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	<title>Haramlik &#187; Patria (matrigna?)</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Good morning, Scuola</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 11:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[              Preparazione esami di recupero, chiedi info alla collega referente. &#8220;Sì, gli esami iniziano alle 10, devi venire col compito già pronto e le fotocopie per ogni alunno.&#8221; &#8220;Devo venire con le fotocopie?? Scusa, ma le faccio a scuola, no?&#8221; &#8220;Ah, be&#8217;&#8230; se ti danno il permesso&#8230;&#8221; (Io, davvero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/vietnam2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2775" title="vietnam" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/vietnam2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Preparazione esami di recupero, chiedi info alla collega referente.</p>
<p>&#8220;Sì, gli esami iniziano alle 10, devi venire col compito già pronto e le fotocopie per ogni alunno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Devo venire con le fotocopie?? Scusa, ma le faccio a scuola, no?&#8221;</p>
<p>&#8220;Ah, be&#8217;&#8230; se ti danno il permesso&#8230;&#8221;</p>
<p>(Io, davvero, vorrei capire quanti prof gliele fanno a spese loro, le fotocopie agli alunni, pur di non sottostare a questo strazio.)</p>
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		<title>Spiriti nobili contro la Corrida</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 08:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi arriva il referrer di una piccola discussione sulla Corrida tracimata da qui a un forum. E leggo questa preziosa riflessione: &#8220;Spero vivamente che voglia dire che la vedi come quello che si firma Toro dove mi ha aperto la pagina, perchè quella che si firma Lia quasi meriterebbe davvero che venisse ritualizzato lo stupro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi arriva il referrer di una piccola discussione sulla Corrida tracimata da qui a <a href="http://ilmucchio.net/showthread.php?t=7669&amp;page=4">un forum</a>.<br />
E leggo questa preziosa riflessione:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Spero vivamente che voglia dire che la vedi come quello che si firma Toro dove mi ha aperto la pagina, perchè quella che si firma Lia quasi meriterebbe davvero che venisse ritualizzato lo stupro al grido di &#8220;basta politically correct&#8221;. Agghiacciante il coacervo di cazzate che riesce a scrivere (dimostrando peraltro di non sapere una sega di storia dell&#8217;arte, altrimenti Goya che dipingeva gli orrori della spagna non l&#8217;avrebbe tirato fuori a difesa della corrida, ma vabbè)&#8221;</em></p></blockquote>
<p>L&#8217;amore per la vita, lo spirito umanistico, la valorizzazione del dialogo, la <a href="http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:0qFL1f9dpQkJ:www.clponline.it/docs_cms/646D320B-A767-309F-18BA23A04E7C1145/TestoBorras.doc+goya+tauromaquia&amp;cd=14&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;lr=lang_it">raffinata competenza artistica</a> che emergono da queste parole mi fanno comprendere appieno il mio errore: assurdo impuntarsi nella difesa di <a href="http://www.andalucia.it/tauromaquia.asp">antichi rituali barbarici</a>. Meglio riconoscere con umiltà l&#8217;indubbia superiorità etica, culturale, morale di coloro che lottano affinché una nuova sensibilità si affermi sull&#8217;universo tutto.</p>
<p>Sarà un mondo migliore, ne sono certa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/goya1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2762  aligncenter" title="goya1" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/goya1-300x259.jpg" alt="goya1" width="300" height="259" /></a></p>
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		<title>Commenti d&#8217;Egitto</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 23:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[Ne ho ricevuto uno oggi, di commento, che lì per lì mi ha fatto tiepidamente incavolare ma poi, ripensandoci, mi ha lasciato un po&#8217; di tristezza addosso. E&#8217; questo: Cara Lia, non dimentichiamoci che l&#8217;Eggito e&#8217; uno dei posti preferiti per le &#8220;renditions&#8221; dove torturano, su procura poveri diavoli, rapiti a destra e a manca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/52912280@N00/3157420732/" title="Insalata a Bahareya by haramlik, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3081/3157420732_362a903256_m.jpg" width="240" height="180" alt="Insalata a Bahareya" /></a></p>
<p>Ne ho ricevuto <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-admin/comment.php?action=editcomment&#038;c=17059">uno</a> oggi, di commento, che lì per lì mi ha fatto tiepidamente incavolare ma poi, ripensandoci, mi ha lasciato un po&#8217; di tristezza addosso. E&#8217; questo:</p>
<p><em><br />
