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Ho visto i turisti.
Qui, dove abito io.
Da lontano credevo fosse una manifestazione, e invece erano i turisti.

Una camionetta della polizia che apre la strada, con i lampeggianti sul tetto e la luce bluastra che si vede lontano un miglio e che, infatti, mi ha spinto ad avvicinarmi.
Dietro, i turisti tutti in gruppo, in fila per tre, o per quattro.
Ancora dietro, a chiudere il corteo, un’altra camionetta della polizia, sempre con i lampeggianti.
Sulle camionette, soldati con il fucile spianato.
Tutto attorno, una folla di gente che guarda i turisti. Me compresa.

Loro (i turisti, dico) si sentono ovviamente osservati come animali di un circo, e paiono in imbarazzo.
Hanno la faccia compunta, qualche volta parlottano tra di loro e poi ridono. Tedeschi, sono.
E sembrano stranissimi persino a me, tutti biondi e tesi, vestiti in modo incongruente, con la faccia incongruente, il colore che non c’entra nulla, le solite donne con tutto all’aria, sono strani.
E filmano la scena del nostro stupore dinanzi alla scena che stanno offrendo loro.
E’ parecchio surreale, questo osservarsi a vicenda divisi dall’esercito. E dalle loro videocamere, che formano una barriera in piu’ fatta di ostentazione di denaro e tecnologia.

E’ la scena piu’ assurda che io abbia mai visto.
Trasmette malessere, e inutilita’.
E la cosa piu’ assurda di tutte e’ che, tra qualche giorno, i loro filmini verranno proiettati nei tinelli di Francoforte, nei salotti di Monaco… e, in Germania, si guarderanno lo spettacolo dei pericolosi egiziani che li osservano da dietro ai fucili.

E una delle pericolose egiziane saro’ io, con la mia gonna lunga, ripresa da una decina di videocamere mentre li guardo con gli occhi sgranati.