ex impari a capirlo attraverso la tua lealtà. Piuttosto attento all’attuale compagna …secondo me non dovrebbe intromettersi in questa cosa.

  10. Pubblicato 16 novembre 2006 alle 14:46 | Link Permanente

    Grazie Augusta della tua spiegazione. E’ un punto di vista che non avevo considerato, ma credo sia un fatto generazionale. Voglio dire: a casa nostra il primo che arriva cucina e l’altro lava i piatti, e le altre faccende si fanno insieme. A me e’ sempre sembrato naturale cosi’. Saluti

    PS: Lia ho molta nostalgia dei tuoi racconti d’Egitto…

  11. Pubblicato 16 novembre 2006 alle 22:56 | Link Permanente

    penso di sì, cara Lia…..ti rincorrerranno in molti!!!! ;o)

  12. Pubblicato 17 novembre 2006 alle 14:18 | Link Permanente

    Ringrazio io Davide per avermi ricordato che esistono generazioni più intelligenti di quanto fosse mediamente la mia (e più rispettose dell’altro/a).
    Forse non é solo un fatto generazionale, ma anche ambientale.
    Nei piccoli centri, legati alle tradizioni, i cambiamenti sono guardati con sospetto sia nelle relazioni di coppia che nella valutazione di ciò che avviene in ambito più ampio (guerre e non solo). E questo, ho constatato, anche dai giovani.
    E questo ci fa molto male.
    A quando la fine della gerontocrazia che ci soffoca?
    Perché finisca bisogna tagliarle di sotto i piedi l’erba del consenso.
    Non parlo pro domo mea (sono nata nell’anno in cui furono promulgate le leggi razziali italiane).

  13. qarmida
    Pubblicato 17 novembre 2006 alle 15:46 | Link Permanente

    Sono anch’io propensa a ritenere che quando il coniuge che ha subito il divorzio lavora ed ha ampiamente di che mantenersi e non ci sono di mezzo figli … mbeh… non mi parrebbe corretto che l’altro abbia a doverla pagare (realmente, con i suoi soldi!) per sempre, così come sono convinta che ci siano in giro parecchie isteriche pronte a metter sempre sul piatto dei rapporti con l’ex coniuge il baratto (a mio giudizio leggermente meschino) “o mi dai i soldi per tuo figlio o non lo vedi nei fine settimana”, della serie prima pagare poi usufruire. Per non parlare di alcuni casi nei quali si assiste all’interdizione alle visite ai nonni del “colpevole”… francamente oltre a ritenerlo meschino in se lo trovo ingiusto soprattutto per il bambino, come trovo ingiusti e diseducativi i commenti stralciati nei confronti del “reprobo” sempre e comunque, anche se mediamente od in tutto e per tutto “regolare pagatore”. Ho un caso simile in famiglia, e devo dire che sono lievemente disgustata dal comportamento di lei, che è mia parente, e sono rimasta amica di lui, e che dopo i primi mesi di visite accorate di lui che veniva confidarsi con noi… lui non ne parla più, ma da notizie di famiglia lei è sempre la solita esse ti erre puntini puntini…. possibile che il rancore fra due esseri umani abbia a dover durare così tanto a lungo, anche a scapito della saggezza e del bene dei figli e che la legge debba dar man forte sempre ai più prepotenti ed ingiusti?

    Mah… mi sbaglierò… eppure…

    ciao gente! Ciao Liuccia!

  14. Rocco_s_simone
    Pubblicato 17 novembre 2006 alle 16:55 | Link Permanente

    Buona fortuna all’amica di Lia,
    anche se con l’indice istat potra’ recuperare solo in piccola parte la perdita di volare della minuscula cifra che il marito le passa .
    Buona fortuna anche al marito dell’amica Lia, magari per lui la minuscola cifra non è poi così minuscola .
    Nei matrimoni tutti hanno le loro ragioni ed andare avanti a volte è difficile se non si è ricchi abbastanza .
    Per fortuna c’è una “legge” che regola questioni così delicate, con tutti i pregi e tutti i difetti che può avere .
    Il Papa ama la famiglia ) Si il Papa ama la famiglia .
    Anche se c’è del vero in quello che dice Augusta .
    Viviamo in un mondo complicato e incoerente, forse e’ per questo che amiamo la vita .

  15. Luca
    Pubblicato 20 novembre 2006 alle 09:01 | Link Permanente

    Non sono uno di quei tipi che gli avvocati definiscono “debitori nati”.
    E non credo che un ordinamento giuridico sia perfetto in quanto tale.
    Volevo solo dire che io tenderei a considerare il divorzio come la chiusura di un capitolo. E se deve essere chiusura, vorrei che lo sia su tutti i fronti.
    Io, da donna divorziata, farei di tutto per affrancarmi dall’umiliazione degli alimenti. Se dopo dieci anni starei ancora lì a riceverli, avvertirei una profonda sensazione di umiliazione, tutto qui.
    (ovviamente parlo per una linea di principio generale, poi tutto è relativo)

  16. Pubblicato 27 novembre 2006 alle 18:48 | Link Permanente

    Dunque.
    Dieci anni, cifra minuscola.
    La cifra minuscola dovrebbe essere attorno ai 600-700,00, più o meno, facciamo mille per arrotondare all’eccesso.
    Dovrebbe intascare, la sua amica, con rivalutazione ed interessi, soltanto cinque anni dei dieci se non ha fatto richiesta scritta perchè si prescrivono di cinque anni in cinque.Sempre che faccia per i secondi cinque richiesta.Dovremmo aggirarci intorno ai seimila euro.Dovrebbe cercare un accordo perchè se il marito non ha da perdere il decreto ingiuntivo costa e va anticipato.
    Se il marito ha una busta paga, difficile riesca a rientrare in tempi rapidi degli arretrati con il sequestro del quinto.E a volte se si hanno altre fonti di reddito, non legalmente conosciute, meglio evitare di stuzzicare verifiche del coniuge inadempiente.
    Se non ci son figli, facile che qualche assegno anzichè rimpinguarsi possa vedersi drasticamente ridotto o cessato.

    Auguri.

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