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	<title>Haramlik &#187; Parlare di Israele?</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Cosa vuol dire essere vittime di Israele</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 09:36:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Bon: ora che persino l&#8217;ONU ha sancito ciò che era chiaro a tutti dal primo istante, ovvero il comportamento da criminale di guerra di Israele durante l&#8217;operazione Piombo Fuso (sarebbe il piombo con cui è stata massacrata la popolazione di Gaza a Natale scorso, e un tempo &#8217;ste cose venivano denunciate facendoci un Guernica, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bon: ora che persino l&#8217;ONU ha sancito ciò che era chiaro a tutti dal primo istante, ovvero <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/18415/Unhcr,+passa+il+rapporto+Goldstone">il comportamento da criminale di guerra di Israele durante l&#8217;operazione Piombo Fuso</a> (sarebbe il piombo con cui è stata massacrata la popolazione di Gaza a Natale scorso, e un tempo &#8217;ste cose venivano denunciate facendoci un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guernica_%28Picasso%29">Guernica</a>, mentre ora ci si chiede per un anno di fila se per caso non hanno esagerato) e ora che abbiamo finalmente il permesso di chiamare i delinquenti con il loro nome, ovvero &#8220;delinquenti&#8221;, appunto, vale la pena di soffermarsi un attimo su uno strazio diverso, meno eclatante ma altrettanto velenoso, intossicante, letale: il baratro morale a cui sono ridotti i palestinesi dai delinquenti di cui sopra.</em></p>
<p><em>Lo faccio con le<a href="http://it.groups.yahoo.com/group/ApritiSesamo/message/2873;_ylc=X3oDMTMzNDhhaHU5BF9TAzk3NDkwNDg3BGdycElkAzgyMDQwODgEZ3Jwc3BJZAM1NTkwMDIxODkEbXNnSWQDMjg3MwRzZWMDZnRyBHNsawN2dHBjBHN0aW1lAzEyNTU3NzAyNDIEdHBjSWQDMjg3Mw--"> parole di Michelguglielmo Torri</a>, ché io non ne ho più da tempo.</em></p>
<p><em><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/guernica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2514" title="guernica" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/guernica.jpg" alt="guernica" width="146" height="85" /></a><br />
</em></p>
<h2><strong>La perdita di credibilità di Mahmoud Abbas</strong></h2>
<p>Fra le varie reazioni negative o positive che si sono avute al rapporto Goldstone, che ha documentato i crimini di guerra avvenuti durante l’attacco israeliano a Gaza del dicembre-gennaio scorsi, di gran lunga la più stupefacente è stata quella dell’ANP (Autorità Nazionale Palestinese). Quale fosse la sua posizione è diventato chiaro alla fine di settembre, in seguito alle dichiarazioni del rappresentante pachistano al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (l’ente, cioè, che aveva commissionato il rapporto Goldstone). Il rappresentante pachistano, affermando di parlare a nome di tutti gli stati arabi e musulmani – è quindi anche dell’ANP –, ha chiesto di ritardare qualsiasi dibattito sul rapporto fino al prossimo marzo, in attesa di raggiungere «un consenso sui suoi risultati».</p>
<p>Com’è diventato immediatamente evidente, era stata proprio l’ANP a farsi promotrice della richiesta in questione; una richiesta che, di fatto, era un tentativo appena mascherato d’insabbiare la procedura per portare Israele di fronte al tribunale internazionale per i crimini di guerra dell’Aja.</p>
<p>La reazione dei palestinesi alla presa di posizione dell’ANP è stata immediata: migliaia di dimostranti si sono rovesciati nelle strade non solo di Gaza, ma anche nella Cisgiordania, lanciando slogan contro Mahmoud Abbas, il presidente dell’ANP. Contemporaneamente i muri delle case venivano ricoperti di poster che recitavano: «Il traditore Mahmoud Abbas nella pattumiera della storia». Alcuni commentatori arabi, per la prima volta, hanno incominciato a descrivere l’atteggiamento di Abbas come «collaborazionismo». Dal canto suo, la Siria ha cancellato unilateralmente una visita ufficiale del presidente dell’ANP, motivandola con la presa di posizione a proposito del rapporto Goldstone. Anche Hamas, che si era lamentata del trattamento subìto nel rapporto, ma che si rende benissimo conto di come esso rappresenti un danno colossale per Israele, si è unita alle proteste contro Abbas, descrivendone il comportamento come «vergognoso e irresponsabile».</p>
<p>Nel corso del tempo le manifestazioni si sono fatte sempre più minacciose, tanto che, l’11 ottobre, Abbas ha fatto marcia indietro: nel corso di un discorso televisivo, il presidente dell’ANP ha annunciato di aver dato istruzioni all’inviato palestinese al Consiglio per i diritti umani delle NU di ripresentare la proposta di votare immediatamente sulle risultanze del rapporto Goldstone. Nello stesso discorso, Abbas ha aggiunto che era stata formata una commissione per chiarire come mai fosse stata presa la decisione di richiedere un ritardo del voto sul rapporto.</p>
