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	<title>Haramlik &#187; blog</title>
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		<title>Egitto in Italia: prendiamo appuntamento</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/07/egitto-in-italia-prendiamo-appuntamento/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:06:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sarà molto Egitto democratico, in Italia, nelle prossime settimane. A Mantova, venerdì 9, Paola Caridi presenta due incontri: alle 11,30 ci sarà &#8220;I GIOVANI ARABI TRA WEB, PIAZZA E LIBERTÀ&#8221; con Wael Abbas e, alle 16,45, quello con &#8216;Ala Al Aswani, dal titolo &#8220;Rivoluzione!&#8221;. Aswani presenterà il suo ultimo libro, che arriva in libreria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/letteratura.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/letteratura.jpg" alt="" title="letteratura" width="152" height="233" class="aligncenter size-full wp-image-4410" /></a></p>
<p>Ci sarà molto Egitto democratico, in Italia, nelle prossime settimane.</p>
<p>A Mantova, venerdì 9, <a href="http://invisiblearabs.com/">Paola Caridi</a> presenta due incontri: alle 11,30 ci sarà &#8220;<a href="http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#161">I GIOVANI ARABI TRA WEB, PIAZZA E LIBERTÀ</a>&#8221; con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wael_Abbas">Wael Abbas</a> e, alle 16,45, quello con <a href="http://www.festivaletteratura.it/scheda_autore.php?id=24">&#8216;Ala Al Aswani</a>, dal titolo <a href="http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#161">&#8220;Rivoluzione!&#8221;</a>.<br />
Aswani presenterà <a href="http://www.napolinvita.it/news/269/La-rivoluzione-egiziana----%20Ala-al-Aswani.cshtml">il suo ultimo libro, che arriva in libreria oggi </a> (io l&#8217;ho<a href="http://www.cairo360.com/article/books/1573/alaa-al-aswany-on-the-state-of-egypt/"> già comprato in inglese</a>, ahimé, fidandomi poco &#8211; per una volta a torto &#8211; della tempestività delle case editrici italiane) e mi piacerebbe molto andare a sentirlo.<br />
Venerdì mattina lavoro, purtroppo, e quindi mi toccherà saltare Wael Abbas. Un salto a Mantova di pomeriggio, però, lo farei volentieri. Se qualcuno, da Genova o luoghi limitrofi, ha in programma di andarci, faccia un fischio e ci si mette d&#8217;accordo.</p>
<p>L&#8217;altro appuntamento, invece, è a fine mese a Ferrara, per il <a href="http://www.internazionale.it/festival/programma/">festival di Internazionale</a>. E lì, in particolare, non vorrei perdermi, domenica 2 ottobre alle 12, la presentazione di <a href="http://www.megamodo.com/2011102615-i-diari-della-rivoluzione/">&#8220;I diari della rivoluzione</a>&#8220;, con Hossam el Hamalawy (l&#8217;<a href="http://www.arabawy.org/">Arabawy</a> che qui avremo citato <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/?s=arabawy&#038;searchsubmit=Cerca">diecimila volte</a>) e <a href="http://twitter.com/#!/Ssirgany">Sarah el Sirgany</a> presentati da Jamila Mascat. </p>
<p>A Ferrara ci andrò con un paio di amici con cui sono già d&#8217;accordo. Però, di nuovo: se qualche lettore dell&#8217;Haramlik ha in programma di andarci, si faccia vivo, ché così ci si conosce. L&#8217;Egitto mi sta trasformando da orso bruno a bestia socievole, non chiedetemi perché.</p>
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		<title>Sì, è il tradizionale post sulla ceretta in Egitto</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/29/si-e-il-tradizionale-post-sulla-ceretta-in-egitto/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 11:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
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		<category><![CDATA[Sherif El Sebaie]]></category>

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		<description><![CDATA[Come da tradizione, ieri ho preso il cosciotto peloso, il piede incolto e le unghie smangiucchiate ed ho portato il tutto a riparare dal mio parrucchiere di sempre. E&#8217; al primo piano di un palazzone sulla Mossadek, in un salone dove nessuno parla inglese ma siamo sempre andati molto d&#8217;accordo, pur senza capirci mai. Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come da tradizione, ieri ho preso il cosciotto peloso, il piede incolto e le unghie smangiucchiate ed ho portato il tutto a riparare dal mio parrucchiere di sempre. E&#8217; al primo piano di un palazzone sulla Mossadek, in un salone dove nessuno parla inglese ma siamo sempre andati molto d&#8217;accordo, pur senza capirci mai. Io gli parlo a gesti, lui mi risponde in arabo, ci sorridiamo molto e, infine, io mi abbandono in poltrona con sigaretta e tè e tutto il suo staff mi circonda, mi prende, mi rigira, mi pastrugna e mi trasforma infine, come dice lui, in un bon-bon.</p>
<p>Ormai ci vediamo solo una volta all&#8217;anno, quando torno da &#8216;ste parti, ma il rito è sempre uguale: &#8220;<em>Oh ma buongiorno, bentornata, manicure-pedicure-culùr?</em>&#8221; &#8220;<em>Oh, sì</em>.&#8221; &#8220;<em>Shai?</em>&#8221; &#8220;<em>Ma sicuro</em>.&#8221; E poi arriva la fanciullina velatissima, mi requisisce il piede inselvatichito da troppa Italia, lo guarda inarcando le sopracciglia e poi scoppia a ridermi, senza ritegno, sul muso. Il fumetto sulla sua testa esprime in modo inequivocabile ciò che pensa dell&#8217;occidentale brada e del resto, come dicevo, parlare arabo non è per nulla necessario, dal parrucchiere.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/estetista.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4203" title="estetista" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/estetista-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Della ceretta ne avrei anche fatto a meno, stavolta: non ne avevo bisogno, almeno secondo i miei canoni, e difendersi dai canoni di un&#8217;estetista araba richiede enormi energie e grande decisione: no, non voglio che mi depili le braccia, la faccia, i piedi, le mani, la pancia e tutto il resto. Non ho peli, lì. Lo so che tu li vedi, ma sei l&#8217;unica al mondo. Metti giù quella roba, ché va a finire che me li fai venire tu, &#8216;sti maldetti peli. No, non mi toglierò le mutande. Non ci penso nemmeno, stavolta non mi fregate. Lasciami stare, vado benissimo così.</p>
<p>Poi, però, ho pensato al mio amichetto feticista del blog accanto &#8211; <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/09/casi-umani-salvate-il-soldato-salamelik/">sì, lui</a> &#8211; e ho capito di non poterlo deludere.<br />
Ho consegnato il polpaccio, quindi, e questo mini-servizio fotografico è per lui.</p>
<p>Dedicato a un pirla, con saluti dal peletto.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/ceretta1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4204" title="ceretta1" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/ceretta1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/ceretta2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4205" title="ceretta2" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/ceretta2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/ceretta3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4206" title="ceretta3" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/ceretta3-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
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		<title>Twitter ed altro a Tahrir</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/21/twitter-ed-altro-a-tahrir/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 19:06:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Tahrir c&#8217;era un sacco di roba, l&#8217;altra sera: l&#8217;inaugurazione della scuola in piazza, il cinema all&#8217;aperto e, prima, quest&#8217;esperimento chiamato Tweetnadwa di cui parla anche Paola Caridi qui: Si tratta di una specie di assemblea di twitters: un palchetto con uno schermo su cui scorrono i twits della gente seduta lì attorno, su appositi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Tahrir c&#8217;era un sacco di roba, l&#8217;altra sera: l&#8217;inaugurazione della <a href="http://twitpic.com/5s5mmn">scuola in piazza</a>, il cinema all&#8217;aperto e, prima, quest&#8217;esperimento chiamato <a href="http://twitter.com/#!/search/tweetnadwa">Tweetnadwa</a> di cui parla anche <a href="http://invisiblearabs.com/?p=3327">Paola Caridi qui</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/twitternadwa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4184" title="twitternadwa" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/twitternadwa.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p>Si tratta di una specie di assemblea di twitters: un palchetto con uno schermo su cui scorrono i twits della gente seduta lì attorno, su appositi lenzuoloni stesi per l&#8217;occasione, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alaa_Abd_El-Fatah">un moderatore</a> e vari interventi di persone che sono abituata a leggere su Twitters e poi, dal vivo, ti impressionano per <a href="http://www.flickr.com/photos/ircpresident/5950976843/">come sono giovani</a>.<br />
