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	<title>Haramlik &#187; Patria (matrigna?)</title>
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		<title>Il peso della colpa</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 18:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo l&#8217;incresciosa scena di me che vado a svuotargli la casa e di lui che prima piagnucola e poi &#8211; quando le mie cose sono ormai fuori dalla porta e lui ha tutti i libri rovesciati sul letto e gli armadietti della cucina vuoti e il pavimento spoglio &#8211; finalmente inveisce e insulta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno dopo l&#8217;incresciosa scena di me che vado a svuotargli la casa e di lui che prima piagnucola e poi &#8211; quando le mie cose sono ormai fuori dalla porta e lui ha tutti i libri rovesciati sul letto e gli armadietti della cucina vuoti e il pavimento spoglio &#8211; finalmente inveisce e insulta senza più nulla da perdere se non qualche piatto sporco che gli ho lasciato nel lavello &#8211; quest&#8217;uomo, come un servo, insulta solo se può farlo senza conseguenze &#8211; il giorno dopo, insomma, mi sono svegliata leggera come se, durante la notte, avessi perso dieci chili.</p>
<p>E, da quel momento, tutto è stato coerente con questa leggerezza: ho cominciato a seguire seriamente il mio corso di rieducazione alimentare, ho completamente smesso di bere alcool, ho persino fumato meno, ché il giorno prima mi ero raffreddata e oggi, a una settimana di distanza, sono già dimagrita, mi guardo allo specchio e mi vedo sgonfia, più asciutta, ed ho il doppio delle energie e del buonumore che avevo prima.</p>
<p>Mi sono interrogata, ovviamente, su cosa avesse innescato questo inaspettato circolo virtuoso nel mio cervello e, dopo averci un po&#8217; pensato, ho concluso che il problema era la colpa. Per la prima volta, dopo tre anni e mezzo con quest&#8217;uomo nella mia esistenza e trecento tentativi abortiti di lasciarlo, stavolta non mi sentivo in colpa. Stavolta, oggettivamente, non avevo nessun motivo per sentirmi in colpa e, soprattutto, non c&#8217;era nessun margine per colpevolizzarmi di nuovo. E mi è stato finalmente chiaro dove fosse l&#8217;elemento mortifero di questo rapporto, ciò che mi faceva ammalare quando c&#8217;ero dentro e che mi faceva tornare quando riuscivo a uscirne: il senso di colpa, sotterraneo e quasi impercettibile ma costante, e tossico.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/05/tonnes.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4661" title="tonnes" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/05/tonnes.jpg" alt="" width="208" height="166" /></a></p>
<p>Mi sono ricordata della prima volta che era venuto a dormire a casa mia e <a href="http://www.sorelleditalia.net/2008/11/28/mattine-dinverno/">del post che avevo scritto su un altro blog</a> (allora ero discreta, pensavo che meritasse tatto) stupita della tranquillità con cui aveva lasciato da me pigiama e spazzolino. Ricordo la sensazione: mi aveva infastidito, quella sua presa di possesso, ma era un fastidio che mi faceva sentire a disagio, crudele, come una che rifiuta un fiore senza motivo. Poverino, lui lo aveva fatto per contentezza&#8230;</p>
<p>E il <a href="http://www.sorelleditalia.net/2008/11/28/mattine-dinverno/#comment-9686">commento</a>, durissimo e profetico, di Mammamsterdam che, santo cielo, aveva capito tutto dal primo racconto:</p>
<blockquote><p>A  te qualcuno ha chiesto di potersi installare con pigiama e spazzolino a  casa tua? Non è un complicare cose semplici, è (la vogliamo dire con  termini che un uomo forse capisce meglio?) un’invasione di campo. E non  solo il campo fisico, che per quello basta un cassetto,  ma un campo mentale e decisionale.</p>
<p>Cioè, una donna che vive da sola sui tetti e sta bene così, non ha  bisogno del pigiama che un tizio le lascia in giro a mo’ di pisciata sul  territorio, se in caso volesse portarsi a casa un altro uomo che la  scaldi, le faccia l’amore e non la usi per risolversi i suoi casini  matrimoniali.</p>
<p>Che quel discorso dei 17 euro, mi sa che valgono a volte anche a  livello affettivo. Tanto ci puoi investire in questa donna e nel suo  letto, punto.</p></blockquote>
<p>Pensa te. Era il 2008. La prossima volta che mi fidanzo ci vado in pellegrinaggio, da Mammamsterdam, a consultarla come la Sibilla Cumana.</p>
<p>Poi è stata una ragnatela. Non nascondo le mie colpe, prima di tutte quella di essermi lasciata lusingare con poco: un biglietto per il Cairo, il terrazzo che mi piaceva, il gioco perverso di vedere fino a che punto lo si poteva spingere, nel suo impegno di dimostrarmi quanto mi amasse. Pensavo spesso a quella canzone di De Andrè: &#8220;<em>Mi disse, portami domani il cuore di tua madre per i miei cani.</em>&#8221;</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/hEsMZfYGqIM?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Io l&#8217;avevo già vissuta, questa cosa. Da sposata, per molto tempo. E, non a caso, SMP è stato l&#8217;unico uomo sul cui nome mi sia capitato di confondermi, chiamandolo come il mio ex marito.<br />
A matrimonio finito, mi capitò di dire a qualcuno: <em>&#8220;Guarda che alla fine, in un rapporto, chi ama di meno è quello che dà di più. L&#8217;altro dà senza soffrirne, ha solo vantaggi. Chi ama di meno non ha niente.</em>&#8221;</p>
<p>Amare è un verbo un po&#8217; stiracchiato, ovviamente, ché sapevo bene che i sentimenti in gioco erano pochi e malconci. Avevo davanti a me un uomo semplicemente debole, terrorizzato dalla solitudine e praticamente antropofago. Non amava nulla di ciò che io amavo, e ancora meno lo capiva. E io non stavo bene. A una, l&#8217;ammore altrui dovrebbe fare bene: io mi ammalavo, invece. Bisognerebbe usare un termine diverso, ma cosa importa.</p>
<p>L&#8217;estate scorsa, in Egitto, ero assolutamente felice. Gli unici momenti di malessere che ricordo erano quelli in cui lui mi chiamava e cominciava: &#8220;<em>Certo, tu sei lì a farti i fatti tuoi, non mi pensi più, non ti servo, mi hai buttato, e io che invece so&#8217; innamorato, ma non importa, lascia perdere, divertiti pure&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>E io mi incazzavo, lo invitavo a spostare i suoi ricatti morali più in là ma, in realtà, la tensione che mi rimaneva addosso era quella di chi non ha schivato l&#8217;attacco, di chi comunque è sospettata di essere felice indebitamente e forse non dovrebbe. Lui, poverino, soffriva.</p>
<p>Su questa cosa &#8211; su quanto i miei sensi di colpa mi condizionassero &#8211; non sono stata lucida. Lo capivano tutti, attorno a me, ed io fingevo di capirlo a mia volta, ma in realtà era una consapevolezza teorica, non me ne impadronivo.</p>
<p>L&#8217;ho capito davvero l&#8217;altra mattina svegliandomi leggera, appunto. Ho chiesto a mio padre: &#8220;<em>Ma tu come l&#8217;avevi capito, che era così dannoso?</em>&#8221; E lui: &#8220;<em>Perché si capiva che era un subdolo, e poi bastava guardarti.&#8221;</em></p>
<p>Mio padre mi ha regalato il Samsung Galaxy, come premio per averlo lasciato. Dice che, se stavolta ci torno insieme, se lo riprende e mi toglie il saluto. Papà va per gli 80 anni e mi tratta, imperterrito, come se io ne avessi 15. Potrei chiedergli il motorino, visto quanto è contento. Mia figlia dice che, al telefono con lei, gongolava.</p>
<p>E la Pupi, oggi, mi fa: &#8220;<em>Per favore, se si rifà vivo vorrei chiamarlo io stessa, se non ti dispiace, e dirgli di non disturbarti più</em>.&#8221; Sono rimasta colpita, non è da lei.</p>
<p>Registro tutto questo, sorrido per lo spirito protettivo dei miei e mi sento, però, come se stessimo parlando di una cosa vecchissima.</p>
<p>Ora che è svanito, potrei dire dove si situava esattamente, &#8216;sto senso di colpa che mi ha tenuto in scacco tutto &#8216;sto tempo. Nella bocca dello stomaco. Dove adesso sento una leggerezza morbida, e mi è evidente che manca un peso a cui mi ero abituata fino a non accorgermene manco più, e mi sento fortunata. Posso persino tornare ad essere una persona migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Io, SMP e l&#8217;Omacciona. Scratte forse ci raggiunge.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 09:23:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla fine è scesa in campo pure l&#8217;Omacciona, ché effettivamente eravamo in pochi e ci mancava. L&#8217;Omacciona è stata l&#8217;amante storica di SMP per anni; i due hanno vissuto e concluso la loro parabola, mentre io ero mille miglia lontana e manco sapevo che esistessero, e poi SMP si è separato, dopo un po&#8217; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine è scesa in campo pure l&#8217;Omacciona, ché effettivamente eravamo in pochi e ci mancava.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/05/super.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4642" title="super" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/05/super.jpg" alt="" width="266" height="190" /></a></p>
<p>L&#8217;Omacciona è stata l&#8217;amante storica di SMP per anni; i due hanno vissuto e concluso la loro parabola, mentre io ero mille miglia lontana e manco sapevo che esistessero, e poi SMP si è separato, dopo un po&#8217; di tempo, e lei si stava casualmente ritrovando libera di stato proprio allora e, giusto in quel momento, sono arrivata io.</p>
<p>Ignara.</p>
<p>E SMP, invece di cogliere la bizzarra congiunzione astrale che li voleva entrambi liberi dopo lunga clandestinità, le ha fatto &#8220;pat pat&#8221; su una spalla e ha deciso di assediare me fino alla mia capitolazione e di farmi mettere su casa assieme a lui. Ed io, che difficilmente sono ostile se proprio non mi si pestano i calli, mi chiedevo rattristata per quale motivo l&#8217;Omacciona mi guardasse sempre male quando veniva a cena a casa mia, e perché mai avesse preso a detestare SMP e a litigarci di continuo, e per quale motivo avesse addirittura deciso di smettere di vederlo e, insomma, quale sfacelo fosse mai accaduto tra i due mentre insieme, io e lui, traslocavamo nella nuova casa. E Marzia me lo diceva: &#8220;<em>Guarda che quell&#8217;Omacciona ti odia, tu non vedi come ti guarda, ti ucciderebbe.</em>&#8221; E io pensavo che, ok, era un po&#8217; gelosa ma, povera Omacciona, l&#8217;amicizia con gli ex è quello che conta e comunque cosa c&#8217;entravo io, se SMP non se la ripigliava, e che però continuassero a essere amici, per carità. Mi ci applicavo, persino.</p>
<p>Sono tornati ad essere amici ma, guarda tu le cose della vita, solo quando io e SMP ci siamo lasciati.</p>
<p>E l&#8217;Omacciona ha preso la rinnovata amicizia molto a cuore, vegliando su SMP e sulle sue successive tribolazioni amorose. Amica di Scratte quando questa serviva per liberarsi di me, l&#8217;aveva poi sprezzantemente soprannominata &#8220;la signora&#8221; quando SMP, dal gelo della sua convivenza con &#8216;sta donna, si sfogava a destra e a manca denunciandone i soprusi e dava l&#8217;idea di essere una specie di sequestrato delle Brigate Rosse. Ridacchiante quando SMP esponeva i motivi meno nobili del suo starci assieme.</p>
<p>E infine, scoperto con orrore che SMP stava ancora vedendo me, di nuovo fan di Scratte e cara amica. Fino ad escogitare il mirabolante piano: &#8220;<em>Giura che non vedrai mai più Lia e io faccio da ambasciatrice con Scratte e ti faccio fare pace.</em>&#8221;</p>
<p>Piano sciocco e astuto al tempo stesso, direi. Sciocco perché nessuno smette di vedere una donna perché l&#8217;ha promesso a un&#8217;amica, dopo i 15 anni. Si smette di vedersi se non si sta bene assieme, se non si hanno cose da dirsi, se non se ne ha voglia. Mica ho mai costretto SMP a vedermi a punta di fucile, dico io. E ancora più sciocco trattandosi di SMP, che l&#8217;ultima volta che ha detto una verità deve essere stato nel &#8217;48.</p>
<p>E astuto, tuttavia, ché il ragionamento di Omacciona deve essere stato: &#8220;<em>Io li faccio riappacificare, così dopo un po&#8217; lui torna a piangere perché Scratte lo tratta male e stavolta, invece di Lia, trova me a consolarlo con discrezione.</em>&#8221; Una volpona, proprio. Molto da lei, donna abituata a mangiare pane e clandestinità da quando era piccola.</p>
<p>Ma, come dire, fin lì ci poteva anche stare, non ero incazzata. Che una tizia gelosa da anni parli di te in termini di &#8220;zoccola&#8221; e &#8220;troia&#8221; è scontato, nel mondo delle persone banali, e che cerchi di silurarti i rapporti sentimentali non è strano. SMP me l&#8217;aveva poi rivelato, che mi odiava, quindi niente di nuovo.</p>
<p>Mi sono incazzata &#8211; ci metto sempre un po&#8217; &#8211; quando Omacciona ha preso a insinuare cose dell&#8217;altro mondo, come che io fossi dietro al recente furto della bicicletta di SMP. No, giuro. E si è messa a pretendere che SMP mi chiedesse indietro le chiavi di casa sua, perché &#8220;di me non ci si poteva fidare&#8221;. Sai: lo spazio in cui ci si muove è piccolo, sapere le cose è un attimo.<br />
E sapere che l&#8217;uomo che annuisce davanti a Omacciona promettendole obbedienza è lo stesso che, la sera prima, ti tempestava di messaggini lamentandosi di non essere stato invitato a cena, è una di quelle cose che non fanno piacere.</p>
<p>Ho chiesto a Marzia: &#8220;<em>Ma perché non mi ha difeso?</em>&#8221;<br />
E lei: &#8220;<em>Ma lui non ti ha mai difeso. Lui cambia personaggio a secondo di chi ha davanti e di cosa può ottenere in cambio. Se in quel momento gli fa comodo Omacciona, annuisce con lei. Poi annuirà con te, poi con Scratte e così via. Dipingendo ciascuna di voi come un mostro agli occhi dell&#8217;altra.</em>&#8221;</p>
<p>Le chiavi di casa sua. Le ha date a cani e porci, Omacciona compresa, e a ognuna con un compito. Omacciona perché bagnasse i fiori e pulisse, io perché diceva che la cosa lo rassicurava, altri perché boh.<br />
Glielo avevo scritto persino su &#8216;sto blog, che se le riprendesse, e lui niente.<br />
E del resto, che rischio correva esattamente? Che io andassi lì a rubargli le cose? E quali, se quella casa era arredata quasi interamente con roba mia? Che facevo, mi rubavo le mie pentole?<br />
La gente è pazza, ma davvero.</p>
<p>Mi sono indignata abbastanza, dicevo. Sono andata a ridargli le sue chiavi e, vista la situazione, mi sono fatta accompagnare dal solito Mustafà, ormai al suo quinto trasloco per la sottoscritta, per riprendermi i miei oggetti.</p>
<p>Perché me li sono ripresi? Non tanto per lui, ma perché fosse chiaro alla sua banda di signore quanto, in quella casa, mi appartenesse. Io, lì dentro, ho solo dato. Mai preso niente. Miei i tappeti, i cuscini, i piatti, le pentole, le lampade, gli scaffali e tutto quello che comunque manco sono riuscita a portare via per intero, ché dopo un po&#8217; che ero lì a sentirlo inveire mi sono rotta le palle e me ne sono andata.</p>