<p>In realtà, su quali fossero le ragioni della sconcertante decisione dell’ANP si erano già soffermati alcuni giornalisti, in particolare l’inglese Jonathan Cook, che risiede nei Territori Occupati. In un articolo pubblicato il 6 ottobre, Cook aveva posto in luce come i vertici dell’ANP fossero stati pesantemente minacciati da Israele, che li aveva avvertiti che un’adesione al rapporto Goldstone avrebbe provocato massicce sanzioni economiche, tali da mettere in ginocchio la già disastrata economia della Cisgiordania. In particolare, se l’ANP avesse appoggiato le proposte fatte dalla Commissione Goldstone di deferire Israele al tribunale dall’Aja, quest’ultimo non avrebbe mantenuto l’impegno, già preso, di fornire ad una compagnia di telefonia mobile palestinese, Wataniya, le radiofrequenze a banda larga necessarie per operare in Cisgiordania.</p>
<p>Wataniya, secondo quanto riportato da Cook, è una compagnia formata da investitori palestinesi – a quanto pare legati personalmente ad Abbas – e da uomini d’affari del Qatar e del Kuwait. La decisione israeliana di negare a Wataniya l’accesso ad una banda larga di 4,8MHz, avrebbe comportato il ritiro della compagnia dai Territori Occupati, con il conseguente pagamento (a termine del contratto fra Wataniya e l’ANP) di milioni di dollari in penalità da parte dell’ANP e con la cancellazione di 2500 posti di lavoro.</p>
<p>Naturalmente, l’intera questione può essere vista come un cedimento di Abbas per ragioni personali (gli interessi che lo legano agli investitori palestinesi presenti in Wataniya); come, cioè, un caso di corruzione. Ma, del tutto indipendentemente da questo problema – e, in realtà, assai più grave – è il fatto che l’intera questione rivela come l’ANP dipenda mani e piedi dal volere d’Israele. Una situazione che toglie ogni credibilità ad Abbas e all’ANP come rappresentanti del popolo palestinese.</p>
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		<title>Indiani ed arabi: incerti tentativi di sociotipizzazione</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 13:44:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Cit: A differenza dello stereotipo,  il sociotipo è una  categoria flessibile ed evolutiva che non teme, anzi cerca il confronto  con l’esperienza [...]
Un commento di Elvi, qua sotto, mi ha fatto venire voglia di riciclare alcune riflessioni buttate giù sul treno che ci portava a Bangalore. Le copio-incollo qua, quindi, consapevole del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Cit:</span><em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> A differenza dello st</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">ereotipo,  il </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">sociotipo</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">è</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">una  categoria flessibile ed evolutiva che non teme, anzi cerca il confronto  con l</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">’</span></em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><em>esperienza [...]</em></span></p></blockquote>
<p>Un commento di Elvi, <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2404.php/comment-page-1#comment-16342">qua sotto</a>, mi ha fatto venire voglia di riciclare alcune riflessioni buttate giù sul treno che ci portava a Bangalore. Le copio-incollo qua, quindi, consapevole del fatto che le generalizzazioni implicano un fortissimo rischio-cazzata ma che, d&#8217;altra parte, il cervello umano ne ha bisogno per mettere ordine e cercare di capire qualcosa di ciò che lo circonda.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/08/donne.jpg"><img class="size-full wp-image-2428  aligncenter" title="donne" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/08/donne.jpg" alt="donne" width="448" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>26 luglio 2009, treno per Bangalore</strong></p>
<p>Qualche – superficialissima e limitata al sud del paese &#8211; impressione sulle analogie e differenze tra India ed Egitto.</p>
<p>La prima che colpisce è che in India si percepisce chiaramente la presenza di una classe media. Classe media, che, in Egitto, è andata impoverendosi da un certo punto in poi fino a rendersi quasi impercettibile.<br />
La presenza di questo middle standard indiano fa sì che questo paese sia, tutto sommato, più facile da percorrere per il viaggiatore indipendente straniero di quanto sia l&#8217;Egitto. Nel senso: è infinitamente più facile trovare bagni puliti nei posti pubblici, cibo non igienicamente allarmante anche nelle località piccole e, in generale, le piccole efficienze e comodità diffuse che una middle class radicata nel territorio comporta.<br />
<a href="http://www.gingerhotels.com/index.aspx">Alberghi medi a prezzi ragionevolissimi</a> pensati per i businessmen indiani, con wifi e ristorante selfservice essenziale ma dagli standard di pulizia e qualità analoghi a quelli europei, per dire, come <a href="http://www.indianrailways.gov.in/TAG0809/Index.htm">treni</a> di classe intermedia con presa di corrente per il pc funzionante e un soddisfacente livello di pulizia, come quello da cui scrivo in questo momento.<br />
O, pensando più in grande, un <a href="http://www.apollohospitals.com/">sistema sanitario privato</a> che mi dicono essere di ottimo livello.<br />
Cose non altrettanto accessibili in Egitto, dove il salto tra il miserrimo e il lussuoso è molto più drastico, come è più drastica la differenza tra i servizi pensati per gli stranieri e quelli per gli egiziani.</p>
