
Se c’e’ una cosa che mi ha sempre colpito, degli israeliani, e’ la bellezza fisica di molti di loro.
Ci si dimentica, a volte, dei miracoli che possono fare una buona alimentazione, un buon livello di vita, l’attivita’ fisica e, in generale, il potersi prendere cura di se’.
Ora ho spesso sotto gli occhi una strepitosa coppia di palestinesi: lui avra’ 32 o 33 anni e fa il medico sportivo, lei ne deve avere 27/28 e si occupa di pubblicita’ e, chiaro, vivono in Giordania.
Per loro e’ facile come lo e’ per un israeliano, essere belli.
Ed e’ che, come dicevo non molto tempo fa a un tontolone che si era stracciato le vesti sentendomi parlare di “faccia da israeliana”, buona parte degli israeliani e dei palestinesi hanno esattamente la stessa faccia, e i capelli lunghi con i ricci fittissimi della mia palestinese sono identici a quelli delle israeliane di origine yemenita che, in Israele, abbondano.
E insomma, sono un inno alla bellezza fisica, questi due, e in effetti pure la palestinese piu’ importante di Giordania – quella nella foto qui sopra – non scherza.
Doveva capitarmi a Basata, di vedere i miei primi palestinesi al mare in Egitto: in genere, il Sinai e’ pieno di ragazzotti israeliani che, tra le altre cose, vengono qui a farsi la vacanza da fine servizio militare. Arrivano dritti dritti dai Territori, magari, o da Gaza e, posato il mitra, parcheggiato il bulldozer, prendono pinne e maschera e vengono qui.
E non e’ bello sapere che i palestinesi, invece, se ne rimangono chiusi dentro nelle loro galere all’aperto e, al mare, non possono andarci neppure a Gaza, che’ la loro spiaggia se la sono presa i coloni, figurati venire qui.
Questi due vengono dalla Giordania, pero’, quindi hanno una vita normale che prevede il mare e le vacanze, e sono li’ che amoreggiano, belli e privilegiati, lui col suo inglese perfetto e gli studi negli USA, lei col suo mini-bikini bianco e l’aria intelligente e decisa sotto quei ricci fenomenali.
Lui pare un trattato di storia contemporanea, a parlarci.
“Mio padre e’ di Jenin. Io ho ereditato delle terre, a Jenin, e non le potro’ mai toccare neanche con un dito. Cosa penso di Israele? Oh, semplice: che non ha nessun diritto di stare li’. Certo che hanno diritto al loro Stato e alla loro sicurezza: perche’ non gliel’ hanno data gli USA, la terra, che ne hanno tanta e ci tengono tanto, a che loro ne abbiano? Perche’ non gliel’ha data l’Inghilterra, che e’ cosi’ brava a regalare terra non sua? Poi vogliamo parlare realisticamente? Be’, guarda: c’e’ stato un momento che io l’ho pensato, let’s give peace a chance. E poi loro hanno votato per Netanyahu. E poi per Sharon. Ma ti rendi conto? Eleggono come presidente uno che e’ stato dichiarato un criminale di guerra dai loro stessi tribunali. E loro che fanno? Lo eleggono. Pensa te. Si’, ci sono stato una volta, in Israele. Ed ho giurato a me stesso che non ci andro’ mai piu’, a meno che non sia per combattere o per entrare in un paese liberato. Ma cosi’ come stanno le cose, non posso. Sto male. Che fare? Niente, non c’e’ alternativa all’Intifada. Ma, bada bene, io ODIO questa cosa dei kamikaze. Sai perche’? Perche’ convinciamo il mondo e noi stessi che il sangue palestinese non vale nulla. Ci suicidiamo, e poi sappiamo che, per dieci morti israeliani, tocchera’ a venti, trenta palestinesi morire. Come se non valessimo nulla, come se non fossimo importanti. Stiamo fissando un brutto precedente che, in prospettiva, aprira’ la strada a dittature e a chissa’ quali altri orrori. E invece e’ importante, la nostra vita, e dovremmo cercare di salvarcela a tutti i costi. Ma forse per me e’ facile parlare: io sono in Giordania, non soffro come la gente di li’.”
E la ragazza: “Gia’. Noi siamo stati fortunati. Pero’ renditi conto: noi siamo giovani e i nostri padri, entrambi i nostri padri, sono vittime di questa cosa, hanno dovuto abbandonare tutto, hanno perso la loro casa… sto parlando dei nostri padri, che sono vivi. E’ successo ieri, praticamente, e per voi e’ solo storia.”
Io poi ne approfitto, che ho un dubbio da mesi: “Ma spiegatemi una cosa: ma che diavolo succede, in Giordania, che non faccio altro che sentire parlare di delitti d’onore, sui media italiani, e sembra che siano tutti li’?”
E mi hanno raccontato. Dei delitti d’onore, della regina e del re, della vita normale di citta’, dei beduini, dell’Iraq, degli USA e lui era in Kuwait quando Saddam lo invase e mi fa: “Cosa pensai? Be’, io sono un nazionalista arabo. Pensai che non era cosi’ che mi aspettavo la riunificazione ma che, insomma, almeno da qualche parte si cominciava.” Ride, e’ simpatico e sa di cosa parla. Mi racconta del corso di storia che segui’ negli USA, verso quell’epoca, e di come la vedevano gli americani, e di come la sua prof lo fece intervenire: “Ma se Saddam avesse messo le mani sul petrolio kuwaitiano, cosa sarebbe successo?”
“Be’, che lo avrebbe venduto! Ovviamente.”
