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	<title>Haramlik &#187; Patria (matrigna?)</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Istantanee dalla scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 21:23:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
La collega prepara il compito in classe per la IVD. Mette giù le domande, stampa il quizzone e trotterella fiduciosa verso la portineria, dove c&#8217;è il modulo da compilare per richiedere le fotocopie.
&#8220;Mi servono per martedì, 30 copie. I ragazzi sono 30.&#8221;
La bidella la guarda: &#8220;Prof, ma non ha saputo che adesso dovete procurarvi voi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/fotocopie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2628" title="fotocopie" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/fotocopie.jpg" alt="fotocopie" width="101" height="100" /></a></p>
<p>La collega prepara il compito in classe per la IVD. Mette giù le domande, stampa il quizzone e trotterella fiduciosa verso la portineria, dove c&#8217;è il modulo da compilare per richiedere le fotocopie.</p>
<p>&#8220;Mi servono per martedì, 30 copie. I ragazzi sono 30.&#8221;</p>
<p>La bidella la guarda: &#8220;Prof, ma non ha saputo che adesso dovete procurarvi voi la carta?&#8221;</p>
<p>&#8220;Eh?&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma sì, prof. Non è stato comunicato ufficialmente ma ormai i suoi colleghi lo sanno, lasciano i fogli allegati alla domanda.&#8221;</p>
<p>&#8220;Mi sta dicendo che io devo comprare, a spese mie, i fogli per fotocopiare i compiti in classe?&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma lo fanno tutti, prof&#8230;&#8221;</p>
<p>La collega gronda ghiaccioli dalla voce: &#8220;I compiti in classe sono un obbligo di legge. La scuola deve mettermi in condizione di farli. Io non compro nessun foglio: chiamo i giornali, piuttosto.&#8221;</p>
<p>&#8220;Prof, aspetti che le chiamo al telefono l&#8217;addetta alle fotocopie.&#8221;</p>
<p>Le passano l&#8217;addetta che, stupita di fronte a una docente tanto recalcitrante, le fa notare: &#8220;Ma lo fanno tutti i suoi colleghi, anche la prof Tizia, pure la prof Caia&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Sì? E io chiamo i giornali, invece.&#8221;</p>
<p>Alla fine gliele hanno fatte, le fotocopie. Trenta, per trenta verifiche.</p>
<p>E pensava, la collega, che i prof che si comprano la carta per le verifiche a spese loro sono dei gran complici di questo sfascio.</p>
<p>Invece di andare in piazza e fermare il traffico. Invece di rifiutarsi di fare le verifiche, se non ci danno la carta su cui farle. Invece di raccontarlo al mondo, quello che ci sta succedendo.</p>
<p>No. Loro aprono la borsa e comprano i fogli di carta allo Stato.</p>
<p>E dire che saremmo degli educatori. A me viene da pensare, più che altro, a certe eterne figure di Madri Sofferenti che tirano su figli capaci solo di sputargli in faccia. Non a caso, a noi sputa in faccia l&#8217;Italia intera, dal ministero in giù, mentre andiamo a comprare i fogli di carta.</p>
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		<title>In diretta da Firenze: caccia grossa a Miguel Martinez</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[Divorzio islamico minuto per minuto]]></category>
		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[Dunque, è successo che la settimana scorsa siamo di nuovo comparsi di fronte al giudice: io, il mio avvocato e l&#8217;avvocatessa di Magdi Allam.
E l&#8217;avvocatessa, tranquillamente, ha dichiarato di fronte al giudice che Magdi Allam era da scagionare perché la mia email gli era stata data da uno dei destinatari diretti, &#8220;che non è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, è successo che la settimana scorsa siamo di nuovo comparsi di fronte al giudice: io, il mio avvocato e l&#8217;avvocatessa di Magdi Allam.</p>
<p>E l&#8217;avvocatessa, tranquillamente, ha dichiarato di fronte al giudice che Magdi Allam era da scagionare perché la mia email gli era stata data da uno dei destinatari diretti<em>, &#8220;che non è la sig.ra De Feo né il signor Piccardo&#8221;</em>. Dichiarato di fronte al giudice.</p>
<p>Si torna <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/001224.php">a questo post, quindi</a>: dei <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/001224.php">tre destinatari che rimangono</a>, chi è stato? <strong>Chi è l&#8217;informatore di Magdi Allam</strong>, tra questi tre?</p>
<p>Visto che io sono a Firenze, ché ieri avevo<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2613.php"> questo impegno</a>, ho pensato bene di andarglielo a chiedere direttamente, a Miguel Martinez:</p>
<p>&#8220;<em>Dimmi, Miguel: sei stato tu? O quale degli altri due? E tu come mai hai fatto da complice in questa porcheria?</em>&#8221;</p>
<p>E quindi siamo andate sotto casa sua, io e <a href="http://www.ildialogo.org/islam/doveceamore20012007.htm">Anika Persiani</a> che lo conosce personalmente.</p>
<p>Un freddo che non ti dico, neve e tutto, e noi sotto, in un bizzarro bar chiamato &#8220;Dolce Vita&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/miguel-004.jpg"><img class="size-medium wp-image-2624 aligncenter" title="miguel 004" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/miguel-004-300x225.jpg" alt="miguel 004" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Anika gli manda un sms: &#8220;<em>Sono a prendere un caffè al Dolce Vita. Se sei a casa, riesci a scendere? C&#8217;è una sorpresina.</em>&#8221;</p>
<p>Mi sa che il Nostro lo sapeva, quale era la sorpresina, perché si dà per disperso, non risponde, fa scattare la segreteria telefonoca quando Anika cerca di raggiungerlo.</p>
<p>Alla fine mi decido a chiamarlo io. Dopo un po&#8217; di squilli, risponde: &#8220;<em>Ciao, Lia</em>.&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Ciao, Miguel: direi che è arrivato il momento di confrontarci, no?</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>No. Io non voglio. No comment. Perché vuoi farlo?</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Be&#8217;, perché abbiamo questa faccenda in sospeso da anni, Miguel. No?</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Ma io non ci sono, sono in una fabbrica a insegnare inglese e sarò lì nei prossimi giorni.</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Sei fuori Firenze, Miguel</em>?&#8221;</p>
<p>Una pausa e un sospiro: &#8220;<em>Sono a Firenze, ma non me la sento di incontrarti</em>.&#8221;</p>
<p>Poi taglia corto: &#8220;<em>Chiamami tra un&#8217;ora, ma tanto non ti incontro.</em>&#8221;</p>
<p>Racconto tutto alla<a href="http://www.cloroalclero.com/"> Cloro</a> che, intanto, ci ha chiamato. Lei lo richiama: &#8220;<em>Ma scusa, affrontala, no? Mica ha lì un randello. Dille quello che hai da dire.</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Ma tanto è inutile, lei ha già tutte le sue paranoie</em>.&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Guarda, Miguel, che io c&#8217;ero, quando tu e la Valent vi sentivate. Lei era da me, in uno dei periodi in cui parlavate di questa storia. Sono testimone di come è stato il vostro rapporto in quel periodo. Quindi mi pare che tu le debba davvero qualche spiegazione, a Lia.</em>&#8221;</p>
<p>E Miguel che fa? Riattacca.</p>
<p>Solita signorina, quest&#8217;uomo. Il coraggio fatto Ectoplasma.</p>
<p>Io comunque non demordo, sono qua.</p>
<p>Ti aspetto, Miguel. Chi è stato? Sherif? Tu? O Dacia? Quale dei tre, tesoruccio mio&#8230;.?</p>
<p>Vieni fuori e fammi vedere la tua faccina, Miguel.</p>
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		<title>Chiacchieriamocela</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 18:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente: donne]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e cose varie]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
Io, l&#8217;8 marzo dovrei essere qui a parlare di donne e incontri tra culture assieme a un po&#8217; di gente.