<p>L&#8217;altra faccia della medaglia, come già notavo in post precedenti, è uno spirito burocratico e di attaccamento alle regole infinitamente più rigido di quello egiziano. La sensazione, spesso, è che le persone con cui interagisci per le questioni pratiche abbiano la precisa missione di complicarti la vita, mentre un egiziano penserebbe al modo di facilitartela. La sensazione tipicamente egiziana che non ci sia problema che non venga con una soddisfacente soluzione incorporata non si avverte, in India, o almeno così mi pare. E l&#8217;attaccamento alle regole, per quanto utile, sfiora a tratti un&#8217;irragionevolezza senza appello, come nell&#8217;albergo dove pretendevano che lasciassimo la stanza alle 5 della mattina dopo, visto che quella era la nostra ora di arrivo. O la stranezza della pensioncina poverella, in un posto sperduto, dove non ti lavano i panni perché l&#8217;orario di consegna è alle 9 del mattino dopo e nessuno prende l&#8217;iniziativa di dire: “Massì, dammeli che per domattina li trovi pronti.” E quindi si fa un po&#8217; di fatica in queste cosine piccole ma tanto, tanto importanti per il suddetto viaggiatore indipendente. E non c&#8217;è sorriso, moina o “please!” che tenga. Laddove il cuore di un egiziano si scioglierebbe come il burro, l&#8217;indiano ti guarda truce e ti trasmette una scoraggiante irremovibilità.</p>
<p>L&#8217;istinto egiziano per l&#8217;ospitalità, che a volte arriva ad essere addirittura autolesionistico, mi pare sconosciuto in India, e non saprei dire cosa è meglio, onestamente.<br />
Gli egiziani li prenderesti a schiaffi, certe volte, per come permettono agli stranieri di comportarsi da irrispettosi zulù, e ricordo con disagio certe birre offerte dai ristoranti in strada di paesini come Baharreya ai turisti stranieri in pieno Ramadan, e di giorno.<br />
Qui in India non funziona così, direi. Ci sono molti più mendicanti che in Egitto, in India, ma c&#8217;è anche un orgoglio nazionale più diffuso. O, almeno, questo è ciò che mi pare di percepire.<br />
Che non è semplice amor patrio, bada bene: quello, agli egiziani, di sicuro non fa difetto. E&#8217; la mancanza di complessi di inferiorità, piuttosto, e forse anche per quello ci vuole una middle class in buona salute e, ovviamente, una storia patria recente che dia qualche soddisfazione.</p>
<p>La vedi impegnata in grandi imprese, l&#8217;India: penso alla questione ecologica che, pur con gli stessi problemi di smaltimento dei rifiuti e così via che ha l&#8217;Egitto, qui è molto più percepita a livello di istituzioni e vedi in giro cartelli che segnalano “plastic-free zone”, un uso meno dissennato dell&#8217;acqua imbottigliata, una volontà di attenzione destinata a diventare coscienza diffusa, per quanto possibile, laddove l&#8217;Egitto, con poche e volontaristiche eccezioni, sembra rassegnato a soccombere al mare di tossicità che lo avvelena.<br />
Vedevo nelle news che c&#8217;è uno sciopero da qualche parte contro la decisione di vietare i mezzi pubblici di fabbricazione anteriore al 1992.<br />
Ricordo, in Egitto, un&#8217;analoga decisione del governo di Mubarak che, però, si riferiva ai veicoli fabbricati negli anni &#8216;50 e &#8216;60. Scorre un abisso economico, tra un&#8217;ordinanza e l&#8217;altra.</p>
<p>Hanno espressioni facciali diversissime, egiziani e indiani, e laddove l&#8217;egiziano medio non vede l&#8217;ora di sorridere, lo sguardo standard degli indiani è truce, e devi sempre un po&#8217; grattare prima che venga fuori un po&#8217; di calore dalle facce, o quel disarmante modo di comunicare dondolando la testa che hanno qua. Ché poi non sono affatto truci come sembrano, &#8217;sti benedetti indiani. Sono solo, boh, più introversi dei caciaroni che mi porto nel cuore io.<br />
Poi invece li guardi scherzare tra loro, giocare a qualcosa o stare tra amici, e cambiano completamente, ti appaiono deliziosi. Ma, appunto, bisogna grattare, e in certi posti più che in altri. Nell&#8217;aspro Tamil Nadu più che nel morbido Kerala, per quel che vale la mia percezione di un paio di settimane, o nelle differenze tra nord e sud del paese, come leggo e sento dire in giro.</p>
<p>E infine c&#8217;è una clamorosa differenza nei rispettivi livelli di – come chiamarla – galanteria, tra gli uomini d&#8217;Egitto e quelli d&#8217;India, e gli uni paiono l&#8217;opposto degli altri.<br />
Laddove non mi è mai capitato che un egiziano resistesse alla tentazione di aiutarmi con valigie e carichi vari, in India puoi tranquillamente soccombere sotto i tuoi pesi senza che nessuno faccia una piega. Nemmeno gli autisti dei tuktuk, che avrebbero tutto l&#8217;interesse a guadagnarsi quantomeno una mancia. Niente. Ti guardano seduti e tranquilli mentre tu stramazzi nell&#8217;intento di poggiargli la borsa sul trabiccolo, e si rassegnano ad aiutarti solo se lo chiedi espressamente con l&#8217;aggiunta di un&#8217;occhiataccia da prof. E poi ti passano davanti in ascensore, si avventano sul pane tostato prima di te, traboccano di piccole omesse cortesie.<br />
E ti stupisce, &#8217;sta cosa, anche perché le donne indiane sembrano, invece, la quintessenza stessa della femminilità, con i loro sari e i fiori tra i capelli, e quindi li immagineresti più attenti, boh. E invece niente. Te le vedi col piccone ai bordi delle strade, &#8217;sti scriccioli in sari, intente a riparare la carreggiata. Altro che galanterie.</p>
