
Commentare l’inqualificabile cosa imbastita da Magdi Allam sul Corriere della Sera mi farebbe lo stesso effetto che proverei se dissezionassi una pantegana, quindi me ne astengo con pacifica fermezza.
C’è però una cosetta, in quell’articolo, che riguarda solo me e questo blog, e nessuno spazio è più immediato di questo per osservarla un attimo.
Dunque, dice il nostro: “Fino al 30 dicembre scorso, Lia nel suo blog ha minacciato di fare il nome di Tizio: «Dovrei raccontare, a questo punto, dell’ultimo acquisto della galleria di mostri di cui è composto l’islam italiano che ho la ventura di conoscere. Non so se ne ho voglia. Eppure, scriverne si deve» (Il link a ‘sta roba non chiedetelo a me, per favore).
Ora, io faccio la prof: se leggo una che il 30 dicembre scrive: “Dovrei raccontare a questo punto dell’ultimo acquisto etc…” ne deduco che costei voglia parlare di qualcosa per la prima volta. Mica che stia reiterando un discorso precedente.
Se la lingua italiana non è un’opinione, ecco.
E cosa voleva dunque raccontare, Lia, il 30 dicembre?
Qualcosa associato alle Arab Teens dell’immagine che chiude il post citato il quale, per il resto, è una sentita descrizione di ciò che per me è islam.
E che si chiarisce nel post successivo che parla, con dovizia di link, di una vicenda a mio parere abbastanza buzzurra che, con me e con i miei casi, c’entrava meno di un fico secco.
Tu dirai: e come mai questa frase che non c’entra un cavolo con le tue vicende è rimasta tanto impressa a Magdi Allam da finire sul Corriere come esempio di una tua – inesistente e mai avvenuta in nessun millimetro di questo blog – minacciosità verso le altrui identità?
Te lo dico io, perché.
Perché, nel post di spiegazione, definisco Magdi Allam e il buzzurr-islam speculari l’uno all’altro – forse con qualche ragione, mi pare – e infine scrivo, a proposito del come porsi di fronte a queste cose:
Non sarà un lavoro facile, non sarà un lavoro breve e dubito fortemente che partirà dai media: appiattiti come sono, qua si rischia di finire su Libero o da Magdi perché gli altri ti censurano, più per pigrizia mentale che per altro.
Come è comprensibile, noi eviteremmo.
Eviteremo, anzi.Se così deve essere, meglio persino che parta dai blog, quest’operazione.
In questo, personalmente, ci credo, nel senso che sono convinta che non esista strumento di controinformazione migliore dei blog, di questi tempi.
Purché non ci si aspettino gratificazioni immediate, risultati eclatanti, meraviglie e fuochi di artificio.
Certe volte bisogna essere formiche, temo. O api.
Consideravo assolutamente negativa e inopportuna la direzione che si stava dando agli eventi, prevedevo tranquillamente e senza sfera di cristallo quale tipo di interesse avrebbe potuto trovarci la stampa (e infatti, puntuale, uno o due giorni dopo è arrivato Magdi Allam a occuparsi di quella vicenda) e non volevo averci a che fare.
Quella mia presa di distanza deve essere stata un forte dispiacere per qualche squalo e squaletto che mi girava attorno con la speranza di poter vedere sangue, ma questa è un’altra storia ed esula dal tema di questo post.
Sta di fatto che ha un suo tocco velenosetto, vedere una delle frasi con cui trattai quella vicenda messa a supporto di presunte mie minacce che esistevano, mi pare evidente, solo nei desideri dell’autore di tanto articolo e della sua talpa.
C’è infine un’altra interessante chicca, a proposito dell’operato di questo signore che tanta preoccupazione sta dimostrando, a giudicare dagli argomenti a cui si è appassionato, per le donne di questo paese.
Ed è questa, risalente al giorno della pubblicazione dell’articolo e segnalata da questo post di Gilioli: “La pubblicazione [...] ha provocato una discreta reazione tra i blogger ma finora nessuna scusa da parte di Allam. Il quale, nella sua pagina sul Corriere on line, si limita a confermare la veridicità della mail in questione e a dare spazio (in quello che lui definisce “un forum di libero e civile confronto”) a una lettera in cui l’ex moglie del leader islamico viene definita «gallina isterica, antisemita fino alle budella, pronta a qualunque falsificazione della storia». E va beh.
Mah.
Se gli dovessi scrivere una email, credo che gli parlerei di delirio “sado-giornalistico”.


32 Commenti
Tutta intera anche la mia solidarietà e lo sdegno per lo sciacallaggio giornalistico di cui sei vittima.
