Letteralmente: non so cosa sto facendo.
Vado a vivere con un uomo. Anzi, ci vivo già. Da un anno. Ma senza enfasi. Gli ho dato un pezzo di armadio 15 giorni fa. Ci piace l’altra casa, quella sotto. Poi ci ripensiamo. Poi ripensiamo all’averci ripensato. E facciamo un sacco di conti: economici, familiari, esistenziali. Salgono cari, tutti. Ma li stiamo pagando in piccolissime rate già da un sacco, non ce ne accorgiamo nemmeno. Specie se rimaniamo fermi, con lui nel suo limbo familiar-giuridico e io nel mio limbo residenziale.
Non lo so, cosa faccio. Lo faccio così, senza darci peso. Vorrei quella casa e tenermi pure questa, fare giochi a incastro di affitti e condivisioni e però poi voglio partire, e appena possibile fare “Puuff!” e sparire e lasciare case qua e là e tenerle tutte e non mollarne nessuna, ciascuna con qualcuno dentro. Ho di nuovo voglia di Egitto, e dire che credevo di essere guarita.
Mi sto emozionando un pochetto con un sacco di cose, pure troppe. Ma le ho tutte sotto controllo, non mi perdo. Non c’è niente che io debba fare per forza: posso fare o non fare ciascuna di ‘ste cose, va bene lo stesso, e intanto passa il tempo. Ed è che l’obiettivo vero è proprio farlo passare, credo.
Poi sento una vecchia canzone in cui mi riconoscevo molto, qualche tempo fa, e mi viene nostalgia per come ero allora, quando non avevo il controllo di nulla di ciò che sentivo.
Quella che fa: “Aunque casi me equivoco/ y te digo poco a poco / no me mientas / no me digas la verdad / no te quedes callada / no levantes la voz / no me pidas perdón.”
Sembra sempre che muori, quando stai male. Invece, tutto ciò che fai è tenerti occupata – ma per bene, proprio come si deve.
(E’ una questione di talento: se non ci sai stare, nel tepore, non è invecchiando che impari.)


16 Commenti
Grande Lia…
tienici aggiornati…
Johnny is back!!!
ne avrei da raccontare… ;)
bacione!!!!!!!!
Ma le grandi decisioni della vita alla fine sono proprio quelle prese in sordina, poco a poco, perché crescono così. L’importante è avere qualcosa, qualcuno o un posto che ti tengano calda.
Stai vivendo un grande conflitto interno.
Da una parte non vorresti unirti a nessuno per restare libera ed indipendente e dall’altra il desiderio di unirti con la persona giusta.
….. A U G U R I :)
Lia…tu arriverai a cent’anni. E QUANDO SARAI LI CON LA MEGATORTA LE CANDELINE, GLI AMMENICOLI VARI E TUTTI PENDERANNO DALLE TUE LABBRA PER SAPERE QUALE INVIDIABILE SEGRETO TI HA PORTQATO A RAGGIUNGERE QUESTO TRAGUARDO, TU LI GUARDERAI E DIRAI: -”DUNQUE, DOMANI CHE FACCIO? TORNO IN EGITTO? CAMBIO CASA? MI FACCIO DUE CONTI?”
Sei una gran donna.
e pensare che credevo di essere l’unica a volere l’uovo e la gallina, due sfere di vita diverse, con tutto e niente dentro…adesso m sento decisamente meglio!
Infatti, Lia, la casa (magnifica) qui sotto sa di tepore, non di Lia. Ma anche un “semplice fidanzamento” sa di tepore, e poco di Lia. È che ogni tanto hai nostalgia di normalità, ma poi, meno male, ti passa.
e se invece di starci a pensare uno si limitasse a vivere? ma anche io non so mai decidermi…
e se i calamari cominciassi a friggerli, piuttosto che sentirli cantare? Eh?
Stare nel tepore è un’arte! :-)
P.S. Adesso sono qui: http://noterapide.blogspot.com
Un abbraccio
E’ in atto una profonda ed irreversibile trasformazione.
Allora che combini???
Piano piano, senza fretta, vivere giorno per giorno, serenamente, e que seras seras. E vedrai che tutto andrà bene, e soprattutto sarà “chiaro”.
Non riesco a collocare come strada quella casa, la vista dalla finestra, così in salita, mi confonde. Però è molto bella, sì. :-**
Torno, ci ho pure il pc nuovo.
E’ che è uno strano periodo, con cose a cui non ero abituata.
(Mitì: è dalla facoltà di Architettura)
voglio… voglio… voglio :-))
Si può sapere che combini?
Lui ha appuntamento col padrone di casa martedì. La scaramanzia mi impedisce di aggiungere altro. E comunque ci ho pensato: io gli voglio bene, a questo SSG. Mah.