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	<title>Commenti a: Si fa quel che si può</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Di: Tonino</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9080</link>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 08:15:10 +0000</pubDate>
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		<description>Marco: Ã¨ precisamente una conoscenza non distorta e non ideologica dai fatti basilari sul conflitto  quella che manca.
Ti/vi propongo un articolo di Mustafa Barghouti, quindi redatto da una persona ovviamente coinvolta, ma che da un buon riassunto pignolo sulle cifre di come si presenta la situazione all&#039;indomani dell&#039;uscita di scena di Sharon.
Non a caso si intitola &quot;The truth you don&#039;t (want to aggiungo io) hear&quot;. Giusto per sottolineare la distanza tra piano percettivo e piano reale di cui parlavo.
&lt;a href=&quot;http://weekly.ahram.org.eg/2005/771/op2.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://weekly.ahram.org.eg/2005/771/op2.htm&lt;/a&gt;
Ecco lÃ¬ il link per chi lo vuole.

Barghouti (appartenente alla stessa famiglia allargata di Marwan) meriterebbe un approfondimento a parte per vedere come un riformista laico, colto, che promuove la resistenza non violenta e la democrazia, che condanna la corruzione dell&#039;OLP, e la deriva islamica di Hamas - insomma l&#039;interlocutore ideale fatto persona - Ã¨ stato trattato in questi anni da Israele. Indovinate un po&#039;?
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco: Ã¨ precisamente una conoscenza non distorta e non ideologica dai fatti basilari sul conflitto  quella che manca.<br />
Ti/vi propongo un articolo di Mustafa Barghouti, quindi redatto da una persona ovviamente coinvolta, ma che da un buon riassunto pignolo sulle cifre di come si presenta la situazione all&#8217;indomani dell&#8217;uscita di scena di Sharon.<br />
Non a caso si intitola &#8220;The truth you don&#8217;t (want to aggiungo io) hear&#8221;. Giusto per sottolineare la distanza tra piano percettivo e piano reale di cui parlavo.<br />
<a href="http://weekly.ahram.org.eg/2005/771/op2.htm" rel="nofollow">http://weekly.ahram.org.eg/2005/771/op2.htm</a><br />
Ecco lÃ¬ il link per chi lo vuole.</p>
<p>Barghouti (appartenente alla stessa famiglia allargata di Marwan) meriterebbe un approfondimento a parte per vedere come un riformista laico, colto, che promuove la resistenza non violenta e la democrazia, che condanna la corruzione dell&#8217;OLP, e la deriva islamica di Hamas &#8211; insomma l&#8217;interlocutore ideale fatto persona &#8211; Ã¨ stato trattato in questi anni da Israele. Indovinate un po&#8217;?</p>
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		<title>Di: Tonino</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9079</link>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 04:48:09 +0000</pubDate>
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		<description>Pedro: Ã¨ chiaro che si apre una fase carica di incognite a dir poco. Basti pensare che anche dimenticando per un momento cosa Ã¨ Hamas e cosa rappresenta all&#039;esterno, un cambio di classe dirigente di per sÃ¨ (e questo loro Ã¨ particolarmente radicale) non avviene mai in maniera indolore. Si puÃ² immaginare che una buona parte di chi ha pratica ed esperienza di politica, di chi ha consuetudine con l&#039;estero, degli intellettuali nel senso piÃ¹ largo, dei tecnici amministrativi e degli imprenditori non sia vicina ad Hamas. GiÃ  solo questo crea un deficit di competenze Ã¨ una divisione nella societÃ  mica male. Noi in condizioni incomparabilmente piÃ¹ tranquille ne abbiamo avuto un saggio in questi ultimi 5 anni, e non Ã¨ stato divertente.

Quindi, per provare a confrontare le nostre interpretazioni approssimative degli scenari che si aprono, il primo passaggio puÃ² essere di capire cosa ne pensiamo della situazione all&#039;altro ieri, cioÃ¨ a prima del voto.

