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	<title>Haramlik &#187; Egitto e Medio Oriente</title>
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		<title>Il flame islamico dell&#8217;estate: tutti contro lo Stato laico</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:55:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se poi, stando in Egitto, avevo voglia di deprimermi e di rientrare dalla Storia alla commedia, c&#8217;era Facebook in italiano che, durante l&#8217;estate, ha riservato a me e ad altri fortunati uno spaccato dell&#8217;italico mondicello islamico degno di essere raccontato. E&#8217; successo che l&#8217;ex direttore di Islamic Relief in Italia, il già citato Paolo Gonzaga, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se poi, stando in Egitto, avevo voglia di deprimermi e di rientrare dalla Storia alla commedia, c&#8217;era Facebook in italiano che, durante l&#8217;estate, ha riservato a me e ad altri fortunati uno spaccato dell&#8217;italico mondicello islamico degno di essere raccontato.</p>
<p>E&#8217; successo che l&#8217;ex direttore di <a href="http://www.islamic-relief.it/">Islamic Relief in Italia</a>, il <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/08/il-punto-sulla-politica-egiziana-dal-blog-di-paolo-gonzaga/">già citato Paolo Gonzaga</a>, che si trovava a sua volta in Egitto per approfondire gli argomenti di cui tratta nel suo libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788873254294/gonzaga-paolo/islam-democrazia-fratelli.html">Islam e democrazia &#8211; I Fratelli Musulmani in Egitto</a>&#8220;, è andato a <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/266376410055142">manifestare sulla sua pagina Facebook</a> la speranza che, in Egitto, lo Stato laico prevalesse sull&#8217;idea di Stato islamico che era stata appena mostrata in piazza Tahrir durante il famigerato Venerdì dei Salafiti.<br />
Pochi minuti dopo è apparsa la risposta di una convertita italiana: <em>&#8220;Fratello, ti senti bene?</em>&#8221;<br />
Io ho letto, ho sospirato e mi sono messa comoda.<br />
E con la replica successiva (&#8220;<em>Scusa fratello, ma se un musulmano non accetta la sharia cosa fa? Se non si sottomette a Corano e Sunna può anche fare a meno di dire in giro che è musulmano; il laicismo non ha mai avuto senso nell&#8217;Islam, astaghfiru Allah</em>&#8220;) si sono aperte le danze.</p>
<p>Da una parte c&#8217;era Gonzaga, quindi, che scriveva dall&#8217;Egitto e <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/30/cose-per-cui-e-valsa-la-pena-vivere-la-festa-laica-a-tahrir/">riferiva ciò che vedeva</a>, e dall&#8217;altra c&#8217;era quel bizzarrissimo fenomeno che sono i convertiti italiani nella loro versione organizzata, per l&#8217;occasione rappresentato da una nutrita componente femminile.<br />
All&#8217;inizio, lui <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">ha provato a tagliare corto</a>: &#8220;<em>Non scrivo queste righe dall&#8217;Egitto per discutere: io sono un uomo di sinistra, laico e per lo stato laico, odio gli estremisti e l&#8217;Egitto e&#8217; il mio secondo paese. Oggi in Egitto la popolazione musulmana e cristiana lotta contro l&#8217;estremismo islamico e per uno stato laico. Io sono con loro! Ne&#8217; militare,ne&#8217; islamico, EGITTO LAICO!</em>&#8221;</p>
<p>Si è <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">sentito rispondere</a> che non era musulmano: <em>&#8220;Non so quale popolazione musulmana tu veda desiderare uno stato laico. Io so che + dell&#8217;80% degli egiziani hanno votato a favore di una costituzione ispirata alla sharjah. Ma sono d&#8217;accordo sulla definizione che dai di te stesso: uomo di sinistra, laico e per lo stato laico. Per fortuna non hai aggiunto anche musulmano. Rispetto profondamente il tuo odio per gli estremisti. Io invece odio gli ipocriti. Qualcosa in comune lo abbiamo</em>.&#8221;</p>
<p>E&#8217; una risposta che contiene varie chicche: 1) l&#8217;ha scritta una che è la <a href="http://dirittimusulmani.it/chi-siamo/">Fondatrice e Presidente</a> del &#8220;<a href="http://dirittimusulmani.it/">Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</a>&#8220;; 2) dà a Gonzaga dell&#8217;ipocrita che, in termini islamici, sarebbe <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Munafiq">uno che finge di essere musulmano</a>, e non è un&#8217;accusa leggera; 3) rivela che la nostra integralista islamica parla l&#8217;arabo ancora peggio di me, a giudicare da come traslittera la parola &#8220;shari&#8217;ah&#8221; trasformandola in qualcosa che suona tipo &#8220;shargia&#8221;.</p>
<p>Da quel momento, chi volesse conoscere un po&#8217; più a fondo l&#8217;islam italiano può attingere a piene mani alle risposte che si sono susseguite:</p>
<p>Tale<a href="http://www.facebook.com/aminajd?sk=info"> signora XXX (cognome italianissimo)</a>, romana: &#8220;<em>Nooo te sbagli!! paolo gonzaga vivo in egitto da anni e posso dirti che LA POPOLAZIONE EGIZIANA VUOLE LA SHARIA E VUOLE I FRATELLI MUSULMANI SCENDONO AL TAHRIR PERCHE&#8217; LA VOGLIONO NON ESISTE NESSUN MUSULMANO CHE VADA CONTRO LA LEGGE DI DIO SCHERZIAMO!! TU FAI IL GIOCO DEI COPTI CHE SONO UN 2% E CREANO CAOS MA QUI IN EGITTO VOGLIAMO TUTTI LA SHARIA E UN PAESE AL 90 % ISLAMICO E NON CAMBIERA&#8217; MAI SONO MOLTIPLICATE LE DONNE CON NIQAB SE PROVI SOLAMENTE A DIRE QUALCOSA CONTRO I FRATELLI MUSULMANI AMATISSIMI DAGLI EGIZIANI CREDO CHE TE LE SUONANO QUI NON SI SCHERZA CREDIMI QUI MENANO SE TI METTI CONTRO 15 GG FA&#8217; E&#8217; SCESO TUTTO L&#8217;EGITTO IN PIAZZA PER CONFERMARE CHE LA VECCHIA COSTITUZIONE NN DEVE ESSERE TOCCATA PERCHE&#8217; CONTIENE LA SHARIA RICORDATELO !! TORNATENE IN ITALIA CHE HA MOLTI PROBLEMI E LASCIA L&#8217;EGITTO SARA&#8217; SOLO UN GRAN FALLIMENTO CREDIMI.</em>&#8221;</p>
<p>Tale <a href="http://www.facebook.com/IgorYassinMangano">signor XXX (altro cognome italianissimo)</a>: &#8220;<em>Ti ricordo comunque che Allah ha rivelato Il Sublime Corano e la Nobile Sunna come guida per gli uomini, e non ha delegato a Profeta o legislatore né Marx, né Lenin e neppure Stalin: se li segui quindi all&#8217;infuori di Allah e del Rasoul (che la Pace e le benedizioni siano su di lui) stai prendendo una grossa sbandata!!! Attento fratello. Ti conosco e mi sembri un bravo fratello. Per Allah, io ti avverto di questo pericolo.</em>&#8221;</p>
<p>La <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100001216083118">Silvia Olivetti dell&#8217;MTDM</a>, intanto, pregava: &#8220;<em>E chi disobbedisce ad Allah e al Suo Messaggero e trasgredisce le Sue leggi, sarà introdotto nel Fuoco, dove rimarrà in perpetuo e avrà castigo avvilente (Corano IV. An-Nisâ’, 14)</em>.&#8221;</p>
<p>E Gonzaga, <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">sempre più sbigottito</a>: &#8220;<em>Cosa vuoi, convincermi della bonta&#8217; della shari&#8217;ah? Non saranno certo le tue parole, che denotano una sfasatura tra teoria e fatti notevole, a convincere una persona che in 40 anni di vita non ha mai sopportato clericali di qs tipo. La shari&#8217;ah, con l&#8217;islam che conosco io, non ha nulla a che vedere; le punizioni corporali, la disuguaglianza tra uomo e donna, la &#8220;protezione&#8221; delle minoranze e non la loro emancipazione e totale uguaglianza, la morale sessuale che si fa&#8217; legge di Stato, la pena di morte, l&#8217;obbedienza al sovrano, la poligamia e oscenita&#8217; simili non sono forse comprese nella shari&#8217;ah? Certo che si&#8217;, ma sei troppo giovane ed &#8220;entusiasta&#8221;, forse,per renderti conto di quanto cozzino con i diritti umani universali. [...]<br />
Poi non mi parlare dell&#8217;Italia come del &#8220;paese che ci ospita&#8221;, per me e&#8217; casa mia da sempre e se tu percepisci il paese in cui sei nata e cresciuta come un paese che &#8220;ti ospita&#8221;, significa che hai qualche problema. Le tue e altre minacce velate di amiche tue mi persuadono sempre più che il cosiddetto islam politico, l&#8217;unico che chiede la shari&#8217;ah, sia una trappola pericolosa addirittura per la salute mentale di chi lo pratica.</em>&#8221;</p>
<p>Io, intanto, leggevo, mi guardavo le unghie sospirando: &#8220;<em>E io cosa sto dicendo, da anni?</em>&#8221; e mi preoccupavo un po&#8217; per Paolo che, invece, si stava incazzando parecchio:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267322929960490">Qui</a>: &#8220;<em>I musulmani in Italia giustamente chiedono di non subire leggi che gli impediscano di vivere a modo loro e correttamente si oppongono a ingerenze statali o legali su hijab, luoghi di culto, spazi ecc.</em>&#8221;<br />
<a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267324593293657">Qui</a>: &#8220;<em>Percio&#8217; bisogna avere l&#8217;onesta&#8217;, se si chiedono diritti quando si e&#8217; in minoranza, di concederli quando si e&#8217; in maggioranza, senno&#8217; e&#8217; ipocrisia.</em>&#8221;<br />
<a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267374396622010">Qui</a>: &#8220;<em>O si crede ad una legge religiosa, e allora non fingano ipocritamente di essere belli e buoni quando vanno dalle giunte di sinistra a chiedere diritti. Bisogna avere l&#8217;onesta&#8217;di non fare MAI un doppio discorso e sostenere una cosa quando parlano tra loro e un&#8217;altra, spesso opposta quando invece lo fanno in pubblico! LAICITA&#8217;!!</em>&#8221;</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267329313293185">E ancora</a>: &#8220;<em>Per ora sono troppo impegnato ad approfondire, intervistare e riportare testimonianze. I musulmani in Italia rimarranno sempre odiati finche&#8217; non la smetteranno di pensare di essere più furbi: se si pensa che le pene corporali siano accettabili nel XXI secolo, o che i gay siano ammalati o viziosi da curare o che la democrazia sia incompatibile con l&#8217;islam perche&#8217; e&#8217; meglio il califfato.</em>&#8221;</p>
<p>Tra i profili dei convertiti italiani, intanto, un tam tam di preghiere e invocazioni che non sapevi se ridere o spaventarti davvero: appelli ad Allah affinché castigasse i<em> falsi musulmani</em> (perché, notoriamente, &#8216;sta gente crede di esserselo comprato, l&#8217;Islam, e se non sei musulmano come dicono loro ti cacciano dal club; come se la Binetti scomunicasse Don Gallo, siamo lì), affinché gli facesse cadere le dita prima di metterlo al computer o, come seconda scelta, affinché glielo rompesse, il computer. Ché poi mi sembrano abbastanza blasfeme, &#8216;ste cose. Davvero ci si aspetta che Allah rompa il computer di Paolo Gonzaga?</p>
<p>La cosa sarebbe comunque finita lì, nell&#8217;archivio dei flame estivi coi matti, se il<em> Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</em> non avesse <a href="http://www.facebook.com/notes/movimento-per-la-tutela-dei-diritti-dei-musulmani/replica-di-islamic-relief-in-merito-alle-dichiarazioni-di-paolo-gonzaga-su-islam/196832030381515">deciso di denunciare le affermazioni di Gonzaga nientemeno che a<strong> Islamic Relief</strong></a>.<br />
<a href="http://www.islamic-relief.it/"><strong>Islamic Relief</strong></a> che &#8211; colpo di scena &#8211; prende le distanze da Gonzaga con un comunicato che vale la pena riportare per intero:</p>
