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	<title>Haramlik &#187; Parlare di Israele?</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Dalla tragedia alla farsa, passando per la Palestina (2)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi pensavate tranquilla, vero, presa da traslochi, barchette, SMP, scrutini, lasciamenti e diete? In realtà: SMP sta per Trasporto Mitra in Palestina. La barchetta mi serviva per forzare il blocco di Gaza. La lista dei conti del fidanzato è tutta un messaggio cifrato diretto alla dirigenza di Hamas (cosa del resto molto più plausibile che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pensavate tranquilla, vero, presa da traslochi, barchette, SMP, scrutini, lasciamenti e diete?</p>
<p>In realtà:</p>
<p><strong>SMP</strong> sta per <strong>Trasporto Mitra</strong> in <strong>Palestin</strong>a.</p>
<p>La <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2327.php">barchetta</a> mi serviva per forzare il blocco di Gaza.</p>
<p>La <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2715.php">lista dei conti del fidanzato</a> è tutta un messaggio cifrato diretto alla dirigenza di Hamas (cosa del resto molto più plausibile che immaginarla autentica, diciamocelo).</p>
<p>Ed io ero lì che combattevo per la Palestina assieme ai seguenti prodi:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/pasquinelli.jpg"><img class="size-full wp-image-2730" title="pasquinelli" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/pasquinelli.jpg" alt="Moreno Pasquinelli e il suo Campo Antimperialista" width="236" height="150" /></a><br />
<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1722.php">Moreno Pasquinelli e il suo Campo Antimperialista</a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/miguel-martinez-kelebek1.JPG"><img class="size-full wp-image-2731" title="miguel-martinez-kelebek1" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/miguel-martinez-kelebek1.JPG" alt="Miguel Martinez, membro del nucleo di élite degli “Asciati” " width="182" height="244" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2579.php">Miguel Martinez, membro del nucleo di élite degli “Asciati”</a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/angela-lano.jpg"><img class="size-full wp-image-2732" title="angela lano" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/angela-lano.jpg" alt="Angela Lano, vincitrice della prestigiosa Mezzaluna D'Oro" width="83" height="112" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1538.php">Angela Lano, vincitrice della prestigiosa Mezzaluna D&#8217;Oro</a></p>
<p>E tutti assieme affrontavamo il nemico, l&#8217;immarcescibile Terrore dei Supplì, il terribile:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/palazzi.jpeg"><img class="size-full wp-image-2733" title="palazzi" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/palazzi.jpeg" alt="Massimo Shaik Abdul Palazzi, l'uomo che tradusse il Corano e passò i successivi 20 anni a rodersi perché lo aveva firmato un altro." width="240" height="157" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15219">Massimo Shaik Abdul Palazzi, l&#8217;uomo che tradusse il Corano e passò i successivi 20 anni a rodersi perché lo aveva firmato un altro.</a></p>
<p>E rieccomi a casa, un po&#8217; scarmigliata ma felice, pronta per nuove, mirabolanti avventure. Che, con &#8216;sta gente, <a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=21&#038;sez=120&#038;id=34965">non mancano mai</a>.</p>
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		<title>Dalla tragedia alla farsa, passando per la Palestina</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 12:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Io lo sapevo, che la componente italiana della vicenda delle navi per Gaza l&#8217;avrebbe buttata a caciara. Ed è che sono una manica di dementi, tutti quanti. No, dico, leggi qua: Dall&#8217;OPINIONE di oggi, 05/06/2010, l&#8217;articolo di Dimitri Buffa dal titolo &#8220;Il chi è dei pacifisti italiani che fecero l&#8217;impresa&#8221;. Ora che sono tornati in Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io lo sapevo, che la componente italiana della vicenda delle navi per Gaza l&#8217;avrebbe buttata a caciara. Ed è che sono una manica di dementi, tutti quanti. No, dico,<a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=21&#038;sez=120&#038;id=34965"> leggi qua</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/testata.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2726" title="testata" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/testata-300x35.gif" alt="testata" width="300" height="35" /></a></p>
<blockquote><p><strong>Dall&#8217;<span style="text-decoration: underline;">OPINIONE</span> di oggi, 05/06/2010, l&#8217;articolo di Dimitri Buffa dal titolo &#8220;Il chi è dei pacifisti italiani che fecero l&#8217;impresa&#8221;.</strong></p>
<p><img style="vertical-align: bottom; padding: 1px; border: 1px solid #cccccc;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:f4_OkosVo6yYtM:http://www.viaemilianet.it/imgup/flottilla300.jpg" alt="" width="123" height="92" /></p>