Il mio taxista freme per riportarmi in spiaggia.
Intervista ai miei due palestinesi, fine della prima puntata.

capisco l’intenzione documentaristica (nel senso di documentare cosa pensano i palestinesi) ma ha senso ripetere nel 2004 la storia dell’illegittimit? di israele? ha senso rivangare l’elezione di netanyahu senza dire che arafat ha rifiutato le offerte di barak proclamandosi anche vincitore? ha senso non accennare mai alla natura non democratica – per usare un eufemismo – del governo di saddam e dello stesso governo iracheno? non ha senso, come non ha senso questo mio commento (che per? spero non venga considerato trolleggiante). queste cose te le avranno dette in 10mila, e tu avrai gi? spiegato 10mila volte come la pensi. vabb?, aspetto curioso la seconda puntata.
Intanto ,bentornata.
Ha senso, ha senso. Ripeti e rivanga che vai bene.Dai un’occhiata qui, quando hai tempo.
http://bloggerdiguerra.splinder.it/1086798695#2291231.
:-)
Che strano.
Io non sono n? israeliano e n? palestinese, eppure…..
complimenti, ? un bel blog il tuo!
Lia, visto che l’intenzione manifesta del maniaco che corrisponde al nick George ? quella di far estinguere i commenti su questo blog non sarebbe meglio, se possibile, bannarlo? Eviteremmo tra l’altro di doverci sorbire le sue invettive scomposte e farneticanti. Secondo me faresti un favore anche a lui…poveretto…
..ma non potevate andare insieme in spiaggia ? ..? interessante l’intervista…
scusa ? fuori tema, ma proprio carino, magari cos? ti regalo un sorriso :
http://www.berlusgoogle.com
www berlusgoogle.com
…cos?, per prenderla alla Vitti : comico-dramamtico…
Dal bignamino al wasp giordano.Fantastica coppia:viva l’Intifada tra un abbronzante ed un sorriso Cartier..Tanto a crepare ci vanno i fessacchiotti dei campi,mica noi..
Ma un libro sulla storia d’Israele,quella di Hebron degli anni ’20 o per dirne una degli atti d’acquisto del latifondo turco di questi plutocrati ebrei a fine ‘800,mai ?Ah,gi?.Per lei ? tutta teocrazia.Anche i rogiti notarili..
Ha mai parlato con un israeliano ,magari uno dei seicentomila espulsi dai paesi arabi nel’48 in una sorta di esodo incrociato,senza aver paura che possa smontarle il castelletto unidimensionale ?
Ha mai parlato con qualcuno senza avere paura in generale ?
Il suo post sul non essere antisemita ? veramente paradigmatico.Ed il bello ? che lei incarna talmente gli stereotipi del politically correct in materia che risulta persino credibile.
A me sembra semplicemente una ossessionata.
E mi saluti il suo amico,Miguel Martinez.
Nb Non se ne abbia a male per questo commento.Collaboro a farli estinguere.
George
a me quello ossessionato me pari te.
Sinn? che ce stai sempre a ff? qua dentro?
“e, al mare, non possono andarci neppure a Gaza, che’ la loro spiaggia se la sono presa i coloni, figurati venire qui.”
TI ADORO!!!!!!!! :-)))
“2. Non cercare di convertirmi, ch? mi scoccio”
“Ha mai parlato con qualcuno senza avere paura in generale ?”
Caro George, direi che la nostra amata prof. ha trovato una miriade di suoi pari, con cui parlare in un gioco di specchi che riflettono sempre esattamente la stessa immagine, le stesse idee, gli stessi pregiudizi. Il sistema a tenuta stagna pi? perfetto che esista, al confronto Il Manifesto ? una scuola di libero pensiero e di dibattito.
Restiamo giusto noi cocciuti a tentare, ogni tanto, di farla inciampare nella realt?, almeno di farle sospettare che esista.
E guarda come si arrabbiano!
Francesco
PS Prof, a parte l’invidia per il fatto che riesci ad andare al mare, il tuo post di ritorno ? bellissimo, non avrei immaginato il tuo match Egitto-Napoli. Peccato che non sei sempre cos
Miic: mi chiedi se ha senso riportare ci? che sentono persone che, per quanto sia il 2004, continuano a vivere sulla propria pelle, in modo estremamente diretto, ci? che a noi sembra solo Storia, come diceva la ragazza a cui, nel mio piccolo, “do la voce” che posso.
Non ti so rispondere. So che raccontare il punto di vista meno narrato, ovvero quello palestinese, per me ? importante, e sono sinceramente convinta che tutti dovremmo cercare di capirlo un po’ meglio di quanto facciamo di solito.
Non posso fare a meno di pensare, comunque, che la tua sia una domanda abbastanza crudele. Lo sai o ? una crudelt? inconsapevole?
Quanto a Barak, io credo che, pur essendo entrambi in buona fede, ci capita semplicemente di avere informazioni diverse.
Le mie, nel caso ti interessino, sono schematicamente riassunte in quest’interessante lavoro del gruppo Gush Shalom che penso di linkare permanentemente domani:
http://www.gush-shalom.org/Docs/Truth_Eng.pdf
(E’ in pdf. Poi, i link, certe volte appaiono come invisibili, su ‘sto blog. Se vai col cursore sulla linea bianca, comunque, lo vedi.)
La “generosa” offerta di Barak ? chiarita attorno ai punti dal 70 all’80.
Ma poi, sai, TUTTO questo problema ? una questione di informazione, e a secondo di quella che abbiamo vediamo le cose in un modo o nell’altro.
