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	<title>Haramlik &#187; Egitto e Medio Oriente: donne</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Donne e Islam</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 17:19:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e cose varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Due segnalazioni per chi è interessato al femminismo islamico:

Il libro di Renata Pepicelli: “Femminismo islamico. Corano, diritti, riforme”, ed. Carocci e l&#8217;intervista all&#8217;autrice, su Melting Pot.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due segnalazioni per chi è interessato al femminismo islamico:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/renata1.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/renata1.jpg" alt="renata" title="renata" width="75" height="122" class="alignnone size-full wp-image-2633" /></a></p>
<p>Il <a href="http://invisiblearabs.blogspot.com/2010/03/femminismo-islamico.html">libro di Renata Pepicelli</a>: “Femminismo islamico. Corano, diritti, riforme”, ed. Carocci e<a href="http://www.meltingpot.org/articolo15309.html"> l&#8217;intervista all&#8217;autrice</a>, su<a href="http://www.meltingpot.org/"> Melting Pot</a>.</p>
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		<title>Chiacchieriamocela</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 18:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e cose varie]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
Io, l&#8217;8 marzo dovrei essere qui a parlare di donne e incontri tra culture assieme a un po&#8217; di gente.
Se qualche fiorentino amico (amico, mi raccomando, ché una rissa sarebbe fuori tema) vuole fare un salto, si palesi.
 INCONTRO DI CIVILTA’ (AL FEMMINILE)
Lunedì 8 aprile alle ore 18 per festeggiare la Festa della donna Incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/miguel-003.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2626" title="003" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/miguel-003-300x225.jpg" alt="003" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Io, l&#8217;8 marzo dovrei essere <a href="http://www.casadellacreativita.it/it/news/369-incontro-di-civilta-al-femminile.html">qui</a> a parlare di donne e incontri tra culture assieme a un po&#8217; di gente.</p>
<p>Se qualche fiorentino amico (amico, mi raccomando, ché una rissa sarebbe fuori tema) vuole fare un salto, si palesi.</p>
<h2><a href="http://www.casadellacreativita.it/it/news/369-incontro-di-civilta-al-femminile.html"> INCONTRO DI CIVILTA’ (AL FEMMINILE)</a></h2>
<p><strong>Lunedì 8 aprile</strong> alle<strong> ore 18</strong> per festeggiare la<strong> </strong>Festa della donna <strong>Incontro di civiltà (al femminile) </strong>per la festa della donna. Per abbattere le barriere culturali fra donne, vittime di violenza trasversalmente, in ogni angolo di mondo, indipendentemente da religione o cultura di appartenenza.</p>
<p><strong>Ore 18.00</strong><br />
Intervengono:<br />
<strong>Lia di “Haramlik”</strong> , responsabile del blog: “Haramlik &#8211; spazio della casa riservato alle donne nella cultura tradizionale islamica”; Lia è una blogger, professoressa d’italiano in Egitto.</p>
<p><strong>Safa&#8217; a Warawra</strong>, di origine palestinese , attrice teatrale e commentatrice di forum, da 10 anni in Italia</p>
<p><strong>Paolo Sarti</strong>, del progetto &#8220;Maschio per obbligo &#8221; di Firenze (Associazione &#8220;medici per i diritti umani &#8221; )</p>
<p><strong>Erika Bernacchi</strong>, Amnesty International, responsabile della campagna “Mai più violenza sulle donne”</p>
<p>Modera <strong>Anika Persiani<br />
</strong></p>
<p><strong>ore 20:00</strong><br />
Buffet con musica e proiezione &#8221; la notte di Carmen &#8221;</p>
<p><strong>ore 20:30</strong><br />
in salotto con le ospiti &#8211; domande e risposte&#8230;e festa <strong>WONDERWOMAN</strong> &#8211; musica al Femminile &#8211; a cura di MondaY !</p>
<p>In occasione della serata sarà possibile sottoscrivere petizioni sulla campagna <strong>“MAI PIU’ VIOLENZA SULLE DONNE”</strong>, promossa da <strong>Amnesty Internation</strong></p>
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		<title>&#8220;Fatenah&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 18:21:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[
Copio-incollo da Invisiblearabs:
Esce il primo film di animazione palestinese, con il sostegno dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. E&#8217; basato sulla vera storia di una donna di Gaza che scopre di avere un tumore al seno, e tenta di curarsi. Fatenah sarà presentato presto a Ramallah. Intanto, è disponibile un sito e un trailer.
(Anche su Guerra Eterna)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/e0QT1lc03uo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/e0QT1lc03uo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Copio-incollo da <a href="http://invisiblearabs.blogspot.com/2009/06/fatenahs-story.html">Invisiblearabs</a>:</p>
<p><em>Esce il primo film di animazione palestinese, con il sostegno dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. E&#8217; basato sulla vera storia di una donna di Gaza che scopre di avere un tumore al seno, e tenta di curarsi. </em><em>Fatenah</em> sarà presentato presto a Ramallah. Intanto, è disponibile un <a href="http://fatenah.com/Fatenah_2009/Intro.html">sito</a> e un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=e0QT1lc03uo">trailer</a>.</p>
<p>(Anche su <a href="http://www.guerraeterna.com/archives/2009/06/fatenah.html">Guerra Eterna</a>)</p>
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		<title>Islam e dubbi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 14:19:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[
Allora: mi ha chiamato un garbatissimo giornalista di una TV straniera che sta facendo un reportage sulla poligamia in Italia e voleva conoscere la mia opinione sul tema. Abbiamo fatto una chiacchierata telefonica in cui gli ho detto quello che ho sempre pensato e che continuo a pensare sull&#8217;argomento:
1. Che l&#8217;unica differenza tra la poligamia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/02/isl.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2003" title="isl" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/02/isl.jpg" alt="isl" width="120" height="120" /></a></p>