<blockquote>Cara Lia, non dimentichiamoci che l&#8217;Eggito e&#8217; uno dei posti preferiti per le &#8220;renditions&#8221;  dove torturano, su procura poveri diavoli, rapiti a destra e a manca dai sai chi&#8230;  Basterebbe che uno di questi, sotto tortura (tipo il waterboarding &#8211; se va bene &#8211; o elettrodi sulle palle, o che gli stuprano la figlia di fronte &#8211; dicesse: la  &#8220;mandante&#8221; perche&#8217;magari ha letto un tuo post, e non sa a che cazzo appigliarsi, MA DEVE  denunciare qualcuno,  non si puo&#8217;  continuare all&#8217;infinito a farsi strappare le unghie o farsi annegare o avere un elettrodo in culo o pensare che la propria famiglia potrebbe fare la stessa fine&#8230;  Si, si, e&#8217; &#8220;Lia&#8221; quella che mi ha reclutato, vedi come cambierebbe la tua opinione sugli egiziani, tutti buoni e bravi.</p></blockquote>
<p></em><br />
Ora: non è che il ragionamento sia brillantissimo, quindi non mi pare il caso di mettermi a seguirlo. E&#8217; l&#8217;ultima frase, quella che mi ha intristito, ché certe volte la gente mi pare così sideralmente lontana da tutto ciò che io considero normale da farmi venire voglia di andare su Marte o giù di lì e non tornare più, ché c&#8217;è un equivoco ed io non ci voglio stare, in questo mondo qui. </p>
<p>La mia opinione sugli egiziani. Io credo di essermi espressa pochissime volte sulla politica del governo egiziano, e la cosa più generosa che devo avere detto sull&#8217;argomento è che il paese ha tanti di quei problemi da rendere poco plausibile qualsiasi speranza di cambiamento. Di tortura e cose simili, comunque, qui se ne è parlato più volte.<br />
Altra cosa è parlare degli egiziani intesi come popolo, ovviamente. E lì &#8211; chi lo ha mai nascosto? &#8211; la mia percezione del paese è fortemente mediata dall&#8217;affetto che mi ispira. Anche se mi sembra più corretto rovesciare il discorso e osservare che il paese mi ispira affetto per il semplice fatto che mi ha sempre dato motivo di vederne un&#8217;infinità di aspetti positivi.</p>
<p>So quanto può essere difficile, spietato, duro, zeppo di situazioni ai limiti dell&#8217;incubo. E so quanto può essere dolce, disarmante, buffo, ospitale e pieno &#8211; strapieno &#8211; di gente profondamente perbene. A me, poi, ha dato talmente tanto che ho da essergli grata per un bel pezzo. Quindi, sì: è un posto pieno di bellissime cose, per quanto mi riguarda. E, no: non penso affatto che &#8220;tutti gli egiziani siano buoni e bravi&#8221;. Nessuna persona sensata può pensarlo di nessun popolo al mondo. Augurarmi qualche incidente atroce per vedermi passare la gioia di andare lì mi pare un pensiero così stupidamente cattivo da farmi venire, appunto, la voglia di cambiare pianeta.</p>
<p>Passano gli anni e, in tema di mondo arabo, la prevalenza del pensiero caricaturale non perde una briciola della sua stolida forza. Tutti bravi o tutti cattivi, contrapposizioni ormai stantie, discorsi che si ripetono ormai da un decennio. Sono passati quasi 10 anni dall&#8217;11 settembre, ci avete fatto caso?</p>
<p>Quando andai a vivere in Egitto, la guerra in Iraq era appena cominciata. La caricaturizzazione del mondo arabo era ben sedimentata presso la nostra opinione pubblica, invece, e mi parve che raccontare la quotidianità, le piccole cose di ogni giorno che vedevo accadere attorno a me, fosse un modo per contrastare gli stereotipi che soffocavano la nostra percezione del mondo arabo. Continuo a pensare che cercare nelle culture diverse l&#8217;umanità che ci accomuna sia il modo migliore per avvicinarsi a loro e permettere che ci arricchiscano.</p>
<p>Poi, certo, era ed è una battaglia persa. Soprattutto in un paese come l&#8217;Italia &#8211; televisivo, avvelenato da media improponibili, culturalmente in caduta libera e zeppo di malessere da sfogare sui più deboli, sottrarsi alla logica delle caricature è tempo buttato. </p>
<p>Tutto, del mondo arabo, da noi si fa caricatura. I nostri mullah (quello che voleva fare l&#8217;emiro di Milano, l&#8217;altro che distribuisce onoreficenze dell&#8217;Ordine dello Sciacallo, l&#8217;altro ancora che vede i jinn nei lavelli); il cinismo politico di chi blasfema di islam per proiettarci sogni stantii di romantici antagonismi politici, fottendosene bellamente di quanto certo islam radicale stia rincoglionendo &#8211; e quindi disarmando ulteriormente &#8211; interi pezzi di mondo bisognosi di tutto tranne che di nuova melma in cui affogare; il cinismo politico uguale e contrario di chi, sullo stesso islam radicale, ci ricama gli alibi per annientare la vita e il futuro di interi popoli che, come ogni popolo al mondo, sono fatti di padri, madri, sposi, ragazzi, bambini e, comunque, di gente il cui fine ultimo è conquistarsi della serenità.<br />
Una caricatura, tutto. L&#8217;unico mondo che riusciamo a immaginare, evidentemente.</p>
<p>Io mi sono rotta le scatole, di &#8216;ste cose. Di pucciare i drammi veri nella brodaglia delle opposte caricature.<br />
Mi continua a interessare il mondo arabo nella sua dimensione fisica, tangibile, di strade e piazze e gente. Il resto è inutile, è una velenosa perdita di tempo. Non sarà la mia generazione a migliorare il mondo. Sospetto addirittura che non ci sia miglioramento possibile se non dopo la nostra estinzione. Nostra, e di tutta la nostra aria fritta.</p>
<p>Dalla prima volta che ho messo piede in Egitto, oltre 15 anni fa, io l&#8217;ho visto solo peggiorare, quel paese. Ripenso <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/878.php">all&#8217;ultimo post che scrissi</a> la sera prima di lasciarlo. A quando lo ritrovai l&#8217;anno dopo, con molte più preghiere in strada e molta più spazzatura tutto attorno. Alle siringhe abbandonate a terra davanti alla casa del collega, l&#8217;anno dopo ancora. Immagino i dispiaceri che mi aspettano stavolta e che <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-admin/comment.php?action=editcomment&#038;c=17047">Barbara mi ha anticipato</a>, qualche commento fa.</p>