<blockquote><p>In seguito alla polemica scatenata da alcuni post scritti da Paolo Gonzaga sulla pagina ufficiale del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani e ritenuti da molti utenti offensivi e irrispettosi dell&#8217;Islam e dei musulmani, riportiamo la replica a noi inviata da Islamic Relief sulla questione. Replica che si è resa necessaria poichè in molti avevano manifestato disagio nel leggere parole così pesanti sul Corano e la legge di Allah provenienti da una persona conosciuta come storico collaboratore di Islamic Relief. Su nostra segnalazione (ma anche su segnalazione di molti utenti della pagina nonchè sostenitori di Islamic Relief), Islamic Relief ha dunque così replicato alle numerose richieste di chiarimenti in merito:</p>
<p><strong><em>&#8220;Carissimi tutti,</em></strong></p>
<p><strong><em>mi è stata segnalata questa discussione nella quale si citava il nome di Islamic Relief. Tengo a precisare che il Sig. Paolo Gonzaga non lavora più con Islamic Relief e tutte le opinioni espresse da lui sia in questa sede che in altre sono sue opinioni personali. Islamic Relief è un associazione umanitaria che lavora per la tutela della dignità delle persone garantendo ai più bisognosi il loro fabbisogno necessario per una vita dignitosa nel pieno rispetto delle regole islamiche.</em></strong></p>
<p><strong><em>Prego quindi tutti di non prendere le parole delle persone che lavoravano, come in questo caso, o che lavorano ancora a Islamic Relief come opinioni della stessa associazione salvo che siano firmate a nome della stessa.</em></strong></p>
<p><strong><em>Così come chiedo a tutti di segnalare eventuali casi simili in cui viene citato il nome di Islamic Relief all&#8217;email: info@islamic-relief.it</em></p>
<p><em>A nome di Islamic Relief Italia, Yassine Baradai</em></p>
<p></strong><strong></strong><strong><em> </em></strong><strong><em></em><em>(Communications Manager)&#8221;<br />
</em></strong><br />
***********</p>
<p>Il direttivo del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani ringrazia di cuore Islamic Relief per la gradita precisazione e per la presa di distanza rispetto alle esternazioni di Paolo Gonzaga. Ci dispiace sinceramente che il nome di una così nobile iniziativa sia stato associato ad affermazioni tanto sconvenienti. Conosciamo bene l&#8217;impegno quotidiano profuso da Islamic Relief nel cercare di portare sollievo alle persone in difficoltà, impegno portato avanti con onestà, amore, sacrificio e soprattutto rispetto nei confronti dell&#8217;Islam e del sacro Corano. Che Allah swt vi benedica e ricompensi con il meglio per i vostri sforzi. Ameen.</p>
<p>Silvia Layla Olivetti, presidente del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</p></blockquote>
<p><a href="http://www.facebook.com/notes/movimento-per-la-tutela-dei-diritti-dei-musulmani/replica-di-islamic-relief-in-merito-alle-dichiarazioni-di-paolo-gonzaga-su-islam/196832030381515">Segue delirio</a>:</p>
<p><em>&#8220;Sono molto felice della precisazione dell associazione umanitaria e mi compiaccio del fatto che le affermazione del signore di ieri siano imputabili solo a quest ultimo&#8230; purtroppo Odio e Ignoranza sono il male del secolo.&#8221;<br />
&#8220;Hamdulillah giustizia fatta hamdulillah&#8221;<br />
&#8220;Signor Gonzaga il fatto che moltissime persone non abbiano letto i suoi scritti non è grave quanto il fatto di non leggere e soprattutto accettare la legge di Allah. Non siamo idioti, sa?&#8221;<br />
&#8220;Sì,  è vero,  ognuno è libero di pensarla cm vuole ma infangare il nome dell&#8217;Islam prendendo dal corano solo Cio che si vuole e tralasciando il resto No. Il corano o lo prendi tutto o lasciato tutto.<br />
Queste &#8216;tattiche&#8217; vengono usate solo per attaccare l&#8217;islam ed allontanare i musulmani dalla loro fede. Però ce da dire che in queste trappole ci cascano solo i musulmani deboli e ignoranti privi di basi solide e forte fede nel cuore. Si riempiono la bocca di parole e concetti sull&#8217;islam che sì fanno parte dell&#8217;islam, ma che vengono usati senza vera sapienza.&#8221;<br />
&#8220;Che ALLAH Il Misericordioso Benedica la Vera Ummah!! La Illumini della Sua Immensa Luce e la Guidi sulla Retta Via fino alla nostra Meta Anelata ,Il Janna!!! E infonda lISLAM nei cuori di chi non comprende!!!&#8221;<br />
&#8220;Ameen&#8221;</em></p>
<p>E così via.</p>
<p>Gonzaga risponde per un po&#8217;, cercando di fare capire che non è un nemico dell&#8217;islam ma uno che<a href="http://milano.corriere.it/cronache/articoli/2007/04_Aprile/13/attentato_islamic_relief.shtml"> si è preso pure qualche molotov</a>, <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/moschee-nove-anni-a-sandalo/2047963">in nome dell&#8217;aiuto ai musulmani</a>.</p>
<p>La risposta del <em>Movimento per la tutela dei diritti dei Musulmani</em> è lapidaria:</p>
<p>&#8220;<em>Chiediamo al Signor Gonzaga, come a tutti gli altri utenti di questa pagina, di rispettare la netiquette e di non spammare pubblicando link non autorizzati. Grazie per la comprensione. P.s. signor Gonzaga, Le chiediamo inoltre di non farsi scudo di incresciosi avvenimenti del passato per giustificare il presente o per guadagnare credito presso il pubblico. Tra l&#8217;altro non ha alcun senso richiamare alla memoria un passato che nulla più ha a che fare con il suo presente. Da ciò che abbiamo compreso, lei non lavora più per Islamic Relief. Buona serata</em>&#8221;</p>
<p>Gonzaga, incredulo, <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/239021799468502">li manda a quel paese</a>.</p>
<p>Che dire? Niente che su questo blog non sia già stato detto e ripetuto fino alla nausea, negli ultimi anni: che i musulmani normali, l&#8217;islam dell&#8217;immensa maggioranza dei nostri immigrati e dei popoli del Medio Oriente non è questo, per fortuna.<br />
E che la nostra sinistra deve &#8211; davvero &#8211; fare attenzione a chi si sceglie come interlocutore.<br />
Deve pur esserci una terza via tra i sionisti e questi assatanati, dico io, nel dibattito italiano, e sarebbe nostra responsabilità cercarla e valorizzarla.</p>
<p>Altrimenti si cade in trappole come quella in cui è caduta la vicesindaco di Milano che, più papista del Papa,<a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/08/30/foto/ramadan_la_vice_di_pisapia_col_velo_alla_vesta_in_via_padova-21036328/1/"> si è presentata velata</a> a un incontro con la comunità islamica di via Padova, manco fosse andata a Al Azhar. Mandando un messaggio che è fondamentalmente goffo e che contribuisce ad isolare, nel nostro bigottissimo panorama islamico, le musulmane (generalmente arabe, loro sì) che vogliono continuare a considerarsi tali anche senza indossare l&#8217;hijab.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/vicesindaco.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4438" title="vicesindaco" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/vicesindaco.jpg" alt="" width="475" height="279" /></a></p>
<p>L&#8217;Haramlik, intanto, fa sua <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267800453246071">una considerazione di Paolo</a> e si attiene a quella:</p>
<p>&#8220;<em>Il popolo egiziano é un popolo troppo gioioso per cadere nelle mani dei tristi salafiti e per accettare leggi che pretendano di controllare le sfere private e pubbliche della vita.</em>&#8221;</p>
<p>(Inshallah, ma davvero.)</p>
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		<title>Pensose analisi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/11/pensose-analisi/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 13:50:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima: Dopo: &#160; Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kelebeklerblog.com/2011/02/03/ipotesi-egiziane/">Prima</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/ipotesi.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4447" title="ipotesi" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/ipotesi.png" alt="" width="640" height="428" /></a><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Egitto-a-processo-25-ex-ufficiali-che-organizzarono-la-Battaglia-del-cammello_312439078917.html">Dopo</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Cammelli-processo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4448" title="Cammelli processo" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Cammelli-processo.png" alt="" width="640" height="220" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Egitto, Israele e i simboli</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/10/legitto-israele-e-i-simboli/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/10/legitto-israele-e-i-simboli/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 15:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[Cairo]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[Tahrir]]></category>
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		<description><![CDATA[Premesso che trovo pessime le notizie che arrivano dal Cairo &#8211; e non perché me ne freghi qualcosa dell&#8217;ambasciata israeliana, ma perché gli errori politici di questo calibro si pagano carissimi in termini di strumentalizzazione &#8211; credo che sia il caso di contestualizzare l&#8217;accaduto. Un buon punto di partenza è un articolo di un anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che trovo pessime<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/10/news/ambasciata_israele-21458911/?ref=HRER1-1"> le notizie</a> che arrivano dal Cairo &#8211; e non perché me ne freghi qualcosa dell&#8217;ambasciata israeliana, ma perché gli errori politici di questo calibro si pagano carissimi in termini di strumentalizzazione &#8211; credo che sia il caso di contestualizzare l&#8217;accaduto.</p>
<p>Un buon punto di partenza è un articolo di un anno e mezzo fa intitolato &#8220;<a href="http://alaaalaswany.maktoobblog.com/1618370/should-gaza-pay-the-price-for-hereditary-succession-in-egypt/">E&#8217; giusto che Gaza paghi il prezzo della successione ereditaria in Egitto?</a>&#8220;, in cui &#8216;Ala Al-Aswani denunciava il progetto egiziano di chiudere la frontiera di Gaza con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Egypt%E2%80%93Gaza_barrier">un muro di acciaio sotterraneo</a>, in modo da bloccare i tunnel attraverso cui Gaza si rifornisce di cibo e medicine e, in ultima analisi, di affamare la popolazione di Gaza &#8220;<em>fino a quando non si sottometteranno a Israele e non accetteranno le condizioni di Israele per un accordo di pace finale in cui i palestinesi perderebbero i loro diritti per sempre</em>.&#8221;<br />
Progetto che arrivava dopo l&#8217;attacco israeliano a Gaza &#8211; condotto, ricordiamo, usando armi proibite dalla legislazione internazionale e che causò oltre 1500 vittime, in gran parte donne e bambini &#8211; e in concomitanza con la chiusura dell&#8217;accesso di Rafah, che voleva dire impedire a Gaza di ricevere gli aiuti internazionali.</p>
<p><a href="http://alaaalaswany.maktoobblog.com/1618370/should-gaza-pay-the-price-for-hereditary-succession-in-egypt">Aswani scriveva</a>: &#8220;<em>Il governo egiziano sta commettendo un atroce crimine contro i palestinesi, che ci sono fratelli perché arabi e perché esseri umani. La solidarietà araba e i doveri dell&#8217;Egitto verso i musulmani e i cristiani in Palestina sono concetti che non contano più nulla per l&#8217;Egitto ufficiale che, anzi, li ridicolizza apertamente. Ma il regime egiziano, nel suo entusiasmo per compiacere Israele, non si accorge di infangare la propria reputazione davanti al mondo.</em>&#8221;</p>