<p>Allora: mi ha chiamato un garbatissimo giornalista di una TV straniera che sta facendo un reportage sulla poligamia in Italia e voleva conoscere la mia opinione sul tema. Abbiamo fatto una chiacchierata telefonica in cui gli ho detto quello che ho sempre pensato e che continuo a pensare sull&#8217;argomento:</p>
<p><strong>1. </strong>Che l&#8217;unica differenza tra la poligamia islamica e quella cristiana/laica/atea/buddista etc. è che la prima è regolata da una serie di norme e le altre no. Questo vuol dire che si suppone che un musulmano si assuma una serie di impegni molto concreti, nel momento in cui decide di praticarla. Impegni inesistenti in ambito non islamico. Ignorare questa questione, quando si parla di poligamia islamica, è da parte dei non musulmani un&#8217;operazione razzista e ipocrita giacché proietta sui soli musulmani pratiche diffuse presso ogni comunità del mondo, omette volutamente di cogliere la diversa etica della responsabilità che c&#8217;è nell&#8217;islam e, addirittura, si risolve nell&#8217;auspicare nei musulmani &#8211; e solo in loro &#8211; una monogamia che nessuno si sognerebbe di pretendere dal ragioniere del piano di sotto.</p>
<p><strong>2. </strong>Detto questo, è altrettanto ipocrita non vedere che le regole di cui sopra sono largamente disattese tra i musulmani in carne ed ossa che circolano in Europa, sia perché qua viene meno il controllo sociale che c&#8217;è nei paesi islamici e sia perché i musulmani convertiti di origine europea portano con sé un retaggio culturale che è più vitellonistico che islamico: retaggio che finisce col coincidere in una gara verso il basso con la perdita di bussola che spesso colpisce chi è alle prese con l&#8217;esperienza dell&#8217;emigrazione. Problema, questo della non applicazione delle regole, risolvibile solo all&#8217;interno della comunità islamica e di nessuna rilevanza legale per la società nel suo complesso, giacché l&#8217;adesione a delle regole religiose è, appunto, una questione che riguarda chi pratica la religione in questione o comunque ne accetta volontariamente i postulati.</p>
<p>Ragionamento, il mio, abbastanza banale e noto a chi segue questo blog, ma che pare interessante a detto giornalista il quale vorrebbe, appunto, includerlo nel suo reportage.</p>
<p>Ora: io, a suo tempo, mi sono rifiutata di andare a fare la<em> soubrette islamica</em> dai vari Santoro, Costanzo e compagnia, ed ho fatto benissimo. Perché il tema comporta facilmente una morbosità di approccio che mi ripugna e che non era controllabile, perché lo scandalismo mi offende oltre che disgustarmi, perché mi rifiutavo di partecipare a uno scandalone montato ad arte per dare visibilità a qualche personaggio in cerca di autore e così via.</p>
<p>Detto questo &#8211; e a distanza di due anni da quei fatti e con dei media più seri dei nostri e in presenza di garanzie di correttezza diverse da quelle di allora, visto che a questo giornalista non gliene frega niente di chi sia il mio ex e manco lo vuole nominare, per esempio &#8211; a me la tentazione di dire la mia sui facili luoghi comuni antislamici che certi argomenti suscitano, viene. Mi sono ritrovata ad essere donchisciottesca come sempre, mentre parlavo con &#8217;sto giornalista, ed è che credo sinceramente che certe cose vadano dette, se c&#8217;è gente che le vuole sapere.</p>
<p>Ho quindi la tentazione di accettare questa chiacchierata. O, almeno, una parte di me ha questa tentazione.</p>
<p>Poi, però, penso a quanto mi sono di fatto allontanata da certi temi, a quanto sono ormai alle prese con cose diverse, a quanto la mia vicinanza all&#8217;islam si è stemperata, in questo contesto che ne è così lontano, e mi dico: &#8220;Ma a me, scusa, ma chi me lo fa fare? Che me ne importa a me? E poi, per cosa?&#8221;</p>
<p>E non so che fare, quindi.</p>
<p>Non che sia molto importante &#8211; figurati, la mia è un&#8217;opinione come un&#8217;altra &#8211; ma per me è un piccolo dilemma. Con una sua carica simbolica, probabilmente.</p>
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		<title>Al Jazeera su Twitter, in italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 18:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dhikra ha ricevuto da Al Jazeera l&#8217;autorizzazione a tradurre e ripubblicare su Twitter i loro continui aggiornamenti sulla situazione direttamente da Gaza.
Gli aggiornamenti in italiano sono disponibili sul suo blog: http://thekra.splinder.com oppure direttamente su Twitter: http://twitter.com/Dhikra
Cito dalla sua email:
Anche se, come puoi sicuramente immaginare, tradurre e pubblicare aggiornamenti pressoché continui è un lavoro ingrato, cercherò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1910" title="ajilogo_bigger" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/01/ajilogo_bigger.jpg" alt="ajilogo_bigger" width="73" height="73" /></p>
<p><strong><a href="http://thekra.splinder.com/">Dhikra</a></strong> ha ricevuto da <strong>Al Jazeera</strong> l&#8217;autorizzazione a tradurre e ripubblicare su <strong>Twitter</strong> i loro continui aggiornamenti sulla situazione direttamente da Gaza.</p>
<p>Gli aggiornamenti in italiano sono disponibili sul suo blog: <a href="http://thekra.splinder.com/" target="_blank">http://thekra.splinder.com</a> oppure direttamente su Twitter: <a href="http://twitter.com/Dhikra" target="_blank">http://twitter.com/Dhikra</a></p>
<p>Cito dalla sua email:</p>
<blockquote><p>Anche se, come puoi sicuramente immaginare, tradurre e pubblicare aggiornamenti pressoché continui è un lavoro ingrato, cercherò di svolgerlo nel miglior modo possibile, perché credo che sia importante anche per gli italiani avere a disposizione i dati così come arrivano dalle fonti, e purtroppo sono ancora molti gli italiani che non parlano l&#8217;inglese.</p></blockquote>
<p>Grazie. E mi viene voglia di aggiungere &#8220;sorella&#8221;.</p>
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		<title>Di smalto, telepatia, musulmane italiane e ossigeno</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 18:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando, tempo fa, scrissi il primo dei post in cui citavo il bizzarro Caso dello Smalto delle Unghie trasportato al mondo islamico di qua, citai un passaggio di un libro che avevo appena letto e che mi era parso una boccata di ossigeno, ironia, leggerezza e buon senso nel plumbeo panorama islamico italiano.