Se qualche fiorentino amico (amico, mi raccomando, ché una rissa sarebbe fuori tema) vuole fare un salto, si palesi.
 INCONTRO DI CIVILTA’ (AL FEMMINILE)
Lunedì 8 aprile alle ore 18 per festeggiare la Festa della donna Incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/miguel-003.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2626" title="003" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/miguel-003-300x225.jpg" alt="003" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Io, l&#8217;8 marzo dovrei essere <a href="http://www.casadellacreativita.it/it/news/369-incontro-di-civilta-al-femminile.html">qui</a> a parlare di donne e incontri tra culture assieme a un po&#8217; di gente.</p>
<p>Se qualche fiorentino amico (amico, mi raccomando, ché una rissa sarebbe fuori tema) vuole fare un salto, si palesi.</p>
<h2><a href="http://www.casadellacreativita.it/it/news/369-incontro-di-civilta-al-femminile.html"> INCONTRO DI CIVILTA’ (AL FEMMINILE)</a></h2>
<p><strong>Lunedì 8 aprile</strong> alle<strong> ore 18</strong> per festeggiare la<strong> </strong>Festa della donna <strong>Incontro di civiltà (al femminile) </strong>per la festa della donna. Per abbattere le barriere culturali fra donne, vittime di violenza trasversalmente, in ogni angolo di mondo, indipendentemente da religione o cultura di appartenenza.</p>
<p><strong>Ore 18.00</strong><br />
Intervengono:<br />
<strong>Lia di “Haramlik”</strong> , responsabile del blog: “Haramlik &#8211; spazio della casa riservato alle donne nella cultura tradizionale islamica”; Lia è una blogger, professoressa d’italiano in Egitto.</p>
<p><strong>Safa&#8217; a Warawra</strong>, di origine palestinese , attrice teatrale e commentatrice di forum, da 10 anni in Italia</p>
<p><strong>Paolo Sarti</strong>, del progetto &#8220;Maschio per obbligo &#8221; di Firenze (Associazione &#8220;medici per i diritti umani &#8221; )</p>
<p><strong>Erika Bernacchi</strong>, Amnesty International, responsabile della campagna “Mai più violenza sulle donne”</p>
<p>Modera <strong>Anika Persiani<br />
</strong></p>
<p><strong>ore 20:00</strong><br />
Buffet con musica e proiezione &#8221; la notte di Carmen &#8221;</p>
<p><strong>ore 20:30</strong><br />
in salotto con le ospiti &#8211; domande e risposte&#8230;e festa <strong>WONDERWOMAN</strong> &#8211; musica al Femminile &#8211; a cura di MondaY !</p>
<p>In occasione della serata sarà possibile sottoscrivere petizioni sulla campagna <strong>“MAI PIU’ VIOLENZA SULLE DONNE”</strong>, promossa da <strong>Amnesty Internation</strong></p>
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		<title>Noi che andiamo in ospedale a Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:47:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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La sera di martedì c&#8217;è una cena a casa mia. La mattina di mercoledì mi sveglio con un cerchio alla testa e un dolore al fianco destro. Mi dico: &#8220;Non può essere il fegato, lo sanno tutti che non fa male fino a un attimo prima di ucciderti.&#8221; Soffoco i sensi di colpa, vado a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/ps.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2608" title="ps" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/ps.jpg" alt="ps" width="127" height="106" /></a></p>
<p>La sera di martedì c&#8217;è una cena a casa mia. La mattina di mercoledì mi sveglio con un cerchio alla testa e un dolore al fianco destro. Mi dico: &#8220;<em>Non può essere il fegato, lo sanno tutti che non fa male fino a un attimo prima di ucciderti.</em>&#8221; Soffoco i sensi di colpa, vado a scuola, aspetto che passi. Non passa.</p>
<p>Giovedì e venerdì il dolore al fianco destro persiste. I miei sensi di colpa anche, visto che è un periodo in cui tutti vogliono rieducarmi e fare di me una donna sana e a dieta, quindi mi guardo bene dal dirlo a chicchessia. Vado a scuola. Zoppico un po&#8217;, ma vado.</p>
<p>Sabato mattina comincio a confessare, anche perché sono quattro giorni che ho la mano sul fianco. SMP mi guarda preoccupato e osserva che dovrei vedere un medico. Io vado a scuola.</p>
<p>All&#8217;uscita da scuola &#8211; sempre sabato &#8211; mi dico che mi deve stare succedendo qualcosa. Mi dico anche che forse aspettare fino al lunedì successivo è imprudente, quindi mi risolvo ad andare al Pronto Soccorso. L&#8217;ospedale più vicino alla mia scuola è Villa Scassi. Un po&#8217; perplessa per il nome (<em>Scassi</em>&#8230;?) mi ci dirigo, arrivo affannata perché è in cima a una salita (e sennò non saremmo a Genova, del resto), entro e mi guardo attorno perplessa. Che bruttissimo posto, gessù.</p>
<p>Nell&#8217;atrio ci sono lavori in corso, all&#8217;accettazione ci sono due telefoniste coi capelli sporchi e la ricrescita, i medici sembrano indistinguibili dai malati e questi dagli infermieri. L&#8217;atmosfera non pare amichevole: sono certa che verrò guardata con disprezzo, appena dirò che ho un semplice mal di fianco, ché l&#8217;ambiente pare di quelli dove devi presentarti con qualche arto mancante, se vuoi essere preso in considerazione. Nella sala d&#8217;attesa, un&#8217;umanità parecchio male in arnese pare stare lì per passare il tempo, in mancanza di posti migliori dove andare.</p>
<p>L&#8217;istinto mi dice di fuggire, guadagno la porta, ci ripenso e torno indietro perché il fianco fa sempre più male. Cerco di richiamare l&#8217;attenzione di un infermiere, non ci riesco ma mi rendo conto che è un ceffo inguardabile e ha l&#8217;aria cattiva. Do retta all&#8217;istinto e ri-fuggo, stavolta sul serio. Sull&#8217;autobus che mi porta verso il Galliera (ospedale lindo e pinto, gestito dalla Curia) mando un sms di rimprovero al Signore Molto Perbene: &#8220;<em>Ma insomma, io non sono di Genova, perché non mi hai detto che Villa Scassi è come Napoli? Volevi forse uccidermi?</em>&#8221; SMP mi informa, abbastanza sostenuto, che lui di ospedali non se ne intende.</p>
<p>Al Galliera mi accolgono, mi sorridono, mi coccolano e mi informano che sono vittima di una colica renale. &#8220;<em>Ma no!</em>&#8220;, faccio io. &#8220;<em>Eh, sì</em>!&#8221;, fanno loro. Mi fanno un paio di flebo, mi spiegano che prima di lunedì non potrò fare l&#8217;ecografia e si offrono di ricoverarmi fino ad allora. Declino l&#8217;offerta con decisione e striscio ad aspettare il lunedì a casa mia, dove almeno mi è permesso fumare.</p>
<p>Domenica vedo tutte le stelle del firmamento. Cerco &#8220;colica renale&#8221; su Google ma non mi pare di avere i sintomi descritti da Wikipedia. Mi riconosco di più in quelli del cancro al colon, per dire. Sono constatazioni che non fanno sentire meglio.</p>
<p>Nella notte tra domenica e lunedì il dolore non mi lascia dormire, quindi ho tutto il tempo per pensare al da farsi. &#8220;Se davvero è il rene, a farmi tanto male, qua mi ricoverano di sicuro. Sarà da asportare, non c&#8217;è altra spiegazione.&#8221; E, siccome sono una che nelle emergenze si organizza, mi rendo conto di dovere organizzarmi per un soggiorno ospedaliero e che è meglio farlo per tempo, visto che mi muovo a stento.</p>
<p>Alle 3 di notte mi lavo i capelli, alle 3 e mezza metto un po&#8217; di pigiami in lavatrice, alle 5 li stendo sui termosifoni. Preparo il beauty-case, recupero i saponcini rubati in giro per alberghi, raccatto le ciabatte, scelgo libri, metto il computer piccolo nella borsa e, con l&#8217;alba, sono pronta per essere scodellata da SMP davanti all&#8217;ospedale. <em>&#8220;No, va&#8217; pure, è inutile stare lì in due, ti chiamerò, non preoccuparti, cerca di sopravvivere senza di me, addio.</em>&#8221; Mentre aspetto l&#8217;ecografia, letteralmente piegata in due dal dolore, mi domando che cicatrici lascino le asportazioni di un rene.</p>