Molta borghesia cairota, tra questi ragazzi: la piazza è più interclassista, spesso decisamente popolare. In questi incontri, invece, noti un livello socioculturale diverso, e la sensazione di stare assistendo alla crescita della futura classe dirigente egiziana si fa ancora più forte.</p>
<p>Tahrir è comunque, sempre di più, un Egitto in miniatura. Io ho trovato strepitoso <a href="http://www.sandmonkey.org/2011/07/16/tahrir-an-exercise-in-nation-building/">questo post di Sandmonkey</a>: il post dell&#8217;anno, per quanto mi riguarda. Qui un piccolissimo assaggio, ma il post va letto tutto:</p>
<blockquote><p>Tutto è iniziato nella zona delle tende, dove dormiamo: la prima notte le tende erano una accanto all&#8217;altra, in formazione sparsa. Poi abbiamo cominciato ad avere problemi con la gente che passava: domande indiscrete, occhiate (c&#8217;erano ragazze nelle nostre tende, figuratevi&#8230;) e occhiolini alle ragazze. Così, il giorno dopo abbiamo cambiato la posizione delle tende, in modo da creare un grosso circolo con uno spazio all&#8217;interno per gli ospiti ed un&#8217;unica entrata/uscita all&#8217;area. Il tutto, per proteggerci dagli sguardi e dalle azioni della stessa gente i cui diritti stavamo difendendo. Così, senza neanche accorgercene, abbiamo creato &#8211; noi, gente che considera elitisti e classisti i quartieri residenziali &#8211; il nostro involontario quartiere residenziale. E la cosa più tragicamente comica è stata che, nel nostro tentativo di assicurare il passaggio all&#8217;area e di controllarne l&#8217;accesso, abbiamo pure reso impossibile la fuga nel caso fossimo stati attaccati. Standard di sicurezza egiziani al loro meglio!</p>
<p>Poi sono arrivati i ragazzini di strada. Tre di loro, di 8, 12 e 13 anni. Un giorno sono arrivato e li ho trovati lì con noi, giacché la gente delle tende, in lotta per l&#8217;uguaglianza, li aveva fatti entrare ed aveva iniziato a insegnargli cose, a giocare con loro e a condividere i ventilatori, l&#8217;ambiente comodo, l&#8217;acqua fredda e i succhi e gli snacks. E quando sono arrivate le scorte e abbiamo cominciato ad aprirle e a organizzarle, loro hanno iniziato ad aiutarci, e a ripulire la zona. Alla fine eravamo così a nostro agio in questa dinamica che abbiamo cominciato a rivolgerci a loro quando ci serviva roba da mettere in freddo o dovevamo ripulire la zona delle tende, creando quindi, senza farlo apposta e senza volerlo, qualcosa che somigliava molto allo sfruttamento del lavoro minorile, in cui i ragazzini lavoravano in cambio di cibo, bevande, svago e posto per dormire, il che è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Trickle-down_economics">economia trickle-down</a> ai suoi livelli più basici: bella cosa, da parte di un gruppo di rivoluzionari e attivisti dei diritti umani [...]</p></blockquote>
<p>No, ma leggetelo tutto . Sul serio.</p>
<p>A Tahrir, di giorno, ci sono comunque una quarantina di gradi: è un forno, dico sul serio.  Io mi sono già presa un po&#8217; di malanni &#8211; dal torcicollo, a furia di passare dal forno all&#8217;aria condizionata, a un accenno di attacco di porfiria che sto sconfiggendo bevendo litri di acqua e zucchero. Le successive riflessioni sulla mia scarsissima forma fisica mi hanno fatto capire che ho bisogno di un paio di giorni di tregua al mare. Forse parto domani.</p>
<p>Adesso, invece, vado a cena al Fish Market, confidando in un&#8217;improbabile brezza dal Nilo.</p>
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		<title>Casi umani: salvate il soldato Salamelik</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 10:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rossobruni e altri tipacci]]></category>
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		<description><![CDATA[Ce l&#8217;ho nel Google Reader e succede che i suoi post mi capitino davanti agli occhi. Mi sono ormai abituata, quando ce n&#8217;è uno nuovo, a scorrerlo per vedere in quale riga verrò tirata in ballo e, il più delle volte, eccomi là. Oggi li ho frettolosamente contati, aiutandomi coi tag: da gennaio a oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ce l&#8217;ho nel Google Reader e succede che i suoi post mi capitino davanti agli occhi. Mi sono ormai abituata, quando ce n&#8217;è uno nuovo, a scorrerlo per vedere in quale riga verrò tirata in ballo e, il più delle volte, eccomi là.<br />
Oggi li ho frettolosamente contati, aiutandomi coi tag: da gennaio a oggi, quel tarantolato di Sherif ha scritto almeno 30 post in cui cerca rissa con la sottoscritta a proposito della rivoluzione egiziana.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/calculator.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4157" title="calculator" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/calculator.jpg" alt="" width="256" height="197" /></a></p>
<p>Trenta post, divisi per sei mesi, fanno una media di 5 post al mese, ovvero di più di un post alla settimana. Se ai post aggiungiamo i commenti, numerosi e lividi, direi che siamo davanti a una sindrome ossessiva conclamata: quest&#8217;uomo ha passato mezzo anno della sua vita inveendo contro di me e, ormai, io credo che abbia bisogno di aiuto. Qualcuno mi ha detto: &#8220;Don&#8217;t feed the troll&#8221;, ed è un motto che sostengo da anni. Eppure a me non sembra propriamente un troll, &#8216;sto qua. Mi pare uno che sanguina a bordo blog, piuttosto, e devo dire che non credevo, con tre post in cui lo citavo nei giorni caldi della rivoluzione, di vederlo ancora ridotto in questo stato nel luglio successivo.</p>
<p>Internet, di per sé, non fa impazzire, a meno che uno non sia in qualche modo predisposto. A me pare che Sherif, per come lo vedo agire in rete, corrisponda in modo pressoché perfetto a questo <a href="http://www.inpsico.org/2008/02/disturbi-di-personalit-personalita.html">ritratto di personalità ossessiva.</a> Lo invito a leggerlo, non per sbeffeggiarlo ma per indurlo a rifletterci su: a me, più che dare fastidio, pare che stia male e basta.</p>
<p>Qualche esempio pescato qua e là (senza link, abbiate pazienza, ché sennò gli piace e non me lo schiodo mai più di dosso. Le sottolineature sono mie, invece):</p>
<p>4 febbraio:<em> [...] Voi invece <span style="text-decoration: underline;">se volete scatenare il caos</span> là dove avete avete vissuto solo da turisti, da ospiti &#8211; voi si che lo eravate &#8211; serviti e riveriti, lavatevi prima la sporca coscienza.</em></p>
<p>5 febbraio: <em> [...] </em><em>Quella che andava in piscina in Egitto nell&#8217;hotel a cinque stelle, quella tanto rivoluzionaria che appena ha avuto il posticino fisso in Italia, ha mollato l&#8217;Egitto veloce come una saetta </em><em> [...]</em></p>
<p>6 febbraio<em>: </em><em> [...] </em>guai strutturali di natura economica di cui pagheremo, noi egiziani <em>e non i sessanttotini occidentali frustrati in giro per il web</em>, le conseguenze.</p>
<p>9 febbraio<em>: </em><em> [...] </em>questi <em>falliti </em>(nel senso politico del termine) che ora scrivono o addirittura scendono in piazza o vanno alla volta del Cairo <em>&#8220;per solidarizzare con i manifestanti egiziani&#8221;</em><em>.</em> I manifestanti egiziani sono molto più capaci di loro: devono solo organizzarsi e anticipare il bene del paese all&#8217;entusiasmo giovanile senza<span style="text-decoration: underline;"> prestare ascolto ai suddetti <em>falliti d&#8217;importazione</em></span>.</p>
<p>15 febbraio<em>: </em><em> [...] </em>quanto è maturo politicamente, il popolo egiziano? E&#8217; una domanda a cui preferisco rispondere senza ricorrere a slogan e ancor meno con parole mie, se non altro per evitare i <em>democratici</em> <span style="text-decoration: underline;">tentativi di deligittimazione di alcuni squadristi virtuali</span>.</p>
