Tenaci alternative all’Aventino
22 marzo 2009 – 10:46Nei confronti della vita pubblica italiana io provo, sostanzialmente, un profondo fastidio che definirei sinteticamente ‘estetico’, e non credo sia un termine riduttivo.
Di fatto, una delle grandi diversità che spuntano tra me e lo Spig. Sig. Genov. – parlo di quelle profonde, che possono sollevare muri di filo spinato tra due navigati adulti che provano a svegliarsi stabilmente assieme – è che lui accende la radio, la mattina, e si sente la rassegna stampa di RaiTre. Arrivando a volte a spegnere le mie festose canzoncine per somministrarmi le dichiarazioni di La Russa, in cambio.
E il successivo dibattito davanti al caffè – l’ultimo stamattina – vede lui che difende la necessità di “informarsi” (miodio…) ed io che ribatto che ci si affaccia solo sulla profonda stupidità di ciò che ci circonda, attraverso le cosiddette notizie, e che questa stupidità la conosciamo già, non c’è bisogno di confermarla ogni santa mattina. Perché devo lasciare che mi inquini la giornata fin dal risveglio, quando una canzoncina mi farebbe iniziare la giornata sorridendo, piuttosto?
Poi, vabbe’. Me ne accorgo da sola, che a volte bisogna pur guardarlo, questo orripilante pentolone in cui siamo infilati, e che qualche testimonianza di lucidità bisogna pure ascoltarla, di tanto in tanto, fosse pure per il solo dovere di testimoniare che ce n’era, a tratti e da qualche parte, nonostante tutto.
Ai posteri, lo testimonieremo.
Tutto questo per dire che lo faccio circolare pure io, lo stanco appello di “Historia Magistra” (preparato da Angelo D’Orsi e da Alfio Mastropaolo dell’Università di Torino) con cui si chiedono le scuse del Capo Pagliaccio del nostro governo per le sue ennesime uscite sull’università.
Lo faccio circolare perché mi piace la considerazione finale dell’appello, soprattutto: una di quelle semplici constatazioni dell’ovvio che sono la merce più rara che c’è oggi in circolazione, sopraffatta dai gas allucinogeni attraverso cui ci fanno vedere il mondo.
CHIEDIAMO LE SCUSE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, ha di nuovo rivolto espressioni gravemente ingiuriose contro l’Università italiana e contro il suo corpo docente.
L’Università, nel giudizio espresso dall’on. Berlusconi, non sarebbe altro che “un ammortizzatore sociale” e un covo di intrighi nepotisti.
Purtroppo espressioni siffatte non sono nuove, e da molti mesi le abbiamo sentite ripetere con arroganza, nel quadro di una squallida campagna denigratoria condotta dall’attuale Esecutivo contro il sistema scolastico e universitario, con l’ausilio di media compiacenti. Tale campagna offende la verità dei fatti e unicamente risponde al desiderio di far giustizia sommaria della ricerca, della cultura e di ogni pensiero critico, in spregio dell’avvenire del paese e di quello delle giovani generazioni.
Noi, docenti delle università italiane e cittadini della Repubblica, siamo qui pertanto a chiedere formalmente al Presidente del Consiglio di adottare toni più consoni all’autorità da lui rivestita e di rivolgerci le sue scuse.
Nessuno di noi discute la possibilità di migliorare le prestazioni del sistema universitario italiano sul piano dell’insegnamento e della ricerca, di utilizzare più razionalmente le risorse e di perfezionare i difettosi meccanismi di reclutamento dei docenti, peraltro disposti dal Parlamento e dal governo.
Respingiamo tuttavia con fermezza una campagna di calunnie volgare e di totale infondatezza.
Malgrado la notissima insufficienza dei fondi a disposizione, che ci colloca agli ultimi posti tra i paesi industrializzati, per noi parlano sia la considerazione di cui gode la ricerca italiana nel confronto con le altre realtà europee ed extraeuropee, sia la qualità internazionalmente accertata dei laureati nei nostri atenei.
Da anni molti di noi denunciano le manchevolezze del nostro sistema universitario, reclamano appropriate misure di riforma e con impegno si adoperano per garantire la funzionalità degli Atenei.
In ogni caso, ci preme ricordare all’on. Berlusconi che la reputazione internazionale degli studiosi e delle strutture di ricerca italiane, specie quelle pubbliche - sul piano della qualità scientifica e su quello della moralità – è alquanto più elevata di quella di cui godono il sistema politico e il sistema imprenditoriale.
Per adesioni: appelli@historiamagistra.it
Si prega di specificare disciplina insegnata e sede di appartenenza.


2 Responses to “Tenaci alternative all’Aventino”
Tutta la mia solidarietà al gentil signore genovese: anche a me non piacciono le canzoncine al risveglio, ma … non toglietemi “Prima pagina” e – se possibile – la rasseghna della stampa estera!
By vagatonda on mar 24, 2009
Rasseghna?.. Ohps!
By vagatonda on mar 24, 2009