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	<title>Haramlik</title>
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Ma Il Cairo, davvero peggiora?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 21:16:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[  A casa dell&#8217;ex colleghina cairota ho scoperto che esisteva la traduzione spagnola di un libro irrinunciabile (e, naturalmente, non tradotto in italiano) per chi vuole documentarsi sul Cairo. Parlo di Cairo: The City Victorious, di Max Rodenbeck.  E quindi ho iniziato a leggerlo a casa sua e poi, visto che al ritorno dall&#8217;Egitto sono andata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/Cairo2010-098.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2783" title="Cairo2010 098" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/Cairo2010-098.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p> </p>
<p>A casa dell&#8217;ex colleghina cairota ho scoperto che esisteva la traduzione spagnola di un libro irrinunciabile (e, naturalmente, non tradotto in italiano) per chi vuole documentarsi sul Cairo. Parlo di <em><a href="http://www.amazon.com/Cairo-City-Victorious-Max-Rodenbeck/dp/0679767274">Cairo: The City Victorious, </a></em><a href="http://www.amazon.com/Cairo-City-Victorious-Max-Rodenbeck/dp/0679767274">di Max Rodenbeck</a>.  E quindi ho iniziato a leggerlo a casa sua e poi, visto che al ritorno dall&#8217;Egitto sono andata a trovare la Pupi in Spagna, <a href="http://www.casadellibro.com/libro-el-cairo-la-ciudad-victoriosa/2900001055621">ne ho approfittato per comprarmelo</a> (lo spagnolo lo leggo più volentieri dell&#8217;inglese, su 400 pagine) e ce l&#8217;ho qua.</p>
<p>In italiano, dicevo, non c&#8217;è.  A cercarlo su Google, tutto ciò che trovi sono citazioni di pensosi giornalisti di Repubblica o La Stampa inviati in Medio Oriente che lo citano col titolo inglese e ne riportano qualche stralcio. Abbiamo un&#8217;editoria poco attenta, si vede.  (Ah, poi vabbe&#8217;: da <a href="http://diwanegypt.com/">Diwan</a>, la migliore libreria del Cairo, ci sono sezioni dedicate a libri in francese e tedesco, oltre che in inglese. In italiano, no. Perché non c&#8217;è domanda, suppongo. E pensare che è tra le comunità più antiche del Cairo, quella italiana.)</p>
<p>Ho cominciato a leggerlo da lei, dicevo, e già nella prefazione c&#8217;era la risposta a chi, prima che partissi, mi diceva che l&#8217;avrei trovata peggiorata, la città, e lo temevo tanto pure io e, del resto, in qualche viaggio precedente mi ero lamentata della stessa cosa. &#8220;<em>Peggiora, Il Cairo?</em>&#8220;. L&#8217;ho chiesto alla colleghina la sera stessa del mio arrivo. E lei: &#8220;<em>Guarda, io sono arrivata alla conclusione che la città non peggiora affatto, la vediamo in un modo o nell&#8217;altro a secondo del nostro stato d&#8217;animo. Io, a dire il vero, da un po&#8217; di tempo la trovo persino migliorata.</em>&#8221; E mi ha sfoderato un sorrisone, a suggello della sua teoria.</p>
<p>E quindi comincio a leggere questa prefazione e c&#8217;è Max Rodenbeck che racconta di avere iniziato a vivere al Cairo da bambino e che poi, a un certo punto della sua età adulta, pure lui aveva deciso che stava peggiorando troppo, la città, e se ne era andato.</p>
<p>Era tornato tre anni dopo, coi timori del caso. Lo racconta più o meno così:</p>
<blockquote><p>&#8220;I miei dubbi svanirono con la prima boccata dell&#8217;aria calda della notte, con l&#8217;immagine cordiale di un poliziotto addormentato in uno dei corridoi dell&#8217;aeroporto e con il baccano dei taxisti che calavano come stormi di gabbiani sui viaggiatori in arrivo, pronti a spennarli. Fu vedere questo e sapere che ero a casa.  Forse era tutto poco elegante, d&#8217;accordo, e per giunta sporco e rumoroso, ma io me lo sentivo comodo addosso, Il Cairo, come un paio di vecchie pantofole.&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Sì, esatto. Anche io avrei voluto dirlo esattamente così, non appena sbarcata dall&#8217;aereo. E poi:</p>
<blockquote><p>&#8220;Tra l&#8217;altro, la mia personale<em> egira </em>aveva cambiato la mia percezione della città. Ci saranno altri luoghi più puliti, più tranquilli e meno propensi ai cambiamenti bruschi, ma a tutti mancherà qualcosa: forse il modo di essere facile e caldo dei cairoti e la loro indomabile tranquillità; le complessità e le complicità dei loro rapporti; il loro fortunoso impasto di sensualità e rigida moralità, di ingegno acuto e di credulità. Oppure, forse, la possibilità che offre Il Cairo di evadere verso altri mondi [...]&#8220;</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Poi, studiando il passato del Cairo, mi accorsi di quanto era sciocco preoccuparsi per il suo futuro. Che idiozia immaginare che questa grande città  possa mai arrivare a una situazione irreversibile. La verità è che nessuna generazione, lungo i cinque millenni di reincarnazioni del Cairo, ha mai smesso di denunciarne il declino, eppure la città ha sempre resistito.&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Persino la Sfinge <a href="http://enrica21.interfree.it/sfinge.html">ebbe a lamentarsi</a> dell&#8217;abbandono in cui si trovava &#8211; ed era il 1400 a. C. -, ma è ancora là, e Il Cairo con lei.</p>
<p>Alla fine, l&#8217;ho trovata migliorata pure io. Ma, come appunto dicevamo, la città fa da specchio a chi la osserva. Si vede che io stavo bene.</p>
<p> </p>