<p>Non ho bisogno di guai eclatanti come quelli che mi ha augurato il mio lettore Lanzo, per sapere come vanno male le cose in un paese che amo. Posso dispiacermi anche senza.<br />
E&#8217; chiaro che c&#8217;è chi ne è contento. Non so perché, e nemmeno mi interessa capirlo.</p>
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		<title>(Per me un cono Egitto e panna, grazie)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 16:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[[... e quindi mi sono messa a strillare che lui mi aveva detto che mi comprava l'Egitto e che io ci avevo fatto pace apposta e che lui mi aveva ingannato e si voleva tenere la pace senza darmi l'Egitto e che non avrei sopportato di essere ingannata così. E quindi mi ha comprato l'Egitto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/egyptair.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/egyptair-300x200.jpg" alt="egyptair" title="egyptair" width="300" height="200" class="aligncenter size-medium wp-image-2750" /></a></p>
<p><em>[... e quindi mi sono messa a strillare che lui mi aveva detto che mi comprava l'Egitto e che io ci avevo fatto pace apposta e che lui mi aveva ingannato e si voleva tenere la pace senza darmi l'Egitto e che non avrei sopportato di essere ingannata così. E quindi mi ha comprato l'Egitto, partenza l'11.]</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalla tragedia alla farsa, passando per la Palestina (2)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi pensavate tranquilla, vero, presa da traslochi, barchette, SMP, scrutini, lasciamenti e diete? In realtà: SMP sta per Trasporto Mitra in Palestina. La barchetta mi serviva per forzare il blocco di Gaza. La lista dei conti del fidanzato è tutta un messaggio cifrato diretto alla dirigenza di Hamas (cosa del resto molto più plausibile che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pensavate tranquilla, vero, presa da traslochi, barchette, SMP, scrutini, lasciamenti e diete?</p>
<p>In realtà:</p>
<p><strong>SMP</strong> sta per <strong>Trasporto Mitra</strong> in <strong>Palestin</strong>a.</p>
<p>La <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2327.php">barchetta</a> mi serviva per forzare il blocco di Gaza.</p>
<p>La <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2715.php">lista dei conti del fidanzato</a> è tutta un messaggio cifrato diretto alla dirigenza di Hamas (cosa del resto molto più plausibile che immaginarla autentica, diciamocelo).</p>
<p>Ed io ero lì che combattevo per la Palestina assieme ai seguenti prodi:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/pasquinelli.jpg"><img class="size-full wp-image-2730" title="pasquinelli" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/pasquinelli.jpg" alt="Moreno Pasquinelli e il suo Campo Antimperialista" width="236" height="150" /></a><br />
<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1722.php">Moreno Pasquinelli e il suo Campo Antimperialista</a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/miguel-martinez-kelebek1.JPG"><img class="size-full wp-image-2731" title="miguel-martinez-kelebek1" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/miguel-martinez-kelebek1.JPG" alt="Miguel Martinez, membro del nucleo di élite degli “Asciati” " width="182" height="244" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2579.php">Miguel Martinez, membro del nucleo di élite degli “Asciati”</a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/angela-lano.jpg"><img class="size-full wp-image-2732" title="angela lano" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/angela-lano.jpg" alt="Angela Lano, vincitrice della prestigiosa Mezzaluna D'Oro" width="83" height="112" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1538.php">Angela Lano, vincitrice della prestigiosa Mezzaluna D&#8217;Oro</a></p>
<p>E tutti assieme affrontavamo il nemico, l&#8217;immarcescibile Terrore dei Supplì, il terribile:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/palazzi.jpeg"><img class="size-full wp-image-2733" title="palazzi" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/palazzi.jpeg" alt="Massimo Shaik Abdul Palazzi, l'uomo che tradusse il Corano e passò i successivi 20 anni a rodersi perché lo aveva firmato un altro." width="240" height="157" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15219">Massimo Shaik Abdul Palazzi, l&#8217;uomo che tradusse il Corano e passò i successivi 20 anni a rodersi perché lo aveva firmato un altro.</a></p>