E quando, l&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.festivaletteratura.it/archivio/schedaautore.php?autid=756" title="randa.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/09/randa.thumbnail.jpg" alt="randa.jpg" /></a></p>
<p>Quando, tempo fa, scrissi il <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1203.php">primo dei post</a> in cui citavo il bizzarro Caso dello Smalto delle Unghie trasportato al mondo islamico di qua, citai un passaggio di<a href="http://www.university.it/notizie/vedi_notizia.php?COD_NOTIZIA=28717"> un libro</a> che avevo appena letto e che mi era parso una boccata di ossigeno, ironia, leggerezza e buon senso nel plumbeo panorama islamico italiano.</p>
<p>E quando, l&#8217;altro giorno, scrivevo a <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1716.php">proposito del Congresso di Femminismo Islamico</a> di Barcellona che sarebbe stato bello se ci fossero andate &#8220;<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1716.php">ragazze musulmane &#8211; e ce ne sono &#8211; slegate da questo ambiente</a>&#8220;, ovvero dal mondo plumbeo di cui sopra, mi era tornata in mente lei, come sintesi di una gioventù capace di cercare una strada per uscire dal guado, in mezzo a tutto &#8217;sto disastro.</p>
<p>Poi, siccome la vita è strana e le vie della telepatia sono infinite, oggi <a href="http://www.festivaletteratura.it/archivio/schedaautore.php?autid=756">lei</a> ha preso e mi ha scritto. E alcuni passaggi della sua email andavano condivisi, non c&#8217;è altro da fare. Fanno bene a me e faranno bene ad altri che leggono qua: il mondo non è statico come sembra, dopo tutto.</p>
<blockquote><p> <em>Non so perché ti sto scrivendo adesso, forse banalmente perché dopo un penoso ma indispensabile suhur non riesco a riprendere sonno (digiunare quest&#8217;anno è durissima&#8230;), più probabilmente perché in questi giorni mi sono letta un po&#8217; dei tuoi post, o ancora perché leggo del povero Abba, ragazzo italiano/africano ucciso a colpi di sprangate, cui seguono dichiarazioni di solidarietà perfettamente ipocrite da parte di politici che in fondo sono i diretti responsabili del clima di intolleranza e presunta superiorità che gli italiani ostentano con gli stranieri, e mi indigno, e visto che questa è una reazione ormai in via di estinzione, mi ricordo che tu sei bravissima, ad indignarti, e tieni un blog apposta. [...]</em></p>
<p><em>Ecco, allora ti scrivo per dirti [...] che spesso ti dici &#8220;ma io lo so, che esistono queste ragazze musulmane non esagitate, non sessuofobe, non convertite e non bigotte, e allora dove sono?&#8221; e io vorrei fare un passo in avanti e dire &#8220;presente!&#8221; ma poi si sa che la rete ha questo effetto pericoloso di farti vivere una vita parallela salvo poi renderti conto che la vita vera è altrove, e tanto vale rimboccarsi le maniche lì, giorno per giorno [...]</em></p>
<p><em>e ogni tanto leggere le tue parole, del tipo su cos&#8217;è l&#8217;islam, mi ricorda perché non ho ancora gettato la spugna, di fronte a questa società musulmana raccappricciante, da disfare rifare modernizzare eccetera, mi ricorda che in fondo non sono musulmana solo perché il caso ha voluto così, ma anche perché poi, ad un certo punto, ha iniziato un po&#8217; a piacermi questa cosa. Solo che occorrono validi alleati, e io non ne ho. E sono ad un punto della mia vita (ventidue anni, potenzialmente tutto e niente da costruire) in cui ho bisogno di fare scelte. [...] </em></p>
<p><em>in tutto ciò, non faccio parte di nessuna organizzazione religiosa, non vado in moschea, e quando all&#8217;aid qualche giornalista tv prova ad intervistarmi le sciure perbeniste borbottano &#8220;non lei, non lei che non indossa il velo!&#8221;. [...] e allora mi fa bene leggerti, giusto per rassicurarmi che qualcuno che crede nella mia esistenza c&#8217;è. Ce ne saranno altre, per carità, ma consapevolezza di massa proprio non ce n&#8217;è.</em></p></blockquote>
<p>E poi dice una cosa sull&#8217;Egitto, Randa,  che sento talmente mia che non posso non metterla su &#8217;sto blog che è nato per raccontarlo, l&#8217;Egitto.</p>
<blockquote><p> <em>E le estati mi riempiono di sbigottimento, ma anche di malinconia, e infine, come ora, di nostalgia. Sapere che anche tu, che sicuramente non hai legami familiari lì, un po&#8217; ci lasci il cuore, mi rassicura che allora non sono pazza. Qualcosa di magico c&#8217;è. e nonostante tutto il brutto. Che ti assicuro, ogni anno mi incazzo, e da morire. E&#8217; struggente come si lascia andare, il paese, e la gente, e ogni cosa&#8230; come scivola verso un&#8217;oblio di sé, come vende un pezzetto al diavolo, e poi se lo riprende, e poi glielo rivende&#8230; come sopravvive al proprio suicidio, in modo sorprendente ed insiegabile, solo per ributtarcisi poco dopo&#8230; come si autocompiace della sua faccia più grottesca, nauseabonda, inverosimile. Ti fa persino dubitare che esista davvero. Se tu però hai imparato ad amarlo, quest&#8217;Egitto, non vedo perché dovrebbe essere strano il fatto che lo abbia imparato anch&#8217;io.</em></p></blockquote>
<p align="left">Vabbe&#8217;. E&#8217; stata una cosa bella, questa email, e mi ha fatto bene. Volevo condividerla.</p>
<p align="left">Grazie, Randa.</p>
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		<title>Musulmane pensanti a congresso</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1716.php</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 08:41:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
Abdennur Prado è una delle teste pensanti del mondo islamico spagnolo, nonché uno dei fondatori di Webislam (a tutt&#8217;oggi il miglior sito web islamico che io conosca) e direttore del Congresso Internazionale di Femminismo Islamico che si tiene annualmente a Barcellona. Per quello che lo conosco io, mi è parso una persona lucida e onesta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/09/femislam.jpg" title="femislam.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/09/femislam.thumbnail.jpg" alt="femislam.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://abdennurprado.wordpress.com/">Abdennur Prado</a> è una delle teste pensanti del mondo islamico spagnolo, nonché uno dei <a href="http://www.webislam.com/?idd=48">fondatori</a> di <a href="http://www.webislam.com/">Webislam</a> (a tutt&#8217;oggi il miglior sito web islamico che io conosca) e direttore del <strong>Congresso Internazionale di Femminismo Islamico</strong> che si tiene annualmente a Barcellona. Per quello che lo conosco io, mi è parso una persona lucida e onesta. Direi anche che agisce in un contesto di più ampio respiro rispetto a quello italiano, e i frutti del suo lavoro lo dimostrano.</p>
<p>Ricevo e pubblico, quindi, l&#8217;invito al <a href="http://www.feminismeislamic.org/cast/">prossimo congresso</a> che si terrà a Barcellona a fine Ottobre. E ricordo, visto che ci siamo, che in occasione del II Congresso, quando questo blog faceva notare certe questioncelle sulla coerenza tra teoria e pratica nel tema dei diritti delle musulmane (questioncelle che altri, poi, avrebbero svilito a schifezza con l&#8217;entusiastico appoggio di Magdi Cristiano Allam), la responsabile delle questioni femminili dell&#8217;italica UCOII chiese di andarci, a &#8217;sto congresso. E le dissero che non c&#8217;erano soldi. Cento euro, sarebbe costato il suo biglietto aereo, e non glieli diedero. Inutile dire che, una settimana più tardi, un altro caporione dell&#8217;UCOII era giustappunto a Barcellona a fare tutt&#8217;altro. Cose importantissime, dobbiamo pensare. Mica uno sciocco congresso internazionale per donne.</p>
