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	<title>Haramlik &#187; Patria (matrigna?)</title>
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		<title>Chiagno, ma chi cazz&#8217; m&#8217;o &#8216;ffà fà.</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 16:55:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è solo il naufragio di qualcosa che devo per forza definire &#8220;il mio progetto di vita&#8221;, per quanto l&#8217;espressione sia fastidiosa. Non è tanto il fatto di vederlo incagliato, questo &#8220;progetto di vita&#8221;, nelle secche di una graduatoria in cui invecchieremo a centinaia, nomi su nomi su cui si poseranno anni su anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è solo il naufragio di qualcosa che devo per forza definire &#8220;il mio progetto di vita&#8221;, per quanto l&#8217;espressione sia fastidiosa. Non è tanto il fatto di vederlo incagliato, questo &#8220;progetto di vita&#8221;, nelle secche di una graduatoria in cui invecchieremo a centinaia, nomi su nomi su cui si poseranno anni su anni di polvere ministeriale. E&#8217; che è semplicemente ridicolo, l&#8217;imbuto esistenziale in cui mi sono incastrata.</p>
<p>E&#8217; che ho passato anni della mia vita &#8211; anni importanti, gli ultimi prima di invecchiare &#8211; ad aspettare di fare un esame. A mettere insieme punti, anzianità di servizio, master, traslochi, espedienti per ingannare il tempo dell&#8217;attesa, e sempre con quest&#8217;esame in mente, proibendomi di fare della mia vita nulla che me ne potesse allontanare. A imbastirmela con le mie mani, questa tragedia ridicola.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/N3ech3vO28Q?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E adesso ci penso e ci ripenso e non riesco a fingere di non vedere il ridicolo, la fotografia grottesca di me seduta tra migliaia di altre persone che annerisco pallini per rispondere alle domande che avrebbero dovuto essere determinanti per la mia vita:</p>
<p><em>&#8230;. old is Peter?<br />
a) When<br />
b) How<br />
c) How much</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>El libro está en &#8230;&#8230; biblioteca.<br />
a) la<br />
b) el<br />
c) con<br />
d) de</em></p>
<p>E quindi non posso fare niente altro che ridere.<br />
Niente ricorsi, niente sindacato, niente avvocato, niente rancore, amarezza, insistenza, pervicacia, nuovo tempo buttato. Niente lacrime o, almeno, basta lacrime. E&#8217; andata che la vita mi ha abbastanza preso per il culo e, d&#8217;altro canto, io gliel&#8217;ho permesso: non si fanno le cose che il mondo considera <em>ragionevoli</em>. Non sono per me. Lo sapevo, non ho scusanti. Non avrei dovuto cercare di essere normale. A me le cose non vanno in quel modo lì. E sono stata punita, giustamente: ha tutti i diritti di incazzarsi e prendermi a pedate, la mia vita, se dopo quasi 50 anni, non ho ancora capito come è fatta.</p>
<p>E quindi basta lacrime, dicevo. La mia carriera scolastica affonda nel ridicolo di quei pallini, mi rigiro nella mente i miei ultimi anni  &#8211; tutti, dalla follia del mio rientro in Italia in poi &#8211; e sono già altrove, sono già lontana, me ne sono già andata via da questa storia, da questo cumulo di sciocchezze, da tanto spreco.</p>
<p>&#8220;<em>Cosa faccio?&#8221; &#8220;Ti fai una risata.</em>&#8221;</p>
<p>Comincio a organizzarmi, impacchetto. Questo trasloco durerà mesi, devo organizzarmi.</p>
<p>Chiagno, ma chi cazz&#8217; m&#8217;o &#8216;ffà fà.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/NAkbkZ9Iblg?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Caro diario, ho fatto il Concorso. Quasi.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 22:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>
		<category><![CDATA[cialtronate]]></category>
		<category><![CDATA[concorso estero]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Scusate il ritardo, è che avevo da fare: dovevo prepararmi per il Concorso. Nelle ultime settimane non c&#8217;ero davvero per nessuno, a stento rispondevo al telefono. Somatizzavo, facevo incubi in tutte le lingue su cui sarei stata esaminata, mi lagnavo come una quattordicenne, vedevo serie su serie di terrificanti telefilm in inglese e facevo test, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate il ritardo, è che avevo da fare: dovevo prepararmi per il Concorso. Nelle ultime settimane non c&#8217;ero davvero per nessuno, a stento rispondevo al telefono. Somatizzavo, facevo incubi in tutte le lingue su cui sarei stata esaminata, mi lagnavo come una quattordicenne, vedevo serie su serie di terrificanti telefilm in inglese e facevo test, soprattutto. Migliaia di test, milioni di crocette, ho ancora tutti i fogli sparsi sul pavimento della mia stanza e mi chiedo quanti sacchi mi ci vorranno per disfarmi, prima o poi, di tutta questa carta che mi viene la nausea a guardare.</p>
<p>Poi abbiamo preso l&#8217;aereo, io e il mio cuore in un pugno, e ci siamo presentati a Roma, e poi ho comprato degli occhiali da presbite nuovi, passando da 1,50 a 2 gradi per essere sicura di centrare bene i pallini dei quiz che avrei dovuto riempire. Per essere certa di non arrivare in ritardo alla prova ho preso la stanza direttamente all&#8217;Ergife, con la mezza idea di precipitarmi a farla anche in pigiama, qualora la sveglia, per disgrazia, non avesse suonato. E poi ho quasi dormito, la notte prima, se dormire è svegliarsi ogni mezz&#8217;ora per ripensare ai phrasal verbs o a tutte le parole spagnole che non hai avuto bisogno di usare nell&#8217;ultimo decennio e che erano di colpo tutte lì in fila nel tuo inconscio, a farti il solletico e a non lasciarti riposare. &#8220;Aspersorio&#8221;. &#8220;Stame&#8221;. E quella bevanda a base di cognac e assenzio che bevevano a Tenerife, come si chiamava? &#8220;Solisombra&#8221;, sì, era così. Sol y sombra.</p>
<p>E poi, la mattina, ero lì che ripassavo ancora, ché inglese sarebbe toccato dopo francese e tedesco, e invece ho sentito le sirene della polizia. E <a href="http://www.facebook.com/groups/32496209130/">su Facebook</a> è apparso, ferale, il messaggio di una francesista: &#8220;<em>Prova di francese annullata</em>&#8220;. E allora mi sono vestita, ho lasciato la stanza e, con la mia valigetta e i fasci di appunti, sono andata a unirmi alla massa di colleghi che affollavano il piazzale davanti ai cancelli del locale delle prove e, da lì in poi, quello che è successo è noto a chiunque abbia visto un telegiornale.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/aqlMTQ65Sh8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Io posso raccontare solo i momenti che mi hanno colpito di più, e chissà che non mi faccia bene.</p>
<p>I francesisti che escono dalla prova annullata e uno ha il librone blu con i quiz sotto il braccio, ancora incellofanato. &#8220;<em>Ma scusa, quello è il librone?</em>&#8221; &#8220;<em>Sì</em>&#8220;, fa lui, e poi ne spuntano altri, e poi arriva una collega e glielo strappa di mano e si mette a urlare: &#8220;<em>Ehi, qui c&#8217;è uno che ha il librone, accorruomo, polizia!!!</em>&#8221; Le telecamere che arrivano in piazza accolte dagli applausi. I giornalisti inseguiti per tutto il piazzale da colleghi che, a decine, hanno scandali da denunciare. Le voci che si inseguono: &#8220;<em>Prova annullata, no rimandata. Annullato solo francese. No, francese lo recuperano alle 7 di stasera. Aspettiamo i sindacati. Aspettiamo gli ispettori del MAE. Ehi, dicono che arriva il ministro.</em>&#8221; Arrivano due reparti di celerini, invece, a fare fronte alle terribili professoresse lì riunite.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/12/concorso-006.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4486" title="concorso 006" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/12/concorso-006.jpg" alt="" width="336" height="448" /></a></p>
<p>Le ore che passano e la gente che, stufa di denunciare la presenza di libroni per tutta la piazza, opta per studiarseli. Gruppi divisi per lingue sotti gli alberi e tra le aiuole, quiz declamati in tedesco con l&#8217;accento di Treviso, in francese con quello di Bari. Colleghi che ti rispondono in inglese pure se gli chiedi che ore sono, un gruppo di tizie con le occhiaie che è appena arrivato dall&#8217;Argentina. Le ore che passano, la calca ai cancelli, io che mi situo strategicamente imbucandomi tra quelli di tedesco per stare in una buona posizione quando finalmente, molte ore dopo, toccherà a inglese. Superati i cancelli c&#8217;è una rampa che porta ai locali delle prove, e in questa rampa, i colleghi di tedesco rimangono a fare la coda, in piedi, per circa due o tre ore. Io trovo un angolino, mi siedo sulla valigia, mi metto il pc sulle ginocchia e mi preparo ad aspettare. Passano altre ore che io occupo ripassando<a href="http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/scuola/batteria-quiz-per-la-prova-preselettiva-del-concorso-a-dirigente-scolastico.flc"> i quiz del concorso per presidi</a> che ho scaricato dal sito del ministero ed estraneandomi dal contesto più che posso. Ho sete ma, se è per questo, vorrei pure fare la pipì,  desiderio del tutto irrealizzabile. Meglio che mi tenga anche la sete, quindi. E poi pure la fame. Alcuni colleghi gridano: <em>&#8220;Chi vuole inglese? Chi vuole spagnolo?</em>&#8221; e la gente in coda si passa i libroni di mano in mano, strappa le pagine relative alla sua lingua, ed è tutto un balletto tra chi legge le domande e chi denuncia quelli che le leggono, e a volte sono le stesse persone. E la cosa tragica è che, in realtà, basta uno sguardo per capire che non vale manco la pena di guardarli troppo, &#8216;sti quiz del librone: sono di un livello talmente basso che, esaurita la curiosità, non te ne fai più niente. Sembrano i quiz che io darei ai miei alunni di prima o seconda, occuparsene è uno spreco di energie mentali e c&#8217;è bisogno di salvaguardare i neuroni per quella che, ormai, pare l&#8217;impresa più ardua di tutte: identificare i pallini e riempirli bene, sennò la penna ottica delle correzioni è capace di non leggerteli. La gente di tedesco intanto è entrata e siamo rimasti noi di inglese ad occupare la rampa, e siamo migliaia, uno sopra all&#8217;altro.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/12/concorso-009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4487" title="concorso 009" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/12/concorso-009.jpg" alt="" width="336" height="448" /></a></p>