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		<title>Good morning, Scuola</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 11:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[              Preparazione esami di recupero, chiedi info alla collega referente. &#8220;Sì, gli esami iniziano alle 10, devi venire col compito già pronto e le fotocopie per ogni alunno.&#8221; &#8220;Devo venire con le fotocopie?? Scusa, ma le faccio a scuola, no?&#8221; &#8220;Ah, be&#8217;&#8230; se ti danno il permesso&#8230;&#8221; (Io, davvero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/vietnam2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2775" title="vietnam" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/vietnam2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Preparazione esami di recupero, chiedi info alla collega referente.</p>
<p>&#8220;Sì, gli esami iniziano alle 10, devi venire col compito già pronto e le fotocopie per ogni alunno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Devo venire con le fotocopie?? Scusa, ma le faccio a scuola, no?&#8221;</p>
<p>&#8220;Ah, be&#8217;&#8230; se ti danno il permesso&#8230;&#8221;</p>
<p>(Io, davvero, vorrei capire quanti prof gliele fanno a spese loro, le fotocopie agli alunni, pur di non sottostare a questo strazio.)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appunti su madre e figlia</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 09:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[(Cose scritte qua e là, pensieri che scorrono, rumori dalla cucina ed è la figlia che si prepara il latte coi biscotti). Faccio, con mia figlia, delle litigate spaventose e delle chiacchierate infinite. Quando litighiamo è perché circola, tra me e lei, questa faccenda della comunicazione extrasensoriale per cui ognuna risponde alla cosa che l&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(Cose scritte qua e là, pensieri che scorrono, rumori dalla cucina ed è la figlia che si prepara il latte coi biscotti).</em></p>
<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Faccio, con mia figlia, delle litigate spaventose e delle chiacchierate infinite.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Quando litighiamo è perché circola, tra me e lei, questa faccenda della comunicazione extrasensoriale per cui ognuna risponde alla cosa che l&#8217;altra ha pensato, non a quella che ha detto. E nessuna delle due ci sta, ad avere un&#8217;interlocutrice che vuole discuterti i pensieri: non è manco sano, i pensieri non sono più veri delle parole. Sono solo meno ragionati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Quando chiacchieriamo, invece, è perché sì, perché sennò non saremmo io e lei.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ho rinunciato a nascondermi da lei. Ci ho provato per anni, con alterne fortune, e l&#8217;epoca in cui mi perquisiva la casa fino all&#8217;ultimo angolo per beccarmi i diari è l&#8217;epoca in cui cominciai a scrivere in rete, secoli fa. Mi parve che internet fosse, a quel punto, l&#8217;unico luogo dove non avrebbe potuto scoprirmi. Certo che ne è passato, di tempo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Alla fine, di segreti con mia figlia non ne ho più. Quelli che non le ho svelato direttamente glieli hanno raccontati altri: premurose ex cognate pronte a prendersi la briga &#8211; e di certo il gusto &#8211; di narrarle le mie tempestose avventure giovanili, leggende familiari ed amicali che iniziano tutte con un: &#8220;Ma come hai fatto a crescere così assennata con tanta madre?&#8221;, e poi i miei diari, appunto, e i miei quaderni, la mia sempiterna mania di scrivere i cazzacci miei, la sua scientifica, calcolata, curiosità. Mi ha guardato molto, mia figlia. Molto a fondo. E mi conosce come nessun altro, mi decodifica da ogni singola inflessione della voce. Abbastanza impressionante, e l&#8217;unico motivo per cui non mi spavento è che la sua conoscenza di me è pari al bene che mi vuole.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Una è preparata a che la cosa sia al contrario, a che ad essere telepatica sia la madre. E invece lei ti anticipa, ti batte, prende il controllo della situazione. Pure io lo so fare, pure io so leggerle i pensieri. Ma lei ci va giù piatto, più piatto di me. Deve essere perché io le do tempo, non vedo mai nulla di definitivo. E&#8217; talmente giovane, come si fa a fotografare una che cresce? Lei mi ha fotografato a ripetizione, invece, e vede come cambio e come invecchio, anche, e come rimango uguale a me stessa, e me lo racconta facendomi pochissimi sconti, profondamente a suo agio tra i miei difetti ancora più che tra le virtù. Quando si chiacchiera, io e mia figlia, si dice sempre la verità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oddio. &#8216;Verità&#8217; è una parola imprecisa. Da parte sua, dico.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Credo che uno dei motivi per cui lei ci ha guardato tanto &#8211; me e suo padre, entrambi &#8211; è perché doveva imparare a torearci. Era in minoranza &#8211; l&#8217;unica bambina della casa &#8211; e doveva ridurci alle sue esigenze. Non c&#8217;è nessuno al mondo &#8211; nessuno, nel pianeta intero &#8211; capace di manipolarmi come lei. E io lo so, come è successo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E&#8217; nata che io avevo 20 anni e suo padre 18. Pianse una notte, poi dovette capire che rischiava la vita. Passò ai sorrisi. Ed io pensai: &#8220;La Natura è saggia e dà i figli pestiferi a chi sa sopportarli. La mia ha capito che la sopportazione è pochina, qua, e per questo sorride e dorme. Lo fa apposta, ne sono certa. Lo fa per tenerci buoni.