<p>Due anni dopo, leggo che <a href="http://islamuswest.org/videos_center_for_dialogues/Salzburg-Global-Seminar-interviews/salzburg09.html">Tariq Ramadan  si sta esprimendo sul tema</a>. Direi che &#8217;sti italiani non possono proprio più esimersi dal mandare qualcuno, quindi. Al massimo, &#8217;sti benedetti cento euro glieli si può pure fare avere. Una li mette in una busta e glieli manda.</p>
<p>Anche se, diciamocelo, l&#8217;ideale sarebbe che non se ne impadronissero &#8217;sti politicanti ambiguetti, di certi discorsi, ché credo che lo farebbero solo per disattivarli dall&#8217;interno. Sarebbe bello se ci andassero ragazze musulmane &#8211; e ce ne sono &#8211; slegate da questo ambiente. Le alternative bisogna pur costruirle, dico io, e il programma di questo evento (leggetelo) è molto, molto interessante. Io spero che a qualcuno/a fischino le orecchie&#8230;</p>
<p align="center"><strong><font color="navy" size="3" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 12pt; color: navy; font-weight: bold">Tercer Congreso Internacional de Feminismo Islámico</span></font></strong></p>
<p align="center"><strong><font color="navy" size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt; color: navy; font-weight: bold">Barcelona, del 24 al 27 de Octubre del 2008</span></font></strong></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 12pt" align="center"><strong><font color="navy" size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt; color: navy; font-weight: bold"><a href="http://www.feminismoislamico.org/" target="_blank">www.feminismoislamico.org</a> </span></font></strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 12pt"><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt">El <strong><strong><font face="Trebuchet MS"><span style="font-weight: normal">Congreso</span></font></strong></strong><strong><strong><font face="Trebuchet MS"><span> </span></font></strong></strong>estará centrado en la problemática de <strong><span style="font-weight: bold">las mujeres musulmanas en la era de la globalización</span></strong>, enfrentadas a una doble opresión: económica (neoliberalismo) y política (fundamentalismo religioso). Se analizará las respuestas desde el feminismo islámico a esta situación, y su contribución a la <strong><span style="font-weight: bold">construcción de una nueva sociedad civil planetaria</span></strong>, basada en la cultura de los derechos humanos y en <strong><span style="font-weight: bold">valores centrales al Mensaje del Corán</span></strong> como son la democracia, la justicia social, la libertad de conciencia y la igualdad de género. </span></font></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 12pt"><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt">Entre los asistentes, se encuentran personalidades como la Ministra Siria para los Refugiados y candidata al Premio Nóbel de la Paz, <strong><span style="font-weight: bold">Bouthaina Shaaban</span></strong>, y la <strong><span style="font-weight: bold">Baronesa Uddin</span></strong>, la primera mujer musulmana en entrar en la Cámara de los Lores en Gran Bretaña.</span></font></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 12pt"><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt">Está prevista la asistencia de intelectuales musulmanas de primer orden, como <strong><span style="font-weight: bold">Amina Wadud, Penda Mbow, Fatou Sow, Asma Barlas</span></strong> o <strong><span style="font-weight: bold">Norani Othman</span></strong>. También asistirán <strong><span style="font-weight: bold">Siti Musdah Mulia</span></strong>, presidenta del Muslimat Nahdlatul Ullama de Indonesia, la mayor organización social islámica de Indonesia, con más de 40 millones de miembros; y <strong><span style="font-weight: bold">Subhashini Ali</span></strong>, presidenta de la rama femenina del Partido Comunista de la India, con más de 10 millones de mujeres afiliadas. </span></font></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 12pt"><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt">Se darán a conocer la <strong><span style="font-weight: bold">campaña contra la lapidación en Irán</span></strong>, la lucha por la <strong><span style="font-weight: bold">participación política de las mujeres</span></strong> en la  Península Arábiga, o las <strong><span style="font-weight: bold">estrategias para la mejora de los derechos de las mujeres</span></strong> musulmanas en países como Marruecos, Senegal, Pakistán o Malasia. </span></font></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 12pt"><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt">En total, una veintena de ponentes provenientes de Marruecos, Siria, Omán, Arabia Saudí, Pakistán, Irán, India, Senegal, Malasia, Indonesia, EEUU e Inglaterra. </span></font></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 12pt"><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt">El Congreso ha sido organizado por la Junta Islámica  Catalana y cuenta con el patrocinio de la Agencia Española de Cooperación al Desarrollo (AECID), la Generalitat  de Catalunya (Agencia Catalana de Cooperación para el Desarrollo, Dirección General de Asuntos Religiosos e Instituto Catalán de las Mujeres), del Instituto Europeo de la Mediterránea (IEMed) y del British Council (BC). </span></font></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 12pt"><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt">El Congreso tendrá lugar en el Hotel Alimara: <a href="http://www.alimarahotel.com/" target="_blank">www.alimarahotel.com</a><font color="navy"><span style="color: navy"> </span></font></span></font></p>
<p style="line-height: 12pt"><strong><font color="#993300" size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt; color: #993300; font-weight: bold">Programa completo e inscripciones:</span></font></strong><strong><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt; font-weight: bold"> <a href="http://www.feminismoislamico.org/" target="_blank">www.feminismoislamico.org</a> </span></font></strong><font size="2" face="Tahoma"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma"></span></font></p>
<p style="line-height: 12pt"><strong><font color="#993300" size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt; color: #993300; font-weight: bold">Contacto:</span></font></strong><strong><font size="2" face="Trebuchet MS"><span style="font-size: 10pt; font-weight: bold"> <a href="mailto:info@feminismeislamic.org" title="mailto:info@feminismeislamic.org" target="_blank">info@feminismeislamic.org</a> </span></font></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;islam e le cose che non si possono lasciare senza risposta, ahimè</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 15:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dal blog di Arabawi:  Egyptian women protest against mass harassment
Bene, dicevamo. Eravamo arrivati a parlare di velo, negli ultimi commenti, ché dalla zona delle italo-musulmane seccate con questo blog era venuto fuori questo discorso qua che aveva suscitato &#8211; sanamente &#8211; un po&#8217; di perplessità tra qualche lettore:
 In un certo senso, il velo serve più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/elhamalawy/sets/72157594367885079/with/293058052/" title="harass2.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/08/harass2.jpg" alt="harass2.jpg" /></a></p>
<p align="center">Dal <a href="http://arabist.net/arabawy/2006/11/09/activists-demonstrate-against-sexual-harassment-police-failures/">blog di Arabawi</a>:  <strong>Egyptian women protest against mass harassment</strong></p>
<p>Bene, dicevamo. Eravamo arrivati a parlare di velo, negli ultimi commenti, ché dalla zona delle italo-musulmane seccate con questo blog era venuto fuori <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1665.php#comment-14427">questo discorso qua</a> che aveva suscitato &#8211; sanamente &#8211; un po&#8217; di perplessità tra <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1673.php#comment-14478">qualche</a> <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1673.php#comment-14479">lettore</a>:</p>
<blockquote><p><em> In un certo senso, il velo serve più adesso che ai tempi del Profeta ss. Questo perchè oggi la donna è considerata come un oggetto, un qualcosa da guardare, da prendere, da possedere, da usare. Non mi si dica di no, sono occidentale, il mondo lo vedo come gira. E il velo serve appunto per dire “Hey, guarda che c’ è anche una testa ed un cuore oltre al corpo, guarda che io a questo gioco non ci sto”. E’ anche una protezione per fare in modo che la bellezza venga preservata dagli sguardi di chi non lo merita, e ripare la donna da chi potrebbe dire oscenità su di lei. La credente infatti detesta che questo avvenga.</em></p></blockquote>
<p>Mah. Che, in termini generali, una maggiore islamizzazione della società abbia una valenza politica centrata sul rifiuto della mercificazione degli esseri umani e del corpo della donna in particolare, ci sta. Purché poi regga, questa valenza, e non faccia la fine di ogni ideologia, tra fallimenti sostanziali e ipocrisie per mantenere la facciata.</p>
<p>Ma, a livello individuale, io credo che tra i mille motivi per cui si può scegliere di portare il velo, quello esposto qui sopra sia tra i meno validi in assoluto.</p>
<p><strong>1.</strong> Perché offende chi non lo porta, per cominciare, sottintendendo che essa non detesti &#8211; al contrario della credente &#8211; essere considerata un oggetto eccetera. Con buona pace delle cristiane tutte, ad esempio, e soprattutto delle donne di ogni credo, razza e colore che se lo guadagnano sul campo, il rispetto del mondo, e facendo cose un po&#8217; più complicate del coprirsi la cocozza. E a me pare che non dovrebbe servire a rendere arroganti le credenti, l&#8217;islam. Dico io.</p>
<p><strong>2.</strong> Perché è una motivazione autobiografica spacciata per universale, direi, visto che arriva da una generazione di convertite in età fertile, mi pare, e dimentica totalmente qualche milione di vecchiette che lo portano pacificamente a 70 anni, il loro velo, e certo non per respingere i desideri di maschi interessati solo a &#8220;prenderle e a usarle&#8221;, direi. E cos&#8217;è il loro velo, allora? No, per sapere.  Di più: è una motivazione che sfiora da vicino la mitomania, abbiate pazienza. Immaginare un mondo intero pronto a zomparti addosso se non &#8220;celi la bellezza&#8221; deve essere una sensazione interessante a livello di ego, non dico di no, ma poco aderente alla realtà. Sono certa che ognuna di loro, in una metropolitana cittadina come in un autobus come  in un supermercato e come ovunque sarebbe notata molto meno senza velo che col velo, e osservo che i passanti che &#8220;non meritano la bellezza&#8221; delle nostre convertite abbiano un mucchio di cavoli loro a cui pensare, nel nostro affaticato paese, tra i quali non è detto che ci sia la loro, certo irresistibile, avvenenza. E l&#8217;islam, che io sappia, non dovrebbe fare da veicolo per narcisismi travestiti da modestia.</p>
<h6>(Ho avuto l&#8217;opportunità di conoscerla da vicino, questa motivazione affibbiata all&#8217;uso del velo, all&#8217;epoca del mio tuffo nel delirio, e &#8211; come la storia dei jinn nel lavello &#8211; mi faceva ridere eppure mi sforzavo di mantenermi seria e di capire, giacché &#8211; era evidente &#8211; chi la portava avanti <strong>non stava scherzando</strong>. &#8220;Se hai alunni maschi non devi mostrarti in maniche corte!&#8221; &#8220;Ehm: ma i miei alunni hanno 15 anni e io 44, non credo che le mie braccia rivestano grande interesse, ai loro occhi&#8230;&#8221; E, no, non c&#8217;era verso. Ed io trovo che la minuziosa attenzione al livello di ipotetico desiderio che si potrebbe scatenare nei maschi estranei per ogni millimetro di pelle scoperta sia indice di una sessuomania &#8211; di cui la sessuofobia non è che il volto apparente &#8211; che, secondo me, potrebbe essere spesa in modo più sano togliendole &#8217;sta patina di religiosità da dosso.)</h6>
<p><strong>3.</strong> Perché non regge alla prova del nove del riscontro con la realtà, soprattutto. Ho davanti a me il numero di Agosto di Egypt Today: tra le notizie brevi, a pag. 32, si legge: &#8220;<em>Secondo una ricerca dell&#8217;Egyptian Center for Women&#8217;s Rights, in Egitto l&#8217;84,5 delle donne subisce molestie.[...] Dalla ricerca non è emersa nessuna relazione tra l&#8217;abbigliamento e le molestie, giacché il 72,5% delle donne intervistate ha riportato di avere subito molestie mentre indossava l&#8217;hijab o il niqab</em>.&#8221; Nel mio piccolo, l&#8217;ho scritto in tempi non sospetti che la moltiplicazione dei veli in Egitto è andata di pari passo con la moltiplicazione delle scocciature da parte degli uomini. E mi pare pure ovvio, se ci si pensa un attimo a mente lucida.</p>
<p>Ora (e potrei aggiungere un &#8220;<em>ya Rabb&#8221;, a &#8217;sto punto, che fa figo)</em>  posso sapere che gusto c&#8217;è a fare dell&#8217;islam qualcosa che, per reggere, <strong>deve chiudere gli occhi di fronte alla realtà, negarla, inventarsi realtà parallele dove ottenere le auspicate dinamiche di causa-effetto che, nel mondo vero, falliscono?</strong></p>
<p>Se un&#8217;idea, sperimentata nella realtà, non funziona, non vi viene il dubbio che che forse è l&#8217;idea, ad essere campata in aria, e non la realtà? Ma proprio l&#8217;islam, dico io, deve servire come scusa per ignorare il mondo e guardare altrove? Proprio la più logica, la più realistica delle religioni? Quella che mi era sempre parso che partisse dall&#8217;uomo per come era e non per come dovrebbe essere in teoria? Pensavo che la differenza di fondo tra l&#8217;islam e il cristianesimo fosse questa. Ne ero proprio convinta, pensa te. E guarda qua, invece.</p>
<p>Cosa ci trovate di bello, mi domando, in un islam privato della sua capacità di armonizzarsi con la realtà senza stravolgerla, senza fuggirne, senza temerla? Perché non rimanere cristiane, se l&#8217;obiettivo era proteggersi da un mondo di peccati, darsi a una clausura di fatto collettiva, guardare i fiorellini per non guardare il mondo?</p>
<p>Io, l&#8217;ho già scritto, se avessi conosciuto <strong>questo</strong> islam, a suo tempo, lo avrei archiviato alla velocità della luce.  Se l&#8217;argomento mi interessa ancora è <strong>nonostante</strong> certi discorsi. E c&#8217;è spazio, in questo &#8220;nonostante&#8221;. Parecchio, proprio.</p>
<p>Quindi, su certi discorsi, credo abbiano ragione<a href="http://www.irfi.org/articles/women_in_islam/muslim_women_and_tradition.htm"> questi signori qua</a>:</p>