<p>L&#8217;ho vista solo a livello di regole pubbliche, qualche cortesia supplementare per le donne, come in certi sportelli delle stazioni riservati agli anziani e alle signore o – esattamente come nella metropolitana cairota – nei vagoni dei treni riservati alle donne che vogliono viaggiare senza condividere il proprio spazio vitale con gli uomini. E mi è pure venuto un po&#8217; da ridere, nel vedere che si fa anche qua: quando scrivevo di quest&#8217;usanza in Egitto, mi toccava poi rispondere ad assatanate accuse di intenzioni segregatorie contro le viaggiatrici. Magari, se uno scrive che lo fanno anche gli indiani, forse qualche occidentale lo capisce che non è segregazione ma semplice, gentile, attenzione.<br />
Forse.</p>
<p>Rimane comunque il fatto che non è sensato pensare di potere dire cose intelligenti su un paese così enorme, e dopo così poco tempo. Si va a spanne, rifacendosi – appunto – a modelli conosciuti per prendere le misure al nuovo.<br />
Intanto il treno è quasi arrivato a Bangalore, siamo nei dintorni.<br />
Dintorni verdissimi, manco a dirlo.<br />
Che poi, però, lasciano il posto a dei quartieri-satellite che si direbbero adibiti alla differenziazione dei rifiuti raccolti in città – la differenziazione manuale, stile <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/473.php">Moqattam</a> – a giudicare dalla distesa di enormi sacchi della spazzatura che occupano quasi tutta la scena. E che, tra poco, lasceranno a loro volta posto all&#8217;effervescenza e all&#8217;adrenalina diffusa della capitale informatica dell&#8217;India.<br />
Direzione finale:<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi_Road,_Bangalore"> M. G. Road,</a> principale arteria commerciale della città.<br />
Dove M.G. sta per Mahatma Gandhi.</p>
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		<title>&#8220;Fatenah&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 18:21:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
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		<description><![CDATA[
Copio-incollo da Invisiblearabs:
Esce il primo film di animazione palestinese, con il sostegno dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. E&#8217; basato sulla vera storia di una donna di Gaza che scopre di avere un tumore al seno, e tenta di curarsi. Fatenah sarà presentato presto a Ramallah. Intanto, è disponibile un sito e un trailer.
(Anche su Guerra Eterna)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/e0QT1lc03uo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/e0QT1lc03uo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Copio-incollo da <a href="http://invisiblearabs.blogspot.com/2009/06/fatenahs-story.html">Invisiblearabs</a>:</p>
<p><em>Esce il primo film di animazione palestinese, con il sostegno dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. E&#8217; basato sulla vera storia di una donna di Gaza che scopre di avere un tumore al seno, e tenta di curarsi. </em><em>Fatenah</em> sarà presentato presto a Ramallah. Intanto, è disponibile un <a href="http://fatenah.com/Fatenah_2009/Intro.html">sito</a> e un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=e0QT1lc03uo">trailer</a>.</p>
<p>(Anche su <a href="http://www.guerraeterna.com/archives/2009/06/fatenah.html">Guerra Eterna</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Iran, Twitter e l&#8217;homepage de El País</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 18:56:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
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		<description><![CDATA[Accendo il pc, appena tornata dal mare.
Su Friendfeed c&#8217;è Ezekiel che monitora la situazione iraniana via Twitter e la racconta, ché le notizie dall&#8217;Iran sono lì.
Si legge, tra gli altri, questo scambio:

Faccio un giro ed è vero. La situazione italiana è tristissima, con Google News che ignora il tutto e Repubblica che fa i titoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accendo il pc, appena tornata dal mare.<br />
Su Friendfeed c&#8217;è <a href="http://friendfeed.com/ezekiel">Ezekiel</a> che monitora la situazione iraniana via Twitter e la racconta, ché le notizie dall&#8217;Iran sono lì.<br />
Si legge, tra gli altri, questo scambio:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/ezekiel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2294" title="ezekiel" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/ezekiel.jpg" alt="ezekiel" width="502" height="225" /></a></p>
<p>Faccio un giro ed è vero. La situazione italiana è tristissima, con Google News che ignora il tutto e Repubblica che fa i titoli con quello che legge dai twit.</p>
<p><a href="http://english.aljazeera.net/">Al Jazeera</a> se la cava molto meglio, con un mucchio di video e<a href="http://english.aljazeera.net/focus/2009/06/2009620111022959219.html"> un&#8217;intervista </a>in controtendenza a una blogger filogovernativa.</p>