<p>E ancora, con parole che sarebbero tornate sinistramente attuali proprio in queste settimane: &#8220;<em>Ricordiamo che Israele, per sua stessa ammissione, ha ucciso diversi ufficiali e soldati egiziani attorno alla frontiera. Perché il nostro governo non si è mai ribellato in nome della sicurezza nazionale?</em>&#8221;</p>
<p>Perché lo faceva, il governo egiziano? Cosa lo spingeva ad essere così succube verso Israele, nonostante la vergogna, il profondo senso di umiliazione che questo comportamento ha sempre suscitato nella popolazione egiziana? Perché, ovviamente, assecondare i desideri israeliani voleva dire compiacere gli Stati Uniti. <em>&#8220;In questi ultimi anni, Israele ha ottenuto dall&#8217;Egitto più di quanto non abbia ottenuto dalla firma degli accordi di Camp David [...] Questo spiega la soddisfazione dell&#8217;America nei confronti del regime di Mubarak.</em>&#8221;</p>
<p>E, soprattutto: &#8220;<em>Il crimine di costruire un muro che affamerà i palestinesi è legato alla questione delle riforme democratiche in Egitto, giacché il regime ha acconsentito per avere l&#8217;appoggio degli USA alla successione di Gamal Mubarak a suo padre. E&#8217; un esempio pericoloso di quelle che sono le conseguenze della dittatura: gli interessi del regime egiziano sono diventati l&#8217;esatto contrario degli interessi del popolo egiziano. Se il regime di Mubarak fosse democratico, non oserebbe mai prendere parte all&#8217;embargo e allo strangolamento dei palestinesi. I sistemi democratici sono gli unici nei quali l&#8217;interesse dello Stato coincide con l&#8217;interesse del popolo.</em>&#8221;<br />
Un anno dopo quest&#8217;articolo, l&#8217;Egitto scopriva che il prezzo dell&#8217;appoggio a Gamal Mubarak comprendeva anche la vendita sottocosto del proprio gas a Israele. Come se l&#8217;Egitto potesse permettersi di regalare le proprie risorse, e per un simile motivo.<br />
E, del resto, non c&#8217;è bisogno di ricordare quanto Israele abbia visto male, fin dal primo istante, la rivolta degli egiziani per la democrazia.</p>
<p>Arriviamo ad oggi: il 18 agosto, meno di un mese fa, Israele <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/sinai-follow-up-7-km-in-other-world.html">ha di nuovo sconfinato</a> uccidendo cinque militari egiziani alla frontiera di Taba. Io e Susan eravamo passate di là meno di un&#8217;ora prima, tra l&#8217;altro: è brutto vedere poliziotti sorridenti e accaldati che ti guardano il passaporto mentre tu guardi le loro magliette sudate, il loro bucato appeso allo stendino fuori dalla guardiola, e sapere poco dopo che sono piovute pallottole dagli elicotteri, attorno a quella guardiola e a quel bucato.</p>
<p>Era <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/09/regarding-israeli-embassy-and-clashes.html">già successo in passato</a>, comunque: la differenza, rispetto all&#8217;era di Mubarak, è che stavolta <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/breaking-news-egypt-recalls-ambassador.html">l&#8217;Egitto ha chiesto</a> delle scuse e <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/sinai-follow-up-waiting-for-proper.html">gli egiziani</a> ci tenevano ad averle. Serie. Soddisfacenti. Non la <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/sorry-seems-hardest-word-for-israel-but.html#.Tmtwco7XZfY">consueta presa per il culo</a>.</p>
<p>E siamo alla storia di queste settimane: prima <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/flagman-our-egyptian-spiderman.html">è arrivato Spider Man</a>. Letteralmente, non scherzo. Un giovane muratore, <a href="http://www.mercurynews.com/breaking-news/ci_18728405?nclick_check=1">Ahmed Al-Shahat</a>, che il 21 agosto, nel bel mezzo di una manifestazione davanti all&#8217;ambasciata israeliana, ha preso e si è scalato &#8211; di sera e a mani nude &#8211; i 21 piani dell&#8217;edificio dell&#8217;ambasciata per raggiungere la bandiera israeliana, toglierla e sostituirla con una egiziana. Così. Semplicemente. Perché gli è venuto in mente lì per lì. Davanti alla folla che lo filmava coi telefonini, incerta tra l&#8217;entusiasmo e la paura che cadesse giù.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GYoQG5tqpYA?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/GYoQG5tqpYA?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E poi, mentre gli egiziani festeggiavano il loro nuovo eroe e la politica dibatteva su come conciliare i rapporti con Israele e il rispetto per se stessi, qualche giorno fa <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/09/apartheid-wall-of-giza.html">è sbucato IL MURO</a>. Così, senza preavviso. Di tutte le idee che potevano venire alla giunta militare egiziana per proteggere l&#8217;ambasciata dagli scalatori pazzi, hanno scelto questa:<a href="http://www.almasryalyoum.com/en/node/491953"> un muro di cemento alto tre metri</a>, eretto tutto attorno all&#8217;ambasciata. Come se non fosse il simbolo di tutto ciò di cui Israele dovrebbe rispondere, un muro. Come se non ce ne fossero già abbastanza. Proprio un muro, dovevano mettere.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/1muro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4422" title="1muro" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/1muro.jpg" alt="" width="536" height="402" /></a></p>
<p>E quindi la gente si è sentita provocata e sono cominciate a circolare iniziative del tipo &#8220;Buttiamolo giù&#8221;, &#8220;Porta un martello&#8221; eccetera.<br />
E alla prima manifestazione grossa &#8211; ieri che era venerdì, quindi &#8211; la gente si è effettivamente presentata col martello <a href="http://www.almasryalyoum.com/en/node/493983">e lo ha buttato giù.</a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Ataque_embajada_Israel_Cairo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4423" title="Ataque_embajada_Israel_Cairo" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Ataque_embajada_Israel_Cairo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Ieri sera, su Twitter, c&#8217;era (e continua ad esserci) <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23IsraeliEmbassy"> la diretta di quello che stava succedendo</a>.<br />
Gli emuli di Spider Man che, in quattro, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ePK7-hFJJSc&amp;feature=share">tornano a scalare l&#8217;ambasciata</a> per mettere la bandiera palestinese accanto a quella egiziana, stavolta.</p>
<p>E poi il gruppo che fa irruzione all&#8217;interno dell&#8217;edificio, le carte che volano dalla finestra, la polizia che lascia fare (sarà un caso?), le tantissime persone che si dissociano dall&#8217;irruzione, la polemica che scoppia immediata, il timore delle strumentalizzazioni e, infine, la notizia che <a href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/embajador/israeli/abandona/Egipto/ataque/multitudinario/legacion/Cairo/elpepuint/20110909elpepuint_14/Tes">l&#8217;ambasciatore israeliano ha lasciato il Cairo</a> &#8220;temendo per la sua vita&#8221;.</p>
<p>In realtà <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/09/99-breaking-in-to-israeli-embassy-in.html">non è stata nemmeno l&#8217;ambasciata in sé</a>, ad essere violata, ma l&#8217;appartamento accanto, che pare abbia funzioni di archivio.<br />
Sta di fatto che, alla fine, la polizia è intervenuta (dopo avere lasciato fare, ripeto) e la cosa si è conclusa con tre morti, qualche centinaio di feriti e un bel po&#8217; di arrestati a cui verrà fatto un processo militare. Processo militare che, per inciso, è uno degli <a href="http://www.almasryalyoum.com/en/node/494297">argomenti su cui la gente protesta</a> ormai da mesi.<br />
Ah, e ha pure chiamato Obama, ovviamente. Per dire agli egiziani di stare attenti all&#8217;ambasciata. Peccato che non abbia ritenuto di doversi scomodare, tre settimane fa, per i soldati egiziani uccisi alla frontiera.</p>
<p>Concludo con qualche considerazione: che i manifestanti non dovrebbero lasciarsi provocare, intanto, muro o non muro. E lo sanno benissimo, è evidente che la Thawra (rivoluzione) mantiene la sua legittimità fintanto che è pacifica. Ed è altrettanto evidente che farle perdere la sua connotazione non violenta è nell&#8217;interesse di chi la avversa: ci provano da mesi, con baltageya ed altro, ed è un grosso peccato che stavolta sia andata così.<br />
Mi facevano notare che il tutto è successo in concomitanza con la dichiarazione di <a href="http://www.lettera43.it/attualita/25147/erdogan-potrei-visitare-la-striscia-di-gaza.htm">Erdogan che ha annunciato di volersi recare a Gaza via terra, passando per l&#8217;Egitto</a>. Non male, come mossa: ottima per scaldare gli animi egiziani, soprattutto, e per legittimarsi &#8211; assieme agli amici dei Fratelli Musulmani &#8211; alla testa di un nuovo <a href="http://mazzetta.splinder.com/post/25533292/turchiaisraele-lopportunismo-di-erdogan">fronte dell&#8217;orgoglio islamico</a>.<br />
Cosa che, sulla carta, potrebbe persino piacermi, se non fosse che ritengo che non ci si possa assolutamente fidare del fronte islamista e della sua sincerità democratica.</p>
<p>Gli egiziani sono un popolo spesso ingenuo, schiacciato tra interessi enormi e solo in apparenza contrastanti.<br />
Qui si incrociano le dita, si sta dalla parte dei laici e si cerca di raccontare. Che altro vuoi fare.</p>
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		<title>Il punto sulla politica egiziana, dal blog di Paolo Gonzaga</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/08/il-punto-sulla-politica-egiziana-dal-blog-di-paolo-gonzaga/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 22:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra egiziana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog di Paolo Gonzaga mi risparmia la fatica di scrivere, in questi giorni: L’Egitto, sta vivendo a mio avviso uno dei suoi momenti più belli, dove l’entusiasmo per la rivoluzione ha fatto rinascere la voglia di discutere, di manifestare liberamente il proprio pensiero e dove, in definitiva, si assiste ad una rinascita culturale vera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://paologonzaga.wordpress.com/">blog di Paolo Gonzaga</a> mi risparmia la fatica di scrivere, in questi giorni:</p>
<blockquote><p>L’Egitto, sta vivendo a mio avviso uno dei suoi momenti più belli, dove l’entusiasmo per la rivoluzione ha fatto rinascere la voglia di discutere, di manifestare liberamente il proprio pensiero e dove, in definitiva, si assiste ad una rinascita culturale vera e propria. In questo continuo dibattere, dai dintorni di Piazza Tahrir, ai budelli  di “wast el balad”, il centro città decaduto e operaio, tra una ferramenta ed un panino di ful o di koshari con meccanici e operai, ai vicoli sterrati di Bulak Dakrur tra gli appena arrivati dal poverissimo sud Egitto, ad uno dei quartieri popolari dove più illegalità si concentrano come  Dar as-Salaam, tra un’officina dove fabbricano armi “fatte in casa” in vendita al miglior offerente, alle case di lamiera o di pietra di Manshiyyat en-Nasr,  centro di smistamento di droghe, o in mezzo alle tombe abitate da 2 milioni di cairoti dalle origini più varie e dai mestieri più vari, per arrivare ai vari Caffé Greco o Riche Cafè, storici rifugi dell’intellighentsia di sinistra, i discorsi sul rapporto tra religione e politica sono gli argomenti piu’ discussi e dibattuti, ad ogni livello sociale, e il rapporto tra di esse sembra essere più conflittuale di prima.</p>
