Attorno a piazza Tahrir, intanto, sembra da giorni di essere finiti nel Cile di Pinochet.

Al posto di quella specie di Festa del’Unità che era la piazza occupata – coi venditori, i curiosi, lo struscio, le discussioni, i palchi, i comizi e la musica, le famiglie coi bambini al seguito e i vari giornalisti o fotografi venuti da ogni dove, adesso ci sono i carri armati agli incroci, i cellulari della polizia in fila per tutta via Talaat Harb fino all’omonima piazza, e pochi passanti che sfilano, col disagio del caso, davanti ai cordoni di soldati e polizia schierati.

Nella piazza, i cordoni sono due: quello interno, fatto da poliziotti in tenuta antisommossa messi in fila attorno al grande spartitraffico centrale. E quello esterno, tutto attorno ai marciapiedi della piazza, fatto invece da soldati schierati a loro volta, stretti uno accanto all’altro, gomito a gomito. E, curiosamente, i soldati indossano la loro mimetica e i loro mitra ma – interessante gemellaggio – esibiscono gli scudi della polizia. Con su scritto “Police”, appunto.

L’altra sera ho chiesto il permesso di fotografarlo, un carro armato, ma il soldato di postazione davanti al mitra mi ha detto di no. “E dai!“, ho detto io. Niente. “Ma siete belli!“, ho insistito. Si sono messi a ridere, ma era proprio no. E poi sono passata davanti allo schieramento della piazza e guardavo le facce di ‘sti soldatini: chi stanco morto, chi – pochi – marziale e incazzato, e quelli che ti fanno i sorrisoni o ti strizzano l’occhio quando vedono che li stai guardando.
Stanotte alle 4 erano sempre là, sempre in piedi, forse svegli. Solo loro, e io che rincasavo tardi.
Mi sono chiesta se anche i militari cileni o argentini avessero delle facce così umane, se anche loro sbadigliavano o strizzavano l’occhio alle passanti.
Se pure loro sapessero sembrare persino buffi, volendo, pur essendo tanto capaci di fare male.

Nella zona, comunque, ormai non c’è altro. Finito il passeggio, Talaat Harb è quasi tutta spenta: bisogna andare un bel po’ più su per trovare l’animazione delle serate di Ramadan.

Se i commercianti della zona pensavano di incrementare il loro giro d’affari, con lo sgombero, mi sa che hanno sbagliato qualche conto.

(Mentre scrivo, apprendo che ci sono manifestazioni sia là che davanti all’ambasciata siriana, in questo momento. Vediamo che venerdì ci aspetta.)