Paperino a Milano

paperin.jpg

E’ successo che quello che mi doveva affittare la micro-casa a Milano (e che si era preso la mia proposta di affitto firmata e un assegno) non mi chiamava mai e ieri finalmente l’ho beccato e lui mi ha detto che andava tutto bene ma che il proprietario non me la voleva affittare più a 680 euro ma a 700.
E a me è venuto un attacco di incazzatura ma talmente grande, ma talmente cosmico, che mi sono letteralmente messa a soffrire e ho pensato che no, che non era giusto, e che mi stavano alzando il prezzo solo perché gli avevo detto che avevo molta fretta di trasferirmi e che quindi io li mandavo al diavolo, ché era gente orribile con cui non volevo avere nulla a che fare e che andassero a ricattare la loro nonna e non me.
E quindi gli ho detto che non se ne faceva più niente, spiegandogli con grande accuratezza che trovavo tale comportamento maleducato, incivile e scorretto e che il rapporto di fiducia tra di noi si era rotto.
Cri: “Evvabbe’, ma sono 20 euro.”
Webmaster: “Papera, ok, ma sono solo 20 euro.”
Amica esteta: “Ah, come ti capisco! Anch’io ho queste rigidità per le quali vengo sovente disapprovata ma tanta mediocre scorrettezza è insopportabile.”
L’amica esteta era l’unica prof del gruppo, oltre che l’unica ad essere d’accordo con me, e forse il mestiere di una c’entra qualcosa, in questi frangenti.
Io, comunque, ho tenuto un lungo discorso all’agente immobiliare ripercorrendo i suoi errori e quelli del padrone di casa (ma dirmelo subito, che erano 700 euro, non era più bello?), spiegandogli quanto essi fossero oggettivamente insopportabili e comunicandogli che sarei passata a riprendermi la mia caparra quanto prima.

Dopodiché, avvilita e di nuovo homeless, mi sono rimessa a cercare casa meditando su quando la cercavo al Cairo, e il rispetto per la parola data, la stretta di mano che ha un valore, la semplicità della questione luce-gas, la gentilezza come approccio alla vita e il bisticciare sui quattrini che là non era mai grave, non correvo mai il rischio di farmi veramente male, e qui invece ti tagliano via la pelle a strisce, se non stai attento, e sempre con questo modo delinquenziale di stare dentro la legge e di taglieggiarti da lì, specie se sei stordita e impiastro come me.

E mi è venuta una malinconia infinita e, giusto in quel momento, sono passata davanti a un Doner Kebab di questi che sono spuntati un po’ ovunque e, nel passarci davanti, ho sentito che dentro c’era musica e, maledizione, la musica in questione era una canzoncina pop che sentivo sempre al Cairo.
E mi è venuto un magone cosmico e mi si sono riempiti gli occhi di lacrime e, sempre con gli occhi pieni di lacrime, ho attraversato via Settembrini.
E siccome non si vede un piffero, quando si hanno gli occhi pieni di lacrime, io non ho visto le rotaie del tram che spuntavano dal suolo sconnesso e ci sono inciampata dentro e ho fatto un volo che sono decollata e ricaduta lunga distesa sulle strisce pedonali, ammaccandomi intera e imbarazzandomi non poco.
E poi, lì per lì, mi pareva di stare anche bene, e ho continuato a cercare casa per circa un’oretta, tutta sbucciata e con un umore da cani, fino a quando non mi sono accorta che non era affatto vero che stessi bene.
Stavo malissimo, anzi.
Non camminavo quasi più, anzi.
Mi ero slogata la caviglia e mi faceva male.
Malissimo.
Dovevo stendermi.
E che fa, una, quando deve stendersi? Si cerca un letto.
Io, quindi, mi sono infilata nella prima pensione che ho trovato e ho chiesto una stanza.
Indi, dal letto di uno stanzone buio della Pensione Italia di via Vitruvio, ho telefonato a Cri e al webmaster per informarli che forse avevo un piede rotto, nessuna voglia di fare alcunché se non starmene stesa e che, anzi, avevo pensato di lasciarmi semplicemente morire.
Là, alla Pensione Italia.

Il webmaster mi ha detto che in tre ore ce la faceva, ad arrivare da Bolzano, e che partiva subito.
Io: “Ma no, e se poi la caviglia non è grave?”
Lui: “L’umore lo è di certo.”

Cri mi ha detto che una che si sloga una caviglia in genere va al Pronto Soccorso, non a cercarsi una pensione, e che arrivava per portarmici lei, al posto giusto, visto che a me da sola non era venuto in mente.