<p>Io ormai sono in piedi, sempre attaccata alla mia valigina, ché comincia a fare buio e i colleghi mi pesterebbero, se rimanessi seduta nell&#8217;angolo, e non c&#8217;è lo spazio per muoversi e nemmeno per fumare, ammassati come siamo, e non finiamo mai, ci sono professori a perdita d&#8217;occhio, e di colpo, dall&#8217;interno del salone a pochi metri da noi sbuca un organizzatore agitatissimo che ci urla la più surreale delle domande, vista la situazione: &#8220;<em>C&#8217;è un medico, tra di voi???</em>&#8221;</p>
<p>Ci guardiamo. No che non c&#8217;è un medico. E&#8217; evidente. Ci sono solo professori. Di lingue. Cosa vuoi che ci faccia, qua, un medico? Qualcuno azzarda: &#8220;<em>Mah, che ne sai. Magari qualcuno che ha una doppia laurea.</em>&#8221; E tutti che pensiamo che vale cinque punti, una seconda laurea, ma a nessuno è venuto in mente di prenderla in medicina e, dal fondo, una voce azzarda: &#8220;<em>Io faccio il volontario sulle ambulanze, a Como.</em>&#8221; Ed io, riflettendo, concludo che sono decisissima a non svenire, anche se ho sete, fame, e soprattutto voglia di fare la pipì, ma farei &#8216;sto concorso anche se fossi colta da un attacco cardiaco, a questo punto, e comunque svenire è perfettamente inutile, in una situazione del genere e in un posto dove ci sono due reparti della Celere ma nessuna ambulanza e, comunque, anche se ci fosse non potrebbe fendere la folla: gli svenuti potrebbero essere estratti dalla rampa in cui siamo solamente con delle gru. Intanto si è fatto proprio buio, è notte.</p>
<p>E poi riesce finalmente a entrare, la mandria di docenti a cui appartengo, e facciamo tutte le code &#8211; lascia le borse, fatti identificare, prendi l&#8217;attestato, prendi la matita pseudo-indelebile, bla bla &#8211; con ormai solo il desiderio di sederci, finalmente, e credo di non essere mai stata tanto ansiosa di raggiungere un banco in tutta la mia vita, ma è che se non mi siedo stramazzo.</p>
<p>Seduti nei banchi ci rimaniamo per altre due ore, prima che la prova cominci, tra procedure varie, estrazioni delle domande e, soprattutto, attesa per sapere cosa ne sarà dei concorsi che avrebbero dovuto esserci dopo: io avrei ancora spagnolo, dopo inglese, e mancano comunque i dannati francesisti protagonisti del casino del mattino che, poverini, non hanno colpa ma io, in quel momento, se sento di nuovo la parola &#8220;francese&#8221; vomito. Le passo a massaggiarmi la nuca e la fronte, le due ore successive, e a mangiare mentine per ingannare la voglia di nicotina. No, non bevo. Ormai sono oltre qualsiasi bisogno carnale: so solo che, finito l&#8217;incubo, il bancone del bar dell&#8217;Ergife sarà lì ad aspettarmi.</p>
<p>Dal fondo della sala, qualche collega cerca ancora la rissa con la Commissione: &#8220;<em>Abbiamo il diritto di sapere cosa sta succedendo, spiegateci le irregolarità, confessate le colpe!</em>&#8221; Io ringhio, una collega si alza e, tutta rossa, minaccia di morte il Masaniello fuori tempo che, personalmente, prenderei solo a calci. Fateci fare &#8216;sta caspita di prova e andiamo a casa. Abbiamo sete, fame, voglia di fare pipì. Basta, dai. Per favore.</p>
<p>E poi abbiamo riempito i pallini di una prova la cui facilità era offensiva e basta, e potevi sbagliare solo per stanchezza o astigmatismo, e non è detto che non ci sia riuscita. Una cazzata mortificante, domande uguali a quelle del concorso per presidi che tutti avevamo ripassato fino a un attimo prima, boiate che pure l&#8217;ultimo dei nostri studenti azzeccherebbe a occhi chiusi. Altro che librone, altro che tempi stretti, altro che il livello C1 di cui parlava il bando: dopo 15 minuti la gente già si alzava perché aveva finito, la Commissione ha dovuto minacciare di invalidarci l&#8217;esame per farci rimanere seduti fino alla fine. Io ho finito in venti minuti e il resto del tempo l&#8217;ho passato a perfezionare i pallini e a cercare di ricontrollare i numeri che mi si incrociavano davanti agli occhi. E a sognare il bar dell&#8217;Ergife. Un bicchiere di vino rosso. Un piatto di spaghetti. La mamma.</p>
<p>Per lasciare la sala, noi che avevamo la valigia siamo dovuti passare dallo stesso corridoio dell&#8217;entrata che, intanto, era stato riempito con cataste di libroni per la prova del giorno dopo. La gente passava, li prendeva, se li infilava in borsa, controllava se erano gli stessi della nostra prova, apriva dibattitti. E&#8217; arrivato un poliziotto grosso e avvilito: <em>&#8220;Eddai, lasciate i libroni, non prendeteli</em>!&#8221; &#8220;<em>Ma li prendono tutti!</em>&#8221; &#8220;<em>Lo so, io cerco di fermare quelli che vedo, per piacere, non portateveli via&#8230;</em>&#8221; Dispiaceva per lui, si vedeva che era un bravo cristo. &#8220;<em>Ma lei lo ha mai visto un concorso così?</em>&#8220;, gli ho chiesto io. &#8220;<em>No, queste sono cose da pazzi! Lo invalidano sicuro!&#8221;</em>, ha detto lui.</p>
<p>L&#8217;ultimo librone l&#8217;ho visto abbandonato su un muretto fuori dall&#8217;Ergife, vicino alle volanti della polizia. Era giallo, buttato lì, snobbato persino da chi l&#8217;aveva preso. Io ci ho pensato un po&#8217;: poteva essere un souvenir. Poi ho scrollato le spalle e l&#8217;ho lasciato là. Non c&#8217;è niente da ricordare, meglio non pensarci più. Ho raggiunto il mio bicchiere di vino rosso.</p>
<p>Lunedì torno a Roma per fare la prova di spagnolo. Vorrei che almeno quella avesse un senso, ma non nutro molte speranze.</p>
<p>Queste prove avrebbero dovuto essere di livello C1, secondo il bando. E solo così avrebbero potuto garantire un minimo di selezione tra i partecipanti. Sono risultate di un livello A2 al massimo, invece, e questo vuol dire che le passeranno tutti. Ma tutti, proprio. Trentasettemila promossi. Il che vuol dire che, nelle graduatorie, conterà solo il punteggio di titoli e anzianità, che è come dire che potevamo pure non scomodarci da casa e mandarglieli per posta, i nostri dati. E tutto ciò vuol dire, per quanto riguarda me, che mi ritroverò ad essere il numero 13.000 circa, visto che questo concorso me lo giocavo solo e soltanto sulle mie possibilità di passare bene una prova difficile.</p>
<p>Ho lasciato l&#8217;Egitto accettando di passare di ruolo nella scuola, anni fa, all&#8217;unico scopo di fare questo concorso e ripartire per l&#8217;estero con uno stipendio che non fosse dei cento euro al mese che prendevo allora. L&#8217;ho aspettato per anni, facendo l&#8217;esatta, precisa vita che so da anni di non volere fare, sopportandola solo in nome della prospettiva di ripartire.</p>
<p>Mi toccherà pensare a un piano B, temo. Se ne ho la forza.</p>
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		<title>Da una donna per amico</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/10/21/da-una-donna-per-amico/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 17:53:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono in una casa nuova, quella di Marzia. La sistemazione pare comoda, la coinquilina è amichevole, il contesto è quello, familiare, del centro storico genovese. Marzia è dotata di senso estetico e amore per i particolari, e mi aggiro tra cose carine, collezioni di elefanti, teiere, una grossa macchinina di legno che occupa una parete, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/10/011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4478" title="011" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/10/011.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p>Sono in una casa nuova, quella di Marzia. La sistemazione pare comoda, la coinquilina è amichevole, il contesto è quello, familiare, del centro storico genovese. Marzia è dotata di senso estetico e amore per i particolari, e mi aggiro tra cose carine, collezioni di elefanti, teiere, una grossa macchinina di legno che occupa una parete, e la cucina con le sue spezie e le mie che si sono sommate e pare quella di un ristorante etnico. Marzia usa un deodorante da casa alla cannella che somiglia alla colonia inglese che usavo io a 18 anni; la compravo nei negozi dutyfree di Tenerife, ché allora vivevo là.</p>
<p>L&#8217;impianto idraulico potrebbe essere migliorato, ecco. Guardo con sospetto la doccia, luogo in cui mi ustiono e mi congelo venti volte durante la stessa doccia. Devo imparare a regolarla. Ho dei dubbi anche sul bidet, che è di quelli vecchio stile con l&#8217;acqua che scorre dai bordi. E abbiamo un lavandino che gocciola. Forse ci serve un fidanzato che sappia aggiustare queste cose o più semplicemente, come dice Marzia, dovremmo chiamare un idraulico.</p>
<p>Il trasloco me l&#8217;ha fatto, ancora, Mustafà il marocchino. E&#8217; il terzo che mi fa, da quando mi conosce, e stavolta ha borbottato: &#8220;<em>Tu dovere trovare una casa per sempre. Tu, prossimo fidanzato, scegliere bene.</em>&#8221; Poi è venuto SMP ad aiutarci e mi ha fatto una foto. Mi si vede appoggiata al portone di Marzia, nella foto. Ho appena trascinato scatoloni, sono scarmigliata e sorridente, in pace col mondo. E&#8217; una foto rilassata, e non so se lui me l&#8217;ha mandata perché gli piace o perché mi accusa del trambusto che mi serve per trovare pace. Anche lui, non è detto che lo sappia.</p>
<p>Io ho pensato che in questo pezzo di vita, alla fine del decennio che inizia col 4, vivere con un uomo non mi serve. La figlia l&#8217;ho fatta e l&#8217;ho pure data in sposa. Mutui da pagare non ne ho. Di uomini, non me ne sono fatta mancare nessuno. L&#8217;amore, la passione, la noia, la sopportazione, tutti territori già esplorati. Il massimo che un uomo mi può offrire a questo punto della vita, sai, è una pizza. E non c&#8217;è bisogno di ripagarla consegnandosi all&#8217;altro, &#8216;sta benedetta pizza. Non c&#8217;è bisogno di ripagarla affatto, anzi.</p>