<p>19 febbraio<em>:</em><em> [...]</em> In particolare avrei qualcosa da aggiungere sull&#8217;incredibile spettacolo che hanno dato alcuni (ripeto: <em>alcuni</em>) cittadini occidentali che dalle loro comode postazioni internettiane &#8211; e senza capire nulla di Egitto ma forti di una breve permanenza turistica nel paese &#8211; pretendevano (e pretendono tuttora) di<span style="text-decoration: underline;"> dettare agli autoctoni le linee politiche e ideologiche da seguire</span>, con annessa distribuzione di patenti di democraticità eonestà intellettuale.</p>
<p>21 febbraio<em>: <strong>F</strong>ulvia Maria De Feo è la signora che ha colto l&#8217;occasione dei recenti sviluppi in Egitto per scatenare dal suo blog, </em><em>Haramlik</em>, <strong><span style="text-decoration: underline;">un&#8217; imponente campagna di deligittimazione (almeno tre articoli mi sono stati personalmente dedicati)</span></strong></p>
<p>24 febbraio<em>: </em><em> [...] </em><em>&#8220;Rivoluzionari col culo al caldo&#8221;.</em> Come quei bloggers e giornalisti che si sono &#8220;sciolti&#8221; non appena hanno visto, in Egitto, persone intente a ripulire e ad abbellire Piazza Tahrir<em>.</em></p>
<p>26 febbraio<em> </em><em>: </em><em> [...]</em> Mentre questi rivoluzionari con il culo al caldo cianciavano di <em>&#8220;Rete&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, </em><em>&#8220;Tweet&#8221;</em> e di concetti astratti come <em>&#8220;orgoglio&#8221;</em> e <em>&#8220;fierezza&#8221;,</em> io ero ben consapevole che la maggioranza della gente era scesa in piazza per bisogni molto più terreni e concreti<em>.</em></p>
<p>1 marzo<em> </em><em> </em><em>: </em><em> [...] </em><strong>N</strong>on ci voleva molto per capire che <em>&#8220;solidarizzare&#8221;</em> e<em>&#8220;empatizzare&#8221;</em> con le rivoluzioni arabe a suon di <em>&#8220;facebook&#8221;</em> e<em>&#8220;tweet&#8221;</em> fosse qualcosa di puramente virtuale e fittizio, implicitamente vincolato dal famigerato corollario <em>&#8220;purché se ne stiano a casa loro&#8221;</em> (e <a href="http://salamelik.blogspot.com/2011/02/fulvia-de-feo-donna-coerente-in-egitto.html">non vengano</a> a spaventarci nei vicoli sotto casa).</p>
<p>23 aprile<em> </em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>essersi trovato, nel momento peggiore della crisi egiziana, bersagliato da un branco di pasionarie internettare, le quali &#8211; forti una vacanza prolungata in Egitto &#8211; avevano coperto il sottoscritto di contumelie e accuse al limite dell&#8217;alto tradimento e del disfattismo di sovietica memoria. <em> [...]</em></p>
<p>25 aprile<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Per aver espresso questi dubbi già nei primissimi giorni di agitazione e per aver manifestato allarmismo circa il previdibile peggioramento della situazione economica (che di fatti avrebbe vanificato qualsiasi riforma politica nel lungo periodo), <span style="text-decoration: underline;">sono stato letteralmente linciato</span>. <em> [...]</em></p>
<p>26 aprile<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>A questa osservazione, tal Fulvia Maria De Feo &#8211; diventata autorevole esperta di cose egiziane ma che, in virtù dell&#8217;esperienza pregressa, avrebbe fatto meglio a continuare ad occuparsi di cose turche, di &#8221;amore ai tempi dell&#8217;Islam&#8221;,ceretta e affini - mi rispose <em> [...]</em></p>
<p>27 aprile<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Ho quindi il dovere di analizzare criticamente le fonti, visto che &#8211; a differenza della signora Fulvia Maria De Feo &#8211; non scrivo di ceretta all&#8217;egiziana <em> [...]</em></p>
<p>27 maggio<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Non c&#8217;è da meravigliarsi: conosco il paese per esserci nato e vissuto da cittadino, non per averci passato le vacanze come le sciurette (quie qui) che mi avevano bersagliato all&#8217;epoca.<em> [...]</em></p>
<p>1 giugno<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>a pagare il salatissimo conto saremo noi egiziani e gli stessi palestinesi che vedrebbero sfumare per parecchi decenni a venire il sogno di uno stato indipendente, mica i &#8220;rivoluzionari con il culo al caldo&#8221;, che raccoglieranno presto &#8220;le proprie carabattole&#8221; per ritirarsi nel primo bagno turco disponibile. <em> [...]</em></p>
<p>6 giugno<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Anche se per questo, tempo fa, sono stato graziosamente definito nei commenti del blog di una mentecatta come un &#8221;vecchietto a nemmeno 30 anni&#8221;. <em> [...]</em></p>
<p>15 giugno<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>A quei tempi, infatti, un blog che normalmente si occupava di ceretta egiziana e di esotico &#8220;amore ai tempi dell&#8217;islam&#8221; <em> [...]</em></p>
<p>8 luglio<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Mentre qualcuno ingenuamente strombazzava (o furbescamente coglieva l&#8217;occasione per insultare ederidere) [...] ciò che questo blog sosteneva ben cinque mesi fa, <span style="text-decoration: underline;">a costo di essere letteralmente linciato dalle sciurette in vacanza in Medio Oriente</span>&#8230; <em> [...]</em></p>
<p>9 luglio<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Mi riferisco ovviamente alle sciurette che liquidavano la miapreoccupazione come &#8220;argomentazioni di un mubarakiano&#8221; e &#8220;mancanza di armi intellettuali&#8221;. <em> [...]</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Ecco: io rileggo e, francamente, non mi pare che ci sia spazio per discorsi politici, analisi nel merito, argomenti di una qualsivoglia rilevanza.</p>
<p>Lo contemplo e mi viene da pensare una cosa sola: quest&#8217;uomo ha bisogno di una fidanzata.</p>
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		<title>Un ebook di blogger di scuola</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/06/15/un-ebook-di-blogger-di-scuola/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 16:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>
		<category><![CDATA[cose belle]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Peppe Liberti ha messo insieme un po&#8217; di blogger che nella vita si occupano di scuola e ne ha raccolto alcuni post. Ne è venuto fuori un piacevolissimo ebook in cui, per dirla con Scorfano: &#8220;Troverete i post di tanti, illustri autori di blog che insegnano in una qualsiasi scuola (più un imprevedibile “Pierino” che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/06/copertina111.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4128" title="copertina11" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/06/copertina111-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a><a href="http://peppe-liberti.blogspot.com/">Peppe Liberti</a> ha messo insieme un po&#8217; di blogger che nella vita si occupano di scuola e ne ha raccolto alcuni post.</p>
<p>Ne è venuto fuori <a href="http://peppe-liberti.blogspot.com/2011/06/voci-di-corridoio.html">un piacevolissimo ebook</a> in cui, <a href="http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/2011/05/alcune-voci-di-alcuni-corridoi.html">per dirla con Scorfano</a>:</p>
<div>
<blockquote><p>&#8220;Troverete i post di tanti, illustri autori di blog che insegnano in una qualsiasi scuola (più un imprevedibile “Pierino” che fa l’alunno e la cui identità resta segreta, per ora). Il libro elettronico si intitola «Voci di corridoio»: non vi dico chi partecipa perché sarebbe un lungo elenco e forse mi dimenticherei anche qualcuno e quindi sarebbe pure inelegante. Vi dico solo che merita quel po’ di attenzione, secondo me;[...]</p></blockquote>
</div>
<div>
<blockquote><p>Perché merita attenzione? Perché c’è molta più scuola reale lì, in quelle pagine virtuali, che negli articoli e le polemiche che normalmente inondano i nostri quotidiani; perché è una sorta di presa diretta, ma plurale, con tante «voci» (come da titolo) e tanti differenti sguardi; perché è un modo possibile, per chi a scuola non ci mette più piede da tanti anni, per capire che nel frattempo le cose sono molto cambiate e che chi parla di scuola oggi sta spesso parlando della scuola di trenta o di quindici anni fa: quella che conobbe lui, appunto, e che ora non è più. E ogni anno che passa, io mi persuado con sempre maggiore convinzione che sta proprio in questo vizio il peccato originale di chi parla di scuola: parlare del passato (del proprio passato), invece che del presente; parlare di ricordi, magari in buonafede, ma pur sempre soltanto di ricordi.</p></blockquote>
