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	<title>Haramlik</title>
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		<title>Chiagno, ma chi cazz&#8217; m&#8217;o &#8216;ffà fà.</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 16:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è solo il naufragio di qualcosa che devo per forza definire &#8220;il mio progetto di vita&#8221;, per quanto l&#8217;espressione sia fastidiosa. Non è tanto il fatto di vederlo incagliato, questo &#8220;progetto di vita&#8221;, nelle secche di una graduatoria in cui invecchieremo a centinaia, nomi su nomi su cui si poseranno anni su anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è solo il naufragio di qualcosa che devo per forza definire &#8220;il mio progetto di vita&#8221;, per quanto l&#8217;espressione sia fastidiosa. Non è tanto il fatto di vederlo incagliato, questo &#8220;progetto di vita&#8221;, nelle secche di una graduatoria in cui invecchieremo a centinaia, nomi su nomi su cui si poseranno anni su anni di polvere ministeriale. E&#8217; che è semplicemente ridicolo, l&#8217;imbuto esistenziale in cui mi sono incastrata.</p>
<p>E&#8217; che ho passato anni della mia vita &#8211; anni importanti, gli ultimi prima di invecchiare &#8211; ad aspettare di fare un esame. A mettere insieme punti, anzianità di servizio, master, traslochi, espedienti per ingannare il tempo dell&#8217;attesa, e sempre con quest&#8217;esame in mente, proibendomi di fare della mia vita nulla che me ne potesse allontanare. A imbastirmela con le mie mani, questa tragedia ridicola.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/N3ech3vO28Q?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E adesso ci penso e ci ripenso e non riesco a fingere di non vedere il ridicolo, la fotografia grottesca di me seduta tra migliaia di altre persone che annerisco pallini per rispondere alle domande che avrebbero dovuto essere determinanti per la mia vita:</p>
<p><em>&#8230;. old is Peter?<br />
a) When<br />
b) How<br />
c) How much</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>El libro está en &#8230;&#8230; biblioteca.<br />
a) la<br />
b) el<br />
c) con<br />
d) de</em></p>
<p>E quindi non posso fare niente altro che ridere.<br />
Niente ricorsi, niente sindacato, niente avvocato, niente rancore, amarezza, insistenza, pervicacia, nuovo tempo buttato. Niente lacrime o, almeno, basta lacrime. E&#8217; andata che la vita mi ha abbastanza preso per il culo e, d&#8217;altro canto, io gliel&#8217;ho permesso: non si fanno le cose che il mondo considera <em>ragionevoli</em>. Non sono per me. Lo sapevo, non ho scusanti. Non avrei dovuto cercare di essere normale. A me le cose non vanno in quel modo lì. E sono stata punita, giustamente: ha tutti i diritti di incazzarsi e prendermi a pedate, la mia vita, se dopo quasi 50 anni, non ho ancora capito come è fatta.</p>
<p>E quindi basta lacrime, dicevo. La mia carriera scolastica affonda nel ridicolo di quei pallini, mi rigiro nella mente i miei ultimi anni  &#8211; tutti, dalla follia del mio rientro in Italia in poi &#8211; e sono già altrove, sono già lontana, me ne sono già andata via da questa storia, da questo cumulo di sciocchezze, da tanto spreco.</p>
<p>&#8220;<em>Cosa faccio?&#8221; &#8220;Ti fai una risata.</em>&#8221;</p>
<p>Comincio a organizzarmi, impacchetto. Questo trasloco durerà mesi, devo organizzarmi.</p>
<p>Chiagno, ma chi cazz&#8217; m&#8217;o &#8216;ffà fà.</p>
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		<title>Caro diario, ho fatto il Concorso. Quasi.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 22:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scusate il ritardo, è che avevo da fare: dovevo prepararmi per il Concorso. Nelle ultime settimane non c&#8217;ero davvero per nessuno, a stento rispondevo al telefono. Somatizzavo, facevo incubi in tutte le lingue su cui sarei stata esaminata, mi lagnavo come una quattordicenne, vedevo serie su serie di terrificanti telefilm in inglese e facevo test, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate il ritardo, è che avevo da fare: dovevo prepararmi per il Concorso. Nelle ultime settimane non c&#8217;ero davvero per nessuno, a stento rispondevo al telefono. Somatizzavo, facevo incubi in tutte le lingue su cui sarei stata esaminata, mi lagnavo come una quattordicenne, vedevo serie su serie di terrificanti telefilm in inglese e facevo test, soprattutto. Migliaia di test, milioni di crocette, ho ancora tutti i fogli sparsi sul pavimento della mia stanza e mi chiedo quanti sacchi mi ci vorranno per disfarmi, prima o poi, di tutta questa carta che mi viene la nausea a guardare.</p>
<p>Poi abbiamo preso l&#8217;aereo, io e il mio cuore in un pugno, e ci siamo presentati a Roma, e poi ho comprato degli occhiali da presbite nuovi, passando da 1,50 a 2 gradi per essere sicura di centrare bene i pallini dei quiz che avrei dovuto riempire. Per essere certa di non arrivare in ritardo alla prova ho preso la stanza direttamente all&#8217;Ergife, con la mezza idea di precipitarmi a farla anche in pigiama, qualora la sveglia, per disgrazia, non avesse suonato. E poi ho quasi dormito, la notte prima, se dormire è svegliarsi ogni mezz&#8217;ora per ripensare ai phrasal verbs o a tutte le parole spagnole che non hai avuto bisogno di usare nell&#8217;ultimo decennio e che erano di colpo tutte lì in fila nel tuo inconscio, a farti il solletico e a non lasciarti riposare. &#8220;Aspersorio&#8221;. &#8220;Stame&#8221;. E quella bevanda a base di cognac e assenzio che bevevano a Tenerife, come si chiamava? &#8220;Solisombra&#8221;, sì, era così. Sol y sombra.</p>
<p>E poi, la mattina, ero lì che ripassavo ancora, ché inglese sarebbe toccato dopo francese e tedesco, e invece ho sentito le sirene della polizia. E <a href="http://www.facebook.com/groups/32496209130/">su Facebook</a> è apparso, ferale, il messaggio di una francesista: &#8220;<em>Prova di francese annullata</em>&#8220;. E allora mi sono vestita, ho lasciato la stanza e, con la mia valigetta e i fasci di appunti, sono andata a unirmi alla massa di colleghi che affollavano il piazzale davanti ai cancelli del locale delle prove e, da lì in poi, quello che è successo è noto a chiunque abbia visto un telegiornale.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/aqlMTQ65Sh8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Io posso raccontare solo i momenti che mi hanno colpito di più, e chissà che non mi faccia bene.</p>
<p>I francesisti che escono dalla prova annullata e uno ha il librone blu con i quiz sotto il braccio, ancora incellofanato. &#8220;<em>Ma scusa, quello è il librone?</em>&#8221; &#8220;<em>Sì</em>&#8220;, fa lui, e poi ne spuntano altri, e poi arriva una collega e glielo strappa di mano e si mette a urlare: &#8220;<em>Ehi, qui c&#8217;è uno che ha il librone, accorruomo, polizia!!!</em>&#8221; Le telecamere che arrivano in piazza accolte dagli applausi. I giornalisti inseguiti per tutto il piazzale da colleghi che, a decine, hanno scandali da denunciare. Le voci che si inseguono: &#8220;<em>Prova annullata, no rimandata. Annullato solo francese. No, francese lo recuperano alle 7 di stasera. Aspettiamo i sindacati. Aspettiamo gli ispettori del MAE. Ehi, dicono che arriva il ministro.</em>&#8221; Arrivano due reparti di celerini, invece, a fare fronte alle terribili professoresse lì riunite.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/12/concorso-006.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4486" title="concorso 006" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/12/concorso-006.jpg" alt="" width="336" height="448" /></a></p>
<p>Le ore che passano e la gente che, stufa di denunciare la presenza di libroni per tutta la piazza, opta per studiarseli. Gruppi divisi per lingue sotti gli alberi e tra le aiuole, quiz declamati in tedesco con l&#8217;accento di Treviso, in francese con quello di Bari. Colleghi che ti rispondono in inglese pure se gli chiedi che ore sono, un gruppo di tizie con le occhiaie che è appena arrivato dall&#8217;Argentina. Le ore che passano, la calca ai cancelli, io che mi situo strategicamente imbucandomi tra quelli di tedesco per stare in una buona posizione quando finalmente, molte ore dopo, toccherà a inglese. Superati i cancelli c&#8217;è una rampa che porta ai locali delle prove, e in questa rampa, i colleghi di tedesco rimangono a fare la coda, in piedi, per circa due o tre ore. Io trovo un angolino, mi siedo sulla valigia, mi metto il pc sulle ginocchia e mi preparo ad aspettare. Passano altre ore che io occupo ripassando<a href="http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/scuola/batteria-quiz-per-la-prova-preselettiva-del-concorso-a-dirigente-scolastico.flc"> i quiz del concorso per presidi</a> che ho scaricato dal sito del ministero ed estraneandomi dal contesto più che posso. Ho sete ma, se è per questo, vorrei pure fare la pipì,  desiderio del tutto irrealizzabile. Meglio che mi tenga anche la sete, quindi. E poi pure la fame. Alcuni colleghi gridano: <em>&#8220;Chi vuole inglese? Chi vuole spagnolo?</em>&#8221; e la gente in coda si passa i libroni di mano in mano, strappa le pagine relative alla sua lingua, ed è tutto un balletto tra chi legge le domande e chi denuncia quelli che le leggono, e a volte sono le stesse persone. E la cosa tragica è che, in realtà, basta uno sguardo per capire che non vale manco la pena di guardarli troppo, &#8216;sti quiz del librone: sono di un livello talmente basso che, esaurita la curiosità, non te ne fai più niente. Sembrano i quiz che io darei ai miei alunni di prima o seconda, occuparsene è uno spreco di energie mentali e c&#8217;è bisogno di salvaguardare i neuroni per quella che, ormai, pare l&#8217;impresa più ardua di tutte: identificare i pallini e riempirli bene, sennò la penna ottica delle correzioni è capace di non leggerteli. La gente di tedesco intanto è entrata e siamo rimasti noi di inglese ad occupare la rampa, e siamo migliaia, uno sopra all&#8217;altro.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/12/concorso-009.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4487" title="concorso 009" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/12/concorso-009.jpg" alt="" width="336" height="448" /></a></p>