<p>Poi è successo che Marzia è un tipo pragmatico con una casa molto grande e ha tirato fuori il pallottoliere e si è messa a far di conto. Perché non unire le energie e i quattrini, quindi. Tanto più che siamo entrambe con un piede fuori dall&#8217;Italia, lei con la sua India da inseguire e io col mio Egitto, e che investire in biglietti aerei ci piace di più che pagare affitti. Ed eccomi qui, dunque. Le sue spezie e le mie, i miei libri ed i suoi, un divano per ciascuna in soggiorno, entrambi rossi. Le virtù della convivenza (non doversi fare sempre la spesa, con tutte quelle borse, e non doversi cucinare sempre e fare pure du&#8217; chiacchiere) senza il peso di dovere essere disponibile per chi fa dipendere da te il proprio benessere. Qui siamo autonome. Senti come suona bene: &#8220;autonome&#8221;. Pare un cinguettio, sa meglio di un bacio. Che bella parola, gessù.</p>
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		<title>Il flame islamico dell&#8217;estate: tutti contro lo Stato laico</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/12/il-flame-islamico-dellestate-tutti-contro-lo-stato-laico/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
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		<description><![CDATA[Se poi, stando in Egitto, avevo voglia di deprimermi e di rientrare dalla Storia alla commedia, c&#8217;era Facebook in italiano che, durante l&#8217;estate, ha riservato a me e ad altri fortunati uno spaccato dell&#8217;italico mondicello islamico degno di essere raccontato. E&#8217; successo che l&#8217;ex direttore di Islamic Relief in Italia, il già citato Paolo Gonzaga, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se poi, stando in Egitto, avevo voglia di deprimermi e di rientrare dalla Storia alla commedia, c&#8217;era Facebook in italiano che, durante l&#8217;estate, ha riservato a me e ad altri fortunati uno spaccato dell&#8217;italico mondicello islamico degno di essere raccontato.</p>
<p>E&#8217; successo che l&#8217;ex direttore di <a href="http://www.islamic-relief.it/">Islamic Relief in Italia</a>, il <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/08/il-punto-sulla-politica-egiziana-dal-blog-di-paolo-gonzaga/">già citato Paolo Gonzaga</a>, che si trovava a sua volta in Egitto per approfondire gli argomenti di cui tratta nel suo libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788873254294/gonzaga-paolo/islam-democrazia-fratelli.html">Islam e democrazia &#8211; I Fratelli Musulmani in Egitto</a>&#8220;, è andato a <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/266376410055142">manifestare sulla sua pagina Facebook</a> la speranza che, in Egitto, lo Stato laico prevalesse sull&#8217;idea di Stato islamico che era stata appena mostrata in piazza Tahrir durante il famigerato Venerdì dei Salafiti.<br />
Pochi minuti dopo è apparsa la risposta di una convertita italiana: <em>&#8220;Fratello, ti senti bene?</em>&#8221;<br />
Io ho letto, ho sospirato e mi sono messa comoda.<br />
E con la replica successiva (&#8220;<em>Scusa fratello, ma se un musulmano non accetta la sharia cosa fa? Se non si sottomette a Corano e Sunna può anche fare a meno di dire in giro che è musulmano; il laicismo non ha mai avuto senso nell&#8217;Islam, astaghfiru Allah</em>&#8220;) si sono aperte le danze.</p>
<p>Da una parte c&#8217;era Gonzaga, quindi, che scriveva dall&#8217;Egitto e <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/30/cose-per-cui-e-valsa-la-pena-vivere-la-festa-laica-a-tahrir/">riferiva ciò che vedeva</a>, e dall&#8217;altra c&#8217;era quel bizzarrissimo fenomeno che sono i convertiti italiani nella loro versione organizzata, per l&#8217;occasione rappresentato da una nutrita componente femminile.<br />
All&#8217;inizio, lui <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">ha provato a tagliare corto</a>: &#8220;<em>Non scrivo queste righe dall&#8217;Egitto per discutere: io sono un uomo di sinistra, laico e per lo stato laico, odio gli estremisti e l&#8217;Egitto e&#8217; il mio secondo paese. Oggi in Egitto la popolazione musulmana e cristiana lotta contro l&#8217;estremismo islamico e per uno stato laico. Io sono con loro! Ne&#8217; militare,ne&#8217; islamico, EGITTO LAICO!</em>&#8221;</p>
<p>Si è <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">sentito rispondere</a> che non era musulmano: <em>&#8220;Non so quale popolazione musulmana tu veda desiderare uno stato laico. Io so che + dell&#8217;80% degli egiziani hanno votato a favore di una costituzione ispirata alla sharjah. Ma sono d&#8217;accordo sulla definizione che dai di te stesso: uomo di sinistra, laico e per lo stato laico. Per fortuna non hai aggiunto anche musulmano. Rispetto profondamente il tuo odio per gli estremisti. Io invece odio gli ipocriti. Qualcosa in comune lo abbiamo</em>.&#8221;</p>
<p>E&#8217; una risposta che contiene varie chicche: 1) l&#8217;ha scritta una che è la <a href="http://dirittimusulmani.it/chi-siamo/">Fondatrice e Presidente</a> del &#8220;<a href="http://dirittimusulmani.it/">Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</a>&#8220;; 2) dà a Gonzaga dell&#8217;ipocrita che, in termini islamici, sarebbe <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Munafiq">uno che finge di essere musulmano</a>, e non è un&#8217;accusa leggera; 3) rivela che la nostra integralista islamica parla l&#8217;arabo ancora peggio di me, a giudicare da come traslittera la parola &#8220;shari&#8217;ah&#8221; trasformandola in qualcosa che suona tipo &#8220;shargia&#8221;.</p>
<p>Da quel momento, chi volesse conoscere un po&#8217; più a fondo l&#8217;islam italiano può attingere a piene mani alle risposte che si sono susseguite:</p>
<p>Tale<a href="http://www.facebook.com/aminajd?sk=info"> signora XXX (cognome italianissimo)</a>, romana: &#8220;<em>Nooo te sbagli!! paolo gonzaga vivo in egitto da anni e posso dirti che LA POPOLAZIONE EGIZIANA VUOLE LA SHARIA E VUOLE I FRATELLI MUSULMANI SCENDONO AL TAHRIR PERCHE&#8217; LA VOGLIONO NON ESISTE NESSUN MUSULMANO CHE VADA CONTRO LA LEGGE DI DIO SCHERZIAMO!! TU FAI IL GIOCO DEI COPTI CHE SONO UN 2% E CREANO CAOS MA QUI IN EGITTO VOGLIAMO TUTTI LA SHARIA E UN PAESE AL 90 % ISLAMICO E NON CAMBIERA&#8217; MAI SONO MOLTIPLICATE LE DONNE CON NIQAB SE PROVI SOLAMENTE A DIRE QUALCOSA CONTRO I FRATELLI MUSULMANI AMATISSIMI DAGLI EGIZIANI CREDO CHE TE LE SUONANO QUI NON SI SCHERZA CREDIMI QUI MENANO SE TI METTI CONTRO 15 GG FA&#8217; E&#8217; SCESO TUTTO L&#8217;EGITTO IN PIAZZA PER CONFERMARE CHE LA VECCHIA COSTITUZIONE NN DEVE ESSERE TOCCATA PERCHE&#8217; CONTIENE LA SHARIA RICORDATELO !! TORNATENE IN ITALIA CHE HA MOLTI PROBLEMI E LASCIA L&#8217;EGITTO SARA&#8217; SOLO UN GRAN FALLIMENTO CREDIMI.</em>&#8221;</p>
<p>Tale <a href="http://www.facebook.com/IgorYassinMangano">signor XXX (altro cognome italianissimo)</a>: &#8220;<em>Ti ricordo comunque che Allah ha rivelato Il Sublime Corano e la Nobile Sunna come guida per gli uomini, e non ha delegato a Profeta o legislatore né Marx, né Lenin e neppure Stalin: se li segui quindi all&#8217;infuori di Allah e del Rasoul (che la Pace e le benedizioni siano su di lui) stai prendendo una grossa sbandata!!! Attento fratello. Ti conosco e mi sembri un bravo fratello. Per Allah, io ti avverto di questo pericolo.</em>&#8221;</p>
<p>La <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100001216083118">Silvia Olivetti dell&#8217;MTDM</a>, intanto, pregava: &#8220;<em>E chi disobbedisce ad Allah e al Suo Messaggero e trasgredisce le Sue leggi, sarà introdotto nel Fuoco, dove rimarrà in perpetuo e avrà castigo avvilente (Corano IV. An-Nisâ’, 14)</em>.&#8221;</p>
<p>E Gonzaga, <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">sempre più sbigottito</a>: &#8220;<em>Cosa vuoi, convincermi della bonta&#8217; della shari&#8217;ah? Non saranno certo le tue parole, che denotano una sfasatura tra teoria e fatti notevole, a convincere una persona che in 40 anni di vita non ha mai sopportato clericali di qs tipo. La shari&#8217;ah, con l&#8217;islam che conosco io, non ha nulla a che vedere; le punizioni corporali, la disuguaglianza tra uomo e donna, la &#8220;protezione&#8221; delle minoranze e non la loro emancipazione e totale uguaglianza, la morale sessuale che si fa&#8217; legge di Stato, la pena di morte, l&#8217;obbedienza al sovrano, la poligamia e oscenita&#8217; simili non sono forse comprese nella shari&#8217;ah? Certo che si&#8217;, ma sei troppo giovane ed &#8220;entusiasta&#8221;, forse,per renderti conto di quanto cozzino con i diritti umani universali. [...]<br />
Poi non mi parlare dell&#8217;Italia come del &#8220;paese che ci ospita&#8221;, per me e&#8217; casa mia da sempre e se tu percepisci il paese in cui sei nata e cresciuta come un paese che &#8220;ti ospita&#8221;, significa che hai qualche problema. Le tue e altre minacce velate di amiche tue mi persuadono sempre più che il cosiddetto islam politico, l&#8217;unico che chiede la shari&#8217;ah, sia una trappola pericolosa addirittura per la salute mentale di chi lo pratica.</em>&#8221;</p>
<p>Io, intanto, leggevo, mi guardavo le unghie sospirando: &#8220;<em>E io cosa sto dicendo, da anni?</em>&#8221; e mi preoccupavo un po&#8217; per Paolo che, invece, si stava incazzando parecchio:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267322929960490">Qui</a>: &#8220;<em>I musulmani in Italia giustamente chiedono di non subire leggi che gli impediscano di vivere a modo loro e correttamente si oppongono a ingerenze statali o legali su hijab, luoghi di culto, spazi ecc.</em>&#8221;<br />
<a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267324593293657">Qui</a>: &#8220;<em>Percio&#8217; bisogna avere l&#8217;onesta&#8217;, se si chiedono diritti quando si e&#8217; in minoranza, di concederli quando si e&#8217; in maggioranza, senno&#8217; e&#8217; ipocrisia.</em>&#8221;<br />