Io intanto continuavo a gemere: “Mannò, lasciatemi morire da sola, qui su un letto della pensione Italia” e intanto davo con una certa cura l’indirizzo ad entrambi.
E poi ho cominciato a vedere le stelle.
Ma le stelle, proprio.
Forse era proprio rotto, ‘sto piede.

Quando sono scesa dalla stanza, trascinata da Cri verso un taxi, il portiere della pensione ha diagnosticato: “Sì, è sicuramente rotto. Si vede dal colore, è nerissimo.”
E io, tra gli spasimi della sofferenza: “Ma no, quello è il mio colore, è lo stesso dell’altro piede.”
E siamo salite sul taxi, direzione Ospedale Ortopedico Gaetano Pini da dove sono uscita, nella notte, fasciata nel tensoplast dal ginocchio in giù, con solo le dita dei piedi libere.
E ho chiesto a Cri: “E il mio sandalo, che lo avevi tu?”
E Cri: “Gulp. L’ho dimenticato nel taxi.”
E io: “Cacchio. Ed io come ci vado a scuola domani mattina alle 8, considerando che stanotte starò nella pensione con il webmaster?”
E Cri: “Ti lascio le mie scarpe, tanto io rincaso in macchina.”

Sono quindi stata consegnata al webmaster, che intanto era giunto da Bolzano, azzoppata, priva di una scarpa, acciaccatissima e determinata ad andare a mangiare immediatamente uno zighinì dagli eritrei di Porta Venezia, scalza e tutto.
Quando mi sono resa conto che Cri si era scordata di lasciarmi i suoi sandali, le luci della sua macchina si vedevano ormai in lontananza.

Mangiare uno zighinì prive di una scarpa e zompettanti nella fasciatura con i ditoni all’aria non è gravissimo.
E’ inconsueto, ma non gravissimo.
Diverso è presentarsi così in classe alla prima ora del giorno successivo. Io ci ho anche provato, ad evitarlo, ma Milano non è il Cairo e non ne trovi, di scarpe in vendita all’1 di notte o alle 7 e mezzo del mattino.
Ed io cominciavo alle 8, come dicevo.

Ho fatto il mio ingresso trionfale in classe accolta da un coro di: “Prof! Ma che ha fatto?”
Ed io: “Sono inciampata e ho una distorsione alla caviglia.”
E loro: “Prof, ma non è un po’ troppo scoperto, il suo piede?”
E io: “Sì, sembra anche a me, ma i medici mi hanno tassativamente proibito di stringere la fasciatura in una scarpa, in qualsiasi tipo di scarpa. Mi hanno detto che dovevo rimanere così.”
E Peppe, del primo banco: “Ma le diventeranno tutte le dita nere!”
E io: “Già.”

In corridoio ho incontrato Gegè, mio alunnetto con la sindrome di Down, che si è mostrato interessatissimo: “E dove è inciampata, come è successo?”
E io: “Sulle rotaie del tram.” E gli ho spiegato la dinamica.
Lui mi ha fissato con attenzione e poi ha esclamato: “Ma si può essere così fessi?”
E si è allontanato scuotendo la testa e lasciandomi lì a risolvere, da sola, il quesito.

Più tardi qualcuno mi diceva che gli pareva impossibile che i miei studenti se la fossero bevuta, la storia di me scalza per prescrizione medica.
Sciocchezze.
Arrivare a immaginare che la prof è scalza perché ha perso una scarpa nel taxi è infinitamente meno realistico, secondo me.

(Continua prossimamente.)

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Comments Closed

54 Commenti

  1. Pubblicato 16 settembre 2005 alle 22:17 | Link Permanente

    Ma Lia!!!!!Che altro dire, se non Ma Lia……!
    Scusaci infinitamente, ma se per regalarci un post così bello devi rimetterci una caviglia e un appartamento e un paio di scarpe non ci sembra di aver poi chiesto tantissimo!