<p>Infine passo dai pragmatici spagnoli e scoppio a ridere: a El Pais, senza farsi tante menate, hanno messo direttamente la finestrella di Twitter in homepage. L&#8217;uovo di Colombo, dai, e poi dici che perché li amo, io, quelli là. (Mentre scrivo, sulla finestrella c&#8217;è <a href="http://twitter.com/ahmechrginlzrz">@ahmechrginlzrz</a> che dice che l&#8217;ambasciata canadese a Teheran non sta accettando i feriti, a differenza di altre ambasciate. Suppongo che, con notizie tanto in diretta, i canadesi dovranno dare qualche veloce spiegazione alla loro opinione pubblica.)</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/twittelpais.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/twittelpais.jpg" alt="twittelpais" title="twittelpais" width="470" height="480" class="alignnone size-full wp-image-2295" /></a></p>
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		<title>Farsi prendere per il naso da Netanyahu</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2278.php</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 20:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcircolo.net/lia/?p=2278</guid>
		<description><![CDATA[Nel mezzo del casino iraniano ci mancavano i giochini di Netanyahu, infilatosi nei titoli di giornale con pseudoproposte di pace in Medio Oriente messe giù all&#8217;unico scopo di prendere per il naso le distratte opinioni pubbliche occidentali e costringere i palestinesi a dire l&#8217;ennesimo, inevitabile &#8220;no&#8221; che gli servirà da scusa per sferrare l&#8217;ennesimo, prevedibile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mezzo del casino iraniano ci mancavano i giochini di Netanyahu, infilatosi nei titoli di giornale con pseudoproposte di pace in Medio Oriente messe giù all&#8217;unico scopo di prendere per il naso le distratte opinioni pubbliche occidentali e costringere i palestinesi a dire l&#8217;ennesimo, inevitabile &#8220;no&#8221; che gli servirà da scusa per sferrare l&#8217;ennesimo, prevedibile, attacco.<br />
I <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/medio-oriente-53/netanyahu-palestinesi/netanyahu-palestinesi.html">preparativi di alibi di Netanyahu</a> appaiono più grossolani del solito, stavolta: in pratica, il Nostro propone ai palestinesi di farsi uno Stato con questa roba qua (<a href="http://2.bp.blogspot.com/_ufNEenHddbE/Six2HfwSOnI/AAAAAAAAAvI/_m269h_aEP4/s1600-h/Cisjordania+asentamientos.jpg">cliccare qui</a> per ingrandirla come si deve, in tutta la sua tragica ironia):</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/cisjordania-asentamientos.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/cisjordania-asentamientos-198x300.jpg" alt="cisjordania-asentamientos" title="cisjordania-asentamientos" width="198" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2279" /></a></p>
<p>In questo arcipelago di giardinetti interrotti ogni cento metri dal territorio israeliano, i palestinesi avrebbero <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/medio-oriente-53/netanyahu-palestinesi/netanyahu-palestinesi.html">il diritto di tenere una bandiera e cantare un inno, e basta</a>. Per il resto, dice che non avrebbero il controllo dello spazio aereo, come se avessero il controllo di quello di terra, dell&#8217;acqua o di quant&#8217;altro. Le colonie illegalmente costruite nelle zone migliori del territorio palestinese continuerebbero ad esistere e con i coloni &#8220;<em>fratelli e sorelle</em>&#8220;, secondo quel delinquente, lo Stato israeliano manterrebbe &#8220;<em>la massima concordia</em>&#8220;, qualunque cosa ciò significhi.</p>
<p>La frase geniale, poi, è questa qua: &#8220;&#8221;<em>Gerusalemme dovrà rimanere capitale indivisibile dello Stato ebraico</em>&#8220;. &#8220;<em>Rimanere</em>&#8220;? Ma davvero? Ma da quando Gerusalemme è capitale di Israele, scusate? La dichiarazione di Gerusalemme capitale <a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/2009/03/03/gerusalemme_capitale_di_israel.html">è una violazione del diritto internazionale</a> (ris. 478/80 del Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU) e non c&#8217;è paese che la riconosca. E invece, secondo Netanyahu, i palestinesi &#8211; giusto loro, quando non lo fa manco l&#8217;Unione Europea &#8211; dovrebbero accettare che essa &#8220;<em>rimanga</em>&#8221; tale. Tu pensa che faccia di tolla.</p>
<p>E poi la pretesa che l&#8217;ANP &#8220;<em>riporti l&#8217;ordine a Gaza</em>&#8221; contro i governanti a suo tempo democraticamente eletti, roba che manco Ahmadinejad.<br />
E lo sprezzante appellativo di &#8220;<em>Hamastan</em>&#8220;, e la chiusura ai profughi in quanto &#8220;<em>non ebrei</em>&#8221; e così via.</p>
<p>Mi pare difficile dare torto a chi lo ha definito un discorso &#8220;razzista&#8221;. Se questo non è razzismo, che dire: spiegatemi cos&#8217;è il razzismo secondo voi, grazie.</p>
<p>Rimane da capire quale sia il vero obiettivo di Netanyahu, dopo questa occupazione di prime pagine dei giornali a mo&#8217; di lupo travestito da nonna di Cappuccetto Rosso.<br />
Vorrà divorarsi qualcosa d&#8217;altro, come dicevo prima, approfittando dell&#8217;allarme generale sull&#8217;Iran: non vedo altre spiegazioni.</p>
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		<title>Il caso Israele e la libera stampa</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 06:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre dal blog di Laila, che mi piace molto e che consiglio caldamente (è in spagnolo), un reportage di The Guardian su come i servizi segreti israeliani cercano di corrompere i palestinesi malati residenti a Gaza affinché diventino informatori in cambio di assistenza medica.