&#8221; In effetti, non ho mai avuto nessuna comprensione per chi si lagna di avere figli tremendi: penso sempre che è perché hanno comunicato ai pargoli che c&#8217;era lo spazio per esserlo, pestiferi. Magari pure la necessità. E&#8217; una bella distrazione, un figlio pestifero.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La mia, no: ci ha preso le misure e ha deciso che andavamo rigirati con le buone, fino a diventare una professionista del farsi dire di sì. E questa, poi, è la differenza vera, fondamentale, che c&#8217;è tra me e mia figlia: che io dico quello che voglio senza fronzoli e ringhio quando me lo negano. Lei ti porta per mano a darle quello che vuole, invece, facendoti credere che lo hai deciso tu. Usa tecniche contro cui io non ho difese.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Tu mi immagini sempre diabolica&#8221;, ride. Ed io annuisco, sentendomi scura e terrestre davanti a una svolazzante fatina bionda.</div>
<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">Faccio, con mia figlia, delle litigate spaventose e delle chiacchierate infinite.</div>
<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">Quando litighiamo è perché circola, tra me e lei, questa faccenda della comunicazione extrasensoriale per cui ognuna risponde alla cosa che l&#8217;altra ha pensato, non a quella che ha detto. E nessuna delle due ci sta, ad avere un&#8217;interlocutrice che vuole discuterti i pensieri: non è manco sano, i pensieri non sono più veri delle parole. Sono solo meno ragionati.</div>
<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">Quando chiacchieriamo, invece, è perché sì, perché sennò non saremmo io e lei.</div>
<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">Ho rinunciato a nascondermi da lei. Ci ho provato per anni, con alterne fortune, e l&#8217;epoca in cui mi perquisiva la casa fino all&#8217;ultimo angolo per beccarmi i diari è l&#8217;epoca in cui cominciai a scrivere in rete, secoli fa. Mi parve che internet fosse, a quel punto, l&#8217;unico luogo dove non avrebbe potuto scoprirmi. Certo che ne è passato, di tempo.</div>
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<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">Una è preparata a che la cosa sia al contrario, a che ad essere telepatica sia la madre. E invece lei ti anticipa, ti batte, prende il controllo della situazione. Pure io lo so fare, pure io so leggerle i pensieri. Ma lei ci va giù piatto, più piatto di me. Deve essere perché io le do tempo, non vedo mai nulla di definitivo. E&#8217; talmente giovane, come si fa a fotografare una che cresce? Lei mi ha fotografato a ripetizione, invece, e vede come cambio e come invecchio, anche, e come rimango uguale a me stessa, e me lo racconta facendomi pochissimi sconti, profondamente a suo agio tra i miei difetti ancora più che tra le virtù. Quando si chiacchiera, io e mia figlia, si dice sempre la verità.</div>
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<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">Credo che uno dei motivi per cui lei ci ha guardato tanto &#8211; me e suo padre, entrambi &#8211; è perché doveva imparare a torearci. Era in minoranza &#8211; l&#8217;unica bambina della casa &#8211; e doveva ridurci alle sue esigenze. Non c&#8217;è nessuno al mondo &#8211; nessuno, nel pianeta intero &#8211; capace di manipolarmi come lei. E io lo so, come è successo.</div>
<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">E&#8217; nata che io avevo 20 anni e suo padre 18. Pianse una notte, poi dovette capire che rischiava la vita. Passò ai sorrisi. Ed io pensai: &#8220;La Natura è saggia e dà i figli pestiferi a chi sa sopportarli. La mia ha capito che la sopportazione è pochina, qua, e per questo sorride e dorme. Lo fa apposta, ne sono certa. Lo fa per tenerci buoni.&#8221; In effetti, non ho mai avuto nessuna comprensione per chi si lagna di avere figli tremendi: penso sempre che è perché hanno comunicato ai pargoli che c&#8217;era lo spazio per esserlo, pestiferi. Magari pure la necessità. E&#8217; una bella distrazione, un figlio pestifero.</div>
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		<title>Spiriti nobili contro la Corrida</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 08:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi arriva il referrer di una piccola discussione sulla Corrida tracimata da qui a un forum. E leggo questa preziosa riflessione: &#8220;Spero vivamente che voglia dire che la vedi come quello che si firma Toro dove mi ha aperto la pagina, perchè quella che si firma Lia quasi meriterebbe davvero che venisse ritualizzato lo stupro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi arriva il referrer di una piccola discussione sulla Corrida tracimata da qui a <a href="http://ilmucchio.net/showthread.php?t=7669&amp;page=4">un forum</a>.<br />
E leggo questa preziosa riflessione:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Spero vivamente che voglia dire che la vedi come quello che si firma Toro dove mi ha aperto la pagina, perchè quella che si firma Lia quasi meriterebbe davvero che venisse ritualizzato lo stupro al grido di &#8220;basta politically correct&#8221;. Agghiacciante il coacervo di cazzate che riesce a scrivere (dimostrando peraltro di non sapere una sega di storia dell&#8217;arte, altrimenti Goya che dipingeva gli orrori della spagna non l&#8217;avrebbe tirato fuori a difesa della corrida, ma vabbè)&#8221;</em></p></blockquote>