<p>Io ormai sono in piedi, sempre attaccata alla mia valigina, ché comincia a fare buio e i colleghi mi pesterebbero, se rimanessi seduta nell&#8217;angolo, e non c&#8217;è lo spazio per muoversi e nemmeno per fumare, ammassati come siamo, e non finiamo mai, ci sono professori a perdita d&#8217;occhio, e di colpo, dall&#8217;interno del salone a pochi metri da noi sbuca un organizzatore agitatissimo che ci urla la più surreale delle domande, vista la situazione: &#8220;<em>C&#8217;è un medico, tra di voi???</em>&#8221;</p>
<p>Ci guardiamo. No che non c&#8217;è un medico. E&#8217; evidente. Ci sono solo professori. Di lingue. Cosa vuoi che ci faccia, qua, un medico? Qualcuno azzarda: &#8220;<em>Mah, che ne sai. Magari qualcuno che ha una doppia laurea.</em>&#8221; E tutti che pensiamo che vale cinque punti, una seconda laurea, ma a nessuno è venuto in mente di prenderla in medicina e, dal fondo, una voce azzarda: &#8220;<em>Io faccio il volontario sulle ambulanze, a Como.</em>&#8221; Ed io, riflettendo, concludo che sono decisissima a non svenire, anche se ho sete, fame, e soprattutto voglia di fare la pipì, ma farei &#8216;sto concorso anche se fossi colta da un attacco cardiaco, a questo punto, e comunque svenire è perfettamente inutile, in una situazione del genere e in un posto dove ci sono due reparti della Celere ma nessuna ambulanza e, comunque, anche se ci fosse non potrebbe fendere la folla: gli svenuti potrebbero essere estratti dalla rampa in cui siamo solamente con delle gru. Intanto si è fatto proprio buio, è notte.</p>
<p>E poi riesce finalmente a entrare, la mandria di docenti a cui appartengo, e facciamo tutte le code &#8211; lascia le borse, fatti identificare, prendi l&#8217;attestato, prendi la matita pseudo-indelebile, bla bla &#8211; con ormai solo il desiderio di sederci, finalmente, e credo di non essere mai stata tanto ansiosa di raggiungere un banco in tutta la mia vita, ma è che se non mi siedo stramazzo.</p>
<p>Seduti nei banchi ci rimaniamo per altre due ore, prima che la prova cominci, tra procedure varie, estrazioni delle domande e, soprattutto, attesa per sapere cosa ne sarà dei concorsi che avrebbero dovuto esserci dopo: io avrei ancora spagnolo, dopo inglese, e mancano comunque i dannati francesisti protagonisti del casino del mattino che, poverini, non hanno colpa ma io, in quel momento, se sento di nuovo la parola &#8220;francese&#8221; vomito. Le passo a massaggiarmi la nuca e la fronte, le due ore successive, e a mangiare mentine per ingannare la voglia di nicotina. No, non bevo. Ormai sono oltre qualsiasi bisogno carnale: so solo che, finito l&#8217;incubo, il bancone del bar dell&#8217;Ergife sarà lì ad aspettarmi.</p>
<p>Dal fondo della sala, qualche collega cerca ancora la rissa con la Commissione: &#8220;<em>Abbiamo il diritto di sapere cosa sta succedendo, spiegateci le irregolarità, confessate le colpe!</em>&#8221; Io ringhio, una collega si alza e, tutta rossa, minaccia di morte il Masaniello fuori tempo che, personalmente, prenderei solo a calci. Fateci fare &#8216;sta caspita di prova e andiamo a casa. Abbiamo sete, fame, voglia di fare pipì. Basta, dai. Per favore.</p>
<p>E poi abbiamo riempito i pallini di una prova la cui facilità era offensiva e basta, e potevi sbagliare solo per stanchezza o astigmatismo, e non è detto che non ci sia riuscita. Una cazzata mortificante, domande uguali a quelle del concorso per presidi che tutti avevamo ripassato fino a un attimo prima, boiate che pure l&#8217;ultimo dei nostri studenti azzeccherebbe a occhi chiusi. Altro che librone, altro che tempi stretti, altro che il livello C1 di cui parlava il bando: dopo 15 minuti la gente già si alzava perché aveva finito, la Commissione ha dovuto minacciare di invalidarci l&#8217;esame per farci rimanere seduti fino alla fine. Io ho finito in venti minuti e il resto del tempo l&#8217;ho passato a perfezionare i pallini e a cercare di ricontrollare i numeri che mi si incrociavano davanti agli occhi. E a sognare il bar dell&#8217;Ergife. Un bicchiere di vino rosso. Un piatto di spaghetti. La mamma.</p>
<p>Per lasciare la sala, noi che avevamo la valigia siamo dovuti passare dallo stesso corridoio dell&#8217;entrata che, intanto, era stato riempito con cataste di libroni per la prova del giorno dopo. La gente passava, li prendeva, se li infilava in borsa, controllava se erano gli stessi della nostra prova, apriva dibattitti. E&#8217; arrivato un poliziotto grosso e avvilito: <em>&#8220;Eddai, lasciate i libroni, non prendeteli</em>!&#8221; &#8220;<em>Ma li prendono tutti!</em>&#8221; &#8220;<em>Lo so, io cerco di fermare quelli che vedo, per piacere, non portateveli via&#8230;</em>&#8221; Dispiaceva per lui, si vedeva che era un bravo cristo. &#8220;<em>Ma lei lo ha mai visto un concorso così?</em>&#8220;, gli ho chiesto io. &#8220;<em>No, queste sono cose da pazzi! Lo invalidano sicuro!&#8221;</em>, ha detto lui.</p>
<p>L&#8217;ultimo librone l&#8217;ho visto abbandonato su un muretto fuori dall&#8217;Ergife, vicino alle volanti della polizia. Era giallo, buttato lì, snobbato persino da chi l&#8217;aveva preso. Io ci ho pensato un po&#8217;: poteva essere un souvenir. Poi ho scrollato le spalle e l&#8217;ho lasciato là. Non c&#8217;è niente da ricordare, meglio non pensarci più. Ho raggiunto il mio bicchiere di vino rosso.</p>
<p>Lunedì torno a Roma per fare la prova di spagnolo. Vorrei che almeno quella avesse un senso, ma non nutro molte speranze.</p>
<p>Queste prove avrebbero dovuto essere di livello C1, secondo il bando. E solo così avrebbero potuto garantire un minimo di selezione tra i partecipanti. Sono risultate di un livello A2 al massimo, invece, e questo vuol dire che le passeranno tutti. Ma tutti, proprio. Trentasettemila promossi. Il che vuol dire che, nelle graduatorie, conterà solo il punteggio di titoli e anzianità, che è come dire che potevamo pure non scomodarci da casa e mandarglieli per posta, i nostri dati. E tutto ciò vuol dire, per quanto riguarda me, che mi ritroverò ad essere il numero 13.000 circa, visto che questo concorso me lo giocavo solo e soltanto sulle mie possibilità di passare bene una prova difficile.</p>
<p>Ho lasciato l&#8217;Egitto accettando di passare di ruolo nella scuola, anni fa, all&#8217;unico scopo di fare questo concorso e ripartire per l&#8217;estero con uno stipendio che non fosse dei cento euro al mese che prendevo allora. L&#8217;ho aspettato per anni, facendo l&#8217;esatta, precisa vita che so da anni di non volere fare, sopportandola solo in nome della prospettiva di ripartire.</p>
<p>Mi toccherà pensare a un piano B, temo. Se ne ho la forza.</p>
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		<title>Da una donna per amico</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 17:53:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/10/011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4478" title="011" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/10/011.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p>Sono in una casa nuova, quella di Marzia. La sistemazione pare comoda, la coinquilina è amichevole, il contesto è quello, familiare, del centro storico genovese. Marzia è dotata di senso estetico e amore per i particolari, e mi aggiro tra cose carine, collezioni di elefanti, teiere, una grossa macchinina di legno che occupa una parete, e la cucina con le sue spezie e le mie che si sono sommate e pare quella di un ristorante etnico. Marzia usa un deodorante da casa alla cannella che somiglia alla colonia inglese che usavo io a 18 anni; la compravo nei negozi dutyfree di Tenerife, ché allora vivevo là.</p>
<p>L&#8217;impianto idraulico potrebbe essere migliorato, ecco. Guardo con sospetto la doccia, luogo in cui mi ustiono e mi congelo venti volte durante la stessa doccia. Devo imparare a regolarla. Ho dei dubbi anche sul bidet, che è di quelli vecchio stile con l&#8217;acqua che scorre dai bordi. E abbiamo un lavandino che gocciola. Forse ci serve un fidanzato che sappia aggiustare queste cose o più semplicemente, come dice Marzia, dovremmo chiamare un idraulico.</p>
<p>Il trasloco me l&#8217;ha fatto, ancora, Mustafà il marocchino. E&#8217; il terzo che mi fa, da quando mi conosce, e stavolta ha borbottato: &#8220;<em>Tu dovere trovare una casa per sempre. Tu, prossimo fidanzato, scegliere bene.</em>&#8221; Poi è venuto SMP ad aiutarci e mi ha fatto una foto. Mi si vede appoggiata al portone di Marzia, nella foto. Ho appena trascinato scatoloni, sono scarmigliata e sorridente, in pace col mondo. E&#8217; una foto rilassata, e non so se lui me l&#8217;ha mandata perché gli piace o perché mi accusa del trambusto che mi serve per trovare pace. Anche lui, non è detto che lo sappia.</p>
