“Tesoro, la mamma ha da fare nell’harem”

harem

Mi fa, inferocita: “Ma insomma, mi spieghi cosa avevi di tanto urgente da fare da non rispondere al telefono a tua figlia per tutto il pomeriggio???
Spiego: “No, è che avevo in casa una troupe televisiva che mi stava intervistando sulla poligamia…

Ed è che spiazzare una figlia rimproverante dà sempre una certa soddisfazione.

Ah. Vabbe’, mamma, ma potevi dirmelo, invece di mandarmi brutalmente a stendere e poi riattaccare.
E’ che mi è parso complicato da spiegare, lì per lì: non avrei saputo darti dettagli.
Già, immagino. E quando esce, questa cosa? No, meglio se non me lo dici. Non sono sicura di volerla vedere.
Come biasimarla, del resto.

Insomma: ancora non ho capito perché l’ho fatto, ma ho passato il pomeriggio di ieri a esibirmi nei mirabolanti panni della rotonda prof di spagnolo che che narra i suoi trascorsi poligamici all’insolito scopo di difendere la saggezza del Corano.
Con l’ignara figlia che, intanto, mi cazziava.

Puoi parlarci del tuo rapporto con l’islam?” E intanto il telefono squilla e so che all’altro lato della cornetta ho una Pupi che pretende spiegazioni.
Potresti sederti al pc mentre noi ti riprendiamo?” E mi siedo e trovo un’email furente della Pupi che mi ingiunge di prendere il telefono.
Facciamo che prendi un libro e te lo leggi“, ed io mi calo nella lettura del libro della Caridi (è che ieri ero ispirata dai giornalisti che parlano di islam in modo civile) mentre attorno a me squilla tutto lo squillabile e mi chiedo come diamine si faccia a fare sparire il telefono di casa, che è tanto meno eliminabile di un cellulare, e medito di gettarlo dalla finestra.

Insomma: io già faccio fatica a farne una, di cose alla volta. Figurati farmi intervistare sulla poligamia e litigare con la figlia, tutto insieme. Uno stress.

Comunque, boh. Perché l’ho fatto? Sostanzialmente, perché il giornalista che me lo ha chiesto mi era parso una persona perbene, al telefono. E poi si è messo a ridere quando ha letto il sondaggio sul mio blog e, insomma, alla fine non ho saputo dirgli di no.
Sono giusto riuscita a sottrarmi all’agghiacciante idea di farmi riprendere a spasso per i vicoli del centro storico sotto la pioggia, ché mi manca solo di farmi prendere per il culo dal vicinato tutto per i prossimi trent’anni. Anche se le riprese di me sotto un naufragio, visto l’argomento, avrebbero avuto un loro perché. Effettivamente.

Per il resto, ho lasciato che facessero di me ciò che volevano, con rassegnata mansuetudine, mentre mi sforzavo di dire qualcosa di sensato su argomenti che – me ne accorgevo meravigliatissima, mentre parlavo – ormai suscitano in me la stessa passione della ricetta del cavolofiore bollito. Anche un po’ meno, forse.
Miracoli del tempo che passa, guarda.

E quindi è stato catartico, a modo suo. Pensavo di andare a stuzzicare chissà quale bubbone ed ho trovato a stento un brufolino. Non me ne frega proprio più niente, ormai ne ho le prove.
Mi resta il dubbio su cosa rimanga della mia capacità di passione, vista l’entità di questo spegnimento, ma in fondo so’ persino ottimista: perché ieri mi sono divertita, tutto sommato, e se una si diverte è perché sta bene.

Ho minacciato il Garbato Giornalista di terrificanti rappresaglie sull’Haramlik, qualora mi avesse maltrattato nel mettere insieme la cosa. Lui mi ha molto rassicurato e aveva l’aria un po’ preoccupata mentre lo faceva, come uno che già si vede crucificato su pubblico blog. Noi prof ci abbiamo la minaccia convincente.
Ma poi, senti: questa cosa manco si vedrà, in Italia, e poi chissenefrega.
A me basta avere una nuova situazione strana da aggiungere alla mia raccolta, per considerare interessante un pomeriggio.
Il collezionismo di momenti improbabili è una vocazione come un’altra.