Pensavo due cose: una è che questi reportage permettono di immaginare quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre dal <a href="http://lailafamiliar.blogspot.com/2009/06/servicios-de-inteligencia-israeli.html">blog di Laila</a>, che mi piace molto e che consiglio caldamente (è in spagnolo), un reportage di <a href="http://www.guardian.co.uk/">The Guardian</a> su come i servizi segreti israeliani cercano di corrompere i palestinesi malati residenti a Gaza affinché diventino informatori in cambio di assistenza medica.</p>
<p>Pensavo due cose: una è che questi reportage permettono di immaginare quanto migliorerebbe la situazione dei palestinesi se in Occidente ci fosse un&#8217;informazione dotata di maggiore onestà e coraggio. L&#8217;altra è che i mostri generano eroi, e che ci perdiamo delle splendide storie di dignità e coraggio con la nostra deliberata cecità.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SAGCObIS7yw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/SAGCObIS7yw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Ancora su Obama e Israele</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 10:48:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;altro giorno ho pubblicato un video girato in Israele in occasione del discorso di Obama e infarcito di insulti verso il presidente americano, reo, secondo la gioventù intervistata, di ogni sorta di crimine, dal non volere capire che &#8220;questa terra è degli ebrei&#8221; fino all&#8217;essere addirittura &#8220;musulmano&#8221;.
Come sempre, quando si mostrano aspetti di Israele poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/ifasc.jpeg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/ifasc.jpeg" alt="ifasc" title="ifasc" width="124" height="93" class="alignnone size-full wp-image-2271" /></a></p>
<p>L&#8217;altro giorno ho pubblicato <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2261.php">un video girato in Israele</a> in occasione del discorso di Obama e infarcito di insulti verso il presidente americano, reo, secondo la gioventù intervistata, di ogni sorta di crimine, dal non volere capire che &#8220;questa terra è degli ebrei&#8221; fino all&#8217;essere addirittura &#8220;musulmano&#8221;.</p>
<p>Come sempre, quando si mostrano aspetti di Israele poco in linea con i dettami della propaganda filoisraeliana, c&#8217;è chi si scatena e giù polemiche su chi ha pubblicato il video da me mostrato l&#8217;altro giorno, email offensive a chi ne ha scritto dei post, censure a chi lo ha girato e così via, secondo un copione che chi si esprime in modo critico verso la politica israeliana conosce, ahimè, a memoria.<br />
Vedo che <a href="http://lailafamiliar.blogspot.com/">Laila</a>, nel suo blog, <a href="http://lailafamiliar.blogspot.com/2009/06/obamonos-israel-de-nuevo.html">risponde</a> alla parte di polemica che le è toccata e segnala <a href="http://www.philipweiss.org/mondoweiss/2009/06/censored-by-the-huffington-post-and-imprisoned-by-the-past-why-i-made-feeling-the-hate-in-jerusalem-.html">un lungo articolo dell&#8217;autore delle riprese</a>.<br />
Ne traduco qualche passaggio:</p>
<blockquote><p>Le critiche mosse al mio video sollevano un interessante interrogativo giornalistico: un reportage è meno credibile quando i soggetti intervistati stanno bevendo alcool? Ovviamente, no. I giornalisti intervistano continuamente gente nei bar [...]. La birra non contiene, a mio avviso, droghe capaci di infettare chi la beve con sentimenti di supremazia, retorica violenta e tendenze antidemocratiche. Io mi ubriaco tanto quanto qualsiasi &#8217;social drinker&#8217;, eppure non ho mai invocato il &#8220;potere ai bianchi&#8221; o dichiarato &#8220;Fotti i negri&#8221; come ha fatto un mio intervistato. Nessuna quantità di alcool potrebbe farmi esprimere opinioni non autenticamente mie. Caso mai, l&#8217;alcool sa essere uno sbrigativo siero della verità che abbassa i freni inibitori e incoraggia la confessione delle proprie idee.<br />
Il fatto che dall&#8217;ubriachezza emergano spontaneamente discorsi razzisti [...] permette di erigere una barriera psicologica contro l&#8217;assunzione delle tristi conseguenze del prolungato indottrinamento sionista. E permette di ignorare lo spiacevole spettacolo di questi giovani ebrei che si comportano come hooligan fascisti nel cuore della capitale di Israele, nonché della casa spirituale del popolo ebraico.</p>
<p>La gente che appare nel mio video non è &#8217;spazzatura bianca&#8217; né si tratta di membri di &#8216;frange di estrema destra&#8217;, come detto da qualcuno.<br />
Sono gli scolarizzatissimi figli e figlie della classe medio-alta ebrea americana e provengono da metropoli cosmopolite e quartieri residenziali. Alcuni vengono in Israele in vacanza, altri hanno fatto aliyah e altri ancora dichiarano di volersi stabilire in Israele nel prossimo futuro. Molti hanno la doppia cittadinanza americana e israeliana. Possono essersi comportati scioccamente, ma non sono destinati a sgobbare da bidelli. La maggior parte di loro è destinata a entrare a fare parte dei colletti bianchi e a usare la propria influenza per promuovere le iniziative israeliane. I programmi come Birthright Israel &#8211; alcuni dei ragazzi del video ne facevano parte &#8211; esistono con l&#8217;unico obiettivo di indottrinare gli ebrei americani verso un sostegno urlato e acritico a Israele. I ragazzi intervistati nel mio video, quindi, rappresentano come minimo un aspetto della futura base di sostegno politico al progetto sionista.<br />
[...]<br />
Dall&#8217;attacco a Gaza in poi, coloro che si oopongono all&#8217;occupazione dei Territori sono stati sempre più emarginati e perseguitati dalle autorità (vedi gli <a href="http://aut.blog.excite.it/permalink/508179">arresti dei membri di New Profile</a>, <a href="http://www.andresbergamini.it/dblog/articolo.asp?articolo=531">Ezra Nawi</a>, Sami Jubreir ecc. ecc.). Intanto, <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/02/06/lieberman-il-leader-razzista-che-decidera-le-elezioni-israeliane/">Avigdor Lieberman</a>, con il programma spudoratamente razzista del suo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yisrael_Beiteinu">Yisrael Beiteynu</a> lavora all&#8217;interno della Knesset per criminalizzare la commemorazione della Nakbah palestinese, per proibire la discussione pubblica su uno stato binazionale e per permettere ai comuni di espellere dai propri confini chiunque non sottoscriva gli ideali sionisti. Il lavoro sta dando i suoi frutti: la proibizione della Nakbah è già stata sottoposta a votazione. [...]