<p>Io ho pensato che in questo pezzo di vita, alla fine del decennio che inizia col 4, vivere con un uomo non mi serve. La figlia l&#8217;ho fatta e l&#8217;ho pure data in sposa. Mutui da pagare non ne ho. Di uomini, non me ne sono fatta mancare nessuno. L&#8217;amore, la passione, la noia, la sopportazione, tutti territori già esplorati. Il massimo che un uomo mi può offrire a questo punto della vita, sai, è una pizza. E non c&#8217;è bisogno di ripagarla consegnandosi all&#8217;altro, &#8216;sta benedetta pizza. Non c&#8217;è bisogno di ripagarla affatto, anzi.</p>
<p>Poi è successo che Marzia è un tipo pragmatico con una casa molto grande e ha tirato fuori il pallottoliere e si è messa a far di conto. Perché non unire le energie e i quattrini, quindi. Tanto più che siamo entrambe con un piede fuori dall&#8217;Italia, lei con la sua India da inseguire e io col mio Egitto, e che investire in biglietti aerei ci piace di più che pagare affitti. Ed eccomi qui, dunque. Le sue spezie e le mie, i miei libri ed i suoi, un divano per ciascuna in soggiorno, entrambi rossi. Le virtù della convivenza (non doversi fare sempre la spesa, con tutte quelle borse, e non doversi cucinare sempre e fare pure du&#8217; chiacchiere) senza il peso di dovere essere disponibile per chi fa dipendere da te il proprio benessere. Qui siamo autonome. Senti come suona bene: &#8220;autonome&#8221;. Pare un cinguettio, sa meglio di un bacio. Che bella parola, gessù.</p>
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		<title>Il flame islamico dell&#8217;estate: tutti contro lo Stato laico</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se poi, stando in Egitto, avevo voglia di deprimermi e di rientrare dalla Storia alla commedia, c&#8217;era Facebook in italiano che, durante l&#8217;estate, ha riservato a me e ad altri fortunati uno spaccato dell&#8217;italico mondicello islamico degno di essere raccontato. E&#8217; successo che l&#8217;ex direttore di Islamic Relief in Italia, il già citato Paolo Gonzaga, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se poi, stando in Egitto, avevo voglia di deprimermi e di rientrare dalla Storia alla commedia, c&#8217;era Facebook in italiano che, durante l&#8217;estate, ha riservato a me e ad altri fortunati uno spaccato dell&#8217;italico mondicello islamico degno di essere raccontato.</p>
<p>E&#8217; successo che l&#8217;ex direttore di <a href="http://www.islamic-relief.it/">Islamic Relief in Italia</a>, il <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/08/il-punto-sulla-politica-egiziana-dal-blog-di-paolo-gonzaga/">già citato Paolo Gonzaga</a>, che si trovava a sua volta in Egitto per approfondire gli argomenti di cui tratta nel suo libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788873254294/gonzaga-paolo/islam-democrazia-fratelli.html">Islam e democrazia &#8211; I Fratelli Musulmani in Egitto</a>&#8220;, è andato a <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/266376410055142">manifestare sulla sua pagina Facebook</a> la speranza che, in Egitto, lo Stato laico prevalesse sull&#8217;idea di Stato islamico che era stata appena mostrata in piazza Tahrir durante il famigerato Venerdì dei Salafiti.<br />
Pochi minuti dopo è apparsa la risposta di una convertita italiana: <em>&#8220;Fratello, ti senti bene?</em>&#8221;<br />
Io ho letto, ho sospirato e mi sono messa comoda.<br />
E con la replica successiva (&#8220;<em>Scusa fratello, ma se un musulmano non accetta la sharia cosa fa? Se non si sottomette a Corano e Sunna può anche fare a meno di dire in giro che è musulmano; il laicismo non ha mai avuto senso nell&#8217;Islam, astaghfiru Allah</em>&#8220;) si sono aperte le danze.</p>
<p>Da una parte c&#8217;era Gonzaga, quindi, che scriveva dall&#8217;Egitto e <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/08/30/cose-per-cui-e-valsa-la-pena-vivere-la-festa-laica-a-tahrir/">riferiva ciò che vedeva</a>, e dall&#8217;altra c&#8217;era quel bizzarrissimo fenomeno che sono i convertiti italiani nella loro versione organizzata, per l&#8217;occasione rappresentato da una nutrita componente femminile.<br />
All&#8217;inizio, lui <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">ha provato a tagliare corto</a>: &#8220;<em>Non scrivo queste righe dall&#8217;Egitto per discutere: io sono un uomo di sinistra, laico e per lo stato laico, odio gli estremisti e l&#8217;Egitto e&#8217; il mio secondo paese. Oggi in Egitto la popolazione musulmana e cristiana lotta contro l&#8217;estremismo islamico e per uno stato laico. Io sono con loro! Ne&#8217; militare,ne&#8217; islamico, EGITTO LAICO!</em>&#8221;</p>
<p>Si è <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">sentito rispondere</a> che non era musulmano: <em>&#8220;Non so quale popolazione musulmana tu veda desiderare uno stato laico. Io so che + dell&#8217;80% degli egiziani hanno votato a favore di una costituzione ispirata alla sharjah. Ma sono d&#8217;accordo sulla definizione che dai di te stesso: uomo di sinistra, laico e per lo stato laico. Per fortuna non hai aggiunto anche musulmano. Rispetto profondamente il tuo odio per gli estremisti. Io invece odio gli ipocriti. Qualcosa in comune lo abbiamo</em>.&#8221;</p>
<p>E&#8217; una risposta che contiene varie chicche: 1) l&#8217;ha scritta una che è la <a href="http://dirittimusulmani.it/chi-siamo/">Fondatrice e Presidente</a> del &#8220;<a href="http://dirittimusulmani.it/">Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</a>&#8220;; 2) dà a Gonzaga dell&#8217;ipocrita che, in termini islamici, sarebbe <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Munafiq">uno che finge di essere musulmano</a>, e non è un&#8217;accusa leggera; 3) rivela che la nostra integralista islamica parla l&#8217;arabo ancora peggio di me, a giudicare da come traslittera la parola &#8220;shari&#8217;ah&#8221; trasformandola in qualcosa che suona tipo &#8220;shargia&#8221;.</p>
<p>Da quel momento, chi volesse conoscere un po&#8217; più a fondo l&#8217;islam italiano può attingere a piene mani alle risposte che si sono susseguite:</p>
<p>Tale<a href="http://www.facebook.com/aminajd?sk=info"> signora XXX (cognome italianissimo)</a>, romana: &#8220;<em>Nooo te sbagli!! paolo gonzaga vivo in egitto da anni e posso dirti che LA POPOLAZIONE EGIZIANA VUOLE LA SHARIA E VUOLE I FRATELLI MUSULMANI SCENDONO AL TAHRIR PERCHE&#8217; LA VOGLIONO NON ESISTE NESSUN MUSULMANO CHE VADA CONTRO LA LEGGE DI DIO SCHERZIAMO!! TU FAI IL GIOCO DEI COPTI CHE SONO UN 2% E CREANO CAOS MA QUI IN EGITTO VOGLIAMO TUTTI LA SHARIA E UN PAESE AL 90 % ISLAMICO E NON CAMBIERA&#8217; MAI SONO MOLTIPLICATE LE DONNE CON NIQAB SE PROVI SOLAMENTE A DIRE QUALCOSA CONTRO I FRATELLI MUSULMANI AMATISSIMI DAGLI EGIZIANI CREDO CHE TE LE SUONANO QUI NON SI SCHERZA CREDIMI QUI MENANO SE TI METTI CONTRO 15 GG FA&#8217; E&#8217; SCESO TUTTO L&#8217;EGITTO IN PIAZZA PER CONFERMARE CHE LA VECCHIA COSTITUZIONE NN DEVE ESSERE TOCCATA PERCHE&#8217; CONTIENE LA SHARIA RICORDATELO !! TORNATENE IN ITALIA CHE HA MOLTI PROBLEMI E LASCIA L&#8217;EGITTO SARA&#8217; SOLO UN GRAN FALLIMENTO CREDIMI.</em>&#8221;</p>
<p>Tale <a href="http://www.facebook.com/IgorYassinMangano">signor XXX (altro cognome italianissimo)</a>: &#8220;<em>Ti ricordo comunque che Allah ha rivelato Il Sublime Corano e la Nobile Sunna come guida per gli uomini, e non ha delegato a Profeta o legislatore né Marx, né Lenin e neppure Stalin: se li segui quindi all&#8217;infuori di Allah e del Rasoul (che la Pace e le benedizioni siano su di lui) stai prendendo una grossa sbandata!!! Attento fratello. Ti conosco e mi sembri un bravo fratello. Per Allah, io ti avverto di questo pericolo.</em>&#8221;</p>
<p>La <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100001216083118">Silvia Olivetti dell&#8217;MTDM</a>, intanto, pregava: &#8220;<em>E chi disobbedisce ad Allah e al Suo Messaggero e trasgredisce le Sue leggi, sarà introdotto nel Fuoco, dove rimarrà in perpetuo e avrà castigo avvilente (Corano IV. An-Nisâ’, 14)</em>.&#8221;</p>
<p>E Gonzaga, <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267020526657397">sempre più sbigottito</a>: &#8220;<em>Cosa vuoi, convincermi della bonta&#8217; della shari&#8217;ah? Non saranno certo le tue parole, che denotano una sfasatura tra teoria e fatti notevole, a convincere una persona che in 40 anni di vita non ha mai sopportato clericali di qs tipo. La shari&#8217;ah, con l&#8217;islam che conosco io, non ha nulla a che vedere; le punizioni corporali, la disuguaglianza tra uomo e donna, la &#8220;protezione&#8221; delle minoranze e non la loro emancipazione e totale uguaglianza, la morale sessuale che si fa&#8217; legge di Stato, la pena di morte, l&#8217;obbedienza al sovrano, la poligamia e oscenita&#8217; simili non sono forse comprese nella shari&#8217;ah? Certo che si&#8217;, ma sei troppo giovane ed &#8220;entusiasta&#8221;, forse,per renderti conto di quanto cozzino con i diritti umani universali. [...]<br />
