Una montagna di bugie

17 agosto 2005 – 18:07

jean_charles_de_menezes.jpg

No, non indossava un cappotto in luglio, Jean Charles de Menezes.
Aveva una giubbotto in jeans.
No, non si mise a correre per sfuggire alla polizia e, anzi, non sapeva nemmeno di essere seguito.
No, non saltò le barriere della biglietteria.
Non fece proprio nulla, lui.
Semplicemente, la polizia lo immobilizzò e poi gli sparò dieci colpi di pistola.

Da Mirumir in italiano e da Ugarte in spagnolo.

  1. 7 Responses to “Una montagna di bugie”

  2. Il problema non é ciò che uno fa, ma ciò che uno “é”. Il povero brasiliano assassinato era scuro di pelle.
    Purtroppo ciò che a noi sembra un elemento importante per riflettere, per molti italiani (e non, temo) é irrilevante.
    Il fatto é che per molti ormai dire “un brasiliano” consente di considerare la morte di un uomo con l’indifferenza che si riserva ad un incidente non so se insignificante o inevitabile.
    Che fare? augusta

    By augusta on ago 17, 2005

  3. Quello che a molti italiani non viene in mente è che anche noi – molti di noi – siamo scuri di pelle.
    Quando io vivevo in Inghilterra, da adolescente, e incrociavo le bande di Hell’s Angels, il mio essere scura era oggettivamente un problema e me la davo a gambe, mi infilavo nei negozi per non farmi vedere.

    Poteva capitare a un calabrese, questa cosa, anziché a un brasiliano. Tranquillamente.
    Allora, forse, qualche cervello avrebbe iniziato a mettersi in moto.

    By lia on ago 17, 2005

  4. Hanif Kureishi parla proprio di questi problemi, vissuti sulla sua pelle (pakistana) in “Otto braccia per abbracciarti”. Mi sembra un libro molto attuale anche se scritto – mi pare – nel 2000.

    By Psalvus on ago 17, 2005

  5. La cosa pià grottesca è stata la definizione di “tragico errore”. Che vorrei portare chi ha pronunciato queste parole davanti alla mamma di ’sto bel ragazzo a ripeterle. Vorrei vedere se ha il coraggio di dire “Signora, suo figlio è stato ucciso, sì, ma è stato un tragico errore”. Forse nella logica di chi dice certe stronzate la mamma dovrebbe rispondere “Ah, sì sì, certo, lo so che voi siete tanto buoni, che non lo fate senza cattiveria. Grazie, per fortuna ci siete voi che ci proteggete così bene”. Calci in culo, e sarebbe poco.
    Ma poi perchè stupirsi? Irlanda del nord docet.

    By bioro76 on ago 17, 2005

  6. Ma oltretutto…

    …quel ragazzo, era scuro sul serio? Dalla foto non sembra per niente!

    L’eventualità che possa capitare a “uno come noi” è molto più vicina di quanto si immagini.

    saluti
    Lisa

    By paniscus on ago 18, 2005

  7. Oh, dal mio punto di vista era totalmente rosa.
    Ma si sa: il capello un po’ riccio, le sopracciglione… un’aria un po’ terrona ce l’aveva, dai…

    Che storia orrida, mamma mia.

    By lia on ago 18, 2005

  8. vi è un’analogia con l’ereo cipriota caduto qualche giorno fa. E’ stata smentita la notizia di un “abbattimento preventivo per non farlo precipitare in zona densamente abitata”. Questa “non notizia” è comunque trapelata. Meriterebbe rifletterci.
    Ora, analogamente, si puo’ ipotizzare che l’”abbattimento a fini di deterrenza” del brasiliano sia una “non notizia”, cioè di qualcosa che doveva essere confinato nel regno del non divulgabile, per ragion di stato…

    By Psalvus on ago 18, 2005

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