<p>Ora che sono tornati in Italia sani e salvi, forse si può spendere qualche parola su questi “pacifisti” italiani che fecero l’impresa di avere determinato, come conseguenza più o meno indiretta della loro provocazione con la cosiddetta “Gaza flottilla”, la morte di un numero ancora imprecisato di passeggeri della nave Mavi Marmara. Dice adesso a “L’opinione” uno che li conosce bene, come il leader dell’associazione di islamici moderati Ami, cioè Shaik Abdul Palazzi, che “alcuni di loro erano ben noti per compagne web filo-fondamentaliste, tese a screditare i musulmani moderati, e per attacchi alle onorevoli Souad Sbai e Fiamma Nirenstein”. E che “facevano parte di quella già nota combriccola di fiancheggiatori ideologici che diffondono in Italia la propaganda di Hamas, senza alcuna considerazione del fatto che si tratta di un’ organizzazione terroristica secondo le leggi italiana ed europea.” “<strong>Nel loro brodo di cultura – dice Palazzi &#8211; si trovano nomi già noti dell&#8217;ex campo anti-imperialista di Pasquinelli, come Preve, Morelli e Martinez, soggetti provenienti dall&#8217;estrema destra e dall&#8217;estrema sinistra, un tempo vicini alla ex eurodeputata del Pci Dacia Valent, come Anika Persiani, <span style="text-decoration: underline;">Fulvia De Feo</span>, Barbara Albertoni, Susanne Scheidt, tutta gente oggi impegnata nella propaganda filo-Hamas su Internet.” </strong>Un personaggio molto particolare è il tenore Joe Fallisi, che non è esattamente un Pavarotti, anche se magari oggi questo quarto d’ora di celebrità in sovrabbondanza può averne rinverdito le velleità artistiche. Fallisi che ha 51 anni è noto alla Digos per avere frequentato il famoso Campo Antimperialista di Moreno Pasquinelli. Ma oltre ai siti che diffondono il credo anti israeliano, Fallisi è dedito alla frequentazione dei social network per anime sole. Come “perfectspot” dove si trova in inglese questa sua breve auto presentazione: “Ciao, mi chiamo Giuseppe, ma gli amici mi chiamano Joe. Sono un ben costruito, maschio italiano in salute e vero eterosessuale, non fumatore, non bevitore, divorziato senza figli e liberoe indipendente . A causa della mia natura e il mio lavoro di cantante d’opera &#8211; sono un tenore – sono anche un grande viaggiatore e &#8220;esploratore&#8221;, in una parola : Sagittario. Quello che mi piace e ammiro soprattutto è la musica, l’astrologia, l’arte, la libertà, la sensibilità, il coraggio, la lealtà, la generosità, la discrezione, la sensualità, l&#8217;amore appassionato e il sesso, nonché la spiritualità, l&#8217;apertura mentale, l’ estro, la fantasia, il senso di avventura, la creatività , il mare, la natura e gli animali, alcuni sport come il tennis e il nuoto, e voglio visitare nuovi paesi, fare esperienze nuove e interessanti , e conoscere i misteri &#8230; spero di sentirvi presto, e di trovare la donna dei miei sogni, un sorriso e un bacio attraverso le splendenti stelle..” Insomma un tenore a metà tra la militanza anti israeliana e la vitellonaggine dura e pura. Nei forum di disucssione su Israele cui spesso partecipa, tra cui quelli veramente poco proponibili di Dacia Valent, dice di propugnare “un unico stato aconfessionale in Palestina”. Israele dovrebbe invece scomparire in quanto stato ebraico. Angela Lano, direttrice di Info Palestina, adesso fa coppia fissa con uno degli avvocati dell&#8217;Ucoii, il convertito italiano Kemal Carlo Corbucci, autore di libelli pubblicati generalmente a sue spese che conterrebbero presunte “prove” che il terrorismo islamista non esisterebbe , in quanto “invenzione” dei media e dei servizi segreti occidentali. Il 14 maggio 2010 uno di quei libri è stato presentato in un cineclub romano, il Detour, via Urbana 107, sempre con Martinez come presentatore. Ospite d’onore della serata Giulietto Chiesa che proprio l’altro ieri ha pubblicato una riflessione sull’episodio della nave Mavi Marmara in un blog, “Area Genova redazione”, paragonando, nel titolo del post, lo stato di Israele alla Germania di Hitler. Altri tre di questi “pacifisti” italiani di cui si conoscono le tendenze anti israeliane sono Marcello Faracci, collaboratore di reportages per il Tg24 di Sky, per il quale ha sinora prodotto tre spezzoni di riprese, ma tutti relativi al tentativo di violazione del blocco, Manolo Luppichini, cineoperatore, che ha partecipato alle riprese del film “Ladyhawke”, e amico del noto attivista antiisraeliano italiano Vittorio Arrigoni, e infine Manuel Zani, freelance dell&#8217;Emilia, collaboratore di Sky Tg 24 e ospite fisso del blog anti sionista “guerrillaradio”. Arrigoni scrive anche sul “manifesto” e in un recente articolo ha chiesto persino il boicottaggio dell’Egitto (oltre che di Israele) per i blocchi anti hamas al valico di Rafah a Gaza. L’altro giorno scriveva proprio sul quotidiano comunista che ha fatto dell’odio anti israeliano un cavallo di battaglia, che “la CNN turca riferisce di una nuova flotta di aiuti umanitari che si sta organizzando a Istanbul, e questa volta sarà scortata nel Mediterraneo dalle navi militari di Erdogan”. Un po’ come augurarsi la terza guerra mondiale insomma. Chiude il quadro di questi galantuomini di campagna la figura di Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin, soprannominato “Osama Qashoo”, figlio di un militante palestinese di Hamas e a propria volta attivista italiano dell&#8217;estrema sinistra. Funge da interprete per il gruppo. Su di lui tanto i servizi di sicurezza italiani quanto le forze dell’ordine hanno più volte acceso una faro di osservazione preventivo. Un equipaggio italiano davvero speciale per questa flottiglia di pace composta da simpatizzanti e militanti di hamas, elementi dell’estrema sinistra italiana e greca e neo fascisti riconvertiti all’islam estremista.</p></blockquote>