<blockquote><p><font face="Times New Roman">These are strange ideas to associate  with the most universal and rational religion in the world. Obviously, these  alien notions fossilize Islam and constitute a serious misreading of the true  Islamic message.</font></p></blockquote>
<p>Tradotto, che ci sono strane idee associate alla più universale e razionale religione del mondo. E che queste nozioni aliene fossilizzano l&#8217;islam e costituiscono un serio malintendimento dell&#8217;autentico messaggio islamico.</p>
<p>Poi, ragazze, vedete un po&#8217; voi.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/08/anatema.JPG" title="anatema.JPG"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/08/anatema.JPG" title="anatema.JPG"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/08/anatema.JPG" alt="anatema.JPG" /></a></p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;anatema, <em> ya salaam</em>&#8230;</p>
<p><a href="http://sistersinblog.splinder.com/post/18058312#cid-48941383">Dice una</a>:</p>
<blockquote><p><em>[...] di riflessione ne possiamo fare tanta senza ricorrere ai post di Lia; o in generale di persone che si danno per estranei alla religione dell&#8217;Islam e invece ne sono nemici. </em></p></blockquote>
<p>Ed io ci rifletto su, mentre me ne sto al Cairo a lavorare a Ferragosto &#8211; perché siamo tipe bizzarre, qua, e manifestiamo l&#8217;estraneità o l&#8217;inimicizia nei modi più insoliti, si vede &#8211; e ricordo che l&#8217;ho vista fare anche al boss dell&#8217;Ucoii, questa cosa di litigare con le persone e comunicargli: &#8220;<em>Tu sei fuori dall&#8217;islam!</em>&#8220;, come se parlasse del giardino di casa sua. Come se lo avesse comprato all&#8217;Upim, come se ne stesse pagando le rate del mutuo. E penso che meno male che sono al Cairo, mentre discuto con questa specie di Opus Dei nostrana dell&#8217;islam, ché non c&#8217;è come <a href="http://viaggiareconlentezza.blogspot.com/2008/05/il-cairoumm-el-dounia-la-madre-del.html">Umm el Dounia</a> per obbligarti a mantenere la prospettiva. E&#8217; troppo grande, il Cairo, per farti confondere le nicchie con l&#8217;universo.</p>
<p>Poi penso anche che uno come Magdi Allam, per dire, ci ha costruito una fortuna politica ed economica, su un banale &#8220;<em>Tu sei fuori dall&#8217;islam!</em>&#8221; detto da &#8217;sti qua, e ne concludo che lui è più italiano di me, in effetti, &#8211; ma lo sospettavo già, come dire &#8211; ché va&#8217; che ci vuole una faccia di bronzo italiana assai, <a href="http://www.ibs.it/code/9788804556558/allam-magdi-c-/amo-italia-gli.html">per scrivere un libro</a> e chiedere una scorta perché &#8217;sti pirloni ti buttano lì la loro frase preferita: &#8220;<em>Sei cattivo e ti tolgo l&#8217;islam, ecco, e me lo porto a casa perché è mio</em>&#8220;. Io so che è un vezzo, Magdi Allam lo chiama fatwa. Io ci rido, Magdi Allam ci diventa miliardario. Vedi come va il mondo? Roba che una pensa: &#8220;<em>Oh, se rinasco mi faccio astuta pure io, guarda.</em>&#8221; O forse no, visto che un Magdi Allam, per esistere, ha bisogno di loro per ispirarsi, e a me una simile prospettiva pare una condanna per cui non c&#8217;è denaro che possa consolarti.</p>
<p>E rimbalzo nei taxi cairoti e, intanto, rifletto su questo islam italiano infarcito di slang preghieristico in arabo che<a href="http://sistersinblog.splinder.com/post/18058312#cid-48915452"> ha come modello</a>:</p>
<blockquote><p> <em>[...] tutti i muslimin che, AL HAMDULILLAHI, senza esagerazioni ma semplicemente seguendo la via del Profeta (salla Allahu alayhi wa sallam) e dei Compagni (radiAllahu &#8216;anhum) e dei Pii Predecessori, si strappano di dosso l&#8217;etichetta di &#8220;musulmano medio&#8221;. Quello che prega 5 volte al giorno, digiuna nel mese di Ramadan, paga la zakat e insha Allah un giorno farà l&#8217;Hajj. E basta. Quelli che ritengono un optional digiunare nei giorni e nei mesi in cui digiunava il Profeta (salla Allahu alayhi wa sallam). Quelli che non pregano le due rak&#8217;ah prima del fajr. Quelli che si infilano prima la scarpa sinistra o prima quella destra indistintamente. Quelli che bevono o mangiano in piedi o sdraiati.</em></p></blockquote>
<p>E so che, anche in Egitto, c&#8217;è un sacco di gente che pensa che la tragedia del mondo arabo sia una punizione per la laicità degli scorsi decenni, e di questi chissà quanti la considereranno centrale, la faccenda di quale scarpa ti infili prima, e mi dico ancora una volta che io le capisco in certi contesti, queste cose, ma faccio fatica a considerare completamente sano un europeo che avrebbe tutti gli strumenti per <strong>distinguere la spiritualità di un messaggio dalla sua riduzione a cavolata, all&#8217;infilarsi la scarpa destra o a tapparsi i pori dell&#8217;unghia prima di pregare.</strong></p>
<p>Io posso capire, guarda, che uno si rimbambisca se deve fare la guerra. I soldati occidentali vengono spesso impasticcati ad anfetamine, mi pare. Impasticcarsi con &#8217;ste cose, per i combattenti musulmani, può avere un senso e un&#8217;utilità momentanea. Ma farlo fuori da un contesto di guerra, fuori da una tragedia identitaria, fuori dalla totale mancanza di mezzi e di possibilità di formazione &#8211; farlo da italiani nati e cresciuti a Potenza, a Brescia, a Cuneo &#8211; è talmente insensato da non potere essere manco raccontabile. Finisce che prendono per visionaria te, qui, se lo racconti.</p>
<p>E quindi <a href="http://arabeschi.splinder.com/post/18086881/Islam%2C+zucchine+e+conversione">sono aggressiva e irritante</a>, certo, mentre discuto di &#8217;ste cose, ma è che sono pure irritata, mica solo irritante. E assai, pure.</p>
<p>A me importa poco &#8211; dai, niente &#8211; del voto in islamicità che &#8217;sti svitati mi possono dare. Trovo solo grave che il discorso islamico sia monopolizzato da costoro, in qualche modo, e mi infastidisce vederli all&#8217;opera, tra di loro, con le tecniche tipiche delle sette. E tra queste tecniche spicca l&#8217;anatema come risposta al dissenso, e già solo questo mi pare un ottimo motivo per starsene a mille miglia, da &#8217;sti qua.</p>
<p>Ma, appunto: se uno si vuole fare una setta, dico io, proprio &#8220;Islam&#8221; la deve chiamare? Non potevate dedicarla al Sacro Carciofo, piuttosto?<strong>*</strong></p>
<p>Io ricordavo che era un peccato anche piuttosto grave, ostacolare il prossimo nel cammino (che sia di conoscenza o di fede, non so e non è pertinente, adesso) verso l&#8217;islam. Mostrargliene i lati peggiori, dissuadere con i fatti chi desidera avvicinarsene senza buttare il cervello alle ortiche. Voi, santo cielo, siete peggio di un Tir messo di traverso sull&#8217;autostrada. Io, quando vi guardo, mi viene voglia di chiamare il carro attrezzi. Si può mica passare la vita a fare marcia indietro perché ci siete voi, sai?</p>
<p>Ingranare la prima e passarvi sopra mi pare un&#8217;idea migliore, ecco.</p>
<h5><strong>*</strong><strong> </strong>Mi riferisco alle dinamiche di gruppo che vedo in azione, non ai singoli. Tanto vale specificarlo.</h5>
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		<title>L&#8217;islam. Lo smalto. La mia cocciutaggine.</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/1673.php</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 23:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
(Il seguito a questo post, un anno dopo)
Vabbe&#8217;: dicevamo, la questione della presunta non islamicità dello smalto per le unghie. Cerchiamo di capirci, quindi. Per favore.