Poi non mi parlare dell&#8217;Italia come del &#8220;paese che ci ospita&#8221;, per me e&#8217; casa mia da sempre e se tu percepisci il paese in cui sei nata e cresciuta come un paese che &#8220;ti ospita&#8221;, significa che hai qualche problema. Le tue e altre minacce velate di amiche tue mi persuadono sempre più che il cosiddetto islam politico, l&#8217;unico che chiede la shari&#8217;ah, sia una trappola pericolosa addirittura per la salute mentale di chi lo pratica.</em>&#8221;</p>
<p>Io, intanto, leggevo, mi guardavo le unghie sospirando: &#8220;<em>E io cosa sto dicendo, da anni?</em>&#8221; e mi preoccupavo un po&#8217; per Paolo che, invece, si stava incazzando parecchio:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267322929960490">Qui</a>: &#8220;<em>I musulmani in Italia giustamente chiedono di non subire leggi che gli impediscano di vivere a modo loro e correttamente si oppongono a ingerenze statali o legali su hijab, luoghi di culto, spazi ecc.</em>&#8221;<br />
<a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267324593293657">Qui</a>: &#8220;<em>Percio&#8217; bisogna avere l&#8217;onesta&#8217;, se si chiedono diritti quando si e&#8217; in minoranza, di concederli quando si e&#8217; in maggioranza, senno&#8217; e&#8217; ipocrisia.</em>&#8221;<br />
<a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267374396622010">Qui</a>: &#8220;<em>O si crede ad una legge religiosa, e allora non fingano ipocritamente di essere belli e buoni quando vanno dalle giunte di sinistra a chiedere diritti. Bisogna avere l&#8217;onesta&#8217;di non fare MAI un doppio discorso e sostenere una cosa quando parlano tra loro e un&#8217;altra, spesso opposta quando invece lo fanno in pubblico! LAICITA&#8217;!!</em>&#8221;</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267329313293185">E ancora</a>: &#8220;<em>Per ora sono troppo impegnato ad approfondire, intervistare e riportare testimonianze. I musulmani in Italia rimarranno sempre odiati finche&#8217; non la smetteranno di pensare di essere più furbi: se si pensa che le pene corporali siano accettabili nel XXI secolo, o che i gay siano ammalati o viziosi da curare o che la democrazia sia incompatibile con l&#8217;islam perche&#8217; e&#8217; meglio il califfato.</em>&#8221;</p>
<p>Tra i profili dei convertiti italiani, intanto, un tam tam di preghiere e invocazioni che non sapevi se ridere o spaventarti davvero: appelli ad Allah affinché castigasse i<em> falsi musulmani</em> (perché, notoriamente, &#8216;sta gente crede di esserselo comprato, l&#8217;Islam, e se non sei musulmano come dicono loro ti cacciano dal club; come se la Binetti scomunicasse Don Gallo, siamo lì), affinché gli facesse cadere le dita prima di metterlo al computer o, come seconda scelta, affinché glielo rompesse, il computer. Ché poi mi sembrano abbastanza blasfeme, &#8216;ste cose. Davvero ci si aspetta che Allah rompa il computer di Paolo Gonzaga?</p>
<p>La cosa sarebbe comunque finita lì, nell&#8217;archivio dei flame estivi coi matti, se il<em> Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</em> non avesse <a href="http://www.facebook.com/notes/movimento-per-la-tutela-dei-diritti-dei-musulmani/replica-di-islamic-relief-in-merito-alle-dichiarazioni-di-paolo-gonzaga-su-islam/196832030381515">deciso di denunciare le affermazioni di Gonzaga nientemeno che a<strong> Islamic Relief</strong></a>.<br />
<a href="http://www.islamic-relief.it/"><strong>Islamic Relief</strong></a> che &#8211; colpo di scena &#8211; prende le distanze da Gonzaga con un comunicato che vale la pena riportare per intero:</p>
<blockquote><p>In seguito alla polemica scatenata da alcuni post scritti da Paolo Gonzaga sulla pagina ufficiale del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani e ritenuti da molti utenti offensivi e irrispettosi dell&#8217;Islam e dei musulmani, riportiamo la replica a noi inviata da Islamic Relief sulla questione. Replica che si è resa necessaria poichè in molti avevano manifestato disagio nel leggere parole così pesanti sul Corano e la legge di Allah provenienti da una persona conosciuta come storico collaboratore di Islamic Relief. Su nostra segnalazione (ma anche su segnalazione di molti utenti della pagina nonchè sostenitori di Islamic Relief), Islamic Relief ha dunque così replicato alle numerose richieste di chiarimenti in merito:</p>
<p><strong><em>&#8220;Carissimi tutti,</em></strong></p>
<p><strong><em>mi è stata segnalata questa discussione nella quale si citava il nome di Islamic Relief. Tengo a precisare che il Sig. Paolo Gonzaga non lavora più con Islamic Relief e tutte le opinioni espresse da lui sia in questa sede che in altre sono sue opinioni personali. Islamic Relief è un associazione umanitaria che lavora per la tutela della dignità delle persone garantendo ai più bisognosi il loro fabbisogno necessario per una vita dignitosa nel pieno rispetto delle regole islamiche.</em></strong></p>
<p><strong><em>Prego quindi tutti di non prendere le parole delle persone che lavoravano, come in questo caso, o che lavorano ancora a Islamic Relief come opinioni della stessa associazione salvo che siano firmate a nome della stessa.</em></strong></p>
<p><strong><em>Così come chiedo a tutti di segnalare eventuali casi simili in cui viene citato il nome di Islamic Relief all&#8217;email: info@islamic-relief.it</em></p>
<p><em>A nome di Islamic Relief Italia, Yassine Baradai</em></p>
<p></strong><strong></strong><strong><em> </em></strong><strong><em></em><em>(Communications Manager)&#8221;<br />
</em></strong><br />
***********</p>
<p>Il direttivo del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani ringrazia di cuore Islamic Relief per la gradita precisazione e per la presa di distanza rispetto alle esternazioni di Paolo Gonzaga. Ci dispiace sinceramente che il nome di una così nobile iniziativa sia stato associato ad affermazioni tanto sconvenienti. Conosciamo bene l&#8217;impegno quotidiano profuso da Islamic Relief nel cercare di portare sollievo alle persone in difficoltà, impegno portato avanti con onestà, amore, sacrificio e soprattutto rispetto nei confronti dell&#8217;Islam e del sacro Corano. Che Allah swt vi benedica e ricompensi con il meglio per i vostri sforzi. Ameen.</p>
<p>Silvia Layla Olivetti, presidente del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani</p></blockquote>
<p><a href="http://www.facebook.com/notes/movimento-per-la-tutela-dei-diritti-dei-musulmani/replica-di-islamic-relief-in-merito-alle-dichiarazioni-di-paolo-gonzaga-su-islam/196832030381515">Segue delirio</a>:</p>
<p><em>&#8220;Sono molto felice della precisazione dell associazione umanitaria e mi compiaccio del fatto che le affermazione del signore di ieri siano imputabili solo a quest ultimo&#8230; purtroppo Odio e Ignoranza sono il male del secolo.&#8221;<br />
&#8220;Hamdulillah giustizia fatta hamdulillah&#8221;<br />
&#8220;Signor Gonzaga il fatto che moltissime persone non abbiano letto i suoi scritti non è grave quanto il fatto di non leggere e soprattutto accettare la legge di Allah. Non siamo idioti, sa?&#8221;<br />
&#8220;Sì,  è vero,  ognuno è libero di pensarla cm vuole ma infangare il nome dell&#8217;Islam prendendo dal corano solo Cio che si vuole e tralasciando il resto No. Il corano o lo prendi tutto o lasciato tutto.<br />
Queste &#8216;tattiche&#8217; vengono usate solo per attaccare l&#8217;islam ed allontanare i musulmani dalla loro fede. Però ce da dire che in queste trappole ci cascano solo i musulmani deboli e ignoranti privi di basi solide e forte fede nel cuore. Si riempiono la bocca di parole e concetti sull&#8217;islam che sì fanno parte dell&#8217;islam, ma che vengono usati senza vera sapienza.&#8221;<br />
&#8220;Che ALLAH Il Misericordioso Benedica la Vera Ummah!! La Illumini della Sua Immensa Luce e la Guidi sulla Retta Via fino alla nostra Meta Anelata ,Il Janna!!! E infonda lISLAM nei cuori di chi non comprende!!!&#8221;<br />
&#8220;Ameen&#8221;</em></p>
<p>E così via.</p>
<p>Gonzaga risponde per un po&#8217;, cercando di fare capire che non è un nemico dell&#8217;islam ma uno che<a href="http://milano.corriere.it/cronache/articoli/2007/04_Aprile/13/attentato_islamic_relief.shtml"> si è preso pure qualche molotov</a>, <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/moschee-nove-anni-a-sandalo/2047963">in nome dell&#8217;aiuto ai musulmani</a>.</p>
<p>La risposta del <em>Movimento per la tutela dei diritti dei Musulmani</em> è lapidaria:</p>
<p>&#8220;<em>Chiediamo al Signor Gonzaga, come a tutti gli altri utenti di questa pagina, di rispettare la netiquette e di non spammare pubblicando link non autorizzati. Grazie per la comprensione. P.s. signor Gonzaga, Le chiediamo inoltre di non farsi scudo di incresciosi avvenimenti del passato per giustificare il presente o per guadagnare credito presso il pubblico. Tra l&#8217;altro non ha alcun senso richiamare alla memoria un passato che nulla più ha a che fare con il suo presente. Da ciò che abbiamo compreso, lei non lavora più per Islamic Relief. Buona serata</em>&#8221;</p>
<p>Gonzaga, incredulo, <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/239021799468502">li manda a quel paese</a>.</p>
<p>Che dire? Niente che su questo blog non sia già stato detto e ripetuto fino alla nausea, negli ultimi anni: che i musulmani normali, l&#8217;islam dell&#8217;immensa maggioranza dei nostri immigrati e dei popoli del Medio Oriente non è questo, per fortuna.<br />