<p>Ed è che sono fatti gli uni per gli altri: Palazzi, Buffa, Martinez, Pasquinelli, la Pazza, la Lano, quelli di Informazione Corretta, tutti che fanno a gara a chi è più demente.</p>
<p>Basta sfiorarla, &#8216;sta gentaglia, e non te ne liberi più. Altro che Palestina.</p>
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		<title>Israele: come ti festeggio una strage</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:49:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è solo uno dei video che documentano ciò che è successo sotto l&#8217;ambasciata turca di Tel Aviv la sera dopo la strage. Cito Mazzetta: A chi non si rende conto della gravità di una cosa del genere, consiglio di pensare l&#8217;evento a parti inverse o di immaginare i cittadini di un qualsiasi paese che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è solo uno <a href="http://www.israelnationalnews.com/News/news.aspx/137801">dei</a> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1AKl-INMoNI">video</a> che documentano ciò che è successo sotto l&#8217;ambasciata turca di Tel Aviv la sera dopo la strage.<br />
Cito <a href="http://mazzetta.splinder.com/post/22809718/i-tifosi-israeliani-festeggiano-il-massacro">Mazzetta</a>: </p>
<blockquote><p>A chi non si rende conto della gravità di una cosa del genere, consiglio di pensare l&#8217;evento a parti inverse o di immaginare i cittadini di un qualsiasi paese che festeggiano così fuori dalle ambasciate italiane, dopo che un loro commando ha ucciso una decina d&#8217;italiani abbordando una nave passeggeri disarmata in acque internazionali.</p></blockquote>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/10b39WQHEQ0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/10b39WQHEQ0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>In <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Finvisiblearabs.com%2F%3Fp%3D2001&#038;h=57ea2">uno di questi video</a>, che purtroppo non sono riuscita a caricare, ci sono diverse interviste ai manifestanti. Ne viene fuori uno spaccato della psicopatologia con cui è infarcito il discorso pubblico israeliano che è doveroso diffondere. </p>
<p>Segnalo inoltre, come boccata d&#8217;ossigeno civile dopo tanta visione, <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Finvisiblearabs.com%2F%3Fp%3D2001&#038;h=57ea2">l&#8217;ottima analisi di Paola Caridi</a> sulla vicenda.</p>
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		<title>Gli intrepidi israeliani, più il tocco del figone da spot</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 21:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Il video diffuso dal Ministero della Difesa israeliano dopo l&#8217;abbordaggio della Mavi Marmara merita di essere visto, rivisto e ricordato nei secoli. Mostra le armi trovate a bordo della nave: una fionda, alcune biglie, il palo di un ombrellone, sedie di plastica. Dai, mettiamoci nei panni di questi poveri soldati: volevi che non facessero una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XAMFnu8ZBwk">video</a> diffuso dal Ministero della Difesa israeliano dopo l&#8217;abbordaggio della Mavi Marmara merita di essere visto, rivisto e ricordato nei secoli.</p>
<p>Mostra le<em> armi </em>trovate a bordo della nave: una fionda, alcune biglie, il palo di un ombrellone, sedie di plastica. Dai, mettiamoci nei panni di questi poveri soldati: volevi che non facessero una decina di morti, per difendersi da tanto arsenale?<br />
Placanica gli fa una pippa, a Tsahal. Che, ricordiamo, è l&#8217;esercito noto nel mondo per sparare <em>a scopo di legittima difesa</em>, dai carriarmati, ai bambini che tirano sassi.<br />
Io mi vergognerei, ad avere per esercito una simile banda di vigliacchi. D&#8217;altra parte, da un esercito fatto per combattere contro i civili non c&#8217;è molto altro da aspettarsi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XAMFnu8ZBwk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/XAMFnu8ZBwk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Invece, nelle foto posate, la macchina propagandistica israeliana se la cava meglio: geniale la foto della figona rossocapelluta che, al capezzale di un ferito, produce esattamente l&#8217;effetto-telefilm che anticipa l&#8217;indulgente assoluzione generale, ché &#8216;sti israeliani saranno pure dei criminali, evvabbe&#8217;, ma non dite che non sono carucci.<br />
Non a caso, Repubblica se l&#8217;è tenuta in homepage per tutto il giorno, la foto, ed è che è un mondo di esteti:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/05/caruccia.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/05/caruccia.jpg" alt="caruccia" title="caruccia" width="220" height="253" class="aligncenter size-full wp-image-2703" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>A proposito di boicottaggio a Israele</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 07:15:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo il post di Paola Caridi, che si conclude con queste sante parole: Una cosa, però, va detta, quando si vuole interpretare la campagna di boicottaggio che preme per la fine dell’occupazione dei Territori palestinesi. La campagna – che si sia o meno d’accordo con la pratica del boicottaggio &#8211; dona di nuovo alle parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/05/BDS-boycott-produits-israel.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2687" title="BDS boycott produits israel" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/05/BDS-boycott-produits-israel-222x300.jpg" alt="BDS boycott produits israel" width="222" height="300" /></a></p>