<p>La faccio breve: all&#8217;ecografia, il mio rene risulta essere il più bello del mondo, oltre che in ottima salute. Mi rimandano in Pronto Soccorso, mi stendono su una barella, mi piazzano una, due, tre flebo, mi portano a spasso per tutto l&#8217;ospedale, mi tolgono litri di sangue, mi fanno un mucchio di radiografie &#8211; quella al torace me la fanno tre volte, ché dicono che ho una cerniera metallica sul petto e, per quanto io giuri che non è vero, non se ne convincono fino a quando non scoprono che è il cuscino che ho sotto di me, ad avere una cerniera metallica &#8211; e infine mi abbandonano per qualche ora accanto a una vecchina moribonda. La vecchina è anche sorda, oltre che moribonda. Ogni tanto, arriva l&#8217;infermiere e grida: <em>&#8220;C&#8217;è qualcuno che la aspetta fuori?</em>&#8221; La vecchina dice di sì, col poco fiato che ha. E l&#8217;infermiere: <em>&#8220;No, guardi che fuori non c&#8217;è nessuno! Abbiamo chiamato ma non risponde nessuno!</em>&#8221; Io penso che magari è che alla vecchina piace pensare che ci sia qualcuno che aspetta lei, dietro &#8217;ste porte, e che l&#8217;infermiere le sta togliendo gli ultimi quanto inoffensivi sogni. Ma forse sono io che faccio letteratura dalla mia barella, e la vecchina è piena di figli che sono semplicemente andati a mangiare.</p>
<p>Nove ore dopo il mio ingresso, arriva la diagnosi. Era un mal di schiena. Per il resto sono un fiore. Scoppio di salute, proprio.</p>
<p>Mi tolgono la flebo, mi buttano giù dalla barella che occupo indegnamente, mi dimettono consigliandomi un Aulin.</p>
<p>Io, quindi, adesso sono a letto che mi curo il mal di schiena. L&#8217;Aulin ha già cominciato a fare effetto, comincio a stare meglio.</p>
<p>Soprattutto, ho l&#8217;acqua accanto a me.</p>
<p>Perché la dottoressa che mi aveva diagnosticato una colica renale &#8211; il cielo la fulmini &#8211; mi aveva raccomandato di non bere, ché l&#8217;acqua mi avrebbe fatto aumentare il dolore, diceva.</p>
<p>Io, quindi, da sabato a lunedì mi sono a stento inumidita le labbra, e non ti dico che sete avevo, alla fine.</p>
<p>(La prossima volta vado al San Martino, faccio così.)</p>
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		<title>Ci avevo da fare</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 20:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ho cambiato casa. Mi sono impossessata di tutto il mio palazzo, o comunque quasi. Nella mia ex casa c&#8217;è adesso mio fratello, determinato a fare il pendolare da Milano e a passare quanto più tempo possibile nel suo buen retiro nuovo di zecca. Io invece sono al piano di sotto, nella casa nuova &#8211; quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/02/trasloco-001.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2597" title="trasloco 001" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/02/trasloco-001-300x224.jpg" alt="trasloco 001" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Ho cambiato casa. Mi sono impossessata di tutto il mio palazzo, o comunque quasi. Nella mia ex casa c&#8217;è adesso mio fratello, determinato a fare il pendolare da Milano e a passare quanto più tempo possibile nel suo buen retiro nuovo di zecca. Io invece sono al piano di sotto, nella casa nuova &#8211; quella che appena l&#8217;ho vista ho pensato: &#8220;Tu sarai mia&#8221;, e non sbagliavo &#8211; e vivo con SMP. Siamo qui da quasi tre settimane e non ci siamo ancora lasciati. Direi che è strepitoso, come inizio.</p>
<p>Passo le mie giornate all&#8217;Ikea, non riesco più a staccarmene. L&#8217;angolo delle occasioni dell&#8217;Ikea è la mia perdizione del momento, e parlo disinvoltamente di poltrone Ektorp (pagata 80 euro) e tavoli Norden (120 quello grande) e non l&#8217;avevo mai fatta in vita mia, questa cosa. Non avevo mai messo su casa con un uomo.</p>
<p>Dunque, le differenze. Rispetto a traslocare da sola, traslocare con un uomo ha un mucchio di vantaggi. Sollevi molti meno pesi, tanto per cominciare.</p>
<p>E poi risparmi un sacco: la cucina l&#8217;ha montata con le mani sue, mentre io lo contemplavo ammirata ricordando il terribile pomeriggio in cui vennero gli omoni dell&#8217;Ikea a montarmi quella della vecchia casa, tre anni fa: ero al telefono con non so chi, ad esaurirmi appresso al mio divorzio islamico, e intanto gli operai montavano ante e segavano piani di lavoro domandandosi da che razza di pazza fossero finiti, suppongo, ché mi si sentiva dibattere di regole coraniche e non li degnai di uno sguardo, li salutai distrattamente mentre se ne andavano e manco mi presi la briga di vedere come fosse venuta, la cucina montata. La sera venne Marzia, ricordo. Entrò festosa, cominciò a farmi i complimenti per il mio progresso abitativo e poi mi guardò: &#8220;Non te ne frega niente, vero?&#8221;</p>
<p>Esatto. Non me ne fregava niente.</p>
<p>Stavolta me ne frega eccome, invece, e mi sto godendo ogni piccolo progresso, ogni mensola, ogni lampadina nuova come se stessi giocando alla casa di Barbie, con un divertimento abitativo che non conoscevo e che sono felice di scoprire, alla tenera età di 48 anni.</p>
<p>Divertimento in cui non mi sento nemmeno intrappolata, peraltro: i primi giorni ci guardavamo straniti, io e SMP, pensando a cosa diamine stessimo combinando. &#8220;L&#8217;importante è prenderla con la dovuta leggerezza&#8221;, dissi io a un certo punto. Credo che diventerà il motto di questa casa.</p>
<p>Riesco a scrivere poco perché parlo molto. Non sono abituata a vivere con qualcuno, ho i meccanismi ancora da regolare. Prima, quando pensavo una cosa la scrivevo. Adesso la dico. Dovrò trovare una terza via, qualcosa che mi faccia imparare a dire delle cose e a scriverne altre, imparerò ad orientarmi.</p>
<p>Mi guardo attorno e, in certi momenti, mi sento come una che viene beccata a fare qualcosa di male: direi che ne ho fatto, di casino, in tre anni a Genova. &#8216;Sta prof grassottella che compie gli anni ogni secondo continua a fare danni, pare, ed è tutta salute. E poi una rivoluzioncella periodica ci vuole, ché sennò come fai. Sono contenta. E&#8217; un bel periodo.</p>
<p>SMP cucina cose genovesi, i testaroli al pesto e tutte &#8217;ste cose. Si fa la spesa nelle botteghe dei vicoli, in Canneto. Ride quando pronuncio la zeta. Ascolta Rai3 in tutte le stanze grazie a un mucchio di radio strategiche.</p>
<p>Non si può dire che non me la stia vivendo, questa città.</p>
<p>Ci ho le Billy da montare, poi torno.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/02/trasloco-003.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2598" title="trasloco 003" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/02/trasloco-003-300x224.jpg" alt="trasloco 003" width="300" height="224" /></a></p>
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		<title>Miguel Martinez vs. Cuore: l&#8217;intervista e le balle</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 16:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e cose varie]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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Apprendo che Miguel Martinez osa scrivere, sul suo blog:
[...] Guarda che io sono una persona molto attenta a non raccontare fattacci personali né miei né degli altri, peggiori nemici compresi.