(Poi, certo, ci sono pure un sacco di manipolatori muniti di ammirevoli facce di bronzo, ma non ti includo tra questi).
Sulla natura non democratica del regime di Saddam, mi viene un po’ da ridere: dovresti vedere quello dell’Arabia Saudita, allora…
Vivendo qui, posso assicurarti che il nostro modo di volerci dare ragioni etiche nel pi? assoluto strabismo ?, probabilmente, la caratteristica occidentale pi? detestata dagli arabi. Specie da quelli intelligenti.
Te lo assicuro: l’Occidente tutto non lo vuole, un mondo arabo democratico. Perch? il mondo arabo, democraticamente, deciderebbe di controllare le proprie risorse e di correre in aiuto dei palestinesi. La volont? popolare, qui, ? questa. Non sarebbe anche la tua, se ti fosse capitato di nascere qui?
E tu vuoi che io vada a dire in giro che “Saddam non era democratico” e per questo gli abbiamo fatto la guerra?? Mi prendono a scarpate, mi prendono.
E con una certa ragione.
Penso,che chiunque sia libero di pensarla come vuole, ma ci sono cose “soggettive” e quelle “oggettive”…che i palestinesi stiano obiettivamente peggio degli israeliani, mi pare lampante!Che,ad oggi,occupino meno del 20%dei territori,loro assegnati nel 1948,? vero.Che sono stati invasi, bombardati, occupati..anche…che ogni giorno muiono a decine, sia uccisi, sia di malattie perch? sono la parte pi? povera economicamente non ? una bugia…potrei continuare ma ruberei troppo spazio non mio…
Allora perch? non si deve dire?Come mai se si sfiora l’argomento ,arrivano turbe di ebrei offesi,perch? si sentono colpiti in prima persona?
Si parla di governi,politica,qui non conta di quale gruppo etnico si fa parte,o quale religione si professa…Non ? chiudendo gli occhi che la situazione cambia..E non mi dite, che non si “difende” mai Israele…non ne ha bisogno,non ? la parte pi? debole…c’? gi? chi ci pensa abbastanza…diamo voce a chi non ce l’ha..
Lilith
“Perch? il mondo arabo, democraticamente, deciderebbe di controllare le proprie risorse e di correre in aiuto dei palestinesi. La volont? popolare, qui, ? questa.”
Scusami, mi risulta che i governi dei paesi arabi si intaschino una quantit? notevole di soldini per vendere al resto del mondo (mica solo all’Occidente) il loro petrolio e il loro gas naturale. E che si siano organizzati in un bel trust (OPEC) per venderlo a prezzo pi? alto. Quindi ho forti dubbi sul fatto che il controllo delle risorse potrebbe essere di pi? in mano loro di quanto lo sia oggi.
In quanto a correre in aiuto ai palestinesi: siamo ingenui ragazzini di 14 anni o cerchiamo di capire? Credi veramente che i governanti democraticamente eletti dei paesi arabi organizzerebbero i loro eserciti per una bella “crociata” (ops, come si dice in arabo?) contro gli Israeliani? Oh, sarebbe un bello spettacolo di macelleria umana, roba che non si vedeva dalla Prima Guerra Mondiale, ma lo sanno anche loro.
Gli unici che potrebbero non volere un mondo arabo democratico sono gli Israeliani pensati dai Nazi, come una setta di astuti manipolatori di ingenui americani, a cui fa comodo lo spauracchio delle dittature arabe per restare gli unici alleati affidabili degli USA. Allora possiamo pensare che Khomeini e Bin laden siano loro astuti complotti per indebolire gli altri alleati degli yankees … ma a questo punto di solito ti portano al manicomio di Seriate.
Ciao prof
Francesco
Temo che la questione del controllo delle risorse arabe sia un po’ pi? complessa di come la vedi tu, Francesco. Forse non lo sai ma sul petrolio degli arabi, Arabia Saudita e Kuwait in testa, non esiste decisione non controllata dagli USA. A proposito: stiamo parlando dei paesi pi? fondamentalisti e meno democratici del mondo arabo, casualmente quelli dove Bush ha pi? amici. Fraterni.
Ripeto: un popolo arabo libero di scegliersi i governi ne cambierebbe parecchie, di situazioni di questo tipo.
Quanto ai palestinesi ostaggio degli israeliani, pena “un bello spettacolo di macelleria umana, roba che non si vedeva dalla Prima Guerra Mondiale” qualora venissero messi in condizione di difendersi (per un attimo mi sei sembrato Saddam che parlava di curdi, sai?), non so: certo, in un clima sorretto da quelli come te, ? probabile, anche se la novit? di vedere la macelleria da ambo i lati sarebbe un’inedito di cui, forse, il mondo ha un attimo bisogno, tanto per tornare a fare due chiacchiere con la realt?.
Ma io continuo a pensare che Israele sia, in fondo, un paese pi? giudizioso di quanto non lo desideriati voi fanatici: in passato, l’unica vera disponibilit? ai compromessi l’ha dimostrata quando ha preso paura, come ? normale: in genere, che due contendenti abbiano forze equilibrate fra loro fa tutt’altro che male alla pace.
Comunque, Francesco, non so se te ne sei mai accorto, ma a me non interessa molto discutere con te. Queste modalit? di rapporto internettiano stile bar di paese, in cui si polemizza sui massimi sistemi, un post dopo l’altro, come tanti pensionati in osteria davanti a un bianchetto, mi infastidiscono e mi annoiano.