<p>Segnalo <a href="http://invisiblearabs.com/?p=1959">il post di Paola Caridi</a>, che si conclude con queste sante parole:</p>
<blockquote><p><em>Una cosa, però, va detta, quando si vuole interpretare la campagna di boicottaggio che preme per la fine dell’occupazione dei Territori palestinesi. La campagna – che si sia o meno d’accordo con la pratica del boicottaggio &#8211; dona di nuovo alle parole e al linguaggio giuridico-politico il suo significato. Occupazione, illegalità, mancato rispetto del diritto internazionale e delle convenzioni sono termini che da tempo venivano usati in ambiti formali, senza che vi fosse ormai un rapporto tra l’uso e il significato. Parole svuotate, tanto svuotate quanto lo sono “processo di pace” e ”tavolo negoziale”. La campagna di boicottaggio ha oggettivamente gettato un sasso nello stagno di un conflitto che trova in questo particolare status quo il suo altrettanto singolare equilibrio. E ha fatto ciò che facevano i jongleur, qualche secolo fa.  Ha detto che il re è nudo. Ce n’eravamo dimenticati. </em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Cosa vuol dire essere vittime di Israele</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 09:36:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Bon: ora che persino l&#8217;ONU ha sancito ciò che era chiaro a tutti dal primo istante, ovvero il comportamento da criminale di guerra di Israele durante l&#8217;operazione Piombo Fuso (sarebbe il piombo con cui è stata massacrata la popolazione di Gaza a Natale scorso, e un tempo &#8216;ste cose venivano denunciate facendoci un Guernica, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bon: ora che persino l&#8217;ONU ha sancito ciò che era chiaro a tutti dal primo istante, ovvero <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/18415/Unhcr,+passa+il+rapporto+Goldstone">il comportamento da criminale di guerra di Israele durante l&#8217;operazione Piombo Fuso</a> (sarebbe il piombo con cui è stata massacrata la popolazione di Gaza a Natale scorso, e un tempo &#8216;ste cose venivano denunciate facendoci un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guernica_%28Picasso%29">Guernica</a>, mentre ora ci si chiede per un anno di fila se per caso non hanno esagerato) e ora che abbiamo finalmente il permesso di chiamare i delinquenti con il loro nome, ovvero &#8220;delinquenti&#8221;, appunto, vale la pena di soffermarsi un attimo su uno strazio diverso, meno eclatante ma altrettanto velenoso, intossicante, letale: il baratro morale a cui sono ridotti i palestinesi dai delinquenti di cui sopra.</em></p>
<p><em>Lo faccio con le<a href="http://it.groups.yahoo.com/group/ApritiSesamo/message/2873;_ylc=X3oDMTMzNDhhaHU5BF9TAzk3NDkwNDg3BGdycElkAzgyMDQwODgEZ3Jwc3BJZAM1NTkwMDIxODkEbXNnSWQDMjg3MwRzZWMDZnRyBHNsawN2dHBjBHN0aW1lAzEyNTU3NzAyNDIEdHBjSWQDMjg3Mw--"> parole di Michelguglielmo Torri</a>, ché io non ne ho più da tempo.</em></p>
<p><em><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/guernica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2514" title="guernica" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/guernica.jpg" alt="guernica" width="146" height="85" /></a><br />
</em></p>
<h2><strong>La perdita di credibilità di Mahmoud Abbas</strong></h2>
<p>Fra le varie reazioni negative o positive che si sono avute al rapporto Goldstone, che ha documentato i crimini di guerra avvenuti durante l’attacco israeliano a Gaza del dicembre-gennaio scorsi, di gran lunga la più stupefacente è stata quella dell’ANP (Autorità Nazionale Palestinese). Quale fosse la sua posizione è diventato chiaro alla fine di settembre, in seguito alle dichiarazioni del rappresentante pachistano al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (l’ente, cioè, che aveva commissionato il rapporto Goldstone). Il rappresentante pachistano, affermando di parlare a nome di tutti gli stati arabi e musulmani – è quindi anche dell’ANP –, ha chiesto di ritardare qualsiasi dibattito sul rapporto fino al prossimo marzo, in attesa di raggiungere «un consenso sui suoi risultati».</p>
<p>Com’è diventato immediatamente evidente, era stata proprio l’ANP a farsi promotrice della richiesta in questione; una richiesta che, di fatto, era un tentativo appena mascherato d’insabbiare la procedura per portare Israele di fronte al tribunale internazionale per i crimini di guerra dell’Aja.</p>
<p>La reazione dei palestinesi alla presa di posizione dell’ANP è stata immediata: migliaia di dimostranti si sono rovesciati nelle strade non solo di Gaza, ma anche nella Cisgiordania, lanciando slogan contro Mahmoud Abbas, il presidente dell’ANP. Contemporaneamente i muri delle case venivano ricoperti di poster che recitavano: «Il traditore Mahmoud Abbas nella pattumiera della storia». Alcuni commentatori arabi, per la prima volta, hanno incominciato a descrivere l’atteggiamento di Abbas come «collaborazionismo». Dal canto suo, la Siria ha cancellato unilateralmente una visita ufficiale del presidente dell’ANP, motivandola con la presa di posizione a proposito del rapporto Goldstone. Anche Hamas, che si era lamentata del trattamento subìto nel rapporto, ma che si rende benissimo conto di come esso rappresenti un danno colossale per Israele, si è unita alle proteste contro Abbas, descrivendone il comportamento come «vergognoso e irresponsabile».</p>
