Guerra contro le donne

15 febbraio 2004 – 23:41

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A proposito di Kelebek, c?è in linea un interessante articolo sulla strumentalizzazione delle donne nei conflitti che mi ha riportato a una domanda che mi frulla in mente da parecchio tempo: ma che effetto ha il velo, esattamente, sulla psiche maschile?
Se volessi riesumare una terminologia consunta dal troppo uso, potrei chiederlo così: quanto c?è di castrante, in un velo? Quanto può limitare la libertà maschile, più che quella femminile?

Non è tanto la risposta dei maschi arabi, ciò che mi interessa: quella è risaputissima, ed è che il velo incute rispetto e spinge a ?comportarsi bene.?
Non perché uno si debba comportare male con chi non lo porta, ma proprio perché dialoga direttamente con l?inconscio altrui, il fazzolettino.

Nel mondo arabo c?è forse più consapevole dimestichezza che da noi, con i richiami ad un ordine che è comunque custodito, ed espresso in parole, in ciascuna coscienza individuale.
Una donna mi suggeriva, giorni fa: ?Se qualcuno attacca bottone con te con l?aria di voler fare lo stupido, salutalo dicendo ?Salam Aleikum?. Il Corano impone che alle parole di pace si risponda con altrettante parole di pace, e il fatto di doverle pronunciare fa notevolmente sbollire gli eventuali istinti disonesti dei calienti giovanotti.?
Molto ben teorizzato e codificato, direi.
Pure troppo, e un analista freudiano rischierebbe di morire di noia, da queste parti.

E i nostri uomini, invece?
Come reagiscono, di fronte a questa chiamata al rispetto, a questo essere sbattuti fuori dalla visione di un corpo femminile di cui sono abituati da sempre ad essere spettatori e giudici?
E perché io (che pure mi affretto festosa a scoprirmi quanto mi pare, se il contesto è adatto, e adoro le spiagge nudiste della Gomera) non vedo donne che si mortificano, dietro quei veli, ma donne che sbattono fuori da sé la massa indistinta dei maschi ed hanno una libertà di possesso (consapevole o inconsapevole, non importa) dei loro corpi che sospetto superiore alla mia?

Io credo che il mio genere di appartenenza mi autorizzi ad un certo cinismo, di fronte al mito della parola ?libertà?.
Banalmente, posso giurare di non esserci mai andata per mia libera scelta, all?appuntamento milanese bisettimanale con il parrucchiere, ma sempre perché soggetta alle pressioni della mia cultura di appartenenza.
Mi basta mettere un piede fuori dal mio contesto per tornare, e pure di corsa, al capello selvatico. E mi basta non avere voglia, o bisogno, di lanciare messaggi di seduzione all?universo maschile. So per certo, quindi, che il rapporto con i miei capelli è improntato a tutto fuorché alla libertà; figurarsi allora se mi agito per un velo.

Ma il mio genere di appartenenza mi autorizza anche ad una certa meraviglia, di fronte alle crociate per la libertà femminile condotte dagli uomini. Ma quando si sono mai viste? Ma dai, non scherziamo.
Perché sono incapaci di scandalizzarsi, gli uomini occidentali, di fronte al triplo e quadruplo lavoro delle donne del loro mondo e, invece, pare che darebbero la vita per la libertà delle musulmane di scoprirsi i capelli?
Penso male se sospetto che, più che altro, si sentano spossessati del loro diritto a vederli, i capelli in questione?

E questo (potenza delle associazioni di idee) mi fa pensare a un?altra cosa.
All?archetipo, cioè, delle donne come bottino di guerra degli eserciti vincitori, e del maschio più in gamba e potente, ecc. ecc.
Io, certo, avrò fatto troppa psicoanalisi, e gli analisti sono pessime compagnie.
Però credo che il maschio occidentale possa sedurre, o al limite comprare, tutte le categorie femminili del pianeta (penso a tutte le zone povere della terra rappresentate sui nostri marciapiedi, tanto per non andar lontano) tranne le musulmane.
Con quelle, non ce n?è. E? proprio dura.
Ed è il colmo, perché stiamo parlando proprio delle donne dei più odiati tra gli stranieri, dei più detestati tra i diversi.
Niente.
Ma non sarà che, un po?, gli rode?