E che la nostra sinistra deve &#8211; davvero &#8211; fare attenzione a chi si sceglie come interlocutore.<br />
Deve pur esserci una terza via tra i sionisti e questi assatanati, dico io, nel dibattito italiano, e sarebbe nostra responsabilità cercarla e valorizzarla.</p>
<p>Altrimenti si cade in trappole come quella in cui è caduta la vicesindaco di Milano che, più papista del Papa,<a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/08/30/foto/ramadan_la_vice_di_pisapia_col_velo_alla_vesta_in_via_padova-21036328/1/"> si è presentata velata</a> a un incontro con la comunità islamica di via Padova, manco fosse andata a Al Azhar. Mandando un messaggio che è fondamentalmente goffo e che contribuisce ad isolare, nel nostro bigottissimo panorama islamico, le musulmane (generalmente arabe, loro sì) che vogliono continuare a considerarsi tali anche senza indossare l&#8217;hijab.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/vicesindaco.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4438" title="vicesindaco" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/vicesindaco.jpg" alt="" width="475" height="279" /></a></p>
<p>L&#8217;Haramlik, intanto, fa sua <a href="http://www.facebook.com/paolo.gonzaga/posts/267800453246071">una considerazione di Paolo</a> e si attiene a quella:</p>
<p>&#8220;<em>Il popolo egiziano é un popolo troppo gioioso per cadere nelle mani dei tristi salafiti e per accettare leggi che pretendano di controllare le sfere private e pubbliche della vita.</em>&#8221;</p>
<p>(Inshallah, ma davvero.)</p>
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		<title>Dieci anni dopo</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 15:39:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>
		<category><![CDATA[personale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;I tre minuti di silenzio, in classe con te dieci anni fa, non me li scordo. Io volevo gridare. Proprio non capivo perché dovevo stare zitta proprio per quei tre minuti, io che di parole ne dicevo sì e no una trentina al giorno, fossero stati zitti quelli che parlavano sempre! Però c&#8217;eri in classe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;I tre minuti di silenzio, in classe con te dieci anni fa, non me li  scordo.</p>
<p>Io volevo gridare. Proprio non capivo perché dovevo stare zitta  proprio per quei tre minuti, io che di parole ne dicevo sì e no una  trentina al giorno, fossero stati zitti quelli che parlavano sempre!</p>
<p>Però c&#8217;eri in classe tu e ce li stavi facendo fare, è un po&#8217; come quando  una persona che stimi ha come libro preferito un libro che a te fa  schifo. Ti chiedi se devi continuare a stimare la persona o farti  piacere il libro. Evidentemente c&#8217;era qualcosa che non acchiappavo, alla  fine stetti zitta per rispetto di M. e di V., ma poi per anni mi son  domandata se non doveva invece sembrarmi davvero giusto tacere per quei  tre minuti, visto che per te sembrava avesse senso.</p>
<p>Boh, mi sa che ci ho  impiegato sì e no 10 anni per capire che era andata semplicemente che  quello era il primo giorno di scuola e alle 12.00 tu avevi lezione in  classe nostra.&#8221;</p></blockquote>
<p>(Questa va senza commenti. Volevo solo averla qua, oggi.)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pensose analisi</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 13:50:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tahrir]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima: Dopo: &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kelebeklerblog.com/2011/02/03/ipotesi-egiziane/">Prima</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/ipotesi.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4447" title="ipotesi" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/ipotesi.png" alt="" width="640" height="428" /></a><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Egitto-a-processo-25-ex-ufficiali-che-organizzarono-la-Battaglia-del-cammello_312439078917.html">Dopo</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Cammelli-processo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4448" title="Cammelli processo" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Cammelli-processo.png" alt="" width="640" height="220" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Egitto, Israele e i simboli</title>
		<link>http://www.ilcircolo.net/lia/2011/09/10/legitto-israele-e-i-simboli/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 15:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>
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		<description><![CDATA[Premesso che trovo pessime le notizie che arrivano dal Cairo &#8211; e non perché me ne freghi qualcosa dell&#8217;ambasciata israeliana, ma perché gli errori politici di questo calibro si pagano carissimi in termini di strumentalizzazione &#8211; credo che sia il caso di contestualizzare l&#8217;accaduto. Un buon punto di partenza è un articolo di un anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che trovo pessime<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/10/news/ambasciata_israele-21458911/?ref=HRER1-1"> le notizie</a> che arrivano dal Cairo &#8211; e non perché me ne freghi qualcosa dell&#8217;ambasciata israeliana, ma perché gli errori politici di questo calibro si pagano carissimi in termini di strumentalizzazione &#8211; credo che sia il caso di contestualizzare l&#8217;accaduto.</p>
<p>Un buon punto di partenza è un articolo di un anno e mezzo fa intitolato &#8220;<a href="http://alaaalaswany.maktoobblog.com/1618370/should-gaza-pay-the-price-for-hereditary-succession-in-egypt/">E&#8217; giusto che Gaza paghi il prezzo della successione ereditaria in Egitto?</a>&#8220;, in cui &#8216;Ala Al-Aswani denunciava il progetto egiziano di chiudere la frontiera di Gaza con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Egypt%E2%80%93Gaza_barrier">un muro di acciaio sotterraneo</a>, in modo da bloccare i tunnel attraverso cui Gaza si rifornisce di cibo e medicine e, in ultima analisi, di affamare la popolazione di Gaza &#8220;<em>fino a quando non si sottometteranno a Israele e non accetteranno le condizioni di Israele per un accordo di pace finale in cui i palestinesi perderebbero i loro diritti per sempre</em>.&#8221;<br />
Progetto che arrivava dopo l&#8217;attacco israeliano a Gaza &#8211; condotto, ricordiamo, usando armi proibite dalla legislazione internazionale e che causò oltre 1500 vittime, in gran parte donne e bambini &#8211; e in concomitanza con la chiusura dell&#8217;accesso di Rafah, che voleva dire impedire a Gaza di ricevere gli aiuti internazionali.</p>
<p><a href="http://alaaalaswany.maktoobblog.com/1618370/should-gaza-pay-the-price-for-hereditary-succession-in-egypt">Aswani scriveva</a>: &#8220;<em>Il governo egiziano sta commettendo un atroce crimine contro i palestinesi, che ci sono fratelli perché arabi e perché esseri umani. La solidarietà araba e i doveri dell&#8217;Egitto verso i musulmani e i cristiani in Palestina sono concetti che non contano più nulla per l&#8217;Egitto ufficiale che, anzi, li ridicolizza apertamente. Ma il regime egiziano, nel suo entusiasmo per compiacere Israele, non si accorge di infangare la propria reputazione davanti al mondo.</em>&#8221;</p>
<p>E ancora, con parole che sarebbero tornate sinistramente attuali proprio in queste settimane: &#8220;<em>Ricordiamo che Israele, per sua stessa ammissione, ha ucciso diversi ufficiali e soldati egiziani attorno alla frontiera. Perché il nostro governo non si è mai ribellato in nome della sicurezza nazionale?</em>&#8221;</p>
<p>Perché lo faceva, il governo egiziano? Cosa lo spingeva ad essere così succube verso Israele, nonostante la vergogna, il profondo senso di umiliazione che questo comportamento ha sempre suscitato nella popolazione egiziana? Perché, ovviamente, assecondare i desideri israeliani voleva dire compiacere gli Stati Uniti. <em>&#8220;In questi ultimi anni, Israele ha ottenuto dall&#8217;Egitto più di quanto non abbia ottenuto dalla firma degli accordi di Camp David [...] Questo spiega la soddisfazione dell&#8217;America nei confronti del regime di Mubarak.</em>&#8221;</p>
<p>E, soprattutto: &#8220;<em>Il crimine di costruire un muro che affamerà i palestinesi è legato alla questione delle riforme democratiche in Egitto, giacché il regime ha acconsentito per avere l&#8217;appoggio degli USA alla successione di Gamal Mubarak a suo padre. E&#8217; un esempio pericoloso di quelle che sono le conseguenze della dittatura: gli interessi del regime egiziano sono diventati l&#8217;esatto contrario degli interessi del popolo egiziano. Se il regime di Mubarak fosse democratico, non oserebbe mai prendere parte all&#8217;embargo e allo strangolamento dei palestinesi. I sistemi democratici sono gli unici nei quali l&#8217;interesse dello Stato coincide con l&#8217;interesse del popolo.</em>&#8221;<br />
Un anno dopo quest&#8217;articolo, l&#8217;Egitto scopriva che il prezzo dell&#8217;appoggio a Gamal Mubarak comprendeva anche la vendita sottocosto del proprio gas a Israele. Come se l&#8217;Egitto potesse permettersi di regalare le proprie risorse, e per un simile motivo.<br />
E, del resto, non c&#8217;è bisogno di ricordare quanto Israele abbia visto male, fin dal primo istante, la rivolta degli egiziani per la democrazia.</p>