Io penso che i palestinesi si trovino giÃ  in un vicolo cieco ed in fondo al pozzo. A tutti questi anni di sofferenza si sono aggiunti gli ultimissi che hanno toccato l&#039;insopportabile, oltre a vedere dissiparsi perfino la vaga speranza di una via di uscita.
Abu Mazen gode sicuramente di credito ed Ã¨ anche persona capace, penso. Eppure come vedi la costruzione del muro Ã¨ proseguita, lo sradicamento degli ulivi, l&#039;espropriazione di terreni, la distruzione di abitazioni, la libertÃ  di azione dei coloni, la frammentazione del territorio tutto Ã¨ andato avanti. A parte un ritiro unilaterale da un&#039;area tatticamente intenibile e non vantaggiosa e che per le stesse autoritÃ  palestinesi Ã¨ un bel grattacapo da gestire.

Il profilo basso non ha evitato tutto ciÃ². Gli americani stimano genericamente Mazen ma si sono praticamente disinteressati, salvo qualche saltuario richiamo verbale. Israele se ne frega. Non in superfice perÃ². Esiste un doppio piano. Un piano delle percezioni secondo cui la linea di confronto tra le parti Ã¨ ancora aperta, e anche il patto che le impegna reciprocamente. In questo senso Abu Mazun appare come una persona di buona volontÃ , tuttavia incapace di governare la situazione e fare significativi passi avanti. Sharon appariva come uno spietato, ma capace di atti pesanti e sostanziali. Come con la seconda intifada il governo israeliano ha lucidamente barattato, secondo me, il rischio di subire maggiori attentati, con il vantaggio di screditare la controparte ed ottenere libertÃ  di reazione, cosÃ¬ hanno, per calcolo tattico, accettato di compromettere parte dell&#039;immagine del paese per guadagnarci in credito di soggetto affidabile e che fa procedere con scelte dolorose verso un esito positivo.
Poi perÃ² esiste il piano dell&#039;azione. Su questo Israele ignora tutti gli impegni e fa quello che gli pare. I palestinesi su questo piano, semplicemente non ce l&#039;hanno piÃ¹ la facoltÃ  di azione, perciÃ² guardano. Cosa che non gli impedisce di ricevere i rimbrotti per lo scarso impegno. O nel caso dell&#039;ANP cercano di tenere insieme un&#039;entitÃ  che si disfa.

Ricapitolando se si pensa che ci fosse un equilibrio ancora in essere e tale da poterlo far fruttare a proprio vantaggio, la scelta di Hamas Ã¨ disastrosa come dici. Se si pensa che la situazione fosse giÃ  deflagrata, purtroppo, niente puÃ² essere peggio del presente e tanto vale cambiare. PerchÃ© perlomeno si sguarcia il velo idilliaco e ipocrita dei due piani di cui sopra. Le ragioni sono spiegate anche da Torri.

Da ultimo ribadisco quanto letto da diversi: un OLP senza potere contrattuale, perchÃ© gli israeliani nemmeno li consultano piÃ¹ sulle loro scelte unilaterali, nÃ© fanno gesti distensori come la liberazione di Barghouti, non ha piÃ¹ niente da offrire all&#039;esterno e all&#039;interno e quindi viene a mancare uno degli elementi determinanti su cui si fonda il suo ruolo guida.

ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pedro: Ã¨ chiaro che si apre una fase carica di incognite a dir poco. Basti pensare che anche dimenticando per un momento cosa Ã¨ Hamas e cosa rappresenta all&#8217;esterno, un cambio di classe dirigente di per sÃ¨ (e questo loro Ã¨ particolarmente radicale) non avviene mai in maniera indolore. Si puÃ² immaginare che una buona parte di chi ha pratica ed esperienza di politica, di chi ha consuetudine con l&#8217;estero, degli intellettuali nel senso piÃ¹ largo, dei tecnici amministrativi e degli imprenditori non sia vicina ad Hamas. GiÃ  solo questo crea un deficit di competenze Ã¨ una divisione nella societÃ  mica male. Noi in condizioni incomparabilmente piÃ¹ tranquille ne abbiamo avuto un saggio in questi ultimi 5 anni, e non Ã¨ stato divertente.</p>
<p>Quindi, per provare a confrontare le nostre interpretazioni approssimative degli scenari che si aprono, il primo passaggio puÃ² essere di capire cosa ne pensiamo della situazione all&#8217;altro ieri, cioÃ¨ a prima del voto.</p>
<p>Io penso che i palestinesi si trovino giÃ  in un vicolo cieco ed in fondo al pozzo. A tutti questi anni di sofferenza si sono aggiunti gli ultimissi che hanno toccato l&#8217;insopportabile, oltre a vedere dissiparsi perfino la vaga speranza di una via di uscita.<br />
Abu Mazen gode sicuramente di credito ed Ã¨ anche persona capace, penso. Eppure come vedi la costruzione del muro Ã¨ proseguita, lo sradicamento degli ulivi, l&#8217;espropriazione di terreni, la distruzione di abitazioni, la libertÃ  di azione dei coloni, la frammentazione del territorio tutto Ã¨ andato avanti. A parte un ritiro unilaterale da un&#8217;area tatticamente intenibile e non vantaggiosa e che per le stesse autoritÃ  palestinesi Ã¨ un bel grattacapo da gestire.</p>
<p>Il profilo basso non ha evitato tutto ciÃ². Gli americani stimano genericamente Mazen ma si sono praticamente disinteressati, salvo qualche saltuario richiamo verbale. Israele se ne frega. Non in superfice perÃ². Esiste un doppio piano. Un piano delle percezioni secondo cui la linea di confronto tra le parti Ã¨ ancora aperta, e anche il patto che le impegna reciprocamente. In questo senso Abu Mazun appare come una persona di buona volontÃ , tuttavia incapace di governare la situazione e fare significativi passi avanti. Sharon appariva come uno spietato, ma capace di atti pesanti e sostanziali. Come con la seconda intifada il governo israeliano ha lucidamente barattato, secondo me, il rischio di subire maggiori attentati, con il vantaggio di screditare la controparte ed ottenere libertÃ  di reazione, cosÃ¬ hanno, per calcolo tattico, accettato di compromettere parte dell&#8217;immagine del paese per guadagnarci in credito di soggetto affidabile e che fa procedere con scelte dolorose verso un esito positivo.<br />
Poi perÃ² esiste il piano dell&#8217;azione. Su questo Israele ignora tutti gli impegni e fa quello che gli pare. I palestinesi su questo piano, semplicemente non ce l&#8217;hanno piÃ¹ la facoltÃ  di azione, perciÃ² guardano. Cosa che non gli impedisce di ricevere i rimbrotti per lo scarso impegno. O nel caso dell&#8217;ANP cercano di tenere insieme un&#8217;entitÃ  che si disfa.</p>
<p>Ricapitolando se si pensa che ci fosse un equilibrio ancora in essere e tale da poterlo far fruttare a proprio vantaggio, la scelta di Hamas Ã¨ disastrosa come dici. Se si pensa che la situazione fosse giÃ  deflagrata, purtroppo, niente puÃ² essere peggio del presente e tanto vale cambiare. PerchÃ© perlomeno si sguarcia il velo idilliaco e ipocrita dei due piani di cui sopra. Le ragioni sono spiegate anche da Torri.</p>
<p>Da ultimo ribadisco quanto letto da diversi: un OLP senza potere contrattuale, perchÃ© gli israeliani nemmeno li consultano piÃ¹ sulle loro scelte unilaterali, nÃ© fanno gesti distensori come la liberazione di Barghouti, non ha piÃ¹ niente da offrire all&#8217;esterno e all&#8217;interno e quindi viene a mancare uno degli elementi determinanti su cui si fonda il suo ruolo guida.</p>
<p>ciao</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Zenzero Mazzocconi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9078</link>
		<dc:creator>Zenzero Mazzocconi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 14:56:22 +0000</pubDate>
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		<description>Rispondo a Marco ma vale in generale:
ho sentito per anni il mantra della sicurezza di Israele.
Mi ricorda molto il lamento dell&#039;aggressore che rimane sorpreso dalla reazione della vittima.
Ho sentito per anni lo stesso discorso fatto da parte palestinese.
Torniamo cosi&#039; a discutere non su come risolvere il problema ma su chi abbia dato il primo spintone all&#039;altro, esattamente come alla scuola materna.
Tutto questo per dire che comunque c&#039;e&#039; una logica nelle azioni del governo israeliano, una logica di sopravvivenza che comprendo ma accettare questo, continuare a seguire questo tipo di ragionamento porta ad una conclusione: una delle due parti DEVE sparire.
Mi sembra una posizione estremista, poco condivisibile, non sembra cosi&#039; anche a voi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo a Marco ma vale in generale:<br />
ho sentito per anni il mantra della sicurezza di Israele.<br />
Mi ricorda molto il lamento dell&#8217;aggressore che rimane sorpreso dalla reazione della vittima.<br />
Ho sentito per anni lo stesso discorso fatto da parte palestinese.<br />
Torniamo cosi&#8217; a discutere non su come risolvere il problema ma su chi abbia dato il primo spintone all&#8217;altro, esattamente come alla scuola materna.<br />
Tutto questo per dire che comunque c&#8217;e&#8217; una logica nelle azioni del governo israeliano, una logica di sopravvivenza che comprendo ma accettare questo, continuare a seguire questo tipo di ragionamento porta ad una conclusione: una delle due parti DEVE sparire.<br />
Mi sembra una posizione estremista, poco condivisibile, non sembra cosi&#8217; anche a voi?</p>
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	<item>
		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9077</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 02:12:00 +0000</pubDate>
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		<description>certo che Al-Fatah deve aver stomacato e tanto perche&#039; la gente votasse in maggioranza per Hamas.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>certo che Al-Fatah deve aver stomacato e tanto perche&#8217; la gente votasse in maggioranza per Hamas.</p>
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		<title>Di: Marco Lanzani</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9076</link>
		<dc:creator>Marco Lanzani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 01:26:50 +0000</pubDate>
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		<description>Per Stefano Calzetti,

