La donna che mangiava le aiuole

19 October 2003 – 00:07

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Il basilico, qui, e’ una pianta ornamentale, e ce ne sono enormi aiuole un po’ ovunque, e grossi vasi davanti ai negozi.
Nessuno si sogna di mangiarlo, e qui non sono esperti nelle cose del mondo come nei posti turistici: quando spiego che noi lo mangiamo (”Ana Italia, pasta, maccaroni, tumatin, sgnam!!”), rimangono esterrefatti e se lo confermano a vicenda, per poi richiedere conferma a me, tutti assieme. (”Aiwa, good, slurp!”), confermo io, e mi sento uguale a Amitav Ghosh quando confessava di non depilarsi.

Il fatto e’ che ogni tanto mi serve, quindi chiedo ai negozianti di regalarmene un po’.
E loro me lo danno come mi darebbero un fiore, ovviamente.
E, suppongo, con la stessa perplessita’ che sentirebbe un italiano nel regalare un mazzo di fiori a una donna sapendo che lei se lo divorera’ subito dopo.

Cerco di non andare sempre dallo stesso negoziante: un giorno vado da quelli della tintoria, un altro giorno lo chiedo al tabaccaio…
Finiranno per conoscermi tutti come “la straniera che si mangia le aiuole”.

  1. One Response to “La donna che mangiava le aiuole”

  2. Il basilico ? un problema da non sottovalutare! Per il mio viaggio natalizio ho gi? messo da parte un po’ di semi prodotti dalle incredibili pianticelle del mio balcone.
    Prender? altri semi vari e cercher? qualcuno che possa coltivarmi uno straccio di orticello.

    By Marco on Oct 19, 2003

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