</div>
<div>
<blockquote><p>«Voci di corridoio» quindi, senza essere né un capolavoro né un’imperdibile inchiesta, è un’interessante apertura di porte e di finestre. Non riuscirà certo a cambiare l’aria, neppure lo pretende: però forse ci renderà più capaci di guardare meglio a chi sta fuori, e renderà più acuto lo sguardo di chi sta fuori e guarda verso di noi; e non sarà stato comunque poco. E se invece non riusciremo a fare nemmeno questo, e vabbè, pazienza: sarà stato in ogni caso bello stare per qualche giorno tutti insieme su una pagina virtuale a raccontarci le nostre storie mattutine; e a raccontarle a tutti quelli che avranno voglia di sopportarci e di leggerci.</p></blockquote>
</div>
<div>Lo si può scaricare gratuitamente in versione pdf (<a href="http://db.tt/bHSBAiz">qui</a>), come epub per leggerlo sull&#8217;IPhone (<a href="http://db.tt/nf17lY9">qui</a>) e come mobi per il Kindle (<a href="http://db.tt/yyhPso0">qui</a>).</div>
<div>C&#8217;è anche qualche post dell&#8217;Haramlik, e ringrazio Peppe di cuore per avermi invitato a partecipare. Ne sono molto orgogliosa.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Marco Pasqua, gli psicoreati dei prof e l&#8217;ipocrisia di Repubblica</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/04/22/marco-pasqua-gli-psicoreati-dei-prof-e-lipocrisia-di-repubblica/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/04/22/marco-pasqua-gli-psicoreati-dei-prof-e-lipocrisia-di-repubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 17:03:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>
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		<category><![CDATA[islamofobia]]></category>
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		<description><![CDATA[La solidarietà dei colleghi a Cloro (il grassetto è mio): I docenti della sede di via Lamennais del liceo Manzoni esprimono con la presente la loro solidarietà nei confronti della collega prof.ssa Barbara Albertoni, che è stata oggetto di osservazioni e illazioni diffamanti da parte del giornalista Marco Pasqua con gli articoli apparsi su La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/psicoreato.jpg"><img class="size-full wp-image-4005 aligncenter" title="psicoreato" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/psicoreato.jpg" alt="" width="180" height="183" /></a></p>
<p>La <a href="http://www.cloroalclero.com/?p=6319">solidarietà dei colleghi a Cloro</a> (il grassetto è mio):</p>
<blockquote><p>I docenti della sede di via Lamennais del liceo Manzoni esprimono con la presente la loro solidarietà nei confronti della collega prof.ssa Barbara Albertoni, che è stata oggetto di osservazioni e illazioni diffamanti da parte del giornalista Marco Pasqua con gli articoli apparsi su La Repubblica la scorsa settimana.<br />
Dal suo articolo si evince che il Ministro dell’Istruzione Gelmini avrebbe disposto un’ispezione mentre il nostro Assessore, Mariolina Moioli, si sarebbe impegnata ad approfondire la vicenda e a prendere i dovuti provvedimenti.</p>
<p><strong>Il Sig. Marco Pasqua non deve essere molto sicuro di sé se incarica ragazze di contattare tramite facebook studentesse della Manzoni che hanno ora o hanno avuto in passato come insegnante la prof.ssa Albertoni, allo scopo di verificare quel che l’insegnante avrebbe detto in classe.</strong></p>
<p>I docenti sono inorriditi dal modo di procedere del giornalista di Repubblica che troppo da vicino ricorda quel meccanismo della macchina del fango che Roberto Saviano ha magistralmente descritto.<br />
I docenti credono alla loro collega quando afferma di non essere negazionista, né, del resto, hanno mai avuto modo di sospettarlo. Nota è la sua posizione filo palestinese, ma non ci risulta che ciò costituisca di per se stesso reato.<br />
I docenti firmatari intendono con ciò difendere un diritto inalienabile quale è la libertà di espressione nei limiti della Costituzione. Esprimono inoltre solidarietà alla collega che riceve ormai quotidianamente pesanti mail di minaccia e di ingiurie.<br />
Si augurano che la polemica cessi quanto prima, che i toni si abbassino e che Repubblica contribuisca a moderare il dibattito.<br />
(seguono firme)</p></blockquote>
<p>Io mi auguro qualcosa di più. Mi auguro che Repubblica risponda di <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/14/news/la_prof_negazionista_del_manzoni_basta_con_il_mito_dell_olocausto-14910024/">ciò che ha fatto</a>.</p>
<p>E vorrei tanto che ci spiegasse come concilia la sua strombazzatissima <a href="http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/difendo-la-scuola-pubblica-perche/index.html?ref=HRER2-1">difesa della scuola pubblica</a> con il fatto di mandare un giornalista, Marco Pasqua, a esercitare le sue <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/14/04/2011/della-ricattabilita-dei-prof-che-hanno-un-blog/">ripicche personali</a> contro una blogger calunniandola e spiandola sul lavoro. Vorrei sapere se è normale che Repubblica mandi emissari sui profili di Facebook degli studenti per sapere cosa dicono in classe i loro insegnanti. Vorrei che ci illustrasse la differenza tra un Berlusconi che parla di insegnanti che &#8220;inculcano valori&#8221; e il loro Marco Pasqua che auspica ispezioni e licenziamenti per insegnanti che &#8211; <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/14/04/2011/della-ricattabilita-dei-prof-che-hanno-un-blog/">&#8220;chissà&#8221;</a> &#8211; potrebbero a loro volta &#8220;inculcare valori&#8221;.</p>
<p>Perché i casi sono due: o Repubblica auspica un controllo sulle idee politiche degli insegnanti italiani che si estenda fino alle loro manifestazioni extrascolastiche &#8211; e allora scavalca Berlusconi a destra, e di gran lunga &#8211; o ha fatto una cazzata di dimensioni raccapriccianti e, allora, deve ammetterla, spiegarla e assumersene la responsabilità.</p>
<p>Io, intanto, da donna di scuola cerco di immaginare in cosa consista, nel concreto, l&#8217;idea di insegnamento portata avanti da Repubblica. Come fai a capire se una persona pensa ciò che lei stessa nega di pensare? Come fai a definire negazionista una docente che afferma, supportata da alunni e colleghi, di non esserlo?</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/pensiero.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4007" title="pensiero" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/pensiero.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a></p>
<p>L&#8217;ispezione ministeriale di cui si parla, per esempio. Ammesso e non concesso che venga effettuata (le istituzioni, lontano dai giornali, sono più serie e rispettose della Costituzione di quanto appaia, e questa vicenda è una buffonata a occhio nudo), dovrebbe andare più o meno così: si controllano i registri della collega per vedere se sono in ordine e si controlla se il programma svolto corrisponde a quello dichiarato. E poi? Dovrebbero cercare di scoprire cosa ha detto in classe la collega? E come?</p>
<p>Scenario 1: l&#8217;ispettore entra in classe e chiede agli alunni: &#8220;<em>La prof cosa vi ha detto dell&#8217;Olocausto?</em>&#8220;. Metà classe non se lo ricorderà, la metà più studiosa alzerà la mano e ripeterà a memoria il libro di testo da pag. 141 a pag. 150, chiedendosi se poi mettono il voto. L&#8217;ispettore insisterà: &#8220;<em>Ma vi ha parlato male degli ebrei?</em>&#8221; Sconcerto tra gli alunni, mentre la prof prega affinché gli alunni si ricordino almeno di chi sono gli ebrei e non li confondano con, chessò, i sumeri o i bolscevichi. Voi non avete idea delle cazzate che può dire l&#8217;alunno medio quando lo si interroga a bruciapelo, senza preavviso.</p>
<p>Scenario 2: l&#8217;ispettore convoca gli studenti in separata sede, li rassicura sul loro anonimato e poi sussurra: &#8220;<em>Dimmi, figliolo, cosa ha detto la prof dell&#8217;Olocausto? E degli ebrei?</em>&#8221;</p>
<p>Bah. Uno dei motivi per cui io faccio questo mestiere è perché i ragazzi sono, mediamente, migliori degli adulti. O, almeno, più intellettualmente onesti. Non mi spaventa per la collega, questo pur improbabilissimo scenario. Mi spaventa per loro, per i ragazzi. La portata diseducativa di un intervento del genere mi parrebbe a livelli di trauma. Io, da studentessa, sarei rimasta sconvolta da una cosa del genere e sono lieta che non mi sia mai capitata.</p>