<a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267374396622010">Qui</a>: &#8220;<em>O si crede ad una legge religiosa, e allora non fingano ipocritamente di essere belli e buoni quando vanno dalle giunte di sinistra a chiedere diritti. Bisogna avere l&#8217;onesta&#8217;di non fare MAI un doppio discorso e sostenere una cosa quando parlano tra loro e un&#8217;altra, spesso opposta quando invece lo fanno in pubblico! LAICITA&#8217;!!</em>&#8221;</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267329313293185">E ancora</a>: &#8220;<em>Per ora sono troppo impegnato ad approfondire, intervistare e riportare testimonianze. I musulmani in Italia rimarranno sempre odiati finche&#8217; non la smetteranno di pensare di essere più furbi: se si pensa che le pene corporali siano accettabili nel XXI secolo, o che i gay siano ammalati o viziosi da curare o che la democrazia sia incompatibile con l&#8217;islam perche&#8217; e&#8217; meglio il califfato.</em>&#8221;</p>
<p>Tra i profili dei convertiti italiani, intanto, un tam tam di preghiere e invocazioni che non sapevi se ridere o spaventarti davvero: appelli ad Allah affinché castigasse i<em> falsi musulmani</em> (perché, notoriamente, &#8216;sta gente crede di esserselo comprato, l&#8217;Islam, e se non sei musulmano come dicono loro ti cacciano dal club; come se la Binetti scomunicasse Don Gallo, siamo lì), affinché gli facesse cadere le dita prima di metterlo al computer o, come seconda scelta, affinché glielo rompesse, il computer. Ché poi mi sembrano abbastanza blasfeme, &#8216;ste cose. Davvero ci si aspetta che Allah rompa il computer di Paolo Gonzaga?</p>
<p>La cosa sarebbe comunque finita lì, nell&#8217;archivio dei flame estivi coi matti, se il<em> Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</em> non avesse <a href="http://www.facebook.com/notes/movimento-per-la-tutela-dei-diritti-dei-musulmani/replica-di-islamic-relief-in-merito-alle-dichiarazioni-di-paolo-gonzaga-su-islam/196832030381515">deciso di denunciare le affermazioni di Gonzaga nientemeno che a<strong> Islamic Relief</strong></a>.<br />
<a href="http://www.islamic-relief.it/"><strong>Islamic Relief</strong></a> che &#8211; colpo di scena &#8211; prende le distanze da Gonzaga con un comunicato che vale la pena riportare per intero:</p>
<blockquote><p>In seguito alla polemica scatenata da alcuni post scritti da Paolo Gonzaga sulla pagina ufficiale del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani e ritenuti da molti utenti offensivi e irrispettosi dell&#8217;Islam e dei musulmani, riportiamo la replica a noi inviata da Islamic Relief sulla questione. Replica che si è resa necessaria poichè in molti avevano manifestato disagio nel leggere parole così pesanti sul Corano e la legge di Allah provenienti da una persona conosciuta come storico collaboratore di Islamic Relief. Su nostra segnalazione (ma anche su segnalazione di molti utenti della pagina nonchè sostenitori di Islamic Relief), Islamic Relief ha dunque così replicato alle numerose richieste di chiarimenti in merito:</p>
<p><strong><em>&#8220;Carissimi tutti,</em></strong></p>
<p><strong><em>mi è stata segnalata questa discussione nella quale si citava il nome di Islamic Relief. Tengo a precisare che il Sig. Paolo Gonzaga non lavora più con Islamic Relief e tutte le opinioni espresse da lui sia in questa sede che in altre sono sue opinioni personali. Islamic Relief è un associazione umanitaria che lavora per la tutela della dignità delle persone garantendo ai più bisognosi il loro fabbisogno necessario per una vita dignitosa nel pieno rispetto delle regole islamiche.</em></strong></p>
<p><strong><em>Prego quindi tutti di non prendere le parole delle persone che lavoravano, come in questo caso, o che lavorano ancora a Islamic Relief come opinioni della stessa associazione salvo che siano firmate a nome della stessa.</em></strong></p>
<p><strong><em>Così come chiedo a tutti di segnalare eventuali casi simili in cui viene citato il nome di Islamic Relief all&#8217;email: info@islamic-relief.it</em></p>
<p><em>A nome di Islamic Relief Italia, Yassine Baradai</em></p>
<p></strong><strong></strong><strong><em> </em></strong><strong><em></em><em>(Communications Manager)&#8221;<br />
</em></strong><br />
***********</p>
<p>Il direttivo del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani ringrazia di cuore Islamic Relief per la gradita precisazione e per la presa di distanza rispetto alle esternazioni di Paolo Gonzaga. Ci dispiace sinceramente che il nome di una così nobile iniziativa sia stato associato ad affermazioni tanto sconvenienti. Conosciamo bene l&#8217;impegno quotidiano profuso da Islamic Relief nel cercare di portare sollievo alle persone in difficoltà, impegno portato avanti con onestà, amore, sacrificio e soprattutto rispetto nei confronti dell&#8217;Islam e del sacro Corano. Che Allah swt vi benedica e ricompensi con il meglio per i vostri sforzi. Ameen.</p>
<p>Silvia Layla Olivetti, presidente del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</p></blockquote>
<p><a href="http://www.facebook.com/notes/movimento-per-la-tutela-dei-diritti-dei-musulmani/replica-di-islamic-relief-in-merito-alle-dichiarazioni-di-paolo-gonzaga-su-islam/196832030381515">Segue delirio</a>:</p>
<p><em>&#8220;Sono molto felice della precisazione dell associazione umanitaria e mi compiaccio del fatto che le affermazione del signore di ieri siano imputabili solo a quest ultimo&#8230; purtroppo Odio e Ignoranza sono il male del secolo.&#8221;<br />
&#8220;Hamdulillah giustizia fatta hamdulillah&#8221;<br />
&#8220;Signor Gonzaga il fatto che moltissime persone non abbiano letto i suoi scritti non è grave quanto il fatto di non leggere e soprattutto accettare la legge di Allah. Non siamo idioti, sa?&#8221;<br />
&#8220;Sì,  è vero,  ognuno è libero di pensarla cm vuole ma infangare il nome dell&#8217;Islam prendendo dal corano solo Cio che si vuole e tralasciando il resto No. Il corano o lo prendi tutto o lasciato tutto.<br />
Queste &#8216;tattiche&#8217; vengono usate solo per attaccare l&#8217;islam ed allontanare i musulmani dalla loro fede. Però ce da dire che in queste trappole ci cascano solo i musulmani deboli e ignoranti privi di basi solide e forte fede nel cuore. Si riempiono la bocca di parole e concetti sull&#8217;islam che sì fanno parte dell&#8217;islam, ma che vengono usati senza vera sapienza.&#8221;<br />
&#8220;Che ALLAH Il Misericordioso Benedica la Vera Ummah!! La Illumini della Sua Immensa Luce e la Guidi sulla Retta Via fino alla nostra Meta Anelata ,Il Janna!!! E infonda lISLAM nei cuori di chi non comprende!!!&#8221;<br />
&#8220;Ameen&#8221;</em></p>
<p>E così via.</p>
<p>Gonzaga risponde per un po&#8217;, cercando di fare capire che non è un nemico dell&#8217;islam ma uno che<a href="http://milano.corriere.it/cronache/articoli/2007/04_Aprile/13/attentato_islamic_relief.shtml"> si è preso pure qualche molotov</a>, <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/moschee-nove-anni-a-sandalo/2047963">in nome dell&#8217;aiuto ai musulmani</a>.</p>
<p>La risposta del <em>Movimento per la tutela dei diritti dei Musulmani</em> è lapidaria:</p>
<p>&#8220;<em>Chiediamo al Signor Gonzaga, come a tutti gli altri utenti di questa pagina, di rispettare la netiquette e di non spammare pubblicando link non autorizzati. Grazie per la comprensione. P.s. signor Gonzaga, Le chiediamo inoltre di non farsi scudo di incresciosi avvenimenti del passato per giustificare il presente o per guadagnare credito presso il pubblico. Tra l&#8217;altro non ha alcun senso richiamare alla memoria un passato che nulla più ha a che fare con il suo presente. Da ciò che abbiamo compreso, lei non lavora più per Islamic Relief. Buona serata</em>&#8221;</p>
<p>Gonzaga, incredulo, <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/239021799468502">li manda a quel paese</a>.</p>
<p>Che dire? Niente che su questo blog non sia già stato detto e ripetuto fino alla nausea, negli ultimi anni: che i musulmani normali, l&#8217;islam dell&#8217;immensa maggioranza dei nostri immigrati e dei popoli del Medio Oriente non è questo, per fortuna.<br />
E che la nostra sinistra deve &#8211; davvero &#8211; fare attenzione a chi si sceglie come interlocutore.<br />
Deve pur esserci una terza via tra i sionisti e questi assatanati, dico io, nel dibattito italiano, e sarebbe nostra responsabilità cercarla e valorizzarla.</p>
<p>Altrimenti si cade in trappole come quella in cui è caduta la vicesindaco di Milano che, più papista del Papa,<a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/08/30/foto/ramadan_la_vice_di_pisapia_col_velo_alla_vesta_in_via_padova-21036328/1/"> si è presentata velata</a> a un incontro con la comunità islamica di via Padova, manco fosse andata a Al Azhar. Mandando un messaggio che è fondamentalmente goffo e che contribuisce ad isolare, nel nostro bigottissimo panorama islamico, le musulmane (generalmente arabe, loro sì) che vogliono continuare a considerarsi tali anche senza indossare l&#8217;hijab.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/vicesindaco.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4438" title="vicesindaco" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/vicesindaco.jpg" alt="" width="475" height="279" /></a></p>
<p>L&#8217;Haramlik, intanto, fa sua <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267800453246071">una considerazione di Paolo</a> e si attiene a quella:</p>
<p>&#8220;<em>Il popolo egiziano é un popolo troppo gioioso per cadere nelle mani dei tristi salafiti e per accettare leggi che pretendano di controllare le sfere private e pubbliche della vita.</em>&#8221;</p>
<p>(Inshallah, ma davvero.)</p>