<p>Perché inveiva eccome, fermo lì a guardare me e Mustafà, e giurava che a lui manco gli era mai passato per la mente, di chiedermi &#8216;ste chiavi, e che io ero evidentemente pazza solo a pensarlo, e che comunque quanto ero stronza e che mostro ero e così via. L&#8217;uomo più ipocrita del mondo, davvero ammirevole: &#8220;<em>Le chiavi? Ma io non le voglio, non ho mai pensato di chiedertele, tu devi essere impazzita!! Omacciona? Ma quella ti odia, ti ha sempre odiato, ma lasciala perdere, che c&#8217;entra Omacciona??</em>&#8221;</p>
<p>Era da filmare per il sollazzo di voi signore, peccato non averlo fatto.</p>
<p>E, del resto, già mi aveva fatto passare per ladruncola sostenendo, con Scratte, che la sparizione del suo accappatoio era dovuta al fatto che io ero andata lì con le chiavi, appunto, e me l&#8217;ero preso. Quando, ovviamente, era stato lui a consegnarmelo. Lavato e accuratamente piegato, e sorridendo divertito per la mia idea di &#8220;spoglie del nemico&#8221;. Figurati se mi rubavo l&#8217;accappatoio, ma che scemo è?</p>
<p>E questo ci porta a un&#8217;altra riflessione, ovvero:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Donne che odiano le donne</strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: left;">Perché insomma, signore, piantatela. Ma che volete da me? Ma per quale motivo devo essere io responsabile dei comportamenti di un signore ampiamente maggiorenne e visibilmente in grado di badare a se stesso?</p>
<p style="text-align: left;">Quest&#8217;uomo, diciamoci un po&#8217; le cose come stanno, mi ha sempre giurato tanto ammore mentre si portava la Scratte a destra e a manca, mi è corso dietro quando me n&#8217;ero andata, mi ha fatto cambiare idea mille volte quando non volevo vederlo più e, quando è andato a vivere da Scratte, piangeva tutti i giorni come un manzo al macello. Fino a intenerirmi allo spasimo, povero SMP umiliato, maltrattato, privato degli aperitivi e costretto in mezzo alle vigne isolate da Dio. Certo, ci sono cascata anch&#8217;io: mi era parsa proprio un mostro, &#8216;sta Scratte che lo trattava coi piedi, e accoglierlo tra le braccia dopo tante sofferenze pareva finanche un dovere dell&#8217;affetto.</p>
<p style="text-align: left;">Omacciona voleva farlo riappacificare con Scratte? E, scusate, io no?</p>
<p style="text-align: left;">Quando lui si è messo a dire che, tutto sommato, lasciare Scratte non era stata una buona idea, io ho insistito perché lui la facesse venire a Genova, ho rinunciato ai nostri progetti pasquali e mi sono fatta, da sola e barricata in casa mia, la domenica e il lunedì di Pasqua mentre lui diceva a lei che io ero in montagna. Per non danneggiare il suo ritorno all&#8217;ovile, per il suo bene, perché so benissimo di potergli dare poco, visto che vorrei lasciare Genova, e mi è sempre parso che volere bene a una persona consista nel fare ciò che è meglio per lui.</p>
<p style="text-align: left;">Per quale motivo io, che fino a prova contraria sarei quella tradita in origine, sono diventata la cattiva, il mostro, l&#8217;incubo di queste due? Perché lo lasciavo spesso? E ci credo, scusate. Perché, voi no? O perché piagnucolo meno di voi? Deve essere quello: io, in effetti, non piagnucolo. Se mi voglio vendicare di qualcosa, mi invento Camilla e gli faccio lo scherzo di spedirlo a Linate. Se voglio la prova d&#8217;ammore, gli chiedo l&#8217;accappatoio della rivale e lui me lo dà. Se mi dice che vuole tornare da Scratte, io mi faccio la Pasqua chiusa in casa e lo lascio tornare da lei. Ma che volete, davvero?</p>
<p style="text-align: left;">Oppure è per il blog, perché io scrivo e racconto le cose qua sopra, su questa pagina di cui non vi ho mai dato l&#8217;indirizzo e che certo non leggete per deliziarvi con la mia bella scrittura.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;effetto dirompente, sovversivo del raccontare le cose che mi capitano così come stanno, strappandovi dalla vostra ipocrisia, quella che esercitate e pure quella di cui siete vittime. &#8216;Sto specchio che vi trovate davanti quando venite qua, e in cui non vi piace riconoscervi ma poi tornate, e tornate, e tornate. A vedere svelate le palle che vi raccontate gli uni alle altre e viceversa.</p>
<p style="text-align: left;">Basta, davvero, mi avete stancato. Perché avete delle fogne nella testa, perché tra tutti i vostri costanti segreti l&#8217;aria non circola e marcisce tutto, perché non sapete manco voi chi siete e che volete, perché siete finti e solo nella finzione state bene.</p>
<p style="text-align: left;">Fatemi un favore e fatelo a voi stessi/e: non fate succedere più nulla attorno a me, affinché io non debba mai più scrivere di voi. Non toccatemi più manco con un dito, statevene alla larga, fatevi dimenticare. Fate che questo sia l&#8217;ultimo post che vi dedico.</p>
<p style="text-align: left;">Siete troppo delle brutte persone.</p>
<p style="text-align: left;"><del><em>(E stavolta, scusate, chiudo pure i commenti, ché qui da commentare non c&#8217;è nulla.)</em></del></p>
<p style="text-align: left;"><em>(Aggiorno: mia figlia mi ha chiesto di potere commentare, quindi ho riaperto i commenti. Pensavo, però, che conoscendo la malignità e volgarità di Omacciona, non mi stupirebbe se si presentasse a trollare. E ho pensato che, ecco, fossi in lei eviterei di innescare una escalation dal potenziale, diciamocelo, ricchissimo.)<br />
</em></p>
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		<title>Istantanea, click</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 19:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poi, quando si fa tutto &#8216;sto casino appresso a un uomo e ci si ritorna insieme, si scopre che la normalità annoia ancora più di prima, e già prima non annoiava poco. I discorsi girano attorno a una ricerca di piccole emozioni che si fa sempre più bolsa e finisce che manco più lo Scratte-gioco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poi, quando si fa tutto &#8216;sto casino appresso a un uomo e ci si ritorna insieme, si scopre che la normalità annoia ancora più di prima, e già prima non annoiava poco.</p>
<p>I discorsi girano attorno a una ricerca di piccole emozioni che si fa sempre più bolsa e finisce che manco più lo Scratte-gioco ti dice nulla, che lei ci sia o meno, e se cerchi di tirarle fuori ancora un po&#8217; di sugo ti accorgi che è un sugo di replica, buono a fare stare male lei ma non a divertire te. E non ne vale la pena, allora: io non ho mai scientemente voluto fare stare male Scratte. Al massimo volevo insegnarle a entrare qui dentro in punta di piedi e con paura, non con la sicumera di chi viene a spiarti credendosi nascosta. Poi, vabbe&#8217;, il suo malessere è stato un danno collaterale e un po&#8217; mi dispiace. Poco, ché per altri versi me ne frega pochissimo.</p>
<p>Le ho portato via l&#8217;accappatoio rosso che teneva a casa di SMP. Me lo sono preso a mo&#8217; di bottino di guerra, spoglia del nemico, queste cose qua. Una reminiscenza classica, una citazione. Chissà quanto avrà strillato. Io me lo porto a Cuba per ricordo, se riesco davvero a partire. Qualcuno preghi per me, ché se non ci riesco è una tragedia.</p>
<p>E quindi io e SMP non avevamo più niente da dirci dopo tante emozioni, ho pensato l&#8217;altra sera, e adesso mi chiedo con cosa emozionarmi &#8216;sta primavera e mi rispondo che farei bene a emozionarmi con una bella presa di coscienza delle cosette che dovrei fare per la mia salute, ché uno degli effetti di SMP è stato quello di farmi ingrassare e Dio sa se non ne avevo bisogno. Ci rifletto mentre mi preparo uno spritz.</p>
<p>Ho letto &#8220;<a href="http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&amp;idlibro=7131&amp;titolo=TOGLIAMO+IL+DISTURBO">Togliamo il disturbo</a>&#8221; della Paola Mastrocola, in questi giorni, e ci ho trovato dentro tutto il mio malessere scolastico e le cose che penso quando me li vedo davanti, &#8216;sti studenti analfabeti dopo 13 anni di scuola, e ne ho parlato un po&#8217; con tutti e adesso sono tutti convinti che io sia diventata di destra, ché vedo ciò che vede la Mastrocola, e sui socialini mi cazziano, la collega mi dice che sono molto stanca, il collega mi porta articoli di riviste che ne confutano le tesi.</p>
<p>No, non credo che il problema sia un mio eventuale slittamento a destra. Il problema sono i ragazzi, è la scuola, oppure il problema è la mia stanchezza e un senso di inutilità che è cresciuto anno dopo anno e che sta per travolgermi e se non ricarico le pile mentali &#8211; intellettuali, usiamo &#8216;sta parola &#8211; finirò col perdere ciò che resta della mia identità professionale e, di conseguenza, personale. Sono una prof senza benzina. Penso che forse potrei ancora salvarmi, professionalmente, ma solo se tornassi a studiare, a rifare il pieno, a rimettermi in condizione di avere qualcosa da dare. Sennò finisce che mi rottamano. La scuola può annientare.</p>
<p>Scrivo dalla cucina con il computer piccolo e scomodo, ma è che mi piace sentire l&#8217;odore dello zenzero nel mio agnello che cuoce, e il calore dei fornelli accesi e le mie canzonette che nessuno mi lascia mai ascoltare quando sono in compagnia (Velazquez di Vecchioni, adesso, e zitti e non ditemi niente) e sento la felicità di quando sono libera e a mio agio e, allo stesso tempo, un pizzico di solitudine che non mi spiego, che non conoscevo, che non ha mai fatto parte di me. Io della solitudine ho sempre avuto bisogno, cos&#8217;è questo piccolo malessere, questa minuscola fitta?</p>
<p>Potrei telefonare a qualcuno e non lo faccio per non interrompere questo pigrissimo flusso di vaghi pensieri. Immagino che qualcuno suoni al mio citofono e mi viene un brivido, mi romperebbe le balle da morire. Eppure mi sento sola e non so di che si tratti. E poi, di colpo, lo capisco: su Facebook c&#8217;è Julia che annuncia che domani torna al Cairo e si informa sul vento di khamesin, vuole sapere se ce n&#8217;è. E la fitta si fa molto più forte ed è nostalgia, solitudine da nostalgia. Non nostalgia del Cairo, o non solo. Nostalgia della pienezza, della felicità, di quel po&#8217; di amore che a me è dato di sentire. Nostalgia di qualcosa di bello. Non di piacevole, di carino: di bellissimo. Ho bisogno di qualcosa di bellissimo.</p>
<p>Invecchio. Ho iniziato a invecchiare cinque anni fa, a quarantacinque anni. Prima ero ancora giovanissima, traboccavo di freschezza. Poi no. Per adesso è una sensazione solo mentale &#8211; oltre che estetica, naturalmente &#8211; e credo che serva a preparare, piano piano, a quando il corpo smetterà di obbedirmi e comincerà a punirmi per tutti questi spritz e sigarette. E mi godo la fortuna di esserci arrivata, ad intuire cosa sia invecchiare &#8211; chi lo avrebbe mai detto &#8211; e mi sembra una cosa naturale, logica, sensata, anche rilassante.</p>
<p>Sicuro, un po&#8217; dispiace: oggi ho avuto paura, per la prima volta, di potere non riuscire fisicamente a viaggiare come piace a me. No, dai. Se dimagrisco un po&#8217; ce la faccio. E invece con gli uomini, mi sono accorta, non è un grande problema. Passiamo la vita ad avere paura di quest&#8217;età e poi, pensa, scopriamo che non cambia quasi nulla: le dinamiche sono le stesse, i casini sono uguali, le risate pure e cambia solo che siamo tutti un po&#8217; più vecchi ma la testa di cazzo rimane immota, invariata, inscalfibile. Il mondo continua ad essere pieno di uomini &#8211; un po&#8217; più grandi ma questo è un bene, ti offrono più volentieri la pizza &#8211; e tu continui a trattarli bene o male e a farti trattare bene o male ed è sempre la stessa cosa. E&#8217; cambiata la circonferenza del tuo culo, questo sì, ma non ne vedi il problema: prima, il tuo target erano quelli a cui piaceva il culo di prima. Ora è quello a cui piace il culo di adesso. Non cambia niente. Gli uomini, a differenza del tuo culo, rimangono sostanzialmente sempre gli stessi.</p>
<p>Sono un po&#8217; felice e un po&#8217; triste, contemporaneamente. Posso considerarmi fortunata, stasera: la vera paura è quella di non sentire niente. Finché senti due emozioni alla volta, puoi stare tranquilla.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Don SMP Tenorio inseguito dalle donne (3, fine)</title>
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		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/04/05/don-smp-tenorio-inseguito-dalle-donne-3-fine/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 17:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Vedi la prima e la seconda parte) Si è alzato con l&#8217;aria un po&#8217; preoccupata, SMP, quando mi ha visto arrivare. Impugnava come dono una piantina di basilico. In seguito, mi avrebbe rivelato che avevo un cipiglio raggelante, in quel momento. E pensa che ero impegnatissima a controllarlo, &#8216;sto cipiglio. Figurati se lo avessi manifestato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">(Vedi la <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2012/03/28/don-smp-tenorio-inseguito-dalle-donne-1/">prima</a> e la <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2012/04/01/don-smp-tenorio-inseguito-dalle-donne-2/">seconda</a> parte)</p>
<p style="text-align: left;">Si è alzato con l&#8217;aria un po&#8217; preoccupata, SMP, quando mi ha visto arrivare. Impugnava come dono una piantina di basilico. In seguito, mi avrebbe rivelato che avevo un cipiglio raggelante, in quel momento. E pensa che ero impegnatissima a controllarlo, &#8216;sto cipiglio. Figurati se lo avessi manifestato per intero.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/ghianda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4625" title="ghianda" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/ghianda.jpg" alt="" width="214" height="236" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Affrontare un uomo che ti deve delle spiegazioni è, normalmente, così inutile da essere mortificante, se prendi sul serio ciò che viene detto: la sua missione, o fanciulle, non consiste nel dirti cose vere, bensì ciò che si suppone che tu voglia sentirti dire. La tua missione, d&#8217;altro canto, è fingere di credergli, se per oscuri motivi egli ti interessa, o interpretare uno scenografico addio se opti per archiviarlo. Tu, mentre sei seduta lì con l&#8217;aria di ascoltarlo, in realtà stai scegliendo tra le opzioni.</p>
<p style="text-align: left;">La posizione privilegiatissima di conoscere già la risposta a ogni domanda che gli farai, tuttavia, rimescola le carte e riapre i giochi: non perché tu lo possa smascherare nelle bugie ma, al contrario, perché puoi apprezzarne l&#8217;eventuale sincerità. Cosa che, altrimenti, non ti sarebbe mai possibile.</p>