<p>Perché, vi sembrerà strano, gli studenti spesso nutrono dei sentimenti nei nostri confronti: ci vogliono bene, ci detestano, gli siamo simpatici, non ci possono vedere, li facciamo ridere o gli facciamo paura. A volte tutto insieme, a volte ciascuna di queste cose a secondo dei mesi, delle settimane, dell&#8217;esito dell&#8217;ultima interrogazione. Gli studenti ci conoscono: conoscono i nostri limiti, le nostre debolezze e ci fanno i conti, imparano a gestirli. Rapportandosi con noi, nel bene e nel male, imparano a rapportarsi con gli adulti e con la vita. E non va bene interferire con questo rapporto se non sono gli alunni stessi a chiederlo. Ogni essere umano alberga dentro di sé tante virtù e qualche meschinità. Noi abbiamo la responsabilità di non stimolare quella dei ragazzi. Se io, da ragazzina, avessi avuto l&#8217;opportunità di calunniare il mio odiatissimo prof di matematica, protetta dalle garanzie dei grandi, forse lo avrei fatto. E poi avrei passato il resto della vita sentendomi orrendamente in colpa per questo. Oppure non lo avrei fatto, ché intellettualmente onesta lo ero pure da piccola. Ma sarei uscita da una situazione del genere vedendo il mondo degli adulti come un mondo di lupi, intenzionata ad evitare di farne parte, ad ogni costo.</p>
<p>C&#8217;è un film spagnolo molto bello, sugli effetti che la pressione politica può avere nel rapporto tra alunno e maestro.<em><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/La_lengua_de_las_mariposas"> La lengua de las mariposas</a></em>, si chiama. E&#8217; la storia di un bambino che per essere uguale agli altri, nella Spagna franchista, tradisce il suo maestro preferito, repubblicano. A proposito di memoria.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/traicion.jpg"></a><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/traicion1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4011" title="traicion" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/traicion1.jpg" alt="" width="160" height="218" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Le idee politiche degli insegnanti? Massì. Parliamone. Le idee politiche degli insegnanti, come dire, non sono un pericolo di cui mi preoccuperei, pure le più bizzarre. <a href="http://leonardo.blogspot.com/2011/04/i-diabolici-agit-prof.html">Non a scuola</a>. Perché non hai tempo, tanto per cominciare: a loro, ai ragazzi, piacerebbe un sacco che una gliele raccontasse, le sue, così si perde l&#8217;ora e non fai in tempo a interrogare. Così sanno da che parte prenderti. Così scoprono come fregarti. Noi lo sappiamo, sorridiamo e scansiamo la trappola. Perché abbiamo un programma da svolgere e tot valutazioni da dare a quadrimestre, e dobbiamo farcela nonostante le loro resistenze. E perché sappiamo che i ragazzi faranno sempre del loro meglio per pensare il contrario di ciò che pensiamo noi: magari, fossimo capaci di indottrinarli. Nella realtà, io non riesco nemmeno a farli desistere dal mostrare l&#8217;orrida mutanda Calvin Klein sopra i jeans che arrivano a metà culo. Figurati se cercassi di trasmettergli idee più complesse.</span></p>
<p>A dire il vero, in realtà, io che sono una prof sempre più stanca, mi sono fatta scoprire nella mia passione per l&#8217;Egitto e loro, ogni tanto, ci provano: &#8220;<em>Prof, siamo distrutti, abbiamo avuto due verifiche, è l&#8217;ultima ora, non vogliamo fare lezione! Parliamo di Egitto, per favore!!</em>&#8221; &#8220;<em>Certo che siete subdoli, non provateci nemmeno. Aprite il libro a pag. 23.</em>&#8221;</p>
<p>Poi, certo, loro grosso modo le captano, le tue idee. Sono attenti. Ma cercano di etichettarle in base a ciò che sentono in televisione, ed ecco che tutti i professori diventano, nella loro percezione, &#8220;comunisti&#8221;. Perché tra gli obiettivi generali ed educativi presenti nelle scuole &#8211; in tutte le scuole &#8211; c&#8217;è, ad esempio, l&#8217;educazione alla tolleranza e contro il razzismo e le discriminazioni. Che, a sentire buona parte della nostra classe politica, sono concetti comunisti. E i più volenterosi tra noi si muovono tra questa contraddizione come possono. Mentre sui giornali si parla di sparare agli immigrati, noi gestiamo classi piene di immigrati dichiarando nei POF che tutti i nostri studenti devono imparare a convivere. Sembriamo un po&#8217; comunisti, quindi. E, tuttavia, abbiamo <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/09/10/2010/se-non-rimane-che-sognarsi-ariani/">studenti sempre più intolleranti.</a> Si vede che non inculchiamo bene.</p>
<p>Alcuni colleghi sono più in prima linea di altri, poi: io, insegnando spagnolo, potrei passare anni interi a parlare solo ed esclusivamente di grammatica, senza concedere ai ragazzi nemmeno mezzo spiraglio sui miei pensieri. Per chi insegna materie più discorsive è più difficile, forse: la conversazione tende a umanizzarsi per forza di cose.</p>
<p>Cerco di immaginare la psicopolizia inviata da Marco Pasqua e da Repubblica nelle scuole dove insegnano i prof blogger. Mi chiedo se ce l&#8217;abbiano solo con i colleghi di Storia o con tutti noi. Il mio blog è molto critico nei confronti di Israele: chi gli assicura che non riesca a fare scivolare il discorso in classe, tra una sintassi del congiuntivo e una spiegazione su quanto è montagnosa la Spagna? Cosa deve pensare, un insegnante, secondo Pasqua e Repubblica? I limiti della nostra libertà di pensiero, quali sarebbero? A partire da quale momento Repubblica può intimidirci, su quali frasi possiamo essere inchiodati da un giornalista che ce l&#8217;ha con noi?</p>
<p>Per fortuna, a dispetto di tutto, le istituzioni funzionano, le leggi reggono, l&#8217;Italia vera e propria è infinitamente più sensata di quanto non appaia sui giornali. Le persone sono, mediamente, perbene. Si resiste: la scuola, in particolare, di persone perbene ne concentra moltissime, credo più di molti altri ambienti. Suppongo che i motivi che ci spingono a insegnare &#8211; l&#8217;ingenuità, tra questi &#8211; costituiscano una specie di selezione all&#8217;entrata: tendiamo ad avere buone intenzioni e, nelle emergenze, si nota.</p>
<p>Non sono preoccupata per la collega: sono certa, anzi, che non le succederà un bel niente. Come è ovvio.</p>
<p>Sono preoccupata per il paese, per il nostro livello di democrazia, per lo stato del nostro discorso pubblico. L&#8217;involuzione è drammatica, a destra <a href="http://leonardo.blog.unita.it/se-anche-il-pd-si-mette-a-dar-la-caccia-ai-prof-che-inculcano-1.284312">come a sinistra</a>. Sono dispiaciuta per tutti noi, sostanzialmente.</p>
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		<title>&#8220;Una giornata da ricordare. prima cloro poi arrigoni.&#8221;</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/04/19/una-giornata-da-ricordare-prima-cloro-poi-arrigoni/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 10:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Una giornata da ricordare. prima cloro poi arrigoni.&#8221; Lo scrive Ipazia, e Maisele gongola con lei: e in mezzo quello di casa pound. albertoni, antonini, arrigoni&#8230; vanno in ordine alfabetico! Ipazia è una vecchia conoscenza di questo blog: altri non è che la Carmen che, tempo fa, diffuse il mio nome e cognome, nonché il riferimento alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://groups.google.com/group/it.politica.internazionale/msg/6eb22ae797ba19d3">&#8220;Una giornata da ricordare. prima cloro poi arrigoni.&#8221;</a> Lo scrive Ipazia, e Maisele <a href="http://groups.google.com/group/it.politica.internazionale/msg/9a2ebad96d923013?hl=es">gongola con lei</a>:</p>
<p style="text-align: center;"><em>e in mezzo quello di casa pound. </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>albertoni, antonini, arrigoni&#8230;</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>vanno in ordine alfabetico!</em></p>
<p style="text-align: left;">Ipazia è una vecchia conoscenza di questo blog: altri non è che la Carmen che, tempo fa, <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/10/01/2006/ma-sono-pazzi/">diffuse il mio nome e cognome, </a>nonché il riferimento alla mia scuola, nella mailing list di Sinistra per Israele, additandomi come antisemita da tenere d&#8217;occhio e dando il via a un bailamme che i vecchi lettori di questo blog ricorderanno e che si può vedere qui:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/tag/sinistra-per-israele/">http://www.ilcircolo.net/lia/tag/sinistra-per-israele/</a></p>
