
Impossibile non conoscere Paola Caridi, per chi si interessa almeno un po’ di Egitto: ho letto con notevole simpatia il suo Arabi invisibili, lo scorso inverno, divertita nel vedere quali cose dell’Egitto avessero colpito entrambe, nelle rispettive cronache cairote.
In qualche modo mi riconosco nel suo tipo di sensibilità rispetto al mondo arabo, fermo restando il fatto che la Caridi è una professionista con una formazione specifica e fa giornalismo. E in modo più competente del nostro Magdi Allam, mi pare di notare, il quale sarà anche egiziano, ma temo non abbia più le idee molto chiare sul suo paese.
Perché mi sembrava strano, in effetti, che in Egitto si fossero messi a condannare a morte gli apostati, e nientedimeno che dal pulpito di Al Azhar:
Il caso è esploso dopo che Suad Saleh, preside della Facoltà di studi islamici e arabi dell’Università islamica di Al Azhar, ha legittimato con una fatwa la condanna a morte di Hegazi perché non si è limitato a convertirsi ma «ha detto pubblicamente di essersi convertito al cristianesimo e si è perfino fatto fotografare insieme alla moglie con in mano il Vangelo ».
Questo è ciò che scriveva Magdi Allam qualche giorno fa, con mia attonita perplessità.
Perplessità che avevo già avvertito il 15, sull’aereo per l’Egitto, nel leggere la stessa notizia su Repubblica.
E una pensa: “Ma sono impazziti, ad Al Azhar? Non può essere…”
Infatti.
Poi leggi Lettera22, che è sempre un ottimo leggere, e lì c’è la Caridi che ti spiega:
Io non so che dire.
Qui non stiamo parlando dei proclami di qualche ragazzotto dei centri sociali.
Stiamo parlando di giornalismo serio fatto da persone di riconosciuta competenza che conoscono i luoghi e le persone meglio del nostro Magdi Allam, direi, e che fanno informazione in modo più professionale, serio e convincente della propaganda che va in onda da noi.
Come sia possibile che, dalle pagine del Corriere della Sera, si continuino a collezionare bufale a ripetizione senza che nessuno alzi manco un sopracciglio è un mistero, per me.
Un mistero che mi sembra indegno di un paese del cosiddetto “primo mondo”, ad essere precisi.

“Come sia possibile che, dalle pagine del Corriere della Sera, si continuino a collezionare bufale a ripetizione senza che nessuno alzi manco un sopracciglio è un mistero, per me.”
Per me no. E’ funzionale al viscidume occidentale, gli interessi dei poteri occulti ad un clima di guerra, di assedio, di paura per la minaccia islamica prevalgono su ogni logica.
Neanche per me, come il post precedente. Ormai non mi scandalizza più la stampa paludata, mendace, asservita… è la regola! E non si preoccupano neppure di rettificare! Anzi, una volta buttata lì la bufala produce commenti, ospitate, editoriali, chiose, radioforbici ecc ecc Vedi il recente caso, quello del Dr. Haneef medico indiano rilasciato in Australia per assoluta inconsistenza indiziaria dopo 4 settimane di carcere
http://www.guardian.co.uk/australia/story/0,,2136093,00.html
una breaking news mancata in Italia, dove 2 settimane dopo il rilascio ancora si parlava di “medici islamici che orchestrarono l’attentato di Glasgow” (GR1 ore 7 9.09.07)
Quali sono gli altri medici? Sapevano che il Dr. Haneef è risultato estraneo?
No. Al bar sport non lo sapevano (leggono solo i titoli sportivi), al GR1 neppure.
Un altro esempio ? Il caso di quel marocchino che dal muro di casa sua voleva togliere l’immagine della Madonna. Presentato dalla stampa (e anche dai blog) come un atto di oltraggio all’immagine sacra. Ma nessuno ha spiegato che era invece un atto di rispetto nei confronti della Madonna (quella vera, quella della sura 19, non l’effigie) – perche’ dal punto di vista di un musulmano la raffigurazione di un personaggio sacro equivale quasi a quello che per noi sarebbe una bestemmia. Ah, forse e’bene precisare: io non sono musulmano, e neppure cattolico. Sono agnostico, ma non sono del tutto ignorante in materia di religioni, come sembrano esserlo (o fingono di esserlo) molti sedicenti cattolici.