Volevo scrivertelo da tempo, te l’ho scritto ora.
sono finita qui per caso ed ho letto di tutto ciò che ti è successo. è spaventoso come alcune persone possano abusare del potere di cui dispongono, appropriandosi di qualcosa di personale e privato. mi unisco a il coro di solidarietà che si è mosso nei tuoi riguardi. è vergognoso ciò che è accaduto. un saluto… Tiziana
Ma è possibile che non ci si possa organizzare per far arrivare al corriere.it tutto lo sdegno che, da quando è uscita tutta questa faccenda, i visitatori del tuo blog esprimono nei confronti di M. Allam?
Chessò, un netstrike a corriere.it, un banner per una campagna. Insomma: qualcosa che parta dalla blogosfera!
Hai tutta la mia solidarietà (scusa, ma in questi giorni ero assente e scopro solo ora cosa quale schifezza è capitata) Un abbraccio :-)
Ciao,
ti leggo da tempo e in passato abbiamo anche scambiato qualche parola sulla chat di Macchianera.
Ti scrivo per esprimerti la mia personale solidarieta’ circa la bruttissima violazione della privacy che hai subito ad opera, stavolta non di fanatici ma di un giornale, fatto da professionisti iscritti all’albo ecc ecc ecc…
Dov’e’ l’ordine dei giornalisti in questa circostanza?
Ma soprattutto, a che cosa serve?
Coraggio!
PS: la funzione di login tramite TypeKey… non funziona, controllala.
Hmmm…Lia, ti sei consultata con un bravo avvocato prima di querelare Allam? Io non sarei tanto sicuro che uno pseudonimo goda in questo caso della stessa tutela giuridica di un nome e cognome iscritti all’anagrafe comunale. Non sono un leguleio, sia ben chiaro, ma il dubbio mi viene. Io penso che in questo caso la querela di Piccardo sia molto ma molto più pertinente, anche se i furbetti avvocati del corsera potranno sempre invocare “l’interesse pubblico” della vicenda, ma questo lo possono fare anche nel tuo caso.
Ciao
Ritvan
P.S. Una domanda (non per semplice curiosità): sei musulmana?
Lia perche’ non ti rivolgi pure all Ordine dei Giornalisti ?
Detto Ordine ogni tanto sento che ha sanzionato il tale ed il tal ‘altro giornalista per aver derogato al codice deontologico….
Tanta solidarietà anche da me, che ti leggo da molto, seppur silenziosamente….
Mi auguro solo che questa operazione possa portare sul tuo blog molti lettori del Corriere incuriositi dalla vicenda, e che costoro possano capire direttamente dai tuoi post quanto sia stato squallido il loro giornale.
L’aspetto ancora più indecente della questione sta nel silenzio assoluto sul forum di Allam sulle risposte di Lia, il proliferare di commenti razzisti ed antiislamici era l’unico obiettivo che aveva in mente il giornalaio egiziano. Obiettivo raggiunto brillantemente.
Il silenzio sull’argomento è assordante.
Saluti
Ah dimenticavo, finora i miei post sull’argomento ancora non li ha pubblicati.
Saluti
Sì, confermo.
So di parecchia gente che ha scritto al forum di Magdi Allam per dire che l’articolo si basava su una email personale pubblicata senza autorizzazione e per chiedere spiegazioni, e che non è stata pubblicata.
In compenso, le lettere di insulti alla sottoscritta le pubblica… :)
Che infame! Il pinocchietto d’Egitto non si smentisce mai! Puah!
Per non parlare di certi lurker col dente avvelenato che cominciano a fare gazzarra contro di te sui propri blog…
(lo so che state leggendo, stronzetti, ma non vi fate un po’ schifo?)
Pace Lia. Salam. Salam aleika.
PS tutta questa vicenda credo sia un’ottima occasione per mettere a punto il rapporto tra opinione pubblica generica, blog (opinione pubblica attiva), giornalismo (quarto potere) e politica (Potere). In questo rapporto secondo me è evidente la funzione di “svelamento” da partedei blog nei confronti del “quarto potere” o del “potere” tout court.
Ma c’è un altro aspetto che andrebbe sviluppato ed è il più difficile: quello tra politica e opinione pubblica.
Nel passato sempre la riendicazione di diritti, specie nel campo della bio-politica, hanno reso necessario uno spiattellamento delle vicende personali: se la povera Donatella Colasanti non avesse raccontato della serata con i tre balordi ragazzotti della ricca borghesia romana (rischiando pettegolezzi nei suoi confronti che ci furono in diretta tv: le diedero di fatto della puttana) non avremmo avuto il famoso “processo per stupro” che diede una scossa alla battaglia per la legge sulla violenza sessuale.
Non siamo più abituati a questo, la politica è – al massimo – una crocetta alle primarie. PArtecipazione vuol dire una risposta a sondaggi dibattuta poi da altri in salotti televisivi.