<p>Certi ambienti sono piccoli, i nomi ricorrono e, quindi, non mi ha stupito leggere <a href="http://www.cloroalclero.com/?p=6239">su Repubblica dell&#8217;altro giorno</a> che <strong>Emanuele Fiano</strong>, del PD, sollecitava un intervento del Ministro dell&#8217;Istruzione contro Cloro. Lo stesso Emanuele Fiano che io <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/11/01/2006/sbalorditiva-sinistra-per-israele/">apprendevo essere responsabile di Sinistra per Israele</a> ai tempi in cui la stessa Ipazia auspicava per me, sulla loro mailing list, i metodi che oggi vengono usati contro Cloro.</p>
<p>Io e SPI, all&#8217;epoca, ci chiarimmo. Qualcuno, però, da quella storia non ha imparato davvero nulla, a quanto vedo, ed è disposto a lanciarsi <a href="http://www.cloroalclero.com/?p=6239">oltre la soglia di qualsiasi ridicolo</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/moni-ovadia1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3997" title="moni-ovadia1" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/moni-ovadia1-300x127.jpg" alt="" width="300" height="127" /></a></p>
<p>Pensa te. Moni Ovadia in guerra contro Cloro. Ho chiamato amici che lo conoscono, dopo aver letto &#8216;sta roba, e mi hanno confermato che Ovadia tende a lanciarsi nelle cause un po&#8217; alla cieca, a volte. Mi auguro che gli venga in mente di informarsi autonomamente, prima di ritrovarsi imbarcato in una simile schifezza: in rete, oltre agli interventi degli stessi alunni di Cloro in difesa della loro professoressa, potrà trovare un buon numero di articoli che denunciano, tanto nel merito come nel metodo,  la crociata inquisitoria di Marco Pasqua e di Repubblica.</p>
<p>Interventi di cui voglio riportare qualche stralcio anche qui: sono fermamente convinta che, al di là della persona e del blog di Cloro, quello che oggi succede a lei potrebbe succedere, domani, a qualunque altro insegnante, e per i motivi più disparati. Basti guardare la Repubblica di oggi che, finalmente e miracolosamente, dopo giorni di linciaggio, si è decisa a <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/17/news/la_professoressa_del_blog_mai_negato_l_olocausto-15035601/">pubblicare la smentita di Cloro</a>. E lo ha fatto nelle pagine interne della cronaca di Milano mentre, quando si è trattato di diffamarla, lo ha fatto in homepage e su scala nazionale.</p>
<p>E per fortuna che c&#8217;è la rete che, nonostante tutte le sue magagne, una sua funzione di anticorpo contro l&#8217;inciviltà continua ad averla.</p>
<p>Da <a href="http://leonardo.blogspot.com/2011/04/i-diabolici-agit-prof.html">Leonardo</a>:</p>
<blockquote><p>Il motivo per cui ho cercato per tanti anni di restare anonimo, lo trovavate <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/14/news/la_prof_negazionista_del_manzoni_basta_con_il_mito_dell_olocausto-14910024/">ieri in homepage sulla Repubblica.</a> No, non ci sono io (grazie al cielo): però avrei potuto benissimo essere io, mi è andata bene. Invece c&#8217;è un&#8217;altra persona, con un nome e un cognome, che insegna in una scuola e ha il torto imperdonabile di scrivere le proprie opinioni su un blog. E siccome questo non costituisce ancora reato, il giornalista Marco Pasqua calca la mano, e si inventa che questa persona sia una negazionista, una che non crede allo sterminio degli ebrei. Non che sia vero. Basta leggere il suo <a href="http://www.cloroalclero.com/">blog</a>. Ma Pasqua il blog non lo linca: virgoletta un sacco di citazioni, ma non rimanda alla fonte. Chi ha davvero voglia di verificare, cercherà. Per tutti gli altri Barbara Albertoni resterà una negazionista. C&#8217;è scritto in homepage sulla Repubblica.</p></blockquote>
<p>Da <a href="http://mazzetta.splinder.com/post/24453418/criticare-israele-ai-tempi-del-maccartismo-straccione">Mazzetta</a>:</p>
<blockquote><p><a href="http://www.facebook.com/plugins/like.php?api_key=67fc5e01d68cf35eba52297f5bf2ed3d&amp;channel_url=http://static.ak.fbcdn.net/connect/xd_proxy.php#cb=f2b60a455c&amp;origin=http://online.wsj.com/f18d3d177&amp;relation=parent.parent&amp;transport=postmessage&amp;href=http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704881304576094173297995198.html?mod=WSJ_hp_MIDDLENexttoWhatsNewsSecond&amp;layout=button_count&amp;locale=en_US&amp;node_type=link&amp;sdk=joey&amp;show_faces=false&amp;width=90">Ci vuole poco a capire </a>che la poveretta non ha mai negato l&#8217;Olocausto e nemmeno espresso sentimenti razzisti verso gli ebrei, tra tanti che hanno visitato il blog nessuno è riuscito a trovare esempi utili a dimostrare l&#8217;accusa, nemmeno tra quelli che ci speravano. L&#8217;articolo è probabilmente è una ripicca.<br />
Già in passato sul suo blog la professoressa aveva criticato proprio quel giornalista di essere un po&#8217; troppo condiscendente con Riccardo Pacifici, che per chi non lo sapesse è la persona che negli ultimi anni ha rappresentato l&#8217;ebraismo italiano, <a href="http://mazzetta.splinder.com/post/19489400/Il+vero+volto+di+Israele">coprendolo di vergogna con i suoi comportamenti</a>. Il giornalista ha ricambiato sbattendo il nome della blogger sul giornale e chiedendosi chissà cosa insegnerà ai suoi allievi, visto che insegna in un liceo ed è una negazionista antisemita.</p></blockquote>
<p>Da <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/04/15/solidali-con-la-palestina-quelli-morti-servono-piu-che-quelli-vivi/">Femminismo a Sud</a>:</p>
<blockquote><p><strong>E parlo di Repubblica</strong>, in particolare, perchè tra le pagine di Milano pubblica un articolo <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/14/news/la_prof_negazionista_del_manzoni_basta_con_il_mito_dell_olocausto-14910024/">contro una blogger</a>, una di quelle che volendo potrebbe stare in palestina a raccontare la sorte dei palestinesi e che avrebbe potuto trovarsi lì al posto di Vittorio, una di quelle che noi leggiamo a prescindere dal fatto che ne condividiamo sempre le opinioni o meno e che di sicuro non abbiamo mai considerato un soggetto temibile per la vita dei nostri figli.<br />
<strong>E Repubblica</strong>, per l’esattezza, ha dedicato a questo “scoop”, <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/15/news/prof_negazionista_arrivano_gli_ispettori_e_lei_tutta_colpa_della_lobby_sionista-14951637/">ben due articoli che ti lasciano la curiosità di sapere come andrà a finire</a>, anche se penso che sia meglio farselo raccontare da <a href="http://www.cloroalclero.com/">Barbara alias Cloro</a>, una madre single che porta il pane a casa grazie al lavoro trentennale di insegnamento in storia e filosofia.</p></blockquote>
<p>Da <a href="http://leonardo.blog.unita.it/se-anche-il-pd-si-mette-a-dar-la-caccia-ai-prof-che-inculcano-1.284312">Leonardo sull&#8217;Unità</a>:</p>
<blockquote><p>Ma il senatore Della Seta? Gli è bastato leggere un articolo per muovere accuse gravissime nei confronti di un impiegato statale. Non poteva documentarsi un po&#8217; di più? Una breve ricerca su internet lo avrebbe portato nel blog incriminato, <a href="http://www.cloroalclero.com/" target="_blank">Agoràdicloro</a>, dove almeno avrebbe potuto ascoltare l&#8217;altra campana. L&#8217;autrice del blog, Cloro, sostiene di non essere antisemita, <a href="http://www.cloroalclero.com/?p=6222" target="_blank">di non avere mai negato</a> lo sterminio degli ebrei, e di essere vittima di <a href="http://www.cloroalclero.com/?p=6196" target="_blank">un vero e proprio stalking</a> da parte di un giornalista (il cui articolo è stato ampiamente ripreso dal Tg5, il che non sorprende). Ha ragione lei? O ha ragione il giornalista di Repubblica che mettendo insieme un po&#8217; di citazioni ha prodotto<a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/14/news/la_prof_negazionista_del_manzoni_basta_con_il_mito_dell_olocausto-14910024/" target="_blank"> lo scoop della “prof negazionista”?</a> Penso che possiate tutti farvene un&#8217;idea risalendo alle fonti [...]</p>
