E’ un mondo difficile
1 February 2005 – 17:09
Leggo Parole comuni culture diverse, di Paolo Balboni, e apprendo un mucchio di cose interessanti.
Apprendo, per esempio, che il gesto poco chic e per lo più adolescenziale di sistemarsi i genitali nei jeans possiede, presso i greci, un significato altamente aggressivo che sta a significare: “Sei un pirla” ma detto in termini più espliciti.
Solo che esiste un destino cinico e baro che ci governa, e quindi:
[…] la maggior parte dei giovani turchi rade la peluria pubica e genitale (nei bagni turchi c’è sempre un “barbiere” con questo incarico) e quindi succede, soprattutto presso le classi umili che possono procedere alla rasatura con minore frequenza, che si indulga in un toccarsi che dipende dal prurito dei peli che ricrescono - ma i greci, presso i quali toccarsi i genitali è proibito, interpretano il gesto come insulto e in quella situazione di tensione secolare nasce la lite.
E vallo poi a ricostruire, cosa è successo.
4 Responses to “E’ un mondo difficile”
Qui da noi a volte ci si tocca quando passa un funerale.
Tempo fa ? accaduto che passasse proprio dove io e altri si stava a vegetare, in attesa della donna della vita e pi? precisamente della donna che ci cambiasse la vita; io mi toccai, non lo nego, i funerali allora mi angosciavano, ma fu pi? un gesto per sdrammatizzare. Il corteo stava accompagnando la salma e in mezzo ai parenti pi? stretti ci stava un tipo, che vedendomi toccare quelle robe a piene mani, si incazz?.
A lite conclusa venne fuori che perch? io avevo fatto gli spergiuri lui aveva reagito, e per molti tali spergiuri furono identificati nel classico gesto delle corna. Ne venne fuori che forse aveva combinato quel casino perch? il morto si trombava la moglie.
By pippo on Feb 1, 2005
a me succede ancora con il mio compagno (dopo pi? di dieci anni), che io da napoletana gli rispondo ” e mo’vediamo” oppure “mo’ lo facciamo”, dove mo’ significa quasi quasi lo faccio, e in un tempo indeterminato da ora in poi, ma lui (non napoletano) interpreta ora subito, e si spazientisce.
E anche:una volta a Parigi c’era un ragazzo che mi seguiva e mi invitava a bere un caff?. Io facevo come se lui fosse trasparente: codice che a Napoli vuol dire “no grazie”, gentilmente. Se gli rispondi no, o anche solo lo guardi, significa forse s?. Altrimenti ti puoi solo incazzare per mandarlo via. Invece il giovanotto ? sbottato: “Insomma rispondi, o s? o no!”, esasperato e offeso (era di colore). Sono codici. A conoscerli!
By fzzzzzzz on Feb 1, 2005
l’ultima volta che l’ho fatto io, il gatto nero se ne ? accorto e mi ha sgargiato la faccia.
Ora so che i gatti neri portano male.
By antonio on Feb 2, 2005
ciao Lia (ed a tutti i visitatori di passaggio) era da un po di tempo che non sbirciavo sul tuo blog, mi trovo cos? nel mezzo di una diatriba sui gesti e costumi a cui volentieri partecipo.
gesti abituali per alcuni diventano volgari o offensivi per altri….. mi ricordo proprio in Egitto molti anni fa… il gesto che normalmente facciamo in italia per esortare qualcuno ad andare “piano ,piano” (in senso fisico o figurato) ? quello di portare le mani davanti a se, parallele al corpo, facendole andare avanti-indietro come a fermare l’altro; beh in Egitto lo stesso significato viene espresso oscillando la mano (o entrambe) con le 5 dita raggruppate …. come nel nostro gesto un po’ scocciato che significa “ma cosa vuoi!!” che non ? proprio la stessa cosa (per noi)
cosa dire poi dei Bulgari che per dire di SI ruotano/oscillano la testa destra-sinistra come il nostro NO ….
come dire… paese che vai gesti e usanze che trovi … il problema ? l’interpretazione che noi diamo ai gesti in base alle nostre abitudini ,purtroppo siamo spesso prevenuti e diffidenti verso gli altri, questo oltre a farci interpretare sempre in modo negativo gli altri spesso non ci permette (a causa della nostra presunzione di essere “noi” sempre dalla parte giusta … ma chi ? “noi”?) di riuscire a vedere oltre…
un abbraccio
By Claudio on Feb 2, 2005