<p>Forse prima del 29 Luglio il tema del rapporto tra religione e politica non era stato affrontato ancora con l’asprezza che invece ha preso dopo la manifestazione del  venerdì 29 Luglio. La manifestazione che si chiamava “Giorno dell’Unità” e che tutto portò fuorché unità. Infatti i movimenti “salafiti”[3] e dell’”islam politico”, con parte dell’area più conservatrice dei “Fratelli Musulmani” vollero farne una prova di forza[4] e  non rispettando i patti presi con le altre formazioni, trasformarono la manifestazione in un happening islamista.</p></blockquote>
<p>Si riferisce al Giorno dei Salafiti che <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/30/tahrir-il-giorno-dei-salafiti/">ho raccontato qui</a> e di cui ancora adesso, a oltre un mese di distanza, ricordo più di tutto l&#8217;infinita fila di pullman bianchi, nuovi, con l&#8217;aria condizionata e ordinatamente numerati, parcheggiati nelle strade attorno a Tahrir; pullman pagati con denaro fresco, evidentemente arrivato dall&#8217;estero, e serviti per raccattare barbuti in tutte le campagne egiziane e portarli a piazza Tahrir, a sventolare bandiere saudite nel cuore del Cairo.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/bus-salafiti.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/bus-salafiti.jpg" alt="" title="bus salafiti" width="480" height="288" class="aligncenter size-full wp-image-4416" /></a></p>
<blockquote><p>Da quel giorno questa tematica è tornata ad essere centrale nei dibattiti politici, massmediatici e tra la popolazione. E dopo quel giorno hanno cominciato a delinearsi i primi due grossi schieramenti che probabilmente si affronteranno alle elezioni parlamentari. Infatti dopo un’unità di facciata durata fino a poco fa,  per ora si stanno formando due coalizioni principali: “Il Blocco Egiziano”, che comprende formazioni laiche, gruppi e partiti della sinistra e gruppi e partiti liberali e l’ “Alleanza democratica per l’Egitto” in cui si sono aggregati  i “Fratelli Musulmani”, la galassia di partiti di ispirazione islamica, la destra liberista, capitalista e moralista del Wafd ed i “salafiti”, a partire da quello che appare come il maggiore di essi, l’“Hizb an-Nur” (Il Partito della Luce) .</p></blockquote>
<p>Il post (<a href="http://paologonzaga.wordpress.com/2011/08/28/ultime-dallegitto-una-visita-molto-utile-primo-di-una-serie-di-post/">a cui rimando perché vale la pena leggerlo per intero</a>) continua con un&#8217;analisi dettagliata degli eventi di quel giorno e dell&#8217;attuale quadro politico egiziano:</p>
<blockquote><p>Le persone con cui ho parlato, i giovani con cui mi sono rapportato, avevano diversi atteggiamenti di fronte ai “Fratelli Musulmani”, molti avevano diviso Piazza Tahrir con loro, e per questo non si auguravano una troppo forte polarizzazione, ma l’estraneità e il fastidio per i “salafiti”, il timore di un loro rafforzamento, l’antipatia per il loro fanatismo e ignoranza erano presenti sulle bocche e sui volti di tutti coloro con cui ho parlato, perfino sui volti dei giovani dei Fratelli Musulmani.</p>
<p>Tra le fila dei salafiti è molto forte e presente la componente delle “jama’at islamiyya”, (il cui leader è stato appena scarcerato), che ha ancora le mani sporche del sangue di numerosissimi egiziani, uccisi a partire dall’ex-presidente Sadat nel 1981, fino agli omicidi di altri egiziani visti come miscredenti poichè non condividevano il loro estremismo. Personalmente non pensavo che i Fratelli Musulmani avrebbero trattato con loro e vi si sarebbero avvicinati tanto, ma al contrario, sotto la direzione di Mohammed Badie, ex-compagno di prigionia di Sayyid Qutb, il capofila dei radicali islamisti e dei “takfiriiyun, i Fratelli Musulmani sembrano decisamente regredire ideologicamente.</p></blockquote>
<p>Segue un&#8217;analisi del movimento salafita e della direzione imboccata dai Fratelli Musulmani su cui spenderò due parole in un prossimo post. E poi passa all&#8217;argomento più colpevolmente ignorato dai nostri media: il ruolo dei lavoratori e dei sindacati nella rivoluzione.</p>
<blockquote><p>La situazione in Egitto è estremamente fluida, gli schieramenti e le alleanze sono andati costruendosi lentamente, non senza strappi in avanti o passi indietro, e si é arrivati alla nascita di questi due grandi blocchi dopo mesi di registrazioni di nuovi partiti, di dibattiti, di manifestazioni, di calcoli da parte di molti…..Non giurerei affatto che gli schieramenti permangano tali e quali quelli che si stanno profilando oggi, molti cambiamenti sono ancora possibili. L’attuale governo civile, presieduto da ‘Essam Sharaf, una persona considerata da tutti molto perbene a con alcuni ministri molto apprezzati prosegue, pur sotto l’ombrello della giunta militare che è poi il vero governo del Paese, nella sua opera di ricostruzione democratica. Assieme al Ministero dei Lavoratori, presieduto da un ministro dalla storia di sinistra, gli operai (del cui ruolo nella rivoluzione e situazione particolare parlerò nel prossimo articolo) e i lavoratori delle varie categorie, sono riusciti a ottenere una legge che permette ora la formazione libera di sindacato, con le sue regole democratiche di elezione dei rappresentanti da parte dei lavoratori. Questa è stata una grossa conquista per gli operai, che tutt’oggi sono in lotta per un aumento del salario minimo affinché passi dalle 700 Lire Egiziane attuali a 1.200 Lire Egiziane (1.200 Lire Egiziane sono 150 euro,  mentre l’attuale paga minima di 700 LE non sono nemmeno 90 euro)</p>
<p>Le lotte operaie e sindacali sono stata l’ossatura della rivoluzione, anche se in Italia se ne parla troppo poco. Pochi conoscono il ruolo centrale avuto nella rivoluzione,da parte di alcuni sindacati, del ruolo degli operai del distretto industriale di Mahalla, delle città industriali in sciopero, vero incubo del regime Mubarak .</p></blockquote>
<p>La rivoluzione egiziana, come ho scritto più volte, non è sbucata sotto a un fungo, ma è stata preceduta <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2007/10/18/il-corriere-magazine-stavolta-sui-blogger-egiziani/">da anni di lotte sindacali</a>: tra il 2006 e il 2009, il numero dei lavoratori che hanno scioperato per il salario minimo e la sicurezza sul posto di lavoro si calcola attorno a un milione e mezzo. Lo stesso Movimento 6 Aprile prende il nome dal 6 aprile 2008, giorno in cui uno sciopero generale sancì la nascita dell&#8217;unione tra sindacati e forze politiche di opposizione. </p>
<p>Consiglio, a chi fosse interessato a conoscere meglio l&#8217;Egitto laico e di sinistra, di seguire &#8211; oltre al blog di Gonzaga &#8211; la <a href="http://www.facebook.com/uesyouth">pagina su Facebook dell&#8217;Unione dei Giovani Socialisti Egiziani</a>, movimento nato per riunire tutta la gioventù di sinistra del paese, indipendentemente dai partiti di appartenenza.<a href="http://www.facebook.com/notes/union-of-egyptian-socialist-youth/primo-comunicato-la-nostra-unione-%C3%A8-una-missione-rivoluzionaria-e-patriottica/259988260688953"> Il manifesto in cui spiegano il perché di quest&#8217;unione</a> mi ha fatto pensare alla sinistra italiana e alla nostra gioventù. E&#8217; stato un pensiero malinconico.</p>
<blockquote><p>E ancora questi dirigenti, nonostante la rivoluzione del 25 Gennaio sia stata accesa dai giovani, persevera a voler esercitare la sua tutela sui giovani della sinistra, nei suoi partiti e nelle sue rigide organizzazioni, e persevera a non voler lasciare alcuno spazio agli elementi e ai quadri giovanili di guidare o nemmeno partecipare alla dirigenza di questi partiti e organizzazioni.</p>
<p>Noi perciò, persuasi dell’incapacità di questi partiti di esprimere i nostri sogni, e ambizioni, noi giovani della sinistra d’Egitto, per nostro senso di responsabilità verso la nostra patria e verso la nostra area politica e la nostra convinzione nel ruolo che deve svolgere la sinistra presso il popolo egiziano in questo periodo, che è un ruolo che non può essere svolto attraverso i metodi tradizionali di questi partiti e di questi dirigenti; noi siamo certi che la fondazione di una unione dei giovani in cui si uniscono tutte le forze della sinistra, lontani dalla tutela delle leadership di questi partiti – con il diritto di ogni compagno/a a mantenere la propria appartenenza di partito o organizzazione – sia divenuta una missione rivoluzionaria e patriottica</p>
<p>Unione Giovani Socialisti Egiziani</p></blockquote>
<p>(L&#8217;Egitto sta davvero vivendo un momento di grande, contagiosa passione politica. Credo si noti. Perdersi quello che sta succedendo sarebbe un peccato grave, davvero.)</p>
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		<title>Egitto in Italia: prendiamo appuntamento</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/07/egitto-in-italia-prendiamo-appuntamento/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/07/egitto-in-italia-prendiamo-appuntamento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sarà molto Egitto democratico, in Italia, nelle prossime settimane. A Mantova, venerdì 9, Paola Caridi presenta due incontri: alle 11,30 ci sarà &#8220;I GIOVANI ARABI TRA WEB, PIAZZA E LIBERTÀ&#8221; con Wael Abbas e, alle 16,45, quello con &#8216;Ala Al Aswani, dal titolo &#8220;Rivoluzione!&#8221;. Aswani presenterà il suo ultimo libro, che arriva in libreria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/letteratura.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/letteratura.jpg" alt="" title="letteratura" width="152" height="233" class="aligncenter size-full wp-image-4410" /></a></p>
<p>Ci sarà molto Egitto democratico, in Italia, nelle prossime settimane.</p>
<p>A Mantova, venerdì 9, <a href="http://invisiblearabs.com/">Paola Caridi</a> presenta due incontri: alle 11,30 ci sarà &#8220;<a href="http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#161">I GIOVANI ARABI TRA WEB, PIAZZA E LIBERTÀ</a>&#8221; con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wael_Abbas">Wael Abbas</a> e, alle 16,45, quello con <a href="http://www.festivaletteratura.it/scheda_autore.php?id=24">&#8216;Ala Al Aswani</a>, dal titolo <a href="http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#161">&#8220;Rivoluzione!&#8221;</a>.<br />
Aswani presenterà <a href="http://www.napolinvita.it/news/269/La-rivoluzione-egiziana----%20Ala-al-Aswani.cshtml">il suo ultimo libro, che arriva in libreria oggi </a> (io l&#8217;ho<a href="http://www.cairo360.com/article/books/1573/alaa-al-aswany-on-the-state-of-egypt/"> già comprato in inglese</a>, ahimé, fidandomi poco &#8211; per una volta a torto &#8211; della tempestività delle case editrici italiane) e mi piacerebbe molto andare a sentirlo.<br />
Venerdì mattina lavoro, purtroppo, e quindi mi toccherà saltare Wael Abbas. Un salto a Mantova di pomeriggio, però, lo farei volentieri. Se qualcuno, da Genova o luoghi limitrofi, ha in programma di andarci, faccia un fischio e ci si mette d&#8217;accordo.</p>