Non avermene, se non desidero metterti a disposizione il mio spazio affinch? tu e qualche altro tuo amico me la esportiate qui: credo che in giro ci siano diversi blog i cui contenuti girano proprio attorno a questo tipo di attivit? e sono certa che possano abbondantemente soddisfare le tue necessit? di polemica.
Io muoio di noia, a risponderti. Quando lo faccio, ? solo per gentilezza, ma ci? che ho scritto nelle avvertenze ? assolutamente vero: mi scoccio.
Forse ho capito male quando ti riferivi alle azioni degli ipotetici governi arabi democratici a favore dei palestinesi. Puoi spiegarmi?
Sul controllo della risorse petrolifere arabe (diciamo saudite, che il Kuwait mi pare in una posizione tutta sua)”non esiste decisione che non sia controllata dagli USA”: devo prendere la tua parola o puoi elaborare?
Non credo che tentare di confrontarsi con te voglia dire volerti convertire. Io non resisterei in un paese arabo pi? di 5 minuti, e proprio per quei fattori che a te lo fanno amare; non ne traggo alcun giudizio n? desiderio di cambiarti.
Io l’aggressivit? cerco di sfogarla sul campo di pallacanestro, prendendo un sacco di botte da gente pi? giovane e forte di me, non sul tuo blog. Ma dovresti ammettere che una certa qual tendenza a pontificare la hai anche tu, ed ? difficile, commentando questo post, limitarsi a parlare del tempo.
Poi c’? il vero motivo per cui ancora ti scoccio. Non sei una giornalista da Internet alla Kurt Nimmo, in cui incappa solo chi se l’? cercata. Sei un insegnante. Un educatore.
Francesco
Cosa c’entra che io sia un’insegnante, scusa?
Messa in estrema sintesi, e scusa la mia rozzezza:
il ruolo di educatore non ? compatibile con il rifiuto assoluto e sincero di confrontarsi con il prossimo, con il timore che questo voglia convertirti, con il desiderio che si levi dai piedi al pi? presto;
e neppure con la predilizione per l’uniformit? (questa ? una mia impressione ma molto forte): a te i copti stanno antipatici perch? rompono l’uniformit? degli egiziani che ti piace tanto, non sono islamici, osano criticare il governo.
Idem per tutti gli argomenti che metti alla voce: non scocciatemi con queste domande.
Ho avuto professori di idee diverse dalle mie in grado di insegnarmi molto perch? amavano quello che insegnavano e rispettavano la diversit? delle persone che avevano di fronte. Se tu riesci ad essere un’altra persona in classe rispetto al blog, ottimo per i tuoi studenti e … male per me.
Mi spiace per i pulcini.
Francesco
1. Io non non dovrei nemmeno rispondere a cose del genere ma, ancora una volta, sono gentile: insegnare ? un mestiere che prevede una deontologia precisa, e NON ? un modo di essere, nonostante i romanticismi d’accatto di un paese mammone e confuso come il nostro.
Qualora tu fossi mio alunno – ed io fossi pagata per essere la tua docente – sta’ sicuro che condurrei le mie lezioni dissipando ogni tuo timore e insegnandoti ci? che si prevede che io ti insegni. Punto.
Ti prego di non prenderti ulteriori confidenze sul mestiere che faccio e su come lo faccio.
2. Io, qui, non ci scrivo per lavorare. Ci scrivo per svago. Scrivo su internet da cinque anni e, comprenderai, questi temi li ho toccati spesso: se tu credi di avere qualcosa da dire su cui io non abbia gi? discusso fino alla nausea, in questi cinque anni, accomodati. Mi sorprenderai e ti trover? interessantissimo. Desiderer? con tutto il cuore il confronto con te, te lo assicuro.
Siccome non mi pare che le cose stiano cos?, io sarei una pazza da legare se, dopo tutti questi anni, avessi ancora voglia di “confrontarmi” col primo che passa ripetendo all’infinito sempre le stesse solfe.
Se non ti dispiace, desidero dedicare le mie energie ad altro e, di mettermi a compilare un saggio breve sull’Opac a comando, giusto perch? me lo chiede un tizio chiamato Francesco, non ho voglia. Tutto qui.
Non faccio queste cose per “dimostrare di avere ragione”. Lo so gi?, che ho ragione, e non me ne frega nulla di convincerti.
Lo farei nell’ambito di un contesto che mi potesse essere utile, o come arrichimento personale o per mestiere. Non ? questo il caso, mi dispiace.
Quanto alla mia “predilezione per l’uniformit?”, non farmi ridere: me ne starei a Milano a guadagnare 60 volte quello che guadagno qui, se avessi questo tipo di predilezioni.
E i cristiani che frequento io mi sono simpaticissimi e non mi ? ancora capitato di sentirli criticare il governo.
In compenso conosco decine di musulmani che lo fanno.
Parli per dare aria alla bocca, tu, e pretendi pure che io sprechi interi minuti della mia vita per rispondere a queste cazzate.
Mi hai quasi convinto ad andarmene per sempre. Ma ho una figlia di 20 mesi e non voglio che trovi MAI una “insegnante” come te. Quindi la lotta continua.
Francesco
Che tu sappia di avere ragione lo sospettavo. Ti farei solo la domanda che ho in serbo per Marco Pannella: qual’? l’ultima volta che hai avuto torto, se ti ? mai successo?
Ma che lotta? Ma che dici?
Questo ? tutto scemo.
Sar? breve.