<p style="text-align: left;">E così, a un certo punto, mi sono accorta proprio di questo, che mi stava dicendo la verità. No, non mi parlava di Camilla, non arrivava a tanto. Anzi: &#8220;<em>Il cellulare? Ehm, l&#8217;ho lasciato a casa. Sai, era scarico.</em>&#8221; Era un discorso diverso, fuori dall&#8217;aneddoto, più personale e sensato.</p>
<p style="text-align: left;">Si è messo a spiegarmi sinceramente perché era così bugiardo, in pratica. Che lui vuole giocare, che vuole vivere, che comunque mi ha sempre voluto tanto e che però sono stata sempre io, a lasciarlo, e che tra qualche mese me ne vado (<em>forse, se tutto va bene, incrociando le dita</em>)  e che lui da solo non ci  vuole stare.</p>
<p style="text-align: left;">In effetti. Non faceva una piega.</p>
<p style="text-align: left;">E che è stato sposato tanti anni, poi, e che in seguito ha scoperto che le donne sono  migliaia, e che ciò è bellissimo e divertentissimo, lui non ne aveva idea, il mondo come il Paese delle Meraviglie, e che però io lo dovrei  sapere che mi vuole tanto bene e che non è poi importante, &#8216;sta cosa, e che comunque cosa  gli propongo, io? Di essere il mio uomo? Non lo faccio. Lo faccio  soffrire. Bla bla.</p>
<p style="text-align: left;">Ma che voleva stare con me. Anzi, con tutte. Anzi, con me. Anzi, con tutte e con me.</p>
<p style="text-align: left;">Ed io, infedele cronica per quasi tutta la vita, lo guardavo e lo capivo, come potevo non farlo? Aveva ragione, santo cielo. Con quale diritto potevo mai cazziarlo, e perché mai?</p>
<p style="text-align: left;">E poi abbiamo discusso, invece, ed io l&#8217;ho mollato al ristorante e me ne sono andata e poi lui mi ha recuperato in un locale sotto casa, dove rimurginavo davanti a uno spritz, e poi ancora le solite parole che si spendono in questi momenti, incazzatura e farsi venire da ridere, stanchezza, pesantezza, paura di ciò che si dirà o che si ascolterà, parole mal poste, errori, lampi di comprensione reciproca, rancore da buttare fuori, terrore del rancore dell&#8217;altro. E di colpo mi so&#8217; stufata, io, e gli ho detto: &#8220;<em>Dormo da te?</em>&#8221; E lui mi ha appoggiato la fronte sulla spalla, con un <em>&#8220;Sì, dai</em>&#8221; di sollievo contagioso, e ci siamo lasciati scivolare via tutta &#8216;sta roba ed è che eravamo proprio stanchi e, perché diavolo negarlo, senza nessuna voglia di salutarci.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/dormire.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4627" title="dormire" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/dormire.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p style="text-align: left;">E poi, il giorno dopo, lui aveva ancora Camilla da andare a recuperare a Linate, con tutti gli accordi da prendere e il relativo scambio di SMS. Ed io ero abbastanza perplessa, mentre gli rispondevo come Camilla e ci cinguettavo al telefono come Lia, e poi si sono accordati per il giorno successivo alle 16,35 a Linate, volo Alitalia da Cagliari, ma a me sembrava sempre più crudele e inutile spedircelo, tanto più che, francamente, ciò che davvero pensavo era: &#8220;<em>Ma insomma, io potrei anche tenermelo così com&#8217;è, ché mi diverte e so che mi  vuole un mucchio di bene, e smetterla di mandarlo a Linate. Ma perché no, dopotutto?</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: left;">E quindi mi sono consultata con Pupina, alla fine, (che, va detto, ormai non è più tanto Pupina: è proprio una donna, per quanto faccia fatica ad ammetterlo) e le ho raccontato tutto e lei ha sospirato: &#8220;<em>Be&#8217;, Mamma, mi sa che ha ragione lui, per quanto mi dispiaccia ammetterlo. E forse è l&#8217;ora di  dirgli di Camilla, e di fartelo dare tu, caso mai, un passaggio a Milano.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: left;">E così, dopo gli ultimi sms di accordo tra lui e Camilla, e prima  che fosse costretto a dirmi troppe palle per giustificare un nuovo viaggio a Milano, l&#8217;ho chiamato dal numero di  Camilla e ho sospirato: &#8220;<em>Ma la smetti di costringermi a mandarti  continuamente a Linate?</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;<em>Lia&#8230;.???</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: left;">Non lo so dire, che reazione ha avuto: le ha avute tutte. La prima, però, è stata un mare di risate che ancora un po&#8217; e si strozzava. E poi il resto: rossore, ancora risate, incredulità, imbarazzo, incazzatura, sportivo riconoscimento della perfezione della mia interpretazione, ancora risate, delusione (&#8220;<em>Ma quindi la bionda Camilla che giocava a tennis e andava in bici e a vela non esiste?? Noooo, che delusione&#8230;!!!</em>&#8220;), un po&#8217; di avvilimento (&#8220;<em>Dai, ma non puoi prendermi per il culo così&#8230;&#8221;</em>), ancora risate, un po&#8217; di confusione nei giorni successivi. Evvabbe&#8217;.</p>
<p style="text-align: left;">Ed io, fischiata da tutte le amiche per essermelo ripreso, so solo che, molto semplicemente, non ero più incazzata. Proprio per niente, nemmeno un pizzico. E che quindi, scusa, come facevo a continuare ad essere incazzata se, in coscienza, proprio non lo ero più? Nemmeno sforzandomi, davvero.</p>
<p style="text-align: left;">Un amico mi ha detto: &#8220;<em>No, ma capisco che tu lo capisca. E&#8217; generoso, è bello, e poi lo capiamo tutti, dai. L&#8217;unica cosa che mi chiedo è: oltre a capirlo, cosa te ne fai?</em>&#8221; Mah. Secondo me, questa cosa del <em>fare</em> è sopravvalutata.</p>
<p style="text-align: left;">Io  non devo sposarmi, non devo farci figli né accendere mutui. Sono libera di volere bene senza sottoscrivere particolari patti ed ho voglia pure io di vivere e di giocare e tutte &#8216;ste cose qua. La poligamia mi intriga da sempre, purché non sia una roba cupa di inganni e tradimenti profondi. Quella consapevole, dico. Intriga forse più me che lui che, al momento, mi pare più che altro spossato. La poligamia altrui, dico, ché io sono diventata persino fedele, con gli anni, più per pigrizia che per convinzione. Ma la pigrizia, in me, è un motore forte.</p>
<p style="text-align: left;">Io ho bisogno della mia libertà, della mia autonomia abitativa, dei miei spazi di ozio e silenzio, della solitudine che mi serve per dare aria al cervello. Non voglio piante, non voglio animali, non voglio nemmeno che la felicità di un uomo dipenda da me. Devo sentirmi tutta la mia vita davanti, tutta mia. Devo potermene andare, quando sarà il momento. Ma questo non mi impedisce di volere bene e, a quest&#8217;uomo, dopo tanto tempo e tanti disastri e tante avventure più o meno buffe, di bene ne voglio parecchio. E se lui mi prende così come sono, così lontana dall&#8217;ideale di donna con cui costruire il suo ideale di coppia, perché non dovrei a mia volta prendermi lui? Per cosa? La smettete di tirarmi i pomodori, o severissime amiche? Dai. A me, &#8216;sto mare di coccole, purché non mi intrappoli, piace.</p>
<p style="text-align: left;">Che me ne faccio? Be&#8217;, raccontarmi una storia come quella che mi sono raccontata in queste settimane, per esempio, con la certezza che, tra mille anni, mi farà ancora ridere, e che farà ridere anche lui. Non è poco. L&#8217;ho letto da qualche parte un minuto fa e ho sorriso: &#8220;<em>Le storie sono tutto quello che abbiamo.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/scrattescrat.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4626" title="scrattescrat" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/scrattescrat.jpg" alt="" width="275" height="184" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>P.S.</strong> E Scratte? &#8220;<em>Che fine ha fatto Scratte?</em>&#8220;, si chiederà qualche fedele lettore. Boh, non lo so. L&#8217;ultima volta che me ne sono interessata, si angosciava dietro<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2012/03/27/scratte-e-il-pensiero-magico/"> fantomatici virus informatici</a> e altre contrarietà. Ne ho concluso che è proprio antipatica, non c&#8217;è sorellanza che tenga. Poi non avrei nulla in contrario, ovviamente, se SMP se la riprendesse: una donna con cui sciare, andare in bicicletta e bla bla gli serve, povero, ed io non ho nessuna intenzione di vedermi trascinata in sfiancanti attività sportive di cui non me ne può fregar di meno. E comunque Scratte, a modo suo, presenta parecchi vantaggi: dove la trovo un&#8217;altra che mi dia tanta soddisfazione, quando è il momento di farla arrabbiare? Se SMP ne trovasse una più sveglia, più ironica, più simpatica, più intelligente, io sarei costretta a stancarmi molto di più per tenerle il passo. Con lei, invece, dormo tra quattro guanciali e va benissimo. Vedremo.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>(Fine, ma non si escludono nuove stagioni.)</strong></p>
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		<title>Don SMP Tenorio inseguito dalle donne (2)</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/04/01/don-smp-tenorio-inseguito-dalle-donne-2/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/04/01/don-smp-tenorio-inseguito-dalle-donne-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 15:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<description><![CDATA[(Continua dalla prima parte) Sabato mattina era il grande giorno. SMP ha portato di buon&#8217;ora la macchina a lavare, ha smontato il portasci e ha fatto i suoi bravi cento euro di pieno di gasolio. Si è vestito sportivo ma elegante, giubbotto di pelle e cravatta, e finalmente è partito da Genova centro storico alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong>(Continua dalla<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2012/03/28/don-smp-tenorio-inseguito-dalle-donne-1/"> prima parte</a>)</strong></p>
<p>Sabato mattina era il grande giorno. SMP ha portato di buon&#8217;ora la macchina a lavare, ha smontato il portasci e ha fatto i suoi bravi cento euro di pieno di gasolio. Si è vestito sportivo ma elegante, giubbotto di pelle e cravatta, e finalmente è partito da Genova centro storico alla volta di Linate per incontrarsi, nelle sue speranze, con la misteriosa Camilla che sarebbe scesa da un volo Meridiana avvolta nella sua giacca rosso fuoco e munita di Cannonau e leccornie, per sdebitarsi del passaggio invitandolo a una promettente cena nella sua casetta di Nervi.<br />
&#8220;<em>Sono un&#8217;ottima cuoca</em>&#8220;, aveva promesso. Conoscendolo, SMP avrà imboccato l&#8217;autostrada leccandosi i baffi.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/scrat-ice-age-artist.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4585" title="scrat-ice-age-artist" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/scrat-ice-age-artist.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>A me, intanto, qualche scrupolo cominciava a venire, e dove confidarsi se non nel socialcoso che aveva visto lo sviluppo di tutta la trama?</p>
<p>&#8220;<em>Gli darò una possibilità: verso le 14,30, mentre è a metà strada tra  Genova e Linate, lo chiamerò per dirgli: &#8220;Ok, mi manchi, vediamoci.&#8221; Lui  mi dirà che non è a Genova, io gli dirò che se davvero mi ama come dice non c&#8217;è impegno che valga e che deve tornare. Lui, a metà autostrada, si chiederà che fare.</em>&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a></p>
<p>Si apre il dibattito, comincia la diretta delle operazioni:</p>
<div><em>&#8220;Sì, ma metti che torni indietro, tu cheffai?&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/millallim">m</a></em></div>
<div><em>&#8220;Ma no, sceglierà di andare da Camilla che lo aspetta a Linate e che ha pure  il suo numero e il suo indirizzo, oltre ai capelli biondi.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
<div id="c-732fcbe0a88b4f5b9becd3d603ada703">
<div><em>&#8220;E se invece?&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">m</a></em></div>
</div>
<div id="c-05b0e654ae1e407a947acdfb90e8f32c">
<div><em>&#8220;Se torna indietro, non so. Riconsidererò la questione alla luce dei  nuovi eventi. Sarebbe notevole. Ma lo conosco, penserà che fare  incazzare Camilla è peggio che fare incazzare me, che tanto sono già  incazzata.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-263d1259addf4ba6a002b5b2ca95a7f4">
<div><em>&#8220;E poi, alle 3,20, chiamerà Camilla chiedendo: &#8220;Dove sei?&#8221; e troverà me che gli dico: &#8220;ScherSSSone!&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-9ea172d7f4d34163800dc190a5f90b63">
<div><em>&#8220;Poi, però, vedo come la prende. Non voglio che faccia il viaggio di  ritorno a Genova troppo incazzato, la Serravalle è pessima. Se lo sento  agitato, gli dico di guidare piano, che lo invito a cena&#8230;&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-33dcccf6af6946c4ac427d3e054f6df7">
<div><em>&#8220;A quel punto non gli resterebbe che strozzarti.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">thom</a></em></div>
<div><em>&#8220;Io un po&#8217; preoccupata lo sono.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">B</a></em></div>
</div>
<div><em>&#8220;Meglio che mi strozzi che che si faccia male&#8230;&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
<div><em>&#8220;Potrei andare a Linate, cosi, per vedere l&#8217;effetto che fa.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">p</a></em></div>
<div id="c-abf141b42ca74a29a2e5d67d1fa9b636">
<div><em>&#8220;Haha, mioddio.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com">m</a></em></div>
</div>
<div><em>&#8220;Ah, be&#8217;, alle 3 e venti è lì. :) Potresti offrigli una camomilla, @p&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
<div><em>&#8220;Non è tardi per partire: lieto fine. Lo aspetti a Linate e gli fai la  sorpresa. Al ralentì vi correte incontro dai due capi dell&#8217; aeroporto di  Linate, mentre in sottofondo si ode la colonna sonora di &#8220;Un uomo, una donna&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Andrea</a></em></div>
<div><em>&#8220;@P, vengo anche io con i popcorn&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">c</a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div>E partono le danze:</div>
<blockquote>
<div><em>&#8220;Ci siamo appena scambiati la conferma finale via sms. Camilla è già all&#8217;aeroporto  di Cagliari, lui sta partendo per Milano. Io passo da una SIM  all&#8217;altra. Pagherei per un filmato di lui in attesa agli arrivi.&#8221;    &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
</blockquote>
<div>Ho aspettato un&#8217;oretta e poi, quando secondo i miei calcoli era più a meno a metà strada, ho tolto la Sim di Camilla dal cellulare e, previo sospirone, l&#8217;ho chiamato con la mia: &#8220;<em>Ehi, ciao, sono Lia. Ci ho ripensato. Dai, va bene, vediamoci nel pomeriggio per un aperitivo.</em>&#8221; Dall&#8217;altra parte della cornetta, un breve silenzio seguito da un: &#8220;<em>Ma io sono a Milano per lavoro!</em>&#8221; Di sottofondo, il rumore del motore della sua macchina in autostrada.</div>