Eppure tutti gli attacchi contro di me su Internet sono costruiti con abili ritagli di cose che ho scritto, oppure manipolando contatti con altre persone, oppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/01/intervista_miguel_martinez1.JPG"><img class="alignnone size-medium wp-image-2584" title="intervista_miguel_martinez1" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/01/intervista_miguel_martinez1-300x146.jpg" alt="intervista_miguel_martinez1" width="300" height="146" /></a></p>
<p>Apprendo che Miguel Martinez<a href="http://wwwnew.splinder.com/myblog/comment/list/22046648/60521449#cid-60521449"> osa scrivere</a>,<a href="http://kelebek.splinder.com/post/22046648/Facebook+e+i+miei+dati+ai+temp#22046648"> sul suo blog</a>:</p>
<blockquote><p>[...] <em>Guarda che io sono una persona molto attenta a non raccontare fattacci personali né miei né degli altri, peggiori nemici compresi.<br />
Eppure tutti gli attacchi contro di me su Internet sono costruiti con abili ritagli di cose che ho scritto, oppure manipolando contatti con altre persone, oppure mettendo insieme cose vere con cose false.</em></p></blockquote>
<p>Ora: succede che questo sedicente discretissimo tizio abbia diffuso i miei dati e ogni sorta di manipolazione della mia esistenza (sessuale, familiare, su mia madre e fratelli etc.) lungo un migliaio di commenti sparsi sul suo blog. Succede che lo abbia fatto per distogliere l&#8217;attenzione dal fatto che una sentenza del Garante della Privacy<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/001224.php"> lo indicava implicitamente, assieme a qualcun altro, come la &#8220;talpa&#8221; che aveva girato a Magdi Allam una mia email privata finita sul Corriere</a>. Succede che qui si sia reagito cercando di mettere in guardia, con testimonianze e materiali, altri incauti dall&#8217;avere a che fare con lui. E succede che<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/inserto-il-giallo-haramlik"> il materiale che ho usato</a> ne smascheri le bugie e sia verificabile e trasparente.</p>
<p>Visto che ancora si lamenta, tuttavia, mi sorge il dubbio che confidi sulla pigrizia di chi non va a aprire i file jpeg per vedere che ciò che lui dice non è riportato in &#8220;ritagli&#8221;, su questo blog, <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1509.php">ma nella sua interezza</a>. E quindi ho pensato che forse valeva la pena di trascriverlo anche in formato testo, ché così gli togliamo motivi per lagnarsi. Procediamo, dunque.</p>
<p><strong>Antefatto:</strong></p>
<p>Nella redazione di <a href="http://www.flickr.com/photos/robertograssilli/sets/225593/detail/">Cuore di via Castiglione, a Bologna</a>, si presenta un tale Miguel Martinez, tizio che si attribuiva un passato in <strong>Ordine Nuovo</strong> e in altre organizzazioni filoterroristiche di estrema destra. Arriva, quindi, e propone un suo materiale su <strong>Nuova Acropoli.</strong> Associazione che, a suo dire, celava una catena di reclutamenti per azioni di altro genere.<a href="http://lateral-capital.blogautore.repubblica.it/"> Luca Bottura</a>, all&#8217;epoca a Cuore, verifica per quello che può e lo intervista. <strong>Valerio Marchi</strong>, competente studioso di eversione nera, scrive<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/04/articolo_valerio_marchi1.jpg"> il pezzo</a> <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2008/04/art_marchi2.jpg">principale</a>.</p>
<p>Si scatena un putiferio su Cuore, con tanto di arrivo della Digos in redazione e querela di Nuova Acropoli (poi archiviata). A quel punto Martinez &#8211; per paura o per motivi più torbidi &#8211; tenta di smentire tutto. Ci si dedicherà per lungo tempo, e in tutti i modi: a volte contando sulla bontà di studiosi comprensivi sul piano umano (<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1509.php">vedi Ugo Tassinari</a>), altre volte diffondendo smaccate menzogne. Peccato che l&#8217;intervista sia assolutamente autentica, invece.</p>
<p>Qui la  riporto per esteso. In seguito trascriverò l&#8217;articolo di Marchi.</p>
<h2><strong>Intervista:</strong></h2>
<p><strong>Come si entra a Nuova Acropoli?</strong></p>
<p>Anche da sinistra. Esternamente si presentano come ambientalisti e paladini del laicismo. Il mio però è un caso a parte.</p>
<p><strong>Quanto a parte?</strong></p>
<p>Ero studente, venivo da Ordine Nuovo e non hanno dovuto usare i sotterfugi che utilizzano con le altre &#8220;matricole&#8221;.</p>
<p><strong>Quali?</strong></p>
<p>Si inizia con un corso, all&#8217;interno del quale l&#8217;adepto viene seguito individualmente. Lo si sonda, se ne capiscono gli interessi, lo si indirizza verso un lavoro all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione. All&#8217;inizio in maniera subdola, fintamente assembleare. In realtà attraverso l&#8217;introduzione di argomenti militari, abituandolo a eseguire gli ordini.</p>
<p><strong>In quanto tempo?</strong></p>
<p>Per trasformare un lettore di <em>Cuore</em> in un capomanipolo del Corpo di sicurezza, ci vogliono circa due anni. Si comincia con l&#8217;utilizzo di piccoli codici (segnali particolari, gergalità, giochi di ruolo), e ci si ritrova inquadrati, stretti in divise similnaziste, a fare il saluto romano. O a sparare.</p>
<p><strong>Dove?</strong></p>
<p>Si addestrano in un terreno vicino Roma, la Commenda. E&#8217; sulla Cassia, a Montefiascone.</p>
<p><strong>Altre violenze?</strong></p>
<p>No. L&#8217;organizzazione non va sputtanata, non bisogna tradirsi. Al massimo qualche scazzottata con i punk che non gradiscono Wagner e la musica celtica.</p>
<p><strong>E il processo mentale, qual è?</strong></p>
<p>Non è obbligatorio essere disturbati mentalmente per farsi coinvolgere. Può bastare una forte dose di idealismo.</p>
<p><strong>C&#8217;è coscienza di ciò che si persegue?</strong></p>
<p>Io ho avuto tutto chiaro da subito, ed è per questo che ho salito i gradini dell&#8217;associazione.</p>
<p><strong>Tutto chiaro cosa?</strong></p>
<p>L&#8217;obiettivo finale è la costruzione di uno Stato piramidale, dittatoriale.</p>
<p><strong>Attraverso i corsi da annunciatore FS?</strong></p>
<p>In Italia, non essendo riusciti a entrare organicamente nei centri di potere, ci si accontenta di pompare denaro all&#8217;organizzazione internazionale. Attraverso un uso dei media che anno dopo anno si è affinato.</p>
<p><strong>Come?</strong></p>
<p>Dal &#8216;57 all&#8217;82 non si sono mai occupati di ecologia. Poi, visto che l&#8217;argomento &#8220;tirava&#8221; sui giornali, hanno cominciato a pulire parchi su parchi. Previa allerta ai cronisti, ovviamente.</p>
<p><strong>Come si fa carriera?</strong></p>
