Vaghe introspezioni da sotto l’ombrellone

24 maggio 2009 – 10:08

india

Questo blog lo rimanda a data da destinarsi, il Cammino di Santiago con SSG, e ci ha già il biglietto delle Emirates per andare a trovare a luglio quest’altra blog in quel di Madras, India, e poi vagare senza meta per tutta l’India del sud percorribile in un solo mese e col monsone, ché le prof possono partire solo in estate e che ci posso fare, io, se la scuola chiude giusto quando c’è il monsone.

Sarà interessante, e anche un po’ strano, vedere se sopravvive a un mese di lontananza, il mio improbabile rapporto con questo SSG che più diversi non potremmo essere, e certe mattine usciamo da casa mia che non so cosa sembriamo, lui classicissimo e sobriamente perfetto in giacca e cravatta e io che mi sono scelta uno dei pochi mestieri sulla terra che ti permettono di andarci post-hippy, scarmigliata e con le infradito, al lavoro. E questo fare i ragazzini alla nostra età, mano nella mano e coi bacini per strada, ma è che io tra un po’ faccio 50 anni e ancora non ho imparato a stare per strada senza sbaciucchiare i fidanzati e lui all’inizio era orripilato ma ormai si è abituato, non sembra più strano manco a lui.
E mi diceva l’altro giorno che stiamo insieme da 7 mesi, al momento, e io mi sono un po’ impressionata, ché sette mesi son parecchi, di questi tempi.
Boh.
Voglio vivere in un dilatatissimo, grande presente, io.
Con qualche protettiva e discreta mano maschile sulla testa, però, ché faccio una gran fatica a immaginare rapporti con gli uomini senza questa componente paterno-filiale e le amiche sbuffano, mia figlia mi confessa incapacità di empatia verso questo lato di me e SSG mi dice che si chiama incesto, questa cosa che vorrei io, e che la nostra cultura è matriarcale e non c’è nulla di più bello del gesto di una donna che paga al cinema perché l’economia comune è nelle sue mani e sono le donne quelle che la gestiscono. Che quando è una donna, a fare il gesto di pagare, vuol dire che la coppia è davvero tale, che la gestione è pubblicamente unica.
E a me è sembrato che forse persino bello, il suo discorso che andava molto più a fondo di quello che facevo io, eppure mi sembra qualcosa a cui forse potrei pensare nella prossima reincarnazione.
In questa vita qui, sono stata troppo presa dal volere sedurre mio papà ed averne le prove, banalmente.

Diceva una saggia amica: “Ma tutte noi cerchiamo il padre, è ovvio. E’ l’unico uomo della nostra vita che vuole darci tutto senza chiedere nulla in cambio”.
E diceva il saggio SSG: “Sì, ma non esiste. Non c’è. Sennò si chiama incesto, appunto”.
Evvabbe’.
Me ne farò una ragione, forse.
E tuttavia mi accorgo che la secondo parte dei 40 anni è un momento di liberazione dei propri impulsi regressivi. Una sente di potersi permettere di essere un po’ scema, finalmente, ed è una bella sensazione. Dà un senso di pace, la conquista senza pudori della propria scemità.

Chissà come ci sono finita, su questo discorso, in un post in cui volevo parlare di India.

Adesso mi trasferisco su qualche spiaggia del Levante, con la guida all’India e gli appunti per un esame da dare domani (qua tra un po’ lo finiamo, il Master, e manco ce ne siamo accorte) e mi ci crogiolo un po’, dentro me stessa.
Quest’anno scolastico è stato il più insano della mia vita e solo un bagno a mare mi può salvare dall’ammalarmici.
Ché qua, quando qualcosa ci rende infelici, reagiamo con l’autodistruzione fisica, ed io ho mandato a ramengo la dieta e ne sono dolorosamente consapevole, ma non abbastanza da correre ai ripari.

  1. 3 Responses to “Vaghe introspezioni da sotto l’ombrellone”

  2. Diceva una saggia amica: “Ma tutte noi cerchiamo il padre, è ovvio. E’ l’unico uomo della nostra vita che vuole darci tutto senza chiedere nulla in cambio”.

    Bello e vero.

    By Giulioromano on mag 24, 2009

  3. “io che mi sono scelta uno dei pochi mestieri sulla terra che ti permettono di andarci post-hippy, scarmigliata e con le infradito”
    dici?
    http://www.sciclipress.com/leggiblog.php?cod=335

    By elisa on mag 25, 2009

  4. Il padre è un uomo che ogni tanto, quando nostra madre non rompe troppo le palle, cerca di darci qualcosa. Tutto sommato lo apprezziamo e cerchiamo magari un uomo a cui potremo finalmente rompere noi le palle e non nostra madre.

    By Broccoli on mag 25, 2009

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