<p>E rieccomi a casa, un po&#8217; scarmigliata ma felice, pronta per nuove, mirabolanti avventure. Che, con &#8216;sta gente, <a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=21&#038;sez=120&#038;id=34965">non mancano mai</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalla tragedia alla farsa, passando per la Palestina</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 12:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Io lo sapevo, che la componente italiana della vicenda delle navi per Gaza l&#8217;avrebbe buttata a caciara. Ed è che sono una manica di dementi, tutti quanti. No, dico, leggi qua: Dall&#8217;OPINIONE di oggi, 05/06/2010, l&#8217;articolo di Dimitri Buffa dal titolo &#8220;Il chi è dei pacifisti italiani che fecero l&#8217;impresa&#8221;. Ora che sono tornati in Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io lo sapevo, che la componente italiana della vicenda delle navi per Gaza l&#8217;avrebbe buttata a caciara. Ed è che sono una manica di dementi, tutti quanti. No, dico,<a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=21&#038;sez=120&#038;id=34965"> leggi qua</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/testata.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2726" title="testata" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/testata-300x35.gif" alt="testata" width="300" height="35" /></a></p>
<blockquote><p><strong>Dall&#8217;<span style="text-decoration: underline;">OPINIONE</span> di oggi, 05/06/2010, l&#8217;articolo di Dimitri Buffa dal titolo &#8220;Il chi è dei pacifisti italiani che fecero l&#8217;impresa&#8221;.</strong></p>
<p><img style="vertical-align: bottom; padding: 1px; border: 1px solid #cccccc;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:f4_OkosVo6yYtM:http://www.viaemilianet.it/imgup/flottilla300.jpg" alt="" width="123" height="92" /></p>
<p>Ora che sono tornati in Italia sani e salvi, forse si può spendere qualche parola su questi “pacifisti” italiani che fecero l’impresa di avere determinato, come conseguenza più o meno indiretta della loro provocazione con la cosiddetta “Gaza flottilla”, la morte di un numero ancora imprecisato di passeggeri della nave Mavi Marmara. Dice adesso a “L’opinione” uno che li conosce bene, come il leader dell’associazione di islamici moderati Ami, cioè Shaik Abdul Palazzi, che “alcuni di loro erano ben noti per compagne web filo-fondamentaliste, tese a screditare i musulmani moderati, e per attacchi alle onorevoli Souad Sbai e Fiamma Nirenstein”. E che “facevano parte di quella già nota combriccola di fiancheggiatori ideologici che diffondono in Italia la propaganda di Hamas, senza alcuna considerazione del fatto che si tratta di un’ organizzazione terroristica secondo le leggi italiana ed europea.” “<strong>Nel loro brodo di cultura – dice Palazzi &#8211; si trovano nomi già noti dell&#8217;ex campo anti-imperialista di Pasquinelli, come Preve, Morelli e Martinez, soggetti provenienti dall&#8217;estrema destra e dall&#8217;estrema sinistra, un tempo vicini alla ex eurodeputata del Pci Dacia Valent, come Anika Persiani, <span style="text-decoration: underline;">Fulvia De Feo</span>, Barbara Albertoni, Susanne Scheidt, tutta gente oggi impegnata nella propaganda filo-Hamas su Internet.” </strong>Un personaggio molto particolare è il tenore Joe Fallisi, che non è esattamente un Pavarotti, anche se magari oggi questo quarto d’ora di celebrità in sovrabbondanza può averne rinverdito le velleità artistiche. Fallisi che ha 51 anni è noto alla Digos per avere frequentato il famoso Campo Antimperialista di Moreno Pasquinelli. Ma oltre ai siti che diffondono il credo anti israeliano, Fallisi è dedito alla frequentazione dei social network per anime sole. Come “perfectspot” dove si trova in inglese questa sua breve auto presentazione: “Ciao, mi chiamo Giuseppe, ma gli amici mi chiamano Joe. Sono un ben costruito, maschio italiano in salute e vero eterosessuale, non fumatore, non bevitore, divorziato senza figli e liberoe indipendente . A causa della mia natura e il mio lavoro di cantante d’opera &#8211; sono un tenore – sono anche un grande viaggiatore e &#8220;esploratore&#8221;, in una parola : Sagittario. Quello che mi piace e ammiro soprattutto è la musica, l’astrologia, l’arte, la libertà, la sensibilità, il coraggio, la lealtà, la generosità, la discrezione, la sensualità, l&#8217;amore appassionato e il sesso, nonché la spiritualità, l&#8217;apertura mentale, l’ estro, la fantasia, il senso di avventura, la creatività , il mare, la natura e gli animali, alcuni sport come il tennis e il nuoto, e voglio visitare nuovi paesi, fare esperienze nuove e interessanti , e conoscere i misteri &#8230; spero di sentirvi presto, e di trovare la donna dei miei sogni, un sorriso e un bacio attraverso le splendenti stelle..” Insomma un tenore a metà tra la militanza anti israeliana e la vitellonaggine dura e pura. Nei forum di disucssione su Israele cui spesso partecipa, tra cui quelli veramente poco proponibili di Dacia Valent, dice di propugnare “un unico stato aconfessionale in Palestina”. Israele dovrebbe invece scomparire in quanto stato ebraico. Angela Lano, direttrice di Info Palestina, adesso fa coppia fissa con uno degli avvocati dell&#8217;Ucoii, il convertito italiano Kemal Carlo Corbucci, autore di libelli pubblicati generalmente a sue spese che conterrebbero presunte “prove” che il terrorismo islamista non esisterebbe , in quanto “invenzione” dei media e dei servizi segreti occidentali. Il 14 maggio 2010 uno di quei libri è stato presentato in un cineclub romano, il Detour, via Urbana 107, sempre con Martinez come presentatore. Ospite d’onore della serata Giulietto Chiesa che proprio l’altro ieri ha pubblicato una riflessione sull’episodio della nave Mavi Marmara in un blog, “Area Genova redazione”, paragonando, nel titolo del post, lo stato di Israele alla Germania di Hitler. Altri tre di questi “pacifisti” italiani