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		<title>Pensose analisi</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/11/pensose-analisi/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 13:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima: Dopo: &#160; Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kelebeklerblog.com/2011/02/03/ipotesi-egiziane/">Prima</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/ipotesi.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4447" title="ipotesi" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/ipotesi.png" alt="" width="640" height="428" /></a><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Egitto-a-processo-25-ex-ufficiali-che-organizzarono-la-Battaglia-del-cammello_312439078917.html">Dopo</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Cammelli-processo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4448" title="Cammelli processo" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Cammelli-processo.png" alt="" width="640" height="220" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Egitto in Italia: prendiamo appuntamento</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/07/egitto-in-italia-prendiamo-appuntamento/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/07/egitto-in-italia-prendiamo-appuntamento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sarà molto Egitto democratico, in Italia, nelle prossime settimane. A Mantova, venerdì 9, Paola Caridi presenta due incontri: alle 11,30 ci sarà &#8220;I GIOVANI ARABI TRA WEB, PIAZZA E LIBERTÀ&#8221; con Wael Abbas e, alle 16,45, quello con &#8216;Ala Al Aswani, dal titolo &#8220;Rivoluzione!&#8221;. Aswani presenterà il suo ultimo libro, che arriva in libreria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/letteratura.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/letteratura.jpg" alt="" title="letteratura" width="152" height="233" class="aligncenter size-full wp-image-4410" /></a></p>
<p>Ci sarà molto Egitto democratico, in Italia, nelle prossime settimane.</p>
<p>A Mantova, venerdì 9, <a href="http://invisiblearabs.com/">Paola Caridi</a> presenta due incontri: alle 11,30 ci sarà &#8220;<a href="http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#161">I GIOVANI ARABI TRA WEB, PIAZZA E LIBERTÀ</a>&#8221; con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wael_Abbas">Wael Abbas</a> e, alle 16,45, quello con <a href="http://www.festivaletteratura.it/scheda_autore.php?id=24">&#8216;Ala Al Aswani</a>, dal titolo <a href="http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#161">&#8220;Rivoluzione!&#8221;</a>.<br />
Aswani presenterà <a href="http://www.napolinvita.it/news/269/La-rivoluzione-egiziana----%20Ala-al-Aswani.cshtml">il suo ultimo libro, che arriva in libreria oggi </a> (io l&#8217;ho<a href="http://www.cairo360.com/article/books/1573/alaa-al-aswany-on-the-state-of-egypt/"> già comprato in inglese</a>, ahimé, fidandomi poco &#8211; per una volta a torto &#8211; della tempestività delle case editrici italiane) e mi piacerebbe molto andare a sentirlo.<br />
Venerdì mattina lavoro, purtroppo, e quindi mi toccherà saltare Wael Abbas. Un salto a Mantova di pomeriggio, però, lo farei volentieri. Se qualcuno, da Genova o luoghi limitrofi, ha in programma di andarci, faccia un fischio e ci si mette d&#8217;accordo.</p>
<p>L&#8217;altro appuntamento, invece, è a fine mese a Ferrara, per il <a href="http://www.internazionale.it/festival/programma/">festival di Internazionale</a>. E lì, in particolare, non vorrei perdermi, domenica 2 ottobre alle 12, la presentazione di <a href="http://www.megamodo.com/2011102615-i-diari-della-rivoluzione/">&#8220;I diari della rivoluzione</a>&#8220;, con Hossam el Hamalawy (l&#8217;<a href="http://www.arabawy.org/">Arabawy</a> che qui avremo citato <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/?s=arabawy&#038;searchsubmit=Cerca">diecimila volte</a>) e <a href="http://twitter.com/#!/Ssirgany">Sarah el Sirgany</a> presentati da Jamila Mascat. </p>
<p>A Ferrara ci andrò con un paio di amici con cui sono già d&#8217;accordo. Però, di nuovo: se qualche lettore dell&#8217;Haramlik ha in programma di andarci, si faccia vivo, ché così ci si conosce. L&#8217;Egitto mi sta trasformando da orso bruno a bestia socievole, non chiedetemi perché.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esecuzione di Vittorio Arrigoni e i brutti ambienti nostrani</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/26/lesecuzione-di-vittorio-arrigoni-e-i-brutti-ambienti-nostrani/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/26/lesecuzione-di-vittorio-arrigoni-e-i-brutti-ambienti-nostrani/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 14:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è questa cosa che non mi tolgo dalla testa, da quando Vittorio Arrigoni è morto, e ne ho parlato con un mucchio di gente &#8211; gente vicina alla causa palestinese, ovviamente &#8211; sperando di essere tranquillizzata e di vedere smontati i miei ragionamenti, e invece no. Perché sono pensieri su cui vorrei avere torto, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è questa cosa che non mi tolgo dalla testa, da quando Vittorio Arrigoni è morto, e ne ho parlato con un mucchio di gente &#8211; gente vicina alla causa palestinese, ovviamente &#8211; sperando di essere tranquillizzata e di vedere smontati i miei ragionamenti, e invece no. Perché sono pensieri su cui vorrei avere torto, i miei, e quindi sarò grata a chi volesse convincermi della loro infondatezza.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/vittorio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4353" title="vittorio" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/vittorio.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a></p>
<p>Qualche data, intanto.<br />
Partiamo dal fatto che Vittorio ci aveva vissuto per tre anni, a Gaza, durante i quali aveva avuto ottimi rapporti con tutti, a cominciare dal governo di Hamas.<br />
Le cose cominciano a cambiare, almeno pubblicamente, verso gennaio di quest&#8217;anno, con la sua <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2017/il-manifesto-gybo-dei-giovani-di-gaza">decisa presa di posizione a favore del movimento giovanile</a> che, in modo analogo a quanto va succedendo in Egitto, comincia ad emergere a Gaza.</p>
<blockquote><p>Scendere in piazza è troppo pericoloso a Gaza, se non piombano bombe dal cielo, piovono manganelli da terra. Fustigati da un governo interno che soffoca i diritti civili basilari, frustrati dal collaborazionismo criminale di Ramallah che viene a patti coi massacrati d’Israele, delusi e defraudati da una comunità internazionale lassista e compiacente coi carnefici, il grido cibernetico di questi ragazzi coraggiosi sta raccogliendo sempre più consensi a livello globale, a giudicare dai commenti sulla loro pagina web che si susseguono istante dopo istante da ogni dove.</p>
<p>Qualcuno mi ha chiesto dall’Italia se conosco le identità degli autori de Il Manifesto. Certo che li conosco. Sono la stragrande maggioranza degli under 25 che a Gaza incontri nei caffe’, al di fuori dell’università, per strada con le mani nelle saccocce vuote di soldi, di impieghi, di prospettive per l’avvenire ma gonfie di lutto e rabbia sottaciuta. Che adesso hanno manifestato.</p></blockquote>
<p>A febbraio, mentre segue con entusiasmo e trepidazione le vicende dell&#8217;Egitto, Vittorio <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2034/la-rivoluzione-egiziana-vissuta-da-gaza/&amp;cid=9395">racconta l&#8217;aria che tira a Gaza</a>:</p>
<blockquote><p>anche nella Striscia mi deprime riportare come Hamas soffochi le spontanee dimostrazioni di appoggio all’intifada egiziana.</p>
<p>Durante un sit in nel centro di Gaza city dedicato alla situazione in Egitto, lunedi’ scorso 8 ragazzi e 6 ragazze sono stati arrestati e condotti in una stazione dove polizia, dove una delle ragazze, Asmaa Al-Ghoul, nota giornalista locale, è stata ripetutamente percossa.</p>
<p>Fra gli arrestati lunedi’ anche il traduttore dell’International Solidarity Movement: Mohammed AlZaeem. Mi sono recato personalmente a intercedere per la sua liberazione presso l’autorità locale, e l’ufficiale di polizia responsabile della sua detenzione ha confermato i miei sospetti sulle ragioni per cui le uniche manifestazione consentite qui sono quelle organizzate dal governo. Al centro agli interrogatori subiti dagli arrestati la richiesta incessante e opprimente di informazioni sull’identità del nuovo acerrimo nemico di tutti i governi arabi: Facebook.</p>
<p>Laddove serpeggia dello scontento, i moti prima tunisini e ora egiziani potrebbero rappresentare l’esempio per insurrezioni anche in Palestina, internet e i social network, la miccia per questa possibile deflagrazione.</p></blockquote>
<p>Il 9 marzo, <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2051/il-15-marzo-esplode-la-rivoluzione-palestinese">Arrigoni insiste</a>:</p>
<blockquote><p>Addirittura alcuni da fuori dalla Striscia hanno accusati i GYBO di essere a libro paga di Abu Mazen e la sua cricca di collaborazionisti; intellettuali e attivisti seduti nei loro confortevoli salotti che non si sono mai sporcati mai le mani del sangue e della sofferenza di un popolo in perenne lotta contro l’occupazione,e che non si scomodano neanche di approfondire le questioni sui qui discettano con la protervia dell’onniscenza..</p></blockquote>
<p>Con chi ce l&#8217;ha, Arrigoni? Con un certo ambiente propalestinese italiano, tra gli altri.<br />
Quello che vedo io, in una newsletter che seguo, è l&#8217;accorato appello della curatrice di un&#8217;agenzia di stampa molto vicina ad Hamas che invita a non fidarsi dei GYBO: &#8220;<em>Le nostre fonti a Gaza ci dicono che dietro quest&#8217;organizzazione c&#8217;è qualcosa di molto losco e inquietante</em>&#8220;. Israele, si suppone.</p>
<p>Meno subdolo e più pasticcione, quella <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/tag/campo-antimperialista/">vecchia conoscenza di questo blog</a> che è il<strong> Campo Antimperialista</strong> <a href="http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1373:vaffanculo-a-chi&amp;catid=5:terra-di-palestina-cat&amp;Itemid=13">parte a testa bassa</a>:</p>