<p>Chi porta dentro altra gente, chi è affidabile, chi fa parlare i giornali va avanti. E pian piano arriva a sentirsi importante, all&#8217;interno di un mondo che riconosce per buone solo le proprie leggi totalitarie.</p>
<p><strong>Esiste qualche barlume di buonafede?</strong></p>
<p>A livello intermedio sì. Buonafede e fanatismo insieme. Nei vertici no.</p>
<p><strong>Lei ha mai avuto un lavoro regolare?</strong></p>
<p>No. Solo lavori collaterali. E anche adesso sono in queste condizioni, anche se &#8211; a 38 anni &#8211; sto per laurearmi. Ma non è facile recuperare.</p>
<p><strong>E farsi una famiglia?</strong></p>
<p>Ho conosciuto mia moglie [<em>nota mia: si tratta della prima moglie, che adesso vive a Roma</em>] all&#8217;interno di Nuova Acropoli, ma lei è sempre stata meno importante dell&#8217;organizzazione.</p>
<p><strong>Come ne è uscito?</strong></p>
<p>Ero da solo in Egitto, come capo dell&#8217;organizzazione locale. Ho avuto accesso all&#8217;archivio generale: piani per conquistare il mondo accanto a foto di vecchietti travestiti da gerarchi. Lontano da tutto, ho avuto modo di capire come tutto ciò fosse al contempo grottesco e pericoloso. [<em>Nota mia: pericoloso soprattutto per lui, ché in Egitto le sette sono penalmente perseguibili e, se lo avessero beccato, avrebbe avuto guai serissimi. E' plausibile pensare che, più che prendere coscienza, sia fuggito di fronte a qualche problema.</em>]</p>
<p><strong>Adesso ha paura?</strong></p>
<p>No. Se mi succede qualcosa, non sarà difficile scoprire chi è stato.</p>
<p><strong>[Luca Bottura]</strong></p>
<p>Bon. Ora, tutti hanno il diritto di cambiare idea, e ci mancherebbe che Martinez non fosse libero di rinnegare il proprio passato. Anche ammesso che lo abbia fatto, però (e qui ne dubitiamo) rimane comunque censurabile l&#8217;attitudine a mentire e a manipolare i fatti, trattandosi di una persona che pretende di fare attività politica.</p>
<p>Ed ecco qui Miguel Martinez che smentisce l&#8217;intervista di cui sopra, invece, e guardate in che termini:</p>
<blockquote><p><a href="http://www.metaforum.it/archivio/2004/index4268.html?t1398.html">L’articolo che citi era una falsa “intervista” creata da un umorista di Cuore in base a un dossier su Nuova Acropoli, che avevo preparato io stesso, e che diceva tutt’altro (i suoi contenuti sono sostanzialmente quelli che si trovano sul mio sito).<br />
Ma evidentemente non conosci il vecchio Cuore, altrimenti lo avresti capito da solo; anche perché nessuna persona sana di mente darebbe una “intervista” come quella – vi immaginate Berlusconi che dà un’intervista sul tipo “tutte le mie truffe”?<br />
Ovviamente non provo rancore, visto che esiste il diritto all’ironia, comunque a suo tempo ho mandato una nota a Cuore per smentire. L’ho mandata anche a Nuova Acropoli, perché un conto è la critica, anche pesante, che faccio a quell’organizzazione, e un altro le fantasie demenziali che non servono a nessuno.<br />
Nella seconda edizione del suo libro “Fascisteria”, lo studioso Ugo Tassinari riconosce che l’”intervista” era una goliardata di Cuore.</a></p></blockquote>
<p>Balle: né Cuore aveva motivo di mettersi a fare dell&#8217;ironia su uno sconosciuto come lui, né <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1509.php">Tassinari ha mai accusato Bottura e Marchi di avere voluto fare una goliardata</a>. Ma tant&#8217;è. Preso in castagna, Martinez tace. Poi, confidando nella smemoratezza generale, scrive cose come quella che ha provocato questo post. (Anzi, sai che ti dico? Io la metto al sicuro,<a href="http://www.freezepage.com/1263743818ZSAOXAJUHW"> la pagina web con le balle di Martinez</a>. Nello stesso sito in cui lui <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2528.php">conserva la foto della bambina di Marrazzo</a>.)</p>
<p>(Segue: <strong>Mein Kampino, di Valerio Marchi</strong>)</p>
<p><strong><span id="more-2579"></span>MEIN KAMPINO</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/01/art_marchi2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2593" title="art_marchi2" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/01/art_marchi2-300x218.jpg" alt="art_marchi2" width="300" height="218" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong>Un fuoriscito dall&#8217;organizzazione, nata in Argentina nel &#8216;57 e attiva anche in Italia, dove conta circa 500 aderenti, per la prima volta vuota il sacco: &#8220;Macché ecologisti, Nuova Acropoli è una setta armata di adoratori di Hitler che vuole il predominio della razza ariana&#8221;.</strong></p>
<p>A Roma li conoscono in molti, non foss&#8217;altro perché hanno tappezzato la città di volantini che pubblicizzano corsi di ecologia e protezione civile. Ma non li conoscono appieno. In realtà, i giovani dell&#8217;associazione internazionale Nuova Acropoli (collaboratrice dell&#8217;Unesco dal 1989 e di decine di enti pubblici da diversi anni) hanno costituito una setta esoterico-occultista di matrice nazista. La struttura è paramilitare, severamente preclusa a omosessuali, prostitute, tossicodipendenti e portatori di handicap. Le armi da fuoco circolano copiose.Non solo: nel 1991 Nuova Acropoli è risultata coinvolta in un vasto traffico di reperti archeologici tra Spagna e Italia. L&#8217;accusa viene da un memoriale, firmato dall&#8217;italo-messicano Miguel Martinez, fuoriuscito dall&#8217;organizzazione dopo quattordici anni di militanza ed una carriera di tutto rispetto: membro del &#8220;Corpo di Sicurezza&#8221;, segretario del bollettino Nuova Acropoli, capo-filiale prima di Siracusa, quindi di Piacenza e infine di Milano, &#8220;Comandante nazionale&#8221; della sezione egiziana, membro del nucleo di élite degli &#8220;Asciati&#8221; (il termine è tratto dal loro simbolo, un fascio littorio con un&#8217;ascia bipenne). Nel memoriale, intitolato: &#8221; Nuova Acropoli. Dentro una setta neonazista&#8221;, Martinez svela tutti i segreti di un&#8217;organizzazione totalizzante che, livello dopo livello, inculca nei giovani adepti &#8211; inizialmente inconsapevoli &#8211; una dottrina (elaborata in Austria e Germania agli inizi del secolo) in cui si combinano elementi di nazionalismo, di tradizionalismo e di naturalismo &#8220;volkisch&#8221; con le teorie occulte mutuate dalla teosofia ottocentesca di madame Blavatsky, tesa a prevedere e motivare il predominio mondiale di una &#8220;razza superiore&#8221; quella ariana. Scopo ultimo dell&#8217;organizzazione è infatti, oltre alla propria espansione, la creazione di un &#8220;Uomo nuovo&#8221; che dovrà preparare l&#8217;avvento di questa &#8220;razza purissima&#8221;.</p>
<p><strong>Salò delle vanità</strong></p>
