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Alla domanda: “Senti, ma tu che ne pensi dell’articolata ed esotica situazione sentimentale di mia madre?”, il giovane Is ha, in questi mesi, opposto la strenua e saggia resistenza del fidanzato che sa che qualsiasi cosa dirà potrà essere ritorta contro di lui, tanto dalla soave fidanzatina quanto dalla un po’ meno soave Pacs-suocera.
Il colmo dell’abilità strategica lo ha raggiunto, a mio parere, la volta che ha sospirato: “Mah, sai, io sono ancora un po’ di provincia e non ci ho ancora seriamente riflettuto, su queste cose…”
Standing ovation, il ragazzo ci sa fare.

Oggi mia figlia mi ha raccontato che, l’altra sera, lei era lì che gli spiegava: “E allora, dunque, è successo questo e quell’altro e quindi la mamma ha pensato di farsi un periodo a Gaza e parte verso il 20 giugno e lui pare che la aiuti a trovare un lavoro volontario e poi se ne andrà su un’isola non so dove e, insomma, faranno così. Dice la mamma che non ce n’è molta, di guerra civile a Gaza, e che non è il caso di preoccuparsi. Tu che ne pensi? Tu che dici? Senti, Is, ma perchè non mi dici mai cosa ne pensi, di quello che succede alla mia mamma? Perché taci sempre? A me piacerebbe condividere impressioni con te e sapere tu cosa ne pensi, perché stai sempre zitto?”

E alla fine Is è esploso: “Ma tu davvero vuoi sapere cosa ne penso io? Ma davvero-davvero? E cosa vuoi che pensi, dimmi? Cosa si può mai pensare, secondo te? Cosa si può dire, che ti aspetti che dica? Dimmi che ti aspetti che dica, forza!”

E allora la Pupi se lo è abbracciato e, intensa ed empatica, ha confessato: “Sì, amore. Il fatto è che tu pensi lo stesso che penso io. La vedo anche io così. La pensiamo esattamente nello stesso modo. Amore mio. Sì. Già.”

Si sono voluti molto bene, mentre solidarizzavano sul quanto gli paressi improbabile.
Credo sia un effetto collaterale di questo blog per il quale dovrei cominciare a farmi pagare.

E’ un po’ di tempo che non cito frasi storiche della Pupina, ed è tempo di rimediare.

Questa è di tre mesi fa: “Senti: io vorrei una madre normale, non una collezione di aneddoti.”
(Piglia e porta a casa, mami. Devo ancora riprendermi, è stata pesantina.)

Questa è di due giorni fa, invece: “No, ok. In fondo, a pensarci bene, non mi preoccupa che tu vada a Gaza. Ciò che davvero mi preoccupa è che tu torni a settembre a Milano. E’ questo, il problema vero.”

Sì.
Devo togliermi da qui.
Come cavolo faccio…