di cui si conoscono le tendenze anti israeliane sono Marcello Faracci, collaboratore di reportages per il Tg24 di Sky, per il quale ha sinora prodotto tre spezzoni di riprese, ma tutti relativi al tentativo di violazione del blocco, Manolo Luppichini, cineoperatore, che ha partecipato alle riprese del film “Ladyhawke”, e amico del noto attivista antiisraeliano italiano Vittorio Arrigoni, e infine Manuel Zani, freelance dell&#8217;Emilia, collaboratore di Sky Tg 24 e ospite fisso del blog anti sionista “guerrillaradio”. Arrigoni scrive anche sul “manifesto” e in un recente articolo ha chiesto persino il boicottaggio dell’Egitto (oltre che di Israele) per i blocchi anti hamas al valico di Rafah a Gaza. L’altro giorno scriveva proprio sul quotidiano comunista che ha fatto dell’odio anti israeliano un cavallo di battaglia, che “la CNN turca riferisce di una nuova flotta di aiuti umanitari che si sta organizzando a Istanbul, e questa volta sarà scortata nel Mediterraneo dalle navi militari di Erdogan”. Un po’ come augurarsi la terza guerra mondiale insomma. Chiude il quadro di questi galantuomini di campagna la figura di Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin, soprannominato “Osama Qashoo”, figlio di un militante palestinese di Hamas e a propria volta attivista italiano dell&#8217;estrema sinistra. Funge da interprete per il gruppo. Su di lui tanto i servizi di sicurezza italiani quanto le forze dell’ordine hanno più volte acceso una faro di osservazione preventivo. Un equipaggio italiano davvero speciale per questa flottiglia di pace composta da simpatizzanti e militanti di hamas, elementi dell’estrema sinistra italiana e greca e neo fascisti riconvertiti all’islam estremista.</p></blockquote>
<p>Ed è che sono fatti gli uni per gli altri: Palazzi, Buffa, Martinez, Pasquinelli, la Pazza, la Lano, quelli di Informazione Corretta, tutti che fanno a gara a chi è più demente.</p>
<p>Basta sfiorarla, &#8216;sta gentaglia, e non te ne liberi più. Altro che Palestina.</p>
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		<title>Lasciarsi a Genova</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 08:14:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io, alla fine, mi sono scocciata di giocare alla donna sposata e me ne sono andata di casa. E il mio neo-ex mi ha subito mandato il conto delle spese in sospeso, fosse mai. Il dettaglio della tanica per miscela da 10 euro mi pare talmente incantevole, talmente tipico, così buffamente genovese che non posso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io, alla fine, mi sono scocciata di giocare alla donna sposata e me ne sono andata di casa. E il mio neo-ex mi ha subito mandato il conto delle spese in sospeso, fosse mai.</p>
<p>Il dettaglio della tanica per miscela da 10 euro mi pare talmente incantevole, talmente tipico, così buffamente genovese che non posso non metterlo sul blog, nella categoria dedicata a questa benedetta città.</p>
<blockquote><p><span style="border-collapse: collapse; font-family: arial,sans-serif; font-size: 13px;">Ciao,<br />
il mondo va avanti, nonostante tu sia fuggita.<br />
Ti comunico le spese relative alla barca e alla casa</span></p>
<p>1) Revisione motore fuoribordo Mercury 4 cv:  80,00 €<br />
2) Posto motore in rimessa club nautico:       59,00 €<br />
3) acquisto tanica per miscela:                     10,00 €<br />
4) miscela per prove motore:                         10,00 €<br />
Tot&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
€     159,00</p>
<p>Casa:</p>
<p>AMGA, gas bolletta di acconto 1° trim 2010 €  82,00</p>
<p>Tot generale&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;€ 241,00</p>
<p>quota parte 50%&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;€ 120,50</p>
<p><span style="color: #888888;"><br />
<span><br />
</span></span></p></blockquote>
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		<title>La fine della scuola</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 10:32:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sta girando in rete la lettera che Mila Spicola, un&#8217;insegnante palermitana, ha indirizzato al ministro Tremonti. E&#8217; stata pubblicata su MicroMega e, come dice lei, &#8220;io la riporto integralmente perchè mi appartiene totalmente&#8220;. Lo scempio della scuola pubblica sotto la scure di Tremonti di Mila Spicola Ministro Tremonti, dirà lei: non ne posso più di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta girando in rete la lettera che <strong>Mila Spicola</strong>, un&#8217;insegnante palermitana, ha indirizzato al ministro Tremonti. E&#8217; stata pubblicata su <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/cosi-i-tagli-uccidono-la-scuola-pubblica-lettera-di-uninsegnante-al-ministro-tremonti/">MicroMega</a> e, come <a href="http://websomethingelse.blogspot.com/2010/06/lo-scempio-della-scuola-pubblica-sotto.html">dice lei</a>, &#8220;<strong>io la riporto integralmente perchè mi appartiene totalmente</strong>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/cattedra.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2711" title="cattedra" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/cattedra-300x225.jpg" alt="cattedra" width="300" height="225" /></a></p>
<h2>Lo scempio della scuola pubblica sotto la scure di Tremonti</h2>