<p>Fondata in Argentina nel 1957 da Jorge Angel Livraga Rizzi, presente soprattutto in America Latina e nei paesi del bacino mediterraneo, 5mila membri nel 1989 (500 solo in Italia) ed un patrimonio dichiarato di oltre 8 milioni di dollari, Nuova Acropoli è &#8220;esteriormente un&#8217;organizzazione culturale e umanistica, ma nasconde [...] una struttura piramidale molto rigida ed occulta ai propri adepti di base&#8221; (dal &#8220;Manuale del dirigente&#8221;, riservato ai livelli superiori del gruppo). Al vertice della piramide c&#8217;è un Comandante Mondiale, dal potere assoluto, che governa per &#8220;decreti&#8221;.</p>
<p>Il gruppo dirigente della setta è formato dalla élite degli &#8220;Asciati&#8221;, gli unici a poter vantare un contatto diretto con il Comandante Mondiale. Vengono quindi i semplici membri, suddivisi in tre strutture dai toni tipicamente hitleriani. C&#8217;è innanzitutto il &#8220;Corpo di Sicurezza&#8221;. Indossa divise nere che si richiamano alle SS, simbolo della folgore compreso, e svolge una funzione, più o meno mascherata a seconda dei paesi in cui si trova a agire, di vigilanza e di pronto intervento. In Italia ha preso da qualche anno &#8211; subito dopo la&#8221;svolta ambientalista&#8221;, avvenuta nei primi anni &#8216;80 &#8211; il nome di &#8220;Dipartimento di protezione civile&#8221;. Ai pretoriani del Corpo di sicurezza si affiancano le &#8220;Brigate Maschili&#8221;, che svolgono un ruolo assimilabile a quello del &#8220;Fronte del lavoro&#8221; hitleriano ed hanno come simbolo la croce celtica, e le &#8220;Brigate femminili&#8221;, utilizzate nell&#8217;assistenza a bambini ed anziani. Nemmeno a dirlo, ci si saluta &#8220;romanamente&#8221; e si partecipa ai consueti riti nazisteggianti alla Franco Freda (falò per il solstizio di primavera eccetera). Alla base della piramide ci sono infine tutti i giovani adepti che, pur partecipando alle attività di volontariato della setta, non ne sono membri effettivi e ne ignorano la reale essenza.</p>
<p><strong>Una razza, una mazza</strong></p>
<p>Ma Nuova Acropoli, nel proprio sistema educativo prevede strutture anche per i più piccoli: l&#8217;edificazione dell&#8217;Uomo nuovo ha inizio sin dalla prima infanzia attraverso la &#8220;Catenina d&#8217;oro&#8221;, una sorta di asilo-nido in cui tra l&#8217;altro si insegna la tecnica per riuscire a vedere &#8220;Gnomi, elfi e fate&#8221;; quindi, tra i sette e i 14 anni, i bambini vengono divisi tra la struttura maschile dei “Cavalieri della Tavola Rotonda” e quella femminile della “Tavola d’Iside”. In questi ultimi due gruppi non sono ammessi &#8211; alla faccia dell&#8217;Unesco &#8211; &#8220;subnormali né bambini con problemi speciali&#8221;. Ai bambini delle due &#8220;Tavole&#8221; e ai ragazzi delle tre strutture Nuova Acropoli insegna non l&#8217;abc dell&#8217;ambientalismo e della protezione civile, come potrebbe apparire dai materiali pubblici dell&#8217;organizzazione, bensì una dottrinaccia filosofeggiante in cui l’umanità si divide in razze inferiori e superiori: in cima alla scala &#8211; guarda un po&#8217; &#8211; ci sono gli &#8220;ariani&#8221; ed in fondo i &#8220;negri&#8221;, considerati i discendenti di un ramo ormai &#8220;morto&#8221; dell&#8217;umanità. Al disprezzo per il &#8220;negro&#8221;, per l&#8217;omosessuale, per il tossicodipendente si associa una malsana etica &#8220;dell&#8217;uomo forte&#8221;, che comporta l&#8217;obbligo di evitare &#8220;la iperprotezione dei più deboli a danno delle persone più importanti, perché questo va contro ogni selezione naturale e morale e contro il futuro del Movimento&#8221;. Nello stesso stile, ai &#8220;duri&#8221; del Corpo di Surezza viene insegnato che &#8220;E&#8217; più criminale colui che uccide una formica tanto per farlo che colui che uccide un uomo per una causa giusta o un ideale che lo giustifichi&#8221; e che al comandamento &#8220;Non ucciderai&#8221; si deve aggiungere: &#8220;Se non è strettamente necessario&#8221;.</p>
<p><strong>Francia o Spagna</strong></p>
<p>L&#8217;essenza nazista dell&#8217;organizzazione traspare in modo altrettanto evidente dalle sue frequentazioni politiche: il fondatore, Livraga Rizzi, ha rivendicato negli anni &#8216;70 i propri rapporti con i circoli golpisti argentini e uruguagi, con i cileni di &#8220;Patria y Libertad&#8221; e con la Falange spagnola. Ed anche la sezione italiana, almeno agli inizi, sfoggia stretti rapporti di amicizia con quest&#8217;area: fondata a Roma nel 1975 (tra il 1976 e il 1979 aprirà filiali in quindici città) viene inizialmente aiutata da Serafino di Luia, fondatore della nazi-maoista Lotta di Popolo, mentre Gabriele Adinolfi &#8211; uno dei padri di Terza Posizione &#8211; incoraggia i propri camerati a frequentare l&#8217;organizzazione. Maestra in mimetismo, Nuova Acropoli mostra volti diversi a seconda dei contesti in cui agisce: ambientalista ed apolitica in Italia, nei paesi privi di legislazioni antifasciste, come in Spagna e in America latina, inneggia invece apertamente a Adolf Hitler. La sede messicana ha organizzato nel 1989 un convegno intitolato: &#8220;Hitler: colpevole o innocente?&#8221;. Il relatore, nemmeno a dirlo, propendeva per la seconda ipotesi.</p>
<p><strong>Armi? Sicuro</strong></p>
<p>Ma ancora più preoccupante è la quantità di armi che secondo il memoriale di Martinez circola nell&#8217;organizzazione: mitragliatrici a Buenos Aires, carabine nel castello spagnolo di Santiuste, armi da fuoco nella sede di Madrid ed in casa della responsabile della sede ateniese, condannata a dodici mesi di carcere. Anche in Italia, nel settembre del 1989, un &#8220;campo&#8221; di Nuova Acropoli attira l&#8217;attenzione delle forze dell&#8217;ordine, che trovano sul posto &#8211; una cascina acquistata qualche anno prima &#8211; gagliardetti, labari, coltelli, una radio ricetrasmittente priva di licenza e numerosi bossoli di pistola. Nell&#8217;occasione viene arrestato dai Carabinieri della stazione di Montefiascone un giovane del Corpo di Sicurezza. Riguardo la propensione alla violenza, che caratterizzerebbe la struttura occulta della setta, Miguel Martinez ricorda inoltre che nel 1987 una serie di responsabili dei Corpi di Sicurezza italiani hanno proposto di &#8220;fare allenare&#8221; i propri ragazzi &#8220;contro drogati e omosessuali&#8221;.</p>
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		<title>Contrordine. Sì, ecco.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 18:57:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sto a spiegare, ché è tutto complicato e contorto e poi vabbe&#8217;. Comunque, quello qui sotto è il video goffo e insensato che mi sono nervosamente messa a girare nella casa nuova. Quella con SMP.