<p>L&#8217;altro appuntamento, invece, è a fine mese a Ferrara, per il <a href="http://www.internazionale.it/festival/programma/">festival di Internazionale</a>. E lì, in particolare, non vorrei perdermi, domenica 2 ottobre alle 12, la presentazione di <a href="http://www.megamodo.com/2011102615-i-diari-della-rivoluzione/">&#8220;I diari della rivoluzione</a>&#8220;, con Hossam el Hamalawy (l&#8217;<a href="http://www.arabawy.org/">Arabawy</a> che qui avremo citato <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/?s=arabawy&#038;searchsubmit=Cerca">diecimila volte</a>) e <a href="http://twitter.com/#!/Ssirgany">Sarah el Sirgany</a> presentati da Jamila Mascat. </p>
<p>A Ferrara ci andrò con un paio di amici con cui sono già d&#8217;accordo. Però, di nuovo: se qualche lettore dell&#8217;Haramlik ha in programma di andarci, si faccia vivo, ché così ci si conosce. L&#8217;Egitto mi sta trasformando da orso bruno a bestia socievole, non chiedetemi perché.</p>
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		<title>Cose per cui è valsa la pena vivere: la festa laica a Tahrir</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/30/cose-per-cui-e-valsa-la-pena-vivere-la-festa-laica-a-tahrir/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 15:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Tahrir]]></category>

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		<description><![CDATA[Doveva essere una risposta politica al Venerdì dei Salafiti, ma non si capiva che forma dovesse avere. Prima si era pensato a una manifestazione dei sufi e delle sigle secolari e di sinistra. Poi alcuni avevano chiesto tempo per non sovrapporsi ad altre iniziative, altri &#8211; molti &#8211; avevano semplicemente osservato che non era il caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Doveva essere una risposta politica al <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/30/tahrir-il-giorno-dei-salafiti/">Venerdì dei Salafiti</a>, ma non si capiva che forma dovesse avere. Prima si era pensato a una manifestazione dei sufi e delle sigle secolari e di sinistra. Poi alcuni avevano <a href="http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/18510/Egypt/Politics-/Political-groups-and-parties-call-for-delay-of-Fri.aspx">chiesto tempo</a> per non sovrapporsi ad altre iniziative, altri &#8211; molti &#8211; avevano semplicemente osservato che non era il caso di accentuare fratture, di rafforzare la divisione tra laici e religiosi, e insomma, quando il venerdì del 12 agosto è arrivato, noi siamo andati a Tahrir senza sapere bene cosa avremmo trovato, oltre a un iftar in piazza. Abbiamo trovato <a href="http://www.arabia.msn.com/News/MiddleEast/bym/2011/August/8333326.aspx">una festa</a>.</p>
<p>Quelle feste che all&#8217;inizio sei un po&#8217; imbarazzata, sei arrivata tra i primi, qualcuno ti ha offerto dei datteri e tu giri per la piazza stringendoli in mano, aspettando che arrivino le sei e mezza della rottura del digiuno per poterli mangiare e, intanto, li senti appiccicosi e non sai cosa fartene, delle mani.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/datteri.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4370" title="datteri" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/datteri-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Più esercito che gente, ampi spazi vuoti tra i capannelli, l&#8217;aiuola centrale della piazza completamente militarizzata per impedirne la rioccupazione, i cambi della guardia dei soldati pensati apposta per mettere paura: colonne di soldati armati fino ai denti che fendono la folla, l&#8217;amica che mi tira via mentre ce li ho quasi addosso, Paolo perso da qualche parte a parlare in arabo con un attivista che è, incidentalmente, l&#8217;uomo più bello del mondo (sì, anche l&#8217;occhio vuole la sua parte), gente da salutare &#8211; al Cairo saluti sempre qualcuno, anche se sei lì da tre giorni &#8211; e facce che riconosco per averle pubblicate, su questo stesso blog, a febbraio, quando Julia mi mandava le sue foto dalla Tahrir rivoluzionaria. Scattarle io, le foto, alle stesse facce sorridenti che ho guardato per mesi.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/vecchie-conoscenze.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4371" title="vecchie conoscenze" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/vecchie-conoscenze-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E poi sempre più gente, man mano che faceva buio, e qualche scaramuccia coi soldati, la sensazione che stiano per volare botte, una signora quasi anziana col figlio giovanotto con cui ci fermiamo a parlare e io che le chiedo: &#8220;<em>Ma non ha paura a stare qui?</em>&#8220;, visto che noi un po&#8217; ne abbiamo, a quel punto, e lei che dice di sì, ma che bisogna rimanere, è troppo importante.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/polizia-tahrir1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4373" title="polizia tahrir" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/polizia-tahrir1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Tentativi di lotta di classe, uomini e donne che spiegano ai soldati che, col poco che guadagnano, dovrebbero scendere e manifestare anche loro, altro che presidiare la piazza. Furgoncini che scaricano vassoi col pollo da distribuire alla gente. Sempre più gente. Bandiere, uno striscione immenso con i colori nazionali. E poi la folla, piazza Tahrir che diventa ancora una volta la sintesi del Cairo, una specie di sandwich fatto a strati: l&#8217;esercito al centro, che a sua volta forma un cordone attorno alla polizia. Un fiume di gente attorno e, tra gli uni e gli altri, le macchine, gli autobus, i taxi, il traffico che cerca di scorrere perché la piazza non viene chiusa alla circolazione, incredibilmente, nonostante tutto ciò che succede.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/striscione.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4372" title="striscione" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/striscione-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Traffico e manifestanti insieme, traffico e discorsi dal palco, traffico e cortei, traffico e striscioni, traffico e<a href="http://www.facebook.com/egylionsfamily"> concerto rap</a>, traffico e canti sufi dal palco.</p>
<p>Traffico e derviscio rotante.<br />
Dico davvero. Traffico giù, gente ovunque, i sufi e il derviscio rotante sul palco. E il vecchietto con gli occhi chiusi che balla al ritmo della musica dei sufi, issato sulle spalle di qualcuno, le braccia che sembra che stia per volare.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Q1PNgGatA40?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Q1PNgGatA40?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Gli slogan. &#8220;<em>Su la testa, sei egiziano</em>.&#8221; La parola che rimbomba ovunque: &#8220;<em>Medineyya</em>&#8220;. Stato laico. Quell&#8217;enorme bandiera portata attorno alla piazza tra centinaia di mani che la vogliono toccare, a formare un tunnel che sovrasta le centinaia di macchine imbottigliate e la gente nelle macchine che ride e tira fuori i telefonini per filmare la scena. Gli occhi scintillanti di Paolo, emozionato. E la corsa liberatoria dietro a quella bandiera non nostra, alla fine, ché un minuto di condivisione ce lo siamo meritato pure noi, dopo tanti anni e tante parole e tanta vita.<br />
Un minuto solo, che questi anni li è valsi tutti.<br />
Uno di quei minuti perfetti e rarissimi, in una vita, quando pensi che l&#8217;amore finisce bene.</p>
<p>Dopo &#8211; dopo il concerto, dopo tanta festa e tanta gioia respirata e tanto sentire &#8220;<em>Medineyya</em>&#8221; che rimbombava nella piazza &#8211; siamo andati da qualche parte a bere qualcosa, a cercare silenzio per mettere ordine. E ci guardavamo e, da dire, c&#8217;era una cosa sola: &#8220;<em>Averlo visto per tanti anni prima, Il Cairo. Vederlo adesso, averlo visto stasera. Ma tu lo avresti mai detto? Ma tu ci avresti mai pensato? Ma tu avresti mai osato anche solo sognarla, al Cairo, una serata come questa? Incredibile.</em>&#8221;</p>
<p>Incredibile.</p>
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		<title>L&#8217;esecuzione di Vittorio Arrigoni e i brutti ambienti nostrani</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/26/lesecuzione-di-vittorio-arrigoni-e-i-brutti-ambienti-nostrani/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 14:54:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[terrorismi]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è questa cosa che non mi tolgo dalla testa, da quando Vittorio Arrigoni è morto, e ne ho parlato con un mucchio di gente &#8211; gente vicina alla causa palestinese, ovviamente &#8211; sperando di essere tranquillizzata e di vedere smontati i miei ragionamenti, e invece no. Perché sono pensieri su cui vorrei avere torto, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è questa cosa che non mi tolgo dalla testa, da quando Vittorio Arrigoni è morto, e ne ho parlato con un mucchio di gente &#8211; gente vicina alla causa palestinese, ovviamente &#8211; sperando di essere tranquillizzata e di vedere smontati i miei ragionamenti, e invece no. Perché sono pensieri su cui vorrei avere torto, i miei, e quindi sarò grata a chi volesse convincermi della loro infondatezza.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/vittorio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4353" title="vittorio" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/vittorio.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a></p>
<p>Qualche data, intanto.<br />
Partiamo dal fatto che Vittorio ci aveva vissuto per tre anni, a Gaza, durante i quali aveva avuto ottimi rapporti con tutti, a cominciare dal governo di Hamas.<br />
Le cose cominciano a cambiare, almeno pubblicamente, verso gennaio di quest&#8217;anno, con la sua <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2017/il-manifesto-gybo-dei-giovani-di-gaza">decisa presa di posizione a favore del movimento giovanile</a> che, in modo analogo a quanto va succedendo in Egitto, comincia ad emergere a Gaza.</p>
<blockquote><p>Scendere in piazza è troppo pericoloso a Gaza, se non piombano bombe dal cielo, piovono manganelli da terra. Fustigati da un governo interno che soffoca i diritti civili basilari, frustrati dal collaborazionismo criminale di Ramallah che viene a patti coi massacrati d’Israele, delusi e defraudati da una comunità internazionale lassista e compiacente coi carnefici, il grido cibernetico di questi ragazzi coraggiosi sta raccogliendo sempre più consensi a livello globale, a giudicare dai commenti sulla loro pagina web che si susseguono istante dopo istante da ogni dove.</p>
<p>Qualcuno mi ha chiesto dall’Italia se conosco le identità degli autori de Il Manifesto. Certo che li conosco. Sono la stragrande maggioranza degli under 25 che a Gaza incontri nei caffe’, al di fuori dell’università, per strada con le mani nelle saccocce vuote di soldi, di impieghi, di prospettive per l’avvenire ma gonfie di lutto e rabbia sottaciuta. Che adesso hanno manifestato.</p></blockquote>
<p>A febbraio, mentre segue con entusiasmo e trepidazione le vicende dell&#8217;Egitto, Vittorio <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2034/la-rivoluzione-egiziana-vissuta-da-gaza/&amp;cid=9395">racconta l&#8217;aria che tira a Gaza</a>:</p>