<p>Io, stupita: &#8220;<em>A Milano per lavoro di sabato?</em>&#8221; Lui, già in ripresa dopo la sorpresa iniziale: &#8220;<em>Sì, è una riunione per preparare il bla bla, perché lunedì bla bla&#8230;</em>&#8221; Il mio spirito sportivo ne apprezza la presenza di spirito mentre, dal canto mio, contrattacco piantandogli il muso: &#8220;<em>Ah, caspita, prima dici che mi ami tanto e poi respingi la mia offerta di vederci per una stupida riunione??</em>&#8221; E lui, durissimo: <em>&#8220;Be&#8217;, deve anche andare bene a me, il momento in cui ci vediamo.</em>&#8221;<br />
Abbozzo e riattacco.</p>
<p>Dopodiché, decido che deve morire.<br />
Io lo ammazzo, altro che riunione di lavoro a Milano. Ipocrita. Bugiardo. Vile. Voglio la sua pelle. Voglio vederlo, lì agli arrivi di Linate. Oh, come lo voglio sbugiardare, non vedo l&#8217;ora.<br />
Sono furente. Corro a denunciarne la malefatta sul socialcoso, chiamo le amiche, mi affilo i canini e ne pregusto il sangue.<br />
Pronta a sferrare l&#8217;attacco finale impugno la Sim di Camilla per prepararmi all&#8217;ultimo atto e, un secondo prima dello scambio, mi arriva un sms:</p>
<p>&#8220;<em>Torno giù stasera, se vuoi ci vediamo a cena.</em>&#8221;</p>
<p>Ma come. Ma scusa. Ma non doveva cenare con Camilla? E, soprattutto, che diamine faccio io adesso??</p>
<p>Mi ha fregato. Come faccio, adesso, a dirgli che sono Camilla quando lui mi ha appena detto che sta tornando a Milano per cenare con me? Mi si affloscia in mano lo scherzone, mancano venti minuti all&#8217;atterraggio di Camilla, lui starà parcheggiando a Linate e io sono nel panico.<br />
Brainstorming sul socialcoso, dove i maschi presenti cominciano a sghignazzare e a mandare virtuali pacche sulle spalle a SMP, di colpo trasformato in eroe.</p>
<div><em>&#8220;Questa non ci voleva, confusione, mi ha fregato&#8230;&#8221;    &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
<div><em>&#8220;Vedi, ti ama.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/tho">thom</a></em></div>
<div><em>&#8220;No, dai, uomini: che diavolo è successo? Vuole posare Camilla a casa e venire a cena con me, anziché restare da lei? E io adesso che cribbio faccio?&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a></em></div>
<div><em>&#8220;Lo sposi.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">thom</a></em></div>
<div><em>&#8220;Sono favorevole al vivere felici e contenti.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">ment</a></em></div>
<div><em>&#8220;Cribbio, Camilla atterra tra 10 minuti, devo cambiare Sim e svelarmi, glab.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/haramlik">Lia Haramlik</a> </em></div>
<div id="c-d688dea55cd6406597f2895f37850449">
<div><em>&#8220;Hmmm, a questo punto conviene svelarsi o no? Serve un colpo di genio.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Andrea</a></em></div>
</div>
<div id="c-5f7bcd95a7a94f76ab3cbcf7fa7a5850">
<div><em>&#8220;Ha pronto il pacco dell&#8217;ultimo minuto per Camilla. Nemmeno troppo  difficile volendo, non ha potuto avvertirla, era in aereo. Rischia di  perderla, ma scommette su di te.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/o">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-5ba2084ad3204b15beb8d09bcf9a19f6">
<div><em>&#8220;Porca miseria, qualsiasi cosa faccia mi è sgusciato dalle mani.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a></em></div>
</div>
<div id="c-e81f496cddea4fc9a08dde10bb6a8863">
<div><em>&#8220;Devi chiedere scusa e implorare il suo perdono, ahahahahhah.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">thom</a></em></div>
</div>
<div id="c-a557d851a08345b781e89cba08104ea8">
<div><em>&#8220;Niente, se fingo la sparizione di Camilla non saprò mai come reagisce  allo scherSSSone. Non posso. Mi tocca svelarmi. E lui potrà sempre dirmi  che, vedi, è bastato un gesto per farmi mollare l&#8217;altra. E&#8217; un  professionista. Cazzo.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-f2d6a4aed4e84d0299706e45d6b77100">
<div><em>&#8220;Ipotesi numero due, il contrario: ti dice di sì, ma sta pensando al modo  di paccarti all&#8217;ultimo secondo se Camilla non fosse una delusione.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-9a44066fbce8499d9a835db3545d29c0">
<div><em>&#8220;Ma infatti, Carlo! E io non lo saprò mai!! ARGH!&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-131fa5660d1d4c45a59fb6943d75c8c8">
<div><em>&#8220;In altre parole, fino all&#8217;ultimo tenersi aperte entrambe le soluzioni, ottima strategia la sua&#8230;&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-ab35e72128a548bbb95615d886db961e">
<div><em>&#8220;Un mostro di bravura.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-32b50a9117e9463b875837fbeeabe3e5">
<div><em>&#8220;Cambio Sim. Un bel respiro. Via.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-248d1b595b1f44399bc029850b4591ca">
<div><em>&#8220;L&#8217;unica contromossa sensata è inventarsi al volo una validissima ragione per NON essere sull&#8217;aereo e mandargli un sms. Qualcosa del tipo: non me la sono sentita all&#8217;ultimo istante e non ho avuto il coraggio di confessartelo, perdonami. Reggere la sceneggiata femminile e poi ripartire da capo. Abboccherà, se la fai bene.&#8221;  &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-6e026409069847448a77d420398c7897">
<div><em>&#8220;Ma a questo punto lascerebbe perdere gli sms e mi telefonerebbe, non posso più tirarla in lungo.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-1c833195346d414b9de94c200d71a03d">
<div><em>&#8220;Non rispondi. Ti senti in colpa. Ti vergogni. Solo messaggi. Non te la senti. L&#8217;hai fatta grossa a non salire sull&#8217;aereo. Hai bisogno di tempo.  Devi riflettere. Ti farai viva tu. Eccetera. Dai, suvvia, non è difficile.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo</a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
</div>
<p>E così, 10 minuti prima dell&#8217;atterraggio dell&#8217;aereo, cerco di temporeggiare, di fare arrivare in ritardo Camilla, di spingerlo a dare buca a me e a scegliere di vedere lei. SMS di Camilla: &#8220;<em>Scusa, è successo un pasticcio, atterro alle 18,35, puoi  aspettarmi??? Perdonami!!</em>&#8221;<br />
E poi, SMS di Lia: &#8220;<em>Ok, a cena alle 8</em>&#8220;.</p>
<p>Sul socialcoso, ilarità:</p>
<div id="c-af0799601ffb4aed859646d39000faf9">
<div><em>&#8220;Eh, eh, così però ti sgama.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">thom</a></em></div>
</div>
<div id="c-d21127b16de64478a9a02e3917d8404d">
<div><em>&#8220;E che altro potevo fare? Ora ho di nuovo la Sim mia, Camilla non ha la linea e a me non ha ancora risposto. Uff. Io, poi, caratterialmente, non ce la faccio a sfumare il tutto. E&#8217; ovvio   che voglio chiedere la novella oggi, mi ha bloccato a un istante dal   climax, il cielo lo fulmini.&#8221;    &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-be802bd050a44a8c986a95e4eb18b383">
<div><em>&#8220;Io intanto raccolgo firme per creare il fan club di SMP.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">thom</a></em></div>
</div>
<div id="c-c9538270845c4d59bffbcbc8520ad977">
<div><em>&#8220;Ci vuole comunque un altro cellulare&#8230;&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">elena </a></em></div>
</div>
<div id="c-2fb577fade414280999e038a4fb23b60">
<div><em>&#8220;Non ha risposto manco a Camilla. Che caspita sta facendo, mo&#8217;, a Linate??? Sta sgamandomi, cavoli.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-f41bf2ed3e9641a2ae1faf59b512a404">
<div><em>&#8220;SMP è felicemente altrove con una terza. Ola.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-01278fda46df4fdd81ddbbeeaef49e02">
<div><em>&#8220;(Ok, scusa, so che dovrei tifare per te)&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">thom</a></em></div>
</div>
<div id="c-2274df2eaa5e4d0293ceb8a528e0ddc4">
<div><em>&#8220;(Con la quale comunica con un altro cellulare)&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-83a3ff49267449e5971e191dfc6b7f54">
<div><em>&#8220;Noto una certa soddisfazione tra i maschi, uhm.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
</div>
<div id="c-9945f3df10ee4c04938d7b94073819ae">
<div>Finalmente SMP risponde a me intesa come Lia: &#8220;<em>Alle 8 alle Prie Rosse? O pizza a Pieve?</em>&#8221; E io ricambio Sim e corro a vedere cosa dice a Camilla.</div>
<div><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/smss.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-4606" title="smss" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/smss-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
</div>
<div id="c-3904485978d94d47a4fa8dc8aef331ab">
<div><em>&#8220;Allora, dai, la strategia di lui è chiara. Ora bisogna non fare  atterrare Camilla. È sposata e non glielo ha detto. Ha i sensi di colpa.  Non è stata colpa sua. Le cavallette eccetera. Non se la sente, per  ora, di scusarsi a voce. Si vergogna moltissimo. Ha bisogno di tempo per  chiarirsi le idee. (Qui si tifa perché non finisca come Lost)&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-c3a3496e11744ded986fbb1a2233602f">
<div><em>&#8220;Scusa, Lia, non leggere. Ehm, Carlo, NON DEVI AIUTARE LEI! SIAMO MASCHI!   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">thom</a></em></div>
</div>
<div id="c-c73a47143e68493f92ba28c70a6d555e">
<div><em>&#8220;Hai ragione Thomas, ops. Ma cazzo, mi ruga quando finiscono i serial.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo </a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
</div>
<div id="c-398381a72f0c452eb0c3a1f3072c996b">
<p>E arriva la risposta di SMP a Camilla: <em>&#8220;Mi spiace, non so come fare perché io sono a  cena con i miei figli e nipoti, pizze per la festa di compleanno, domani  poi con i grandi, sono davvero in difficoltà, ti avrei preso e  accompagnato volentieri, ma è un impegno a cui non posso mancare&#8230;.</em>&#8221; E quindi lascia Linate, SMP. Molla lì la ritardataria Camilla, si rimette in macchina e torna a Genova. Da me.</p>
</div>
<p>Sul socialcoso, i commenti sono ormai spaccati tra maschi, che festeggiano la vittoria del loro genere, e femmine, che mi invitano a tenere duro e a rimanere ferma nella vendetta.</p>
<div id="c-197364fe78544ac79d2c3506d4dc0d9c">
<div><em>&#8220;Codardo: non ha nemmeno aspettato di vedere com&#8217;era Camilla. (non leggere Lia)&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo</a></em></div>
</div>
<div id="c-f79b293917d3475e984cdbc55d77e2bb">
<div><em>&#8220;In fondo è un dilettante.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carloo</a></em></div>
</div>
<div id="c-75b632203ee249c7a3b4cf26f746ce7e">
<div><em>&#8220;Credo che mi andrò a depilare, a perdere 5 chili e a farmi bella. Devo andarci a cena, e non solo.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-0c0e236abea64e2da3542374dd1d476c">
<div><em>&#8220;(Fra due ore manda un sms anche a te con la medesima scusa: è l&#8217;ultima occasione che ha di redimersi con i suoi tifosi)&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-b2674d9a1ea2496aae61adf8a970d727">
<div><em>&#8220;Basta, datemi delle certezze!&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-13a764110eba42058e9e1ce09b33d933">
<div><em>&#8220;E&#8217; vero amore, siate felici.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">thom</a></em></div>
</div>
<div id="c-1251cd4707174eabaf2af877835debd6">
<div><em>&#8220;Mi serve una birra.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-5a98084f8a804bdfb25692504277afbb">
<div><em>&#8220;Io metto via i pop corn e torno ad Angry Words, uff. L&#8217;amore vince sempre.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Carlo </a></em></div>
</div>
<div id="c-3ba660ed7ef64d05a4a51c8f18fac76a">
<div><em>&#8220;(E mo&#8217; glielo dico che ero Camilla? Figurati se al terzo bicchiere di vino non glielo dico&#8230;no. Dovrò tacere. Maledizione. )   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div><em>&#8220;Se parli ti sputo e poi ti blocko&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">lapiccolacuoca</a></em></div>
<div id="c-7c91634f0218451db85c69786dcf2013">
<div><em>&#8220;Lo so. Mi comporterò da donna. Mi morderò la lingua a sangue e, sì, tacerò. Dio sa se mi sarà difficile.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
<div><em>&#8220;Titoli di coda, e domani è un altro giorno. Ciao Rossella.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Andrea</a></em></div>
</div>
<div id="c-98d7b23ca11e4316a5e361b1671625c7">
<div><em>&#8220;Ma solo io godrei tantissimo se lia alla fine glielo dicesse? :D (ok lia, non ascoltarmi :\)&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Sil</a></em></div>
</div>
<div id="c-b932cd5d538a48759adaf14fc5bf68a2">
<div><em>&#8220;Non è più divertente, se glielo dico stasera. Segna il punto lui e io passo  solo da stronza. E poi l&#8217;ha fatta troppo perfetta, guasterei pure il suo  bel gesto. (Una deve sapere fare fronte alla sconfitta.)   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-68f0fbd40b16491bb54be53228b5d0f9">
<div><em>&#8220;Ma Camilla come l&#8217;ha presa?&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Sil</a></em></div>
</div>
<div id="c-aab43accd0e7467e951deeafa89d0fde">
<div><em>&#8220;Tace. E&#8217; in aereo, immagino assai offesa.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-028a4b0dc3c14767b33d17ebc04fc576">
<div><em>&#8220;Ma noooo! Non farti prendere dal panico. Lo senti o gli mandi sms e gli dici che stasera non puoi (come Lia). Un imprevisto, è stata male una tua amica, una scusa qualunque. A quel punto lui non può più ribeccare Camilla dopo che le ha detto che non poteva. Bocce tutte ferme, poi ci ragioni con calma domani. Anche perché, sbaglierò, ma lui può aver pensato che convenisse vedere   te &#8211; che ci stai di sicuro &#8211; piuttosto che Camilla che, quasi   certamente, al primo incontro no.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com">Sphe</a></em></div>
</div>
<div id="c-b5beae3ddc6f4b6bb272d40ebddec42e">
<div><em>&#8220;Ma dai, ragazze, una deve essere sportiva! Ho giocato, ha vinto lui,  amen, pago pegno. Sennò non vale. E dio sa se mi dispiace, ché ero a 5  minuti da &#8220;Scherssssone!&#8221; Mi leccavo i baffi da ieri sera. Non avete  idea. Ma il fair play ci vuole, dai.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-2427e9f4bc324d4b97687f70fe757241">
<div><em>&#8220;Non vorrei dire, ma avevi il match point e ti è venuto il braccino. Gli  hai dato l&#8217;occasione di rientrare in partita e lui, che ha l&#8217;istinto del  killer, non se l&#8217;è fatta sfuggire. Gioco partita incontro.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">zu</a></em></div>