permettimi di essere scettico. La prima dichiarazione di Hamas Ã¨ stata quella di ribadire la loro mancanza di volontÃ  per un dialogo con Israele.
Su una cosa perÃ² tu hai ragione, il vaso di Pandora Ã¨ stato aperto e i Palestinesi si dovranno prendere nel bene o nel male la responsabilitÃ  della loro scelta. Sono caduti tutti gli alibi e le maschere.
Chiedo poi se Ã¨ utile continuare a vedere le ragioni dei palestinesi ignorando completamente le necessitÃ  di sicurezza di Israele. Forse un po&#039; piÃ¹ di pragmatismo e meno ideologia non guasterebbe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Stefano Calzetti,</p>
<p>permettimi di essere scettico. La prima dichiarazione di Hamas Ã¨ stata quella di ribadire la loro mancanza di volontÃ  per un dialogo con Israele.<br />
Su una cosa perÃ² tu hai ragione, il vaso di Pandora Ã¨ stato aperto e i Palestinesi si dovranno prendere nel bene o nel male la responsabilitÃ  della loro scelta. Sono caduti tutti gli alibi e le maschere.<br />
Chiedo poi se Ã¨ utile continuare a vedere le ragioni dei palestinesi ignorando completamente le necessitÃ  di sicurezza di Israele. Forse un po&#8217; piÃ¹ di pragmatismo e meno ideologia non guasterebbe.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Zenzero Mazzocconi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9075</link>
		<dc:creator>Zenzero Mazzocconi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 00:17:17 +0000</pubDate>
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		<description>Per Marco Lanzani

