
In colpevole ritardo – è che, quando ci si ritrova al centro dello scandalo ‘sessuale’ nazionale dell’anno, la puntualità ne risente – segnalo l’intervistona fatta con Mauro Biani su Vita.
Sono contesti – sia Mauro sia il giornale – in cui ci si sente più a proprio agio, diciamocelo.
P.S: Non è online. Rimane in edicola fino a giovedì, volendo.


19 Commenti
Lia, la tua intervista è in un’area il cui accesso è riservato agli abbonati…
Sì, scusami, avrei dovuto specificarlo nel post.
Del resto è una rivista non-profit. :)
C’è in edicola fino a giovedì, caso mai.
(Giusto accanto ad altri giornali meno, uhm, come dire…)
Non potevi dare l’ intervista ad un giornale a piu’ ampia diffusione ?
Non credo che “Vita” sia tanto conosciuto …
Sarà meno conosciuto di altri, Carlo, ma di sicuro una si fida tanto del giornalista come del giornale.
E di questi tempi non è poco.
Per leggere dello “scandalo ‘sessuale’ nazionale dell’anno” bisogna comprare per forza questo misconosciuto Vita o magari anche i più diffusi Grand Hotel e Cronaca Vera faranno questo popo’ di scoop gossip?
Tzk.
Bisogna comprare Vita.
Ché ho negato l’intervista pure a Confidenze che me l’aveva chiesta, e GIURO che non è uno scherzo. :D
Lia, poh non so che dirti, stai confondendo una intera nazione, aveva ragione Sherif all’inizio di sta novella islamicamente corretta e…. stai diventando meno credibile di Allam…
Saluti.
Laltare: tu, il senso dell’ironia, no, eh…?
Non è che la moglie del buffo ometto che ha scritto una lettera a un quotidiano per lamentarsi del marito ha preso spunto da te? :-) Oh, si scherza, sia chiaro…
Bella scelta!
ciao
Ciao Lia, volevo segnalarti questo post sul centro culturale islamico più discusso d’italia. per noi è una battaglia importantissima, prima di tutto contro la discriminazione e poi contro la strumentalizzazione
Non è che la potresti passare sul tuo blog l’intervista? Qui di giornali neanche l’ombra. E’ da molto che non riesco più a commentare però ti seguo sempre e ti sostengo.
il Miguel, oggi, fa un parallelo fra la tua (e ormai nostra) storia e quella di Berlusca & consorte (e in molti ci avevamo pensato, credo).
giusto così, appena accennato, con leggerezza.
io sono un po’ complottista e siccome mi sembrano (le lettere dei brianzoli) molto da ufficio stampa, mi chiedo se non sia tutta una bufala mediatica (comunque il nostro secondo organo di informazione ci fa una brutta figura, quasi quanto il Corriere della Serva, senza offesa per le colf).
un sorrisino, Lia, una delle tue svagatezze…
Come dicevo l’altro giorno, io ho visto sbucare Miguel in questa vicenda subito dopo Magdi.
Non lo sentivo da ottobre e, prima ancora, non lo sentivo da novembre 2005, quando litigammo per una futilissima questione di sigarette, che tuttavia pensavo fosse rientrata.
Direi che ho delle notevolissime riserve sui suoi interventi che mi riguardano.
Indubbiamente la pensiamo in modo diverso, io e Lia, su tutta questa faccenda.
Lia esprime il proprio punto di vista su questo blog, per cui lo conoscete; io sul mio blog ho espresso i motivi per cui ritenevo che la sua iniziativa, per quanto rispettabile nelle intenzioni, era destinata al fallimento.
Insomma, due percezioni molto diverse.
Però vorrei precisare che non intendo fare un paragone diretto tra i contenuti del caso Haramlik e del caso Arcore.
A parte che le storie sono diverse, Repubblica non ha scippato un messaggio privato per costruire la sua storia.
Quello che mi interessa analizzare invece è l’analogia tra gli utilizzi mediatici delle due storie: per capirci, mi interessa parlare di Magdi Allam e di Ezio Mauro, e non di Lia e Veronica.
Prendo atto del tuo intervento, Miguel.
Dal canto mio, confermo ciò che ho scritto sopra.
I rispettivi blog sono alla luce del sole.
Ehm, mi ha detto un’ amica che siete anche su “XXXX”, Non so se di questa settimana o della scorsa. L’ articolo non l’ ho letto, spero sia decente…
Perdonami che ti abbia ‘censurato’ il nome della rivista, Aisha, ma è che ‘ste cose sono superiori alle mie forze. :)
Non ho letto l’articolo, né ho letto quelli che, a naso, appartengono alla stessa categoria.
Suppongo che mi capiteranno per le mani dal parrucchiere ma, al momento, ancora non ci sono andata e manco ho fretta.
Credo che partano querele a raffica, però. E la mia posizione pro-querela è nota, dimostrata e in crescita.
A margine, credo che sia interessante questa dimostrazione in diretta di certa cialtronaggine giornalistica. Se ne è parlato tanto in teoria, sui blog, e per tanto tempo. Un live così si era visto poche volte, mi sa.
Martinez io ho l’impressione che a te interessi stare fuori dalle cose, astrarle, farne degli oggetti neutri di speculazione.
Intendiamoci tenersi a distanza da ciò di cui non sì è convinti può essere un atteggiamento molto saggio. E non si può certo impedire che a fatti conclusi uno esterni le proprie perplessità, anche se ci sarebbe qualcosa da ridire sulla tempistica.
Ma l’ultimo accenno ai fatti di Lia è gratuito e civettuolo. Hai dettagliato a dovizia e con precisione i motivi per cui pensi che quel discorso non potesse funzionare? Bene. Hai voglia di occuparti di Silvio, Veronica o di Mauro e Allam o di che ritieni imprescindibile? Bene. Fallo senza tirare in mezzo altri, coerente con la linea di non ingerenza che hai adottato.
Non tutto è consumabile per l’estetica del discorso.