</div>
<div id="c-854e058d8b2a4adabfeed7fc060de8cd">
<div><em>&#8220;Ho chiesto a Marzia: &#8220;Ma quindi mi vuole bene?&#8221; E lei: &#8220;Più che a Camilla.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a> </em></div>
</div>
<div id="c-fa213514c6234cb59f7c1db37acdb05e">
<div><em>&#8220;Eh.&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">lapiccolacuoca</a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div>E insomma, a quel punto ero già lì che guardavo l&#8217;armadio cercando di decidere cosa mettermi per la cena quando, sorpresa, arriva un altro SMS a Camilla.</div>
<div><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/surprise.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-4613" title="surprise" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/04/surprise-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
</div>
<div id="c-b32cdcff0c1b48c19f940700b1dbe26a">
<div><em>&#8220;AH, CHE STRONZO, SMS A CAMILLA: &#8220;Non puoi rimandare a lunedì?&#8221;. Evvai, altro giro, sì che può!   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
</div>
<div id="c-be821115583d4b4996a76711af7b2198">
<div><em>&#8220;Risposta di Camilla: &#8220;Non sono partita, ti spiegherò, c&#8217;è stato un pasticcio, torno  domani o dopo.&#8221; Si lascerà convincere a tornare lunedì, se lui torna a Linate. (Io, intanto, stasera ordino ostriche, caviale, lingotti d&#8217;oro  grattuggiati.)&#8221;   &#8211; <a href="http://friendfeed.com/">Lia Haramlik</a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div>E così sono uscita, sono arrivata all&#8217;appuntamento e lui era là: pantaloni di velluto chiaro, giacca di pelle, camicia azzurra, come da descrizione. Però da me, con Camilla di scorta per il lunedì successivo.</div>
<div>L&#8217;ho guardato cercando di trattenere il cipiglio, ché non lo avrebbe capito e io non avrei potuto spiegarglielo.</div>
<div>E ci siamo messi a tavola, un po&#8217; imbarazzati, parlando del più e del meno, noi due soli e, attorno, una marea di fantasmesse dai nomi più disparati.</div>
<div><em>&#8220;Sei stanco?&#8221;</em></div>
<div><em>&#8220;Mah, un po&#8217;, sai, torno adesso da Milano&#8230;&#8221;</em></div>
<div><em>&#8220;Già, immagino&#8230;&#8221;</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div><strong>(Continua&#8230;)</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
</div>
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		<title>Don SMP Tenorio inseguito dalle donne (1)</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/03/28/don-smp-tenorio-inseguito-dalle-donne-1/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/03/28/don-smp-tenorio-inseguito-dalle-donne-1/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 19:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[personale]]></category>
		<category><![CDATA[stranezze]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

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		<description><![CDATA[Eravamo rimasti con SMP abbandonato sia da me che da Scratte e pronto per nuove avventure. Questa è iniziata il 2 marzo quando, negli anfratti di uno sperduto socialcoso in cui cazzeggio, ho comunicato: Ieri sera, tutta sbronza, mi sono fatta un profilo farlocco su un sito di incontri che avevo visto tra i preferiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eravamo rimasti con SMP abbandonato sia <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/25/crucifige/">da me</a> che <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/15/meanwhile-le-mirabolanti-avventure-di-smp-a-san-valentino/">da Scratte</a> e pronto per nuove avventure.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/03/iceage3scrat1.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/03/iceage3scrat1.jpg" alt="" title="iceage3scrat" width="432" height="199" class="aligncenter size-full wp-image-4580" /></a></p>
<p>Questa è iniziata il 2 marzo quando, negli anfratti di uno sperduto socialcoso in cui cazzeggio, ho comunicato:</p>
<blockquote><p>Ieri sera, tutta sbronza, mi sono fatta un profilo farlocco su un sito di incontri che avevo visto tra i preferiti di SMP. Stamattina alle 9 avevo un&#8217;email di SMP che vuole conoscermi. (Adoro avere 15 anni, già.)</p></blockquote>
<p>No, ma è stato velocissimo, giuro: manco il tempo di diventare Camilla, bionda 52enne molto sportiva, che già avevo una sua timida email in casella:</p>
<p><em>&#8220;</em><em>Ciao, sono un po&#8217; curioso, ho proprio voglia di conoscere una donna simpatica e bella, proviamo a scriverci e a conoscerci</em>.&#8221;</p>
<p>E&#8217; esploso l&#8217;ammore: io mi ci sono buttata a capofitto mentre la Marzia ululava per casa: &#8220;<em>Ma che sceeeemo!! Ma non ci posso credere che sia così scemo!!</em>&#8221; e, negli anfratti del web, si ordiva la trama degli sviluppi successivi, in un crescendo di corteggiamento suo, che invitava Camilla a ogni possibile concerto e aperitivo, e lei che gli spiegava: &#8220;<em>E&#8217; che, sai, in questi giorni sono a Cagliari da un&#8217;amica, una delusione d&#8217;amore da dimenticare, un uomo che mi ha fatto tanto soffrire, bla bla. No, non torno ancora. Forse tra tre giorni. Forse tra sette. Ma parlami di te, che uomo sei?</em>&#8221; E lui: &#8220;<em>Ho avuto due bellissime ma travagliatissime &#8220;storie&#8221; sentimentali, ne esco da poco un po&#8217; contuso e confuso&#8230;</em>&#8221; e intanto, mentre circuiva Camilla, cercava di fare pace con me intesa come Lia e pure con Scratte, suppongo, e guardarlo era uno spettacolo. Una folla, eravamo. Tenerissimo.</p>
<p>Camilla, in un tripudio di puntini sospensivi, apostrofi sbagliati ed altri inestetismi sparsi qua e là per depistarlo: &#8220;<em>Io rimarrò qui a Cagliari ancora qualche giorno.  Anche per questo mi piacerebbe conoscerti più a fondo  prima di incontrarti. Perché avere fretta?  Mi spaventa un pò l&#8217;idea di tornare a Genova. In fondo sono  ormai libera, nessun impegno particolare che mi aspetta, i figli non  hanno più bisogno di me, con la mia carissima amica facciamo tante  chiacchierate, partite a tennis, qualche gita, sono contenta di essere  venuta. La Sardegna è meravigliosa e ci torno sempre con grande piacere.  Il tempo non è bellissimo e non riesco a prendere un po&#8217; di sole, ma  oggi si stava bene.  Però le vacanze non sono eterne e dovrò decidermi a comprare il  biglietto del ritorno&#8230;&#8230;&#8230;. mio malgrado.</em>&#8221;</p>
<p>E lui, scalpitante: &#8220;<em>Come si fa a conoscerci a fondo senza neanche vederci? Vabbe&#8217;, come vuoi tu, ma io ti ho avvertito, non ho  tanto tempo,  e la maggior parte la spreco lavorando&#8230; Al tuo buon cuore, ma se vuoi giocare a tennis si puo&#8217; combinare anche  qui, e&#8217; un po&#8217; che non gioco ma qualcosa dovrei ancora ricordare. Tu vai in bici? E a sciare?</em>&#8221; E lei a temporeggiare, mentre io mi divertivo come alle medie, se non di più.</p>
<p>Sul socialcoso, intanto, i consigli degli spettatori:</p>
<p><em>&#8220;Ok Lia; in spirito costruttivo però volevo dire poi che c&#8217;è un che di  poco realistico; è la sindrome Ozpetek: non si capisce mai come campi,  questa gente. Voglio dire, Camilla tutto bene, ma che fa? E&#8217; abbiente? Come si paga il tennis a Cagliari dove resta a tempo indeterminato? Non  sente l&#8217;urgenza di tornare a Genova per uno stipendio, una cazzo di  consulenza, qualcosa? Sarà mica baby pensionata (il che ne riduce non  poco l&#8217;appeal)? O, tipo, vende un importante quadro ogni tanto e tira  avanti così per tre mesi?</em>&#8221;</p>
<p>Che era un&#8217;idea, poi scartata a favore di una Camilla che viveva della rendita di alcuni suoi appartamenti nella natia Firenze e nella casa di Nervi donatale da un facoltoso ex marito. Oppure:</p>
<p>&#8220;<em>Mh, sì, un po&#8217; troppo tranquilla questa signora&#8230; potresti dire  qualcosa sul fatto che poi, sai, ci sono certe esigenze, che una cerca  di non pensarci ma poi il mare, il sole sulla pelle, sono pensieri che  ti vengono e&#8230; ma poi cerchi di ricacciarli però&#8230; E poi sai, sono un po&#8217; fragile, forse, certe volte faccio sogni che mi  lasciano turbata e penso che magari un uomo così ci sia, da qualche  parte&#8230; poi non so, forse temo un&#8217;altra delusione&#8230; </em>&#8221; E ancora: &#8220;<em>Camilla traduce, di mestiere. Testi letterari e a volte scolastici. (Lo può fare da Cagliari o da ogni dove)</em>&#8220;.</p>
<p>Una trama fitta, insomma, da cui a tratti emergeva una Camilla un po&#8217; schizofrenica che, nella stessa email, era turbata dai sogni e però faceva anche organizzatissime gite qua e là per giustificare il mancato rientro, mentre io mi informavo in rete sugli itinerari per ciclisti nella provincia di Cagliari e sulle previsioni meteo. Ed SMP, beatamente inconsapevole e maschilmente pragmatico, che  rispondeva, qualunque cosa lei gli dicesse: &#8220;<em>Sì, ok, ma quando torni a Genova?</em>&#8221;</p>
<p>E i corto circuiti tra me e Camilla, poi: lui che un giorno invita lei a un concerto e, appreso che sta ancora a Cagliari, prende e invita me, ed io imbufalita che ululo per la casa: &#8220;<em>Disgraziato, ha invitato Camilla prima di invitare me, io lo uccido!!</em>&#8221; e manco gli rispondo, ché come Lia non gli parlavo e non avevo nessuna intenzione di fare pace.<br />
Lui che scrive a me e poi a Camilla e poi a me e poi a Camilla.<br />
Lui che, alla vigilia di un weekend e senza che né io né Camilla gli domandassimo alcunché, pensa bene di rendere entrambe edotte dei suoi progetti. Solo che a me scrive dicendomi che avrebbe partecipato a una gita in bici in Liguria, mentre a Camilla dice che andrà a sciare con i figli approfittando della poca neve che c&#8217;è ancora.<br />
Ne deduciamo entrambe (io e Camilla, cioè io) che è partito felice alla volta di Scratte, ed è che &#8211; l&#8217;ho già detto? &#8211; a me di quest&#8217;uomo colpiscono le energie, non sta fermo un secondo. E, ovviamente, io lì che penso che però non vale, e che se se lo riprende Scratte me lo riprendo pure io, scusa, e che, anzi, è il mio eroe e che vado a ripigliarmelo fino a Trento, dove diamine è finito, maledetto?</p>
<p>La verità è che era anche interessante, oltre che divertente. Una sorta di viaggio nel bizzarro rapporto che gli uomini hanno con le bugie, ed è che mi pare davvero che le differenze di genere siano abbastanza spiccate, in questo campo: anche le donne sono capacissime di dire balle ma, a parer mio, tendono a farlo per motivi concreti, pratici. Il fascino della balla maschile sta nella sua gratuità, pensavo: non hai bisogno di dirla, potresti benissimo tacere, nessuno ti sta domandando niente eppure menti comunque. Ero affascinata.</p>
<p>Intanto si andavano infittendo anche i tentativi di SMP di fare pace con me intesa come Lia.<br />
Un giorno, per dire, torno a casa e trovo, appesa alla maniglia della porta, una borsa contenente la couscoussiere che gli avevo chiesto di rendermi.<br />
L&#8217;interno della couscoussiere contiene, a sua volta, nel cestello: <strong>1.</strong> un mio vecchio vasetto contenente dello zenzero ormai da buttare.<strong> 2.</strong> Mezzo flacone di balsamo per capelli ricci. <strong>3.</strong> Un vecchio nastro scartato da qualche regalo di Natale. <strong>4.</strong> Un colorante per abiti da usare in lavatrice. Nella pentola vera e propria, invece: <strong>5.</strong> un vaso da fiori con della menta fresca piantata dentro, che non mi appartiene essendo io una nota bestia con le piante e che non riesco a interpretare se non come un invito a farmi un mojito.<br />
Sconcerto sul socialcoso:</p>
<p><em>&#8220;Deve essere un messaggio in codice. Va decifrato.&#8221; &#8211; S.</em></p>
<p><em>&#8220;Forse unendo le iniziali di ogni oggetto?&#8221; &#8211; Lia Haramlik</em></p>
<p><em>&#8220;Il piccante sapore dello zenzero è ormai svanito tra noi, ogni tentativo di smussare, lisciare, ammorbidire non è servito a nulla&#8230; Il nostro rapporto è stato un dono, ma appartiene ormai al passato, come il dolce ricordo di un Natale di molto tempo fa&#8230; si è sbiadito, scolorito, stinto.&#8221; &#8211; S</p>
<p>&#8220;Ma. La primavera fa germogliare nuove fresche, verdi speranze. Un profumo solleticante, stimolante, una fioritura di aromi nuovi e frizzanti.&#8221; &#8211; S</p>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8220;Mioddio, è un poeta. Io avevo capito: &#8220;Idiota di una terzomondista stagionata come le tue spezie, perché non provi a districare la confusione che hai in testa e a dare qualche nuovo colore alla tua esistenza, tu che non hai capito quale dono io fossi per te? Ma fatti un mojito in quel di Cuba e lasciati dimenticare, faccia di alluminio!&#8221; Mi stavo già incazzando.&#8221; &#8211; Lia Haramlik</em></p>
<p>E poi il crescendo dell&#8217;offensiva epistolare di SMP, le mie risposte burbere, lui che mi chiede come regalo di compleanno di lasciarmi invitare a cena e io che penso che potrei anche accettare, ma solo a condizione che me la mandi a casa col fattorino, una cena pagata da lui, e che io me la mangi sola e in pace davanti alla TV, e che sennò vada a cena con Camilla.</p>
<p>Lunghe email sempre più amorose, e io che ne giro una a Scratte dicendole: &#8220;<em>Dai, tanto lo so che a te le scrive uguali, uniamo le rispettive email e sbugiardiamolo!</em>&#8220;, e lei che è sempre così poco spiritosa, benedetta donna, e invece di accettare entusiasta fa l&#8217;ennesima scenata.</p>
<p>E più cerca di spiegarsi con me e di dirmi del suo ammore con toni ardenti, lui, e più mi incavolo io e più, contemporaneamente, Camilla riceve le sue email ed è un casino in cui io devo fare una fatica immane a non confondere le caselle di posta e a non firmarmi Lia quando cinguetto e Camilla quando ruggisco. Ci vuole una concentrazione ferrea, per fare &#8216;ste cose.</p>
<p>E alla fine sono tali e tante, le sue profferte amorose rivolte a me come Lia, che decido che è giunto il momento di dargli una lezione come si deve e che lo spedirò a Linate a prendere Camilla, ecco, salvo poi prenderlo a pernacchie come Lia quando sarà lì, davanti agli arrivi nazionali, con 150 km già fatti a vuoto e altri 150 da farne al ritorno tra i miei sberleffi.</p>