<blockquote><p>Se questo cosiddetto manifesto rappresenta i giovani di Gaza c’è da mettersi le mani sui capelli. Per fortuna non è così.<br />
Infatti, lo confessiamo, a noi sono sorti fortissimi dubbi sull’autenticità di questo Manifesto, che sembra uscito, non da Gaza, ma da qualche smandrappata riunione no-global italiana. Al di là del contenuto, ripetiamo, inaccettabile, <strong>colpisce lo stile occidentalissimo, anzi italianissimo del testo.</strong></p></blockquote>
<p>Chi sarebbe il no-global? Chi avrebbe mai potuto scrivere con uno stile &#8220;italianissimo&#8221;, a Gaza? Evidentemente, il Campo Antimperialista insinua che il manifesto dei GYBO lo abbia scritto Arrigoni stesso.</p>
<p>Gli attacchi del Campo Antimperialista ai GYBO e ad Arrigoni <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2053/le-bufale-del-campo-antimperialista">continuano</a> e, alla fine, <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2053/le-bufale-del-campo-antimperialista">lui risponde con un articolo</a> in cui, oltre a farli a pezzetti, scrive una frase che, quando io la lessi, mi diede qualche brivido:</p>
<blockquote><p>Di sicuro c&#8217;è che affibbiare così dissennatamente ai giovani GYBO l’etichetta dei collaborazionisti d’Israele, non e’ uno scherzo, ma un pericolo serio per l&#8217;incolumità a Gaza di quei ragazzi mossi da intenti lodevoli sebbene ancora acerbi.</p></blockquote>
<p>Già.<br />
Il fatto è che in quei giorni &#8211; siamo a metà marzo &#8211; buona parte dell&#8217;ambiente propalestinese italiano <strong>desidera fortemente credere</strong> che questi giovani gazawi che sfidano Hamas siano &#8220;loschi&#8221;, come diceva quell&#8217;altra, e che a mettere Hamas sul banco dei cattivi non possa essere che Israele.<br />
Perché? Perché la gente normale è semplice e vuole che i buoni e i cattivi siano ordinatamente disposti in file opposte. E perché la gente meno normale, i professionisti della causa araba in Italia, poco se ne fotte dei popoli che dice di difendere e molto se ne importa, invece, delle proprie agende politiche più o meno manifeste.<br />
In questo clima, l&#8217;unico motivo per cui l&#8217;equazione GYBO=collaborazionisti non sfonda, nell&#8217;ambiente, è la voce di Arrigoni stesso. Che una credibilità ce l&#8217;ha, in quei circuiti, e fare passare per collaborazionista anche lui è impossibile.<br />
Per quante allusioni si facciano allo stile &#8220;italianissimo&#8221; del manifesto GYBO.</p>
<p>Il 17 marzo, Vittorio racconta ciò che è successo alla manifestazione dei GYBO:</p>
<blockquote><p>Meno di un’ora dopo Hamas decideva di terminare la festa a modo suo: centinaia di poliziotti e agenti in borghese hanno accerchiato l’area, e armati di bastoni hanno assaltato brutalmente i manifestanti pacifici,dando alle fiamme le tende e l’ospedale da campo.</p>
<p>Circa 300 i ragazzi feriti, per la maggior parte donne, una decina con fratture. Per tutta la notte di ieri fuori dall&#8217;ospedale Al Shifa, nel centro di Gaza city, poliziotti arrestavano i contusi mano a mano che venivano rilasciati dal pronto soccorso.</p>
<p>Molti gli attacchi ai giornalisti, ai quali sono stati confiscati telecamere e macchine fotografiche. Ad Akram Atallah, giornalista palestinese è stata spezzata una mano. Samah Ahmed, giovane collega di Akram, è stata colpita da un fendente di coltello alle spalle. Asma Al Ghoul, nota blogger della Striscia è stata ripetutamente percossa dagli agenti in borghese mentre cercava di soccorrere l’amica ferita.</p>
<p>Le forze di sicurezza di Hamas hanno convogliato l’attacco nel centro della piazza Katiba, dove si concentrava il presidio delle donne, figlie e madri di una Gaza che hanno conosciuto la gioia della speranza di un cambiamento, per poi risvegliarsi alla cruda  realtà dopo un breve sogno.</p></blockquote>
<p>E&#8217; a quel punto che io scrivo ad Arrigoni scusandomi per avere pensato a lungo che lui fosse organico a certi ambienti, e che lui mi risponde dicendomi che avevo preso una bella cantonata e che lui, con i &#8220;professionisti del dramma palestinese&#8221;, non ha nulla da spartire.</p>
<p>La freddezza di certi nostri ambienti suppostamente pro-arabi nei confronti delle rivolte giovanili in Medio Oriente è visibile, palpabile. Non è che siano in molti, da noi, ad avere le posizioni che Vittorio sta manifestando, e a me basta per essere certa della sua onestà intellettuale.</p>
<p>Che lui stia cercando di descrivere ciò che vede a Gaza con la maggiore obiettività possibile, a costo di alcuni travagli politici e, suppongo, personali, è <a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/2066/l-esercito-di-occupazione-israeliana-uccide-altri-2-bambini-palestinesi-a-gaza">di nuovo evidente il 23 marzo</a>:</p>
<blockquote><p>Hamas che non sparava più un colpo contro obbiettivi israeliani da mesi, che in pratica aveva disarmato la sua resistenza e continuamente tramite il premier Ismail Hanye invitava le altre fazioni a fare altrettanto, decideva questo nuovo attacco mentre a Gaza city la sua polizia reprimeva nel sangue  le manifestazione pacifiche dei giovani di Gaza per la fine delle divisioni,  assalendo brutalmente anche i giornalisti di testate straniere come Reuters, France Television e Associated Press (secondo quanto denunciato dall’autorevole PCHR), e soprattutto, contemporaneamente ai primi contatti fra rappresentanti del governo di Gaza e Fatah col preciso intento di avvicinare le parti verso l’unità nazionale.</p>
<p>Evidentemente, questi eventi concatenati dimostrano come vi è una forte frangia all’interno di Hamas che lavora assiduamente affinché le divisioni interpalestinesi restino così come sono.</p></blockquote>
<p>Il 14 aprile, Arrigoni viene rapito e strangolato subito dopo.</p>
<p>Cosa è successo quindi?</p>
<p>C&#8217;è tanta gente, tra le persone che frequento, che sostiene che Israele abbia messo il suo zampino in quest&#8217;esecuzione. Io non ci credo, visto che 1) avrebbero potuto farlo mille volte prima, per tre anni. Che senso aveva programmare un&#8217;operazione simile, all&#8217;interno della Striscia, e giusto mentre Vittorio stava facendo fare ad Hamas una figura quantomeno discutibile? 2) Non so quanto Vittorio fosse effettivamente un pericolo, per Israele. I suoi interlocutori erano antisionisti in partenza, non era &#8211; per stile di scrittura, per modo di porsi &#8211; uno che facesse cambiare idea alla gente. Io credo che Israele tema molto di più chi si rivolge agli ignavi che coloro che, in qualche modo, predicano ai convertiti. Triste, ma è così. 3) L&#8217;operazione politica che Israele ha portato avanti nei confronti della Flotilla sarebbe stata uguale, identica, anche con Arrigoni vivo. Non sarebbe cambiato nulla.<br />
No. Decisamente non credo che Israele avesse interesse a fare uccidere Arrigoni.</p>
<p>Io temo che sia successo qualcosa di molto più tremendo e di infinitamente più stupido. Temo che dall&#8217;interno della galassia filopalestinese italiana sia partito qualche messaggio &#8220;<em>alle nostre fonti di Gaza</em>&#8220;, a un qualsiasi interlocutore dell&#8217;islam politico militante. Qualcosa del tipo: &#8220;<em>Noi ci stiamo provando, a isolare questi GYBO, ma Arrigoni ce lo impedisce&#8221;</em>.<br />
E credo che, in un ambiente paranoico come quello di Gaza, simili messaggi abbiano potuto avere delle conseguenze più tragiche di quanto gli idioti nostrani si aspettassero.</p>
<p>Perché la frase di Vittorio &#8211; &#8220;<em>Di sicuro c&#8217;è che affibbiare così dissennatamente ai giovani GYBO l’etichetta dei collaborazionisti d’Israele, non e’ uno scherzo, ma un pericolo serio per l&#8217;incolumità a Gaza</em>&#8221; &#8211; era vera, e valeva anche per lui.<br />
Soprattutto per lui, anzi. Con i suoi tatuaggi (proibiti dall&#8217;islam), con il suo essere comunque uno straniero in una terra che, lo ripeto, è &#8211; con tutte le ragioni del mondo &#8211; estremamente paranoica.</p>
<p>Io ho paura che Vittorio sia morto perché qualche demente, dall&#8217;Italia, abbia fatto circolare in certi ambienti di Gaza l&#8217;idea che potesse essere pericoloso per la causa.</p>
<p>Sarei molto, molto felice di sbagliarmi. Perché mi fa persino paura, questa cosa.</p>
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		<title>Casi umani: salvate il soldato Salamelik</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/09/casi-umani-salvate-il-soldato-salamelik/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/09/casi-umani-salvate-il-soldato-salamelik/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 10:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[Rossobruni e altri tipacci]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[brutta gente]]></category>
		<category><![CDATA[cialtronate]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Sherif El Sebaie]]></category>
		<category><![CDATA[stranezze]]></category>

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		<description><![CDATA[Ce l&#8217;ho nel Google Reader e succede che i suoi post mi capitino davanti agli occhi. Mi sono ormai abituata, quando ce n&#8217;è uno nuovo, a scorrerlo per vedere in quale riga verrò tirata in ballo e, il più delle volte, eccomi là. Oggi li ho frettolosamente contati, aiutandomi coi tag: da gennaio a oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ce l&#8217;ho nel Google Reader e succede che i suoi post mi capitino davanti agli occhi. Mi sono ormai abituata, quando ce n&#8217;è uno nuovo, a scorrerlo per vedere in quale riga verrò tirata in ballo e, il più delle volte, eccomi là.<br />
Oggi li ho frettolosamente contati, aiutandomi coi tag: da gennaio a oggi, quel tarantolato di Sherif ha scritto almeno 30 post in cui cerca rissa con la sottoscritta a proposito della rivoluzione egiziana.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/calculator.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4157" title="calculator" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/07/calculator.jpg" alt="" width="256" height="197" /></a></p>