In un altro blog, quello di Dacia Valent, un commentatore ha ipotizzato che il &quot;sedersi sulle poltrone&quot; e quindi il passaggio da &quot;movimento di lotta&quot; a &quot;forza di governo&quot;, possa portare ad un mutamento nell&#039;approccio di Hamas alla questione &quot;Israele si&#039;, Israele no&quot;.
Un altro commentatore ha risposto di sperare che Hamas possa &quot;sedersi sulle poltrone&quot;, senza interferenze, chiamate in gergo &quot;Noi vi portiamo la democrazia&quot;.
Anch&#039;io spero che la responsabilita&#039; di governo porti ad un ridimensionamento delle frange irriducibili del movimento (sulla falsariga di quello che e&#039; successo in Irlanda del Nord).
Una cosa sicura e&#039; che continuare a chiamare &quot;terroristi&quot; tout court una forza di governo e&#039; controproducente specialmente se questa forza e&#039; al governo attraverso elezioni regolari.
In alternativa qualcuno vada a spiegare agli elettori palestinesi cosa devono fare ma in modo chiaro e senza spocchia e smettendola di prenderli per decerebrati, magari confusi, magari senza piu&#039; riferimenti socio-culturali ma non decerebrati.

Stefano Calzetti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Marco Lanzani</p>
<p>In un altro blog, quello di Dacia Valent, un commentatore ha ipotizzato che il &#8220;sedersi sulle poltrone&#8221; e quindi il passaggio da &#8220;movimento di lotta&#8221; a &#8220;forza di governo&#8221;, possa portare ad un mutamento nell&#8217;approccio di Hamas alla questione &#8220;Israele si&#8217;, Israele no&#8221;.<br />
Un altro commentatore ha risposto di sperare che Hamas possa &#8220;sedersi sulle poltrone&#8221;, senza interferenze, chiamate in gergo &#8220;Noi vi portiamo la democrazia&#8221;.<br />
Anch&#8217;io spero che la responsabilita&#8217; di governo porti ad un ridimensionamento delle frange irriducibili del movimento (sulla falsariga di quello che e&#8217; successo in Irlanda del Nord).<br />
Una cosa sicura e&#8217; che continuare a chiamare &#8220;terroristi&#8221; tout court una forza di governo e&#8217; controproducente specialmente se questa forza e&#8217; al governo attraverso elezioni regolari.<br />
In alternativa qualcuno vada a spiegare agli elettori palestinesi cosa devono fare ma in modo chiaro e senza spocchia e smettendola di prenderli per decerebrati, magari confusi, magari senza piu&#8217; riferimenti socio-culturali ma non decerebrati.</p>
<p>Stefano Calzetti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Lanzani</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9074</link>
		<dc:creator>Marco Lanzani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2006 23:49:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/lia/970.php#comment-9074</guid>
		<description>Sicuramente censurerai questo mio commento, ma voglio solo chiederti e non polemicamente che cosa succederÃ  ora che Hamas ha vinto le elezioni? Se loro proseguiranno nella loro strategia del terrore, non cancelleranno dalla loro &quot;charta&quot;, la distruzione di Israele, potrai attribuire tutte le colpe al &quot;bieco invasore&quot; oppure anche i Palestinesi che hanno fatto una precisa scelta, si prenderanno le loro responsabilitÃ ?
Ti ringrazio se vorrai rispondermi.
Marco L.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente censurerai questo mio commento, ma voglio solo chiederti e non polemicamente che cosa succederÃ  ora che Hamas ha vinto le elezioni? Se loro proseguiranno nella loro strategia del terrore, non cancelleranno dalla loro &#8220;charta&#8221;, la distruzione di Israele, potrai attribuire tutte le colpe al &#8220;bieco invasore&#8221; oppure anche i Palestinesi che hanno fatto una precisa scelta, si prenderanno le loro responsabilitÃ ?<br />
Ti ringrazio se vorrai rispondermi.<br />
Marco L.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pedro Almaviva</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9073</link>
		<dc:creator>Pedro Almaviva</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2006 23:19:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/lia/970.php#comment-9073</guid>
		<description>Tonino: non credo che il voto dei palestinesi fosse per ingenuitÃ  o per leggerezza.
Penso che abbiano voluto cambiare qualcosa e dare un segnale, peccato che non credo otterranno NULLA di quello che speravano, mentre posizioni piÃ¹ soft come quella di Al Fatah avrebbe quantomeno tenuto in gioco gli Americani come pseudo-mediatori.
FinchÃ© c&#039;Ã¨ stato Al Fatah perfino gli USA hanno detto a Sharon di darsi una calmata con muri e altre sue amenitÃ , perchÃ¨ la controparte era civile e aperta al dialogo.