Direi che, a 42 anni, non hai una concezione corretta di come e perch? si lavora. La tua idea non ? adeguata per fare il tornitore o il manovale, tanto meno per la pesante responsabilit? di un insegnante.
In cambio ? molto diffusa (pi? in Italia che in Egitto, se ricordo quello che ti ha detto un tuo sutdente sul rispetto per l’insegnante).
Andrebbe sconfitta e messa a riposo, a occhio e croce nella pattumiera “errori del positivismo”.
Mi sono spiegato?
Lo scemo
cara Lia, penso Francesco si riferisca alla frase : “Lo so gi?, che ho ragione”. Penso non lasci adito a repliche, e quindi destabilizzi. Un po’ come dire “credo in Dio”. Chi ti parla,quando dice “credo in Dio”, quando ti parla, non ? disposto a cambiare idea su Dio. Io, quando parlo, sono disposto in ogni momento a cambiare idea, se qualcuno riesce a convincermi.
Con questo entro e esco da questa polemica, pensando sia ovvio che giustamente tu non abbia voglia di cimentarti con queste polemiche sempre uguali – e fino a l? massima comprensione -. Poi, per come son fatto io, mi fa un po’ paura chi ha ragione e sa di averla. – sembra un dialogo chiuso, in questo senso-.
A riguardo delle cose : tutti hanno delle fonti in base alle quali annunciano le proprie ragioni : ? disorientante questo accumulo di ragioni stridenti.. Se tutti avessero un po’ torto, forse, si potrebbe andare un po’ pi? d’accordo, no ?
Un sorriso comunque, che ? un piacere leggerti. Mi dispiace per queste polemiche, e scusa se mi sono intromesso.
ciao!
ps questo ? almeno quello che ho capito io, se ho sbagliato me ne scuso anticipatamente, visto che per me rimani un ottimo punto di vista sulle cose del mondo – grazie -.
In compenso, Francesco, e per rimanere in tema, tu a me sembri un incattivito disadattato dotato di una personalit? pesantemente ossessiva, e trovo allarmante che ci siano in giro padri di famiglia che non trovano nulla di meglio da fare che usare internet per molestare sconosciuti con commenti pateticamente offensivi sulla loro vita personale e professionale.
Ma naturalmente questo tipo di considerazioni, come le tue sul mio lavoro, servono solo ad essere villani, no?
In realt?, direi che non ci conosciamo e stiamo solo sprecando tempo e banda in considerazioni sciocche e inutili.
Apprezzo, comunque, che ti preoccupi gi? da adesso che tua figlia abbia buoni insegnanti, in futuro.
Ne avr? bisogno.
Credo che ci siamo detti tutto, e ti prego di notare come i parti del tuo cervellino, tradotti in commenti, servano solo a trasformare una zona del mio blog in una riserva di spiacevolezze.
In realt? ? questo, il mio problema con quelli come te: vi trovo disturbanti sul piano estetico, semplicemente.
Tra te sul mio blog e uno scarafaggio in salotto, non trovo differenze significative.
Blu: non credo che esprimere una considerazione ovvia e pacificamente assodata sull’Opac sia comparabile a una dichiarazione di fede in Dio.
Nelle mie intenzioni ? piuttosto un invito ad informarsi meglio, possibilmente senza pretendere che sia io a sbattermi nella compilazione di saggi in veste di post, per giunta gratis.
Basta. I commenti sono il regno del delirio, appena una si distrae un attimo.
Aria.
Guarda che si chiama OPEC ;)
Ciao
Francesco
Tu pensa!
cara Lia, assolutamente d’accordo, era solo per farti capire che a volte non si leggono i “toni” della discussione, quindi si pu? fraintendere il modo in cui uno parla.. ..ho citato Dio per far capire cosa intendevo quando penso di dialogare in modo chiuso con qualcuno che non cambier? mai e comunque idea per quante prove io possa avere. E’ un esempio, non un giudizio su di te, sia chiaro.
Tutto qui, e.. non perdere tempo ad arrabbiarti, ? cos? bello leggerti che ? un peccato vederti arrabbiare e perdere la serenit? per quello che dovrebbe essere, appunto, per quanto carino, informato, impegnato e quant’altro, un piacere e uno svago.
Francesco, le offese chiamano offese, e mi pare tu abbia esagerato.. ..ovvio che poi ti arrivino certe risposte. Se uno ha un’idea, cosa deve fare, liofilizzarla ? Un’ insegnante – ma su questo blog Lia ? una persona, punto, per cui non dovresti poter giudicare il suo lavoro – ha il dovere di confrontarsi,forse, mica di cambiare idea.
..fondamentalmente penso Lia abbia le sue idee, e che si confronti, anche, solo che concordo : se tu avessi risposto per 5 anni le stesse cose, alla fine cominci a non poterne pi? !
Un sorriso a Lia sperando di farle rinascere un sorriso ! Eddai, sorridi ! non pensarci pi? !
Ehi ? mi ascolti ? Dai, non spazientirti pi? in questo delirio senza scopo !
Francesco, tu per? ti rendi conto che sei andato un po’ fuori tema, e in modo pesante ? Basta, dai..
Che pensate un po’ : se non riuscite a far pace voi, siam ben messi per il medio oriente..
ciao Lia, un saluto, buona giornata e.. non pensarci pi? ! ciao!
‘Azie, Blu. :)
Decodifichiamo il mio lapsus, a proposito, ch? Freud non ? un’opinione. :)
Ho ripetuto per tutto questo thread che, sostanzialmente, non avevo nessuna voglia di mettermi a scrivere saggi a comando e gratis.