<p>Nel corso del tempo le manifestazioni si sono fatte sempre più minacciose, tanto che, l’11 ottobre, Abbas ha fatto marcia indietro: nel corso di un discorso televisivo, il presidente dell’ANP ha annunciato di aver dato istruzioni all’inviato palestinese al Consiglio per i diritti umani delle NU di ripresentare la proposta di votare immediatamente sulle risultanze del rapporto Goldstone. Nello stesso discorso, Abbas ha aggiunto che era stata formata una commissione per chiarire come mai fosse stata presa la decisione di richiedere un ritardo del voto sul rapporto.</p>
<p>In realtà, su quali fossero le ragioni della sconcertante decisione dell’ANP si erano già soffermati alcuni giornalisti, in particolare l’inglese Jonathan Cook, che risiede nei Territori Occupati. In un articolo pubblicato il 6 ottobre, Cook aveva posto in luce come i vertici dell’ANP fossero stati pesantemente minacciati da Israele, che li aveva avvertiti che un’adesione al rapporto Goldstone avrebbe provocato massicce sanzioni economiche, tali da mettere in ginocchio la già disastrata economia della Cisgiordania. In particolare, se l’ANP avesse appoggiato le proposte fatte dalla Commissione Goldstone di deferire Israele al tribunale dall’Aja, quest’ultimo non avrebbe mantenuto l’impegno, già preso, di fornire ad una compagnia di telefonia mobile palestinese, Wataniya, le radiofrequenze a banda larga necessarie per operare in Cisgiordania.</p>
<p>Wataniya, secondo quanto riportato da Cook, è una compagnia formata da investitori palestinesi – a quanto pare legati personalmente ad Abbas – e da uomini d’affari del Qatar e del Kuwait. La decisione israeliana di negare a Wataniya l’accesso ad una banda larga di 4,8MHz, avrebbe comportato il ritiro della compagnia dai Territori Occupati, con il conseguente pagamento (a termine del contratto fra Wataniya e l’ANP) di milioni di dollari in penalità da parte dell’ANP e con la cancellazione di 2500 posti di lavoro.</p>
<p>Naturalmente, l’intera questione può essere vista come un cedimento di Abbas per ragioni personali (gli interessi che lo legano agli investitori palestinesi presenti in Wataniya); come, cioè, un caso di corruzione. Ma, del tutto indipendentemente da questo problema – e, in realtà, assai più grave – è il fatto che l’intera questione rivela come l’ANP dipenda mani e piedi dal volere d’Israele. Una situazione che toglie ogni credibilità ad Abbas e all’ANP come rappresentanti del popolo palestinese.</p>
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		<title>Indiani ed arabi: incerti tentativi di sociotipizzazione</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 13:44:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Cit: A differenza dello stereotipo, il sociotipo è una categoria flessibile ed evolutiva che non teme, anzi cerca il confronto con l’esperienza [...] Un commento di Elvi, qua sotto, mi ha fatto venire voglia di riciclare alcune riflessioni buttate giù sul treno che ci portava a Bangalore. Le copio-incollo qua, quindi, consapevole del fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Cit:</span><em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> A differenza dello st</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">ereotipo,  il </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">sociotipo</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">è</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">una  categoria flessibile ed evolutiva che non teme, anzi cerca il confronto  con l</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">’</span></em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><em>esperienza [...]</em></span></p></blockquote>
<p>Un commento di Elvi, <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2404.php/comment-page-1#comment-16342">qua sotto</a>, mi ha fatto venire voglia di riciclare alcune riflessioni buttate giù sul treno che ci portava a Bangalore. Le copio-incollo qua, quindi, consapevole del fatto che le generalizzazioni implicano un fortissimo rischio-cazzata ma che, d&#8217;altra parte, il cervello umano ne ha bisogno per mettere ordine e cercare di capire qualcosa di ciò che lo circonda.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/08/donne.jpg"><img class="size-full wp-image-2428  aligncenter" title="donne" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/08/donne.jpg" alt="donne" width="448" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>26 luglio 2009, treno per Bangalore</strong></p>
<p>Qualche – superficialissima e limitata al sud del paese &#8211; impressione sulle analogie e differenze tra India ed Egitto.</p>
<p>La prima che colpisce è che in India si percepisce chiaramente la presenza di una classe media. Classe media, che, in Egitto, è andata impoverendosi da un certo punto in poi fino a rendersi quasi impercettibile.<br />
La presenza di questo middle standard indiano fa sì che questo paese sia, tutto sommato, più facile da percorrere per il viaggiatore indipendente straniero di quanto sia l&#8217;Egitto. Nel senso: è infinitamente più facile trovare bagni puliti nei posti pubblici, cibo non igienicamente allarmante anche nelle località piccole e, in generale, le piccole efficienze e comodità diffuse che una middle class radicata nel territorio comporta.<br />