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16 Commenti

  1. Pubblicato 6 marzo 2009 alle 15:47 | Link Permanente
  2. Pubblicato 7 marzo 2009 alle 07:53 | Link Permanente

    Hai visto? liberata!!!! sono proprio contenta! e’ che una non lo sa mai finche’ non ne parla in modo pubblico e visibile. Mi consola il fatto di vedere che le figlie tendono sempre a essere isteriche con le proprie madri (stordite! sic) 1 abbraccio

  3. Julia
    Pubblicato 7 marzo 2009 alle 12:53 | Link Permanente

    Pero, estaba buenorro el periodista??

  4. Pubblicato 7 marzo 2009 alle 16:22 | Link Permanente

    Pues, no estaba mal… :D

  5. Pubblicato 7 marzo 2009 alle 17:50 | Link Permanente

    Il titolo, comunque, è da applausi! ;)

  6. pupi
    Pubblicato 7 marzo 2009 alle 18:34 | Link Permanente

    IL LIBRO!

  7. Pubblicato 8 marzo 2009 alle 12:04 | Link Permanente

    no ma dai, non si può avere il filmato? la rotonda prof di spagnolo che parla di poligamia è imperdibile.

    un bacio

  8. Pubblicato 8 marzo 2009 alle 16:07 | Link Permanente

    sei tornata! e subito a far danni :DD Ora ti scrivo. baci

  9. Pubblicato 8 marzo 2009 alle 17:27 | Link Permanente

    Bello, e capisco la rassegnazione. Questi giornalisti ti spupazzano di qua e di là a seconda di cosa fa comodo alla loro storia, e meno male che li hai minacciati. E la liberatoria glie l’hai firmata?

    Per le figlie, io trovo che la cosa meravigliosa di essere una figlia è che puoi dare a tua madre la colpa di tutto quello che ti va storto nella vita. poi ci pensi su a mente fredda e ti prendi le tue responsabilità, ma la botta viscerale, solo grazie alle madri che possiamo. (I miei sono maschi in età di morso, per quanto riguarda le botte viscerali, quindi non saprei com’è).

  10. Pubblicato 8 marzo 2009 alle 18:58 | Link Permanente

    Ehi, Piccola Cuoca: ma quest’estate sei lì?

    Capsi, ciao! :)

    Pedrita: manco morta. :D

    Mammamsterdam: io pure volevo qualche maschio, mannaggia. Sempre pensato che dei concreti morsacci fossero più gestibili degli affondo delle soavi figliole. :)

  11. mazzetta
    Pubblicato 8 marzo 2009 alle 19:44 | Link Permanente

    dev’essere una nuova tendenza questa di cercar blogger per riempire la tv, la scorsa settimana ho ricevuto 2 richieste contro una sola nel resto della vita…robe da matti…che tempi…

  12. mirella
    Pubblicato 9 marzo 2009 alle 13:54 | Link Permanente

    Ma..chi vive nel paese del giornalista deve PAGARE per sapere quando andrà in onda????

  13. Pubblicato 9 marzo 2009 alle 17:09 | Link Permanente

    La Televisione della Svizzera Italiana, che io a Como ricevo in digitale terrestre pubblica (www.rtsi.ch) la maggior parte dei suoi programmi come podcast. Quindi, per favore, ci dici che programma è? Pretty please?
    :)

  14. Pubblicato 9 marzo 2009 alle 21:38 | Link Permanente

    Mi toccherà sabotare i ripetitori.

  15. Pubblicato 11 marzo 2009 alle 18:15 | Link Permanente

    Son qua! quindi sali sull’aereo e vienimi a trovare!
    1 bacione

  16. AndreaR
    Pubblicato 15 marzo 2009 alle 11:53 | Link Permanente

    Cara Lia,
    guarda che se per caso, dico per caso, la tua intervista passasse su “Storie” (http://la1.rsi.ch/storie/) sappi che hanno la cattiva abitudine di mettere il girato disponibile … online!
    Andrea

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  1. Scritto da Ci ho l’Haramlik loquace » Haramlik il 11 marzo 2009 alle 19:55

    [...] deve essere la mia settimana delle interviste, si vede, e dopo avere raccontato le meraviglie del divorzio islamico e relativi alimenti post-poligamia a misteriose televisioni [...]

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