<p>E&#8217; un piano splendido, e quindi Camilla gli scrive: <em>&#8220;Ho pensato che potremmo fare così: io posso arrivare venerdì a Milano Linate col volo Alitalia che atterra alle 15 e 35. Ci vediamo lì se mi passi a prendere e così andiamo a Genova insieme e tu ti fermi a cena a casa mia, a Nervi. Sono un&#8217;ottima cuoca e arriverò carica di Cannonau e leccornie. Che ne dici? Hai ragione, ormai mi sembra di conoscerti un po&#8217; e mi sembri una bella persona&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Lui rimane un po&#8217; interdetto, avanza dubbi sull&#8217;andare a Linate. Ha problemi di lavoro per la data proposta. Contrattacco di Camilla, pieno di puntini sospensivi ammiccanti: &#8220;<em>Come sei caro, davvero&#8230;.!!!! Trasmetti allegria, lo sai&#8230;&#8230;&#8230;?? Ti confesso che ho paura di tornare a Genova. Tu non sai come stavo male quando sono venuta in Sardegna, ero come una malata che andava in convalescenza. Ora sono guarita&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. ma all&#8217;idea di tornare in quella casa da sola mi tremano le gambe, non so spiegarlo e non mi decido a rientrare&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. Guarda, mi piacerebbe tanto rientrare con un amico e avere subito una cena da preparare. Davvero non c&#8217;è un momento in cui puoi passare a prendermi a Linate per fare il viaggio insieme? Se c&#8217;è dimmelo e faccio il biglietto per combinare. Facciamo questa pazzia, se vuoi. Un bacione</em>&#8221;</p>
<p>E, gelida e calcolatrice, rifletto sul socialcoso: <em>&#8220;Dai, adulazione e bisogno combinati in dieci righe di esca. Se resiste è bravo davvero. A fronte di un suo due di picche a Camilla, potrei tornarci assieme, sempre che mi porti la lavastoviglie a casa in spalla. Ci giochiamo tutto sulla sua prossima mossa.</em>&#8221; Attendo.</p>
<p>E finalmente, dopo un&#8217;email a me che recita: &#8220;<em>Te lo ridico gridando forte, io ti amo tantissimo e ti ho amato come nessuna altra donna in vita mia.</em>&#8220;, ecco l&#8217;email che Camilla aspettava: <em>&#8220;Potrei venirti a prendere il sabato, non so se ti viene bene, facciamola questa pazzia, ma insieme, se no torniamo ognuno per conto proprio e adesso mi spiacerebbe molto In trepida attesa, chissa&#8217; mai cosa succedera&#8217;&#8230; un abbraccio forte&#8221;</em></p>
<p>E avanti così, per tutta la vigilia della sua partenza per Linate:</p>
<p>SMP a me: &#8220;<em>Continuo a non capire, e ti amo sempre, questo tuo ribattere colpo su colpo, questo tuo voler dimostrare quanto sono meschino e bugiardo forse scarica te da avermi voluto bene, piu sono brutto io, piu&#8217; tu sei assolta, piu&#8217; tu sei bella e onesta. Un po&#8217; troppo semplice, c&#8217;e&#8217; dell&#8217;altro, non mi freghi.</em>&#8221;</p>
<p>SMP a Camilla: &#8220;<em>OK, allora vengo a prenderti, vado un po&#8217; in bici domattina e poi parto, ci vediamo alle 15,35 a Linate, non vedo l&#8217;ora; tu dovresti aver visto la mia foto, ho i capelli bianchi, gli occhiali, un giubbetto di pelle scura, camicia azzurra, pantaloni di velluto chiari, a domani, ciao.</em>&#8221;</p>
<p>SMP a me: &#8220;<em>Ma scusa, invece di continuare a dirci cose terribili via mail, non possiamo vederci, chiarire, dirci tutto e finalmente sapere come fare tra di noi?</em>&#8221;</p>
<p>E infine, in un glorioso copia-incolla:</p>
<p>SMP a Camilla: &#8220;<em>Io ora esco dall&#8217;ufficio, vado un po&#8217; a correre al Porto Antico, non posso piu&#8217; vedere le tue mail neanche domani, se vuoi mandami un messaggio poi ti rispondo o ti chiamo, ciao</em>.&#8221;</p>
<p>SMP a me: &#8220;<em>Io ora esco dall&#8217;ufficio, vado un po&#8217; a correre al Porto Antico, non posso piu&#8217; vedere le tue mail neanche domani, se vuoi mandami un messaggio poi ti rispondo o ti chiamo, ciao</em>.&#8221;</p>
<p>Sono uscita, sono andata alla Tre a comprarmi una SIM ricaricabile da 10 euro per dotare Camilla di un numero di telefono e, dopo essermi accertata che attorno a Cagliari c&#8217;è un posto chiamato Chia dove la Tre non prende e Camilla non era richiamabile, gli ho confermato che sarei arrivata a Linate il giorno dopo, volo Meridiana, ore 15,35.</p>
<p>&#8220;<em>Indosserò una giacca rosso fuoco</em>&#8220;, gli ho detto. Ci siamo scambiati la buonanotte.<br />
Sono andata a dormire un po&#8217; emozionata, adoro gli appuntamenti al buio.</p>
<p><strong>(<em>Continua</em>)</strong></p>
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		<title>Scratte e il pensiero magico</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/03/27/scratte-e-il-pensiero-magico/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/03/27/scratte-e-il-pensiero-magico/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 15:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[personale]]></category>
		<category><![CDATA[stranezze]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

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		<description><![CDATA[Bazzico il web da una caterva di anni e, nel bene e nel male, credo di averle viste davvero tutte. Ed ho imparato che, tra le tante categorie umane che circolano in rete, ce n&#8217;è una e solo una a cui l&#8217;accesso dovrebbe essere interdetto, ché finiscono col fare danni a se stessi e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bazzico il web da una caterva di anni e, nel bene e nel male, credo di averle viste davvero tutte. Ed ho imparato che, tra le tante categorie umane che circolano in rete, ce n&#8217;è una e solo una a cui l&#8217;accesso dovrebbe essere interdetto, ché finiscono col fare danni a se stessi e al prossimo: i simpatici detentori del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_paranoide_di_personalit%C3%A0">disturbo paranoide di personalità</a>. I più fastidosi tra gli svitati, peraltro, e sì che qua, in linea di massima, contro gli svitati non abbiamo nulla.</p>
<p>Questo per dire che la Scratte &#8211; verso cui io nutro un bonario istinto di perculaggine e nulla più &#8211; si è messa in testa che io sia entrata nella sua posta elettronica tramite un misterioso virus piazzato all&#8217;uopo sul mio blog e che, in siffatto modo, le abbia crudelmente cancellato tutta la posta elettronica da marzo scorso ad oggi. No, ma è convinta.<br />
Giuro.<br />
E&#8217; fuori dalla grazia di Dio, mi vede pure nel cappuccino del mattino, mi immagina annidata tra i tasti del suo pc, mi dispensa un mucchio di insulti e, secondo me, se non la pianta finirà col dar di matto.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/03/funny-pictures-cat-comes-from-internet.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4549" title="funny-pictures-cat-comes-from-internet" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/03/funny-pictures-cat-comes-from-internet.jpg" alt="" width="282" height="320" /></a></p>
<p>Il mix tra la personalità paranoide e la poca dimestichezza con internet è micidiale. I neofiti immaginano che chi sa usare la rete abbia poteri misteriosi capaci di far loro ogni sorta di dispetto. E perdono il senso del ridicolo, oltre a quello della realtà e delle proporzioni.<br />
Finisce che ti attribuiscono capacità praticamente magiche e si ossessionano, ti odiano e, ciliegina sulla torta, tutto il loro trambusto mentale lo proiettano su di te. E quindi la Scratte, dopo avere passato mesi e mesi appollaiata qua a vedere cosa scrivevo io, adesso si è messa in testa che sia io a volere spiare lei. No, ma dimmi tu.<br />
E va bene che di pazze ne colleziono da anni &#8211; e chi conosce &#8216;sto blog lo sa, che so&#8217; una specie di carta moschicida per esaurite &#8211; ma qua non si finisce mai.</p>
<p>E quindi: Scratte, tu sei matta. Chi se la fila, la tua posta elettronica? E, soprattutto, che ci fai ancora su &#8216;sto blog, ché poi finisce che ti immagini pure di prenderti i virus? Non lo capisci, che il tuo inconscio si sta inventando &#8216;ste cose per dirti di piantarla di venire qua? Gessù, che tonta. Vieni qua che ti spiego:</p>
<p><strong>1.</strong> Esisteranno pure i siti che hanno del codice malevolo per danneggiare i pc della gente, ma non è una cosa né semplice, né diffusa né, tantomeno, ad personam. Non è che un virus entri solo nel pc di Scratte: farebbe danni su scala più ampia e gli antivirus dei miei lettori lo riconoscerebbero, Google avviserebbe del malware e mi penalizzerebbe, sarebbe un casino.</p>
<p><strong>2.</strong> Se pure esistesse, un virus capace di riconoscere il tuo pc e solo quello, io non lo saprei usare. Credimi. Io, su internet, ci scrivo post. Mi serve aiuto persino per aggiornare WordPress, figuriamoci che squadra dovrei mettere su per occuparmi dei noiosissimi fatti tuoi.</p>
<p><strong>3</strong>. Se pure esistesse il virus che dici tu, e se pure io lo sapessi usare, non farei mai una cosa priva di grazia, di spirito e di divertimento come cancellarti la posta. Ti farei degli scherzoni fantastici, piuttosto, e poi correrei a raccontarli perché non so&#8217; capace di stare zitta, quando una cosa mi diverte. E&#8217; plumbeo e totalmente privo di fantasia, cancellare la posta altrui. Oltre che illegale, grossolano e, decisamente, non nelle mie corde. Ho più allegria di così. Credimi sulla parola e non mettermi alla prova, ché poi cado in tentazione e succede un patatrac, finisce che SMP scappa in Cina fingendo di non conoscere nessuna delle due.</p>
<p>Tu, per il lavoro che fai, dovresti essere più razionale di così. Mi pare allarmante, tanto abbaglio, ma forse è che ti occupi troppo di frattaglie e ti manca un ripasso del DSM-IV, se non della vita in generale. Magari è quello.<br />
Insomma, dai, così non si può andare avanti. Mollami. Ripigliati. Smettila di insolentirmi, ché so&#8217; sensibile e mi offendo assai.</p>
<p>E chiama il tuo provider, mentre ti cerchi sul manuale di psichiatria, e chiedilo a loro, cosa diamine ti è successo all&#8217;email. E poi scusati, magari.<br />
Cura te ipsam, Scratte. Davvero.</p>
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		<title>Crucifige!</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/25/crucifige/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/25/crucifige/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 17:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma perché mi sono incazzata tanto, io, non lo so. Perché non prima, perché non mai. Perché così esageratamente tanto, poi. Che diavolo mi ha preso. Cos&#8217;è che non riesco a mettere a fuoco? In quale esatto momento, o fidato blog che tutto sa, sono passata dalla blanda comprensione di un impiastro alla sete del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perché mi sono incazzata tanto, io, non lo so. Perché non prima, perché non mai. Perché così esageratamente tanto, poi. Che diavolo mi ha preso. Cos&#8217;è che non riesco a mettere a fuoco? In quale esatto momento, o fidato blog che tutto sa, sono passata dalla blanda comprensione di un impiastro alla sete del suo sangue?</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/02/crucifige.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4540" title="crucifige" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/02/crucifige.jpg" alt="" width="224" height="225" /></a></p>
<p>Sarà stato perché, per cinque giorni, mi ha parlato solo ed esclusivamente di Scratte? Secondo me è per quello, ché i patti tra me e lui erano che lui mi adorava e io mi lasciavo adorare. Cosa c&#8217;entra che per cinque giorni mi parli di un&#8217;altra? E il mio narcisismo? E il mio protagonismo? Come è possibile che ci siano degli spazi nei suoi &#8211; peraltro non immensi &#8211; pensieri non occupati da me? Ora lo ammazzo.</p>
<p>Amici maschi: &#8220;<em>Vabbe&#8217;, ma è che il problema di Scratte era di attualità</em>.&#8221;</p>
<p>Amiche femmine: &#8220;<em>Crucifige!</em>&#8221;</p>
<p>Io: &#8220;<em>Crucifige!</em>&#8221;</p>
<p>O forse è stato perché, smarrito in un ruolo da sultano che non gli si addiceva, ha voluto esagerare e ci ha messo in competizione. Oh, quale ingenuità. Un uomo può permettersi la competizione tra due donne a condizione che ne voglia solo una (in genere quella che perde, ché piange più forte ed è sessosa). Se le vuole entrambe è un pazzo imprudente ed è ovvio che il suo futuro sia quello di essere trasformato in bistecca. Una volta che sei carica di adrenalina, l&#8217;altra donna dà poche soddisfazioni, ti giri dove c&#8217;è più carne. Gnam.</p>
<p>Insomma, non ne sono sicura. Vediamo se, continuando a scrivere, ne vengo a capo.</p>
<p>&#8216;Sta cosa della competizione, torniamo un attimo lì. Lui che è tanto impiastro da dirmi che, mentre ancora vivevamo insieme &#8211; per questioni pratiche, per mia cortesia, per arrivare alla scadenza di un affitto suo e non mio &#8211; lui si portava la Scratte dagli amici che conoscevano me. Aaargggh!!! E guarda che glielo avevo detto: &#8220;<em>Fa&#8217; quello che vuoi ma sii attento, ché le donne so&#8217; territoriali e io, gli amici tuoi sposati che mi portano le amanti in casa, non li sopporto, non mi piacciono, mi sembrano dei casinisti privi di grazia. Fate &#8216;ste cose senza offendere nei dettagli, ché i dettagli sono la cosa più importante che c&#8217;è.</em>&#8221; Gliel&#8217;avevo detto, eh. Ma non lo aveva capito, lo so.</p>
<p>Lo apprendo, alzo le spalle, mi tolgo solo lo sfizio di fargli portare me negli stessi luoghi in veste di amante, stavolta, per vedere com&#8217;è giocare il ruolo opposto. Baci e abbracci, risate, farinata, vino, balli. Le nostre mani che si sfiorano di continuo a beneficio del pubblico, io che faccio l&#8217;amante ufficiale in società, lui tronfio come un tacchino che fa la ruota, stanze piene di mogli e amanti degli stessi uomini, un&#8217;età media di una decina di anni più di me, che già non ne ho pochi.</p>
<p>Ed io che li guardo, tutti &#8216;sti sessantenni, e penso che devi avere un mondo proprio piccolo, proprio stretto, per non riuscire a metterle nemmeno in due stanze diverse, le tue donne, e mi sento addosso la paura di invecchiare, di morire, di diventare così per forza, di esserlo senza saperlo, e questo mondo asfittico in cui più ti disprezzi e più ti abbracci, più ti fai male e più stai insieme. Bevo, rido, ballo, alterno i ruoli di chi offende chi con la propria presenza e, in fondo, mi chiedo che diavolo ci faccio in queste storie fatte di rivincite così meschine, piccole, facili, banali da piangere. Lo bacio tanto, andiamo da lui, e certo che un uomo diventa più desiderabile, quando ti decidi a guardarlo attraverso il desiderio di un&#8217;altra. Tutto il desiderio che, da sola, non sentiresti mai. &#8220;<em>Grazie, Altra</em>&#8220;. Mai essere ingrate, per le emozioni regalate.</p>
<p>Di fondo, però, mi sono divertita ma non l&#8217;ho perdonato. Glielo avevo detto, di non farlo mai. Sono territoriale, sono una donna, hai confuso i territori, hai sconfinato. Mi hai offeso e, ora che abbiamo pubblicamente offeso anche lei, devi morire. O pensavi che mi bastasse offendere solo lei? Stupido maschio, ci speravi.</p>