<p>Arriviamo ad oggi: il 18 agosto, meno di un mese fa, Israele <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/sinai-follow-up-7-km-in-other-world.html">ha di nuovo sconfinato</a> uccidendo cinque militari egiziani alla frontiera di Taba. Io e Susan eravamo passate di là meno di un&#8217;ora prima, tra l&#8217;altro: è brutto vedere poliziotti sorridenti e accaldati che ti guardano il passaporto mentre tu guardi le loro magliette sudate, il loro bucato appeso allo stendino fuori dalla guardiola, e sapere poco dopo che sono piovute pallottole dagli elicotteri, attorno a quella guardiola e a quel bucato.</p>
<p>Era <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/09/regarding-israeli-embassy-and-clashes.html">già successo in passato</a>, comunque: la differenza, rispetto all&#8217;era di Mubarak, è che stavolta <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/breaking-news-egypt-recalls-ambassador.html">l&#8217;Egitto ha chiesto</a> delle scuse e <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/sinai-follow-up-waiting-for-proper.html">gli egiziani</a> ci tenevano ad averle. Serie. Soddisfacenti. Non la <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/sorry-seems-hardest-word-for-israel-but.html#.Tmtwco7XZfY">consueta presa per il culo</a>.</p>
<p>E siamo alla storia di queste settimane: prima <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/08/flagman-our-egyptian-spiderman.html">è arrivato Spider Man</a>. Letteralmente, non scherzo. Un giovane muratore, <a href="http://www.mercurynews.com/breaking-news/ci_18728405?nclick_check=1">Ahmed Al-Shahat</a>, che il 21 agosto, nel bel mezzo di una manifestazione davanti all&#8217;ambasciata israeliana, ha preso e si è scalato &#8211; di sera e a mani nude &#8211; i 21 piani dell&#8217;edificio dell&#8217;ambasciata per raggiungere la bandiera israeliana, toglierla e sostituirla con una egiziana. Così. Semplicemente. Perché gli è venuto in mente lì per lì. Davanti alla folla che lo filmava coi telefonini, incerta tra l&#8217;entusiasmo e la paura che cadesse giù.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GYoQG5tqpYA?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/GYoQG5tqpYA?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E poi, mentre gli egiziani festeggiavano il loro nuovo eroe e la politica dibatteva su come conciliare i rapporti con Israele e il rispetto per se stessi, qualche giorno fa <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/09/apartheid-wall-of-giza.html">è sbucato IL MURO</a>. Così, senza preavviso. Di tutte le idee che potevano venire alla giunta militare egiziana per proteggere l&#8217;ambasciata dagli scalatori pazzi, hanno scelto questa:<a href="http://www.almasryalyoum.com/en/node/491953"> un muro di cemento alto tre metri</a>, eretto tutto attorno all&#8217;ambasciata. Come se non fosse il simbolo di tutto ciò di cui Israele dovrebbe rispondere, un muro. Come se non ce ne fossero già abbastanza. Proprio un muro, dovevano mettere.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/1muro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4422" title="1muro" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/1muro.jpg" alt="" width="536" height="402" /></a></p>
<p>E quindi la gente si è sentita provocata e sono cominciate a circolare iniziative del tipo &#8220;Buttiamolo giù&#8221;, &#8220;Porta un martello&#8221; eccetera.<br />
E alla prima manifestazione grossa &#8211; ieri che era venerdì, quindi &#8211; la gente si è effettivamente presentata col martello <a href="http://www.almasryalyoum.com/en/node/493983">e lo ha buttato giù.</a></p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Ataque_embajada_Israel_Cairo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4423" title="Ataque_embajada_Israel_Cairo" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/Ataque_embajada_Israel_Cairo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Ieri sera, su Twitter, c&#8217;era (e continua ad esserci) <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23IsraeliEmbassy"> la diretta di quello che stava succedendo</a>.<br />
Gli emuli di Spider Man che, in quattro, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ePK7-hFJJSc&amp;feature=share">tornano a scalare l&#8217;ambasciata</a> per mettere la bandiera palestinese accanto a quella egiziana, stavolta.</p>
<p>E poi il gruppo che fa irruzione all&#8217;interno dell&#8217;edificio, le carte che volano dalla finestra, la polizia che lascia fare (sarà un caso?), le tantissime persone che si dissociano dall&#8217;irruzione, la polemica che scoppia immediata, il timore delle strumentalizzazioni e, infine, la notizia che <a href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/embajador/israeli/abandona/Egipto/ataque/multitudinario/legacion/Cairo/elpepuint/20110909elpepuint_14/Tes">l&#8217;ambasciatore israeliano ha lasciato il Cairo</a> &#8220;temendo per la sua vita&#8221;.</p>
<p>In realtà <a href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2011/09/99-breaking-in-to-israeli-embassy-in.html">non è stata nemmeno l&#8217;ambasciata in sé</a>, ad essere violata, ma l&#8217;appartamento accanto, che pare abbia funzioni di archivio.<br />
Sta di fatto che, alla fine, la polizia è intervenuta (dopo avere lasciato fare, ripeto) e la cosa si è conclusa con tre morti, qualche centinaio di feriti e un bel po&#8217; di arrestati a cui verrà fatto un processo militare. Processo militare che, per inciso, è uno degli <a href="http://www.almasryalyoum.com/en/node/494297">argomenti su cui la gente protesta</a> ormai da mesi.<br />
Ah, e ha pure chiamato Obama, ovviamente. Per dire agli egiziani di stare attenti all&#8217;ambasciata. Peccato che non abbia ritenuto di doversi scomodare, tre settimane fa, per i soldati egiziani uccisi alla frontiera.</p>
<p>Concludo con qualche considerazione: che i manifestanti non dovrebbero lasciarsi provocare, intanto, muro o non muro. E lo sanno benissimo, è evidente che la Thawra (rivoluzione) mantiene la sua legittimità fintanto che è pacifica. Ed è altrettanto evidente che farle perdere la sua connotazione non violenta è nell&#8217;interesse di chi la avversa: ci provano da mesi, con baltageya ed altro, ed è un grosso peccato che stavolta sia andata così.<br />
Mi facevano notare che il tutto è successo in concomitanza con la dichiarazione di <a href="http://www.lettera43.it/attualita/25147/erdogan-potrei-visitare-la-striscia-di-gaza.htm">Erdogan che ha annunciato di volersi recare a Gaza via terra, passando per l&#8217;Egitto</a>. Non male, come mossa: ottima per scaldare gli animi egiziani, soprattutto, e per legittimarsi &#8211; assieme agli amici dei Fratelli Musulmani &#8211; alla testa di un nuovo <a href="http://mazzetta.splinder.com/post/25533292/turchiaisraele-lopportunismo-di-erdogan">fronte dell&#8217;orgoglio islamico</a>.<br />
Cosa che, sulla carta, potrebbe persino piacermi, se non fosse che ritengo che non ci si possa assolutamente fidare del fronte islamista e della sua sincerità democratica.</p>
<p>Gli egiziani sono un popolo spesso ingenuo, schiacciato tra interessi enormi e solo in apparenza contrastanti.<br />
Qui si incrociano le dita, si sta dalla parte dei laici e si cerca di raccontare. Che altro vuoi fare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il punto sulla politica egiziana, dal blog di Paolo Gonzaga</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 22:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il blog di Paolo Gonzaga mi risparmia la fatica di scrivere, in questi giorni: L’Egitto, sta vivendo a mio avviso uno dei suoi momenti più belli, dove l’entusiasmo per la rivoluzione ha fatto rinascere la voglia di discutere, di manifestare liberamente il proprio pensiero e dove, in definitiva, si assiste ad una rinascita culturale vera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://paologonzaga.wordpress.com/">blog di Paolo Gonzaga</a> mi risparmia la fatica di scrivere, in questi giorni:</p>
<blockquote><p>L’Egitto, sta vivendo a mio avviso uno dei suoi momenti più belli, dove l’entusiasmo per la rivoluzione ha fatto rinascere la voglia di discutere, di manifestare liberamente il proprio pensiero e dove, in definitiva, si assiste ad una rinascita culturale vera e propria. In questo continuo dibattere, dai dintorni di Piazza Tahrir, ai budelli  di “wast el balad”, il centro città decaduto e operaio, tra una ferramenta ed un panino di ful o di koshari con meccanici e operai, ai vicoli sterrati di Bulak Dakrur tra gli appena arrivati dal poverissimo sud Egitto, ad uno dei quartieri popolari dove più illegalità si concentrano come  Dar as-Salaam, tra un’officina dove fabbricano armi “fatte in casa” in vendita al miglior offerente, alle case di lamiera o di pietra di Manshiyyat en-Nasr,  centro di smistamento di droghe, o in mezzo alle tombe abitate da 2 milioni di cairoti dalle origini più varie e dai mestieri più vari, per arrivare ai vari Caffé Greco o Riche Cafè, storici rifugi dell’intellighentsia di sinistra, i discorsi sul rapporto tra religione e politica sono gli argomenti piu’ discussi e dibattuti, ad ogni livello sociale, e il rapporto tra di esse sembra essere più conflittuale di prima.</p>