Secondo coloro che affermano che una donna con lo smalto non pratica l&#8217;islam, la questione sarebbe in questi termini: lo smalto è impermeabile all&#8217;acqua, la quale non entra in contatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/08/lktre1.jpg" title="lktre1.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/08/lktre1.thumbnail.jpg" alt="lktre1.jpg" /></a></p>
<p>(Il seguito a <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1203.php">questo post</a>, un anno dopo)</p>
<p>Vabbe&#8217;: dicevamo, la questione della presunta non islamicità dello smalto per le unghie. Cerchiamo di capirci, quindi. Per favore.</p>
<p>Secondo coloro che affermano che una donna con lo smalto non pratica l&#8217;islam, la questione sarebbe in questi termini: lo smalto è impermeabile all&#8217;acqua, la quale non entra in contatto con le unghie durante il wudu (che io chiamerei abluzioni, dai) e ciò invaliderebbe le abluzioni stesse e, di conseguenza, la preghiera. La quale non &#8220;arriverebbe al cielo&#8221;, come si suol dire, o ci arriverebbe in modo più accidentato.</p>
<p>Ora, ragioniamo un attimo: lo smalto all&#8217;epoca del Profeta non esisteva, giusto? Il senso delle abluzioni, quindi, prescinde da esso e si centra, pare a me, sulla pulizia e, per estensione, sulla purezza di colui che si accinge a pregare. Pulizia esterna come riflesso di quella interna, e l&#8217;acqua a fare da strumento che porta via le impurità. E pulizia intesa anche come re-incontro con se stessi, liberi dalle scorie del mondo e dalle sue barriere e vicini alla condizione più di base possibile. Giusto? Correggetemi se sbaglio, per favore.</p>
<p>Ora: io capisco che lo smalto possa stridere con questo spirito, se uno decide di perseguirlo cinque volte al giorno con lo stesso desiderio di radicale purezza, ma di certo ce ne sono altri miliardi, di cose che stridono. Lo sporco sotto le unghie, per esempio: ne ho viste assai, di abluzioni, ma né ho mai visto usare lo spazzolino per le unghie a chi le faceva, né ho mai visto dei musulmani praticanti allontanare dalla moschea chi aveva le unghie sporche. E sì che ce ne sono, ecco&#8230; O l&#8217;henné stesso, che comunque occlude i pori e fa barriera, che ci piaccia o no. O, chessò, un dente ricoperto, visto che anche il lavaggio dei denti sarebbe raccomandabile ed è evidente che un dente finto copre la gengiva in modo innaturale. E così via.</p>
<p>Per contro, se è la pulizia ciò che si persegue, cosa c&#8217;è di più pulito di un&#8217;unghia pulita protetta dallo smalto a sua volta sciacquato cinque volte al giorno? Ma davvero  la preghiera di una le cui unghie non sono entrate in contatto diretto con l&#8217;acqua vale meno di quella di chi si è bagnata le unghie? E comunque, se di pulizia si vuole parlare, voi vi rendete conto del proliferare di batteri e funghi che si crea sotto i veli sintetici? Ci siete mai state, d&#8217;estate, in un&#8217;aula piena di studentesse velate di sintetico e sudate dalla testa ai piedi? Sapete che odore si crea? E comunque: come è possibile che ci sia tanto impegno contro lo smalto e tanto poco impegno contro la sporcizia, l&#8217;inquinamento, gli schifi alimentari di fritti e dolciumi e grassi e tutto ciò che davvero lo sporca, il corpo, dentro e fuori? Cosa c&#8217;è di autenticamente islamico in una simile focalizzazione?</p>
<p>Bene: la vera differenza che io vedo tra questo slancio di abluzione impeccabile e le consuete abluzioni approssimative assimilate dal senso comune è solo una, ed è che lo smalto è visibile e permette, di conseguenza, il controllo sociale delle donne, regalando ad un&#8217;autoelettasi &#8220;ortodossia&#8221; islamica &#8211; certo non più antica dello smalto stesso &#8211; uno strumento in più per fomentare giudizi, maldicenze, cattiverie incrociate, malignità e così via e per fare quindi pressione sui comportamenti individuali attraverso il controllo, con l&#8217;obiettivo di creare conformismo, non certo spiritualità. Ti metti lo smatto? &#8220;Pissi-pissi-pissi&#8221;. Non te lo metti? &#8220;Oh, che brava sorella!&#8221;</p>
<p>Ed io: 1) non riesco a vedere nulla di religioso in ciò e ritengo che Dio proprio non c&#8217;entri; 2) sono felice che l&#8217;Egitto non sia &#8211; ancora &#8211; così.</p>
<p>Devo spiegarlo, il perché? Lo spiego.</p>
<p>Perché, intanto, in Egitto gli ambienti sono tanti come le persone, e si può &#8211; ancora &#8211; essere musulmani con uno spirito anziché con un altro, sentendosi bene e sfuggendo al clima da 1984 evocato da certe posizioni. Si suppone che non ci sia un clero, nell&#8217;islam. Questo dovrebbe dare al credente una maggiore spontaneità, mica gettarlo in pasto del primo che passa in preda ai fervori. Un islam che ti consegna a costoro, invece, si ritrova con l&#8217;assenza di clero trasformata in debolezza, anziché in forza: il clero vero, almeno, passa per degli esami, come dire.  Un islam in cui imperano i preti e le suore autonominatisi tali diventa facilmente una mina vagante.</p>
<p>Bene: in Italia, non esiste una pluralità di ambienti. La cosiddetta comunità islamica è quella e stop. La conseguenza è che, come ho già scritto altrove, a me capita di conoscere musulmani di seconda generazione di immigrati, soprattutto, che di fronte a queste cose se la dà a gambe, che si fa in solitudine il Ramadan e via dicendo e che si ritrova letteralmente tra l&#8217;incudine e il martello, musulmani anomali perché persone che, a preservare il proprio spirito critico, ci terrebbero.</p>