  2. ritael
    Pubblicato 16 settembre 2005 alle 22:37 | Link Permanente

    Il tuo piede che ne ha sofferto, cara Lia, ma il blog ne ha guadagnato! Post gustosissimo, mi sono proprio divertita … :)

  3. Pubblicato 16 settembre 2005 alle 22:49 | Link Permanente

    In bocca al lupo per tutto, Lia. Tieni duro, la nostalgia non passerà, ma la forza dell’abitudine aiuterà un poco. E magari anche gli amici. E i webmasters ;)

  4. lili
    Pubblicato 17 settembre 2005 alle 08:10 | Link Permanente

    cara Lia
    da qualche tempo leggo il tuo blog (che mi piace molto) ma non sono mai “uscita allo scoperto”. Lo faccio adesso per farti avere un po’ di solidarietà. Un amico abita a Milano e tempo fa mi aveva parlato di alcuni “loculi” in affitto. Lo chiamo in giornata e ti faccio sapere
    Coraggio
    ll

  5. mr
    Pubblicato 17 settembre 2005 alle 09:40 | Link Permanente

    Scusa, scusa, scusa, scusa. Lo so che non si ride delle disgrazie altrui, ma questo post mi ha proprio risollevato il morale (e in questo periodo ne ho decisamente bisogno). Spero che scriverlo abbia fatto lo stesso effetto anche a te.

  6. Pubblicato 17 settembre 2005 alle 09:58 | Link Permanente

    ma tu devi pubblicare “sul serio” questi scampoli di vita vissuta! E devi anche tentare la strada della televisione: altro che gli stucchevoli “Caro maestro” e affini. Qui ci sono valori difesi a prezzo del proprio sangue, lacrime e sofferenza vere… Aspetto con ansia la prossima puntata

  7. Pubblicato 17 settembre 2005 alle 10:41 | Link Permanente

    Ciao Lia, mi dispiace e sai ho sofferto con te… non ridere… ma non ti devi abbattere, devi essere positiva anche se in realtà ci vorrebbe una mitraglietta!!!
    E poi 20 E sono 20 E vecchie 40.000 lire….
    Sono tutti ladri e approfittatori… Non darli mi raccomando.
    Un bacione grande grande.

  8. fatma
    Pubblicato 17 settembre 2005 alle 11:18 | Link Permanente

    tu lo sai, vero?, che se fossi stata a napoli ti avrebbero raccolta da terra e portata in ospedale subito?
    mannaggia.. proprio non ti passa, eh?

  9. barbate
    Pubblicato 17 settembre 2005 alle 12:17 | Link Permanente

    ciao PAPERINA, purtroppo so come ti senti, mi e’ capitato spesso di sentirmi a terra, ma vedrai che presto la ruota girera’ dall’altra parte e allora ci faremo delle sane risate a ripensare a tutto cio’. Il lato positivo e’ che le persone che ti vogliono bene sono accorse…e credimi non e’ poco!!!!
    Note dell’egitto”QUI PIOVE” era ora…..
    ciao e coraggio

  10. Pubblicato 17 settembre 2005 alle 14:07 | Link Permanente

    Bisogna approntare una scorta di Milano-avvezzi dotati di abbondante pelo sullo stomaco ed eventualmente autolettiga. In tutta coscienza non possiamo mandarla in giro da sola.

    La vecchia zia direbbe su, su.

    Peccato per l’appartamento e via Settembrini che non è male come zona. Ma hai fatto bene a mandarli in mona.

    Stai bene.

  11. Federica
    Pubblicato 17 settembre 2005 alle 14:34 | Link Permanente

    Dovresti ritelefonare e, se ti dicono 680, bel bella ripresentarti.

  12. Pubblicato 17 settembre 2005 alle 14:42 | Link Permanente

    … Un buon cornetto rosso napoletano?
    Vanno bene anche gobbetti, ferri di cavallo ecc…
    Però debbono essere regalati.
    A quale indirizzo?
    Ci provo: Lia – C/o Pensione Italia – Milano?

  13. Eca
    Pubblicato 17 settembre 2005 alle 15:50 | Link Permanente

    Io forse potrei affittarle un appartamento, non è in Milano ma comunque c’è il bus proprio sotto casa. Non le nego che avevo già pensato di scriverle questo messaggio ma ero sempre stato trattenuto dall’idea di vedere la mia realtà proiettata dal suo punto di vista. Vabé, bando alle ciance, se proprio è disperata contatti la Broccoli. Saluti!

  14. Pubblicato 18 settembre 2005 alle 07:47 | Link Permanente

    Esattamente come quello che scrivevi dal Cairo era il *mio* Egitto, questo tuo spaventoso post rispecchia la *mia* Milano. E quindi mi ha colpito moltissimo.

    Non per fare il politicamente corretto, solo per dire una cosa vera: mi spaventa Milano, ma mi piacciono molto i milanesi (o meglio, mi piacciono molto molti milanesi), in particolare quelli autoctoni.

