
E’ successo che quello che mi doveva affittare la micro-casa a Milano (e che si era preso la mia proposta di affitto firmata e un assegno) non mi chiamava mai e ieri finalmente l’ho beccato e lui mi ha detto che andava tutto bene ma che il proprietario non me la voleva affittare più a 680 euro ma a 700.
E a me è venuto un attacco di incazzatura ma talmente grande, ma talmente cosmico, che mi sono letteralmente messa a soffrire e ho pensato che no, che non era giusto, e che mi stavano alzando il prezzo solo perché gli avevo detto che avevo molta fretta di trasferirmi e che quindi io li mandavo al diavolo, ché era gente orribile con cui non volevo avere nulla a che fare e che andassero a ricattare la loro nonna e non me.
E quindi gli ho detto che non se ne faceva più niente, spiegandogli con grande accuratezza che trovavo tale comportamento maleducato, incivile e scorretto e che il rapporto di fiducia tra di noi si era rotto.
Cri: “Evvabbe’, ma sono 20 euro.”
Webmaster: “Papera, ok, ma sono solo 20 euro.”
Amica esteta: “Ah, come ti capisco! Anch’io ho queste rigidità per le quali vengo sovente disapprovata ma tanta mediocre scorrettezza è insopportabile.”
L’amica esteta era l’unica prof del gruppo, oltre che l’unica ad essere d’accordo con me, e forse il mestiere di una c’entra qualcosa, in questi frangenti.
Io, comunque, ho tenuto un lungo discorso all’agente immobiliare ripercorrendo i suoi errori e quelli del padrone di casa (ma dirmelo subito, che erano 700 euro, non era più bello?), spiegandogli quanto essi fossero oggettivamente insopportabili e comunicandogli che sarei passata a riprendermi la mia caparra quanto prima.
Dopodiché, avvilita e di nuovo homeless, mi sono rimessa a cercare casa meditando su quando la cercavo al Cairo, e il rispetto per la parola data, la stretta di mano che ha un valore, la semplicità della questione luce-gas, la gentilezza come approccio alla vita e il bisticciare sui quattrini che là non era mai grave, non correvo mai il rischio di farmi veramente male, e qui invece ti tagliano via la pelle a strisce, se non stai attento, e sempre con questo modo delinquenziale di stare dentro la legge e di taglieggiarti da lì, specie se sei stordita e impiastro come me.
E mi è venuta una malinconia infinita e, giusto in quel momento, sono passata davanti a un Doner Kebab di questi che sono spuntati un po’ ovunque e, nel passarci davanti, ho sentito che dentro c’era musica e, maledizione, la musica in questione era una canzoncina pop che sentivo sempre al Cairo.
E mi è venuto un magone cosmico e mi si sono riempiti gli occhi di lacrime e, sempre con gli occhi pieni di lacrime, ho attraversato via Settembrini.
E siccome non si vede un piffero, quando si hanno gli occhi pieni di lacrime, io non ho visto le rotaie del tram che spuntavano dal suolo sconnesso e ci sono inciampata dentro e ho fatto un volo che sono decollata e ricaduta lunga distesa sulle strisce pedonali, ammaccandomi intera e imbarazzandomi non poco.
E poi, lì per lì, mi pareva di stare anche bene, e ho continuato a cercare casa per circa un’oretta, tutta sbucciata e con un umore da cani, fino a quando non mi sono accorta che non era affatto vero che stessi bene.
Stavo malissimo, anzi.
Non camminavo quasi più, anzi.
Mi ero slogata la caviglia e mi faceva male.
Malissimo.
Dovevo stendermi.
E che fa, una, quando deve stendersi? Si cerca un letto.
Io, quindi, mi sono infilata nella prima pensione che ho trovato e ho chiesto una stanza.
Indi, dal letto di uno stanzone buio della Pensione Italia di via Vitruvio, ho telefonato a Cri e al webmaster per informarli che forse avevo un piede rotto, nessuna voglia di fare alcunché se non starmene stesa e che, anzi, avevo pensato di lasciarmi semplicemente morire.
Là, alla Pensione Italia.
Il webmaster mi ha detto che in tre ore ce la faceva, ad arrivare da Bolzano, e che partiva subito.
Io: “Ma no, e se poi la caviglia non è grave?”
Lui: “L’umore lo è di certo.”