Ora: il primo strumento che viene in mente a una prof, quando si fa lavoro di ricerca, ? giustappunto l’OPAC.
Il fatto che la prospettiva che pi? rifuggo con orrore mi induca a un lapsus di questo genere ? sintomatico, credo, di un livello di “sofferenza” ormai parecchio elevato.
L’insofferenza ? il minimo, a questo punto, e probabilmente anche un dovere autoconservativo.
Un incubo.
Allora: non ho i miei libri in Egitto, ovviamente, ma qualcosa riesco a fare comunque.
Per quanto riguarda le aspettative democratiche dei giovani arabi e il loro contrasto con gli interessi del cosiddetto Occidente, ti rimando a Fatima Mernissi, Islam e democrazia. L’autrice ha molti limiti come politologa e divulgatrice del pensiero islamico ma nel suo mestiere di sociologa riesce meglio, e il tema ?, appunto, da sociologa. Editore Giunti, mi pare.
Per quanto riguarda l’influenza degli USA – e delle compagnie petrolifere multinazionali – nella politica e nelle scelte dei paesi produttori di petrolio, ho una vertigine di infinito.
La mia frase, esattamente, era: “Forse non lo sai ma sul petrolio degli arabi, Arabia Saudita e Kuwait in testa, non esiste decisione non controllata dagli USA.”
Le cose che ho pi? a portata di mano sono: Riccardo Cristiano, La speranza svanita, Editori Riuniti. E’ un libro serio dotato di una discreta bibliografia, e ripercorre la nascita degli stati del Golfo e la loro situazione attuale.
Apprenderai dei motivi che portarono i Sauditi sul trono della Mecca e del ruolo degli inglesi prima, delle compagnie petrolifere e degli USA poi, nel sostenerne il potere che, detto en passant, in realt? sarebe dovuto andare agli hashemiti, da sempre custodi della Mecca e rappresentanti di un Islam illuminato che, oggi, rimpiangiamo.
Apprenderai inoltre del ruolo degli USA nel sostenerne, da sempre, il regime dittatoriale e oscurantista (altro che l’Iraq), noto per essere uno dei pi? folli del mondo, e della premurosa politica di contenimento dei prezzi del petrolio con cui i Sauditi li ricambiano.
Chi trova, estrae, trasporta e commercializza il petrolio sono le grandi compagnie straniere: quando l’Iran, a furor di popolo, prov? a nazionalizzare l’industria petrolifera, gli USA organizzarono il colpo di Stato da cui, pi? tardi, sarebbe scaturita la reazione komeinista.
Ma la storia del Medio Oriente, dal ritrovamento del petrolio in poi, ? sempre stata stretta nella morsa petrolio- e, dopo, Israele, sia soggiacendone che ribellandosi in modo radicale, con il corollario di dittature e tragedie che conosciamo.
Gli Stati produttori si dividono in ‘buoni’ o ‘cattivi’ a secondo di quanto obbediscono ai nostri interessi, e del tutto indipendentemente da come trattano la propria popolazione. La differenza tra l’Iraq di prima dell’embargo e l’Arabia Saudita o il Kuwait, ? un esempio lampante di questo.
Fatti un giro su cos’era, l’Iraq, prima della guerra del Golfo: laico, con le migliori infrastrutture del MO, una presenza attiva delle donne impensabile, nei due paesi suddetti, un tasso di scolarizzazione vertiginoso e cos? via.
Lo abbiamo raso al suolo, mentre gli USA continuano a pagare il petrolio dei sauditi con armi.
Interessante il caso del Venezuela, a questo proposito: io ho insegnato per molti anni l’italiano ai dirigenti stranieri di una grossa multinazionale del petrolio con sede anche a Milano. Uno dei direttori che ho avuto come alunni arrivava fresco fresco dal Venezuela e mi raccont?, come chi racconta una cosa ovvia, che il Venezuela non avrebbe mai potuto aumentare il prezzo del suo petrolio perch? gli USA, principali acquirenti, gli avrebbero organizzato un colpo di Stato il giorno dopo. Questo lo scrissi in tempi non sospetti ed ? in rete: mi scoccio di ripescare il link al post, che ? sul vecchio forum. Se proprio devo, lo far?, ma se ti fidi mi risparmi uno sbattimento, anche perch? non ? importantissimo: serve solo a spiegare meglio il mio pensiero.
Quello che ? successo ora con Chavez ? noto: fallito il golpe (puntuale!) e cambiati i tempi rispetto a quando l’America Latina era la caserma degli USA, rimane da vedere cosa succeder?.
Pfaal sta seguendo la vicenda molto bene e te lo consiglio.
A quest’indirizzo:
http://www.fpif.org/briefs/vol2/v2n4oil_body.html
trovi un articolo pubblicato a suo tempo anche dal MERIP (link nella mia pagina) che fa un po’ il punto sulla politica petrolifera USA in MO.
L’articolo ? vecchiotto ma, su queste cose, non c’? tanto bisogno di inseguire l’attualit? e, comunque, da quando gli USA hanno un presidente petroliere socio d’affari delle grandi famiglie saudite, come i Bin Laden, la situazione ? solo peggiorata.
Se poi sei diffidente e vuoi approfondire il tema, in calce all’articolo c’? abbastanza bibliografia. Divertiti.
Per quanto riguarda Google, mi sono limitata a fare quello che avresti dovuto fare tu: digitare “Opec USA petrolio” e vedere cosa usciva.