<p>Trenta post, divisi per sei mesi, fanno una media di 5 post al mese, ovvero di più di un post alla settimana. Se ai post aggiungiamo i commenti, numerosi e lividi, direi che siamo davanti a una sindrome ossessiva conclamata: quest&#8217;uomo ha passato mezzo anno della sua vita inveendo contro di me e, ormai, io credo che abbia bisogno di aiuto. Qualcuno mi ha detto: &#8220;Don&#8217;t feed the troll&#8221;, ed è un motto che sostengo da anni. Eppure a me non sembra propriamente un troll, &#8216;sto qua. Mi pare uno che sanguina a bordo blog, piuttosto, e devo dire che non credevo, con tre post in cui lo citavo nei giorni caldi della rivoluzione, di vederlo ancora ridotto in questo stato nel luglio successivo.</p>
<p>Internet, di per sé, non fa impazzire, a meno che uno non sia in qualche modo predisposto. A me pare che Sherif, per come lo vedo agire in rete, corrisponda in modo pressoché perfetto a questo <a href="http://www.inpsico.org/2008/02/disturbi-di-personalit-personalita.html">ritratto di personalità ossessiva.</a> Lo invito a leggerlo, non per sbeffeggiarlo ma per indurlo a rifletterci su: a me, più che dare fastidio, pare che stia male e basta.</p>
<p>Qualche esempio pescato qua e là (senza link, abbiate pazienza, ché sennò gli piace e non me lo schiodo mai più di dosso. Le sottolineature sono mie, invece):</p>
<p>4 febbraio:<em> [...] Voi invece <span style="text-decoration: underline;">se volete scatenare il caos</span> là dove avete avete vissuto solo da turisti, da ospiti &#8211; voi si che lo eravate &#8211; serviti e riveriti, lavatevi prima la sporca coscienza.</em></p>
<p>5 febbraio: <em> [...] </em><em>Quella che andava in piscina in Egitto nell&#8217;hotel a cinque stelle, quella tanto rivoluzionaria che appena ha avuto il posticino fisso in Italia, ha mollato l&#8217;Egitto veloce come una saetta </em><em> [...]</em></p>
<p>6 febbraio<em>: </em><em> [...] </em>guai strutturali di natura economica di cui pagheremo, noi egiziani <em>e non i sessanttotini occidentali frustrati in giro per il web</em>, le conseguenze.</p>
<p>9 febbraio<em>: </em><em> [...] </em>questi <em>falliti </em>(nel senso politico del termine) che ora scrivono o addirittura scendono in piazza o vanno alla volta del Cairo <em>&#8220;per solidarizzare con i manifestanti egiziani&#8221;</em><em>.</em> I manifestanti egiziani sono molto più capaci di loro: devono solo organizzarsi e anticipare il bene del paese all&#8217;entusiasmo giovanile senza<span style="text-decoration: underline;"> prestare ascolto ai suddetti <em>falliti d&#8217;importazione</em></span>.</p>
<p>15 febbraio<em>: </em><em> [...] </em>quanto è maturo politicamente, il popolo egiziano? E&#8217; una domanda a cui preferisco rispondere senza ricorrere a slogan e ancor meno con parole mie, se non altro per evitare i <em>democratici</em> <span style="text-decoration: underline;">tentativi di deligittimazione di alcuni squadristi virtuali</span>.</p>
<p>19 febbraio<em>:</em><em> [...]</em> In particolare avrei qualcosa da aggiungere sull&#8217;incredibile spettacolo che hanno dato alcuni (ripeto: <em>alcuni</em>) cittadini occidentali che dalle loro comode postazioni internettiane &#8211; e senza capire nulla di Egitto ma forti di una breve permanenza turistica nel paese &#8211; pretendevano (e pretendono tuttora) di<span style="text-decoration: underline;"> dettare agli autoctoni le linee politiche e ideologiche da seguire</span>, con annessa distribuzione di patenti di democraticità eonestà intellettuale.</p>
<p>21 febbraio<em>: <strong>F</strong>ulvia Maria De Feo è la signora che ha colto l&#8217;occasione dei recenti sviluppi in Egitto per scatenare dal suo blog, </em><em>Haramlik</em>, <strong><span style="text-decoration: underline;">un&#8217; imponente campagna di deligittimazione (almeno tre articoli mi sono stati personalmente dedicati)</span></strong></p>
<p>24 febbraio<em>: </em><em> [...] </em><em>&#8220;Rivoluzionari col culo al caldo&#8221;.</em> Come quei bloggers e giornalisti che si sono &#8220;sciolti&#8221; non appena hanno visto, in Egitto, persone intente a ripulire e ad abbellire Piazza Tahrir<em>.</em></p>
<p>26 febbraio<em> </em><em>: </em><em> [...]</em> Mentre questi rivoluzionari con il culo al caldo cianciavano di <em>&#8220;Rete&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, </em><em>&#8220;Tweet&#8221;</em> e di concetti astratti come <em>&#8220;orgoglio&#8221;</em> e <em>&#8220;fierezza&#8221;,</em> io ero ben consapevole che la maggioranza della gente era scesa in piazza per bisogni molto più terreni e concreti<em>.</em></p>
<p>1 marzo<em> </em><em> </em><em>: </em><em> [...] </em><strong>N</strong>on ci voleva molto per capire che <em>&#8220;solidarizzare&#8221;</em> e<em>&#8220;empatizzare&#8221;</em> con le rivoluzioni arabe a suon di <em>&#8220;facebook&#8221;</em> e<em>&#8220;tweet&#8221;</em> fosse qualcosa di puramente virtuale e fittizio, implicitamente vincolato dal famigerato corollario <em>&#8220;purché se ne stiano a casa loro&#8221;</em> (e <a href="http://salamelik.blogspot.com/2011/02/fulvia-de-feo-donna-coerente-in-egitto.html">non vengano</a> a spaventarci nei vicoli sotto casa).</p>
<p>23 aprile<em> </em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>essersi trovato, nel momento peggiore della crisi egiziana, bersagliato da un branco di pasionarie internettare, le quali &#8211; forti una vacanza prolungata in Egitto &#8211; avevano coperto il sottoscritto di contumelie e accuse al limite dell&#8217;alto tradimento e del disfattismo di sovietica memoria. <em> [...]</em></p>
<p>25 aprile<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Per aver espresso questi dubbi già nei primissimi giorni di agitazione e per aver manifestato allarmismo circa il previdibile peggioramento della situazione economica (che di fatti avrebbe vanificato qualsiasi riforma politica nel lungo periodo), <span style="text-decoration: underline;">sono stato letteralmente linciato</span>. <em> [...]</em></p>
<p>26 aprile<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>A questa osservazione, tal Fulvia Maria De Feo &#8211; diventata autorevole esperta di cose egiziane ma che, in virtù dell&#8217;esperienza pregressa, avrebbe fatto meglio a continuare ad occuparsi di cose turche, di &#8221;amore ai tempi dell&#8217;Islam&#8221;,ceretta e affini - mi rispose <em> [...]</em></p>
<p>27 aprile<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Ho quindi il dovere di analizzare criticamente le fonti, visto che &#8211; a differenza della signora Fulvia Maria De Feo &#8211; non scrivo di ceretta all&#8217;egiziana <em> [...]</em></p>
<p>27 maggio<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Non c&#8217;è da meravigliarsi: conosco il paese per esserci nato e vissuto da cittadino, non per averci passato le vacanze come le sciurette (quie qui) che mi avevano bersagliato all&#8217;epoca.<em> [...]</em></p>
<p>1 giugno<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>a pagare il salatissimo conto saremo noi egiziani e gli stessi palestinesi che vedrebbero sfumare per parecchi decenni a venire il sogno di uno stato indipendente, mica i &#8220;rivoluzionari con il culo al caldo&#8221;, che raccoglieranno presto &#8220;le proprie carabattole&#8221; per ritirarsi nel primo bagno turco disponibile. <em> [...]</em></p>
<p>6 giugno<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Anche se per questo, tempo fa, sono stato graziosamente definito nei commenti del blog di una mentecatta come un &#8221;vecchietto a nemmeno 30 anni&#8221;. <em> [...]</em></p>
<p>15 giugno<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>A quei tempi, infatti, un blog che normalmente si occupava di ceretta egiziana e di esotico &#8220;amore ai tempi dell&#8217;islam&#8221; <em> [...]</em></p>
<p>8 luglio<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Mentre qualcuno ingenuamente strombazzava (o furbescamente coglieva l&#8217;occasione per insultare ederidere) [...] ciò che questo blog sosteneva ben cinque mesi fa, <span style="text-decoration: underline;">a costo di essere letteralmente linciato dalle sciurette in vacanza in Medio Oriente</span>&#8230; <em> [...]</em></p>
<p>9 luglio<em></em><em></em><em>: </em><em> [...] </em>Mi riferisco ovviamente alle sciurette che liquidavano la miapreoccupazione come &#8220;argomentazioni di un mubarakiano&#8221; e &#8220;mancanza di armi intellettuali&#8221;. <em> [...]</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Ecco: io rileggo e, francamente, non mi pare che ci sia spazio per discorsi politici, analisi nel merito, argomenti di una qualsivoglia rilevanza.</p>
<p>Lo contemplo e mi viene da pensare una cosa sola: quest&#8217;uomo ha bisogno di una fidanzata.</p>
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		<title>Un ebook di blogger di scuola</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/06/15/un-ebook-di-blogger-di-scuola/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 16:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>
		<category><![CDATA[cose belle]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Peppe Liberti ha messo insieme un po&#8217; di blogger che nella vita si occupano di scuola e ne ha raccolto alcuni post. Ne è venuto fuori un piacevolissimo ebook in cui, per dirla con Scorfano: &#8220;Troverete i post di tanti, illustri autori di blog che insegnano in una qualsiasi scuola (più un imprevedibile “Pierino” che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/06/copertina111.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4128" title="copertina11" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/06/copertina111-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a><a href="http://peppe-liberti.blogspot.com/">Peppe Liberti</a> ha messo insieme un po&#8217; di blogger che nella vita si occupano di scuola e ne ha raccolto alcuni post.</p>
