Vacanze di Pasqua
5 aprile 2009 – 12:06La notte che lasciai il mio primo marito ero sola, stesa su una sdraio in riva al mare di Dahab, e contemplavo i milioni di stelle che c’erano allora – i lampioni non c’erano ancora, a Dahab, e i pochi baretti erano pieni di candele – e pensavo che il mondo era grandissimo e che mi era mancato, negli anni del mio matrimonio.
Valutai per la millesima volta i pro e i contro di una separazione – ero partita apposta per pensarci, una vacanza solitaria per riflettere sul mio matrimonio – e infine rimasi inchiodata al pensiero che più mi emozionava, che più contava per me: che, se mi fossi separata, non avrei mai più dovuto andare ad Ezcaray. Il paesello delle vacanze di mio marito. Il posto più brutto, angosciante, gelido e ostile del mondo.
Era Agosto del 1995 e lì, sotto tutte quelle stelle ed emozionatissima per le cose belle appena viste e per tutte quelle che avrei visto a partire da allora, stracciai il mio matrimonio e cancellai il suo simbolo e metafora, Ezcaray la Cupa – un posto dove nevica ad Agosto, e non scherzo – dalla mia esistenza. Per sempre. Così pensavo.
Poi, si sa, la vita ti prende per il culo, ed io mi sono ritrovata con una figlia che si è presa un fidanzato che non solo si chiama Israel ma è pure di Ezcaray.
Ho resistito per sette anni, ché tanti ne sono trascorsi da quando quei due stanno insieme.
Mia figlia ha passato, da allora, estati e feste comandate ad Ezcaray, e ci ha vissuto e lavorato e adora quel posto, Dio sa perché, e dice che il giorno che si sposerà sarà lì, nel Municipio di Ezcaray, e che comunque quando io morirò mi seppellirà lì, che così sarà comodo venirmi a trovare.
Io non ci sono mai più tornata, fedele al giuramento di quella notte del ‘95, e non ho mai conosciuto la famiglia di Israel – che pure è stata parecchio presente nella vita di mia figlia, in questi anni – e non ho condiviso con lei un mare di cose che ho delegato pacificamente ai De’ Toreris – la famiglia paterna di mia figlia, appunto – e non mi sono nemmeno mai sentita in colpa per questo, anzi: è stato il mio personale Movimento di Liberazione, la fuga perpetua da Ezcaray, e tuttora ricordo la mia separazione come un sollievo profondo, carico di una gioia che so definire solo come selvaggia e che è nata e si è impiantata sulla libertà, meravigliosa, di non dovere mai più ritornare in quel postaccio infame. Non avevo niente di cui sentirmi in colpa, quindi: “Mamma è felice e tu, figlia, lo devi capire. Felicità è essere libere di non andarci mai, mai, mai più, ad Ezcaray. Almeno da viva. Poi, da morta, fa’ di me quello che vuoi.”
Solo chi è stato ad Alcatraz mi può capire.
Mercoledì parto per Ezcaray.
Non ho ben capito come sia successo. Cioè, in realtà lo so: mia figlia si è trasferita da Valencia a Logroño – così sono entrambi più vicini ad Ezcaray, lei e Isra – ed io devo andare a vedere cosa sta combinando e in che casa si è cacciata e le devo portare delle cassettiere e tutte queste cose che fanno le madri quando le figlie traslocano, appunto, e quindi vado a Logroño. Che è a 60 chilometri da Ezcaray – ovvero dal nocciolo duro della vita di mia figlia, e me ne devo fare una ragione – e quindi vado pure ad Ezcaray.
E ci vado col Signore Molto Perbene,ci vado. Mi ci porta lui in macchina, me e le mie cassettiere. E i genitori di Isra – che sono i miei suoceri di fatto da sette anni e che io non ho mai visto – ci hanno invitato a cena per giovedì sera. Me e lo Spigoloso Signore Genovese. Ad Ezcaray.
In conclusione, giovedì sera io sarò ad Ezcaray, in una casa di spagnoli che sono i miei consuoceri da sette anni e che io non conosco, accompagnata da un riservatissimo Signore Genovese con cui sto appena da qualche mese e che giocherà a fare a sua volta il consuocero attorno a una Pupina che non ha mai visto, e credo che mangeremo cose col chorizo e confido nel vino di Rioja come unico modo per uscire indenne da una simile esperienza. Io, e pure il Signore Genovese, che forse non si è reso conto appieno della situazione bizzarra in cui lo sto per cacciare e che, naturalmente, non parla neanche spagnolo e mi toccherà farlo bere, quindi, per smussarne gli aculei e sperare che non concluda la serata azzannandomi.
Perché poi, gli spagnoli, per salutarsi si baciano. Ed io me lo sto immaginando baciato da tutti questi ignoti parenti di gente sconosciuta, il mio povero Spigoloso Signore, e non capisco come diavolo ho fatto a cacciarmi in ’sto casino.