E’ uscito questo, per esempio:
http://www.sgrtv.it/link/numeroiraq/DiBellaLuca/Opec%20nel%20mirino.htm
Non sar? nulla di che, ma almeno la pianterai di scrivere che ci? che io ho detto ? “una frase che contraddice ogni informazione disponibile”.
E’ un’ovviet?, invece. Lo ribadisco.
Il sito ? quello della scuola di giornalismo Radio TV di Perugia e dice, testualmente: “Washington controlla le decisioni in materia petrolifera di Kuwait e Arabia Saudita.”
Se pure loro parlano di cose che “contraddicono ogni informazione disponibile”, che ti posso dire: scrivigli e protesta.
Ma ti prego: smettila di trapanare la mia pazienza e il mio tempo.
Non ho intenzione di sopportarti oltre.
P.S. La frase “Io sono convinto che gli insegnanti dovrebbero essere ben pagati perch? il loro lavoro ? una …” ? completamente insensata.
Ti consiglio di andare a rivederti il significato della parola “missione”.
X Blu:
io sono andato a leggermi la sezione FAQ, visto che la prof dice di avere gi? risposto (e pure 1.000 volte) a certe domande. E di essere, giustamente, stufa.
Non ci ho trovato niente. Di documentato e/o convincente, per non dire di pertinente alle mie domande.
Mi sono scusato per l’unica volta in cui mi sono lasciato andare e, da allora, ogni mio intervento ? un impegno di autocontrollo. Rimango della mia opinione sulla deontologia del mestiere di insegnante di cui parla Lia (che invece ? una missione, e pure in modo molto pi? esplicito di altri lavori). Ma mica la obbligo a seguirmi, solo glielo dico. Questo ? offenderla?
Potresti suggerirle che, se le rifanno sempre le stesse domande, forse le risposte che da’ lei non sono cos? convincenti come le pare. O chiare. E che dare sempre la colpa all’indole malvagia e all’ignoranza bestiale degli altri non pare bello.
Quando avr? tempo andr? a riprendere il post con i copti, per verificare la mia impressione. E cercher? di spiegarmi meglio. Io non sono un insegnante.
Una cosa ti chiedo: cosa vuole dire che “su questo post Lia ? una persona, punto”? A scuola ? un’altra persona? Crede in cose diverse? Mica le ho chiesto il criterio con cui da’ i voti o i titoli dei temi.
Francesco
calma ragazzi,calma…
Ma che vuoi, si pu? sapere?
Che ti faccia un riassunto della storia dello sfruttamento del petrolio in Medio Oriente?
E perch? te la dovrei fare io?? Esistono libri, siti, documenti che te lo spiegheranno mille volte, quello che ti ho detto.
Leggiteli da solo e non scassarmi l’anima, no?
Capirei se ti avessi dato una notizia esclusiva, ignota all’Occidente o mai pubblicata in italiano…
Ma tu mi stai chiedendo, semplicemente, di trasformare il mio blog in uno di quei siti-macchietta in cui una platea di aspiranti opinionisti si fronteggia, anno dopo anno, a colpi di articoli di giornale, linketti e imitazioni dei talk show, sentendo nel contempo l’ebbrezza di stare facendo “l’intellettuale”.
Ma figurati! Non ci penso proprio, guarda.
L’insegnamento ? una “missione”, come no.
Cos? siamo messi in Italia, infatti: ? proprio grazie a questi residui di cattolicume – di quello bavoso – che abbiamo i docenti meno pagati d’Europa (tanto so’ missionari!) e un’utenza pi? portata a chiederti magia che professionalit?.
Ma vergognati, fammi il piacere: ci mancherebbe solo che mi mettessi a fare la missionaria coi miei studenti e col mondo, invece di insegnare lingue.
Sei il perfetto esempio della mentalit? lagnosa e affettivamente accattona che infesta l’Italia sull’argomento scuola e la fa correre felice verso il suo analfabetismo di ritorno sorretto, questo s?, dall’ammore a dai bacini dei prof che, per quieto vivere, vi assecondano.
Puah.
Che poi, a te, un missionario serva al pi? presto, non ho dubbi: se non ti dispiace, per?, preferisco lasciare l’incarico a qualcun altro.
Non ti trovo interessante, lo capisci? Zero. Scrivi solo roba aggressiva, petulante e lagnosa. Non mi ? utile, parlare con te. Mi fai sprecare tempo.
NON SEI un mio studente, santo cielo. Non me ne frega nulla di stare a parlarti, a meno che non mi paghi, in qual caso potrei cambiare idea. Forse.
E, comunque, a te farei un prezzo speciale: circa il doppio del normale, considerando quanto sei assillante e ossessivo.
Altro che “missione”.
Te la do io, la “missione”.
Hai trovato proprio la parola che pi? mi fa schifo, tra le mille che si possono impiegare parlando di insegnamento.
E vi permettete pure di disprezzare il Terzo Mondo, quando nella testa avete il Quarto o il Quinto.
“Missione”. Roba da matti.
Dimenticavo: dignit? vorrebbe che ti comportassi come un adulto, invece di stare a tirare la prof dalla giacchetta perch? non ti ascolta e invece dovrebbe farlo “per missione”.
Che si suppone che tu abbia pure un’et?, visto che hai una figlia.
Cose da pazzi.
Problema: scrivi sul tuo sito una frase che contraddice ogni informazione disponibile: (riassumo) ‘i paesi arabi non controllano le loro risorse naturali’.
Ti chiedo lumi, esponendoti in sintesi estrema i fatti che in maniera pi? lampante contraddicono la tua frase.