<p>Ne è venuto fuori <a href="http://peppe-liberti.blogspot.com/2011/06/voci-di-corridoio.html">un piacevolissimo ebook</a> in cui, <a href="http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/2011/05/alcune-voci-di-alcuni-corridoi.html">per dirla con Scorfano</a>:</p>
<div>
<blockquote><p>&#8220;Troverete i post di tanti, illustri autori di blog che insegnano in una qualsiasi scuola (più un imprevedibile “Pierino” che fa l’alunno e la cui identità resta segreta, per ora). Il libro elettronico si intitola «Voci di corridoio»: non vi dico chi partecipa perché sarebbe un lungo elenco e forse mi dimenticherei anche qualcuno e quindi sarebbe pure inelegante. Vi dico solo che merita quel po’ di attenzione, secondo me;[...]</p></blockquote>
</div>
<div>
<blockquote><p>Perché merita attenzione? Perché c’è molta più scuola reale lì, in quelle pagine virtuali, che negli articoli e le polemiche che normalmente inondano i nostri quotidiani; perché è una sorta di presa diretta, ma plurale, con tante «voci» (come da titolo) e tanti differenti sguardi; perché è un modo possibile, per chi a scuola non ci mette più piede da tanti anni, per capire che nel frattempo le cose sono molto cambiate e che chi parla di scuola oggi sta spesso parlando della scuola di trenta o di quindici anni fa: quella che conobbe lui, appunto, e che ora non è più. E ogni anno che passa, io mi persuado con sempre maggiore convinzione che sta proprio in questo vizio il peccato originale di chi parla di scuola: parlare del passato (del proprio passato), invece che del presente; parlare di ricordi, magari in buonafede, ma pur sempre soltanto di ricordi.</p></blockquote>
</div>
<div>
<blockquote><p>«Voci di corridoio» quindi, senza essere né un capolavoro né un’imperdibile inchiesta, è un’interessante apertura di porte e di finestre. Non riuscirà certo a cambiare l’aria, neppure lo pretende: però forse ci renderà più capaci di guardare meglio a chi sta fuori, e renderà più acuto lo sguardo di chi sta fuori e guarda verso di noi; e non sarà stato comunque poco. E se invece non riusciremo a fare nemmeno questo, e vabbè, pazienza: sarà stato in ogni caso bello stare per qualche giorno tutti insieme su una pagina virtuale a raccontarci le nostre storie mattutine; e a raccontarle a tutti quelli che avranno voglia di sopportarci e di leggerci.</p></blockquote>
</div>
<div>Lo si può scaricare gratuitamente in versione pdf (<a href="http://db.tt/bHSBAiz">qui</a>), come epub per leggerlo sull&#8217;IPhone (<a href="http://db.tt/nf17lY9">qui</a>) e come mobi per il Kindle (<a href="http://db.tt/yyhPso0">qui</a>).</div>
<div>C&#8217;è anche qualche post dell&#8217;Haramlik, e ringrazio Peppe di cuore per avermi invitato a partecipare. Ne sono molto orgogliosa.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Due matrimoni e un divorzio</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/05/29/due-matrimoni-e-un-divorzio/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/05/29/due-matrimoni-e-un-divorzio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 May 2011 21:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Non si è sposata solo Pupina, nelle ultime settimane. Si è sposata pure la mia amica Marzia ed io, intanto, sto divorziando da SMP e dalla relativa casa messa su assieme un paio di anni fa. E andrò a vivere da Marzia che, appunto, anziché vivere col suo neomarito vivrà con l&#8217;Haramlik, almeno per parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si è sposata solo <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/23/04/2011/so-diventata-suocera/">Pupina</a>, nelle ultime settimane. Si è sposata pure la mia amica Marzia ed io, intanto, sto <em>divorziando</em> da SMP e dalla relativa casa messa su assieme un paio di anni fa. E andrò a vivere da Marzia che, appunto, anziché vivere col suo neomarito vivrà con l&#8217;Haramlik, almeno per parte dell&#8217;anno. So che sembra un programma un po&#8217; confuso, quindi provo a spiegarlo con ordine.</p>
<p>Per cominciare, Marzia. Per chi si fosse perso qualche puntata, Marzia è colei che, quando scoprii di dovermi trasferire nella per me ignota Genova, mi sbucò dal blog e <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/blogger.pdf">mi accolse, ospitandomi a casa sua e del suo allora fidanzato Pier, i primi tempi</a>, e aiutandomi poi a trovare casa. E&#8217; la mia amica di Genova, da allora, e abbiamo fatto un bel po&#8217; di cose assieme, tra cui diversi viaggi. La prima volta andammo assieme a Dahab. Poi al Cairo, poi in Spagna, poi in Turchia e infine in India.</p>
<p>In India, capitammo <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/29/07/2009/qui-hampi/">ad Hampi</a>, dove finimmo in un alberghetto che io manco avrei notato, se lei non mi avesse detto: &#8220;<em>Ma guarda, somiglia agli alberghetti di Dahab coi cuscini a terra, fermiamoci qua!</em>&#8221; Ci fermammo, e poi <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/02/08/2009/passeggio-in-india-iii-narcotizzate-da-hampi/">lei non se ne voleva più andare</a>. Non se ne è mai più voluta andare, in realtà: si è innamorata del paese e del giovine gestore dell&#8217;alberghetto, non so bene in quale ordine, ci è tornata mille volte e, infine, ad aprile si è sposata, sfidando l&#8217;appassionante burocrazia indiana e finendo pure sui giornali locali. Io adoro le donne che fanno &#8216;ste cose: un brindisi, quindi, e viva gli sposi.</p>
<p>Nel mentre, il mio rapporto con SMP, peraltro ballerino dall&#8217;inizio, cominciava a inabissarsi del tutto dopo un catastrofico viaggio a Napoli. Chiamalo shock culturale, chiamalo come vuoi ma, di fatto, la mia benedetta città ha fatto soccombere lo stesso genovese che, pure, si era brillantemente districato al Cairo. Rimane negli annali il suo grido di dolore della prima notte, dopo essere miracolosamente sfuggito a un frontale con una macchina di camorristi che gli aveva tagliato la strada ed essersi incastrato nei vicoli di Montesanto con la sua SMax: &#8220;<em>Belìn, ma in che posto di merda mi hai portato??</em>&#8221;</p>
<p>E poi mi è venuta la depressione. Ecco, questo è un problema serio.</p>
<p>La <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/14/12/2005/io-qui-al-polo-che-ci-faccio-non-mi-piace-neanche-il-ghiaccio/">prima volta</a>, mi venne quando tornai in Italia dall&#8217;Egitto. Ne avevo ben donde. Mai depressione è stata più giustificata di quella, credo. Solo che è una roba spigolosa da farsi venire, ho appurato: è come se, dopo la prima volta, il tuo equilibrio chimico diventasse vulnerabile. Ti torna, ed ogni volta torna più forte. Esiste il benedetto Prozac, sia lode al suo inventore, e poi esistono le risorse di una. Ma, per quanto una combatta e si scervelli per trovare strategie per sconfiggerla, c&#8217;è ed è destinata a venirmi a trovare regolarmente, ormai. Una cosa tipo l&#8217;herpes che, dopo che te lo sei preso una volta, rimane lì in agguato ad aspettare che ti calino le difese immunitarie per tornare.</p>
<p>Io ho passato l&#8217;inverno a farci i conti. E&#8217; stato un inverno terribilmente piovoso, tra l&#8217;altro, e ciò ha avuto un suo peso: la nostalgia per l&#8217;Egitto si è fatta terrificante e nulla di ciò che avevo in Italia mi è sembrato avere più valore. Ho scaricato una valanga di telefilm e me li sono visti per mesi. Poi, al primo raggio di sole, ho deciso di reagire: ho deciso di andare a Gaza in estate a rendermi utile, <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/15/04/2011/a-vittorio-arrigoni-troppo-tardi/">ho scritto ad Arrigoni</a> e mi sono organizzata. E poi è successo quello che tutti sappiamo. E poi sono andata in Spagna, dalla Pupi che si sposava, e ho riformulato la mia collocazione sul pianeta. Ho deciso che darsi un senso era un obiettivo troppo ambizioso, al momento: decidere cosa fare nei prossimi mesi bastava e avanzava.</p>
<p>SMP ed io ci siamo rassegnati all&#8217;impossibilità di convivere felicemente e stiamo affettuosamente smantellando il nido. Lascio la <a href="http://www.flickr.com/photos/52912280@N00/5095877213/in/photostream">casetta col terrazzo</a>, per i motivi mirabilmente descritti da<a href="http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/2011/05/metafisica-del-mio-terrazzo.html"> Scorfano qui</a>, e me ne assumo tutte le responsabilità. Lui è stato, ed è ancora, un bravo compagno e una persona che sono felice di avere conosciuto. Sono io quella che non sa trovare quiete. Direi che se d&#8217;ora in avanti mi asterrò dal pensare di potere mettere su casa con un uomo &#8211; con qualunque uomo &#8211; farò un favore al mondo. Se mai dovessi riprovarci, sparatemi prima. Impeditemi di fare altri danni. Grazie.</p>
<p>E poi è successo che, mentre decidevo di tornarmene nella mia casetta precedente e da single, Marzia mi è arrivata con una calcolatrice e mi ha fatto, più o meno, il seguente discorso: &#8220;<em>Cara, io ho intenzione di passare un bel po&#8217; di mesi all&#8217;anno in India, ho dei progetti e bla bla. Ho una casa grande che mi costa tot. Voglio risparmiare per i progetti, ma tenendomi comunque la casa di Genova. Tu hai la mansardina che ti costa tot, e pure tu hai dei progetti. Siamo entrambe con un piede dentro e uno fuori, qui a Genova. Uniamo le forze, dividiamo le spese, regaliamo soldi ai viaggi anziché ai padroni di casa e solidarizziamo. Spostati da me.</em>&#8221;</p>
<p>E mi pare che non faccia una piega, il discorso.</p>
<p>Sarà un&#8217;estate strana. Devo impacchettare, devo andare in Egitto, devo decidere se voglio ancora andare a Gaza nonostante tutto. Devo decidere cosa tengo e cosa mollo, dei mobili messi insieme in questi anni. Oppure, devo lasciarmi andare e far fare tutto alla vita, senza opporre troppa resistenza, ché nuotarle contro mi fa male.</p>
<p>La depressione mi sta passando, finalmente è tornata l&#8217;estate e vorrei perdere un po&#8217; di chili.</p>
<p>&#8220;Sbelìnati&#8221;, mi ha detto qualcuno.</p>
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