  1. 6 Responses to “Guerra contro le donne”

  2. Cara Lia,posso prendere qualcuno dei tuoi pezzi per copia/incollarlo sul forum groups.msn.com/giovanimusulmani2 ?
    Sarebbe anche bello se ti iscrivessi per dare al forum i tuoi senz’altro interessantissimi contributi,se non ? che sei gi? iscritta.
    Saluti

    By 'Abd al-Malik on feb 16, 2004

  3. commento da maschietto: posto e premesso che non sono tutte santarellone, le velate, (anzi, spesso le prostitute sulla 26 of july street si mettono il niqab, per non dare nell’occhio)trovo che si pu? giocare eroticamente anche col velo, mi ha sempre colpito per es. l’abbinamento velo con rossetto rosso fuoco, al Cairo se ne vedono!! E poi come anche hai detto tu in un post di qualche tempo fa, le arabe sono talmente ossessionate dalla lingerie sexy, che per contrappasso sopra si devono vestire come delle suorone!!

    By michele on feb 16, 2004

  4. Vero, Michele.
    Mi riprometto da tempo di postare qualcosa sui miracoli del niqab: da donna, frequentare i camerini delle boutique del Ramses Hilton o di altri centri commerciali, e vedere le ragazze che tengono il niqab tra i denti mentre si provano magliette scollate e jeans aderenti rosso fuoco, e’ uno spettacolo.

    Pero’ nulla di tutto questo e’ a conoscenza della nostra opinione pubblica che fa le crociate antivelo, e l’hijab e’ un’altra cosa.
    Insisto, quindi.
    L’uomo occidentale che non conosce queste interessanti sottigliezze, e’ davvero innocente quando fa le crociate pseudolibertarie per obbligare le ragazze a mostrargli i capelli per legge?
    Secondo me, no.
    Secondo me, proibire il velo per legge e’ la cosa piu’ simile allo stupro legalizzato che io abbia mai visto.

    E tu, cmq, rispondi parlando di donne che giocano eroticamente col velo, ma sulle tue fantasie maschili sul toglierlo, il velo in questione, non dici una parola…;)

    @Abd al-Malik: prendi cio’ che vuoi, figurati! Ne sono solo contenta.
    Verro’ a vedere il vostro gruppo.

    By lia on feb 16, 2004

  5. Scusa, ma, da europeo che vive in un paese a maggioranza islamica, quanto dici alla fine ? assolutamente falso, perlomeno per quanto mi riguarda. Non sono un adone, n? sono stato mai un cosiddetto playboy, ma qui ti assicuro che in meno di un anno avrei potuto approfittare in pi? di una occasione di languidissime ragazze velate che cercavano a tutti costi la mia attenzione. La mia e quella dei miei altri colleghi maschi occidentali.
    Mi spiace che tu creda gli uomini tutti maschilisti e incapaci di essere sensibili alla libert? di scelta femminile, ma, ripeto, se l’ijiab ? una scelta non c’? niente di scandaloso, se per? ? un’imposizione allora non vedo perch? dovrei essere favorevole, come non sono contento di vedere la schiavit? di molte ragazze occidentali (e maschi, anche, certo) a stupidi canoni dettati dalla moda.
    Conosco molte ragazze che detestano l’ijiab, e molte che lo mettono per loro scelta. Sulle seconde non posso dire assolutamente nulla, sulle prime non capisco, non ? la mia cultura, non pronuncio giudizi, ma non capisco.
    Per quanto riguarda la seduzione, qui ci sono sempre pi? ragazze, bellissime, con l’ijab ma allo stesso tempo con vestiti attillatissimi mozzafiato,tacchi a spillo e pantacollant che non sono certo fatti per non sedurre. Mi sono chiesto, allora: ma che cavolo ti metti a fare il velo se poi sprizzi seduzione da tutti i pori? La risposta ? stata: se vado vestita cos? senza velo mi gridano dietro puttana, in questo modo no.
    Ottima risposta, su cui non ho niente da obiettare :)

    By Groucho on feb 18, 2004

  6. Groucho: ma perch? non leggi quello che scrivo, prima di rispondere?

    Per esempio, collega: secondo te, quando una scrive “il maschio occidentale” invece di “i maschi occidentali”, lo fa perch?, i giorni pari, il plurale va cos? o perch? sta dicendo una cosa diversa da quella a cui tu hai risposto?

    Per quanto riguarda la seduzione, ne ho gi? parlato anch’io.
    Per quanto riguarda le costrizioni sociali, pure.
    Ma che c’entra con l’argomento che tratto?

    By lia on feb 18, 2004

  7. ??

    By Groucho on feb 18, 2004

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