<p>L&#8217;amore per la vita, lo spirito umanistico, la valorizzazione del dialogo, la <a href="http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:0qFL1f9dpQkJ:www.clponline.it/docs_cms/646D320B-A767-309F-18BA23A04E7C1145/TestoBorras.doc+goya+tauromaquia&amp;cd=14&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;lr=lang_it">raffinata competenza artistica</a> che emergono da queste parole mi fanno comprendere appieno il mio errore: assurdo impuntarsi nella difesa di <a href="http://www.andalucia.it/tauromaquia.asp">antichi rituali barbarici</a>. Meglio riconoscere con umiltà l&#8217;indubbia superiorità etica, culturale, morale di coloro che lottano affinché una nuova sensibilità si affermi sull&#8217;universo tutto.</p>
<p>Sarà un mondo migliore, ne sono certa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/goya1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2762  aligncenter" title="goya1" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/08/goya1-300x259.jpg" alt="goya1" width="300" height="259" /></a></p>
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		<title>La Catalunya, così moderna</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 15:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Si discute, in giro, della decisione presa oggi dal Parlament catalano. Sulle polemiche contro la corrida, io nel 2002 la pensavo così, uguale a oggi: (Vecchio post riciclato per l&#8217;occasione) A proposito dei discorsi anti-corrida, non so. Io, prima di considerare sadico un popolo, e magari pure Goya, Garcia Lorca, Picasso, Hemingway, mi chiederei se, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si discute, in giro, della <a href="http://www.elpais.com/articulo/espana/Cataluna/prohibe/toros/elpepuesp/20100728elpepunac_1/Tes">decisione presa oggi dal Parlament catalano</a>. Sulle polemiche contro la corrida, <a href="http://forum.clarence.com/showthread.php?t=21134">io nel 2002</a> la pensavo così, uguale a oggi:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/07/Corrida-Pablo-Picasso.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/07/Corrida-Pablo-Picasso.jpg" alt="Corrida-Pablo-Picasso" title="Corrida-Pablo-Picasso" width="300" height="232" class="aligncenter size-full wp-image-2757" /></a></p>
<p><em>(Vecchio post riciclato per l&#8217;occasione)</em></p>
<p>A proposito dei discorsi anti-corrida, non so. Io, prima di considerare sadico un popolo, e magari pure Goya, Garcia Lorca, Picasso, Hemingway, mi chiederei se, per caso, c&#8217;è qualcosa che mi sfugge. Perché, mi pare, è strano immaginare le plazas de toros piene di alienati sanguinari che passano il pomeriggio godendo della sofferenza altrui.<br />
Non è nemmeno molto logico.</p>
<p>A me piacciono gli animali.<br />
Ho sempre avuto gatti e poi, per dire, non uccido nemmeno i ragni: se ne vedo uno in casa, lo libero delicatamente fuori dalla finestra.<br />
Ma, avendo vissuto in Spagna per un bel pezzo, non mi sognerei mai di emettere certi giudizi, o di augurarmi la morte di qualche giovanotto di Pamplona, o peggio.<br />
Al contrario: ammiro profondamente la capacità degli spagnoli di ritualizzare l&#8217;essenza della vita e della morte. Ché, in fin dei conti, la corrida non è altro che questo.</p>
<p>Noi neghiamo la morte.<br />
Dimentichiamo che siamo sempre sulla frontiera tra natura e cultura, che siamo di carne e sangue, che in noi convivono forze diverse, che siamo figli della Natura e non solo della Ragione, e che, alla fine della nostra battaglia per la vita, c&#8217;è la morte.<br />
Ce ne dimentichiamo, lo rimuoviamo, pensiamo ad altro.<br />
Per forza. In tutto questo c&#8217;è l&#8217;essenza della sofferenza umana, la tragicità della vita, la sua insensatezza.<br />
La Corrida è il rito che dà una forma a tutto questo.<br />
Quando diamo una forma alle cose, le rendiamo più comprensibili ed accettabili.</p>
<p>Quando ero ancora una straniera che si scandalizzava per la &#8216;barbarie&#8217; contro i tori, un mio amico spagnolo mi spiazzò completamente dicendomi: &#8220;Lo sai che, se volessimo vederla come un&#8217;allegoria del rapporto uomo/donna, il toro sarebbe l&#8217;uomo e il torero la donna?&#8221;<br />
Chi l&#8217;avrebbe mai detto.<br />
Eppure la simbologia è quella, al di là dell&#8217;allegoria del mio amico: la forza bruta contro l&#8217;astuzia, l&#8217;intelligenza. La passione cieca contro la strategia, il controllo. La possenza fisica contro l&#8217;eleganza. Queste cose qui e, soprattutto, la bellezza che nasce da questo conflitto, la trasformazione di questa dinamica in pura, assoluta forza estetica.<br />
Creata da entrambi gli elementi, dalla loro contrapposizione.<br />
E&#8217; questo, il punto: il fatto che tutto ciò crei bellezza.</p>
<p>Natura contro cultura, questo è ciò che va in scena.<br />
Il toro è il &#8216;complice dell&#8217;oscurità&#8217;, è il rappresentante più forte e più nobile di tutte le forze primitive, naturali, che l&#8217;uomo deve dominare se vuole rimanere vivo.<br />
E il pubblico è dalla parte del torero, certo. Perché il torero rappresenta tutto ciò che è umano, fragilità compresa.<br />
Sarebbe contro natura, non identificarsi con il torero, dovendo scegliere chi è che va a morire. Sarebbe simbolicamente suicida.</p>
<p>Ché poi nella sfida non c&#8217;è odio, non si è nemici: il toro non è solo fuori, è anche dentro di noi.<br />
La corrida richiama un conflitto interno, non esterno.<br />
La Spagna ha la forma di una &#8216;piel de toro&#8217;, l&#8217;immagine è stampata bene in profondità, nell&#8217;inconscio collettivo.<br />
&#8216;<a href="http://www.revistaperito.com/Eltoroenlaobrademiguel.htm">Como el toro he nacido por el luto</a>&#8216;, diceva uno dei mille poeti spagnoli che, quando fanno i conti con la parte più profonda di sé, trovano quello. L&#8217;animale più amato, più profondamente rispettato che c&#8217;è in Spagna.</p>