<blockquote><p>anche nella Striscia mi deprime riportare come Hamas soffochi le spontanee dimostrazioni di appoggio all’intifada egiziana.</p>
<p>Durante un sit in nel centro di Gaza city dedicato alla situazione in Egitto, lunedi’ scorso 8 ragazzi e 6 ragazze sono stati arrestati e condotti in una stazione dove polizia, dove una delle ragazze, Asmaa Al-Ghoul, nota giornalista locale, è stata ripetutamente percossa.</p>
<p>Fra gli arrestati lunedi’ anche il traduttore dell’International Solidarity Movement: Mohammed AlZaeem. Mi sono recato personalmente a intercedere per la sua liberazione presso l’autorità locale, e l’ufficiale di polizia responsabile della sua detenzione ha confermato i miei sospetti sulle ragioni per cui le uniche manifestazione consentite qui sono quelle organizzate dal governo. Al centro agli interrogatori subiti dagli arrestati la richiesta incessante e opprimente di informazioni sull’identità del nuovo acerrimo nemico di tutti i governi arabi: Facebook.</p>
<p>Laddove serpeggia dello scontento, i moti prima tunisini e ora egiziani potrebbero rappresentare l’esempio per insurrezioni anche in Palestina, internet e i social network, la miccia per questa possibile deflagrazione.</p></blockquote>
<p>Il 9 marzo, <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2051/il-15-marzo-esplode-la-rivoluzione-palestinese">Arrigoni insiste</a>:</p>
<blockquote><p>Addirittura alcuni da fuori dalla Striscia hanno accusati i GYBO di essere a libro paga di Abu Mazen e la sua cricca di collaborazionisti; intellettuali e attivisti seduti nei loro confortevoli salotti che non si sono mai sporcati mai le mani del sangue e della sofferenza di un popolo in perenne lotta contro l’occupazione,e che non si scomodano neanche di approfondire le questioni sui qui discettano con la protervia dell’onniscenza..</p></blockquote>
<p>Con chi ce l&#8217;ha, Arrigoni? Con un certo ambiente propalestinese italiano, tra gli altri.<br />
Quello che vedo io, in una newsletter che seguo, è l&#8217;accorato appello della curatrice di un&#8217;agenzia di stampa molto vicina ad Hamas che invita a non fidarsi dei GYBO: &#8220;<em>Le nostre fonti a Gaza ci dicono che dietro quest&#8217;organizzazione c&#8217;è qualcosa di molto losco e inquietante</em>&#8220;. Israele, si suppone.</p>
<p>Meno subdolo e più pasticcione, quella <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/tag/campo-antimperialista/">vecchia conoscenza di questo blog</a> che è il<strong> Campo Antimperialista</strong> <a href="http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1373:vaffanculo-a-chi&amp;catid=5:terra-di-palestina-cat&amp;Itemid=13">parte a testa bassa</a>:</p>
<blockquote><p>Se questo cosiddetto manifesto rappresenta i giovani di Gaza c’è da mettersi le mani sui capelli. Per fortuna non è così.<br />
Infatti, lo confessiamo, a noi sono sorti fortissimi dubbi sull’autenticità di questo Manifesto, che sembra uscito, non da Gaza, ma da qualche smandrappata riunione no-global italiana. Al di là del contenuto, ripetiamo, inaccettabile, <strong>colpisce lo stile occidentalissimo, anzi italianissimo del testo.</strong></p></blockquote>
<p>Chi sarebbe il no-global? Chi avrebbe mai potuto scrivere con uno stile &#8220;italianissimo&#8221;, a Gaza? Evidentemente, il Campo Antimperialista insinua che il manifesto dei GYBO lo abbia scritto Arrigoni stesso.</p>
<p>Gli attacchi del Campo Antimperialista ai GYBO e ad Arrigoni <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2053/le-bufale-del-campo-antimperialista">continuano</a> e, alla fine, <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2053/le-bufale-del-campo-antimperialista">lui risponde con un articolo</a> in cui, oltre a farli a pezzetti, scrive una frase che, quando io la lessi, mi diede qualche brivido:</p>
<blockquote><p>Di sicuro c&#8217;è che affibbiare così dissennatamente ai giovani GYBO l’etichetta dei collaborazionisti d’Israele, non e’ uno scherzo, ma un pericolo serio per l&#8217;incolumità a Gaza di quei ragazzi mossi da intenti lodevoli sebbene ancora acerbi.</p></blockquote>
<p>Già.<br />
Il fatto è che in quei giorni &#8211; siamo a metà marzo &#8211; buona parte dell&#8217;ambiente propalestinese italiano <strong>desidera fortemente credere</strong> che questi giovani gazawi che sfidano Hamas siano &#8220;loschi&#8221;, come diceva quell&#8217;altra, e che a mettere Hamas sul banco dei cattivi non possa essere che Israele.<br />
Perché? Perché la gente normale è semplice e vuole che i buoni e i cattivi siano ordinatamente disposti in file opposte. E perché la gente meno normale, i professionisti della causa araba in Italia, poco se ne fotte dei popoli che dice di difendere e molto se ne importa, invece, delle proprie agende politiche più o meno manifeste.<br />
In questo clima, l&#8217;unico motivo per cui l&#8217;equazione GYBO=collaborazionisti non sfonda, nell&#8217;ambiente, è la voce di Arrigoni stesso. Che una credibilità ce l&#8217;ha, in quei circuiti, e fare passare per collaborazionista anche lui è impossibile.<br />
Per quante allusioni si facciano allo stile &#8220;italianissimo&#8221; del manifesto GYBO.</p>
<p>Il 17 marzo, Vittorio racconta ciò che è successo alla manifestazione dei GYBO:</p>
<blockquote><p>Meno di un’ora dopo Hamas decideva di terminare la festa a modo suo: centinaia di poliziotti e agenti in borghese hanno accerchiato l’area, e armati di bastoni hanno assaltato brutalmente i manifestanti pacifici,dando alle fiamme le tende e l’ospedale da campo.</p>
<p>Circa 300 i ragazzi feriti, per la maggior parte donne, una decina con fratture. Per tutta la notte di ieri fuori dall&#8217;ospedale Al Shifa, nel centro di Gaza city, poliziotti arrestavano i contusi mano a mano che venivano rilasciati dal pronto soccorso.</p>
<p>Molti gli attacchi ai giornalisti, ai quali sono stati confiscati telecamere e macchine fotografiche. Ad Akram Atallah, giornalista palestinese è stata spezzata una mano. Samah Ahmed, giovane collega di Akram, è stata colpita da un fendente di coltello alle spalle. Asma Al Ghoul, nota blogger della Striscia è stata ripetutamente percossa dagli agenti in borghese mentre cercava di soccorrere l’amica ferita.</p>
<p>Le forze di sicurezza di Hamas hanno convogliato l’attacco nel centro della piazza Katiba, dove si concentrava il presidio delle donne, figlie e madri di una Gaza che hanno conosciuto la gioia della speranza di un cambiamento, per poi risvegliarsi alla cruda  realtà dopo un breve sogno.</p></blockquote>
<p>E&#8217; a quel punto che io scrivo ad Arrigoni scusandomi per avere pensato a lungo che lui fosse organico a certi ambienti, e che lui mi risponde dicendomi che avevo preso una bella cantonata e che lui, con i &#8220;professionisti del dramma palestinese&#8221;, non ha nulla da spartire.</p>
<p>La freddezza di certi nostri ambienti suppostamente pro-arabi nei confronti delle rivolte giovanili in Medio Oriente è visibile, palpabile. Non è che siano in molti, da noi, ad avere le posizioni che Vittorio sta manifestando, e a me basta per essere certa della sua onestà intellettuale.</p>
<p>Che lui stia cercando di descrivere ciò che vede a Gaza con la maggiore obiettività possibile, a costo di alcuni travagli politici e, suppongo, personali, è <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2066/l-esercito-di-occupazione-israeliana-uccide-altri-2-bambini-palestinesi-a-gaza">di nuovo evidente il 23 marzo</a>:</p>
<blockquote><p>Hamas che non sparava più un colpo contro obbiettivi israeliani da mesi, che in pratica aveva disarmato la sua resistenza e continuamente tramite il premier Ismail Hanye invitava le altre fazioni a fare altrettanto, decideva questo nuovo attacco mentre a Gaza city la sua polizia reprimeva nel sangue  le manifestazione pacifiche dei giovani di Gaza per la fine delle divisioni,  assalendo brutalmente anche i giornalisti di testate straniere come Reuters, France Television e Associated Press (secondo quanto denunciato dall’autorevole PCHR), e soprattutto, contemporaneamente ai primi contatti fra rappresentanti del governo di Gaza e Fatah col preciso intento di avvicinare le parti verso l’unità nazionale.</p>
<p>Evidentemente, questi eventi concatenati dimostrano come vi è una forte frangia all’interno di Hamas che lavora assiduamente affinché le divisioni interpalestinesi restino così come sono.</p></blockquote>
<p>Il 14 aprile, Arrigoni viene rapito e strangolato subito dopo.</p>
<p>Cosa è successo quindi?</p>
<p>C&#8217;è tanta gente, tra le persone che frequento, che sostiene che Israele abbia messo il suo zampino in quest&#8217;esecuzione. Io non ci credo, visto che 1) avrebbero potuto farlo mille volte prima, per tre anni. Che senso aveva programmare un&#8217;operazione simile, all&#8217;interno della Striscia, e giusto mentre Vittorio stava facendo fare ad Hamas una figura quantomeno discutibile? 2) Non so quanto Vittorio fosse effettivamente un pericolo, per Israele. I suoi interlocutori erano antisionisti in partenza, non era &#8211; per stile di scrittura, per modo di porsi &#8211; uno che facesse cambiare idea alla gente. Io credo che Israele tema molto di più chi si rivolge agli ignavi che coloro che, in qualche modo, predicano ai convertiti. Triste, ma è così. 3) L&#8217;operazione politica che Israele ha portato avanti nei confronti della Flotilla sarebbe stata uguale, identica, anche con Arrigoni vivo. Non sarebbe cambiato nulla.<br />
No. Decisamente non credo che Israele avesse interesse a fare uccidere Arrigoni.</p>
<p>Io temo che sia successo qualcosa di molto più tremendo e di infinitamente più stupido. Temo che dall&#8217;interno della galassia filopalestinese italiana sia partito qualche messaggio &#8220;<em>alle nostre fonti di Gaza</em>&#8220;, a un qualsiasi interlocutore dell&#8217;islam politico militante. Qualcosa del tipo: &#8220;<em>Noi ci stiamo provando, a isolare questi GYBO, ma Arrigoni ce lo impedisce&#8221;</em>.<br />
E credo che, in un ambiente paranoico come quello di Gaza, simili messaggi abbiano potuto avere delle conseguenze più tragiche di quanto gli idioti nostrani si aspettassero.</p>
<p>Perché la frase di Vittorio &#8211; &#8220;<em>Di sicuro c&#8217;è che affibbiare così dissennatamente ai giovani GYBO l’etichetta dei collaborazionisti d’Israele, non e’ uno scherzo, ma un pericolo serio per l&#8217;incolumità a Gaza</em>&#8221; &#8211; era vera, e valeva anche per lui.<br />
Soprattutto per lui, anzi. Con i suoi tatuaggi (proibiti dall&#8217;islam), con il suo essere comunque uno straniero in una terra che, lo ripeto, è &#8211; con tutte le ragioni del mondo &#8211; estremamente paranoica.</p>
<p>Io ho paura che Vittorio sia morto perché qualche demente, dall&#8217;Italia, abbia fatto circolare in certi ambienti di Gaza l&#8217;idea che potesse essere pericoloso per la causa.</p>
<p>Sarei molto, molto felice di sbagliarmi. Perché mi fa persino paura, questa cosa.</p>