In realtà l&#8217;ho fatto stamattina, subito dopo che avevamo portato dentro un divano. Ma il livello di nervosismo era analogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sto a spiegare, ché è tutto complicato e contorto e poi vabbe&#8217;. Comunque, quello qui sotto è il video goffo e insensato che mi sono nervosamente messa a girare nella casa nuova. Quella con SMP.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UQAEINXztaE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/UQAEINXztaE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>In realtà l&#8217;ho fatto stamattina, subito dopo che avevamo portato dentro un divano. Ma il livello di nervosismo era analogo a quello di ieri, che io ero a casa mia tranquilla e mi arriva un sms che fa: &#8220;Sono di sotto, nella casa nuova. Vieni? Porta un metro.&#8221; E io so&#8217; scesa e lui era effettivamente dentro &#8217;sta casa, e da quel momento le chiavi sono nella mia tasca e credo che ci dormirò anche, con le chiavi in mano.</p>
<p>Io, quindi, starei andando a vivere con SMP. Nella casa più bella del mondo, ché mi ha fulminato come nessuna prima. E con &#8217;sto matto da legare genovese, che dimmi tu se è modo di fare pace con una donna, questo.</p>
<p>Non ho altro da aggiungere. E che dico?</p>
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		<title>Vabbe&#8217;, tanti auguri</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 01:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
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Qui, per non farci mancare niente ci facciamo succedere di tutto. E quindi succede che sono riuscita a lasciarmi col Signore Avvilentemente Perbene (d&#8217;ora in avanti SAP) addì 22 dicembre, e direi che ci vuole mira, a scegliersi così le date.
E poi succede che sono a Milano, adottata al volo dalle amiche di sempre, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/12/natale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2565" title="natale" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/12/natale.jpg" alt="natale" width="130" height="90" /></a></p>
<p>Qui, per non farci mancare niente ci facciamo succedere di tutto. E quindi succede che sono riuscita a lasciarmi col Signore Avvilentemente Perbene (d&#8217;ora in avanti SAP) addì 22 dicembre, e direi che ci vuole mira, a scegliersi così le date.</p>
<p>E poi succede che sono a Milano, adottata al volo dalle amiche di sempre, e tutto sommato un po&#8217; mi fa ridere e un po&#8217; mi rende contenta, questo fatto di venire a Milano per farmi consolare e sentirmi inglobata tra i miei, ché gli anni non passano invano e quelli che ho passato in questa città fanno parte di me, e quando ci vuole me lo ricordano. Mi sento grata. Stasera, a cena, c&#8217;era una collega della mia materia ma di una nidiata successiva alla mia, sebbene lei avesse più anni, ed io le chiedevo i fatti suoi sapendo che avrei potuto essere al suo posto, con la sua vita e la sua scuola, se non fossi fuggita a Genova. Sono pensieri che mettono allegria, ti fanno pensare alle vite parallele che non hai vissuto e che forse ti rimangono da vivere. Chennesai.</p>
<p>Stasera mi sento la vita nelle mani e sono contenta, dopo essere stata tra gente che mi vede vivere da tanti anni, da vent&#8217;anni come minimo, e con cui ho imparato a lavorare e tutte quelle cose che una poi vuole dimenticare, quando scappa da Milano, ma che hanno fatto di te ciò che sei. Stasera ero una delle prof più brave della Terra, con &#8217;ste amiche e complici. Così mi sentivo. E grata.</p>
<p>Stasera non ho manco dovuto cucinare, e niente vermicelli con le vongole e pesce e struffoli e domani lasagne, capretto e dolciumi, niente. Ho messo le gambe sotto al tavolo delle amiche e ho mangiato felice un sacco di cose esotiche, senza struffoli e senza capitone. Non so da quanto tempo non mi succedeva, di non cucinare a Natale. Davvero, che bello.</p>
<p>Domani mattina farò una torta di mele, come sforzo supremo per il pranzo di Natale nella casa da cui scrivo. Poi riconsegno la macchina a mio padre, che al grido di: &#8220;<em>Non rompermi le balle e non mi assillare con i riti tribali natalizi</em>!&#8221; mi ha liberato perché è generoso, mio padre, e mi ha lasciato andare a divertirmi senza sensi di colpa, e poi cerco di andare in Spagna da Pupina, se trovo uno straccio di buco in aereo. Io ci provo, anche se la vedo difficile assai.</p>
<p>Mi riprendo la mia vita, in questi giorni, e il friccicorìo è sempre quello.</p>
<p>Mio padre, ieri, mi ha guardato e mi ha detto: &#8220;<em>Sì, lo vedo che non riesci a prendere la cosa sul serio fino in fondo. Sei sempre stata così. E mi sa che è una fortuna, avere la capa fresca a oltranza che hai tu.</em>&#8221; Si è messo a ridere, e io pure.</p>
<p>So&#8217; curiosa di conoscere il 2010.</p>
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		<title>Quel fortunello di Magdi Allam</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 18:42:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Divorzio islamico minuto per minuto]]></category>
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Il tribunale di Milano, stamattina, oltre a Fabrizio Corona ci aveva da processare pure Magdi Allam, ché è un anno e rotti che lo tengo a processo ed è un anno e rotti che passa da un rinvio all&#8217;altro, il Nostro. Ed è che l&#8217;autorità che gli emette i decreti di citazione a giudizio mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/12/tribunale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2557" title="tribunale" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/12/tribunale.jpg" alt="tribunale" width="126" height="84" /></a></p>
<p>Il tribunale di Milano, stamattina, oltre a Fabrizio Corona ci aveva da processare pure Magdi Allam, ché è un anno e rotti che lo tengo a processo ed è un anno e rotti che passa da un rinvio all&#8217;altro, il Nostro. Ed è che l&#8217;autorità che gli emette i decreti di citazione a giudizio mi appare un tanto distratta e, fino ad oggi, era riuscita a sbagliare:</p>
<p>1. il nome del<a href="http://www.robertolivieri.com/"> mio difensore</a> (nel primo rinvio a giudizio di Allam, il nome del mio avvocato, scritto a stampa, era stato cancellato con un tratto di penna e sostituito sempre a penna dal nome dell&#8217;avvocato che ebbi la malaugurata idea di assumere in prima battuta e che licenziai poco dopo, salvo vederlo ricomparire come un fastasma nel decreto, appunto, e per poco non impugno dell&#8217;aglio per scacciarlo);</p>