<p>E&#8217; un animale destinato a morire, certo: come tutti, come noi.<br />
Ma a me, da straniera, ha sempre colpito molto il rapporto più diretto, più sano, più consapevole che gli spagnoli hanno con la morte, rispetto a noi.<br />
Non è una cosa da nascondere, da dimenticare. E&#8217; una cosa che c&#8217;è.</p>
<p>Forse, prima o poi, la Spagna abolirà la corrida. Non ci credo nemmeno un po&#8217;, ma ammettiamolo pure. In nome di una malintesa europeizzazione (ma cosa c&#8217;è di più mediterraneo del rapporto tra l&#8217;uomo e il toro, poi) viene proibito tutto: corrida, San Fermin, tutto.</p>
<p>Che bello. Per prima cosa, spariscono i tori.<br />
Per non farli soffrire, non li facciamo nemmeno vivere.<br />
Lo stretto numero indispensabile per garantire la perpetuazione della specie bovina, e il resto a fare la fine descritta da Movido, <a href="http://forum.clarence.com/showthread.php?t=21134">qui</a>.<br />
Europeizziamoci, adeguiamoci agli standard politicamente corretti. In Spagna ci sono più tori che in tutto il resto d&#8217;Europa messo assieme? Poniamo fine all&#8217;anomalia.<br />
Le sterminate tenute dell&#8217;Andalucia, potremmo convertirle in centri di vacanza, costruire palazzine, forse qualche ipermercato.<br />
Le plazas de toros, le abbattiamo. Mica possiamo trasformarle in museo, sarebbe come ricordare la barbarie.<br />
I giovanotti di Pamplona?<br />
Ma che vadano a fare le loro prove di coraggio in macchina a 200 all&#8217;ora contro un platano: è così che si fa in Europa, del resto.<br />
I toreri?<br />
Che diventino calciatori, così guadagnano pure di più.</p>
<p>Non cambierebbe nulla, in realtà: gli ex tori morirebbero lo stesso, e peggio.<br />
I giovanotti farebbero circolare adrenalina in altri modi.<br />
Cambierebbero solo i colori di quel pezzo di mondo: più grigio, più uniforme, più smemorato, più lontano dalla propria storia.<br />
Più uguale a tutto il resto.<br />
Ci sarebbe solo meno bellezza, cambierebbe solo questo.<br />
Più bruttezza.<br />
Il sangue, quello rimarrebbe sempre.<br />
Nascosto sotto il tappeto del non voler vedere collettivo, che fa tanto &#8216;persone civili&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti d&#8217;Egitto</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 23:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[Ne ho ricevuto uno oggi, di commento, che lì per lì mi ha fatto tiepidamente incavolare ma poi, ripensandoci, mi ha lasciato un po&#8217; di tristezza addosso. E&#8217; questo: Cara Lia, non dimentichiamoci che l&#8217;Eggito e&#8217; uno dei posti preferiti per le &#8220;renditions&#8221; dove torturano, su procura poveri diavoli, rapiti a destra e a manca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/52912280@N00/3157420732/" title="Insalata a Bahareya by haramlik, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3081/3157420732_362a903256_m.jpg" width="240" height="180" alt="Insalata a Bahareya" /></a></p>
<p>Ne ho ricevuto <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-admin/comment.php?action=editcomment&#038;c=17059">uno</a> oggi, di commento, che lì per lì mi ha fatto tiepidamente incavolare ma poi, ripensandoci, mi ha lasciato un po&#8217; di tristezza addosso. E&#8217; questo:</p>
<p><em><br />
<blockquote>Cara Lia, non dimentichiamoci che l&#8217;Eggito e&#8217; uno dei posti preferiti per le &#8220;renditions&#8221;  dove torturano, su procura poveri diavoli, rapiti a destra e a manca dai sai chi&#8230;  Basterebbe che uno di questi, sotto tortura (tipo il waterboarding &#8211; se va bene &#8211; o elettrodi sulle palle, o che gli stuprano la figlia di fronte &#8211; dicesse: la  &#8220;mandante&#8221; perche&#8217;magari ha letto un tuo post, e non sa a che cazzo appigliarsi, MA DEVE  denunciare qualcuno,  non si puo&#8217;  continuare all&#8217;infinito a farsi strappare le unghie o farsi annegare o avere un elettrodo in culo o pensare che la propria famiglia potrebbe fare la stessa fine&#8230;  Si, si, e&#8217; &#8220;Lia&#8221; quella che mi ha reclutato, vedi come cambierebbe la tua opinione sugli egiziani, tutti buoni e bravi.</p></blockquote>
<p></em><br />
Ora: non è che il ragionamento sia brillantissimo, quindi non mi pare il caso di mettermi a seguirlo. E&#8217; l&#8217;ultima frase, quella che mi ha intristito, ché certe volte la gente mi pare così sideralmente lontana da tutto ciò che io considero normale da farmi venire voglia di andare su Marte o giù di lì e non tornare più, ché c&#8217;è un equivoco ed io non ci voglio stare, in questo mondo qui. </p>
<p>La mia opinione sugli egiziani. Io credo di essermi espressa pochissime volte sulla politica del governo egiziano, e la cosa più generosa che devo avere detto sull&#8217;argomento è che il paese ha tanti di quei problemi da rendere poco plausibile qualsiasi speranza di cambiamento. Di tortura e cose simili, comunque, qui se ne è parlato più volte.<br />
Altra cosa è parlare degli egiziani intesi come popolo, ovviamente. E lì &#8211; chi lo ha mai nascosto? &#8211; la mia percezione del paese è fortemente mediata dall&#8217;affetto che mi ispira. Anche se mi sembra più corretto rovesciare il discorso e osservare che il paese mi ispira affetto per il semplice fatto che mi ha sempre dato motivo di vederne un&#8217;infinità di aspetti positivi.</p>