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		<title>Tutto questo Egitto</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/25/tutto-questo-egitto/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 19:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[cose belle]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mese e mezzo che è passato in cinque minuti, e quasi tutto al Cairo. Il Sinai l&#8217;ho visto per una settimana scarsa: la città mi ha inghiottito e non riuscivo a staccarmene. Ho dormito poco e sempre nelle ore sbagliate, ho visto un sacco di albe, ho parlato tanto e ascoltato molto di più. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mese e mezzo che è passato in cinque minuti, e quasi tutto al Cairo. Il Sinai l&#8217;ho visto per una settimana scarsa: la città mi ha inghiottito e non riuscivo a staccarmene. Ho dormito poco e sempre nelle ore sbagliate, ho visto un sacco di albe, ho parlato tanto e ascoltato molto di più. Non ho ancora nemmeno cominciato a stare qua e già devo ripartire. Tornerò in Italia e mi sembrerà di nuovo lontanissimo, il Cairo, e di nuovo mi ibernerò emotivamente fino al prossimo ritorno. </p>
<p>Ho da raccontare un sacco di cose, provo a elencarle.</p>
<p>Lo stupore infinito di una libertà mai nemmeno sognata, in questo paese.<br />
La saggezza calma della gente, che ha millenni di storia alle spalle e si vede. Il taxista ti indica il palazzo bruciato durante la rivoluzione, tu gli chiedi se è stato un bene o un male e lui sorride: &#8220;<em>Domani si vedrà.</em>&#8221;<br />
La festa laica a Tahrir<br />
L&#8217;avvocato di una ventina di vittime di Mubarak e le cose che ci ha raccontato da Groppi&#8217;s.<br />
Filippo che poi è andato a fare foto in Libia e chissà che starà combinando in questi giorni.<br />
Le tre sindacaliste che ci hanno raccontato la rivoluzione vista dai lavoratori, fumando una shisha in una stradina di Downtown.<br />
L&#8217;esercito, i tank, la polizia marzialissima i primi giorni dello sgombero di Tahrir, svaccatissima adesso.<br />
Il ramadan che ha pervaso tutto agosto, trasformando il Cairo in una distesa sospesa e ovattata e me in straniera in cerca di collocazione se non di adozione, e io che chiedo a un babwab se mi lascia fumare nella sua guardiola, ché non ne posso più, e lui che mi piazza in poltrona con un posacenere e mi offre l&#8217;acqua e la scala è buia, piena di gatti, e la mia debolezza da tabagista che ha caldo lo fa ridere, e io rido con lui.<br />
La terrazza dell&#8217;Odeon con le sue birre e quel mare di chiacchiere fatte e ascoltate e il vento del decimo piano che ti fa respirare, e i tramonti e le albe.<br />
L&#8217;amico di vent&#8217;anni, col suo Egitto intrecciato col mio e che incontro sempre nei momenti topici, quando la mia vita o la sua sta cambiando.<br />
La gente nuova: la ragazza mora che mi è sbucata dal blog e che si sta cercando e che è bellissima e dolcissima e una vorrebbe risparmiarle del dolore, della delusione, ma poi cosa c&#8217;entro io. Magari lei lo trova, un islam difendibile nel contesto politico. Magari, i vent&#8217;anni che ha meno di me le daranno la libertà e la forza di costruirselo, nonostante tutto. Forse.<br />
Carlo che mi ha scritto da Maadi e che non ho incontrato perché sono stata travolta ma, soprattutto, perché sono timida e troppo poco contenta di me per conoscere tanti sconosciuti nuovi.<br />
Susan, con cui sono andata a spasso per due settimane chiedendomi sempre cosa ne pensasse, di questo mio Egitto che non ero certa di sapere comunicare, e senza mai capirlo.<br />
I giornali, i discorsi, le previsioni sulla vittoria degli islamisti a novembre e la tranquillità dei laici che ti dicono: &#8220;<em>Siamo un paese unito da 5000 anni&#8221;</em> e tranquillizzano anche te, in qualche modo. Forse.<br />
Israele, che ha sconfinato a Taba mezz&#8217;ora dopo che eravamo passate io e Susan, uccidendo un po&#8217; delle guardie in maglietta che, paciose e assonnate, ci avevano appena guardato i passaporti.<br />
Israele, e la sua violenza omicida su cui non c&#8217;è più niente da dire, niente da spiegare, niente da perdonare.<br />
Le ore passate a parlare della morte di Vittorio Arrigoni: i miei dubbi terribili, il post che vorrei scrivere da quando lo hanno ucciso e che rimando, autocensurandomi, senza sapere nemmeno io perché.<br />
Questo Egitto perbene, con la sua anima profondamente pulita, e gli avvoltoi che gli volano attorno.<br />
Gli ingenui, i cattivi, i cinici e gli entusiasti, i profittatori. I baltageya.<br />
Mubarak al processo sulla sua barella e la vergogna che comincia a calare nelle ossa degli egiziani che ricordano la morte in piedi di Saddam Hussein, le sue ultime parole dedicate al futuro dell&#8217;Iraq, e li imbarazza il loro dittatore piagnucolante.<br />
E poi l&#8217;allegria e il casino delle strade cairote di notte, e i milioni di persone a passeggio, le famiglie, i bambini, la pazienza reciproca di tutti con tutti, le grida e i botti, l&#8217;odore di shisha, il sorriso e le risate sempre a fior di pelle e io che mi sento viva anche solo respirandola, la città e il suo smog e il suo casino dolce e la sua indistruttibile vitalità.</p>
<p>Ho un sacco di roba da scrivere, devo solo fare ordine.</p>
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		<title>&#8220;Il Fatto&#8221;, i salafiti e la donna candidato</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 21:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalismo cialtrone]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intervista a Mohamed Nour pubblicata da Il Fatto ha sollevato polemiche per mezza rete, quindi mi pare abbastanza superfluo aggiuncerci del mio. Le dichiarazioni del leader salafita sono prevedibili, se non banali: ha ripetuto il solito discorso portato avanti dai fondamentalisti egiziani, senza dare nessuna lettura del movimento che ha portato alla caduta di Mubarak [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/08/il-cairo-i-salafiti-di-al-nour-attaccanosiamo-noi-il-popolo-egiziano/150466/">intervista a Mohamed Nour pubblicata da Il Fatto</a> ha sollevato polemiche per mezza rete, quindi mi pare abbastanza superfluo aggiuncerci del mio.<br />
Le dichiarazioni del leader salafita sono prevedibili, se non banali: ha ripetuto il solito discorso portato avanti dai fondamentalisti egiziani, senza dare nessuna lettura del movimento che ha portato alla caduta di Mubarak che non fosse la semplice negazione del movimento stesso: &#8220;<em>Non sono rappresentativi</em>&#8220;, e poi &#8220;<em>all&#8217;inizio credevamo fosse solo caos, poi ci siamo aggregati&#8221;</em>.<br />
Sono saltati sul carro di una rivoluzione che li aveva sorpassati e gettati in un angolo, e ora lavorano per delegittimarne protagonisti e senso.<br />
Non spiega come sia stato possibile che un simile movimento di popolo li prendesse di sorpresa e, d&#8217;altra parte, l&#8217;intervistatrice non glielo domanda.</p>
<p>Non gli chiede nemmeno dove prendano i soldi, questi qua, che invece è <a href="http://213.158.162.45/~egyptian/index.php?action=news&#038;id=20187&#038;title=Islamists%92+numbers+and+money+have+given+the+nation+reason+to+worry">la domanda che va per la maggiore</a> in Egitto. Come avranno pagato la fila infinita di autobus belli, nuovi e con l&#8217;aria condizionata con cui hanno portato al Cairo fondamentalisti da tutto l&#8217;Egitto, nel venerdì della loro prova di forza. E poi le loro bandiere saudite portate in piazza, la loro posizione ambigua e filomilitare.<br />
Le domande mancanti, nell&#8217;intervista, sono molte.<br />
Spicca invece, e ha causato ilarità un po&#8217; ovunque, la spiegazione che la giornalista dà della <em>zibiba</em>, il segno nero che viene sulla fronte a chi prega molto: &#8220;<em>I musulmani più osservanti, infatti, quando pregano, sbattono violentemente la fronte per terra, in modo da farsi venire questo segno.</em>&#8221;<br />
Ma magari, guarda: si autoestinguerebbero, se così facessero, e il problema sarebbe risolto.<br />
Vabbe&#8217;.</p>
<p>La stampa, al solito, va a caccia di estremi e di personaggi buoni da vendere all&#8217;estero: ecco dunque apparire la donna candidato, perfetto contraltare del salafito barbuto: Bothina Kamel che, effettivamente, è la più improbabile delle candidate alla presidenza, ma non &#8211; come parrebbe dall&#8217;articolo &#8211; perché sia una donna. E&#8217; che è improbabile lei, proprio. Un pacchetto di politicamente corretto col timbro della candidata addosso, buono da vendere all&#8217;estero e da incassarci visibilità di quella facile.<br />
Guardiamola insieme:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/Filippo-BacciocchiAgenziaF64Bothina-Kamel2.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/Filippo-BacciocchiAgenziaF64Bothina-Kamel2.jpg" alt="" title="Filippo BacciocchiAgenziaF64Bothina Kamel" width="640" height="427" class="aligncenter size-full wp-image-4341" /></a></p>
<p>Maniche corte in un paesino a sud del Cairo. Maglietta a favore dei disabili. Croce e mezzaluna appesi al collo. Sguardo perplesso della signora che la accoglie nel suo cortile &#8211; busserà a un sacco di porte, mi raccontano, e farà discorsi per tutto il paesello accolta con garbata curiosità da tutti, ecco &#8211; ma, come dire: la presidenza dell&#8217;Egitto è un&#8217;altra cosa.<br />
La Kamel <strong>manco ci prova</strong>, a rappresentare qualcuno. Promuove se stessa, e buon per lei. </p>
<p>Venerdì ci sarà la manifestazione dei sufi e delle sigle secolari e di sinistra, invece &#8211; giusto per tornare alle cose serie &#8211; che dovrebbe essere l&#8217;occasione per misurare la capacità di mobilitazione di chi chiede un Egitto laico.<br />
Alcuni gruppi <a href="http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/18510/Egypt/Politics-/Political-groups-and-parties-call-for-delay-of-Fri.aspx">hanno chiesto di rimandarla di una settimana,</a> tuttavia, e non sto a dire quanto una simile, sciocca, divisione a due giorni dall&#8217;evento possa essere preoccupante. Ci si augura che non si mettano a imitare la sinistra italiana, da &#8216;ste parti.<br />
Vedremo.</p>
<p><em>La foto è del fotoreporter Filippo Bacciocchi che, bontà sua, me l&#8217;ha data assieme a diverse altre. Qui si pubblicheranno foto e video inediti, quindi, per i prossimi post.<br />
L&#8217;Haramlik, commosso, ringrazia.</em></p>
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		<title>Casi umani II: il soldato Salamelik alla Guerra dei cent&#8217;anni</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/08/casi-umani-ii-il-soldato-salamelik-alla-guerra-dei-centanni/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/08/casi-umani-ii-il-soldato-salamelik-alla-guerra-dei-centanni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 15:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[brutta gente]]></category>
		<category><![CDATA[Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[cialtronate]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Sherif El Sebaie]]></category>

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		<description><![CDATA[Io credevo che la bizzarra vicenda con Salamelik fosse finita, a dire il vero, e che con questo post e i relativi commenti avessimo detto tutto ciò che c&#8217;era da dire. No, invece. Egli continua a combattere contro l&#8217;Haramlik in Egitto, dalla sua sponda del Po, e nulla sfugge al suo vigile sguardo di vedetta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credevo che la bizzarra vicenda con Salamelik fosse finita, a dire il vero, e che con <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/02/lo-sgombero-di-tahrir-e-qualche-cialtronata/">questo post</a> e i <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/02/lo-sgombero-di-tahrir-e-qualche-cialtronata/#comments">relativi commenti </a>avessimo detto tutto ciò che c&#8217;era da dire.<br />