Sai meglio di me invece la fatica che fanno per esempio le donne nel Islam, la fatica di far passare “sul proprio corpo” la rivendicazione di maggior dignità.
La tua storia è assai più “singolare” ma non per questo meno significativa. In più hai la possibilità di poter essere parte in causa di una questione (relazione uomo-donna nell’Islam, in quello italiano in particolare) senza dover subire i ricatti psicologici di una comunità d’appartenenza. Per questo io penso che lo “svelamento” che la vignetta sul tuo blog annuncia, lo “svelamento” dell’uomo, doveva essere più completo, e avresti dovuto farlo tu.
Ma quello che è stato è stato. Ora si va di querele e fai bene e sai che fin dove potrò, cercherò di sare voce a te, visto che in questa vicenda la guerra tra due uomini “pubblici” che si ofdiano trova terreno di allenza nel farla pagare a te, in qulache modo. Non voglio insistere, ma in un certo senso insisto cercando di partire dal “generale” che la tua vicenda può far ripensare. M ispiego (ci provo).
Noi occidentali ci dividiamo tra una società della trasparenza eccessiva (dal nudo, alla sessualità super-sfruttata, al modello comunicativo del Grande Fratello – che mette in crisi un’intera nazione, vedi il caso in Gran Bretagna ) e un’altra faccia della medesima società: quella dell’occultamento. Nell’Islam si indossa l’Hijab o il Burka, in occidente si indossa un velo altrettanto scomodo, che ha azzoppato la politica, che ci ha abituati a tirare la testa indietro nel guscio: questo velo si chiama “Privacy”.
Deve venire il tempo in cui si capirà quanto l’esigenza della privacy è più una trappola che impedisce rivendicazioni che una tutela della nostra intimità.Il tuo caso secondo me è da meditare ancora.E’ un esempèio di come si debba metere a punto non solo una deontologia del giornalismo, ma anche una etica del cittadino, etica ancora da scrivere: forse usare parametri “vecchi” ci porta a incomprensioni, faintendimenti. MA è bene disuterne ancora.
Se capiterai a Milano spero di poterlo fare con te davanti ad una tazza di “sciai”. un abbraccio.
No, mia madre non é musulmana, solo un’innamorata della cultura musulmana e dei paesi arabi piú in generale. Profondamente innamorata, ma non convertita.
Insomma, questa tua “separazione legale”, con giusto rimborso economico a tuo vantaggio, visto il motivo “ripudio” (cosa da medio – evo, e motivazione sicuramente non validante per ottenimento di un divorzio, in un paese civile), non poteva essere una cosa normale.
Pure sul Corriere della Sera, sei andata a finire. Roba da matti.
Ma TUTTE A TE CAPITANO?
A dirla così, sembrerebbe una presa in giro,invece..
E’vero! E’ tutto scritto sul Corriere (sono andato a leggere).
Comprendo le tante signore islamiche, che una volta in Europa… il burka lo lasciano in testa al marito musulmano, e scappano con l’europeo (e fanno bene).
Non ho nulla da dirti, ma un compagno meno “esotico”, su 57.000.000 d’ Italiani o su 400.000.000 d’Europei, lo potevi trovare.
Giulio: il Corriere ha scritto un mucchio di cavolate. Ma un mucchio, proprio. E il “ripudio” (ma come parlano??? Il verbo “lasciarsi” non si usa più, dico io?) non c’entra un cavolo, con questa storia, e la poligamia nemmeno.
Il problema è che se mi metto a spiegarla io, la storia, va a finire che ottengo, come unico risultato, quello di alimentare ancora di più questa valanga di pettegolezzi scandalistici che mi fa un orrore che non ti so manco spiegare.
Non credere ai giornali, quindi, ché non è il caso. :)
Infatti, a certe “cavolate” non ci credo, però 3 cosette vorrei dirtele:
1) non è la prima volta che hai dato fastidio al Corriere, con i tuoi articoli, quindi che t’aspettavi?
2) ti sei messa con un “esotico” rappresentante dell’Islam, il quale avendoti lasciata, ti stà muovendo contro molti islamici.
3) Magdi Allam, è uno giornalista, pseudo moderato, filo americano e filo israeliano, quindi anti palestinese; ed infatti, guarda caso, lui ha scritto l’articolo.
Che strana cosa la vita, talvolta genera strane alleanze, tra un giornalista anti palestinese e un “esotico” rappresentante islamico.
No, niente di ciò. Il mio ex non sta facendo nulla di misterioso né di ostile. Un giorno la spiegherò, la vicenda in sé. Al momento, con una querela in corso, preferisco concentrarmi sui metodi usati dal Corriere, che mi sembrano un problema più importante.
Lia ma la tua querela al Corriere ed ad Allam sta avendo risalto mediatico ?