<p>So quanto può essere difficile, spietato, duro, zeppo di situazioni ai limiti dell&#8217;incubo. E so quanto può essere dolce, disarmante, buffo, ospitale e pieno &#8211; strapieno &#8211; di gente profondamente perbene. A me, poi, ha dato talmente tanto che ho da essergli grata per un bel pezzo. Quindi, sì: è un posto pieno di bellissime cose, per quanto mi riguarda. E, no: non penso affatto che &#8220;tutti gli egiziani siano buoni e bravi&#8221;. Nessuna persona sensata può pensarlo di nessun popolo al mondo. Augurarmi qualche incidente atroce per vedermi passare la gioia di andare lì mi pare un pensiero così stupidamente cattivo da farmi venire, appunto, la voglia di cambiare pianeta.</p>
<p>Passano gli anni e, in tema di mondo arabo, la prevalenza del pensiero caricaturale non perde una briciola della sua stolida forza. Tutti bravi o tutti cattivi, contrapposizioni ormai stantie, discorsi che si ripetono ormai da un decennio. Sono passati quasi 10 anni dall&#8217;11 settembre, ci avete fatto caso?</p>
<p>Quando andai a vivere in Egitto, la guerra in Iraq era appena cominciata. La caricaturizzazione del mondo arabo era ben sedimentata presso la nostra opinione pubblica, invece, e mi parve che raccontare la quotidianità, le piccole cose di ogni giorno che vedevo accadere attorno a me, fosse un modo per contrastare gli stereotipi che soffocavano la nostra percezione del mondo arabo. Continuo a pensare che cercare nelle culture diverse l&#8217;umanità che ci accomuna sia il modo migliore per avvicinarsi a loro e permettere che ci arricchiscano.</p>
<p>Poi, certo, era ed è una battaglia persa. Soprattutto in un paese come l&#8217;Italia &#8211; televisivo, avvelenato da media improponibili, culturalmente in caduta libera e zeppo di malessere da sfogare sui più deboli, sottrarsi alla logica delle caricature è tempo buttato. </p>
<p>Tutto, del mondo arabo, da noi si fa caricatura. I nostri mullah (quello che voleva fare l&#8217;emiro di Milano, l&#8217;altro che distribuisce onoreficenze dell&#8217;Ordine dello Sciacallo, l&#8217;altro ancora che vede i jinn nei lavelli); il cinismo politico di chi blasfema di islam per proiettarci sogni stantii di romantici antagonismi politici, fottendosene bellamente di quanto certo islam radicale stia rincoglionendo &#8211; e quindi disarmando ulteriormente &#8211; interi pezzi di mondo bisognosi di tutto tranne che di nuova melma in cui affogare; il cinismo politico uguale e contrario di chi, sullo stesso islam radicale, ci ricama gli alibi per annientare la vita e il futuro di interi popoli che, come ogni popolo al mondo, sono fatti di padri, madri, sposi, ragazzi, bambini e, comunque, di gente il cui fine ultimo è conquistarsi della serenità.<br />
Una caricatura, tutto. L&#8217;unico mondo che riusciamo a immaginare, evidentemente.</p>
<p>Io mi sono rotta le scatole, di &#8216;ste cose. Di pucciare i drammi veri nella brodaglia delle opposte caricature.<br />
Mi continua a interessare il mondo arabo nella sua dimensione fisica, tangibile, di strade e piazze e gente. Il resto è inutile, è una velenosa perdita di tempo. Non sarà la mia generazione a migliorare il mondo. Sospetto addirittura che non ci sia miglioramento possibile se non dopo la nostra estinzione. Nostra, e di tutta la nostra aria fritta.</p>
<p>Dalla prima volta che ho messo piede in Egitto, oltre 15 anni fa, io l&#8217;ho visto solo peggiorare, quel paese. Ripenso <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/878.php">all&#8217;ultimo post che scrissi</a> la sera prima di lasciarlo. A quando lo ritrovai l&#8217;anno dopo, con molte più preghiere in strada e molta più spazzatura tutto attorno. Alle siringhe abbandonate a terra davanti alla casa del collega, l&#8217;anno dopo ancora. Immagino i dispiaceri che mi aspettano stavolta e che <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-admin/comment.php?action=editcomment&#038;c=17047">Barbara mi ha anticipato</a>, qualche commento fa.</p>
<p>Non ho bisogno di guai eclatanti come quelli che mi ha augurato il mio lettore Lanzo, per sapere come vanno male le cose in un paese che amo. Posso dispiacermi anche senza.<br />
E&#8217; chiaro che c&#8217;è chi ne è contento. Non so perché, e nemmeno mi interessa capirlo.</p>
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		<title>(Per me un cono Egitto e panna, grazie)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 16:32:53 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[[... e quindi mi sono messa a strillare che lui mi aveva detto che mi comprava l'Egitto e che io ci avevo fatto pace apposta e che lui mi aveva ingannato e si voleva tenere la pace senza darmi l'Egitto e che non avrei sopportato di essere ingannata così. E quindi mi ha comprato l'Egitto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/egyptair.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/egyptair-300x200.jpg" alt="egyptair" title="egyptair" width="300" height="200" class="aligncenter size-medium wp-image-2750" /></a></p>
<p><em>[... e quindi mi sono messa a strillare che lui mi aveva detto che mi comprava l'Egitto e che io ci avevo fatto pace apposta e che lui mi aveva ingannato e si voleva tenere la pace senza darmi l'Egitto e che non avrei sopportato di essere ingannata così. E quindi mi ha comprato l'Egitto, partenza l'11.]</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalla tragedia alla farsa, passando per la Palestina (2)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog II -  ti spiezzo in due]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi pensavate tranquilla, vero, presa da traslochi, barchette, SMP, scrutini, lasciamenti e diete? In realtà: SMP sta per Trasporto Mitra in Palestina. La barchetta mi serviva per forzare il blocco di Gaza. La lista dei conti del fidanzato è tutta un messaggio cifrato diretto alla dirigenza di Hamas (cosa del resto molto più plausibile che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pensavate tranquilla, vero, presa da traslochi, barchette, SMP, scrutini, lasciamenti e diete?</p>