<p>Ma non è stato solo quello, ché alla donna di mondo ci so giocare e, di confusi pasticci, ne ho la collezione appropriata per la mia età. Io l&#8217;avevo già risolta a suo tempo, &#8216;sta faccenda. Lasciandogli qualche conto da pagare, facendolo correre un po&#8217; sotto al mio portone. Era una roba vecchia, tutto sommato. Perché volerlo morto tanti mesi dopo?</p>
<p>Deve esserci stato qualcosa d&#8217;altro, forse che ho preso paura. Tanta. Quando me lo sono visto tornare senza più una donna ufficiale, tutto solo da me, tutto da spupazzare. L&#8217;ho accolto, sono stata a sentirlo e, per giorni, non ho più scritto un rigo del progetto che sto scrivendo e che mi deve cambiare la vita entro settembre dell&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Sto facendo una cosa importante, io. Ma sono anche la donna meno multitasking del pianeta e, se mi concentro nei cazzi di un altro, perdo di vista i miei. Riesco a seguire una trama alla volta, è davvero un mio limite. Poi, vabbe&#8217;, vivendo le cose una alla volta finisce che le vivo intensamente, tutte. Ma non è detto che sia un bene. Succede che, alla fine, mi tocchi ammettere di avere vissuto intensamente delle stronzate. E di avere trascurato le cose mie.</p>
<p>Interno sera. Ristorante. Lui, per l&#8217;ennesima volta: &#8220;<em>Io vendo questo, quello, metto a posto quell&#8217;altro e ti raggiungo ovunque andrai</em>&#8220;. Io che mi chiedo se davvero lo voglio, mi rispondo che certo non a tempo pieno e poi mi dico che comunque è ozioso chiederselo, ché tanto sta solo sognando. E ancora: &#8220;<em>Oppure finisco comunque a dovere lavorare dove sta Scratte. Accetterei, ché così faccio soldi, ma il problema è che lì c&#8217;è Scratte, quella mi ammazza.</em>&#8221; Io: &#8220;<em>Bah, secondo me ti ripiglia. Fatti perdonare</em>.&#8221; Lui: &#8220;<em>No, perché</em> [censura], [censura], [censura]&#8221; Io ascolto, mi concentro, soffoco la voglia di sigaretta e mi applico.</p>
<p>Interno giorno. Mattina, casa sua, lui che mi fa la spremuta. Lui: &#8220;<em>Forse mi spostano il lavoro in una grande città lì vicino.</em>&#8221; Io: &#8220;<em>Be&#8217;, per il lavoro è meglio, lì si fanno più affari</em>.&#8221; Lui: &#8220;<em>Eh, ma poi non posso più fare pace con Scratte.</em>&#8221; I miei coglioni che, memori della concentrazione della sera prima,  cadono fragorosamente a terra: &#8220;<em>Tonf!</em>&#8221;</p>
<p>Cosa è successo in quel momento? Cosa mi ha fatto tornare a casa mia con la consapevolezza, profonda, di non volerlo vedere mai più e, anzi, di volergli fare male come tassa aggiuntiva? Che corda mi ha toccato, finalmente, dopo che non era riuscito a toccarmene nessuna per i tre anni in cui ci sono stata più o meno svogliatamente insieme? Ma sai che non ne ho idea? Il biasimo per una narrazione troppo sconnessa per meritare attenzione, certo. Il senso estetico ferito dalla trama dilettantesca del racconto su cui mi stavo applicando. Ma solo quello?</p>
<p>Sono tornata a casa, ho preso il pallottoliere della nostra vicenda assieme e mi sono messa a fare conti mai fatti prima.</p>
<p>Il blog, il maledetto blog, torniamo sempre lì. Ma come ha potuto darne l&#8217;indirizzo all&#8217;altra e costringermi all&#8217;autocensura, manovrarlo facendomi scrivere cose che avrebbero rivelato a Scratte ciò che lei non sapeva e che lui non aveva le palle di dirle, facendo lanciare i sassi a me per nascondere le sue manine? &#8220;<em>Hai fatto bene a scrivere questo e quello, così le si abbassa la cresta.</em>&#8221; Ma cosa credi che sia, il tuo sicario? Non c&#8217;è calcio in culo diretto a lei che tu non possa prendere raddoppiato, ché tu, qua, sei ancora più abusivo di lei e certamente più in cattiva fede, con più smania di controllo di lei. E, se proprio devo sbranare qualcuno per manifesto proposito censorio, perché mai dovrei mangiarmi solo lei, quando tu sei tanto più succulento oltre che colpevole? Le chiavi di casa mia, a quell&#8217;agnellone sacrificale di Scratte, chi gliele ha date se non tu? Oh, quanto te ne devi pentire. Oh, quanto devi maledire il momento in cui lo hai fatto. Quelle chiavi le avevi tu, tua era la responsabilità, tuoi saranno i calci in culo. Rasente i muri, voglio vederti camminare. Idiota.</p>
<p>Ecco, parliamo di quello, della buona o cattiva fede. Io mi accorgo che tendo, quando di uomini si tratta, a una tolleranza direttamente proporzionale alla disistima. Funziona così: io contemplo l&#8217;uomo che dovrei biasimare, mi dico che è cretino e che, in quanto tale, non gli è dato di avere comportamenti etici. Non ci arriva, non può. E tuttavia me lo figuro fondamentalmente buono, l&#8217;uomo idiota che osservo. Bada bene, è tutto inconscio: io, a livello razionale, non credo affatto che l&#8217;uomo sia buono di fondo. Tendo a pensarlo degli uomini che ho davanti, però.</p>
<p>Io, quindi, tendo a pensare di avere di fronte a me un buon idiota che, se si comporta male, è perché manco capisce ciò che fa. E che di conseguenza va perdonato, come si perdonano gli esseri incapaci di intendere e di volere.</p>
<p>Però, ecco, stavolta ho pensato che forse non è del tutto così. Che forse, fermo restando che non parliamo di un genio, succede che non parliamo nemmeno di una persona buona. Che non è detto che uno, solo perché non sa essere etico, sia necessariamente un rozzo tenerone da accogliere. Magari uno può essere pure uno stronzo, benché scemo. Non ci avevo mai pensato. Stavolta mi è venuto il dubbio, ecco. E mi è passata la voglia di rivederlo. Ché qua possiamo provare della tenerezza per uno scoiattolone che corre appresso alla sempiterna ghianda che gli sfugge, eroe mignon di una felicità che insegui e non acchiappi mai, innamorato di tutte le donne e del proprio tondo ombelico perché la vita corre più di te e tu stai lì, con la lingua da fuori, a inseguirla mentre gli anni e l&#8217;esistenza ti fottono. E questo è bello, questo mi diverte, questa è la sfiga umana, qua siamo tutti fratelli e sorelle e possiamo solo provare a giocare insieme, dietro a &#8216;sta ghianda che non si fa acchiappare.</p>
<p>Ma, ecco, quello che è successo qua è un&#8217;altra cosa. Qui non si sta giocando insieme. Qui vorrebbe giocare solo uno. Non va bene.</p>
<p>Cosa mi ha fatto, esattamente? Non lo so. Forse niente. Forse mi sono offesa io per quello che ha fatto a Scratte, e non perché sia buona, ma perché Scratte è tutte noi, è lo specchio di ciò che ti può succedere se lo prendi sul serio, un uomo così. E non mi basta sapere che io, questo errore, non l&#8217;ho mai commesso. Avrei potuto. Avrei, quindi, potuto pentirmene, starci male, rimanerne ferita. Non importa che non sia successo: il merito è mio, non suo. E lo scampato pericolo mi fa sentire addosso tanta di quell&#8217;adrenalina, adesso,  da non trovare pace se non gli gonfio simbolicamente la faccia a schiaffoni. Madonna, pensa che rischio ho corso. Che paura. Quanti calci, gli devo dare.</p>
<p>Cosa farà, lui, adesso? Starà a chiedere perdono a Scratte, suppongo, e suppongo che lei lo perdonerà. Alla fine, le cose terribili che aveva letto nella chat che ha dato fuoco alla miccia di &#8216;sto casino, lei se le è scordate. Il suo problema ero diventata io. Il numero in cui eravamo. Con chi stava lui.</p>
<p>Si è concentrata sul minore dei problemi, Scratte, quindi ha voglia di perdonarlo. Lei saprà perché, e le faccio tanti auguri di cuore. Pesto com&#8217;è lui adesso, tra l&#8217;altro, non escludo che diventi un uomo migliore, almeno per un po&#8217;. Le mazzate fanno un mucchio di bene, agli uomini così: mi aspetto della gratitudine, Scratte. Una bottiglia di Lagrein andrà benone.</p>
<p>Io rivoglio indietro la mia couscoussiere, il mio pigiama, la mia gallabeya e forse qualcosa che adesso non ricordo. Le altre cose può tenerle, non mi servono. Le chiavi, magari le lascio da A. uno di questi giorni. Tanto non le ho mai usate, non ho mai saputo che farmene.</p>
<p>Mi perdonerai, SMP, per tutta &#8216;sta violenza che non ti aspettavi e che ancora nemmeno io mi spiego, dopo tante parole? Credo di sì. Ci metterai del tempo ma lo farai. Non smetterai mai del tutto di volermi bene, e ci mancherebbe altro.</p>
<p>Io, invece, non ti perdonerò mai del tutto, mi sa. Il blog, già. Il territorio. Il mio sempiterno maschilismo, per cui non riesco mai a  perdonarvi di non essere all&#8217;altezza di ciò che, secondo la mia mente primitiva e terrona, dovrebbe essere un uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mi ritorni in mente (visto che ci siamo)</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/20/mi-ritorni-in-mente-visto-che-ci-siamo/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/20/mi-ritorni-in-mente-visto-che-ci-siamo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 22:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<description><![CDATA[E quindi, ieri sera, mentre ci baciavamo teneramente sotto la luna ridendo di Scr&#8230;ooppss&#8230; (Ma no, dai, sto cazzeggiando, in realtà volevo scrivere di tutt&#8217;altro. Ricominciamo.) In realtà volevo dire che l&#8217;atmosfera un po&#8217; Eva contro Eva degli ultimi giorni mi ha ricordato un episodio complicato, ambiguo e mai chiarito del mio passato, e pensavo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>E quindi, ieri sera, mentre ci baciavamo teneramente sotto la luna ridendo di Scr&#8230;ooppss&#8230;</em></p>
<p><strong>(Ma no, dai, sto cazzeggiando, in realtà volevo scrivere di tutt&#8217;altro. Ricominciamo.)</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/02/confessarsi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4523" title="confessarsi" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/02/confessarsi.jpg" alt="" width="200" height="252" /></a><br />
</strong></p>
<p>In realtà volevo dire che l&#8217;atmosfera un po&#8217; Eva contro Eva degli ultimi giorni mi ha ricordato un episodio complicato, ambiguo e mai chiarito del mio passato, e pensavo che, boh, magari scriverne qui avrebbe avuto senso.</p>
<p>Successe un mucchio di anni fa, quando mi ero appena separata dal mio primo marito ed ero ipersensibile, affacciata sull&#8217;ignoto, da sola nell&#8217;ex casa coniugale a pensare a come me la sarei cavata e, di colpo, persi tutte le amiche donne tranne un paio storiche, quelle che erano solo mie e non della coppia.</p>
<p>Non ho mai capito se è una cosa normale o se fui sfortunata io. Io so che lì dove vivevo, in un borgo alle porte di Milano, le coppie che avevo frequentato assieme a mio marito fino al giorno prima della separazione subirono una trasformazione sorprendente nell&#8217;attimo stesso in cui il suddetto marito divenne ex. Nel senso che i mariti diventarono mediamente più gentili e ciarlieri, anche se non per questo più simpatici, mentre le mogli cominciarono ad evitarmi fino a farmi sospettare di stare diventando trasparente. Ed io registravo il fenomeno ma, a dire il vero, non è che me ne preoccupassi molto. Avevo un ombelico intero che mi teneva occupatissima, in quel momento, e comunque mi riferisco a un ambiente che frequentavo senza che ci fossero amicizie vere, profonde. Il circoletto della sinistra locale, coppie con cui si andava a cena, cose così. Quegli ambienti che hanno senso come gruppo, più che come somma degli individui.</p>
<p>Era iniziato il bel tempo, frequentavo la piscina del luogo, se qualcuno mi veniva a tenere compagnia facevo volentieri due chiacchiere e, sennò, leggevo il mio libro. E veniva a fare due chiacchiere, ogni tanto, il simpatico e buon marito di una delle donne che più mi erano simpatiche, nel suddetto gruppo: una napoletana come me, che trovavo intelligente e arguta e con cui c&#8217;era stato qualche scambio di confidenze, un po&#8217; più di complicità che con le altre. Forse un po&#8217; rigidina, ché era rifondarola (già, allora c&#8217;era Rifondazione) ma buffa, alta un metro e un tappo e con i capelli cortissimi da bambino, l&#8217;aria tenera e intelligente che compensava la vena di rigidità.</p>
<p>Facevo due chiacchiere col marito in piscina, dicevo, ma più perché mi era simpatica lei che per lui. Lui era un bravissima persona, per carità: bruttarello forte ma pieno di buoni sentimenti, zero trasgressioni nel curriculum, sposato da sempre, senza dubbio l&#8217;ultimo uomo al mondo con cui mi sarebbe mai venuta voglia di peccare. Quale non fu la mia sorpresa, quindi, nel salutarla al supermercato, una sera, e vederla girarmi le spalle e andarsene ignorandomi.</p>
<p>Una più sensibile di me, magari, si sarebbe insospettita prima: quando lei arrivava in piscina e mi vedeva parlare col marito, in effetti, invece di raggiungerci si metteva sulla sua sdraio e rimaneva là, nonostante i nostri saluti da lontano. Ma io, che ti devo dire, ero l&#8217;innocenza fatta donna: avevo pensato che volesse stare in pace, chennesò. Ero in totale, assoluta buona fede. Una buona fede cosmica, accecante. Supportata anche dalla bruttezza di lui, penso col senno di poi. Non avrei mai detto che quell&#8217;uomo potesse suscitare gelosia in sua moglie, e lo dico affettuosamente. Troppo un brav&#8217;uomo, davvero.</p>
<p>Ci rimasi malissimo, quindi. Cascai dalle nuvole con dolore, mi sentii colpita da un&#8217;ingiustizia fortemente immeritata e, per giunta, lo schiaffone del suo darmi le spalle andò a planare dritto sul mio disarmato sentimento amichevole nei suoi confronti.</p>
<p>Un paio di sere dopo, alla festa parrocchiale del borgo, venni invitata da qualcuno a unirmi alla tavolata dove erano tutti loro. Io mi sedetti, lei prese il suo piatto e se ne andò sbuffando. Sguardi divertiti negli occhi degli uomini. Ostentata distrazione nelle donne. Il marito non c&#8217;era, forse faceva la fila per le salamelle. Io lì da sola, con la lettera scarlatta della neoseparazione in una tavolata di gente che meno male che era di sinistra. Pensa se fosse stata di destra. Il malessere, la furia che sentii me li ricordo ancora.</p>
<p>L&#8217;ignaro marito divenne, da quel momento, il destinatario dei miei più smaglianti sorrisi, delle mie più indifese confidenze, di ogni mia possibile voglia di socialità, divertimento, consolazione. Senza che tra noi ci fosse assolutamente nulla, ché davvero non mi piaceva in alcun modo, ma con una costanza che, in breve, ci portò a passare insieme le giornate intere.</p>
<p>Un uomo buono, ingenuo, ignaro di peccati e di cose della vita non ci mette molto a trasformarsi nel cavalier servente di una perfida trentenne neoseparata e animata da possenti propositi vendicativi. Solidarizzava con il mio momentaccio. Ricordò di possedere una moto che non usava da tempo e la rispolverò per portarmi al mare. Sulla spiaggia di Camogli, rideva delle mie preoccupazioni per il nanogrammo di cellulite che avevo allora e mi rassicurava riempiendomi di complimenti. Mi insegnò a usare lampadine a basso consumo per ridurre i costi della luce e cominciò a pensare di essermi utile, poi di essermi indispensabile. Quando gli dissi che volevo eliminare ogni traccia del mio ex marito dalla mia camera da letto, comprò vernice e pennelli e imbiancò la stanza da solo, in una giornata, sotto il mio sguardo grato e adorante.</p>