<a href="http://www.gingerhotels.com/index.aspx">Alberghi medi a prezzi ragionevolissimi</a> pensati per i businessmen indiani, con wifi e ristorante selfservice essenziale ma dagli standard di pulizia e qualità analoghi a quelli europei, per dire, come <a href="http://www.indianrailways.gov.in/TAG0809/Index.htm">treni</a> di classe intermedia con presa di corrente per il pc funzionante e un soddisfacente livello di pulizia, come quello da cui scrivo in questo momento.<br />
O, pensando più in grande, un <a href="http://www.apollohospitals.com/">sistema sanitario privato</a> che mi dicono essere di ottimo livello.<br />
Cose non altrettanto accessibili in Egitto, dove il salto tra il miserrimo e il lussuoso è molto più drastico, come è più drastica la differenza tra i servizi pensati per gli stranieri e quelli per gli egiziani.</p>
<p>L&#8217;altra faccia della medaglia, come già notavo in post precedenti, è uno spirito burocratico e di attaccamento alle regole infinitamente più rigido di quello egiziano. La sensazione, spesso, è che le persone con cui interagisci per le questioni pratiche abbiano la precisa missione di complicarti la vita, mentre un egiziano penserebbe al modo di facilitartela. La sensazione tipicamente egiziana che non ci sia problema che non venga con una soddisfacente soluzione incorporata non si avverte, in India, o almeno così mi pare. E l&#8217;attaccamento alle regole, per quanto utile, sfiora a tratti un&#8217;irragionevolezza senza appello, come nell&#8217;albergo dove pretendevano che lasciassimo la stanza alle 5 della mattina dopo, visto che quella era la nostra ora di arrivo. O la stranezza della pensioncina poverella, in un posto sperduto, dove non ti lavano i panni perché l&#8217;orario di consegna è alle 9 del mattino dopo e nessuno prende l&#8217;iniziativa di dire: “Massì, dammeli che per domattina li trovi pronti.” E quindi si fa un po&#8217; di fatica in queste cosine piccole ma tanto, tanto importanti per il suddetto viaggiatore indipendente. E non c&#8217;è sorriso, moina o “please!” che tenga. Laddove il cuore di un egiziano si scioglierebbe come il burro, l&#8217;indiano ti guarda truce e ti trasmette una scoraggiante irremovibilità.</p>
<p>L&#8217;istinto egiziano per l&#8217;ospitalità, che a volte arriva ad essere addirittura autolesionistico, mi pare sconosciuto in India, e non saprei dire cosa è meglio, onestamente.<br />
Gli egiziani li prenderesti a schiaffi, certe volte, per come permettono agli stranieri di comportarsi da irrispettosi zulù, e ricordo con disagio certe birre offerte dai ristoranti in strada di paesini come Baharreya ai turisti stranieri in pieno Ramadan, e di giorno.<br />
Qui in India non funziona così, direi. Ci sono molti più mendicanti che in Egitto, in India, ma c&#8217;è anche un orgoglio nazionale più diffuso. O, almeno, questo è ciò che mi pare di percepire.<br />
Che non è semplice amor patrio, bada bene: quello, agli egiziani, di sicuro non fa difetto. E&#8217; la mancanza di complessi di inferiorità, piuttosto, e forse anche per quello ci vuole una middle class in buona salute e, ovviamente, una storia patria recente che dia qualche soddisfazione.</p>
<p>La vedi impegnata in grandi imprese, l&#8217;India: penso alla questione ecologica che, pur con gli stessi problemi di smaltimento dei rifiuti e così via che ha l&#8217;Egitto, qui è molto più percepita a livello di istituzioni e vedi in giro cartelli che segnalano “plastic-free zone”, un uso meno dissennato dell&#8217;acqua imbottigliata, una volontà di attenzione destinata a diventare coscienza diffusa, per quanto possibile, laddove l&#8217;Egitto, con poche e volontaristiche eccezioni, sembra rassegnato a soccombere al mare di tossicità che lo avvelena.<br />
Vedevo nelle news che c&#8217;è uno sciopero da qualche parte contro la decisione di vietare i mezzi pubblici di fabbricazione anteriore al 1992.<br />
Ricordo, in Egitto, un&#8217;analoga decisione del governo di Mubarak che, però, si riferiva ai veicoli fabbricati negli anni &#8217;50 e &#8217;60. Scorre un abisso economico, tra un&#8217;ordinanza e l&#8217;altra.</p>
<p>Hanno espressioni facciali diversissime, egiziani e indiani, e laddove l&#8217;egiziano medio non vede l&#8217;ora di sorridere, lo sguardo standard degli indiani è truce, e devi sempre un po&#8217; grattare prima che venga fuori un po&#8217; di calore dalle facce, o quel disarmante modo di comunicare dondolando la testa che hanno qua. Ché poi non sono affatto truci come sembrano, &#8216;sti benedetti indiani. Sono solo, boh, più introversi dei caciaroni che mi porto nel cuore io.<br />
Poi invece li guardi scherzare tra loro, giocare a qualcosa o stare tra amici, e cambiano completamente, ti appaiono deliziosi. Ma, appunto, bisogna grattare, e in certi posti più che in altri. Nell&#8217;aspro Tamil Nadu più che nel morbido Kerala, per quel che vale la mia percezione di un paio di settimane, o nelle differenze tra nord e sud del paese, come leggo e sento dire in giro.</p>
<p>E infine c&#8217;è una clamorosa differenza nei rispettivi livelli di – come chiamarla – galanteria, tra gli uomini d&#8217;Egitto e quelli d&#8217;India, e gli uni paiono l&#8217;opposto degli altri.<br />