<p>In realtà:</p>
<p><strong>SMP</strong> sta per <strong>Trasporto Mitra</strong> in <strong>Palestin</strong>a.</p>
<p>La <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2327.php">barchetta</a> mi serviva per forzare il blocco di Gaza.</p>
<p>La <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2715.php">lista dei conti del fidanzato</a> è tutta un messaggio cifrato diretto alla dirigenza di Hamas (cosa del resto molto più plausibile che immaginarla autentica, diciamocelo).</p>
<p>Ed io ero lì che combattevo per la Palestina assieme ai seguenti prodi:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/pasquinelli.jpg"><img class="size-full wp-image-2730" title="pasquinelli" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/pasquinelli.jpg" alt="Moreno Pasquinelli e il suo Campo Antimperialista" width="236" height="150" /></a><br />
<a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1722.php">Moreno Pasquinelli e il suo Campo Antimperialista</a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/miguel-martinez-kelebek1.JPG"><img class="size-full wp-image-2731" title="miguel-martinez-kelebek1" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/miguel-martinez-kelebek1.JPG" alt="Miguel Martinez, membro del nucleo di élite degli “Asciati” " width="182" height="244" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2579.php">Miguel Martinez, membro del nucleo di élite degli “Asciati”</a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/angela-lano.jpg"><img class="size-full wp-image-2732" title="angela lano" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/angela-lano.jpg" alt="Angela Lano, vincitrice della prestigiosa Mezzaluna D'Oro" width="83" height="112" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1538.php">Angela Lano, vincitrice della prestigiosa Mezzaluna D&#8217;Oro</a></p>
<p>E tutti assieme affrontavamo il nemico, l&#8217;immarcescibile Terrore dei Supplì, il terribile:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/palazzi.jpeg"><img class="size-full wp-image-2733" title="palazzi" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/palazzi.jpeg" alt="Massimo Shaik Abdul Palazzi, l'uomo che tradusse il Corano e passò i successivi 20 anni a rodersi perché lo aveva firmato un altro." width="240" height="157" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1850.php#comment-15219">Massimo Shaik Abdul Palazzi, l&#8217;uomo che tradusse il Corano e passò i successivi 20 anni a rodersi perché lo aveva firmato un altro.</a></p>
<p>E rieccomi a casa, un po&#8217; scarmigliata ma felice, pronta per nuove, mirabolanti avventure. Che, con &#8216;sta gente, <a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=21&#038;sez=120&#038;id=34965">non mancano mai</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalla tragedia alla farsa, passando per la Palestina</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 12:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Io lo sapevo, che la componente italiana della vicenda delle navi per Gaza l&#8217;avrebbe buttata a caciara. Ed è che sono una manica di dementi, tutti quanti. No, dico, leggi qua: Dall&#8217;OPINIONE di oggi, 05/06/2010, l&#8217;articolo di Dimitri Buffa dal titolo &#8220;Il chi è dei pacifisti italiani che fecero l&#8217;impresa&#8221;. Ora che sono tornati in Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io lo sapevo, che la componente italiana della vicenda delle navi per Gaza l&#8217;avrebbe buttata a caciara. Ed è che sono una manica di dementi, tutti quanti. No, dico,<a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=21&#038;sez=120&#038;id=34965"> leggi qua</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/testata.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2726" title="testata" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2010/06/testata-300x35.gif" alt="testata" width="300" height="35" /></a></p>
<blockquote><p><strong>Dall&#8217;<span style="text-decoration: underline;">OPINIONE</span> di oggi, 05/06/2010, l&#8217;articolo di Dimitri Buffa dal titolo &#8220;Il chi è dei pacifisti italiani che fecero l&#8217;impresa&#8221;.</strong></p>
<p><img style="vertical-align: bottom; padding: 1px; border: 1px solid #cccccc;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:f4_OkosVo6yYtM:http://www.viaemilianet.it/imgup/flottilla300.jpg" alt="" width="123" height="92" /></p>
<p>Ora che sono tornati in Italia sani e salvi, forse si può spendere qualche parola su questi “pacifisti” italiani che fecero l’impresa di avere determinato, come conseguenza più o meno indiretta della loro provocazione con la cosiddetta “Gaza flottilla”, la morte di un numero ancora imprecisato di passeggeri della nave Mavi Marmara. Dice adesso a “L’opinione” uno che li conosce bene, come il leader dell’associazione di islamici moderati Ami, cioè Shaik Abdul Palazzi, che “alcuni di loro erano ben noti per compagne web filo-fondamentaliste, tese a screditare i musulmani moderati, e per attacchi alle onorevoli Souad Sbai e Fiamma Nirenstein”. E che “facevano parte di quella già nota combriccola di fiancheggiatori ideologici che diffondono in Italia la propaganda di Hamas, senza alcuna considerazione del fatto che si tratta di un’ organizzazione terroristica secondo le leggi italiana ed europea.” “<strong>Nel loro brodo di cultura – dice Palazzi &#8211; si trovano nomi già noti dell&#8217;ex campo anti-imperialista di Pasquinelli, come Preve, Morelli e Martinez, soggetti