<p><strong>Spero di sbagliarmi,</strong> ma credo che Della Seta (proprio come Berlusconi) sia convinto che insegnare Storia e filosofia significhi inculcare, propagandare le proprie idee; quindi quello che in casa propria e sul proprio blog non corrisponde a reato diventa inammissibile in un&#8217;aula di liceo. Ma allora perché prendersela con Berlusconi? Lui non fa che porsi lo stesso problema. Certo, a Berlusconi danno fastidio i prof rossi, a Della Seta quelli negazionisti, ma entrambi sono convinti che i prof non siano capaci di lasciare le proprie convinzioni politiche a casa. Le porteranno sicuramente a scuola, per cui&#8230; bisogna prevenire il problema. Mandando i figli alle private, propone Berlusconi (coi buoni scuola che paghiamo noi, ma vabbe&#8217;). Della Seta invece è di sinistra, così preferisce espellere il funzionario colpevole di non ortodossia. Voi chi preferite? Io, davvero, oggi sono un po&#8217; più incerto del solito.</p></blockquote>
<p>Potrei continuare ma mi fermo qui. Sono in Spagna, domani si sposa mia figlia e ho pure i feed rotti, il mio blog è praticamente afono fino a che il Webmaster non me li aggiusta. Non riesco ad aiutare Cloro come vorrei, spero di fare meglio nei prossimi giorni.</p>
<p>Ne faccio una questione di civiltà e libertà, lo ripeto. E&#8217; inutile, ipocrita e miope scandalizzarsi per gli attacchi di Berlusconi contro la scuola e gli insegnanti e poi guardare dall&#8217;altra parte quando succedono queste cose. Oggi la vittima è Cloro, domani può esserlo chiunque di noi.</p>
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		<title>Della ricattabilità dei prof che hanno un blog</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 15:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parto dalla fine, dall&#8217;ultimo commento che Cloro ha scritto fino ad ora: &#8220;Non so se l’avete capito, ma il fatto che io sul blog parli di Finkelstein o traduca Gabriel Ash o attacchi il vile operato dello Stato di Israele non ha mai significato che abbia mai negato l’Olocausto o parlato in qualsivoglia maniera delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parto dalla fine, dall&#8217;ultimo commento che <a href="http://www.cloroalclero.com/?p=6145&amp;cpage=1#comment-37111">Cloro ha scritto</a> fino ad ora:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non so se l’avete capito, ma il fatto che io sul blog parli di Finkelstein o traduca Gabriel Ash o attacchi il vile operato dello Stato di Israele<strong> non ha mai significato che abbia mai negato l’Olocausto o parlato in qualsivoglia maniera delle camere a gas o dei sei milioni di morti.</strong> Mai discusso nè parlato di queste cose, nè sul blog nè altrove (a scuola o in siti vari). MAI. Il concetto è: chi mi accusa di negazionismo con nome e cognome, mi diffama quindi paghera’ i danni.&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">Perché è successo che, tempo fa, la blogger che tiene <a href="http://www.cloroalclero.com/">Agorà di Cloro</a> abbia scritto <a href="http://www.cloroalclero.com/?p=2603">un post in cui se la prendeva con tale Marco Pasqua</a>, giornalista di Repubblica <a href="http://marcopasqua.eu/?s=pacifici">molto attivo</a> nella diffusione dei comunicati di quel <a href="http://mazzetta.splinder.com/post/19489400/Il+vero+volto+di+Israele">bel tomo di Riccardo Pacifici</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Ed è successo che il suddetto Marco Pasqua, invece di rispondere nel merito di ciò che gli veniva detto o, in alternativa, di ignorarlo, abbia deciso che la vendetta è un piatto che si consuma freddo, a quanto pare. E così oggi, di punto in bianco,<a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/14/news/la_prof_negazionista_del_manzoni_basta_con_il_mito_dell_olocausto-14910024/"> appare su Repubblica di Milano</a> questa roba qua:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/cloro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3960" title="cloro" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/04/cloro.jpg" alt="" width="640" height="289" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ora: io Cloro la conosco più a livello personale che di blog. A suo tempo incappò in qualche disavventura con una pazza con cui a mia volta avevo avuto a che fare, quindi ci incontrammo e siamo in rapporti amichevoli da allora. Di conseguenza, appena ho visto l&#8217;articolo l&#8217;ho chiamata, sbalordita:</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;<em>Ma Cloro, scusa, ma tu sei negazionista? Fai discorsi negazionisti in classe?</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;<em>Ma sei scema???</em>&#8220;, mi fa. La Cloro è una tipa sanguigna. E mi ha spiegato il retroscena della cosa e il suo sbalordimento nel leggere l&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align: left;">Ed io mi sono incazzata parecchio. Perché, a prescindere dal blog di Cloro e dalle sue opinioni, con cui si può o meno concordare, c&#8217;è il fatto che un conto è il proprio blog e un altro il proprio lavoro. E, in quest&#8217;articolo di Repubblica, non c&#8217;è mezza parola che lei abbia pronunciato in classe, nelle sue funzioni di prof. Ci sono, semplicemente, le sue opinioni personali espresse sul suo blog personale, tagliuzzate, assemblate dal giornalista e sbattute a tutta pagina assieme alla sua qualifica professionale e al nome della sua scuola. Il tutto, coronato dall&#8217;insinuazione: &#8220;<em><a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/14/news/la_prof_negazionista_del_manzoni_basta_con_il_mito_dell_olocausto-14910024/">E chissà se alcuni di questi concetti riescano a insinuarsi nelle sue lezioni[...]</a></em>&#8221; che, oltre ad essere abbastanza viscida, conferma appunto che il giornalista di Repubblica non ha la più pallida idea di ciò che Cloro faccia o non faccia a scuola.</p>
<p style="text-align: left;">Un&#8217;operazione di rara scorrettezza, direi. La diffamazione gratuita di un&#8217;insegnante in base a ciò che questa pensa o dice al di fuori della scuola. Il tutto sullo stesso giornale che, nello stesso giorno, <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2011/04/14/news/lezioni_pericolose-14914826/?ref=HREC1-9">si lamenta per gli attacchi dei politici agli insegnanti</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Operazione che, peraltro, mi turba perché la stessa cosa potrebbe succedere anche a me e a chiunque esprima, sul proprio blog, idee politiche che non siano quelle maggioritarie nel paese. E, del resto, chi mi legge da tempo sa quante volte sia circolata anche su Haramlik, questa minaccia. E quindi, fatemi capire: la libertà di espressione di una privata cittadina che di mestiere fa la prof è ridotta rispetto a quella di chi fa altri mestieri? Perché, se è così, io vorrei saperlo con chiarezza. Tanto per non rimanere esposta alle vendette personali del primo giornalista che decido di criticare qua sopra.</p>
<p style="text-align: left;">Credo nella certezza del diritto: se scrivo cose in contrasto con la legge, chiudetemi il blog e perseguitemi, ma come cittadina. Oppure, se faccio male il mio mestiere e sono scorretta come insegnante, mandatemi un&#8217;ispezione. Purché sia richiesta dai miei alunni, dalle loro famiglie o dal mio preside, non certo dal primo giornalista filoisraeliano che passa di qui.</p>
<p style="text-align: left;">Ma non esiste, non è civile e non è corretto che i piani tra la tua persona e il tuo lavoro vengano confusi in questo modo, senza darti modo di difenderti, e da giornalisti che, per loro stessa ammissione, nemmeno si prendono la briga di sapere come lavori nella scuola che sbattono a tutta pagina.</p>
<p style="text-align: left;">Fossi al posto di Cloro, giuro che preferirei che Repubblica chiedesse il sequestro del blog, piuttosto, se è tanto convinta della delinquenzialità di ciò che c&#8217;è scritto: almeno, così, una lo chiede alla giustizia, se le opinioni che esprime sono legittime o meno. Almeno, così, una è in condizioni di difendersi. Ma da un articolo così, chi fa il nostro mestiere come si difende?</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;imbarbarimento del paese e del suo giornalismo ci rende una categoria estremamente ricattabile.</p>
<p style="text-align: left;">E a questo Marco Pasqua, evidentemente, questo sistema piace. Sappiate che, a scrivere di lui, rischiate di vedervi additare sulle pagine di Repubblica come brutte persone, prima o poi. E sappiate che Repubblica si presta, evidentemente, a fare da cassa di risonanza delle sue vendette.</p>
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		<title>Sherif El Sebaie, o della stizza ossessiva</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/02/20/sherif-el-sebaie-o-della-stizza-ossessiva/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/02/20/sherif-el-sebaie-o-della-stizza-ossessiva/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 11:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>