Laddove non mi è mai capitato che un egiziano resistesse alla tentazione di aiutarmi con valigie e carichi vari, in India puoi tranquillamente soccombere sotto i tuoi pesi senza che nessuno faccia una piega. Nemmeno gli autisti dei tuktuk, che avrebbero tutto l&#8217;interesse a guadagnarsi quantomeno una mancia. Niente. Ti guardano seduti e tranquilli mentre tu stramazzi nell&#8217;intento di poggiargli la borsa sul trabiccolo, e si rassegnano ad aiutarti solo se lo chiedi espressamente con l&#8217;aggiunta di un&#8217;occhiataccia da prof. E poi ti passano davanti in ascensore, si avventano sul pane tostato prima di te, traboccano di piccole omesse cortesie.<br />
E ti stupisce, &#8216;sta cosa, anche perché le donne indiane sembrano, invece, la quintessenza stessa della femminilità, con i loro sari e i fiori tra i capelli, e quindi li immagineresti più attenti, boh. E invece niente. Te le vedi col piccone ai bordi delle strade, &#8216;sti scriccioli in sari, intente a riparare la carreggiata. Altro che galanterie.</p>
<p>L&#8217;ho vista solo a livello di regole pubbliche, qualche cortesia supplementare per le donne, come in certi sportelli delle stazioni riservati agli anziani e alle signore o – esattamente come nella metropolitana cairota – nei vagoni dei treni riservati alle donne che vogliono viaggiare senza condividere il proprio spazio vitale con gli uomini. E mi è pure venuto un po&#8217; da ridere, nel vedere che si fa anche qua: quando scrivevo di quest&#8217;usanza in Egitto, mi toccava poi rispondere ad assatanate accuse di intenzioni segregatorie contro le viaggiatrici. Magari, se uno scrive che lo fanno anche gli indiani, forse qualche occidentale lo capisce che non è segregazione ma semplice, gentile, attenzione.<br />
Forse.</p>
<p>Rimane comunque il fatto che non è sensato pensare di potere dire cose intelligenti su un paese così enorme, e dopo così poco tempo. Si va a spanne, rifacendosi – appunto – a modelli conosciuti per prendere le misure al nuovo.<br />
Intanto il treno è quasi arrivato a Bangalore, siamo nei dintorni.<br />
Dintorni verdissimi, manco a dirlo.<br />
Che poi, però, lasciano il posto a dei quartieri-satellite che si direbbero adibiti alla differenziazione dei rifiuti raccolti in città – la differenziazione manuale, stile <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/473.php">Moqattam</a> – a giudicare dalla distesa di enormi sacchi della spazzatura che occupano quasi tutta la scena. E che, tra poco, lasceranno a loro volta posto all&#8217;effervescenza e all&#8217;adrenalina diffusa della capitale informatica dell&#8217;India.<br />
Direzione finale:<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi_Road,_Bangalore"> M. G. Road,</a> principale arteria commerciale della città.<br />
Dove M.G. sta per Mahatma Gandhi.</p>
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		<title>&#8220;Fatenah&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 18:21:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Copio-incollo da Invisiblearabs: Esce il primo film di animazione palestinese, con il sostegno dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. E&#8217; basato sulla vera storia di una donna di Gaza che scopre di avere un tumore al seno, e tenta di curarsi. Fatenah sarà presentato presto a Ramallah. Intanto, è disponibile un sito e un trailer. (Anche su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/e0QT1lc03uo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/e0QT1lc03uo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Copio-incollo da <a href="http://invisiblearabs.blogspot.com/2009/06/fatenahs-story.html">Invisiblearabs</a>:</p>
<p><em>Esce il primo film di animazione palestinese, con il sostegno dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. E&#8217; basato sulla vera storia di una donna di Gaza che scopre di avere un tumore al seno, e tenta di curarsi. </em><em>Fatenah</em> sarà presentato presto a Ramallah. Intanto, è disponibile un <a href="http://fatenah.com/Fatenah_2009/Intro.html">sito</a> e un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=e0QT1lc03uo">trailer</a>.</p>
<p>(Anche su <a href="http://www.guerraeterna.com/archives/2009/06/fatenah.html">Guerra Eterna</a>)</p>
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		<title>L&#8217;Iran, Twitter e l&#8217;homepage de El País</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 18:56:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
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		<description><![CDATA[Accendo il pc, appena tornata dal mare. Su Friendfeed c&#8217;è Ezekiel che monitora la situazione iraniana via Twitter e la racconta, ché le notizie dall&#8217;Iran sono lì. Si legge, tra gli altri, questo scambio: Faccio un giro ed è vero. La situazione italiana è tristissima, con Google News che ignora il tutto e Repubblica che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accendo il pc, appena tornata dal mare.<br />
Su Friendfeed c&#8217;è <a href="http://friendfeed.com/ezekiel">Ezekiel</a> che monitora la situazione iraniana via Twitter e la racconta, ché le notizie dall&#8217;Iran sono lì.<br />
Si legge, tra gli altri, questo scambio:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/ezekiel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2294" title="ezekiel" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/ezekiel.jpg" alt="ezekiel" width="502" height="225" /></a></p>
<p>Faccio un giro ed è vero. La situazione italiana è tristissima, con Google News che ignora il tutto e Repubblica che fa i titoli con quello che legge dai twit.</p>