<p>Ormai, al supermercato, quando incrociavo la moglie ero io a darle le spalle. Poi vedevo lui e gli ripetevo che, no, non lo amavo, e che la smettesse di lasciarmi bigliettini d&#8217;amore sul tergicristallo della macchina, ché eravamo solo amici. Non gli ho mai dato nemmeno un bacio. Mi era solo simpatico, davvero. E mi servì per riprendere sicurezza in me stessa. E, certo, per indossare con divertimento dei panni a cui non avevo manco pensato, prima che altri me li cucissero addosso, ma che &#8211; dopo le gite al mare, la camera imbiancata, i fiori e i sospiri e le galanterie e tutte quelle robe là &#8211; avevo infine deciso di tenermi e di farne buon uso.</p>
<p>La veste da peccatrice dona molto di più della divisa da neoseparata affranta, o sorelle. Una si guarda allo specchio e rifiorisce più in fretta.</p>
<p>Loro due partirono per le vacanze a fine estate, forse settembre inoltrato. Io avevo appena trovato un fidanzato e detto per l&#8217;ultima volta a quest&#8217;uomo che, sì, amici sempre ma amanti mai. Tornarono prima del previsto, dal loro viaggio: lei era stata malissimo, era rientrata per accertamenti, le avevano diagnosticato un tumore. Quell&#8217;inverno la incrociai spesso al supermercato, con un berretto di lana a coprire i capelli da ragazzino spazzati via dalla chemio. Una volta quasi inciampammo l&#8217;una nell&#8217;altra e lei, che era con un&#8217;amica, si allontanò con un&#8217;imprecazione, strattonandola via. Io, niente. Che dovevo fare?</p>
<p>Non sono superstiziosa, non sono propensa al pensiero magico, non credo assolutamente di avere alcuna responsabilità nel fatto che lei si sia ammalata. E&#8217; stato, evidentemente, un disgraziatissimo caso. L&#8217;essere stata molto incazzata per diversi mesi &#8211; prima facendo tutto da sola, poi col mio efficace contributo &#8211; non l&#8217;avrà comunque aiutata, me ne rendo conto.</p>
<p>Come è ovvio, non è una storia di cui io sia orgogliosa. Credo di avere fatto pochissime cose cattive, nella mia vita, ma una fu quella. Volli essere consapevolmente, razionalmente malvagia. Perché ero stata ferita, vabbe&#8217;. Ma fui malvagia, comunque. E mi accorsi &#8211; per la prima volta &#8211; che la malvagità di una donna, esercitata contro un&#8217;altra donna, può dare una sorta di perverso piacere di cui gli uomini sono solo gli strumenti, mentre si illudono di esserne il fine. Abbiamo un rapporto difficile, noi signore: possiamo essere sorelle, amiche per la vita, solidali fino a livelli impensabili in qualsiasi altra relazione. Ma c&#8217;è, nello stesso tempo, qualcosa di buio, di primitivo, di profondamente annidato nella nostra psiche che può risvegliarsi come nei predatori quando sentono l&#8217;odore del sangue. Il desiderio di sentirne il sapore. Il piacere di sentirlo.</p>
<p>Nessuno è sempre buono, nessuno è sempre morale, nessuno ospita solo buoni sentimenti. L&#8217;unica difesa che il nostro senso etico può darsi è la consapevolezza, suppongo. Siamo l&#8217;apparenza civile dei primitivi che siamo stati, è banale. Meno lo dimentichiamo, più teniamo sotto controllo il selvaggio, la selvaggia che ci abita dentro.</p>
<p>Perché, poi, non è del tutto vero che io sia esente dalle suggestioni del pensiero magico: in realtà, nelle scoppole che ti arrivano dal cielo quando ti comporti male, io ci credo. E sono in debito di uno scoppolone, per quella vecchia storia. Ho qualcosa da pagare, i conti non sono a posto.</p>
<p>Lei, comunque, guarì. Guarì anche il marito. Non ne parlammo più, non ci parlammo più. Alla fine, era come se nemmeno ci riconoscessimo, quando ci incrociavamo.</p>
<p>Una stronzata. Un malinteso montato artificialmente come panna. Uno spreco di dolore assoluto.</p>
<p>Volevo dire che mi dispiace, ecco. Ma che non saprei chiedere scusa nemmeno oggi. Ho detto che sono in debito, non che ho scuse da porgere.</p>
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		<item>
		<title>Non piangere salame dai capelli verde rame</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/17/non-piangere-salame-dai-capelli-verde-rame/</link>
		<comments>http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/17/non-piangere-salame-dai-capelli-verde-rame/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 16:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi comuni]]></category>
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		<description><![CDATA[(E&#8217; solo un gioco e non un fuoco) Ma mi spieghi cosa ti è venuto in mente, o Scratte, nel momento della transizione di lui da me a te, di pronunciare la frase: &#8220;Dammi l&#8217;indirizzo del blog di Lia. Voglio capire bene.&#8221;? Non sono stupita, bada bene: sono una donna, sei una donna, con quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>(E&#8217; solo un gioco e non un fuoco)</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/02/tieni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4515" title="tieni" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2012/02/tieni.jpg" alt="" width="231" height="215" /></a></em></strong>Ma mi spieghi cosa ti è venuto in mente, o Scratte, nel momento della transizione di lui da me a te, di pronunciare la frase: &#8220;<em>Dammi l&#8217;indirizzo del blog di Lia. Voglio capire bene</em>.&#8221;?</p>
<p>Non sono stupita, bada bene: sono una donna, sei una donna, con quella frase sei tutte noi. Vale la pena di capirlo proprio per questo, cosa diamine ti è venuto in mente. Capire quali meccanismi scattino nella testa di una donna che, quando tutto nasce, invece di essere felice decide di soffrire, di fare male se può e di farsi male quando sarà il momento. Sempre in guerra contro se stesso, il mio sesso. Una manica di pazze.</p>
<p>&#8220;<em>Damm</em>i.&#8221; Imperativo. Non &#8220;<em>Mi puoi dare?</em>&#8221; &#8220;<em>Mi daresti?</em>&#8221; &#8220;T<em>i scoccia se ti chiedo?</em>&#8221;</p>
<p>No. Dammi.</p>
<p>Molto generoso e molto protettivo deve essere un uomo, per salvarti da te stessa nonostante la minaccia implicita di un simile imperativo: &#8220;<em>Sennò dovrai spiegarmi per i prossimi mille anni perché non me lo dai.</em>&#8221; Mille secondi bastano e avanzano come minaccia, per l&#8217;uomo medio. E&#8217; fatica. E&#8217; battaglia. E&#8217; amore di tempra forte, dire: &#8220;<em>No, e non chiedermelo mai più.</em>&#8221; L&#8217;uomo medio ha tante virtù, ma non quelle che ho appena elencato.</p>
<p>E quindi ti sei trovata un osservatorio sui miei pensieri, venendotene qua sopra, come se nei pensieri ci fosse più verità che nella realtà. Come se ne avessi potuto trarre un qualsivoglia vantaggio su dei nemici immaginari.</p>
<p>Perché, insomma, io capisco che si possa cascare sui fatti privati del proprio uomo. Ma affacciarsi anche su quelli della sua ex denota una smania di controllo che va oltre i pur elevati standard femminili. Ma razionalizza, santo cielo: cosa ti aspettavi che ne venisse fuori? Cosa avrei dovuto fare io, a quel punto?</p>
<p><em>(<strong>Scenario 1</strong>: io non so niente, scrivo qui tranquilla, e ogni riferimento a SMP &#8211; pure il più innocente, o il più turpe, o una fantasia, una nostalgia, una risata -  passa per il vaglio del tuo Ufficio Controlli che, immancabilmente, chiederà spiegazioni al pover&#8217;uomo che continuerà masochisticamente a mantenere il segreto nonostante la follia della situazione.)</em></p>
<p><em>(<strong>Scenario 2</strong>: il pover&#8217;uomo me lo dice alla prima occasione, che tu hai voluto l&#8217;indirizzo del mio blog, e una parte di me &#8211; reale, irreale o potenziale &#8211; deve censurarsi per i secoli dei secoli. Manco un cinema potrei più raccontare, se capitasse. Non senza prima avere chiesto il permesso a lui che, magari, lo chiede a te. Manco un incontro casuale, manco uno sfogo occasionale, assolutamente nessuna tenerezza, che ce ne siano in carne-ossa e letto o che capitino solo tra i pensieri. Perché tra i pensieri non c&#8217;è gerarchia, sai? Il reale e il sognato pesano nello stesso modo, o non pesano.)</em></p>
<p>Questa, Scratte, è da anni e anni la mia banalissima &#8220;stanza tutta per me&#8221;. Il mio spazio di libertà, il deposito delle cose da elaborare, il mio gioco preferito e il mio laboratorio di esperimenti di parole. E&#8217; uno spazio pubblico, certo: ma chi è dall&#8217;altra parte dello schermo è un&#8217;ombra e io sono un&#8217;ombra per lui. Qui si viene per il piacere di sentirsi raccontare delle storie che sono mie come potrebbero essere di chi legge. Si viene per riconoscersi o per dissentire, per sentirsi simili o felicemente diversi.</p>
<p>Tu sei qui per controllare quello che penso, invece. Non hai altro scopo. Come una che ti entra nella linea del telefono, che ti mette un chip nel cervello, che si compra i dvd della tua vita per seguirne le mosse. Ed io lo so e, per mesi, ti ho protetto da te stessa decidendo che non avrei mai scritto nulla che potesse, anche solo per errore, dare problemi a quell&#8217;impiastro con cui stai. Ma che fatica, senti.</p>
<p>Infatti, per mesi, non ho scritto niente più.</p>
<p>Perché è intollerabile, sai? Già da tempo non scrivo di scuola, ché i miei alunni sono sacri e non vorrei mai che si riconoscessero qua sopra. Non vivo in un paese interessante, non ho il polso quotidiano dei miei interessi politici, ho da giocare solo col privato e mi arrivano dei paletti pure su quello. Ma che volete, davvero? E non è importante avere o non avere, oggettivamente, cose censurabili da scrivere. La sola idea di dovermi chiedere se scrivo cose accettabili per qualcun altro è sufficiente a farmelo abbandonare, un blog. Ma non era la stanza tutta per me, questa? Ma che ci fa una nemica pronta a coglierti in fallo, qua sopra? Che ci fai tu? E come ti salta in mente di inventarti nemica, poi? Che vuoi? Cosa hai in quella testa da 15enne mezzo secolo dopo?</p>
<p>Alla fine, tutte le volte che ho dovuto scegliere tra il blog e le persone in carne e ossa ho sempre scelto il blog, ovvero me stessa. Non è mai successo che io riuscissi a censurarmi per proteggere un banale essere umano. Chi casca è l&#8217;essere umano, il blog continua a stare qua. Perché è il mio giocattolo, e non lo do a nessuno. Mi servirà ancora, quando voi sarete tutti spariti, e la mia libertà è incompatibile con voi, se voi vi mettete in competizione con lei. Vi faccio male. Pagandone poi tutto il prezzo per quanto salato sia, non c&#8217;è problema. E tu sei anche economica, a compararti con altri.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2012/02/15/meanwhile-le-mirabolanti-avventure-di-smp-a-san-valentino/">E adesso piangi, strepiti, ti strappi i capelli, inveisci, ti senti derisa e usata, hai una rabbia che vorresti uccidere tutti e non puoi fartene nulla, ti tocca tenertela.</a> E mi dispiace pure, ma tra te e il mio blog scelgo il mio blog. Ti basta non aprirlo per farlo sparire dalla realtà. Se davvero la vita contemplasse il controllo reciproco dei pensieri, il mondo sarebbe un inferno. Appunto. Come diavolo ti è venuto in mente, dimmi, di stuzzicare un inferno che sarebbe stato solo tuo? Come hai potuto mancare così profondamente di saggezza?</p>
<p>Hai mai visto <em>Harry a pezzi</em> di Woody Allen? E&#8217; la storia di uno che scrive e che è circondato dall&#8217;incazzatura di coloro che si sono riconosciuti nei suoi racconti: fidanzate, sorelle, cognati, tutti. Perché riconoscersi nelle descrizioni altrui è terrificante, è l&#8217;apoteosi della perdita di controllo su se stessi. E, per chi ha tanta mania di controllo da volere spiare gli altrui pensieri, non c&#8217;è nulla di più destabilizzante. Se io ti racconto, tu impazzisci. Se ti descrivo, tu immagini il tuo nome e cognome esposti alla pubblica derisione, dimenticandoti che sei Scratte. Perché tu sai che il tuo nome non è quello, e credi che per estensione lo sappiano tutti. E&#8217; quello che succede a giocare con i pensieri, si perde il senso della realtà. Se metto una vignetta che ti raffigura, la cercherai nello specchio. Chi sei, come ti vedo, cosa so di te, cosa apprendono di te gli altri, chi sono gli altri, che impressione dai, dove sei finita tu adesso?</p>
<p>Scratte, mando qualcuno a cercarti? Come ci si sente ad essere qua per controllare e a non riuscire più a uscirne? Come ci si sente, come diceva una mia amica ieri, a farsi male con lo stesso coltello che si credeva di impugnare? Che ci fai, Scratte, ancora una volta su questo blog? Ma spegnilo, no? E asciugati gli occhi, ché tutto questo non è poi serio.</p>
<p>Smettila. Siamo vecchi, tutti. Abbiamo tempo solo per giocare, ridere, prenderci il buono che c&#8217;è.</p>
<p>Da me non saprai mai niente, perché non te lo meriti. Sei troppo seria, sei plumbea, mi viene la claustrofobia solo a pensare di parlarti. Non saprai mai se nel post qui sotto c&#8217;è la verità o un mio gioco. Non saprai se sono, sono stata o sarò a fare giri di giostra, se sono sua amica o non lo sono, se sono l&#8217;amante oppure no, se non ci sentiamo da mesi o ci sentiamo, se smettiamo di sentirci o continuiamo. Non lo saprai da me e non lo saprai da questo blog. Posso scrivere verità o bugie, tranquillizzarti o vedere come fai il botto e poi raccontarlo. Non saprai mai se, nei prossimi post, ogni volta che cito il tuo uomo dico la verità o ti prendo in giro. La smania di controllo, Scratte, è la peggiore nemica di una donna, e io sento di dovertelo insegnare. Faccio la prof, è più forte di me.</p>
<p>La vita non la controlli, dovresti saperlo meglio di chiunque. Comporta dei rischi, che comportano un cuore grande almeno quanto i pericoli che vuoi correre. Misura il tuo.</p>
<p>Una cosa, però, te la dico: non è mio, quest&#8217;uomo. Io ho altri progetti, che non contemplano la proprietà di nessuno. E, se proprio volessi possedere un altro essere vivente, mi prenderei un mastino napoletano. Cosa che non posso fare, ahimè: troppi vincoli, troppe responsabilità. Mi tengo la libertà e le sue ferite, il suo costo. E guarda che ci passo ore, su YouTube, a guardare i mastini. Ci ho messo il cuore, da anni, ma ho una vita sola e non posso.</p>
<p>Il tuo non è un mastino, è un&#8217;altra razza. Ma magari non ti piacciono nemmeno, i mastini.</p>
<p>Sta&#8217; serena, datti delle priorità realistiche, ridi e prenditi il buono della vita. Sparisci da &#8216;sto blog, o diventa una lettrice disarmata e pacifica, come è sano che sia.</p>
<p>Lo sai, no, che le armi sono pericolose? Finisce che ti fai male, quando le hai sempre lì.</p>
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