E disastro fu. Non che non fosse prevedibile.
Già non si capiva cosa c’entrasse la sua nuova fidanzata alla cena per la mia partenza, a dire il vero: pare che sia stato costretto a invitarla, che fosse una cosa inevitabile, non so. A me pare una stronzata: a che pro infilarmi nel ruolo dell’amante clandestina costretta a misurare gesti e parole davanti a una tizia ipergelosa quando io parto tra una settimana e, in un’atmosfera di addio, magari avrei pure voglia di essere spontanea? Ché poi non mi si confà proprio, la clandestinità, mi rompe le palle e la reggo pochissimo, e poi per cosa? Fosse il suo grande amore, o la moglie o chennesò. E’ una con cui ha un rapporto tiepido e traballante, mi dice, poco simpatica e pure di destra.
Infatti, si rivela dal primo istante una megera di notevole caratura. Secca secca, molto in là con gli anni, una faccia di rughe di cattiveria che ti veniva voglia di darle un colpo di ferro da stiro per rimediare e l’atteggiamento ostile dal primo istante in cui mi ha visto. Sai quelle cose sottilmente aggressive, fatte di sguardi e paroline buttate lì? Ecco.
Tento almeno tre argomenti di conversione diversi, lei è seccamente in disaccordo su tutti e tre. Dalle leggi sugli affitti alla sigaretta elettronica, ci tiene a darmi torto su tutto con un’aria supponente che mi lascia meravigliata, all’inizio: ma nessuno le ha detto che ho un brutto carattere? Ma lo sa, che se continua a fare così prima o poi si becca una reazione? No, evidentemente non lo sa.
Mi presentano delle persone, mi snocciolano una serie di nomi tra cui cerco di fare ordine, dico a una: “Maria devi essere tu” e ‘sta megera, che è accanto a me, sussurra: “Perspicace…“. A bassa voce, tra il detto e il non detto, il genere di gratuita, sotterranea acidità sociale a cui a me viene voglia di rispondere con uno schietto pugno in testa. Decido di evitarla, chiacchiero altrove, sbucano i due migliori amici della Megera e mi fanno: “Ah, in America latina ti troverai benissimo, non come nel mondo arabo!” Io, incredula: “Ma veramente io mi sono trovata benissimo nel mondo arabo, lo amo molto…” E loro: “Ah, ma la condizione della donna nel mondo arabo!” Comincia a prendermi la disperazione.
E così, a tavola, la condizione della donna nel mondo arabo diventa l’argomento di conversazione. ‘Sti due amici di Megera snocciolano il repertorio completo dei luoghi comuni islamofobi, io cerco di controbattere qualcosa ma loro alzano la voce, non ti lasciano finire una frase, è impossibile. Tra l’altro, io non capisco: se in una tavolata di persone c’è qualcuno che è fortemente in disaccordo con qualcun altro, che bisogno c’è di inchiodarsi proprio all’argomento di disaccordo? Non si può parlare di altro? Di America latina, magari, o del cavolo che volete voi? Niente. Con gli arabi, è impossibile: quando un islamofobo agguanta la presa, non la molla più, e io decido di ignorarli, mi butto sul vino, bevo per dimenticare, giocherello col cellulare raccontando sul socialcoso quello che mi sta capitando. L’islamofobo mi dice di togliere il telefonino dalla tavola, ché non si fa. Lo mando garbatamente affanculo.
Non bevevo vino da due mesi, da quando ho smesso di fumare. Mi rifaccio, ne bevo una quantità sufficiente per due mesi, in effetti. Ed è una sbronza malumorata, quella che mi viene, e il diavolo che è in me viene fuori, finalmente, ché friggeva ormai da ore, e passo all’attacco. Prendendomela con SMP, che è quello che mi ha messo in tanta situazione demenziale, e scegliendo una a una tutte le frasi che più possono metterlo in imbarazzo davanti a Megera che è lì e, finalmente, non interviene più. A ‘sto punto lo ha capito, che è incappata in una brutta cliente.
Concludo con un: “Non so cosa potrai fare, mio caro SMP, per farti perdonare di avermi cacciato in quest’imboscata. Di sicuro, la prossima volta che vorrai [omissis] dovrai strisciare.”
La faccia di Megera mi ripaga di tutta la serata.
Il resto non è particolarmente degno di nota. Il mal di testa odierno mi dice che ho concluso la serata ubriachissima. Dal cellulare, apprendo di avere spedito un sms di odio a SMP, mentre rincasavo, e che lui mi ha risposto dicendomi che lo aveva mollato in mezzo alla strada, la Megera, e che se l’era dovuta fare a piedi.
Quest’uomo riesce a fare incazzare sempre tutte, io non so come fa.



10 Commenti
Proprio l’altro giorno ho litigato con una (ex) amica sul tema “Islam e donne”: mi seccano moltissimo le opinioni di gente che non ha mai letto una parola del Corano, mai visitato un paese musulmano e mai parlato con un musulmano in carne ed ossa.
Il fatto di avere per compagno un curdo di cittadinanza irachena è fonte continua di perplessità e non troppo velate spiacevolezze, anche da parte di persone dotate di titoli di studio.
Eccheppizza, ma basta.
Io ti amo. E ti ammiro. Per non averla insultata, offesa, picchiata e per non averle sputato in un occhio o messo uno sgambetto. Grazie per aver rovinato la serata a SMP. Ieri sera volevo suggerirti qualcosa del tipo “come va la tua prostata?” ma poi ho pensato che non hai bisogno di suggerimenti. Mi dispiace per il tuo mal di testa, spero ti passi presto. E che alla legnosa sia andato di traverso tutto, dall’aperitivo all’ultimo bicchiere. Caçarole. Baci.
Giura che non lo inviterai a Cuba, giura qui subito!
Giura che inviti noi piuttosto!!!
No. Ma che palle, no! Non si può che arrivano ‘sti cessi e una si ritrova col mal di testa! Perché non li hai fanculizzati subito e non te ne sei venuta via al principio??? no aspetta, ma così non sarebbe mai successo il seguito…
Un omissis val bene un mal di testa.
Ieri sera si è presentato con dei doni, in segno di pace. Ci abbiamo uno strano rapporto, non saprei come altro dire.
Lia sei grande!
“tre argomenti di conversione”…ahah!
Uhm, ora che ci penso: ma la Scratte e l’Omacciona, liquidate dunque? Mi facevano tanto ridere!
La settimana prossima ritorno sul suolo teutonico. Pare faccia già freddino (13 gradi).
E fu così che a qualcuno venne in mente di inviare a Sanremo una canzone su voi due: ti odio poi ti amo poi ti odio, poi … Ma che sia grande io lo dubito un po’eh, e allora io faccio già il tifo per il prossimo, bello, allegro, e cubano.
SMP è troppo servo della sua ghiottoneria per starmi davvero antipatico!