Stupidamente, non l’ho accompagnato, e devo limitarmi al suo racconto e alla sua faccia un po’ stranita.

Gli ha tagliato i capelli, il barbiere, e poi gli ha lungamente massaggiato la testa.
Infine, ha preso un filo di cotone e se ne è messo un capo tra i denti. Con l’altro capo ha formato un piccolo cappio: serviva ad imprigionargli i peli superflui. Metti il pelo nel cappio e poi, con movimenti secchi della testa, tiri il filo che hai tra i denti e lo strappi via. Il pelo, non il filo.
Tutto un ondeggiare del testone del barbiere, e tutto uno strappo, anzi, cento.
E così, Fant si è visto depilare le orecchie, le gote, lo spazio tra le sopracciglia… lo dicevo, io, che gli arabi non li sopportano proprio, i peli che avanzano…
E’ tornato tutto lustro e liscio, con l’aria di uno a cui è successa una cosa strana.

“E quanto hai pagato?”
“Quattro euro, prezzo da turista”
“Vabbe’, in Italia avresti pagato un bel po’ di piu’..”
“Sì. E non mi avrebbero offerto nemmeno il tè…”