<p>La pluralità che, nonostante tutto, esiste in un paese come l&#8217;Egitto e non esiste presso il nostro islam, è l&#8217;unico antidoto che conosco contro l&#8217;appiattimento, il conformismo e, in ultima analisi, l&#8217;ipocrisia che l&#8217;ossessiva attenzione verso le manifestazioni religiose esterne comporta. La mia Wahida si sente integrata, musulmana, felice e praticante col suo smalto sulle unghie. In Italia sarebbe stigmatizzata e giudicata male e considerata una non praticante. Che farebbe, a quel punto? Rinunciare allo smalto per non essere giudicata? Isolarsi? Boh. Diciamo che Wahida ed io preferiamo l&#8217;Egitto, ecco. Finché dura&#8230;</p>
<p>Che poi, lo vedi, siamo qui a parlare di smalto. Non della crisi dell&#8217;islam di oggi, non di problemi veri e seri, non di come migliorare l&#8217;effettiva situazione delle donne islamiche nel mondo, no: di smalto, si parla. Finisce sempre così, ed è che queste trappole servono a questo: a farti annegare nell&#8217;attenzione spasmodica verso le cazzate, fino a perdere tutto il resto di vista. Mettiamo il profumo che contiene alcool? L&#8217;aceto si potrà usare?</p>
<p>E&#8217; stato tutto uno sventolare di veli indignati, nel vedermi scrivere che è pieno di fuori di zucca, da noi, o che il kitsch arabo contemporaneo potrebbe anche non venire incluso nel pacchetto-religione del neo-convertito, ché l&#8217;islam ha alle spalle un patrimonio di bellezza più degno di attenzione del made in China delle roselline attuali. Apriti cielo, come vi siete adombrate.</p>
<p>Ma dove eravate quando l&#8217;UCOII ha impedito a una di voi di fare un calendario contro l&#8217;infibulazione, per dire? Dove siete di fronte ai problemi veri della vostra comunità, voi che sapete l&#8217;italiano, avete strumenti per intervenire, per influire, per fare da ponte tra un mondo e l&#8217;altro e vi appiattite completamente, invece, sugli slogan contenuti nei libretti ciclostilati tutti uguali, in tutte le lingue del mondo, e che rappresentano la versione islamica dei manuali americani di auto-aiuto? Il manuale della perfetta sposa islamica, il manuale dei precetti, il manuale di questo e di quello&#8230; ne ho la casa piena, dai. Questo è ciò che si vende nelle moschee, lo sapete voi come lo so io. Un mondo semplificato e sotto vuoto. L&#8217;islam liofilizzato.</p>
<p>E, sì, buttiamo lo smalto, ché il Paradiso ci aspetta. Andiamo a insegnare l&#8217;islam agli arabi, come <a href="http://sistersinblog.splinder.com/post/18014348#cid-48705636">dice il tale</a>: &#8220;<em>Anche io ci scherzo con loro, fraternamente, a volte per far accettare certi discorsi religiosi uso un tono non severo, informale, semplice, normale, del tipo: &#8220;dai vieni a pregare, non perdere tempo dietro all&#8217;action film, dai, solo 5 minuti, però al massimo anche 10</em>&#8220;. Gli mancava solo questo, al mondo arabo: i missionari europei che gli vanno a diffondere l&#8217;islam. Non si può dire che difetti di fantasia, la realtà.</p>
<p>Be&#8217;: non è questo l&#8217;islam che mi piace, che vi posso dire. Io, per islam, intendo<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/874.php"> questa roba qua</a>,  o ciò che permette al Cairo di essere una megalopoli di 20 milioni di abitanti del Terzo Mondo e, tuttavia, di non essere l&#8217;inferno che, a pari condizioni e con lo stesso numero di poliziotti in strada, qualsiasi città non musulmana sa essere.Cosa sarebbe il Cairo &#8211; questa città piena di musulmani &#8220;non praticanti&#8221;, a sentire voi &#8211; se non fosse per l&#8217;islam? La giungla?</p>
<p>Ma cosa sarebbe, se diventasse come voi sembrate desiderarla? Una tomba, una bolla chiusa, la capitale mondiale del conformismo perché sì, cosa? Ed una come me, dall&#8217;aria cristiana e senza velo, come farebbe ad andarci in giro 24 ore al giorno come faccio adesso, se voi vi moltiplicaste per venti milioni assieme al disprezzo per i cristiani che negate in pubblico e praticate in privato? Un incubo, sarebbe. Altro che il Cairo.</p>
<p>Sto generalizzando? Forse sì. Presi uno a uno, tutti voi avete una sensibilità, un cervello, delle buone intenzioni. Lo so. E&#8217; in branco, che mi fate paura. Non per ciò che pensate: per ciò che non pensate. Per ciò che lasciate che altri pensino al posto vostro, senza fare una piega.</p>
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		<title>Tutte le mamme del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 20:19:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Possono essere avvolte nelle palandrane più informi, coprirsi di veli neri fino al naso e oltre, sembrare monache in lutto o ombre nere fatte di strati di nylon messi lì a coprire ogni angolo del corpo: niente da fare. Basta avere un poppante che ti piange tra le braccia e, to&#8217;: estrai la tetta davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Possono essere avvolte nelle palandrane più informi, coprirsi di veli neri fino al naso e oltre, sembrare monache in lutto o ombre nere fatte di strati di nylon messi lì a coprire ogni angolo del corpo: niente da fare. Basta avere un poppante che ti piange tra le braccia e, to&#8217;: estrai la tetta davanti all&#8217;Alfa Market in pieno giorno, e a mangiare.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/08/amamantar.jpg" title="amamantar.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/08/amamantar.thumbnail.jpg" alt="amamantar.jpg" /></a></p>
<p>(Questo blog resiste alla tentazione di scattarle, certe foto.)</p>
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