No, invece. Egli continua a combattere contro l&#8217;Haramlik in Egitto, dalla sua sponda del Po, e nulla sfugge al suo vigile sguardo di vedetta.</p>
<p>Io scrivo un post da un bar davanti al quale c&#8217;è una manifestazione? Ed eccolo che tuona: <em>&#8220;L&#8217;Egitto va a rotoli e l&#8217;Haramlik si fa una birra!</em>&#8221; Sono collegata da un decimo piano mentre faccio un post sul livello di sicurezza medio al Cairo di questi tempi? Pronta è la sua replica: &#8220;<em>L&#8217;Egitto è sicuro solo visto dall&#8217;alto!</em>&#8221;</p>
<p>Se scrivessi che sto bene, lui replicherebbe che è solo perché sono straniera, giacché possiamo incrociare i dati sullo smog cairota e quello sull&#8217;incidenza dei tumori in Egitto per verificare che al Cairo si sta malissimo, invece, e che lui &#8211; ovviamente &#8211; è stato il primo al mondo a dirlo.<br />
E siccome non c&#8217;è locale pubblico al Cairo da cui io possa bloggare senza che lui tuoni sulla mia dissipatezza da occidentale che, nientedimeno, sta in Egitto e va al bar, sto cercando delle alternative.</p>
<p>L&#8217;Haramlik: &#8220;<em>Ciao, sto bloggando seduta sul marciapiede, sotto un semaforo del centro &#8230;</em>&#8221;<br />
Il <a href="http://web.archive.org/web/20050206002751/http://sherif.clarence.com/permalink/184062.html">Salame-lik</a>:&#8221;<em>Ecco! Lei si mette solo sotto i semafori del centro, non come i veri egiziani che in periferia manco ce l&#8217;hanno, il semaforo!</em>&#8221;</p>
<p>L&#8217;Haramlik: &#8220;<em>Ciao, sto bloggando dalla guardiola di un babwab del periferico quartiere di Shubra&#8230;</em>&#8221;<br />
Il Salame-lik:&#8221;<em>Vedi? Approfitta dell&#8217;innata ospitalità degli egiziani per sottrarre al babwab la sua guardiola!</em>&#8221;</p>
<p>L&#8217;Haramlik: &#8220;<em>Ciao, sto bloggando stesa a terra sulla statale che porta in Alto Egitto&#8230;</em>&#8221;<br />
Il Salame-lik:&#8221;<em>Basta con questi stranieri che si permettono di disturbare la viabilità sulle statali egiziane: che la disturbino a casa loro!</em>&#8221;</p>
<p>L&#8217;Haramlik sta valutando la possibilità di salire a bloggare su un frondoso albero di mango, ma poi Salamelik verrebbe a contare tutti i manghi per vedere se me ne sono mangiata qualcuno. Non c&#8217;è soluzione.</p>
<p><strong>Il Cairo visto da Salamelik</strong></p>
<p>Il Cairo descritto da Salamelik, intanto, è una curiosa metropoli di 20 milioni di abitanti le cui forze dell&#8217;ordine sono impegnate, in tutti gli angoli, a segnarsi instancabilmente i numeri di targa dei taxisti che caricano stranieri.<br />
Io, che di taxi ne prendo cinque o sei al giorno da quasi un mese, sto immaginando i circa 200 foglietti che mi riguardano, tipo: &#8220;<em>Straniera riccia e culona segnalata sul taxi di Ahmed a Taalat Harb</em>.&#8221; Pensavo di fare un esperimento: &#8220;<em>Buongiorno, ho scordato la borsa sul taxi che ho preso ieri, me lo rintracciate? Mi chiamo Straniera Riccia e Culona.</em>&#8221;<br />
Verrei prontamente identificata come Riccia e Culona n. 382.491, salita all&#8217;angolo di una via che io manco mi ricordo ma loro certamente sì, e mi riconsegnerebbero subito la borsa, ne sono certissima. Anzi, seguite il suo consiglio e provate anche voi, vi troverete benissimo.</p>
<p>Il Cairo descritto da Sherif riesce ad essere ancora più nonsense di quanto non sia già di suo, e non credevo che fosse possibile.</p>
<p><strong>Il Cairo visto da Salamelik II</strong></p>
<p>Nel Cairo visto da Sherif, infatti, mentre la polizia è occupata a vegliare sugli stranieri in taxi per la città (che, a proposito, quest&#8217;estate sono in gran parte fotografi e giornalisti) è in corso una specie di guerra civile che, miracolosamente, si interrompe non appena uno di questi taxi sbuca all&#8217;orizzonte. Gli egiziani allora, per non fare &#8220;brutta figura&#8221;, smettono immediatamente di spararsi e ricominciano non appena la macchina straniero-munita svolta l&#8217;angolo.<br />
Il Cairo visto da Sherif assomiglia molto <a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=2&amp;ved=0CB4QFjAB&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Festeri%2Fla_primavera_araba_regala_sharm_ad_al_qaida%2F31-07-2011%2Farticolo-id%3D537758-page%3D0-comments%3D1&amp;rct=j&amp;q=sharm%20il%20giornale&amp;ei=5vc_TsGRJ4bzsgbP69H0Dw&amp;usg=AFQjCNHXWj8D8pX3P2az-WYuLmuewgUdmA&amp;sig2=PnuBWitEQugEsc6eFNwanQ&amp;cad=rja">alla Sharm assediata da Al Qaeda vista da Il Giornale</a>, ora che ci penso. Magari Sherif, ora che non <em>informa</em> più Allam, ha cominciato a <em>informare</em> loro.<br />
Nel Cairo visto da Sherif, del resto, i morti e i feriti sono dovuti a scontri che scoppiano &#8220;<em>per futili motivi o per faide tra bande in diversi quartieri della capitale</em>&#8220;, mica a motivi politici. <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/jul/24/egypt-violence-tahrir-square-protest">Come ad Abbasiya, certo.</a></p>
<p>&#8220;<em>Ma alla fine, Il Cairo è sicuro oppure no?</em>&#8221;</p>
<p>Ribadisco quello che ho già scritto: la paura della delinquenza comune, su cui i giornali egiziani stanno parecchio soffiando, è risibile vista dagli standard europei. Se un&#8217;ipotetica nostra città di venti milioni di abitanti avesse visto la polizia sparire dalle strade per sei mesi, si sarebbe trasformata in un inferno, altro che &#8220;<em>non rubiamo ai turisti sennò è la nostra fine</em>&#8220;. Qui, per quanto furti e simili siano aumentati &#8211; ne conosco due, a cui è sparito il portafogli, ed entrambi erano stati parecchio imprudenti &#8211; la sensazione di insicurezza diffusa non è minimamente paragonabile a quella che si respira nella mia Genova o a Milano, per non parlare di città come Napoli.</p>
<p>La comparsa dei baltageya (mercenari, li chiama giustamente Sherif, e infatti sono notoriamente legati ad apparati dello Stato deviati, stando alla <a href="http://english.ahram.org.eg/NewsContent/4/0/17458/Opinion/Let-the-military-elect-another-people.aspx">stampa</a> <a href="http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/7345/Egypt/Politics-/Execution-possible-for-thugs-in-new-Egyptian-law.aspx">egiziana</a> e non solo) che si infiltrano nelle manifestazioni e provocano scontri, è un altro discorso. E non pulitissimo.<br />
Per un&#8217;analisi del fenomeno, vedi qui: T<a href="http://www.huffingtonpost.com/adel-iskandar/the-baltageya-egypts-coun_b_862267.html">he Baltageya: Egypt&#8217;s Counterrevolution </a></p>
<p>Del resto, come è noto, i discorsi del tipo &#8220;<em>Con Mussolini i treni arrivavano in orario</em>&#8221; o &#8220;<em>Con Franco estas cosas no pasaban</em>&#8221; non sono esattamente nuovi, né disinteressati.</p>
<p>Altro discorso ancora è il rapporto dei cittadini con lo Stato: le stazioni di polizia sono sempre state un luogo da cui tanto gli egiziani come gli stranieri stanno volentieri alla larga, ché i diritti civili vi trovano poca cittadinanza. Non a caso, il comportamento della polizia in Egitto è stato uno dei fattori che hanno scatenato la rivoluzione.</p>
<p>Io non ho mai amato parlare male di questo paese di cui sono, da quasi vent&#8217;anni, un&#8217;ospite &#8211; residente e/o viaggiatrice &#8211; riconoscente e, spero, garbata. Relativizzo le cose brutte che mi sono successe o che possono succedere e preferisco concentrarmi su quelle positive: vengo da un pezzo di mondo che, quelle negative, le enfatizza, le manipola o addirittura se le inventa. Non c&#8217;è bisogno che mi ci metta pure io e, comunque, non è quello che mi interessa fare.<br />
Racconto quello che vedo. A volte preoccupata o dispiaciuta, spesso sorridendo. Lo faccio dal 2002 &#8211; questo è un blog vecchiotto, per non usare<a href="http://www.polisblog.it/post/10965/mubarak-a-processo-nega-i-crimini-ma-se-morisse"> il termine più garbato speso da Puliafito l&#8217;altro giorno</a> &#8211; e continuerò a farlo. Se il buon Salamelik &#8211; come altri prima di lui, dai neocon di un tempo a qualche matto &#8211; si è dato la missione di fare il controcanto ai miei post, può mettersi comodo e preventivare di dedicarci molto tempo.</p>
<p>Io, invece, di tempo a Salamelik preferirei non dedicarne. Come mi diceva qualcuno: &#8220;<em>Ignorali, schivali, bannali, togliteli di torno, non servono a niente!</em>&#8221;</p>
<p>E tuttavia alla fine ci casco, come oggi, perché in fondo mi viene da ridere. Lo leggi e pensi: &#8220;<em>Ma dai, è troppo scemo!</em>&#8221; E te lo immagini lì, tronfio, con tutti i suoi premi presi alle elementari e alle medie esposti su Flickr alla voce <a href="http://www.flickr.com/photos/72133822@N00/sets/72157594183282896/">&#8220;Premiazioni&#8221;,</a> con la sua <a href="http://salamelik.blogspot.com/2005/12/rassegna-stampa-mezzaluna-doro.html">Mezzaluna d&#8217;Oro</a> <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/Sherif-luther-blisset.png">farlocca</a>, con i suoi post plumbei, banali e scopiazzati dai giornali, costellati dai &#8220;<em>Lo avevo detto! Sono stato il primo a dirlo! Modestamente lo avevo predetto!</em>&#8221; e la voglia di prenderlo per il culo diventa irresistibile.</p>
<p>E poi si ferma a metà strada, però: non riesci mai ad affondare davvero, non è materiale da sberleffo duraturo o deciso. Perché è, non so come dire, <em>poco</em>. Ridacchi per tre righe, poi ti stufi e passi ad altro. Credo che la sua mediocrità assorba il ridicolo come una spugna: alla fine, le sue autocelebrazioni smettono di apparirti per quello che sono &#8211; una buffa deformazione dell&#8217;autopercezione, una vanità che lo caricaturizza invece di esaltarlo come vorrebbe &#8211; e diventano parte di una sua realtà stagna, immobile.<br />
Sherif è questo: uno che, a 23 anni, pareva studiare per farsi strada, e che oggi, a 30, replica le stesse modalità di sgomitamento di allora senza accorgersi che più si fa tronfio e più si confessa inadeguato.</p>
<p>Bulletto o adulatore secondo la convenienza del momento, gregario perennemente intento a &#8220;<em>arrimarse al sol que más calienta</em>&#8220;, finto Dottore, scodinzolante name-dropper, eterno Pisellino che non cresce mai perché gli basta una carezza sulla vanità per dirsi soddisfatto, in perenne oscillazione tra la sinistra che sembrava potergli essere utile e la destra che invece gli è congeniale, totalmente incapace di autoironia e, di conseguenza, poco intelligente nonostante qualche capacità che usa male, è l&#8217;emblema del portaborse che, una borsa sua, non è capace di farsela.<br />
Passa pure la voglia di prenderlo per il culo, alla fine.</p>
<p>Che si fa, allora? Forse smetto di rispondergli. O forse gli rispondo ancora, non lo so. Magari qua sotto: faccio diventare questo post il deposito delle risposte a Sherif. O gli rispondo sotto l&#8217;altro, boh. Da qualche parte dovrei metterle, le eventuali risposte alle sue cazzate e, in homepage, francamente mi scoccio.</p>
<p>Boh, vedremo.</p>
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