In realtà lo so, come ho fatto: ne ho corrotto l’anima da ciclista raccontandogli meraviglie dei percorsi della Sierra de la Demanda – che non conosco ma che credo ci siano, ad occhio – e quindi noi andiamo con le mie cassettiere e la sua bicicletta e lui mi diceva che magari potrebbe scendere dalla macchina prima di Logroño e farsi l’ultimo tratto in bici, mentre io proseguo al volante della sua auto, e a questo punto mia figlia – a cui già scappava da ridere da giorni e che, quando le ho chiesto se me lo potevo portare, il Signore Genovese, mi ha detto: “Ma sì, mamma. Ormai sei grande. Vi permetto anche di dormire nella stessa stanza.” – è esplosa nella risata definitiva e, mettendo da parte la cornetta del telefono, ha urlato: “Isra, no te lo pierdas!!! Il fidanzato della mamma scende cento km prima dell’arrivo e prosegue pedalando mentre la mamma, al volante, si perderà per tutta la Castilla e non troverà mai la strada di casa e ci toccherà recuperarla a Valladolid!!”
Io credo che i genitori di Israel abbiano un’idea un po’ nebulosa di me, a cavallo tra l’Egitto e strane storie di poligamia di cui gli è giunta notizia negli anni. Non dovrebbero stupirsi più di tanto, nel vedermi arrivare scortata da un signore in bicicletta. Io gli porto del Pigato, faccio così. E magari una colomba pasquale, chennesò. O un uovo di Pasqua contenente me ed SMP. Non so. So solo che sopravviveremo, in qualche modo. E passeremo delle bellissime giornate, io e la Pupi a ciacolare e a mettere a posto casa sua e SMP a pedalare per la Rioja.
Mi porto la maglia di lana.
L’importante è non farsi prendere dal panico.
Che sarà mai.
Tornare a Ezcaray dopo 15 anni dall’ultima volta che ci ho messo piede.
Dicono che anche Alcatraz sia diventata una meta turistica, ormai, e gli ex carcerati vanno a farci le gite.
Farò così.
Mamma mia.




19 Responses to “Vacanze di Pasqua”
Starai benissimo!
By mir on apr 5, 2009
Fuggi… fuggi e poi ti riportano Lì!
Solo a te possono capitare queste cose.
By Giulioromano on apr 5, 2009
Sono SICURISSIMA che andare là con il SMP ed incontrare la compagnia bella, ti aiuterà a neutralizzare gl’incubi del passato ed a vedere il posto solo per quello che realmente è.
Sappici dire al ritorno.
By Maria on apr 5, 2009
il primo maggio ti ho prenotata io. o almeno il due o il tre.
By capsicum on apr 6, 2009
Cioè… vai a fare un bel Seder di Pesach? :)
By Aleksis on apr 7, 2009
certo che la Pupi è più zingara di te!
By katia on apr 7, 2009
è un post meravigliosooooooooooo! buon viaggio!
che ridere! ;)
By giovanna on apr 7, 2009
lia spero di non essere invasiva se ti segnalo questo nel tuo spazio commenti
Apicella e Manisco a Sestri levante contro la dittatura del manganello mediatico
un abbraccio e buona pasqua in spagna
geo
By georgia on apr 8, 2009
vacanze ?????
By Prunetta on apr 8, 2009
Che ti voglio perfino bene, quando ti leggo e ti vedo impigliata in queste robe qui :]
By Albamarina on apr 8, 2009
Ma allora con il Genovese va sul serio.. acci!
By chiara on apr 8, 2009
questo post è cosa da convertire alla riverenza più totale verso il karma.
sei incredibile. :)
By BMVPedrita on apr 9, 2009
Fantastico! Direi che il post argomenta benissimo che la vita ti prende per il qlo :))
Per me il posto piu’ angosciante che ho mai visto era un paesino francese vicino alla Grand-Combe, nelle Cévennes, mentre ci passavamo io e il mio Marlon Brando abbiamo pensato contemporaneamente che sarebbe stato il setting perfetto di un film del terrore/orrore. Spero di non doverci tornare mai. Lo vedo molto male pero’ come meta turistica e sembrava proprio il massimo della desolazione.
Nel tuo caso, se sono riusciti a tirarne fuori una meta turistica, propendo per l’ipotesi che tu odiassi quel posto perche’ rappresentava, in fondo, il tuo matrimonio.
Vedrai che il Signore Genovese Molto Perbene si divertira’ un sacco, con o senza bicicletta ;)
By closethedoor on apr 9, 2009
Ezcaray non so come sarà ma la Rioja è molto molto bella, arancia e verde
By carrazoni on apr 15, 2009
ascolta sara’ come per le interviste: t’aiuteranno. Poi porta TANTO Pigato, ma proprio tanto tanto. Che so una bella cassa (fai pratici 12 litri) e saranno TUTTI felicissimi. Perche’ il Pigato ad Ezcaray va giu’ daddio e conoscerai tutti gli ezcarayinos…1 abbraccio.. che ridere!
By lapiccolacuoca on apr 16, 2009
Vacanze pasquali lunghette…
Spero sempre di leggere qualche novità.
Domani t’invio una locandina su una mostra che un amico sta preparando a Roma e che poi rifaremo in un centro di cultura orientale, su temi a te cari.
Ti saluto Giulio.
By Giulioromano on apr 17, 2009
Nevica in agosto? Beh in Place de la Concorde so per certo che ci nevica a mezzogiorno del 15 agosto di tutti gli anni del Signore, quindi non mi dici niente di bizzarro.
E se non nevica, è perché fa troppo freddo, in genere.
Guai a chi crede che se i fiocchi di neve diventano sempre più piccoli significa che sta per smettere di nevicare. Tsk!
By Broccoli on apr 17, 2009
lia…tutto bene??
By nora on apr 18, 2009
E’ che ultimamente non trovo un attimo di tempo per ’sto povero blog, santo cielo.
By lia on apr 20, 2009