Cri mi ha detto che una che si sloga una caviglia in genere va al Pronto Soccorso, non a cercarsi una pensione, e che arrivava per portarmici lei, al posto giusto, visto che a me da sola non era venuto in mente.
Io intanto continuavo a gemere: “Mannò, lasciatemi morire da sola, qui su un letto della pensione Italia” e intanto davo con una certa cura l’indirizzo ad entrambi.
E poi ho cominciato a vedere le stelle.
Ma le stelle, proprio.
Forse era proprio rotto, ‘sto piede.
Quando sono scesa dalla stanza, trascinata da Cri verso un taxi, il portiere della pensione ha diagnosticato: “Sì, è sicuramente rotto. Si vede dal colore, è nerissimo.”
E io, tra gli spasimi della sofferenza: “Ma no, quello è il mio colore, è lo stesso dell’altro piede.”
E siamo salite sul taxi, direzione Ospedale Ortopedico Gaetano Pini da dove sono uscita, nella notte, fasciata nel tensoplast dal ginocchio in giù, con solo le dita dei piedi libere.
E ho chiesto a Cri: “E il mio sandalo, che lo avevi tu?”
E Cri: “Gulp. L’ho dimenticato nel taxi.”
E io: “Cacchio. Ed io come ci vado a scuola domani mattina alle 8, considerando che stanotte starò nella pensione con il webmaster?”
E Cri: “Ti lascio le mie scarpe, tanto io rincaso in macchina.”
Sono quindi stata consegnata al webmaster, che intanto era giunto da Bolzano, azzoppata, priva di una scarpa, acciaccatissima e determinata ad andare a mangiare immediatamente uno zighinì dagli eritrei di Porta Venezia, scalza e tutto.
Quando mi sono resa conto che Cri si era scordata di lasciarmi i suoi sandali, le luci della sua macchina si vedevano ormai in lontananza.
Mangiare uno zighinì prive di una scarpa e zompettanti nella fasciatura con i ditoni all’aria non è gravissimo.
E’ inconsueto, ma non gravissimo.
Diverso è presentarsi così in classe alla prima ora del giorno successivo. Io ci ho anche provato, ad evitarlo, ma Milano non è il Cairo e non ne trovi, di scarpe in vendita all’1 di notte o alle 7 e mezzo del mattino.
Ed io cominciavo alle 8, come dicevo.
Ho fatto il mio ingresso trionfale in classe accolta da un coro di: “Prof! Ma che ha fatto?”
Ed io: “Sono inciampata e ho una distorsione alla caviglia.”
E loro: “Prof, ma non è un po’ troppo scoperto, il suo piede?”
E io: “Sì, sembra anche a me, ma i medici mi hanno tassativamente proibito di stringere la fasciatura in una scarpa, in qualsiasi tipo di scarpa. Mi hanno detto che dovevo rimanere così.”
E Peppe, del primo banco: “Ma le diventeranno tutte le dita nere!”
E io: “Già.”
In corridoio ho incontrato Gegè, mio alunnetto con la sindrome di Down, che si è mostrato interessatissimo: “E dove è inciampata, come è successo?”
E io: “Sulle rotaie del tram.” E gli ho spiegato la dinamica.
Lui mi ha fissato con attenzione e poi ha esclamato: “Ma si può essere così fessi?”
E si è allontanato scuotendo la testa e lasciandomi lì a risolvere, da sola, il quesito.
Più tardi qualcuno mi diceva che gli pareva impossibile che i miei studenti se la fossero bevuta, la storia di me scalza per prescrizione medica.
Sciocchezze.
Arrivare a immaginare che la prof è scalza perché ha perso una scarpa nel taxi è infinitamente meno realistico, secondo me.
(Continua prossimamente.)

Ma Lia!!!!!Che altro dire, se non Ma Lia……!
Scusaci infinitamente, ma se per regalarci un post così bello devi rimetterci una caviglia e un appartamento e un paio di scarpe non ci sembra di aver poi chiesto tantissimo!
Il tuo piede che ne ha sofferto, cara Lia, ma il blog ne ha guadagnato! Post gustosissimo, mi sono proprio divertita … :)
In bocca al lupo per tutto, Lia. Tieni duro, la nostalgia non passerà, ma la forza dell’abitudine aiuterà un poco. E magari anche gli amici. E i webmasters ;)
Ciao Lia, mi dispiace e sai ho sofferto con te… non ridere… ma non ti devi abbattere, devi essere positiva anche se in realtà ci vorrebbe una mitraglietta!!!