</p></blockquote>
<p>Ecco: io direi che qualsiasi cittadino democratico, sionista o meno, dovrebbe preoccuparsi di tutto questo.<br />
Non del fatto che la rete faccia circolare certi video.</p>
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		<title>Obama e Israele</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 17:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal blog di Laila, il punto di vista di alcuni israeliani sul discorso di Obama al Cairo:

Feeling The Hate In Jerusalem &#8212; The Censored Video from Max Blumenthal on Vimeo.
Segnalo poi, dalla zona sionista della blogosfera nostrana, la curiosa reazione a caldo di Mmax che, appena ha sentito Obama, ha pensato che lo potessero ammazzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal<a href="http://lailafamiliar.blogspot.com/2009/06/obamonos-israel.html"> blog di Laila</a>, il punto di vista di alcuni israeliani sul discorso di Obama al Cairo:</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5221492&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5221492&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/5221492">Feeling The Hate In Jerusalem &#8212; The Censored Video</a> from <a href="http://vimeo.com/user1924826">Max Blumenthal</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Segnalo poi, dalla zona sionista della blogosfera nostrana, <a href="http://bloggoanchio.splinder.com/post/20692278/Lunga+vita+a+Barack+Obama">la curiosa reazione a caldo di Mmax</a> che, appena ha sentito Obama, ha pensato che lo potessero ammazzare e che si potesse sospettare dei sionisti. E, per non sbagliare, si è portato avanti con un &#8220;<em>Cretini!</em>&#8221; preventivo.</p>
<p>(Ma benedetto ragazzo, ma che è questa excusatio non petita, alla nostra età, e come se non avessimo mai letto Freud? Eh?)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gaza, closed zone</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 16:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corto di Yoni Goodman, per chi non lo avesse ancora visto, dura un minuto e mezzo e racconta, nel modo più semplice possibile, cosa vuol dire vivere in mezzo all&#8217;unico conflitto al mondo da cui la gente non può neanche fuggire.

http://closedzone.org/
(Ah, dimenticavo: poi ho ricevuto questa lettera qui, che sta girando a Genova.)
Alla cortese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corto di <a href="http://www.yonigoodman.com/">Yoni Goodman</a>, per chi non lo avesse ancora visto, dura un minuto e mezzo e racconta, nel modo più semplice possibile, cosa vuol dire vivere in mezzo all&#8217;unico conflitto al mondo da cui la gente non può neanche fuggire.</p>
<p><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Hzqw7oBZT8k&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Hzqw7oBZT8k&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>
<p><a href="http://closedzone.org/">http://closedzone.org/</a></p>
<p>(Ah, dimenticavo: poi ho ricevuto questa lettera qui, che sta girando a Genova.)</p>
<p><strong>Alla cortese attenzione di:</p>
<p>On. Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri</p>
<p>Sindaco Marta Vincenzi,</p>
<p>Regione, Comune e Provincia di Genova,</strong></p>
<p>Lanciamo questo appello come cittadini e in rappresentanza di numerose realtà associative e sociali, con la volontà di denunciare una particolare realtà che riteniamo della massima gravità e di richiedere urgentemente un impegno deciso da parte delle istituzioni del nostro Paese a mobilitarsi per la veloce risoluzione di una situazione paradossale e tragica.</p>
<p>Da ormai più di una settimana un carico di alimentari e beni di prima necessità, partito dalla città di Genova grazie alla raccolta effettuata dall&#8217;associazione “Creativi della Notte &#8211; Music For Peace” e destinato alla popolazione civile della striscia di Gaza, è bloccato a pochissimi chilometri dal varco di Rafah. Dei quattro container di aiuti umanitari, solo due contenenti medicinali hanno potuto raggiungere la loro destinazione: oltre 38 tonnellate di generi alimentari partiti dall&#8217;Italia sono tuttora bloccate dalla volontà della autorità egiziane e israeliane, senza che manchi alcuna autorizzazione alla missione degli operatori umanitari italiani. <strong>Ad accrescere se possibile la gravità di una situazione già di per sé vergognosa, al valico di Rafah in data 20/3/2009 è stata richiesta agli operatori che scortano il carico una spesa quantificabile tra gli 5000 e i 8000 euro, contando tasse e servizi in loco, per poterlo far passare: una speculazione grottesca e disumana su aiuti umanitari.</strong></p>
<p>Il carico italiano contiene 38 tonnellate di cibo destinate non già a militari, non già a pericolosi terroristi, ma a civili: le mani dei bambini e delle persone che riceveranno i pacchi partiti dal capoluogo ligure sono in tutto e per tutto uguali a quelle di coloro che hanno confezionato uno ad uno gli stessi pacchi, dando prova di enorme sensibilità e dignità umane.</p>