  15. Pubblicato 18 settembre 2005 alle 10:13 | Link Permanente

    A proposito di realismo studentesco. L’alunno che seguo quest’anno, causa bocciatura, si è ritrovato nella stessa classe dell’alunna che seguivo l’anno scorso e che adesso ha un altro insegnante di sostegno. Il primo giorno ho spiegato alla classe che quest’anno avrei seguito Giuliano e non più Virginia. Non ho fatto in tempo a illustrare il cambiamento anche al collega appena entrato in classe, che l’alunna rumena ha subito risposto allo sguardo interrogativo del professore: “Prozoresa quest’ano cambiato sesso”, gli ha chiarito le idee,indicandomi.

  16. Pubblicato 18 settembre 2005 alle 18:32 | Link Permanente

    Quello che non ho capito, € 680 al mese, poi dopo un giorno…€ 700 al mese.
    Ma l’inflazione programmata è del 2% all’anno o al giorno?
    Poi non ho capito il padrone di casa: cioè è meglio un “locatario” che paga € 600, ordinato e pulito, o uno che paga € 1000 e ti distrugge la casa dopo non aver pagato gl’ultimi 6 mesi di locazione?(tanto i tempi tecnici per un eventuale sfratto sono quelli che sono, e non sono automatici, ed inoltre l’avvocato… ecc)
    Lia ma questo “padrone di casa” lo conosci, o conosci solo il funzionario della Tecnocasa?

  17. lia
    Pubblicato 18 settembre 2005 alle 18:33 | Link Permanente

    Ho trovato casa! Ora. Ieri sera. Abbiamo fatto la “proposta” stamattina (di domenica!) e poco fa ho portato la roba dentro e la bici nel cortile; domani o dopo firmo e prendo le chiavi.
    Quando l’ho vista mi ci volevo incatenare dentro, non me ne volevo andare più.
    Prima o poi avrò anche un collegamento internet, a questo punto.
    Tripudio.
    So’ contenta.

  18. Pubblicato 18 settembre 2005 alle 18:40 | Link Permanente

    YUUUU!!!!
    Che bello hai trovato casa!
    Spero a condizioni migliori della precedente situazione.
    Augurissimi per la caviglia; Lasonil o Voltaren gel a tutto spiano, ed impacchi gelati.

  19. Gianco
    Pubblicato 18 settembre 2005 alle 18:58 | Link Permanente

    Liuzza, ma fatteli benedire i piedi. Non ti rompesti un alluce tempo fa.
    E sui 20 euri sono solidale con te. La parola è parola.
    Comunque le promesse non le mantieni.
    L’aria di Milano fa brutti effetti.
    Bacione.

  20. Giulia
    Pubblicato 18 settembre 2005 alle 22:53 | Link Permanente

    secondo me è un chiaro segno che bisogna stare in egitto io sono tornata il 6 e come al solito la botta di paranoie da rientro mi è venuta una settimana dopo subdola come sempre e assolutamente inaspettata, dovrei essere più preparata a affrontarla ma quando mai nella vita si è preparati? mah…voglio tornare in egitto…chissà quando…

  21. barbate
    Pubblicato 18 settembre 2005 alle 22:59 | Link Permanente

    ALE, OH, OH
    ALE, OH, OH
    EVVIVAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  22. rotafixa
    Pubblicato 19 settembre 2005 alle 01:48 | Link Permanente

    sicuro che ce l’avresti fatta

    t’aspetto insieme al tonno

    non credo che ci sia nessuno che mi fa ridere per un piede incasinato

    coem te

  23. Gianco
    Pubblicato 19 settembre 2005 alle 09:44 | Link Permanente

    Ehi… ti avevo lasciato un commento, ma non lo vedo.
    Ti dicevo che con i piedi sei speciale. Non ti eri rotta un alluce tempo fa? Ma perchè non guardi dove li metti i piedi?
    Bacione a te ed un abbraccio al webmaster.

  24. Pubblicato 19 settembre 2005 alle 09:46 | Link Permanente

    Che strano, io avevo scritto un commento completamente diverso! Quello che risulta a nome mitilene e che parla di affitti e locatari non è mio. Il mio, invece, non c’è affatto e parlava di tutt’altro…

  25. chiara
    Pubblicato 19 settembre 2005 alle 09:57 | Link Permanente

    BENE! OLE! BENE! OLE! FESTA!
    Te lo giuro, avevo mal di stomaco, le lacrime agli occhi, ma davvero. Mamma che ansia!
    Ti prego chiamami un’altra volta, due parolette per tirarti su le trovo mentre la Cri viene a prenderti e il Fant è in autostrada.
    Cacchio non stare sola a piangere!