E poi 20 E sono 20 E vecchie 40.000 lire….
Sono tutti ladri e approfittatori… Non darli mi raccomando.
Un bacione grande grande.
Bisogna approntare una scorta di Milano-avvezzi dotati di abbondante pelo sullo stomaco ed eventualmente autolettiga. In tutta coscienza non possiamo mandarla in giro da sola.
La vecchia zia direbbe su, su.
Peccato per l’appartamento e via Settembrini che non è male come zona. Ma hai fatto bene a mandarli in mona.
Stai bene.
cara Lia
da qualche tempo leggo il tuo blog (che mi piace molto) ma non sono mai “uscita allo scoperto”. Lo faccio adesso per farti avere un po’ di solidarietà. Un amico abita a Milano e tempo fa mi aveva parlato di alcuni “loculi” in affitto. Lo chiamo in giornata e ti faccio sapere
Coraggio
ll
Scusa, scusa, scusa, scusa. Lo so che non si ride delle disgrazie altrui, ma questo post mi ha proprio risollevato il morale (e in questo periodo ne ho decisamente bisogno). Spero che scriverlo abbia fatto lo stesso effetto anche a te.
ma tu devi pubblicare “sul serio” questi scampoli di vita vissuta! E devi anche tentare la strada della televisione: altro che gli stucchevoli “Caro maestro” e affini. Qui ci sono valori difesi a prezzo del proprio sangue, lacrime e sofferenza vere… Aspetto con ansia la prossima puntata
tu lo sai, vero?, che se fossi stata a napoli ti avrebbero raccolta da terra e portata in ospedale subito?
mannaggia.. proprio non ti passa, eh?
ciao PAPERINA, purtroppo so come ti senti, mi e’ capitato spesso di sentirmi a terra, ma vedrai che presto la ruota girera’ dall’altra parte e allora ci faremo delle sane risate a ripensare a tutto cio’. Il lato positivo e’ che le persone che ti vogliono bene sono accorse…e credimi non e’ poco!!!!
Note dell’egitto”QUI PIOVE” era ora…..
ciao e coraggio
Dovresti ritelefonare e, se ti dicono 680, bel bella ripresentarti.
… Un buon cornetto rosso napoletano?
Vanno bene anche gobbetti, ferri di cavallo ecc…
Però debbono essere regalati.
A quale indirizzo?
Ci provo: Lia – C/o Pensione Italia – Milano?
Io forse potrei affittarle un appartamento, non è in Milano ma comunque c’è il bus proprio sotto casa. Non le nego che avevo già pensato di scriverle questo messaggio ma ero sempre stato trattenuto dall’idea di vedere la mia realtà proiettata dal suo punto di vista. Vabé, bando alle ciance, se proprio è disperata contatti la Broccoli. Saluti!
Esattamente come quello che scrivevi dal Cairo era il *mio* Egitto, questo tuo spaventoso post rispecchia la *mia* Milano. E quindi mi ha colpito moltissimo.
Non per fare il politicamente corretto, solo per dire una cosa vera: mi spaventa Milano, ma mi piacciono molto i milanesi (o meglio, mi piacciono molto molti milanesi), in particolare quelli autoctoni.
A proposito di realismo studentesco. L’alunno che seguo quest’anno, causa bocciatura, si è ritrovato nella stessa classe dell’alunna che seguivo l’anno scorso e che adesso ha un altro insegnante di sostegno. Il primo giorno ho spiegato alla classe che quest’anno avrei seguito Giuliano e non più Virginia. Non ho fatto in tempo a illustrare il cambiamento anche al collega appena entrato in classe, che l’alunna rumena ha subito risposto allo sguardo interrogativo del professore: “Prozoresa quest’ano cambiato sesso”, gli ha chiarito le idee,indicandomi.
Quello che non ho capito, 680 al mese, poi dopo un giorno… 700 al mese.
Ma l’inflazione programmata è del 2% all’anno o al giorno?
Poi non ho capito il padrone di casa: cioè è meglio un “locatario” che paga 600, ordinato e pulito, o uno che paga 1000 e ti distrugge la casa dopo non aver pagato gl’ultimi 6 mesi di locazione?(tanto i tempi tecnici per un eventuale sfratto sono quelli che sono, e non sono automatici, ed inoltre l’avvocato… ecc)
Lia ma questo “padrone di casa” lo conosci, o conosci solo il funzionario della Tecnocasa?
