Ho cambiato casa. Mi sono impossessata di tutto il mio palazzo, o comunque quasi. Nella mia ex casa c’è adesso mio fratello, determinato a fare il pendolare da Milano e a passare quanto più tempo possibile nel suo buen retiro nuovo di zecca. Io invece sono al piano di sotto, nella casa nuova – quella che appena l’ho vista ho pensato: “Tu sarai mia”, e non sbagliavo – e vivo con SMP. Siamo qui da quasi tre settimane e non ci siamo ancora lasciati. Direi che è strepitoso, come inizio.
Passo le mie giornate all’Ikea, non riesco più a staccarmene. L’angolo delle occasioni dell’Ikea è la mia perdizione del momento, e parlo disinvoltamente di poltrone Ektorp (pagata 80 euro) e tavoli Norden (120 quello grande) e non l’avevo mai fatta in vita mia, questa cosa. Non avevo mai messo su casa con un uomo.
Dunque, le differenze. Rispetto a traslocare da sola, traslocare con un uomo ha un mucchio di vantaggi. Sollevi molti meno pesi, tanto per cominciare.
E poi risparmi un sacco: la cucina l’ha montata con le mani sue, mentre io lo contemplavo ammirata ricordando il terribile pomeriggio in cui vennero gli omoni dell’Ikea a montarmi quella della vecchia casa, tre anni fa: ero al telefono con non so chi, ad esaurirmi appresso al mio divorzio islamico, e intanto gli operai montavano ante e segavano piani di lavoro domandandosi da che razza di pazza fossero finiti, suppongo, ché mi si sentiva dibattere di regole coraniche e non li degnai di uno sguardo, li salutai distrattamente mentre se ne andavano e manco mi presi la briga di vedere come fosse venuta, la cucina montata. La sera venne Marzia, ricordo. Entrò festosa, cominciò a farmi i complimenti per il mio progresso abitativo e poi mi guardò: “Non te ne frega niente, vero?”
Esatto. Non me ne fregava niente.
Stavolta me ne frega eccome, invece, e mi sto godendo ogni piccolo progresso, ogni mensola, ogni lampadina nuova come se stessi giocando alla casa di Barbie, con un divertimento abitativo che non conoscevo e che sono felice di scoprire, alla tenera età di 48 anni.
Divertimento in cui non mi sento nemmeno intrappolata, peraltro: i primi giorni ci guardavamo straniti, io e SMP, pensando a cosa diamine stessimo combinando. “L’importante è prenderla con la dovuta leggerezza”, dissi io a un certo punto. Credo che diventerà il motto di questa casa.
Riesco a scrivere poco perché parlo molto. Non sono abituata a vivere con qualcuno, ho i meccanismi ancora da regolare. Prima, quando pensavo una cosa la scrivevo. Adesso la dico. Dovrò trovare una terza via, qualcosa che mi faccia imparare a dire delle cose e a scriverne altre, imparerò ad orientarmi.
Mi guardo attorno e, in certi momenti, mi sento come una che viene beccata a fare qualcosa di male: direi che ne ho fatto, di casino, in tre anni a Genova. ‘Sta prof grassottella che compie gli anni ogni secondo continua a fare danni, pare, ed è tutta salute. E poi una rivoluzioncella periodica ci vuole, ché sennò come fai. Sono contenta. E’ un bel periodo.
SMP cucina cose genovesi, i testaroli al pesto e tutte ‘ste cose. Si fa la spesa nelle botteghe dei vicoli, in Canneto. Ride quando pronuncio la zeta. Ascolta Rai3 in tutte le stanze grazie a un mucchio di radio strategiche.
Non si può dire che non me la stia vivendo, questa città.
Ci ho le Billy da montare, poi torno.




11 Commenti
Massì, l’angolo delle perdizioni di Ikea è un classico di ogni nuovo trasloco, che bello (poi con un genovese, fguriamoci, ok, l’ho detta, era una battuta pessima).
Auguri, divertitevi, cosa vuoi che sia abituarsi a un signore genovese in casa alla tenera età vostra?
son tanto contento, tanto
se non scrivi, e non ti leggo, so che parli e che ami, cosa si può augurare di meglio?
Sono contentissimo:
1) Perchè ti sento VIVA!
2) Perchè state bene insieme.
3) l’unica cosa che mi preoccupa è quella di voler parlare di certe cose mentre scrivi altre cose. Non è che poi rischi di fare degli ANAGRAMMI? :)
Lia che bello!
Andrà tutto bene. La cucina genovese è ottima e leggera. SMP mi pare appropriato. Un bacione!
A questi signori va bene tutto:erano contenti quando vi lasciavate…sono felici quando state insieme.
Un campione di opinioni assolutamente inaffidabile.
X Old
Carissimo, mi dispiace deluderti, anche se mi fa piacere di leggere un tuo commento.
Il sottoscritto è sempre stato contento per loro, e ho rimproverato Lia quando aveva qualche dubbio.
Del resto Lia se non trovava questo povero cristo che se l’è accattata..restava zita a vita!
E col caratterino che si ritrova, povero SMP..
Lia, ti leggo spesso ma commento pochissimo.
Questa tua ultima storia sentimentale mi ha fatto tornare in mente un brano di un librettino che amo.
L’avevo comprato perché mi aveva fatto ridere il titolo, e leggendolo mi sono chiesta fino alla fine se l’autore mi stava a prendere per i fondelli. Non l’ho ancora capito adesso, ma non importa, rimane uno dei libri di cui ogni tanto vado a ripescare qualche brano.
Questo te lo regalo:
“Se incontri qualcuno che sei capace di sopportare (ed è già molto), e questo qualcuno è anche capace di sopportarti (e una tale coincidenza è già sospetta), e se a momenti non solo lo sopporti ma lo vorresti ancora più appiccicato a te, se arriva a mancarti quando è molto in ritardo e se alla sua vista ti torna l’allegria, non temere, allora, di sottometterti a quello sconforto della vicinanza che è la convivenza: è possibile che tu riesca a sopportarlo.”
Trattato di culinaria per donne tristi, Héctor Abad Faciolince, ed. Sellerio
Elvi, è perfetta! Grazie. :)
e la causa alla pazza come procede?
:-) !!! :-)!!!! (il tuo controllore dei commenti non sopporta che io metta solo :-)
Auguri! Io ho avuto ricorrenti disavventure con l’Ikea. Sicuramente è meglio comprare le occasioni, che sono già montate.
Proprio ora se ne va l’inquilina che mi hai procurato tu. Ne hai per caso un’altra/o?