  26. Pubblicato 19 settembre 2005 alle 12:38 | Link Permanente

    porcaccia prof, succedono sempre tutte insieme, vero? un abbraccio!

  27. Pedro Almaviva
    Pubblicato 19 settembre 2005 alle 12:51 | Link Permanente

    CHE BELLO LIA!

    Ma quando dici ABBIAMO, intendi dire che ti ha aiutata il Webmaster?

    Comunque uno che si spara 3 ore di macchina perché “il piede forse non è grave ma l’umore lo è certamente” va subito sposato, altro che fra tre anni!

    Un bacio grande e buona nuova casa!

    Pedrita

    PS: LIA postaci le foto della nuova casa (o almeno la piantina, così ti immaginiamo lì) e raccontaci bene come l’hai trovata. Ormai non mi posso perdere neanche una puntata della soap Lia: una cariota partenopea a Milano!

  28. giuseppe
    Pubblicato 19 settembre 2005 alle 18:21 | Link Permanente

    Io proverei a rilanciare: Euro 660 se vogliono recuperare l’offesa. Che dici?

  29. graz
    Pubblicato 19 settembre 2005 alle 19:01 | Link Permanente

    Concordo con Pedro: SPOSALO SUBITO. E vai a Lourdes. Per farci uno shampoo … hai visto mai che funzionasse!!! Un abbraccio, mi aggiungo al coro di chi aspetta nuove. Ciao, graz

  30. Pubblicato 19 settembre 2005 alle 21:05 | Link Permanente

    Congratulazioni! Ardovig

  31. bluedanube
    Pubblicato 19 settembre 2005 alle 21:22 | Link Permanente

    Ti seguo nell’avventura milanese e spero che scriverai di più quanto prima connessione ad Internet permettendo :)

    The Anti-war Movement in Italy
    Hunger Strike Against Censorship
    By KATRINA YEAW
    http://www.counterpunch.org/yeaw09192005.html

  32. Pubblicato 20 settembre 2005 alle 21:21 | Link Permanente

    Sono felice che tu abbia trovato casa (e mi dispiace per il piede).
    Quanto al rispettare la parola data o tradirla .. ti prego non generalizzare, almeno non troppo…
    Io nel 2003 a Bethlehem ho vissuto una vicenda simile alla tua con la mia padrona di casa che era una signora palestinese (araba, quindi).
    Questo non cancella nulla delle altre belle esperienze che ho vissuto in Palestina e non mi impedisce di riscontrare, anche in Italia, la presenza di persone affidabili.
    Concordo con te che l’atmosfera che si crea nei paesi arabi é più gradevole, in media, di quella italiana.
    Però potremmo provare a cambiare il clima anche qui… almeno quelli di noi che lo sanno fare (e mi sembra che, salvo eccezioni, i tuoi interlocutori appartengano alla categoria e non sono poi così pochi).

  33. Pubblicato 20 settembre 2005 alle 22:58 | Link Permanente

    …e infine ho pensato “ma questo post merita…un post!”. E così è stato ;)

  34. Julia
    Pubblicato 21 settembre 2005 alle 00:15 | Link Permanente

    Yo también tengo lágrimas en los ojos leyendo esto. Me acuerdo mucho de ti y no escribo más porque lloro.
    Te quiero mucho

  35. mo
    Pubblicato 21 settembre 2005 alle 12:25 | Link Permanente

    Non sono riuscita a leggere tutti i post sull’argomento, (per farlo aspetto la nanna della mia pupetta), quindi magari te l’ha già detto qualcuno, ma secondo me è significativo il fatto che tu abbia trovato proprio la pensione Italia…
    tieni duro che alla fine c’è sempre una ricompensa;)
    ciao M

  36. francesco
    Pubblicato 21 settembre 2005 alle 14:08 | Link Permanente

    Ma quando sei caduta tra le rotaie, perchè non è passato il treno?
    Almeno la finivi di dire cazzate e soprattutto di soffrire.
    A dimenticavo se ami tanto l’Egitto e gli Egiziani perchè non ci torni?

  37. Pubblicato 22 settembre 2005 alle 04:05 | Link Permanente

    E’ sempre un piacere leggerti e questo post va dal dolce al delizioso al tragicomico. Coraggio!