<p><!-- fine TITOLO --> <!-- inizio TESTO --><em>di <strong>Mila  Spicola</strong></em></p>
<p>Ministro Tremonti,</p>
<p>dirà lei: non ne  posso più di sentirvi, voi insegnanti. Molti lo stanno già dicendo  insieme a lei. Eppure, non demordo. Ci sono due tipi di alunni  svogliati: quelli che a furia di rimproveri continuano imperterriti a  rifiutare qualunque invito alla responsabilità e quelli invece che,  sentendosi ripetere sempre la stessa cosa, alla fine rinsaviscono per  sfinimento. Voglio essere ottimista, annoverare lei tra i secondi e  prenderla per sfinimento. Fosse anche una minima parte dello sfinimento  che ho io, alla fine di quest’annus terribilis per la scuola italiana.  Stanca, amareggiata, sconsolata, eppure lei non ci riesce a prendermi  per sfinimento, continuo a protestare, come i soldati alle Termopili.  Magari lei non ascolterà, ma qualche italiano di “buona volontà” , come  si diceva una volta, sì.</p>
<p>Lei mi obbliga a violare la legge. Mi  piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta  obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. E’  esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa  significa infatti ammassare più alunni di quanti un‘aula può contenerne,  se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa  antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella  igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi  all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di  crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione.  Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari  ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19  mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di  circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non  sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.</p>
<p>Mettiamoci  d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c&#8217;è, un giorno non c&#8217;è, un  giorno è un &#8220;anatema psicologico delle sinistre&#8221; e l&#8217;altro giorno  &#8220;dobbiamo fare sacrifici&#8221;. Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi  sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi  quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla  scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare  l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia  moderna e quindi via un’ora. Questo alle medie. Escano prima i ragazzi:  così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo  spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei  contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie),  e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle  elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la  furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante  rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della  distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro  futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a  coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne.  Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33, ma sì.  Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente.  Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada,  la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono  le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.</p>
<p>C’è un  piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione  riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e  istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata.  Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i  problemi erano altri, non certo questi, ed era una bella scuola. Chi non  deve parte della sua personalità a  quel docente che non dimenticherà  mai?</p>
<p>Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli  istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella: tagli  alle ore e tagli ai finanziamenti per la gestione. “Facessero una  colletta i genitori, e che sarà mai qualche decina di euro”. Nulla. Ma  non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, qualche decina di  euro aiuta ad andare avanti. E così avete tagliato. Nella scuola dove  insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma  potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi  alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud  nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi,  incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti  mortali e le capriole all’indietro. Questo lo sapevate, vero? Qual è  l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a  lavorare senza grossi drammi? La nostra. Nel senso che lei aveva  ragione e che quindi, nonostante i tagli, e visto che riusciamo ad  andare avanti, la scuola non ha tutti ‘sti problemi? No, aveva ragione  perché per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della  sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi:  e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l&#8217;appello tutte le  mattine.</p>