<p>Forse prima del 29 Luglio il tema del rapporto tra religione e politica non era stato affrontato ancora con l’asprezza che invece ha preso dopo la manifestazione del  venerdì 29 Luglio. La manifestazione che si chiamava “Giorno dell’Unità” e che tutto portò fuorché unità. Infatti i movimenti “salafiti”[3] e dell’”islam politico”, con parte dell’area più conservatrice dei “Fratelli Musulmani” vollero farne una prova di forza[4] e  non rispettando i patti presi con le altre formazioni, trasformarono la manifestazione in un happening islamista.</p></blockquote>
<p>Si riferisce al Giorno dei Salafiti che <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/30/tahrir-il-giorno-dei-salafiti/">ho raccontato qui</a> e di cui ancora adesso, a oltre un mese di distanza, ricordo più di tutto l&#8217;infinita fila di pullman bianchi, nuovi, con l&#8217;aria condizionata e ordinatamente numerati, parcheggiati nelle strade attorno a Tahrir; pullman pagati con denaro fresco, evidentemente arrivato dall&#8217;estero, e serviti per raccattare barbuti in tutte le campagne egiziane e portarli a piazza Tahrir, a sventolare bandiere saudite nel cuore del Cairo.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/bus-salafiti.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/bus-salafiti.jpg" alt="" title="bus salafiti" width="480" height="288" class="aligncenter size-full wp-image-4416" /></a></p>
<blockquote><p>Da quel giorno questa tematica è tornata ad essere centrale nei dibattiti politici, massmediatici e tra la popolazione. E dopo quel giorno hanno cominciato a delinearsi i primi due grossi schieramenti che probabilmente si affronteranno alle elezioni parlamentari. Infatti dopo un’unità di facciata durata fino a poco fa,  per ora si stanno formando due coalizioni principali: “Il Blocco Egiziano”, che comprende formazioni laiche, gruppi e partiti della sinistra e gruppi e partiti liberali e l’ “Alleanza democratica per l’Egitto” in cui si sono aggregati  i “Fratelli Musulmani”, la galassia di partiti di ispirazione islamica, la destra liberista, capitalista e moralista del Wafd ed i “salafiti”, a partire da quello che appare come il maggiore di essi, l’“Hizb an-Nur” (Il Partito della Luce) .</p></blockquote>
<p>Il post (<a href="http://paologonzaga.wordpress.com/2011/08/28/ultime-dallegitto-una-visita-molto-utile-primo-di-una-serie-di-post/">a cui rimando perché vale la pena leggerlo per intero</a>) continua con un&#8217;analisi dettagliata degli eventi di quel giorno e dell&#8217;attuale quadro politico egiziano:</p>
<blockquote><p>Le persone con cui ho parlato, i giovani con cui mi sono rapportato, avevano diversi atteggiamenti di fronte ai “Fratelli Musulmani”, molti avevano diviso Piazza Tahrir con loro, e per questo non si auguravano una troppo forte polarizzazione, ma l’estraneità e il fastidio per i “salafiti”, il timore di un loro rafforzamento, l’antipatia per il loro fanatismo e ignoranza erano presenti sulle bocche e sui volti di tutti coloro con cui ho parlato, perfino sui volti dei giovani dei Fratelli Musulmani.</p>
<p>Tra le fila dei salafiti è molto forte e presente la componente delle “jama’at islamiyya”, (il cui leader è stato appena scarcerato), che ha ancora le mani sporche del sangue di numerosissimi egiziani, uccisi a partire dall’ex-presidente Sadat nel 1981, fino agli omicidi di altri egiziani visti come miscredenti poichè non condividevano il loro estremismo. Personalmente non pensavo che i Fratelli Musulmani avrebbero trattato con loro e vi si sarebbero avvicinati tanto, ma al contrario, sotto la direzione di Mohammed Badie, ex-compagno di prigionia di Sayyid Qutb, il capofila dei radicali islamisti e dei “takfiriiyun, i Fratelli Musulmani sembrano decisamente regredire ideologicamente.</p></blockquote>
<p>Segue un&#8217;analisi del movimento salafita e della direzione imboccata dai Fratelli Musulmani su cui spenderò due parole in un prossimo post. E poi passa all&#8217;argomento più colpevolmente ignorato dai nostri media: il ruolo dei lavoratori e dei sindacati nella rivoluzione.</p>
<blockquote><p>La situazione in Egitto è estremamente fluida, gli schieramenti e le alleanze sono andati costruendosi lentamente, non senza strappi in avanti o passi indietro, e si é arrivati alla nascita di questi due grandi blocchi dopo mesi di registrazioni di nuovi partiti, di dibattiti, di manifestazioni, di calcoli da parte di molti…..Non giurerei affatto che gli schieramenti permangano tali e quali quelli che si stanno profilando oggi, molti cambiamenti sono ancora possibili. L’attuale governo civile, presieduto da ‘Essam Sharaf, una persona considerata da tutti molto perbene a con alcuni ministri molto apprezzati prosegue, pur sotto l’ombrello della giunta militare che è poi il vero governo del Paese, nella sua opera di ricostruzione democratica. Assieme al Ministero dei Lavoratori, presieduto da un ministro dalla storia di sinistra, gli operai (del cui ruolo nella rivoluzione e situazione particolare parlerò nel prossimo articolo) e i lavoratori delle varie categorie, sono riusciti a ottenere una legge che permette ora la formazione libera di sindacato, con le sue regole democratiche di elezione dei rappresentanti da parte dei lavoratori. Questa è stata una grossa conquista per gli operai, che tutt’oggi sono in lotta per un aumento del salario minimo affinché passi dalle 700 Lire Egiziane attuali a 1.200 Lire Egiziane (1.200 Lire Egiziane sono 150 euro,  mentre l’attuale paga minima di 700 LE non sono nemmeno 90 euro)</p>
<p>Le lotte operaie e sindacali sono stata l’ossatura della rivoluzione, anche se in Italia se ne parla troppo poco. Pochi conoscono il ruolo centrale avuto nella rivoluzione,da parte di alcuni sindacati, del ruolo degli operai del distretto industriale di Mahalla, delle città industriali in sciopero, vero incubo del regime Mubarak .</p></blockquote>
<p>La rivoluzione egiziana, come ho scritto più volte, non è sbucata sotto a un fungo, ma è stata preceduta <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2007/10/18/il-corriere-magazine-stavolta-sui-blogger-egiziani/">da anni di lotte sindacali</a>: tra il 2006 e il 2009, il numero dei lavoratori che hanno scioperato per il salario minimo e la sicurezza sul posto di lavoro si calcola attorno a un milione e mezzo. Lo stesso Movimento 6 Aprile prende il nome dal 6 aprile 2008, giorno in cui uno sciopero generale sancì la nascita dell&#8217;unione tra sindacati e forze politiche di opposizione. </p>
<p>Consiglio, a chi fosse interessato a conoscere meglio l&#8217;Egitto laico e di sinistra, di seguire &#8211; oltre al blog di Gonzaga &#8211; la <a href="http://www.facebook.com/uesyouth">pagina su Facebook dell&#8217;Unione dei Giovani Socialisti Egiziani</a>, movimento nato per riunire tutta la gioventù di sinistra del paese, indipendentemente dai partiti di appartenenza.<a href="http://www.facebook.com/notes/union-of-egyptian-socialist-youth/primo-comunicato-la-nostra-unione-%C3%A8-una-missione-rivoluzionaria-e-patriottica/259988260688953"> Il manifesto in cui spiegano il perché di quest&#8217;unione</a> mi ha fatto pensare alla sinistra italiana e alla nostra gioventù. E&#8217; stato un pensiero malinconico.</p>
<blockquote><p>E ancora questi dirigenti, nonostante la rivoluzione del 25 Gennaio sia stata accesa dai giovani, persevera a voler esercitare la sua tutela sui giovani della sinistra, nei suoi partiti e nelle sue rigide organizzazioni, e persevera a non voler lasciare alcuno spazio agli elementi e ai quadri giovanili di guidare o nemmeno partecipare alla dirigenza di questi partiti e organizzazioni.</p>
<p>Noi perciò, persuasi dell’incapacità di questi partiti di esprimere i nostri sogni, e ambizioni, noi giovani della sinistra d’Egitto, per nostro senso di responsabilità verso la nostra patria e verso la nostra area politica e la nostra convinzione nel ruolo che deve svolgere la sinistra presso il popolo egiziano in questo periodo, che è un ruolo che non può essere svolto attraverso i metodi tradizionali di questi partiti e di questi dirigenti; noi siamo certi che la fondazione di una unione dei giovani in cui si uniscono tutte le forze della sinistra, lontani dalla tutela delle leadership di questi partiti – con il diritto di ogni compagno/a a mantenere la propria appartenenza di partito o organizzazione – sia divenuta una missione rivoluzionaria e patriottica</p>
<p>Unione Giovani Socialisti Egiziani</p></blockquote>
<p>(L&#8217;Egitto sta davvero vivendo un momento di grande, contagiosa passione politica. Credo si noti. Perdersi quello che sta succedendo sarebbe un peccato grave, davvero.)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Egitto in Italia: prendiamo appuntamento</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sarà molto Egitto democratico, in Italia, nelle prossime settimane. A Mantova, venerdì 9, Paola Caridi presenta due incontri: alle 11,30 ci sarà &#8220;I GIOVANI ARABI TRA WEB, PIAZZA E LIBERTÀ&#8221; con Wael Abbas e, alle 16,45, quello con &#8216;Ala Al Aswani, dal titolo &#8220;Rivoluzione!&#8221;. Aswani presenterà il suo ultimo libro, che arriva in libreria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/letteratura.jpg"><img src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/09/letteratura.jpg" alt="" title="letteratura" width="152" height="233" class="aligncenter size-full wp-image-4410" /></a></p>
<p>Ci sarà molto Egitto democratico, in Italia, nelle prossime settimane.</p>