Ho trovato casa! Ora. Ieri sera. Abbiamo fatto la “proposta” stamattina (di domenica!) e poco fa ho portato la roba dentro e la bici nel cortile; domani o dopo firmo e prendo le chiavi.
Quando l’ho vista mi ci volevo incatenare dentro, non me ne volevo andare più.
Prima o poi avrò anche un collegamento internet, a questo punto.
Tripudio.
So’ contenta.
YUUUU!!!!
Che bello hai trovato casa!
Spero a condizioni migliori della precedente situazione.
Augurissimi per la caviglia; Lasonil o Voltaren gel a tutto spiano, ed impacchi gelati.
Liuzza, ma fatteli benedire i piedi. Non ti rompesti un alluce tempo fa.
E sui 20 euri sono solidale con te. La parola è parola.
Comunque le promesse non le mantieni.
L’aria di Milano fa brutti effetti.
Bacione.
secondo me è un chiaro segno che bisogna stare in egitto io sono tornata il 6 e come al solito la botta di paranoie da rientro mi è venuta una settimana dopo subdola come sempre e assolutamente inaspettata, dovrei essere più preparata a affrontarla ma quando mai nella vita si è preparati? mah…voglio tornare in egitto…chissà quando…
ALE, OH, OH
ALE, OH, OH
EVVIVAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
sicuro che ce l’avresti fatta
t’aspetto insieme al tonno
non credo che ci sia nessuno che mi fa ridere per un piede incasinato
coem te
Ehi… ti avevo lasciato un commento, ma non lo vedo.
Ti dicevo che con i piedi sei speciale. Non ti eri rotta un alluce tempo fa? Ma perchè non guardi dove li metti i piedi?
Bacione a te ed un abbraccio al webmaster.
Che strano, io avevo scritto un commento completamente diverso! Quello che risulta a nome mitilene e che parla di affitti e locatari non è mio. Il mio, invece, non c’è affatto e parlava di tutt’altro…
BENE! OLE! BENE! OLE! FESTA!
Te lo giuro, avevo mal di stomaco, le lacrime agli occhi, ma davvero. Mamma che ansia!
Ti prego chiamami un’altra volta, due parolette per tirarti su le trovo mentre la Cri viene a prenderti e il Fant è in autostrada.
Cacchio non stare sola a piangere!
porcaccia prof, succedono sempre tutte insieme, vero? un abbraccio!
CHE BELLO LIA!
Ma quando dici ABBIAMO, intendi dire che ti ha aiutata il Webmaster?
Comunque uno che si spara 3 ore di macchina perché “il piede forse non è grave ma l’umore lo è certamente” va subito sposato, altro che fra tre anni!
Un bacio grande e buona nuova casa!
Pedrita
PS: LIA postaci le foto della nuova casa (o almeno la piantina, così ti immaginiamo lì) e raccontaci bene come l’hai trovata. Ormai non mi posso perdere neanche una puntata della soap Lia: una cariota partenopea a Milano!
Io proverei a rilanciare: Euro 660 se vogliono recuperare l’offesa. Che dici?
Concordo con Pedro: SPOSALO SUBITO. E vai a Lourdes. Per farci uno shampoo … hai visto mai che funzionasse!!! Un abbraccio, mi aggiungo al coro di chi aspetta nuove. Ciao, graz
Congratulazioni! Ardovig
Ti seguo nellavventura milanese e spero che scriverai di più quanto prima connessione ad Internet permettendo :)
The Anti-war Movement in Italy
Hunger Strike Against Censorship
By KATRINA YEAW
http://www.counterpunch.org/yeaw09192005.html
Sono felice che tu abbia trovato casa (e mi dispiace per il piede).
Quanto al rispettare la parola data o tradirla .. ti prego non generalizzare, almeno non troppo…
Io nel 2003 a Bethlehem ho vissuto una vicenda simile alla tua con la mia padrona di casa che era una signora palestinese (araba, quindi).
Questo non cancella nulla delle altre belle esperienze che ho vissuto in Palestina e non mi impedisce di riscontrare, anche in Italia, la presenza di persone affidabili.
Concordo con te che l’atmosfera che si crea nei paesi arabi é più gradevole, in media, di quella italiana.