Piu’ che ad una sentenza(che potrebbe esserci tra un mucchio di tempo)forse dovresti cercare di dare il giusto risalto,presso l’ opinione pubblica,dei “metodi” usati da certa gente
Ciao ed in bocca al lupo !
Secondo me dovresti provare ad andare in TV, se ti dovesse essere proposto non rifiutare! Penso che Magdi Allam e il Corriere sapendosi mediaticamente più forti stiano giocando sporco, da bulletti, bisognerebbe far loro abbassare la cresta.
sul risalto mediatico, non c’è da aspettarsi molto. Ma la piega che sta prendendo la discussione sul sito di ‘chiacchiera’ giornalistica non mi sembra male…
http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=16526
La mia solidarietà. E’ incredibile come certa gente sia disposta a passare su qualsiasi cosa pur di fare uno “scoop” e, magari, lanciare schifezze sui propri “avversari”, dialettici e politici che siano.
E tu, con il tuo blog, ci sei rimasta in mezzo. Hai fatto bene a proteggerti con i mezzi che la giustizia ti mette a disposizione. Continua sino in fondo, certa gente deve imparare a comportarsi nel mondo civile.
Saluti
Lia, hai tutto il mio sostegno e la mia solidarietà.
Da donna a donna, tutta la mia solidarietà, contro chi pensa che i nostri sentimenti siano scoop da prima pagina.
Contro chi, in qualunque prospettiva religiosa o irreligiosa, pensa che il diritto di difendersi sia solo maschile, il diritto di desiderare o non desiderare sia tutto da una parte sola.
che il corriere faccia porcate del genere e soprattutto magdi allam non è certo una novità quello che è peggio è la mail spifferata (venduta) al suddetto. vogliamo fare a questo punto anche il nome di questo galantuomo? p.s. okkio ai falsi amici Ahmad
Ho letto come il corriere, alias il gazzettino della serva, sta trattando te e le questioni che sollevi. Pura indecenza.
ciao lia, solo ora ho la possibilità di scriverti per farti sentire il mio pieno appoggio; ho inserito nel mio blog un tuo post con un mio breve commento con l’indirizzo del tuo blog.
un abbraccio pieno di solidarietà
hajester
Io dico che sarebbe ora di scrivere in massa al Corriere e chiedere che Magdi Allam non scriva più sul loro quotidiano, pena duro boicottaggio. Personalmente, assieme ad altri amici, ho già cominciato. Spero che in tanti aderiscano a questo appello. Inoltre, poichè più iniziative si prendono meglio è, suggerisco di aderire all’appello che appare in Gattostanco, che sta raccogliendo email di protesta per come lo pseudo-giornalista egizio si è comportato. Sommergiamo di email il Corriere!: lettere@corriere.it (o anche sromano@rcs.it)
Anch’io volevo esprimerti la mia personale solidarietà, le questioni private devono rimanere tali!
Suggerirei a quant* volessero comunicare il loro sdegno all’indirizzo più appropriato di scrivere alla direzione e/o al direttore del Corriere. ormai si è capito che il forum di Allam ha dinamiche uguali a quelle che da sempre animano Allam; scavalcarlo non è maleducazione, ma necessità.
Sai Lia se non ci fosse da piangere a me scapperebbe anche un po’ da ridere.
Sono millenni che ti sgoli con tutti (me compresa ai tempi) per cercare di farci capire che le parole scritte sono scritte, seguono un loro preciso codice di significato, più o meno consciuto da molti. Una logica argomentata conduce esattamente là dove l’autore ti vuole condurre: al suo argomento e se qualcuno vuole ribadire ad un’argomentazione, occorre entrare nel merito della stessa e costruirne un’altra,la propria,quella che si vuol sostenere.
Ora vedo professionisti della parola che tagliano e cuciono in maniera approssimativa , spostando il discorso,affatto argomentato, da tutt’altra parte.
E tu lì, nuovamente a sgolarti e a sottolineare che – No, tu non volevi affatto argomentare su quello, il discorso era tutt’altro ecc. ecc.-
E mi viene da ridere :)
Io credo ad un destino: il tuo è quello di essere sempre fraintesa (o strumentalizzata, chissà)
:)
Complimenti allo scribacchino del Mossad per l’ennesima bufala galattica, come quelle degli esplosivi liquidi e delle bombe messe da chi lo paga che ci vorrebbe far credere sono stati i musulmani cattivi, quelli che il boia Sharon sterminò a decine di migliaia e il nostro Allam lo aveva proposto per il nobel per la pace.
Bha…
Boicottiamo tv e giornali che danno spazio solo a questi pinocchi. Quanto seguito avrebbe un blog di Allam? Coi commenti aperti, alla prima panzana (al primo articolo quindi), zero.