<p>Ricercatori di importanti agenzie internazionali quali Amnesty International, che hanno visitato l&#8217;area durante e dopo i combattimenti, hanno trovato conferme dei crimini di guerra e delle gravi violazioni del diritto internazionale compiuti da entrambe le parti in conflitto, sia da Israele che da Hamas. Tuttavia, in questo scenario già di per sé grottesco, oggi c&#8217;è un milione e mezzo di persone realmente intrappolato nella Striscia di Gaza, al centro di un disastro umanitario di dimensioni imponenti, che vede la popolazione civile di Gaza soffrire per colpa del blocco imposto da Israele di una cronica mancanza di acqua, elettricità e beni di primissima necessità, situazione di cui peraltro le genti palestinesi già soffrivano prima della campagna militare israeliana. In questo conflitto, come in moltissimi altri, più del 90% delle vittime di guerra sono state civili.</p>
<p>Da pochi mesi si è conclusa l&#8217;iniziativa di sensibilizzazione per i diritti umani “Genova: città dei Diritti”. Dalla stessa Genova che ha visto dunque la partenza di quattro container di aiuti umanitari, raccolti grazie all&#8217;impegno, la volontà e la partecipazione attiva dell&#8217;intera cittadinanza, richiediamo ora ogni aiuto politico e diplomatico possibile per lo scioglimento del blocco che tuttora impedisce alle 38 tonnellate di generi alimentari partiti dal capoluogo ligure di raggiungere la popolazione civile a cui sono destinati.</p>
<p>In maniera ancora maggiore e più urgente, dal nostro Ministero degli Esteri e dalle Ambasciate e Rappresentanze italiane territorialmente vicine alla spedizione ci aspettiamo che giunga immediatamente un nulla-osta per il passaggio di aiuti umanitari ed il massimo impegno, fortemente espresso attraverso ogni canale possibile, per la rapida risoluzione di questa incresciosa situazione e per lo scioglimento del blocco egiziano e israeliano sugli aiuti umanitari.</p>
<p>Firmatari:</p>
<p>Movimento Nuovi Profili</p>
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		<title>&#8220;Gemellato con Israele&#8221; a chi??</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 17:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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Già mi sembra raccapricciante che, a poche settimane dalla carneficina di Gaza, una delegazione israeliana sia invitata a festeggiare il Carnevale a Genova nell&#8217;ambito di un cosiddetto &#8220;Carnevale dei Popoli&#8221; del Mediterraneo che vorrebbe essere multietnico, bontà sua, ma che a me pare semplicemente macabro, considerando il massacro che Israele ha appena compiuto contro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/02/purim.jpg" alt="purim" title="purim" width="93" height="134" class="alignnone size-full wp-image-1989" /></p>
<p>Già mi sembra raccapricciante che, a poche settimane dalla carneficina di Gaza, <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=328207">una delegazione israeliana sia invitata a festeggiare il Carnevale a Genova</a> nell&#8217;ambito di un cosiddetto &#8220;<strong>Carnevale dei Popoli</strong>&#8221; del Mediterraneo che vorrebbe essere multietnico, bontà sua, ma che a me pare semplicemente macabro, considerando il massacro che Israele ha appena compiuto contro il più vessato dei popoli mediterranei.</p>
<p>Ma che addirittura <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=3.0.2997378078">un quartiere di Genova si ritrovi gemellato con una <strong>Gerusalemme</strong> che il Comune di Genova definisce <strong>&#8220;Israele&#8221;</strong></a> fottendosene olimpicamente del fatto che &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Status_di_Gerusalemme">la maggior parte dei membri dell&#8217;ONU e delle organizzazioni internazionali non accetta né che Gerusalemme sia capitale di Israele, né l&#8217;annessione ad Israele di Gerusalemme Est</a>&#8221; mi pare veramente il colmo.</p>
<p>Se poi consideri che il quartiere genovese gemellato con questa fantomatica &#8220;<em><strong>Gerusalemme (Israele)</strong></em>&#8220;, come dicono i volantini, è nientedimeno che il Centro Storico &#8211; del quale sono legittima e parecchio offesa residente &#8211; comprenderai che tutto ciò mi provoca un certo malessere.</p>
<p>Tutte le persone con cui ne ho parlato, qui a Genova, ritengono che lo scivolone <a href="http://genova.virgilio.it/primopiano/carnevale_mediterraneo_2009.html">Gerusalemme = Israele</a> sia dovuto a pura e semplice ignoranza: &#8220;<em>Probabilmente non sanno manco di cosa parlano, in Comune</em>&#8220;. Io non so che dire. Mi limito ad osservare che, conoscendo il Centro Storico, l&#8217;atmosfera che circola qui e la quantità di immigrazione araba che raccoglie, questo cosiddetto &#8220;gemellaggio&#8221;, in questo momento e in questi termini, mi pare una raccapricciante provocazione e poco altro.</p>
<p>Sarò felice di non essere a Genova, in quei giorni. Ci mancavano solo le carnevalate, sul sangue di Gaza.</p>
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