		<category><![CDATA[cialtronate]]></category>
		<category><![CDATA[Sherif El Sebaie]]></category>

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		<description><![CDATA[A Sherif El Sebaie mancano evidentemente gli strumenti culturali, cognitivi e morali per cogliere e sfruttare la più preziosa tra le lezioni che ha ricevuto di recente: quella sull&#8217;opportunità di astenersi dai giudizi sul lavoro altrui &#8220;quando non ha altre armi intellettuali per combattere opinioni diverse dalle sue. E’ la prima regola di un atteggiamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Sherif El Sebaie mancano evidentemente gli strumenti culturali, cognitivi e morali per cogliere e sfruttare la più preziosa tra le lezioni che ha <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/3082.php/">ricevuto di recente</a>: quella sull&#8217;opportunità di astenersi dai <a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/02/05/legitto-e-le-sporche-coscienze/#comment-147084">giudizi sul lavoro altrui</a></p>
<blockquote><p>&#8220;quando non ha altre armi intellettuali per combattere opinioni diverse dalle sue. E’ la prima regola di un atteggiamento serio dal punto di vista intellettuale e professionale.&#8221;</p></blockquote>
<p>Non ce la fa. Continuerà in eterno ad emettere post (ormai saranno una decina, sul suo blog) in cui cerca rissa con me e/o con chiunque parli di Egitto. E tuttavia, francamente, il livello dei suoi argomenti è tale da non stimolare nessun desiderio di risposta: di fronte alle cretinate, si tace.</p>
<p>I limiti del personaggio <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1020.php/">mi sono noti da anni</a>. Va a mio totale, profondo demerito il fatto di avere continuato ad averci a che fare per qualche periodo, nonostante le mie consapevolezze. Temo di essere facilmente vittima di una sciocca deformazione professionale che mi fa pensare che i giovani, in quanto tali, con gli anni possano solo migliorare. E&#8217; un&#8217;idea balzana, ovviamente. Ai professori serve per lavorare meglio ma poi, nella vita, ci rende propensi agli errori di valutazione.</p>
<p>A distanza di anni, vedo che il blog di Sebaie è invecchiato male: le posizioni politiche, tra il blocco di Gaza, Gheddafi e Mubarak, mi paiono insostenibili; il fastidio di vedere un egiziano che non considera i suoi connazionali &#8220;pronti per la democrazia&#8221; è profondo. Più in generale, la povertà delle argomentazioni e lo stile, diligente ma plumbeo, con cui queste sono espresse mi trasmettono un&#8217;idea di generale mediocrità. I commenti, infine, riportano direttamente ai blog neocon dell&#8217;epoca in cui andava di moda <em>The</em> <em>Clash</em> of <em>Civilizations. </em>Tutto molto perdibile, insomma, ed è mia intenzione perdermelo volentieri.</p>
<p><em>(Continua sotto, ché in home ha già preso troppo spazio)</em></p>
<p><span id="more-3292"></span></p>
<p>A Sherif inteso come persona, invece, provo stancamente a consigliare due cose, prima di mandarlo definitivamente al diavolo: 1. Si metta a studiare qualcosa di concreto, raggiunga obiettivi tangibili e metta della sostanza in quel curriculum da wannabe, ormai sinceramente imbarazzante. E la pianti di farsi chiamare &#8220;dottore&#8221;, non si fa. 2. Vada a fare il militare come richiesto dalla legge egiziana, se proprio vuole vendersi come &#8220;egiziano nazionalista&#8221;. Sarebbe il minimo, tanto più per uno che passa la vita appollaiato su un blog a sparare giudizi su ciò che fanno gli altri. Appellarsi a un concetto di &#8220;nazionalismo&#8221; inteso come mera affiliazione al National Democratic Party di Mubarak è un&#8217;idea, come dire, fuori tempo massimo.</p>
<p>Ma poi, insomma, faccia un po&#8217; quel che gli pare. Io non sono mai riuscita nemmeno a incazzarmi del tutto, con lui, tanto mi è sempre parso sfocato, tutto sommato, e inconsistente. Vada al diavolo, appunto.</p>
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		<title>Di quanto è faticoso fare causa al Corriere della Sera, e di talpe varie</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2010/10/11/di-quanto-e-faticoso-fare-causa-al-corriere-della-sera-e-di-talpe-varie/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2010/10/11/di-quanto-e-faticoso-fare-causa-al-corriere-della-sera-e-di-talpe-varie/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 12:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[Divorzio islamico minuto per minuto]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>
		<category><![CDATA[Rossobruni e altri tipacci]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Allam]]></category>
		<category><![CDATA[Miguel Martinez]]></category>
		<category><![CDATA[Sherif El Sebaie]]></category>

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		<description><![CDATA[Allora: questa mattina alle 9, il mio avvocato (Roberto Olivieri, http://www.robertolivieri.com/ ) mi ha comunicato telefonicamente di avere depositato il ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha &#8211; provvisoriamente &#8211; scagionato con una pacca sulla spalla Magdi Allam e il Corriere della Sera per la nota vicenda che mi riguarda. Nei prossimi giorni mi farà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/10/Screenshot_2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2839" title="Screenshot_2" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/10/Screenshot_2-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" /></a></p>
<p>Allora: questa mattina alle 9, il mio avvocato (Roberto Olivieri, <a href="http://www.robertolivieri.com/">http://www.robertolivieri.com/</a> ) mi ha comunicato telefonicamente di avere depositato il ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha &#8211; provvisoriamente &#8211; scagionato con una pacca sulla spalla <strong>Magdi Allam e il Corriere della Sera</strong> per<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1224.php"> la nota vicenda che mi riguarda</a>.</p>
<p>Nei prossimi giorni mi farà avere una copia del ricorso.</p>
<p>Dopodiché ripercorreremo la vicenda e, in particolare, andremo a rendere pubblica la linea di difesa di Magdi Allam, che consiste sostanzialmente nel dichiarare che, viste le caratteristiche di<strong> Dacia Valent, Miguel Martinez e Sherif el Sebaie</strong>, avrei dovuto sapere che una email inoltrata a loro sarebbe inevitabilmente finita nelle mani del suddetto Allam.</p>
<p>Intanto, tanto per sgombrare il campo dalle balle messe in giro soprattutto dai primi due, allego il PDF degli header della email consegnata da Magdi Allam al Tribunale di Milano: l&#8217;indirizzo IP è stato cancellato dallo stesso Allam che si è rifiutato di dire &#8211; come del resto fece anche davanti al garante della Privacy &#8211; quale dei tre fosse stato l&#8217;autore materiale dell&#8217;invio. Dai destinatari, tuttavia, risulta chiaramente che, al contrario di quanto dichiarato da Martinez e Valent, non c&#8217;è nessun terzo implicato nella vicenda. L&#8217;email era stata inviata SOLO a loro, ed è la stessa email arrivata al Corriere. La fotocopia del documento completo consegnato da Allam mi è stata consegnata dal Tribunale, dove sono andata accompagnata <a href="http://www.cloroalclero.com/">da un&#8217;altra blogger</a>. E&#8217; a disposizione di chiunque ne voglia comprovare timbri ed altro.</p>
<p>Nessun inoltro successivo, nessun terzo implicato, nessun Camiletti (i vecchi lettori che hanno seguito questa vicenda ricorderanno che<a href="http://kelebeklerblog.com/"> Martinez</a> e Valent <a href="http://www.flickr.com/photos/52912280@N00/5070915707/">giuravano e spergiuravano</a>, per scagionarsi, che fosse stato &#8216;sto Camiletti, l&#8217;autore dell&#8217;invio, e che io avessi fatto mandare l&#8217;email a costui), niente di niente. <strong>Quella è l&#8217;email</strong>, e <strong>quello è ciò che è stato girato ad Allam</strong>.</p>
<p>Seguirà, con calma, il racconto completo &#8211; senza più necessità di riserbo processuale- di ciò che accadde in quei giorni.</p>
<p><strong>Vedi il PDF con gli unici destinatari originari dell&#8217;email approdata al Corriere:</strong> <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/10/scansionecorriere.pdf">scansionecorriere</a></p>
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