<p>Però sa cosa c’è? C&#8217;è che abbiamo anche sopportato e  stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no.  Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di  gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare  supplenti per coprire le assenze giornaliere, adesso che non ci sono più  quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono  in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e  vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E  allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in  una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà:  si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere  carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a  singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro  con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di  carcerati), due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io  insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono  state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno. A volte me ne  arrivano altri 3 o 4 da altre classi.</p>
<p>E allora mi dica lei  qual‘è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è  il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi  sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E‘ una  scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei  compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra  Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono  in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni  cosa vi aspettate? E’ già un miracolo se abbiamo le sedie nella mia  scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con muffa e infissi rotti, che  puntualmente aggiustiamo stornando somme da altri fini. “Si rivolga al  Comune” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui  tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario,  sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. Macchè, manco  la chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a  salvaguardare le scuole private.<br />
Lei lo chiama razionamento e si  riempie la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la  crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una  statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di  famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle  città italiane. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della  crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè a noi che le vediamo  e viviamo la verità delle cose. Perché nemmeno il contributo di 15 euro  annui riescono più a pagare. Un  disastro che  chiamo illegalità.</p>
<p>Io  non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci  abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi  siano il bersaglio vero delle nostre scelte. E’ questa l’illegalità,  non solo la &#8216;ndrangheta, la camorra e la mafia, è questo l’esempio in  cui crescono i miei ragazzi sfortunati. Ma l’illegalità e il non  rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola  non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la  sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi  dica che sto facendo politica, che parlo male della scuola e che un  insegnante non può farlo. Io non parlo male della scuola? Come potrei?  E’ la mia vita. Io dico male della distruzione che ne state facendo,  parlo male di voi, ecco perché non me lo permettete. Non di fare  politica, bensì di esercitare un dissenso sacrosanto. Si difenda  contraddicendomi con fatti. Parlo male&#8230; Faccio politica&#8230; dice? E sia  pure! Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: sono io a formare i  cittadini di domani, mica Lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti  italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le  regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”,  come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”. Questa è  politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno  di più io, non di certo Lei che gli toglie maestri, risorse e ruolo  sociale: perché se si permette di uccidere il mio ruolo, insieme al mio,  annulla quello di studente. Non ci aveva pensato? Lasciate i fanciulli  senza guida, ne farete dei tiranni, questo diceva Platone. Quante mamme  non posso riconoscersi in quella frase ripercorrendo le lotte  giornaliere con i loro piccoli tiranni?</p>
<p>Da qualche mese mi  rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il  numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio  scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. Il mio  Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa  domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche  genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli?</p>
<p>E allora  le faccio una proposta indecente davvero: di quei 25 miliardi alle spese  militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti.  Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza  degli edifici scolastici: sono questi i monumenti culturali dell’Italia  che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri  figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.</p>
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		<title>Lo sapessi, cosa scrivere.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 17:05:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Difficile scrivere, in questo presente improbabile in cui sto facendo tutto ciò che una penserebbe di fare quando vuole costruire e mettere dei punti fermi nella propria vita e che è, invece, un sentitissimo inno alla provvisorietà che stiamo intonando in due. In assoluta armonia. &#8220;Che bella casa.&#8221; &#8220;Vero?&#8221; &#8220;Che bell&#8217;impresa, chi lo avrebbe mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile scrivere, in questo presente improbabile in cui sto facendo tutto ciò che una penserebbe di fare quando vuole costruire e mettere dei punti fermi nella propria vita e che è, invece, un sentitissimo inno alla provvisorietà che stiamo intonando in due. In assoluta armonia.</p>