provenienti dall&#8217;estrema destra e dall&#8217;estrema sinistra, un tempo vicini alla ex eurodeputata del Pci Dacia Valent, come Anika Persiani, <span style="text-decoration: underline;">Fulvia De Feo</span>, Barbara Albertoni, Susanne Scheidt, tutta gente oggi impegnata nella propaganda filo-Hamas su Internet.” </strong>Un personaggio molto particolare è il tenore Joe Fallisi, che non è esattamente un Pavarotti, anche se magari oggi questo quarto d’ora di celebrità in sovrabbondanza può averne rinverdito le velleità artistiche. Fallisi che ha 51 anni è noto alla Digos per avere frequentato il famoso Campo Antimperialista di Moreno Pasquinelli. Ma oltre ai siti che diffondono il credo anti israeliano, Fallisi è dedito alla frequentazione dei social network per anime sole. Come “perfectspot” dove si trova in inglese questa sua breve auto presentazione: “Ciao, mi chiamo Giuseppe, ma gli amici mi chiamano Joe. Sono un ben costruito, maschio italiano in salute e vero eterosessuale, non fumatore, non bevitore, divorziato senza figli e liberoe indipendente . A causa della mia natura e il mio lavoro di cantante d’opera &#8211; sono un tenore – sono anche un grande viaggiatore e &#8220;esploratore&#8221;, in una parola : Sagittario. Quello che mi piace e ammiro soprattutto è la musica, l’astrologia, l’arte, la libertà, la sensibilità, il coraggio, la lealtà, la generosità, la discrezione, la sensualità, l&#8217;amore appassionato e il sesso, nonché la spiritualità, l&#8217;apertura mentale, l’ estro, la fantasia, il senso di avventura, la creatività , il mare, la natura e gli animali, alcuni sport come il tennis e il nuoto, e voglio visitare nuovi paesi, fare esperienze nuove e interessanti , e conoscere i misteri &#8230; spero di sentirvi presto, e di trovare la donna dei miei sogni, un sorriso e un bacio attraverso le splendenti stelle..” Insomma un tenore a metà tra la militanza anti israeliana e la vitellonaggine dura e pura. Nei forum di disucssione su Israele cui spesso partecipa, tra cui quelli veramente poco proponibili di Dacia Valent, dice di propugnare “un unico stato aconfessionale in Palestina”. Israele dovrebbe invece scomparire in quanto stato ebraico. Angela Lano, direttrice di Info Palestina, adesso fa coppia fissa con uno degli avvocati dell&#8217;Ucoii, il convertito italiano Kemal Carlo Corbucci, autore di libelli pubblicati generalmente a sue spese che conterrebbero presunte “prove” che il terrorismo islamista non esisterebbe , in quanto “invenzione” dei media e dei servizi segreti occidentali. Il 14 maggio 2010 uno di quei libri è stato presentato in un cineclub romano, il Detour, via Urbana 107, sempre con Martinez come presentatore. Ospite d’onore della serata Giulietto Chiesa che proprio l’altro ieri ha pubblicato una riflessione sull’episodio della nave Mavi Marmara in un blog, “Area Genova redazione”, paragonando, nel titolo del post, lo stato di Israele alla Germania di Hitler. Altri tre di questi “pacifisti” italiani di cui si conoscono le tendenze anti israeliane sono Marcello Faracci, collaboratore di reportages per il Tg24 di Sky, per il quale ha sinora prodotto tre spezzoni di riprese, ma tutti relativi al tentativo di violazione del blocco, Manolo Luppichini, cineoperatore, che ha partecipato alle riprese del film “Ladyhawke”, e amico del noto attivista antiisraeliano italiano Vittorio Arrigoni, e infine Manuel Zani, freelance dell&#8217;Emilia, collaboratore di Sky Tg 24 e ospite fisso del blog anti sionista “guerrillaradio”. Arrigoni scrive anche sul “manifesto” e in un recente articolo ha chiesto persino il boicottaggio dell’Egitto (oltre che di Israele) per i blocchi anti hamas al valico di Rafah a Gaza. L’altro giorno scriveva proprio sul quotidiano comunista che ha fatto dell’odio anti israeliano un cavallo di battaglia, che “la CNN turca riferisce di una nuova flotta di aiuti umanitari che si sta organizzando a Istanbul, e questa volta sarà scortata nel Mediterraneo dalle navi militari di Erdogan”. Un po’ come augurarsi la terza guerra mondiale insomma. Chiude il quadro di questi galantuomini di campagna la figura di Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin, soprannominato “Osama Qashoo”, figlio di un militante palestinese di Hamas e a propria volta attivista italiano dell&#8217;estrema sinistra. Funge da interprete per il gruppo. Su di lui tanto i servizi di sicurezza italiani quanto le forze dell’ordine hanno più volte acceso una faro di osservazione preventivo. Un equipaggio italiano davvero speciale per questa flottiglia di pace composta da simpatizzanti e militanti di hamas, elementi dell’estrema sinistra italiana e greca e neo fascisti riconvertiti all’islam estremista.</p></blockquote>
<p>Ed è che sono fatti gli uni per gli altri: Palazzi, Buffa, Martinez, Pasquinelli, la Pazza, la Lano, quelli di Informazione Corretta, tutti che fanno a gara a chi è più demente.</p>
<p>Basta sfiorarla, &#8216;sta gentaglia, e non te ne liberi più. Altro che Palestina.</p>
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		<title>Where&#8217;s Villa Haramlik?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 12:39:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>

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		<description><![CDATA[(Gli egiziani stanno notoriamente male)]]></description>
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<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aJggwzdFcPc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/aJggwzdFcPc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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