<p>2. il rito (il reato di cui è accusato Allam richiedeva l’udienza preliminare: per arrivarci, abbiamo dovuto inseguire erronee citazioni dirette che venivano restituite al pm e noi dietro, di rinvio in rinvio, tra i sorrisoni degli avvocati del Corriere);</p>
<p>3. il giudice (si sono sbagliati e ci hanno mandati in riva all&#8217;Adda non so quante volte, e invece il nostro posto era a Milano).</p>
<p>Oggi gli hanno sbagliato il nuovo decreto di citazione, invece: pare che glielo abbiano mandato senza specificare l&#8217;articolo del codice corrispondente al suo reato. E quindi, l&#8217;avvocata del Corriere: &#8220;Signor Giudice, se non ci viene specificato il reato come si tutelano i diritti della difesa?&#8221; E il pm: &#8220;Ma abbiamo mandato una copia dell&#8217;articolo per cui la signora lo ha denunciato, saprà pure che è accusato di quello!&#8221; E il mio avvocato: &#8220;Ché poi, insomma, nelle citazioni precedenti c&#8217;era, e in questa era scritta la data del reato e tutto: saprà pure cosa ha mandato in stampa quel giorno, no?&#8221;</p>
<p>No.</p>
<p>La citazione va rifatta, ci si rivede a Febbraio.</p>
<p>E il sorriso soddisfatto degli avvocati del Corriere mi ha fatto pensare che non gli basta essere grossi e forzuti, a quelli là. Pure fortunelli, sono. Questo pensavo, mentre poco più in là c&#8217;era Fabrizio Corona con un enorme orecchino formato vongola di brillanti che mostrava il cipiglio ai fotografi e ce lo avevamo pure io e il mio avvocato, il cipiglio, e con più ragione di quello là.</p>
<p>Che è comunque meno fortunato di Magdi Allam, e ciò me lo rende anche un po&#8217; meno antipatico. Un po&#8217;, non troppo.</p>
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		<title>&#8216;Ste due cose che non racconto</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 16:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Divorzio islamico minuto per minuto]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[Intanto, che tutta &#8217;sta storia è un parto. Trigemellare. E la firma del contratto per la stramaledetta casa nuova sarebbe dopodomani e io e SSG siamo riusciti a litigare giusto ieri sera, e non scrivo il perché del litigio  per amor di patria e per non arrossire a rileggerlo, ma i motivi per cui si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto, che tutta &#8217;sta storia è un parto. Trigemellare. E la firma del contratto per la stramaledetta casa nuova sarebbe dopodomani e io e SSG siamo riusciti a litigare giusto ieri sera, e non scrivo il perché del litigio  per amor di patria e per non arrossire a rileggerlo, ma i motivi per cui si riesce a litigare con gli uomini sono sempre straordinari, pensavo, ed è che gli uomini in generale sono semplici in tutto tranne che nei rapporti con le donne e, infatti, la cosa migliore è sempre averli come amici, pensavo, ché non sai gli esaurimenti nervosi che ci si risparmia a non andare oltre.</p>
<p>Questo, pensavo.</p>
<p>E poi pensavo che non si possono scrivere le cose in evoluzione, ché non sai manco tu cosa succederà tra un quarto d&#8217;ora e quindi nulla di ciò che pensi va fissato in forma scritta, ché poi rimane lì a tuo perpetuo disdoro e comunque porta sfiga.</p>
<p>Comunque sono arrabbiata, parecchio. Non si può portare una donna davanti a un aperitivo e poi lì, proprio lì, accusarla di non mettersi a dieta. Va oltre la crudeltà mentale, una cosa del genere. Ed io non ci posso stare, con le persone malvagie. E quindi, ecco, l&#8217;ho detto e amen. Così magari mi viene da ridere e la smetto di essere offesa, oppure no, boh. E&#8217; un periodo che non so mai come è giusto che ci si senta. Incazzata, direi. Tanto per non sbagliare.</p>
<p>Giovedì riprende anche<a href="http://www.robertolivieri.com/2009/02/fantasie-consolatorie/"> il mirabolante processo</a> che mi vede<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/category/patria-matrigna/divorzio-islamico-minuto-per-minuto"> contrapposta al Corriere della Sera e a Magdi Allam</a>, a proposito di esaurimenti nervosi, e già mi vedo accasciata su una seggiola del tribunale che mi faccio un pisolo mentre <a href="http://www.robertolivieri.com/2009/02/mi-sento-una-nullita/">gli addetti ai lavori discutono per una mattinata intera sulla data del prossimo rinvio</a>. E poi arriva Berlusconi e gli fa &#8220;Liberi tutti!&#8221; in nome del processo breve e, dopo anni di udienze a vuoto, si va a casa. Mi ci gioco la nonna. E&#8217; un mondo ostile, sì, in cui ci si affatica in eterno in nome di soddisfazioni che, man mano che ti pare di raggiungerle, si spostano sempre un po&#8217; più in là.</p>
<p>Perché, poi, a me piacciono le cose chiare e invece si ricomincia con le nebbie, qui, e c&#8217;è il mirabolante Piccardo che, a quanto mi consta, tratta col Corriere per ottenere consolazione economica ma non vuole che io lo sappia e quindi io vengo di nuovo presa dalla Sindrome da Contemplazione dell&#8217;Umana Scemità &#8211; sindrome che mi colpisce ogni volta che mi sovviene l&#8217;italo-islam e poi ci vogliono settimane per farmela passare &#8211; e di nuovo mi chiedo cosa gli faccia, l&#8217;islam, alla coerenza di &#8217;sta gente.</p>
<p>Perché, dico io: visto che usi le MIE dichiarazioni, la MIE smentite e le MIE prese di distanza per chiedere di essere risarcito, almeno non nascondere il risarcimento. No? E invece pare che lo voglia nascondere, pare. E quindi le benedizioni islamiche te le manda, il Mullah di noialtri, ma gli aggiornamenti sulle trattative economiche se li tiene. Gelosamente conservati. Bah. Poi ci si stupisce se una pensa che gli faccia male, l&#8217;islam, a &#8217;sti commercianti di provincia riverniciati di esotismo.</p>
<p>E, insomma, oggi me ne sto a casa a rimurginare sui cavoli miei e però in questi giorni ero in Camargue, poi ad Arles, poi ad Antibes e ormai ho scoperto che mi piace, la Francia, ma poi tutto questo Occidente mi fa sentire stretta, inchiodata a codici e modi di essere che non capisco mai del tutto, e penso che è un sacco di tempo che non faccio un viaggio da sola in qualche posto meno ordinato, e che forse sarebbe ora.</p>
<p>Appena ho due lire, vado in Eritrea.</p>
<p><em>(Nella foto sotto, danze rituali dal significato oscuro. In Camargue.)</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/12/francia-008.jpg"><img class="size-medium wp-image-2544 aligncenter" title="francia 008" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/12/francia-008-300x224.jpg" alt="francia 008" width="300" height="224" /></a></p>
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