<p>A Mantova, venerdì 9, <a href="http://invisiblearabs.com/">Paola Caridi</a> presenta due incontri: alle 11,30 ci sarà &#8220;<a href="http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#161">I GIOVANI ARABI TRA WEB, PIAZZA E LIBERTÀ</a>&#8221; con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wael_Abbas">Wael Abbas</a> e, alle 16,45, quello con <a href="http://www.festivaletteratura.it/scheda_autore.php?id=24">&#8216;Ala Al Aswani</a>, dal titolo <a href="http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#161">&#8220;Rivoluzione!&#8221;</a>.<br />
Aswani presenterà <a href="http://www.napolinvita.it/news/269/La-rivoluzione-egiziana----%20Ala-al-Aswani.cshtml">il suo ultimo libro, che arriva in libreria oggi </a> (io l&#8217;ho<a href="http://www.cairo360.com/article/books/1573/alaa-al-aswany-on-the-state-of-egypt/"> già comprato in inglese</a>, ahimé, fidandomi poco &#8211; per una volta a torto &#8211; della tempestività delle case editrici italiane) e mi piacerebbe molto andare a sentirlo.<br />
Venerdì mattina lavoro, purtroppo, e quindi mi toccherà saltare Wael Abbas. Un salto a Mantova di pomeriggio, però, lo farei volentieri. Se qualcuno, da Genova o luoghi limitrofi, ha in programma di andarci, faccia un fischio e ci si mette d&#8217;accordo.</p>
<p>L&#8217;altro appuntamento, invece, è a fine mese a Ferrara, per il <a href="http://www.internazionale.it/festival/programma/">festival di Internazionale</a>. E lì, in particolare, non vorrei perdermi, domenica 2 ottobre alle 12, la presentazione di <a href="http://www.megamodo.com/2011102615-i-diari-della-rivoluzione/">&#8220;I diari della rivoluzione</a>&#8220;, con Hossam el Hamalawy (l&#8217;<a href="http://www.arabawy.org/">Arabawy</a> che qui avremo citato <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/?s=arabawy&#038;searchsubmit=Cerca">diecimila volte</a>) e <a href="http://twitter.com/#!/Ssirgany">Sarah el Sirgany</a> presentati da Jamila Mascat. </p>
<p>A Ferrara ci andrò con un paio di amici con cui sono già d&#8217;accordo. Però, di nuovo: se qualche lettore dell&#8217;Haramlik ha in programma di andarci, si faccia vivo, ché così ci si conosce. L&#8217;Egitto mi sta trasformando da orso bruno a bestia socievole, non chiedetemi perché.</p>
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		<title>Cose per cui è valsa la pena vivere: la festa laica a Tahrir</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 15:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[Cairo]]></category>
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		<category><![CDATA[Tahrir]]></category>

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		<description><![CDATA[Doveva essere una risposta politica al Venerdì dei Salafiti, ma non si capiva che forma dovesse avere. Prima si era pensato a una manifestazione dei sufi e delle sigle secolari e di sinistra. Poi alcuni avevano chiesto tempo per non sovrapporsi ad altre iniziative, altri &#8211; molti &#8211; avevano semplicemente osservato che non era il caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Doveva essere una risposta politica al <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/2011/07/30/tahrir-il-giorno-dei-salafiti/">Venerdì dei Salafiti</a>, ma non si capiva che forma dovesse avere. Prima si era pensato a una manifestazione dei sufi e delle sigle secolari e di sinistra. Poi alcuni avevano <a href="http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/18510/Egypt/Politics-/Political-groups-and-parties-call-for-delay-of-Fri.aspx">chiesto tempo</a> per non sovrapporsi ad altre iniziative, altri &#8211; molti &#8211; avevano semplicemente osservato che non era il caso di accentuare fratture, di rafforzare la divisione tra laici e religiosi, e insomma, quando il venerdì del 12 agosto è arrivato, noi siamo andati a Tahrir senza sapere bene cosa avremmo trovato, oltre a un iftar in piazza. Abbiamo trovato <a href="http://www.arabia.msn.com/News/MiddleEast/bym/2011/August/8333326.aspx">una festa</a>.</p>
<p>Quelle feste che all&#8217;inizio sei un po&#8217; imbarazzata, sei arrivata tra i primi, qualcuno ti ha offerto dei datteri e tu giri per la piazza stringendoli in mano, aspettando che arrivino le sei e mezza della rottura del digiuno per poterli mangiare e, intanto, li senti appiccicosi e non sai cosa fartene, delle mani.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/datteri.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4370" title="datteri" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/datteri-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Più esercito che gente, ampi spazi vuoti tra i capannelli, l&#8217;aiuola centrale della piazza completamente militarizzata per impedirne la rioccupazione, i cambi della guardia dei soldati pensati apposta per mettere paura: colonne di soldati armati fino ai denti che fendono la folla, l&#8217;amica che mi tira via mentre ce li ho quasi addosso, Paolo perso da qualche parte a parlare in arabo con un attivista che è, incidentalmente, l&#8217;uomo più bello del mondo (sì, anche l&#8217;occhio vuole la sua parte), gente da salutare &#8211; al Cairo saluti sempre qualcuno, anche se sei lì da tre giorni &#8211; e facce che riconosco per averle pubblicate, su questo stesso blog, a febbraio, quando Julia mi mandava le sue foto dalla Tahrir rivoluzionaria. Scattarle io, le foto, alle stesse facce sorridenti che ho guardato per mesi.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/vecchie-conoscenze.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4371" title="vecchie conoscenze" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/vecchie-conoscenze-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E poi sempre più gente, man mano che faceva buio, e qualche scaramuccia coi soldati, la sensazione che stiano per volare botte, una signora quasi anziana col figlio giovanotto con cui ci fermiamo a parlare e io che le chiedo: &#8220;<em>Ma non ha paura a stare qui?</em>&#8220;, visto che noi un po&#8217; ne abbiamo, a quel punto, e lei che dice di sì, ma che bisogna rimanere, è troppo importante.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/polizia-tahrir1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4373" title="polizia tahrir" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/polizia-tahrir1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Tentativi di lotta di classe, uomini e donne che spiegano ai soldati che, col poco che guadagnano, dovrebbero scendere e manifestare anche loro, altro che presidiare la piazza. Furgoncini che scaricano vassoi col pollo da distribuire alla gente. Sempre più gente. Bandiere, uno striscione immenso con i colori nazionali. E poi la folla, piazza Tahrir che diventa ancora una volta la sintesi del Cairo, una specie di sandwich fatto a strati: l&#8217;esercito al centro, che a sua volta forma un cordone attorno alla polizia. Un fiume di gente attorno e, tra gli uni e gli altri, le macchine, gli autobus, i taxi, il traffico che cerca di scorrere perché la piazza non viene chiusa alla circolazione, incredibilmente, nonostante tutto ciò che succede.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/striscione.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4372" title="striscione" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2011/08/striscione-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Traffico e manifestanti insieme, traffico e discorsi dal palco, traffico e cortei, traffico e striscioni, traffico e<a href="http://www.facebook.com/egylionsfamily"> concerto rap</a>, traffico e canti sufi dal palco.</p>
<p>Traffico e derviscio rotante.<br />
Dico davvero. Traffico giù, gente ovunque, i sufi e il derviscio rotante sul palco. E il vecchietto con gli occhi chiusi che balla al ritmo della musica dei sufi, issato sulle spalle di qualcuno, le braccia che sembra che stia per volare.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Q1PNgGatA40?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Q1PNgGatA40?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Gli slogan. &#8220;<em>Su la testa, sei egiziano</em>.&#8221; La parola che rimbomba ovunque: &#8220;<em>Medineyya</em>&#8220;. Stato laico. Quell&#8217;enorme bandiera portata attorno alla piazza tra centinaia di mani che la vogliono toccare, a formare un tunnel che sovrasta le centinaia di macchine imbottigliate e la gente nelle macchine che ride e tira fuori i telefonini per filmare la scena. Gli occhi scintillanti di Paolo, emozionato. E la corsa liberatoria dietro a quella bandiera non nostra, alla fine, ché un minuto di condivisione ce lo siamo meritato pure noi, dopo tanti anni e tante parole e tanta vita.<br />
Un minuto solo, che questi anni li è valsi tutti.<br />
Uno di quei minuti perfetti e rarissimi, in una vita, quando pensi che l&#8217;amore finisce bene.</p>
<p>Dopo &#8211; dopo il concerto, dopo tanta festa e tanta gioia respirata e tanto sentire &#8220;<em>Medineyya</em>&#8221; che rimbombava nella piazza &#8211; siamo andati da qualche parte a bere qualcosa, a cercare silenzio per mettere ordine. E ci guardavamo e, da dire, c&#8217;era una cosa sola: &#8220;<em>Averlo visto per tanti anni prima, Il Cairo. Vederlo adesso, averlo visto stasera. Ma tu lo avresti mai detto? Ma tu ci avresti mai pensato? Ma tu avresti mai osato anche solo sognarla, al Cairo, una serata come questa? Incredibile.</em>&#8221;</p>
<p>Incredibile.</p>
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