Boh
20 marzo 2009 – 17:29Salivo dalle Mura della Marina, ieri sera, e mi sono infilata in un baretto pieno di libri da leggere, dietro Sarzano. E poi sono rimasta un po’ in giro, incantata, a guardarmi per la millesima volta le mie piazzette e i miei vicoli e poi sono andata nella creperie di Stradone Sant’Agostino che è sotto casa di Bacci Pagano – ché ultimamente non faccio altro che leggere di Bacci, appunto, e ne divoro un libro ogni due giorni e lui ne parla sempre, di ’sta creperie – e poi respiravo quest’aria di Genova e mi chiedevo come mai non scrivo più, in questo periodo, e mi sono risposta che non scrivo perché ascolto – ascolto questo signore che gira nella mia vita ormai da un po’ di mesi, tutto sommato – e poi perché, quando ho voglia di parlare, parlo con lui. Ma soprattutto ascolto, appunto. Pure Genova, ascolto, ché vissuta con questo genovese sembra più piccola e più vicina e la sento ancora più casa di quanto la sentissi prima, e deve essere per l’accento con cui mi parla quest’uomo, credo, e – insomma – io ascolto e ho poca voglia di parlare.
Ho pochissima voglia di pensare, anche. Non credo che farlo sia una buona idea e, comunque, se inizio a pensare mi vedo faccia a faccia con ’sto cuore sdrucitissimo e invecchiato che mi ritrovo e scopro che è già un miracolo provare dell’affetto autorizzandosi a provarlo e che quindi è meglio non strapazzarli troppo, gli organi che funzionano a stento, e che lasciarmi stare è la cosa migliore che io possa fare per me stessa. E lasciarmi volere del bene, anche. Pure questa è un’ottima cosa.
Il mondo fuori dal mio bozzolo poi, è improbabile, simpatico e mi fa ridere come un filmetto che mi riguarda solo fino a un certo punto, e basta pochissimo per farlo scivolare via. Un aperitivo, come ieri sera. I miei piumoni, il mio caffè della mattina. Sto bene.
Il mondo mi appare improbabile, dicevo, e mi stupirebbe il contrario. Ormai ho capito che che vivo per raccontarmela, la mia vita, e semino improbabilità che poi mi inseguono anche quando mi distraggo e vorrei vivere e basta, lontana dall’aneddoto giusto il tempo per riposare e dare aria ai sentimenti.
E quindi, avevo appena finito di scrivere che pare il mese delle interviste, questo, ed ecco che mi arriva un’altra improbabile email:
Gent.ma Dott.ssa De Feo, sto curando una puntata sulla riforma Brunetta, mi piacerebbe sentirla per capire se vuole intervenire in trasmissione su Exit – La7 domani sera a Roma alle 21,05.
“Come gli viene in mente?“, mi chiedo. Poi ho pensato che doveva essere per qualche vecchio post andato in giro – questo, suppongo – e poi ho schiacciato il reply e ho scritto:
Gentile signore, la ringrazio molto per il suo invito ma sono timida.
Poi ho riletto. Ho cancellato il “sono timida” e ho scritto:
Gentile signore, la ringrazio molto per il suo invito ma non posso.
E poi, niente. L’ho raccontato, ché era qualcosa da raccontare.
Qui è quasi primavera e succede di andare a prendere aperitivi sul mare col Signore Genovese, come dicevo, e di avere più voglia di ascoltare che di parlare. E succede che sto bene, di un bene delicato.
Io so fare una cosa alla volta e, al momento, ho da fare nel bozzolo.


6 Responses to “Boh”
mi piace leggere il tuo cuore che invecchia, ehehe, sarà che succede uguale anche a me (la leva è quasi la stessa) e comunque grazie, sempre, per aver voglia di narrarti, anche dal bozzolo
By nikink on mar 20, 2009
Lia, vorrei tanto che il tuo cuore invecchiato e sdrucito si rigeneri e si scaldi nel bozzolo, pronto ad uscire come una farfalla. Auguri.
By mg on mar 21, 2009
Goditi il bozzolo, di cuore :-)
By Angelo on mar 21, 2009
Che curiosità mi fa questo signore genovese!
By chiara on mar 23, 2009
tu sei timida e io ti voglio bene. scusa, ma ho l’emotività facile, di questi tempi. e ci vediamo a maggio. baci
By capsicum on mar 25, 2009
E io invece penso che sia un peccato che tu non sia andata a cantargliene quattro, a quel Brunetta. Ti sei dimenticata di come eri arrabbiata?
By fzzzzzzz on mar 25, 2009