<p><a href="http://english.aljazeera.net/">Al Jazeera</a> se la cava molto meglio, con un mucchio di video e<a href="http://english.aljazeera.net/focus/2009/06/2009620111022959219.html"> un&#8217;intervista </a>in controtendenza a una blogger filogovernativa.</p>
<p>Infine passo dai pragmatici spagnoli e scoppio a ridere: a El Pais, senza farsi tante menate, hanno messo direttamente la finestrella di Twitter in homepage. L&#8217;uovo di Colombo, dai, e poi dici che perché li amo, io, quelli là. (Mentre scrivo, sulla finestrella c&#8217;è <a href="http://twitter.com/ahmechrginlzrz">@ahmechrginlzrz</a> che dice che l&#8217;ambasciata canadese a Teheran non sta accettando i feriti, a differenza di altre ambasciate. Suppongo che, con notizie tanto in diretta, i canadesi dovranno dare qualche veloce spiegazione alla loro opinione pubblica.)</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/twittelpais.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/twittelpais.jpg" alt="twittelpais" title="twittelpais" width="470" height="480" class="alignnone size-full wp-image-2295" /></a></p>
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		<title>Farsi prendere per il naso da Netanyahu</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 20:52:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel mezzo del casino iraniano ci mancavano i giochini di Netanyahu, infilatosi nei titoli di giornale con pseudoproposte di pace in Medio Oriente messe giù all&#8217;unico scopo di prendere per il naso le distratte opinioni pubbliche occidentali e costringere i palestinesi a dire l&#8217;ennesimo, inevitabile &#8220;no&#8221; che gli servirà da scusa per sferrare l&#8217;ennesimo, prevedibile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mezzo del casino iraniano ci mancavano i giochini di Netanyahu, infilatosi nei titoli di giornale con pseudoproposte di pace in Medio Oriente messe giù all&#8217;unico scopo di prendere per il naso le distratte opinioni pubbliche occidentali e costringere i palestinesi a dire l&#8217;ennesimo, inevitabile &#8220;no&#8221; che gli servirà da scusa per sferrare l&#8217;ennesimo, prevedibile, attacco.<br />
I <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/medio-oriente-53/netanyahu-palestinesi/netanyahu-palestinesi.html">preparativi di alibi di Netanyahu</a> appaiono più grossolani del solito, stavolta: in pratica, il Nostro propone ai palestinesi di farsi uno Stato con questa roba qua (<a href="http://2.bp.blogspot.com/_ufNEenHddbE/Six2HfwSOnI/AAAAAAAAAvI/_m269h_aEP4/s1600-h/Cisjordania+asentamientos.jpg">cliccare qui</a> per ingrandirla come si deve, in tutta la sua tragica ironia):</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/cisjordania-asentamientos.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/06/cisjordania-asentamientos-198x300.jpg" alt="cisjordania-asentamientos" title="cisjordania-asentamientos" width="198" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2279" /></a></p>
<p>In questo arcipelago di giardinetti interrotti ogni cento metri dal territorio israeliano, i palestinesi avrebbero <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/medio-oriente-53/netanyahu-palestinesi/netanyahu-palestinesi.html">il diritto di tenere una bandiera e cantare un inno, e basta</a>. Per il resto, dice che non avrebbero il controllo dello spazio aereo, come se avessero il controllo di quello di terra, dell&#8217;acqua o di quant&#8217;altro. Le colonie illegalmente costruite nelle zone migliori del territorio palestinese continuerebbero ad esistere e con i coloni &#8220;<em>fratelli e sorelle</em>&#8220;, secondo quel delinquente, lo Stato israeliano manterrebbe &#8220;<em>la massima concordia</em>&#8220;, qualunque cosa ciò significhi.</p>
<p>La frase geniale, poi, è questa qua: &#8220;&#8221;<em>Gerusalemme dovrà rimanere capitale indivisibile dello Stato ebraico</em>&#8220;. &#8220;<em>Rimanere</em>&#8220;? Ma davvero? Ma da quando Gerusalemme è capitale di Israele, scusate? La dichiarazione di Gerusalemme capitale <a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/2009/03/03/gerusalemme_capitale_di_israel.html">è una violazione del diritto internazionale</a> (ris. 478/80 del Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU) e non c&#8217;è paese che la riconosca. E invece, secondo Netanyahu, i palestinesi &#8211; giusto loro, quando non lo fa manco l&#8217;Unione Europea &#8211; dovrebbero accettare che essa &#8220;<em>rimanga</em>&#8221; tale. Tu pensa che faccia di tolla.</p>
<p>E poi la pretesa che l&#8217;ANP &#8220;<em>riporti l&#8217;ordine a Gaza</em>&#8221; contro i governanti a suo tempo democraticamente eletti, roba che manco Ahmadinejad.<br />
E lo sprezzante appellativo di &#8220;<em>Hamastan</em>&#8220;, e la chiusura ai profughi in quanto &#8220;<em>non ebrei</em>&#8221; e così via.</p>
<p>Mi pare difficile dare torto a chi lo ha definito un discorso &#8220;razzista&#8221;. Se questo non è razzismo, che dire: spiegatemi cos&#8217;è il razzismo secondo voi, grazie.</p>
<p>Rimane da capire quale sia il vero obiettivo di Netanyahu, dopo questa occupazione di prime pagine dei giornali a mo&#8217; di lupo travestito da nonna di Cappuccetto Rosso.<br />
Vorrà divorarsi qualcosa d&#8217;altro, come dicevo prima, approfittando dell&#8217;allarme generale sull&#8217;Iran: non vedo altre spiegazioni.</p>
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