Ora che c&#039;Ã¨ Hamas stanno tutti giÃ  invocando il pericolo di un &quot;governo di terroristi&quot; (che per me tali non sono, sia chiaro) e la situazione non credo possa fare altro che peggiorare.

CioÃ¨ ammesso che Hamas possa avere dei risvolti positivi nella politica interna sui problemi di corruzione, c&#039;Ã¨ bisogno che un paese esista perchÃ  abbia problemi di politica interna.

Capisco la loro prospettiva: anche io quando voto lo faccio per le scelte di politica interna in primis, ma io vivo in un paese riconosciuto e che, almeno per ora, non minaccia di essere spazzato via.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tonino: non credo che il voto dei palestinesi fosse per ingenuitÃ  o per leggerezza.<br />
Penso che abbiano voluto cambiare qualcosa e dare un segnale, peccato che non credo otterranno NULLA di quello che speravano, mentre posizioni piÃ¹ soft come quella di Al Fatah avrebbe quantomeno tenuto in gioco gli Americani come pseudo-mediatori.<br />
FinchÃ© c&#8217;Ã¨ stato Al Fatah perfino gli USA hanno detto a Sharon di darsi una calmata con muri e altre sue amenitÃ , perchÃ¨ la controparte era civile e aperta al dialogo.</p>
<p>Ora che c&#8217;Ã¨ Hamas stanno tutti giÃ  invocando il pericolo di un &#8220;governo di terroristi&#8221; (che per me tali non sono, sia chiaro) e la situazione non credo possa fare altro che peggiorare.</p>
<p>CioÃ¨ ammesso che Hamas possa avere dei risvolti positivi nella politica interna sui problemi di corruzione, c&#8217;Ã¨ bisogno che un paese esista perchÃ  abbia problemi di politica interna.</p>
<p>Capisco la loro prospettiva: anche io quando voto lo faccio per le scelte di politica interna in primis, ma io vivo in un paese riconosciuto e che, almeno per ora, non minaccia di essere spazzato via.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tonino</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9072</link>
		<dc:creator>Tonino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2006 22:56:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/lia/970.php#comment-9072</guid>
		<description>Il voto ad Hamas non Ã¨ un colpo di testa, era atteso. NÃ¨ va letto come un voto interamente non politico. Sono in una situazione disperante in cui Israele ha giÃ  mano libera, giÃ  adesso non li considera interlocutori e Al Fatah, anche suo malgrado, svolge un ruolo di paravento e legittimazione di tutto ciÃ². L&#039;unica alternativa che avevano al rassegnarsi a una lenta agonia era di votare qualcosa di diverso dallo status quo, questo obbligatoriamente era Hamas (a parte le frange dissidenti di Al Fatah). Pretendere che dopo questi anni di disillusione e sofferenza pure col loro voto volontario dessere un assenso a tutto ciÃ² Ã¨ un po&#039; troppo.
Paradossalmente credo che arrivare a questo esito e a questo passaggio difficile senza Arafat e Sharon sia tutto sommato una fortuna. Il primo perchÃ©, ormai impossibilitato a ribaltare la situazione, avrebbe comunque raccolto grazie al suo carisma un piÃ¹ alto consenso per la sua parte, cosa che avrebbe reso ancora piÃ¹ critica la divisione interna palestinese.
Il secondo perchÃ© effettivamente avrebbe potuto trovare il modo di sfruttare l&#039;affermazione di Hamas per far precipitare la situazione, cosa che i suoi successori non Ã¨ detto siano in grado di fare.
Il vero grosso problema Ã¨ che gli SUA e pure da un paio d&#039;anni l&#039;Europa includono Hamas nella lista delle organizzazioni terroriste. Il che significa che al di lÃ  delle stesse volontÃ  e della dose di realpolitik a cui vorranno dar fondo potrebbero essere impediti dalle loro stesse leggi a intrattenere rapporti con i palestinesi.

ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il voto ad Hamas non Ã¨ un colpo di testa, era atteso. NÃ¨ va letto come un voto interamente non politico. Sono in una situazione disperante in cui Israele ha giÃ  mano libera, giÃ  adesso non li considera interlocutori e Al Fatah, anche suo malgrado, svolge un ruolo di paravento e legittimazione di tutto ciÃ². L&#8217;unica alternativa che avevano al rassegnarsi a una lenta agonia era di votare qualcosa di diverso dallo status quo, questo obbligatoriamente era Hamas (a parte le frange dissidenti di Al Fatah). Pretendere che dopo questi anni di disillusione e sofferenza pure col loro voto volontario dessere un assenso a tutto ciÃ² Ã¨ un po&#8217; troppo.<br />
Paradossalmente credo che arrivare a questo esito e a questo passaggio difficile senza Arafat e Sharon sia tutto sommato una fortuna. Il primo perchÃ©, ormai impossibilitato a ribaltare la situazione, avrebbe comunque raccolto grazie al suo carisma un piÃ¹ alto consenso per la sua parte, cosa che avrebbe reso ancora piÃ¹ critica la divisione interna palestinese.<br />
Il secondo perchÃ© effettivamente avrebbe potuto trovare il modo di sfruttare l&#8217;affermazione di Hamas per far precipitare la situazione, cosa che i suoi successori non Ã¨ detto siano in grado di fare.<br />
Il vero grosso problema Ã¨ che gli SUA e pure da un paio d&#8217;anni l&#8217;Europa includono Hamas nella lista delle organizzazioni terroriste. Il che significa che al di lÃ  delle stesse volontÃ  e della dose di realpolitik a cui vorranno dar fondo potrebbero essere impediti dalle loro stesse leggi a intrattenere rapporti con i palestinesi.</p>
<p>ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pietro</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/970.php/comment-page-1#comment-9071</link>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2006 22:55:20 +0000</pubDate>
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		<description>Nano, magari sarÃ  proprio Hamas ha raggiungere una pace con Israele, magari saranno proprio i guerrieri, come Sharon, a fare quello che i politici fino ad ora non sono riusciti a fare, magari, certo Ã¨ che, se la conseguenza di questo voto sarÃ  un irrigidimento delle posizioni palestinesi e una politica poco politica e molto piÃ¹ guerrigliera, non si potrÃ  dire che al momento della scelta la stanchezza ha preso il sopravvento o che la colpa Ã¨ sempre e solo di Israele.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nano, magari sarÃ  proprio Hamas ha raggiungere una pace con Israele, magari saranno proprio i guerrieri, come Sharon, a fare quello che i politici fino ad ora non sono riusciti a fare, magari, certo Ã¨ che, se la conseguenza di questo voto sarÃ  un irrigidimento delle posizioni palestinesi e una politica poco politica e molto piÃ¹ guerrigliera, non si potrÃ  dire che al momento della scelta la stanchezza ha preso il sopravvento o che la colpa Ã¨ sempre e solo di Israele.</p>
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