<p>&#8220;Che bella casa.&#8221;<br />
&#8220;Vero?&#8221;<br />
&#8220;Che bell&#8217;impresa, chi lo avrebbe mai detto a &#8216;sto punto delle nostre vite.&#8221;<br />
&#8220;Davvero, guarda.&#8221;<br />
&#8220;Ma io lo guardo, &#8216;sto panorama pazzesco, e gli dico addio mentre lo guardo, proprio adesso sul terrazzo, senti: è tutto così improbabile da essere stonato, non ci vivo davvero dentro, pensavo di andarmene.&#8221;<br />
&#8220;Sai, anch&#8217;io.&#8221;</p>
<p>Così passano questi mesi, in un&#8217;allegria assoluta che diventa insofferenza in un attimo, o sofferenza, o semplice errore da cui fuggire per poi chiedersi cosa ti è preso, ridere e tornare indietro ed essere felice di averlo fatto, di essere tornata, per un bel po&#8217; di giorni dopo. E poi ricominciare.<br />
Ed è difficile scrivere perché cosa vuoi mai scrivere, se non qualche bestemmia quando sei arrabbiata e te ne vai o qualche risata quando ritrovi la quotidianità che ti piace, quella col mojito in terrazzo che ti fa male, ti fa ingrassare, ti rende brutta e felice e pure, in qualche modo, voluta bene?<br />
Il momento è confuso, mettiamola così, ma è presente, e fissarlo in una forma scritta è dare la caccia alle farfalle, c&#8217;è veramente poco da spiegarsi. Lo farò quando sarà il momento delle autopsie, non adesso. Non so cosa scrivere, quindi, perché la mia vita a Genova non me la so decifrare. So solo che, quando sono via, ho bisogno di tornare e sentire odore di Mediterraneo, odore di maccaia, aria di vicoli e facce serie e ironiche dei genovesi che sono il mio paesaggio e voglio la mia barchetta di Bogliasco e vorrei pescare da oggi fino a Ottobre, con la canna nella barchetta verso il Levante e poi farli alla piastra, i pescetti, ma l&#8217;uomo con cui sto mugugna e si lagna e non li vuole, i remi e i pescetti, perché lui ne sa di più e i pescetti del mar Ligure non valgono la pena e le uniche barche che vale la pena avere sono a vela, non a remi, e ci scorniamo a sangue, corna contro corna, e ci lasciamo e poi è impossibile spiegare perché a chi te lo chiede, e finisce che non te ne ricordi manco più, per quale motivo ti sei offeso così a sangue prima di lasciarti, e torni indietro e così sempre, tutte le volte.</p>
<p>Genova. Chi se la scorda più. Ed io, non so perché, sono felice. Mentre ingrasso, mi maltratto e faccio tutto quello che non dovrei fare e tutti mi cazziano e io, in certi momenti, sono così felice che me la mangerei a morsi, l&#8217;aria di questa città che non posso nemmeno dire di amare, so che c&#8217;è e basta e, soprattutto, so che sa di mare. Di mare vero, non di mari esotici. Del mare mio, nudo e crudo. Salato.</p>
<p>Non riesco a scrivere, quando sono qua, perché mi manca la prospettiva.<br />
Mi dispiace da morire. A me piace un sacco, scrivere. Se ci riuscissi mi sentirei davvero qui.</p>
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		<title>Senza fretta</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 23:31:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[Organizzato tutto, debiti compresi. Fra tre giorni sono ad Asmara. Non credo di potere postare da lì, i provider non sono il loro forte. Scriverò sul quaderno, come un tempo. Poi, se non cade nessun aereo, carico gli scritti. Ho un macigno sul cuore da stamattina.Poi, all&#8217;ora di pranzo, mi ha chiamato il collega dell&#8217;Egitto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/erit.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2635" title="erit" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/03/erit.jpg" alt="erit" width="124" height="138" /></a></p>
<p>Organizzato tutto, debiti compresi. Fra tre giorni sono ad Asmara.</p>
<p>Non credo di potere postare da lì, i provider non sono il loro forte. Scriverò sul quaderno, come un tempo. Poi, se non cade nessun aereo, carico gli scritti.</p>
<p>Ho un macigno sul cuore da stamattina.Poi, all&#8217;ora di pranzo, mi ha chiamato il collega dell&#8217;Egitto e il macigno si è trasformato in valanga: &#8220;Che roba sentirti ridere, sembra di stare ancora in Alto Egitto&#8221;, ha detto lui. Io non ho detto niente ma piango da allora.</p>
<p>Non so perché non riesco a stare tranquilla, a trovare pace. Eppure non ho fatto poco a Genova: solo negli ultimi mesi, uomo e casa nuovi. Epperò. Mi chiama il collega dell&#8217;Egitto e piango per un giorno intero.</p>
<p>Mi farà bene ritrovare il tempo di cui ho bisogno e pensare piano. Perché non lo sapevo, ma a vivere con un uomo si parla assai e non si scrive più. E io, dopo un po&#8217; che non scrivo di me, divento più debole. Più mortale. Mi si avvicina la morte, esatto. Per quanto ci stia bene, col mio uomo: non c&#8217;entra.</p>
<p>Io ho un mal d&#8217;Africa che se non lo vivo ci muoio. Devo andare, sennò mi spengo.</p>
<p>Ho pianto tutto il giorno, eppure mi sentivo viva.</p>
<p>Il giorno che piangerò di solo rimpianto sarà il capolinea.</p>
<p>(Cielo, aiutami)</p>
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