Però potremmo provare a cambiare il clima anche qui… almeno quelli di noi che lo sanno fare (e mi sembra che, salvo eccezioni, i tuoi interlocutori appartengano alla categoria e non sono poi così pochi).
…e infine ho pensato “ma questo post merita…un post!”. E così è stato ;)
Yo también tengo lágrimas en los ojos leyendo esto. Me acuerdo mucho de ti y no escribo más porque lloro.
Te quiero mucho
Non sono riuscita a leggere tutti i post sull’argomento, (per farlo aspetto la nanna della mia pupetta), quindi magari te l’ha già detto qualcuno, ma secondo me è significativo il fatto che tu abbia trovato proprio la pensione Italia…
tieni duro che alla fine c’è sempre una ricompensa;)
ciao M
Ma quando sei caduta tra le rotaie, perchè non è passato il treno?
Almeno la finivi di dire cazzate e soprattutto di soffrire.
A dimenticavo se ami tanto l’Egitto e gli Egiziani perchè non ci torni?
E’ sempre un piacere leggerti e questo post va dal dolce al delizioso al tragicomico. Coraggio!
PS: attenta a non parlare troppo della tua classe che poi ti trovano… ;-)
PS: se ti manca tanto il Cairo puoi riguardartelo con Google… non e’ una gran consolazione ma e’ pur sempre qualcosa ;-)
http://maps.google.com/maps?q=cairo&ll=30.047476,31.238240&spn=0.003317,0.005157&t=k&hl=en
Ma vieni via da lì…vieni al mare!!!
Ciao, complimenti per il bog.
:-) Ciao Lia :-)
Ho scoperto or ora il tuo blog, e’ vermaente splendido!
Ho riso molto al raccotno della tua disavventura e me ne dispiaccio… in bocca al lupo per il piede e la casa!
LIAAAA AA AAAAAAAAAAAAAAAA, MA DOVE SEI ?????
DACCI NOTIZIE.UN ABBRACCIO DALL’EGITTO. CIAO
No! Vabbe’ che nella boriosa Milano puo’ succedere di tutto, ma nascondere Lia, no questo proprio non lo doveva fare!
l’attesa di un post con il seguito della vicenda casa si sta facendo spasmodica !
abbi pietà di noi e scrvi !!!!!
Come vedi, ti accompagna un tifo da stadio. E un affetto di proporzioni analoghe ;)
Lia, dacci qualche segno, per piacere!
“Continua prossimamente”… Lia, ma ci si deve preoccupare?
Ciao Lia, ti leggo da parecchio ma mi decido a scriverti solo ora che hai trovato casa per darti il benvenuto nella mia Milano.
Una curiosità, anzi due, in che zona è la casetta? Invece, la casa dei “680-anzi-no-700-euro” in che zona era? Dalla descrizione sembra la mia.
In bocca al lupo per il piede.
Ciao, sst
hai fatto bene a mandare al diavolo l’affitto, non è per i 20 euro ma è per principio, cavoli! io cercherei di far passare qualche guaio al poco professionale agente immobiliare :(
zighni dove? samson? keren? :D
Zighinì da Samson.
La casetta dei “680 – no – 700” era all’inizio di via Montegani, quando inizia via Meda.
Quella in cui mi sono infine installata e navigo in continue infornate di scatoloni, invece, è esattamente a 10 minuti in bici dalla mia scuola e dall’università dove ho ripreso a fare qualche lavoretto. Io lo direi anche, in che strada è, ma se poi arriva un neocone e mi spara sotto casa mi portate sulla coscienza.
Ieri avevo scritto un post ma il computer dell’internet point se l’è inghiottito.
E’ stato bruttissimo.
Io, poi, se non posso fumare non riesco a scrivere, quindi forse è anche un bene che il coso di ieri sia svanito. Forse era semplicemente un brutto post e il blog l’ha sputacchiato via appena se l’è visto arrivare.
Non so.
Comunque sono di nuovo nell’internet point, e di nuovo non posso fumare.
Venerdì mi hanno giurato che arriva Fastweb.
Me l’hanno giurato.
Io ci credo.
Sono viva, insomma.
Baci tanti.
Vado a fumare.
(Ma lo sapete che bisogna anche dare i documenti, prima di accedere a un computer?? Qui sono pazzi, sono.)
Buona fumata, Lia! :)