Mi mandi a quel paese accusandomi di averti chiesto di scrivere un trattato sul tema.
Dove sta il problema? E perch? hai fatto una affermazione controcorrente se non hai intenzione di sostenerla? Dai per scontato che chi ti legge crede a qualunque cosa tu dica? O che non ti tengano neppure in considerazione? Non hai messo il punto nelle FAQ, non lo trovo nei tuoi link …
OK forse sono tonto e comincio a vedere la soluzione. “Ovvia e pacificamente assodata” non lo avevo ben recepito. Si vede che viviamo su due Terre parallele, in universi differenti. Oppure che le tue fonti di informazioni ovvie e pacificamente assodate esulano dalla mia scarsa conoscenza del mondo.
Dovrebbero essere in italiano, hai detto.
Per favore, almeno un nome da cui partire per la mia istruzione.
Francesco
Io sono convinto che gli insegnanti dovrebbero essere ben pagati perch? il loro lavoro ? una … (insomma quella cosa l?); il che ? ben pi? importante della singola materia. E’ la mia esperienza di studente, dalle elementari all’universit?.
mamma mia che chiommo…K
A proposito di petrolio e politica estera americana, vorrei aggiungere che Henry Kissinger disse durante la crisi del 73-74 la seguente cosa, alquanto illuminante a mio parere:
“Il petrolio ? un bene di consumo (*) troppo importante per esser lasciato nelle mani degli arabi.”
Testualmente in inglese: “Oil is much too important a commodity to be left in the hands of the Arabs”
Una ricerca su google con quella frase, tal quale, porta ad un mucchio di link veramente interessanti.
In particolare segnalo questa:
http://www.empirenotes.org/may04.html#30may041
(*) come si traduce “commodity”?
Ah ah ah, son morto dal ridere alla frase “mentalit? lagnosa e affettivamente accattona ” ! Ero piegato in due ! Ho cambiato idea, cara Lia, sei spettacolare quando ti arrabbi ! ;-)
posso chiederti solo una cosa, se puoi, se ti va ? quando dici che l’iraq era “laico, con le migliori infrastrutture del MO, etc”, fermo restando che – almeno dal mio punto di vista – ? palese l’intervento pro petrolio loro o almeno per la posizione geopolitica strategica,non ? come dire di un bambino coi piedi nel fango che ha una camicia pulitissima ? cio?, saddam non era mica un santo, per quanto proprio ieri negli usa – se non ricordo male – hanno provato che iraq e al qaida non c’azzeccano nulla e che quindi, tutta la guerra nel golfo, ? un pretesto.
Non perder tempo, se non ti va, mi raccomando !!
per Francesco : scusa sai, ma mi ha fatto sbellicare, Lia. E mi spiace abbia ceduto a farti comunque una ricerca – che non penso tu utilizzerai – a nome tuo, dopo che era arrabbiata. Quando dico “? una persona, punto”, intendo che su questo blog non deve comportars con te come – da insegnante – coi suoi alunni, non deve – anche qui – mettersi a spiegare. Immaginati tu : torni dal lavoro, magari stanco, arrivia a casa e dici “dai che mi rilasso un po’ al blog” e invece ti trovi impigliato in polemiche assurde.. no ? Ok, due link te li poteva dare, per? a mio avviso hai sbagliato il modo di chiedere e di pretendere, soprattutto.
Un’altra cosa : per quanto uno la possa pensare diversamente da Lia, – e questo ? ammissibile-, se la leggi non puoi pensare che il suo livello di documentazione – anche di parte, se vuoi – sia superficiale. E’ di certo, a furia di leggere, documentato e provato. Poi uno pu? leggerlo in un modo piuttosto che in un altro, questo s?, pu? darci un taglio piuttosto che un altro, magari, ma non ? frutto di una conoscenza superficiale.
Quindi, a mio avviso, non dovresti chiedere a lei siti attendibili che documentino quel che dice, li troverai, piuttosto altri siti che documentino l’opposto di quel che dice e, penso, li troverai comunque, perch? il mondo ? pieno di idee diverse e modi di lettura diversi dello stesso fatto.-comunque sul controllo del petrolio da parte degli usa ne ero al corrente anch’io, per altre vie-
Se la ragione, in ogni caso, fosse nettamente da una parte sola, penso, la pace sarebbe domani.
Invece tutti non fanno che rinfacciarsi l’un l’altro le altrui colpe.
Saluti ad entrambi, e grazie ancora per la risata a Lia… sei spettacolare quando t’arrabbi, ma non stare a perdere la tua serenit?, dai !
;-)
Grazie prof, sei stata molto gentile.
E se ho dato l’impressione che pretendessi da te qualcosa, me ne scuso.
Francesco
Signora,le avevo dato il consiglio giusto.Quello di chiudere la sez.commenti.
Visto cosa succede a non volerli estinguere?
Che sar? mai qualche applauso in meno..Se li pu? far recapitare a domicilio.
Pensi a quanto prezioso tempo potr? riservare ai suoi post,evitando di controllare ci? che questi passanti per caso hanno la briga di scribacchiare.
Mi dia ascolto.Chiuda.
Un saluto
Ps:Ci hanno gi? pensato gli stati arabi non democratici ad attaccare Israele.Questa volta temo non ci sarebbero mattanze:il fungo atomico non si vede bene in tv.
Chiuda signora,chiuda…
ma scusate, “OIL FOR FOOD” non esaurisce in s? forse ogni commento possibile, ogni analisi ed ogni certezza sulla questione?