No, niente, mi chiedevo questo: cosa spinge una persona che apparentemente dovrebbe essere normale a prendere e salvare sul web, in una pagina apposita, una foto tratta dal sito di Piero Marrazzo in cui l’ex governatore è ritratto con la figlia?

Mi spiego: c’è un politico coinvolto in un megascandalo dietro il quale si agitano appalti, storie di sanità, miliardi persi o guadagnati, ricatti, morti e via discorrendo. Questo politico ha da tempo una sua pagina web in cui si presenta, con tanto di foto di sua figlia.

E c’è un blogger che si prende la briga di salvare la foto della bambina immortalata accanto al politico, di pubblicarla sul suo blog per stigmatizzare il fatto che suo padre l’avesse postata e che, addirittura, si prende la briga di creare un clone della pagina da cui l’ha presa utilizzando i servizi di un sito apposito affinché rimanga sul web per sempre. Perché ha paura che Marrazzo, ormai in disgrazia, possa avere voglia di togliere la foto di sua figlia dal web. E quindi ci pensa lui, a farcela restare. Ci pensa Miguel Martinez.

Io, non è un mistero, sono da tempo affascinata dalla paludosissima psiche di Miguel Martinez. Ne sono affascinata da quando l’ho visto all’opera come complice di Magdi Allam nella vicenda che mi vide coinvolta, ed è una fascinazione dovuta al fatto che lui, a differenza di altri personaggi coinvolti nella medesima storia, non è mosso in prima istanza da motivazioni di tipo pratico. Non le fa per guadagnare, queste cose, o – almeno – il guadagno non è il primo dei suoi obiettivi.

Lui lo fa perché gli piace.

Gli piace archiviare, salvare, collezionare dati, foto, indirizzi e vite della gente più disparata. Gli piace additare al pubblico ludibrio la bambina figlia del politico in disgrazia di turno, certo che non gli succederà nulla visto che costui ha ben altro a cui pensare.

E a me risulta incomprensibile che una mentalità tanto torbida possa anche solo esistere, e ne sono affascinata perché cerco di carpirne il segreto, il meccanismo che ne giustifichi l’esistenza. Credo che sia, nel suo piccolo, un tentativo di capire il Male. Cosa spinge una persona normale a salvare per l’eternità l’immagine della figlia di Piero Marrazzo sul web e a dichiararlo, persino, come un entomologo che ha appena aggiunto un insetto nuovo alla sua collezione?

E bisogna ridere o rabbrividire, davanti a un simile comportamento da maniaco? Più in generale: sono l’unica donna al mondo che non ha mai saputo con certezza se i maniaci le sembravano più buffi o più inquietanti, con tutto il loro agitarsi nell’ombra per raggiungere obiettivi risibili – mostrare cose piccole e non tanto importanti, che si tratti del pisello di un vecchietto o della foto di ‘sta bambina?

Poi, vabbe’: tutte le volte che Martinez vuole nobilitare le sue bizzarre pulsioni tira fuori la solita Teoria della Jeune Fille per nascondercisi dietro.

E quindi, secondo lui, il fatto che un politico abbia mostrato sua figlia al mondo, nel momento in cui era in auge, rappresenta chissà quale tratto caratteristico della società contemporanea. Teoria abbastanza difficile da sostenere, mi pare:

Las-Meninas

Io credo che Martinez volesse solo provare l’ebbrezza di mettere il suo ditino – anche lui – nella vita personale di Marrazzo. Perché è fatto così, colleziona vite altrui che immortala dal buco della serratura. Perché gli piace. Perché la sua è una specie di perversione.

(Poi, per fortuna, un pietoso commentatore gli ha chiesto di oscurare il volto della bambina e lui non ha trovato scuse per sottrarsi. Almeno sul suo blog. Su FreezePage l’ha mantenuto al naturale, manco fosse suo papà.)