    PS: attenta a non parlare troppo della tua classe che poi ti trovano… ;-)

    PS: se ti manca tanto il Cairo puoi riguardartelo con Google… non e’ una gran consolazione ma e’ pur sempre qualcosa ;-)
    http://maps.google.com/maps?q=cairo&ll=30.047476,31.238240&spn=0.003317,0.005157&t=k&hl=en

  38. Pubblicato 22 settembre 2005 alle 20:45 | Link Permanente

    Ma vieni via da lì…vieni al mare!!!
    Ciao, complimenti per il bog.

  39. melusinach
    Pubblicato 23 settembre 2005 alle 19:22 | Link Permanente

    :-) Ciao Lia :-)

  40. Pubblicato 26 settembre 2005 alle 15:43 | Link Permanente

    Ho scoperto or ora il tuo blog, e’ vermaente splendido!
    Ho riso molto al raccotno della tua disavventura e me ne dispiaccio… in bocca al lupo per il piede e la casa!

  41. barbate
    Pubblicato 26 settembre 2005 alle 23:17 | Link Permanente

    LIAAAA AA AAAAAAAAAAAAAAAA, MA DOVE SEI ?????
    DACCI NOTIZIE.UN ABBRACCIO DALL’EGITTO. CIAO

  42. Lucia
    Pubblicato 27 settembre 2005 alle 16:26 | Link Permanente

    No! Vabbe’ che nella boriosa Milano puo’ succedere di tutto, ma nascondere Lia, no questo proprio non lo doveva fare!

  43. diego
    Pubblicato 28 settembre 2005 alle 00:35 | Link Permanente

    l’attesa di un post con il seguito della vicenda casa si sta facendo spasmodica !
    abbi pietà di noi e scrvi !!!!!

  44. Pubblicato 28 settembre 2005 alle 00:48 | Link Permanente

    Come vedi, ti accompagna un tifo da stadio. E un affetto di proporzioni analoghe ;)

  45. Pubblicato 28 settembre 2005 alle 10:17 | Link Permanente

    Lia, dacci qualche segno, per piacere!

  46. Pubblicato 28 settembre 2005 alle 12:04 | Link Permanente

    “Continua prossimamente”… Lia, ma ci si deve preoccupare?

  47. sst
    Pubblicato 28 settembre 2005 alle 13:30 | Link Permanente

    Ciao Lia, ti leggo da parecchio ma mi decido a scriverti solo ora che hai trovato casa per darti il benvenuto nella mia Milano.

    Una curiosità, anzi due, in che zona è la casetta? Invece, la casa dei “680-anzi-no-700-euro” in che zona era? Dalla descrizione sembra la mia.

    In bocca al lupo per il piede.

    Ciao, sst

  48. Pubblicato 28 settembre 2005 alle 16:10 | Link Permanente

    hai fatto bene a mandare al diavolo l’affitto, non è per i 20 euro ma è per principio, cavoli! io cercherei di far passare qualche guaio al poco professionale agente immobiliare :(
    zighni dove? samson? keren? :D

  49. lia
    Pubblicato 28 settembre 2005 alle 20:39 | Link Permanente

    Zighinì da Samson.
    La casetta dei “680 – no – 700″ era all’inizio di via Montegani, quando inizia via Meda.
    Quella in cui mi sono infine installata e navigo in continue infornate di scatoloni, invece, è esattamente a 10 minuti in bici dalla mia scuola e dall’università dove ho ripreso a fare qualche lavoretto. Io lo direi anche, in che strada è, ma se poi arriva un neocone e mi spara sotto casa mi portate sulla coscienza.

    Ieri avevo scritto un post ma il computer dell’internet point se l’è inghiottito.
    E’ stato bruttissimo.

    Io, poi, se non posso fumare non riesco a scrivere, quindi forse è anche un bene che il coso di ieri sia svanito. Forse era semplicemente un brutto post e il blog l’ha sputacchiato via appena se l’è visto arrivare.
    Non so.
    Comunque sono di nuovo nell’internet point, e di nuovo non posso fumare.
    Venerdì mi hanno giurato che arriva Fastweb.
    Me l’hanno giurato.
    Io ci credo.

    Sono viva, insomma.
    Baci tanti.
    Vado a fumare.
    (Ma lo sapete che bisogna anche dare i documenti, prima di accedere a un computer?? Qui sono pazzi, sono.)

  50. ritael
    Pubblicato 28 settembre 2005 alle 21:49 | Link Permanente

    Buona fumata, Lia! :)

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